È apprezzabile, ma non esente da pecche.
Anzitutto l'antagonista viene rivelato fin dalla seconda pagina, quando avrebbe potuto costituire più avanti un colpo di scena.
I personaggi difettano di caratterizzazione: Topolino si limita alla sua parte senza trascenderla, mentre Orango spiega il suo piano ai prigionieri come un vanitoso megalomane (quasi fosse Vito, o al massimo Petro).
Infine, si giunge alla conclusione troppo frettolosamente.