Bellissima, un gioiello di storia.
Casty riesce a trattare il contesto natalizio del racconto senza mai risultare sdolcinato né retorico e la "magia" che fa percepire ai suoi lettori è così ben inquadrata nell'ambito della povertà e della fatica di Jazmin nel mantenere i suoi fratellini più piccoli che riesce ad emozionare e a toccare in modo umano e genuino.
La storia è coinvolgente dall'inizio alla fine e la particolarità del cappotto del titolo è veramente ben raccontata e "centrata" sulla personalità di colui che lo indossa, a seconda del suo modo di comportarsi nei confronti del prossimo e del vero fine che lo spinge ad infilare le mani nelle tasche dell'abito per spendere denaro per sè stesso oppure per gli altri, specie per chi ha bisogno di un aiuto economico.
Casty concerta la trama costellando il racconto di una serie di siparietti molto sfiziosi e divertenti da leggere: le scenette iniziali con protagonisti Topolino e Minni, il vecchio cappotto di Topolino ridotto a un brandello di stracci, il titolare del negozio dove si serve insieme a Jazmin che ha un sussulto di emozione nel vedere, per la prima volta in vita sua, un centone vero e dal vivo, il netto e divertente contrasto tra il comportamento rozzo di Gambadilegno e l'ambiente di raffinata alta cucina "d'élite" nel ristorante in cui Pietro va a cenare...
Tutti questi elementi contribuiscono a rendere la lettura della storia assai gustosa e piacevolissima da leggere e rileggere più volte, donando sempre intrigo, coinvolgimento, divertimento, simpatia e soprattutto una bella emozione a chi legge un gioiello di storia quale è Topolino e il cappotto da un dollaro.