L'opera spicca per l'altalenanza qualitativa; evidentemente ha pesato la partecipazione di troppi autori.
La base su cui si fonda il tutto, nella sua stramberia, risulta credibile e funziona (mi ci ritrovo anche, data la mia insofferenza verso le ricorrenze), oltre a fornire il pretesto per il divertente comportamento del protagonista.
Le parti migliori si trovano alla fine con nonna Peppa e la preparazione della festa a casa del festeggiato. In particolare ho riso allo scambio di battute:
- Topolino conosce il valore dell'amicizia.
- Speriamo che non conosca quello del salotto.
La puntata centrale (quella disegnata da Ferraris) è simpatica, ma presenta alcune pecche. Paperone ha assoldato quelli che descrive come i più intelligenti del pianeta: Archimede, Gancio e Orazio. Orazio? Ma veramente?
Poi il vecchio cilindro vuole spedire il protagonista lontano perché, festeggiandone il compleanno, tutti disertano i suoi negozi. Capisco che Topolino nel corso delle sue avventure abbia fatto molte conoscenze (buona parte delle quali nemmeno frequentata assiduamente), ma l'incidenza di ciò nelle attività commerciali sparse per il globo del magnate sarebbe minima.
Ma anche escludendo questo, chi a causa del geneatliaco non va in un negozio, rimanda al giorno successivo: l'economia non viene arrestata per mesi.
Ma il peggio viene raggiunto nella sequenza di Cordara, autore che di solito apprezzo. Che perfino i nemici dell'avventuriero vogliano festeggiarlo denota un buonismo esasperato e insopportabile. Si potrebbe supporre che lo facciano per dispetto, considerando il rapporto di Topolino con il proprio compleanno; accettando tale interpretazione, troverei comunque squallido e deprimente criminali di tal fatta ridotti a fare marachelle.
Senza contare che pure il loro avversario preferirebbe venire ucciso piuttosto che essi festeggino il suo compleanno. Lo si può attribuire all'ironia del personaggio, ma secondo me andava trattata più discretamente.
Questa parte è talmente brutta che mi affossa tutta la storia: peccato.