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Post - Karabandagore

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1
Giochi / Re:Indovina il titolo dalla vignetta 2ª versione
« il: Martedì 4 Ott 2022, 14:28:25 »
Mi dispiace ma oggi non riesco. Inseritela pure voi

2
Giochi / Re:Indovina il titolo dalla vignetta 2ª versione
« il: Lunedì 3 Ott 2022, 20:55:58 »
"Paperino e lo spartito inedito", gioiellino comico di Scarpa autore completo.

3
Le due storie di Paperino Zampata sono https://inducks.org/story.php?c=D+2002-210 e https://inducks.org/story.php?c=D+96064
Scusa poi se aggiungo ulteriori riferimenti storici, ma la sfida da te lanciata mi pare davvero interessante.
Penso che si potrebbe inserire nella cronologia papera anche il 2030 a. C., anno in cui sono ambientate le vicende di "Re Paperone I", che vede re Paperon Scià, il principe Paperinuk e i tre principini muoversi nell'antica Sagbad, città della Mesopotamia che si inserirebbe quindi nella parentesi medio-orientale dei Paperi, insieme a I giardini pensili di Paperlonia e Il tempio di Amelide, entrambi appartenenti alle Sette Meraviglie dei Paperi.

4
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Sabato 1 Ott 2022, 14:22:18 »
Bravo, Leonardo! Hai azzeccato tutti e sei i disegnatori! A te, ora! ;;D

5
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Venerdì 30 Set 2022, 22:01:20 »
Ricevuto il testimone da Samu, ecco la storia: "Il tempo fugge".

6
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Giovedì 29 Set 2022, 20:48:10 »
Sceneggiatura di Antonella Pandini, disegni di Guido Scala.

7
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Martedì 27 Set 2022, 21:58:59 »
Esatto!!! ;;D
A te!

8
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Lunedì 26 Set 2022, 20:46:58 »
Paperina in una data da non dimenticare

9
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Lunedì 26 Set 2022, 19:10:16 »
Marco Bosco alla sceneggiatura e Michele Mazzon ai disegni?

10
Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Lunedì 26 Set 2022, 14:48:10 »
Esatto! :D
A te!

