Logo PaperseraPapersera.net

×
Pagina iniziale
Edicola
Showcase
Calendario
Topolino settimanale
Hot topics
Post non letti
Post nuovi dall'ultima visita
Risposte a topic cui hai partecipato
Le nostre recensioni
4 | |
4 | |
3 | |
4 | |
3 | |
5 | |
4 | |
3 | |
2 | |
5 | |
5 | |
4.5 | |

Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Topics - Karabandagore

Pagine: [1]
1
Commenti sulle storie / Zio Paperone-La corona dei re crociati
« il: Martedì 20 Set 2022, 19:24:25 »
Una delle storie più affascinanti realizzate da Don Rosa, che come suo solito si dimostra un vero maestro nel saper collegare tra loro numerosi fatti storici, confezionando perfette avventure per la famiglia dei Paperi. Stavolta, però, l'artista del Kentucky si supera creando un intrigante intreccio da thriller storico, intessendo con abilità tra di loro alcuni tra i più interessanti avvenimenti della storia medievale. Chi erano i cavalieri templari? Che fine ha fatto il loro ingente tesoro? Di quale segreto era custode Cristoforo Colombo nel suo viaggio verso le Americhe? Che relazione esiste tra il diario di bordo del navigatore genovese e un esploratore finlandese vissuto nel 1800? E tra un contratto stipulato nel 1482 e il calendario gregoriano? Vista la portata degli argomenti trattati, risulta naturale che la precisione storiografica del Don porti alla genesi di una trama complessa, ricca oltre che di ambientazioni suggestive raffigurate con la consueta maestria da un tratto iperdettagliato, anche di numerosi riferimenti all'opera di Carl Barks, in questo caso però dosati opportunamente in una perfetta miscela che soddisfa i fan senza al contempo inficiare la lettura.
Viste le premesse, mi dispiace dunque rilevare alcuni difetti, che illustrano come Don Rosa, nella fase finale della sua carriera, stesse perdendo quel mirabile equilibrio compositivo che caratterizzava i capolavori precedenti. La trama, infatti in alcuni punti risulta fin troppo ingarbugliata e complessa, laddove l'artista di Louisville non riesce a trasmettere efficacemente tutti i riferimenti storici di cui è ricca la storia. Inoltre, se la componente umoristica è perfetta, con accurate e dosate sequenze comiche e gag irresistibili, altrettanto non si può dire della parte prettamente avventurosa, che se da un lato è efficace nel presentare situazioni di reale pericolo e tensione, dall'altro è atratti sbilanciata nel ritmo e la conclusione finale appare un po' frettolosa e priva di mordente.
Nonostante ciò, essa rimane davvero un'ottima storia e la reputo una lettura pienamente soddisfacente e appagante. Voi cosa ne pensate?

2
Il sito del Papersera / I tre grandi sottovalutati
« il: Giovedì 15 Set 2022, 16:03:58 »
1° posto: Doretta Ducklair
La macchina del fango imbastita da un manipolo di ignobili utenti paperseriani ha sottoposto, negli ultimi anni, questa prode utente al ludibrio pubblico. Ella, infatti, si era dimostrata impavida nello sfatare l'aura di mito che nel corso degli anni si era addensato attorno alle figure di tre mediocri autori, generalmente sovraesposti dal pubblico, che attribuiva loro una bravura e una fama grandemente ingiustificate e immeritate. In tutta risposta, alcuni gretti, misantropi e arretrati frequentatori di questo forum, ignorando qualsivoglia idea di democrazia e ascolto delle opinioni altrui, hanno dato origine ad una damnatio memoriae nei confronti della sopracitata eroina, prima attaccandola con inusitata ferocia e, in seguito, cancellando ogni traccia del suo operato nel forum.  Ancor oggi vige la regola, accettata in tacita omertà da larga parte degli utenti, di non nominare il suo nome: chi trasgredisce a questo precetto, potrà essere oggetto di ritorsioni...
Mentre voi meditate su queste inquietanti rivelazioni, io continuo a decantare i pregi della sopracitata martire, che con inusitata genialità e grandezza letteraria ha saputo creare uno dei topic più discussi di questo forum, e la sua opera è stata di ispirazione per una delle discussioni più divertenti mai comparse sul Papersera. Spero che l'ambita conquista del primo gradino del podio la spinga a ritornare su questi lidi, dove finalmente potrà disvelare a noi, poveri stolti, un intrigante enigma su cui si arrovellano gli studiosi di fumetto Disney dal lontano 2013: quando Everett Ducklair ha avuto una terza figlia? E come mai le ha dato il nome di una celebre ballerina dello Yukon?

