Siamo pesantemente OT, ma ho letto solo ora il bello scambio tra Claudia e Sachiel, e mi fa piacere rammentare - come feci in altre occasioni - che per quanto concerne il settimanale Casty mi ha letteralmente svezzato come lettore di fumetti.
Oltre al privilegio di poterne seguire in diretta la carriera in Disney sostanzialmente dal principio, le sue storie ben s'attagliavano, per buona misura, con i miei interessi culturali del tempo (divoravo una quantità smodata di documentari e riviste) e ben riuscivano a titillare la mia smania di Conoscenza e l'amore per il mistero, tra le altre cose.
Anche se non è la mia storia preferita tra i suoi kolossal, l'emozione che provai leggendo ad otto anni (quasi nove) Il Mondo che Verrà non la dimenticherò mai, per citare un esempio su tutti. Come anche, l'anno seguente, Il Mondo di Tutor, anche se dovetti aspettare anni per poter avere materialmente il Topo in questione; lunga storia, feci impazzire quella poveraccia dell'edicolante, cui in quegli anni senza esagerazione svuotavo l'edicola, ma invano. Discorso analogo per la storica collana La Grande Dinastia dei Paperi dedicata alle storie di Barks, della quale, purtroppo, posseggo solo undici numeri, contenenti alcune storie che mi hanno segnato nel profondo, tra cui la già citata Cassa di Rafano, il Cimiero Vichingo, e tante altre.
Purtroppo però mia madre ha sempre provato un profondo e radicato disgusto per questa mia passione, così come per molte altre, ed ha sempre fatto di tutto per boicottarla, specialmente per le collane ove il prezzo era un po' più alto, motivo per cui per esempio posseggo soltanto tre volumi di PK Il Mito, sebbene al tempo avessi chiesto espressamente di seguitarne l'acquisto. I soldi, i soldi, unico leitmotiv dell'esistenza di mia madre, una vera patente ossessione. Scusatemi, non era mia intenzione divagare. Ma insomma, tutto il repertorio di frasi stereotipate lo conoscete, no? "Ma quando cresci?" "Ancora con Topolino!/con i Pokémon/quello che volete" e così via. Mio padre invece a suo tempo era un accanito lettore di fumetti, ma a quell'epoca non metteva becco nelle scelte di mia madre, e quindi...
Comunque sia, anche se io faccio poco testo perché ero un caso particolare, il messaggio che intendevo far passare è di non sottovalutare l'intelligenza dei bambini, e non temere non comprendano una storia; il bello delle storie Disney, quantomeno le migliori, è che sono concepite per poter essere apprezzate sia dai bambini che dagli adulti, a seconda del livello interpretativo.
Oltre al privilegio di poterne seguire in diretta la carriera in Disney sostanzialmente dal principio, le sue storie ben s'attagliavano, per buona misura, con i miei interessi culturali del tempo (divoravo una quantità smodata di documentari e riviste) e ben riuscivano a titillare la mia smania di Conoscenza e l'amore per il mistero, tra le altre cose.
Anche se non è la mia storia preferita tra i suoi kolossal, l'emozione che provai leggendo ad otto anni (quasi nove) Il Mondo che Verrà non la dimenticherò mai, per citare un esempio su tutti. Come anche, l'anno seguente, Il Mondo di Tutor, anche se dovetti aspettare anni per poter avere materialmente il Topo in questione; lunga storia, feci impazzire quella poveraccia dell'edicolante, cui in quegli anni senza esagerazione svuotavo l'edicola, ma invano. Discorso analogo per la storica collana La Grande Dinastia dei Paperi dedicata alle storie di Barks, della quale, purtroppo, posseggo solo undici numeri, contenenti alcune storie che mi hanno segnato nel profondo, tra cui la già citata Cassa di Rafano, il Cimiero Vichingo, e tante altre.
Purtroppo però mia madre ha sempre provato un profondo e radicato disgusto per questa mia passione, così come per molte altre, ed ha sempre fatto di tutto per boicottarla, specialmente per le collane ove il prezzo era un po' più alto, motivo per cui per esempio posseggo soltanto tre volumi di PK Il Mito, sebbene al tempo avessi chiesto espressamente di seguitarne l'acquisto. I soldi, i soldi, unico leitmotiv dell'esistenza di mia madre, una vera patente ossessione. Scusatemi, non era mia intenzione divagare. Ma insomma, tutto il repertorio di frasi stereotipate lo conoscete, no? "Ma quando cresci?" "Ancora con Topolino!/con i Pokémon/quello che volete" e così via. Mio padre invece a suo tempo era un accanito lettore di fumetti, ma a quell'epoca non metteva becco nelle scelte di mia madre, e quindi...
Comunque sia, anche se io faccio poco testo perché ero un caso particolare, il messaggio che intendevo far passare è di non sottovalutare l'intelligenza dei bambini, e non temere non comprendano una storia; il bello delle storie Disney, quantomeno le migliori, è che sono concepite per poter essere apprezzate sia dai bambini che dagli adulti, a seconda del livello interpretativo.