11
Commenti sulle storie / Re:Storie di Carl Barks
« il: Domenica 25 Set 2022, 19:30:36 »
 1945-1947: i primi capolavori
Ciao a tutti e benvenuti alla seconda parte di questo excursus storico-fumettistico sulla produzione di Carl Barks, considerato da molti il più grande narratore del Novecento.
Se in precedenza avevo analizzato le storie risalenti ai primi anni di carriera del Maestro dell’Oregon, adesso comincio ad avvicinarmi maggiormente all’età dell’oro barksiana, generalmente circoscritta tra gli anni 1947/1958, in cui l’inventiva e l’abilità narrativa e grafica dell’Uomo dei Paperi raggiungono il loro apice.
Partiamo da “Paperino e il terrore di Golasecca”( Donald Duck in Terror of the river), che si può considerare il primo vero capolavoro di Barks a tutti gli effetti: il ritmo della storia è mirabilmente congegnato e sa alternare con efficacia momenti puramente e godibilmente umoristici ad altri intrisi di tensione e suspense, dimostrando in tal modo una notevole padronanza dei vari registri narrativi.Ciò che rende indimenticabile l’avventura è però l’inedito approfondimento psicologico dei personaggi, descritti in tutte le molteplici sfaccettature che costituiscono la loro imprevedibile personalità; a tal proposito si segnala la figura del villain, magnificamente tratteggiata da Barks, che gli conferisce un’ambigua perversione e una venatura inquietante, alimentate dalla lucidità e crudeltà di un folle.
“Paperino e l’incendiario”( Donald Duck in The fireman), realizzata da Barks nell’insolito formato di dieci vignette per pagina, rappresenta un’indagine profonda e caratterialmente accurata della figura di Paperino, in un racconto dichiaratamente comico e spassoso su cui il Maestro dell’Oregon sa sapientemente innestare tracce e sfumature noir e hard-boiled. Il tema conduttore della vicenda è senza dubbio il fuoco, che affumica infatti quasi ogni singola vignetta, ed è interessante notare come anche in questa storia Barks presenti nuovamente il tema della follia, stavolta declinata nella piromania, presentandola sotto due aspetti differenti: quella innocua e maniacale di Paperino, e la inquietante pazzia di Benzina Benzoni. In questa storia viene inoltre introdotto il tema del doppio, uguale ed opposto, che sarà poi differentemente declinato da Barks in altre storie.
“Paperino e le tigri reali”( Maharajah Donald), pur essendo una godibilissima e classica avventura, rappresenta però un passo indietro rispetto ai capolavori precedenti. Paperino viene infatti rappresentato nuovamente come borioso, irascibile e infantile, caratteristiche peculiari del personaggio, ma questa volta declinate in modo piuttosto piatto, senza quelle sfumature e quella tridimensionalità che avevano fatto amare il personaggio dai lettori; d’altro canto, in questa storia viene portata a compimento l’evoluzione dei nipotini, divenuti da monelli incorreggibili a ragazzini responsabili, senza però risultare saccenti e insopportabili. La trama risulta fin eccessivamente lineare, con gag spente ad eccezione del tormentone degli scambi, davvero esilarante. Va comunque notato come in questa storia venga introdotto il tema delle intromissioni dei paperi nella politica di stati esteri, sovente retti da regimi assolutistici se non dittatoriali, che verrà poi ripreso da Barks in alcuni dei suoi maggiori capolavori.
“Paperino in Vulcanovia”( Donald Duck in Volcano Valley) rappresenta uno degli apici dell’umorismo di Barks nel primo periodo della sua carriera. La storia si caratterizza infatti per una sequela di gag irresistibili, perfetto contrappunto a dialoghi sintetici, ma sulfurei ed incisivi, e a disegni impareggiabili nel caratterizzare la fisionomia e gli stati d’animo dei personaggi. Unico difetto di questa vicenda è la sua lunghezza, eccessiva per una storia esclusivamente comica, che ne rende quindi disomogeneo il ritmo e a tratti slegata la narrazione.
“Paperino cacciatore di canguri”( Donald Duck in Adventure Down Under) è una bellissima vicenda, ricca di avventura, mistero e sentimento, amalgamati in una perfetta miscela a costituire un’ottima prova del Maestro dell’Oregon.Realisticamente drammatica la sequenza della fuga dei Paper, sfiniti dalla fame, dal villaggio degli aborigeni,mentre è straziante il dolore della cangura Mariù per la scomparsa del suo piccolo, evidentemente ucciso dai cacciatori. Si manifestano qui numerosi temi particolarmente cari all’Uomo dei Paperi, in primis il desiderio di indipendenza dei nativi, spaventati dal possibile arrivo della polizia nel loro territorio, ma anche l’ipnotismo ( sfruttato in seguito ne La pistola ipnotizzante, Il tesoro della regina e Lo spendaccione per ipnosi). L’arte di Barks, essenziale ma naturalistica, è perfetta nel descrivere e raffigurare i vasti spazi dell’outback australiano.
“Paperino e il fantasma della grotta”(Donald Duck in The Ghost of the grotto): capolavoro. Questo termine, spesso abusato, è il più calzante per descrivere questa perla barksiana, che io non esito ad annoverare tra le migliori mai prodotte dall’Uomo dei Paperi. In questa splendida vicenda c’è tutto: un’avventura marinara, un mistero dalle tinte gotiche abilmente descritto con un’intrigante atmosfera ricca di tensione e suspense, gag a ripetizione e l’adorabile umorismo del Maestro dell’Oregon. Elementi perfettamente amalgamati tra loro che concorrono alla creazione di una storia memorabile, che rimane impressa nella memoria dei lettori soprattutto grazie all’inquietante figura del fantasma in armatura.