2° posto: Garalla
Egli rappresenta la Stella Polare per noi tutti acquirenti del forum; egli è la bussola e ci indica il Nord, la rotta sicura nel mare delle fallaci e ingannatrici uscite Disney. Senza i suoi preziosi consigli, potremo mai noi discernere quali sono gli acquisti necessari? Come potremo venire a conoscenza, nella torrida canicola agostana, del programma uscite Disney del marzo 2038? Nonostante ciò, il suo compito fondamentale non viene adeguatamente apprezzato dagli utenti del forum, che si permettono di ignorare o sottovalutare i suoi sapienti interventi. A tal proposito, vorrei rilevare le qualità letterarie del sopracitato, il quale si distingue per aver affrontato disparati argomenti nel corso dei suoi numerosi post, saltando con eleganza da una imbeccata sulla distribuzione dei periodici disneyani a un'anteprima sulle novità di novembre, padroneggiando un perfetto stile mimetico che rende difficilmente distinguibili i suoi messaggi.

3°posto: Maximilian
Questo saggio utente, attento e profondo conoscitore del fumetto Disney, negli ultimi anni si è dedicato alla riscoperta dell'opera di Bill Walsh, favorendone la diffusione presso il folto pubblico di forumisti. Gliene sono forse grati, gli utenti del Papersera? No, egoisti e meschini, essi ignorano i suoi fondamentali contributi, salvo pochi eletti che sono in grado di riconoscere la manna che egli dispensa loro. Forse che gli iscritti al forum ne sono intimoriti? Il volto distorto e minaccioso dello zio Massimiliano ammanta infatti di una percepibile atmosfera di tensione e angoscia ogni suo messaggio. Io stesso, quando leggo i suoi dotti interventi, il volto mi si imperla di sudor freddo, un brivido mi corre lungo la schiena, dietro ogni porta intravedo una sagoma indistinta che brandisce un coltellaccio lordo di sangue, non appena incrocio lo sguardo inquietante di Uncle Maximilian. Tutto questo, però, non è motivo sufficiente per spiegare questa scarsa considerazione. Suvvia, Paperseriani, leggete i messaggi di questo illustre utente, magari in pieno giorno e bevendo un sorso di cognac prima, per rinfrancarvi, e con a portata di mano un defibrillatore per salvarvi da improvvisi attacchi cardiaci per lo spavento!


Avvertenze: si avvisano i gentili lettori che il qui presente testo potrebbe contenere numerose frecciatine, innocue e assolutamente amichevoli, rivolte a uno o più utenti del Papersera. Se mi sporgerete denuncia per querela, sappiate che mi farò difendere dall'Avvocato Photomas, e che quindi probabilmente vincerò la causa.

P.S.: se dovessi sparire improvvisamente dal forum, e di me non si dovessero avere più notizie, sappiate che probabilmente sarò deceduto durante un attentato organizzato da un commandos dei vertici del Papersera, per punirmi di aver pronunciato il nome di Doretta Ducklair.

