Recensione Le Storie di Topolino 7Cronache degli Antichi Regni

Aprile ci porta il settimo volume della serie
Le Storie di Topolino. In questo numero, dopo tre albi ambientati nell’universo tradizionale dei nostri personaggi Disney preferiti, torniamo a leggere
un’avventura in costume che vede agire insieme topi e paperi, ovvero le
Cronache degli Antichi Regni. Si tratta di una serie nata da un’idea del direttore
Alex Bertani, che vede
Alessandro Sisti alla sceneggiatura e
Francesco D’Ippolito ai disegni.
La storia ci trasporta in un’ambientazione
fantasy, cifra ricorrente nelle saghe pubblicate negli ultimi anni sul settimanale, ma
con una sfumatura steampunk che la differenzia dal resto. All’epoca della sua prima pubblicazione, ovvero nel 2021, questa storia ricevette particolare attenzione: fu anticipata nell’
albo promozionale realizzato da Panini per il
Free Comic Book Day e le furono dedicate due cover su
Topolino. Oltre alla copertina proposta in corrispondenza della
prima puntata, qui riutilizzata per l’occasione, venne pubblicizzato anche l’
episodio conclusivo. D’altra parte, il progetto ha visto coinvolto anche il direttore (un po’ come la serie che ha inaugurato questa collana di ristampe,
Le isole della cometa), quindi non stupiscono i molti fari accesi sullo stesso.

La mappa dei regni
La narrazione ci catapulta
in medias res in un mondo che si presenta bizzarro agli occhi del lettore, con una spedizione che naviga sulla terra ferma e il salvataggio di un naufrago, il quale porta scompiglio allo
status quo e ci permette di intrufolarci nelle società presentate e carpirne gli equilibri.
Il mondo fantastico di cui leggiamo si trova diviso in tre regni, ognuno dei quali con caratteristiche naturali peculiari, che li rendono ardui da abitare, e un misterioso passato comune di cui si è persa la memoria. Questi territori sono abitati da clan che prendono il loro nome da quelli che sono i segni zodiacali, connessi alla natura dei diversi regni.
Abbiamo quindi Vastiplano, un regno agricolo, abitato dai paperi, che ha come elemento la terra e infatti i suoi clan sono Toro, Virgo e Capricorno. Flamoch, invece, dove gli abitanti
topi vivono nel sottosuolo, è caratterizzato dalla produzione – appunto – del Flamoch, che alimenta gli apparecchi tecnologici di questo universo e ha come elemento il fuoco (i suoi clan sono quindi Ariete, Leone e Sagittario). Ondalya è un arcipelago, il cui elemento è l’acqua e che è qui rappresentato da una trasposizione
fantasy del regno di Reginella, monarca anche in questo universo e invaghita del corrispettivo di Paperino. Una volta che si è compreso il parallelismo fra questo mondo e i segni dello zodiaco,
appare evidente come ci sia un tassello che manca all’appello e che sarà il cuore del mistero che riguarda sia le origini del naufrago forestiero (interpretato da Gilberto), sia dei problemi che si stanno manifestando in questo mondo.

I clan “zodiacali”
La storia orchestrata da Sisti
procede speditamente (forse anche troppo in certi frangenti), conducendo le società che fino a quel momento avevano convissuto in pace e sulla base dei rapporti commerciali, a imbracciare le armi le une contro le altre. Se la trama porta avanti l’azione, oscillando fra il sospetto e gli inganni che intercorrono fra la componente adulta del cast da una parte e
lo spirito ben più collaborativo dei giovani protagonisti delle vicende (Qui, Quo, Qua e Gilberto, ma anche Tip e Tap), a livello artistico abbiamo un D’Ippolito che si concentra su
ambientazioni immaginifiche e un deciso dinamismo dei personaggi, con anche una regia delle tavole che spesso travalica i confini delle vignette, per proporre
splash page spettacolari. Fra questa saga e
Ducktopia, D’Ippolito ha dimostrato una grande evoluzione del tratto, soprattutto in storie di ambientazione
fantasy.

Fra Paperhin e Reginella c’è sempre un rapporto speciale
Per quanto riguarda l’apparato redazionale, dopo un numero più ricco,
si ritorna alla formula tradizionale, a cui siamo abituati. In coda alla storia troviamo dei paragrafi in cui vengono descritti i personaggi, i luoghi e i mezzi di trasporto. Queste rubriche tornano, quindi, ad avere una loro importanza, dato che la saga in questione è ambientata in un mondo nuovo per il lettore, da esplorare.
Un albo discreto, quindi, anche se più spoglio.
Da segnalare che la prossima uscita vedrà la pubblicazione della seconda stagione de
Le isole della cometa:
iniziano, quindi, ad essere pubblicati i seguiti delle saghe fin qui presentate. Un segnale incoraggiante per la missione di una testata che è stata certamente una delle sorprese positive dello scorso anno.
Voto del recensore:
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