Citazione di: Tuta_ il Mercoledì 20 Mag 2026, 11:01:38Quindi visitammo abitazioni di monaci ortodossi sulla cima di ripidissimi roccioni in una zona al nord di tal Stato, di cui non so indicarvi in quanto ogni nom ha incluso il simbolo grafico bandito. Vi dirò solo: qui si girò il film di J. Bond Solo x i tuoi occhi.
Immagino tu stia citando i luoghi vicino a Kalambàka! Non hai torto, li ospita una zona priva di un toponimo adatto al topic, ma possiamo chiamarla col vocabolo graio "Aiolìa", dal popolo ivi stanziato in anni antichissimi. La parola fra doppi apici non ti fa trillar alcuna campana, lo so: l'ho scritta non dittongando alla latina, timoroso di farmi uscir dai tasti il simbolo proibito! Capisci di più di cosa parlo ricordando qual vocabolo crucco, omologo di "zar", indicava il sommo sovrano (inizia con la kappa): il suo primo dittongo risulta "AI", ma la parola italiana di uguali origini (la sai di sicuro! la dicono dopo Caio Giulio, poi fu usata da Augusto, Caligola, Claudio, tutti gli altri) ha, prima fra vocali, l'innominato simbolo.
Mutatis mutandis, "Aiolìa" par rubi il toponimo ad un trio di divini o quasi (gli autori antichi qui fanno grandi confusioni) fra cui il dio di aria o cicloni incontrato dal famoso sovrano di Itaca.
Tutto chiaro? Scusami l'arzigogolo...
Il succitato popolo, visti arrivar i minacciosi Dori, andò via da lì in un ormai mitico moto di uomini, addirittura comandato, a quanto si racconta, dal noto, ma qui giammai nominando, matricida, figlio di uno fra gli Atridi. Passarono prima in una famosa isola, la patria di Saffo (i cui canti sono infatti scritti con la loro lingua), poi arrivarono in Anatolia. Lì un'altra zona di sicuro più nota, vicina alla ormai distrutta Troia o alla Misia, fu chiamata "Aiolìa". Qui ci fu il patto di dodici importanti città, fra cui Cuma o la turca Izmir di oggi.
Mi piacciono i santuari ortodossi: lo Stato di cui parli ospita anco la cima "Athos", il cui fascino mi risulta ancora più ampio dato ch'abbisogna, quando si voglia visitarlo, di un pass, una sorta di guidatico chiamato "diamonitirìon". Qualora una sia donna o ragazza, non può starci: lo tramanda un uso antichissimo stabilito da Atanasio l'Atonina, colui la cui opra fondò lo Stato monastico autonomo di Athos.