P.P.S.: spero vi siate fatti almeno una risata! ;D

3
Commenti sulle storie / Paperino-I tre caballeros cavalcano ancora
« il: Sabato 10 Set 2022, 19:49:09 »
Realizzata da Don Rosa nel 2000, questa storia segna il ritorno nei fumetti di Panchito Pistolesi e José Carioca. I due compadres di Paperino, apparsi originariamente nei due lungometraggi "I tre caballeros" e "Saludos amigos", erano poi divenuti protagonisti di una serie di tavole domenicali realizzate da artisti del calibro di Murry e Moores che, però, li vedevano in azione separatamente. Per vedere un fugace  ricongiungimento dei tre bisogno aspettare la storiella "I tre caballeros", ad opera di Carl Buettner, o le storie realizzate in Italia dai fratelli Barosso.
L'artista del Kentucky, ammiratore dei due lungometraggi firmati Walt Disney, decide di recuperare l'azzimato pappagallo brasiliano e il focoso galletto messicano, impiegandoli come spalle di Paperino nella lunga avventura "The three caballeros ride again". Don Rosa sfrutta l'occasione per indagare più approfonditamente la psicologia di Paperino, personaggio che precedentemente aveva in parte accantonato per concentrarsi sulla figura del suo ricco zio. Il ritratto che ci viene offerto di Donald è pervaso da una vena fortemente malinconica: il papero in blusa da marinaio appare profondamente solo, senza amici... Almeno finché non incontra i suoi due vecchi compadres, gli unici a trattarlo come un loro pari, pronti a riconoscerne le qualità, permettendo a Paperino di avere una diversa angolazione della propria vita che, in precedenza, considerava unicamente come un fallimento. Tutto ciò si accompagna a una delle tipiche cacce al tesoro donrosiane, ricche di interessanti riferimenti storici, in questo caso riguardanti le antiche missioni gesuite, ambientata in uno scenario di particolare suggestione ed effetto, la Barranca del Cobre. Particolare rilievo merita il villani, il bandito"Sombrero d'oro", rozzo sia graficamente che caratterialmente ma particolarmente riuscito, e quella che probabilmente è l'unica scena raffigurante una completa esecuzione musicale in un fumetto Disney. Se a ciò si aggiungono gag a ripetizione e particolarmente riuscite, ecco un'ottima vicenda pienamente godibile anche nei disegni iperdettagliati. Voi cosa pensate di questa storia?

4
Commenti sulle storie / Paperino e l'oro gelato
« il: Domenica 4 Set 2022, 17:25:32 »
Ottima storia di Carl Barks pubblicata per la prima volta su Four Colour Comics 48 del 1944, insieme a "Paperino e il mistero della palude", anch' essa realizzata dal Maestro dell'Oregon. La vicenda si apre a Paperopoli, nel cuore di un gelido inverno, con Paperino che esprime il desiderio di trascorrere i mesi freddi al sud, ponendo quindi questa avventura in stretta contiguità, quantomeno climatica, con quella immediatamente successiva, che vede i Paperi in vacanza alle Everglades.
Ritornando all'oro gelato, l'acquisto di un aereo e una delicata missione relativa al trasporto di penicillina, oltre che un misterioso pacchetto caricato di nascosto a bordo del velivolo da dei loschi figuri,  sono le intriganti premesse per il viaggio dei nostri eroi nell'estremo Nord.
Barks, ancora una volta supportato dal National Geographic per raffigurare le ghiacciate lande dell'Alaska, confeziona una splendida avventura ad alta tensione, in cui Paperino rischia più volte di morire, prima assiderato e poi bruciato vivo, e i nipotini, ancora ben lontani dall'appartenere al gruppo scoutistico delle Giovani Marmotte, si rivelano fondamentali per una lieta conclusione della vicenda. Al fascino dell'Avventura Barks sa coniugare abilmente l'ironia e l'umorismo, consegnando a generazioni di lettori una sequenza da antologia, che io non fatico a considerare una delle mie preferite di sempre:
Spoiler: mostra
quella in cui Paperino, reso cieco dal freddo e assiderato, vaga sperduto in mezzo ai ghiacci, scansando miracolosamente una lunga serie di pericoli
.
Voi cosa ne pensate di questa piccola perla, che non spicca tra i tanti capolavori dell'Uomo dei Paperi ma che sicuramente è meritevole?

