Citazione di: Tenebroga il Mercoledì 15 Lug 2026, 15:01:04Ho letto quella storia ma non ne ho dato un giudizio così duro. Sicuramente non tra le mie preferite, forse nemmeno bella ma non mi ha annoiato e infastidito.
Questa trama di Fanton, tenendo conto del suo stile, è forse una delle più lineari che ha prodotto e i disegni di Asteriti sono buoni.
Come fai notare gli standard del passato erano diversi (forse inferiori? preferisco non esprimere un giudizio) ma in merito alla qualità dei disegni ho avuto MOLTO più da ridire su alcune vignette di questa storia ben più recente: Zio Paperone - Il papero più potente della Terra.
Ho citato quella perchè è stata da poco ristampata e Fanton è famigerato, ma ce ne sono tante a pescare tra gli anni '50-'60-'70 che sono, spesso, astruse, incollate o anche solo semplici al livello del demente.
So che sembra contraddittorio, ma non dico "inferiori" in senso spregiativo; quello che intendo è che per decenni il fumetto è stato un passatempo per bambini e ragazzi, un prodotto economico, veloce, a cui non si dava un particolare peso. Questo a 360 gradi, non solo per quanto attiene alla Disney: basta guardare intere annate di Tex o anche tantissima roba Marvel (mi vengono in mente tante avventure di Daredevil, dove sembra che i nemici li abbiano concepiti pescando attributi casuali da un cappello) o DC (una marea di materiale targato Batman dove si intrecciano magia e idee dementi). Il cambiamento vero arriva con gli anni '80, anche se ovviamente esistono tantissime storie di peso anche precedenti.
Oggi è cambiato tutto, il che non significa che tutto quello che viene prodotto sia migliore ma indubbiamente il mercato spinge a cercare soluzioni più complesse, anche perchè il pubblico di lettori è mutato, molti sono adulti. Quarant'anni fa un autore come Casty non avrebbe, probabilmente, trovato spazio, più che altro perchè il medium era proprio diverso, mentre intanto si pubblicavano le varie storie di Cip&Ciop o di Spennacchiotto. Inoltre, adesso esiste una filiera professionalizzante molto mirata: i lavoratori del settore si formano in modo strutturale, sanno cosa vogliono fare, cosa gli è richiesto e cosa ci si aspetta da loro. Sono l'unico ad aver notato, e parlo del sistema Disney, come molti autori si siano appiattiti su un'estetica estremamente omogena? Negli USA è successo decenni fa; ricordo qualcuno scandalizzato per "How to draw comics the Marvel way" di Bushema, che era un vero e proprio manuale per sviluppare un tratto omogeneo rispetto agli disegnatori.
Quindi "inferiori" nel senso che c'era un approccio molto più leggero, forse anche incurante di certi dettagli. Il che ha permesso ad autori come Martina e Scarpa di sbizzarrirsi e scrivere storie meravigliose, ma ha anche portato nella scuderia, appunto, autori che secondo me oggi non lavorerebbero. Mi vengono in mente (mi ripeto) certa roba di De Vita sr. che è al limite del guardabile, ma anche Bottaro sarebbe talmente diverso da tutto il resto che forse non sarebbe accettato.
La storia a cui hai accennato non l'ho letta ma mi sembra uno di quei progetti che non possono che finire male, il tentativo di mescolare due immaginari talmente diversi da scontentare i fan di entrambi ahah!