Passiamo ora alle ten-pages, che come di consueto Barks realizza mensilmente come brevi storie di apertura della collana Walt Disney’s Comics and Stories. Mentre sugli albi di Four Colour Comics Barks dà sfogo alla sue vena avventurosa creando memorabili vicende di ampio respiro, l’angusto spazio di dieci tavole previsto per queste brevi storie consente all’autore di indagare approfonditamente nella vita quotidiana dei Paperi, arricchendo le caratterizzazioni dei comprimari, in primis Paperino, di inediti aspetti e sentimenti.
Dispiace quindi che la storia che apre la sezione delle ten pages, qui presentate rigorosamente in ordine cronologico, sia una storiella tutto sommato dimenticabile, quale “Paperino disoccupato”, le cui gag fiacche e prive di mordente non hanno mai suscitato il mio entusiasmo. Per fortuna, le successive “Paperino e il terribile 3P” e “Paperino cow-boy” sono dei veri concentrati di ironia e umorismo, spassose in ogni loro singola vignetta, la prima presentando una gara di pattinaggio su ghiaccio tra Paperino e Qui,Quo,Qua, la seconda illustrando i maldestri tentativi del Papero in blusa da marinaio di divenire un perfetto vaquero. Esilaranti “Paperino e il ladro fantasma”( mai riuscito a trattenere le risate davanti alla onirica sequenza di donna Carmela e della banda dei Coriandoloni) e “Paperino e il picchio”, dalle gag slapstick degne di un cortometraggio animato. Purtroppo nei mesi immediatamente successivi queste belle vicende sono seguite da storie più fiacche ed anonime, in cui inoltre Barks adotta l’inedito formato di dieci vignette per pagina: “Paperino in villeggiatura”, “Paperino e il puledro indomabile” e “Paperino e il radar” sono ben al di sotto dell’elevata media dell’Uomo dei Paperi, pur rimanendo abbastanza godibili; meglio “Paperino e gli investigatori” e “Paperino campione di acquaplano”, episodi legati tra loro anche da una lieve continuity.
Seguono due capolavori: “Paperino e la banconota da dieci dollari” è una storia stupenda, che riesce a coniugare una dura satira della società, venata della consueta, irresistibile ironia, a una vicenda malinconica e dolcissima, che dà occasione ai Paperi di presentare il loro lato migliore. “Paperino e i buoni propositi” rappresenta forse il primo esempio di ten page in cui il Maestro dell’Oregon raggiunge un equilibrio compositivo perfetto: una ridda indiavolata di gags fisiche e verbali è mirabilmente bilanciata in una sinfonia umoristica che raggiunge rari livelli di inusitata spassosità.
Meglio di così non si poteva inaugurare un periodo di eccezionale fertilità creativa per l’Uomo dei Paperi, capace di sfornare a getto continuo piccoli gioielli umoristici:”Paperino e il pappagallo”, “Paperino e la gara di pesca”, “Paperino fa una conquista”,” Paperino costruttore di aquiloni”, “Paperino forzuto senza saperlo”, “Paperino e il cane sublime”, “Paperino e la gara di nuoto”, “Il primo giorno di scuola di Qui, Quo,Qua”, “Paperino e lo scoprioro”, “Qui,Quo,Qua esattori” sono brevi racconti che non hanno mancato di suscitare in me una profonda ilarità, tanto sono descritte in modo spassoso le varie situazioni in cui Barks si diverte a descrivere le sue creature. Il ritmo frenetico, la mimica facciale esagerata, le gags irresistibili e il perfetto connubio tra testi e disegni consegnano queste vicende alla Storia del Fumetto Disney.
Segue, inevitabilmente, un periodo di minor fortuna compositiva, in cui l’ispirazione si attenua e le brillanti trovate umoristiche si trovano con maggior scarsità. Con ciò, non voglio certo affermare che “Paperino tiratore perfetto”, “Paperino e il gatto infernale”, “Paperino e i tre grilli magici”, “Paperino e l’argento infiammabile”, “Paperino e la romantica scampagnata”, “Paperino e i tre burloni burlati”, “Paperino cercatore d’oro” e “Paperino prestigiatore” siano vicende mediocri, si tratta anzi spesso di gustose storielle simpatiche e garbatamente umoristiche, ma non brillano della genialità barksiana come quelle immediatamente precedenti.
Infine, passiamo ad analizzare le storie brevi realizzate da Barks per albi speciali, solitamente giveaways distribuiti gratuitamente nei centri commerciali. Se “Paperino e la fiaba natalizia”(Donald Duck in Best Christmas) e “Paperino e il gabbiano del faro” ( Donald Duck in Santa’s stormy visit) sono brevi vicende natalizie ben riuscite nel descrivere lo spirito più genuino e poetico della festività, e “Paperino e la foca”(Donald Duck in Seals are so smart) è una dimenticabile storiella umoristica, “Topolino e il mistero del cappellino rosso”(The riddle of the red hat) rappresenta invece l’unica storia realizzata da Barks con il cast topoliniese. Se l’autore non è evidentemente a suo agio con Mickey e soci, la vicenda creata, pur non eccelsa, risulta piuttosto gradevole e ben riuscita. Peccato non si possa dire altrettanto di “Paperino e la bomba atomica” (Donald Duck’s Atom Bomb), stentata nel ritmo e nelle trovate, il cui unico rilievo è quello di essere l’unica storia a strisce creata dal Maestro dell’Oregon. Al confronto, risulta più simpatica anche la brevissima (appena due tavole) “Paperino e la pace infinita”(Donald Duck in His peaceful hills), apparsa su Boys’ and Girls’ March of Comics insieme a Maharajah Donald.

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Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Domenica 25 Set 2022, 18:19:14 »
Zio Paperone e il consulto gratis.

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Giochi / Re:Indovina gli autori della storia dal titolo
« il: Domenica 25 Set 2022, 13:40:48 »
Sceneggiatura di Rodolfo Cimino, disegni di Guido Scala.

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Secondo me, tutto il ciclo di episodi con protagonista il comandante McPaperin, realizzato da Marco Rota, si può inserire agilmente all'interno di questa cronologia: infatti, le sue vicende si svolgono nel IX/X secolo d.C., ai tempi delle scorrerie vichinghe, e sono ambientate proprio nella Caledonia in cui, al termine di Paperonius Petronius e i sesterzi di Pippus Augustus, giungono gli avi dei Paperi.
Inoltre, sempre di Marco Rota, ci sarebbero i due episodi con protagonista Paperino Zampata, ambientati nel Messico del 1800 e che quindi potrebbero essere collocati temporalmente tra Paperino cannoniere e I cannoni del Missisippi.

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Esatto! A te! :D

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