5
Commenti sulle storie / Storie di Carl Barks
« il: Giovedì 25 Ago 2022, 14:35:35 »
Il 25 agosto di 22 anni fa ci lasciava Carl Barks, alla veneranda età di quasi cento anni. Aveva visto trascorrere un intero secolo, il XX, era stato testimone del radicale mutamento vissuto dalla società, in nome di un progresso sempre più esasperato. Tutto questo egli lo aveva trasposto nelle sue storie, con piglio satirico ed ironia ci aveva fatto riflettere su noi stessi, mentre leggevamo le sue meravigliose storie di Paperino, Zio Paperone...Proprio quest'ultimo personaggio, il più celebre tra tutte le sue numerose creazioni e quello a cui l'autore era più affezionato, da comparsa secondaria, destinata ad una sola storia, assurse in breve tempo al rango di protagonista, di fulcro attorno al quale non ruotavano solo le esistenze dei suoi nipoti, ma anche la stessa Paperopoli; una creatura dalla personalità sfaccettata, imprevedibile, meravigliosamente umana. Una caratteristica che mi ha sempre colpito delle storie del Maestro dell'Oregon è infatti l'umanità dei personaggi, che non appaiono come semplici macchiette, bensì come uomini in sembianze di paperi: i suoi protagonisti amano, soffrono, provano invidia, rancore, gelosia, sono generosi e taccagni, aridi o compassionevoli...Hanno quella mutevolezza e, al contempo, coerenza che li rende pari alle più grandi personalità delle opere di Shakespeare.
Carl Barks è già stato ampiamente omaggiato e studiato qui sul forum, a lui sono stati dedicati interessanti e approfonditi articoli, e nella sezione delle storie le sue creazioni migliori sono già state ampiamente discusse; ciononostante, trovo risulti utile aprire una discussione riguardante tutte le storie dell'Uomo dei Paperi, in modo da seguire il lusso costante della sua creatività e ispirazione. Tramite questi post, esaminerò di volta in volta un periodo specifico della sua produzione: inizialmente la loro frequenza sarà abbastanza elevata, mentre in seguito, con la ripresa della scuola, i tempi si allungheranno, anche se mi riprometto di curarne almeno uno al mese. In conclusione, qualora la collocazione della discussione nel thread delle storie non dovesse essere appropriata, chiedo ai moderatori se possono spostarla. Grazie.


                                                                     1942-1945: I primi anni
Dopo una proficua collaborazione con gli studios di Walt Disney per la realizzazione di numerosi cortometraggi, nel 1942 Carl Barks, allor quarantunenne, debutta nel mondo del fumetto e, per la precisione, in quello dei comic book , allora in fase nascente e di iniziale sviluppo. Fino ad allora, l'unico contatto avuto in precedenza per tale medium era consistito nella stesura dei soggetti per uno sparuto gruppo di strisce giornaliere di Donald Duck; la trama veniva poi sviluppata da Bob Karp e disegnata da Al Taliaferro.
Va però detto che la prima storia di Barks non è un granchè, e non contiene neanche i paperi ai quali in seguito il Maestro dell'Oregon voterà la sua intera produzione. "Pluto salva la nave"(Pluto saves the ship), realizzata in collaborazione con Jack Hannah e Nick George per la sceneggiatura, e con i disegni di Bruce Bushman, mostra tutte le incertezze di un gruppo di autori che non ha ancora preso piena confidenza con questa modalità di narrazione, e infatti, più che un vero fumetto, questa storia rappresenta il tentativo di trasporre sulla carta le sequenze di un cortometraggio animato.
"Paperino e l'oro del pirata"(Donald Duck finds the pirate gold), apparsa sullo storico numero 64 del periodico antologico Four Colour Comics, rappresenta il vero e proprio inizio di quell'epopea fumettistica che porterà l'Uomo dei Paperi ad essere considerato il più grande narratore del novecento. La trama intessuta da Harry Revees e Homer Brightman è semplice ma efficace( fin dai tempi di Stevenson, le cacce al tesoro dei pirati hanno saputo avvincere generazioni di lettori), ed è sorretta dall'ottima sceneggiatura di Bob Karp, che sa arricchire la vicenda con divertenti gag e situazioni di serio, se non mortale pericolo, accentuate da un'atmosfera a tratti cupa e minacciosa. Per quanto riguarda i disegni, essi sono suddivisi tra Barks e Hannah, autori rispettivamente delle tavole 1,2,5,12-40 e 3,4,6-11,41-64. Se il secondo appare incerto nel tratteggiare le fisionomie dei Paperi e presenta un tratto spoglio e privo di dettagli, l'allora nascente Maestro dell'Oregon si distingue per un disegno acerbo ma già efficace, particolareggiato e dinamico nel raffigurare i vari comprimari.
"Paperino e l'anello della mummia"(Donald Duck and the mummy's ring)rappresenta la prima prova di Carl Barks come autore unico di una storia lunga. E subito rivela la sua classe insuperabile. La storia procede spedita, sull'onda di misteri inspiegabili e apparizioni inquietanti, che portano chiaro debito di ispirazione dal film The mummy di Boris Karloff, il tutto in un'ambientazione affascinante, raffigurata con maestria da Barks seguendo le illustrazioni del National Geographic. Peccato per il finale, un po' affrettato e che personalmente mi ha lasciato abbastanza deluso.
"Paperino e la scimmia"(Donald Duck in Too many pets ) , realizzata in collaborazione con Merril de Maris per la sceneggiatura, è una storiellina tutto sommato dimenticabile, con qualche momento apprezzabile ma nulla più, e anche il tratto del Maestro mi appare più affrettato del solito.
Si prosegue con "Paperino e l'oro gelato"(Donald Duck in Frozen gold), storia ambientata nel profondo nord e che vede come antagonista un'insolita versione di Pietro Gambadilegno, qui chiamato Bob la Volpe. Nonostante l'idea sia meno potente e intrigante della storia precedente, lo svolgimento rimane comunque eccellente: gag a ripetizione, situazioni di pericolo mortale per i nostri protagonisti e una sequenza memorabile:
Spoiler: mostra
Paperino che cammina cieco in mezzo ai ghiacci
. Ingredienti perfetti per una storia che non risulterà tra le migliori di Barks, ma rimane comunque una piccola perla.
"Paperino e il mistero della palude"(Donald Duck in Mistery of the swamp), l'ultima tra le "lunghe" di questo periodo, è quella che ho apprezzato di più per il mirabile dosaggio di elementi che avvincono e invogliano il lettore a proseguire la storia: una palude misteriosa in cui avvengono fatti inspiegabili, un piccolo popolo nascosto al riparo di essa, una fuga rischiosa e mirabolante. Se a ciò si aggiungono gli ottimi disegni di un Barks in maturazione, ecco un'ottima vicenda destinata a rimanere negli annali del fumetto Disney.

Passiamo ora alle storie brevi, le cosiddette ten pages, destinate alla collana mensile Walt Disney's Comic and Stories. Contrariamente alle coeve lunghe, qui Barks non raggiunge fin da subito l'eccellenza. Le prime, infatti, sebbene di gran lunga migliori rispetto ad altre dimenticabili brevi che escono contemporaneamente, non riescono a mantenere ottimi livelli nell'intero arco della narrazione. Se di " Paperino e i corvi" trovo esilarante Paperino travestito da vecchietta che si getta in mezzo al campo da rugby, di "Paperino e il gorilla" apprezzo lo scontro papero-animale e di "Paperino e lo squalo" le baruffe con il predatore marino; se mi ha sempre divertito il cinismo di "Paperino aviatore" e le spassose contese "zio vs nipoti" di "Paperino e il grande trappolatore", "Paperino nel Far West" e "Paperino in Il cattivo perdente", esse non sono storie di cui posso dirmi completamente soddisfatto. A partire dalle successive ten pages l'Uomo dei Paperi affina lo stile e nascono quindi piccoli capolavori di comicità: "Paperino e i buoni vicini"(che segna l'esordio di Jones con le fattezze che gli conosciamo, dopo la fugace apparizione in "Paperino aviatore"), "Paperino venditore di frullini", "Paperino sciatore", "Paperino e l'uomo di ferro", "Paperino chimico pazzo", "Paperino presenta I tre sporchi piccoli paperi" e "Paperino in meglio le ragazzine" hanno il ritmo indiavolato e spassoso tipico dei migliori cortometraggi, e si rivelano godibili anche ottant'anni dopo. Purtroppo, a questi gioiellini seguono storie più opache, seppur godibili, come "Paperino al mare", "Paperino fotoreporter", "Paperino e il falco"e "Paperino equilibrista". In mezzo a queste, spiccano capolavori di comicità quali "Paperino e il topo", dall'irresistibile ritmo a sketches da cortometraggio, "Paperino motorizzato" e soprattutto "Paperino numismatico", indimenticale nella sua spassosità delirante, perfettamente congegnata.

6
Commenti sulle storie / Zio Paperone e l'acqua concentrata
« il: Mercoledì 24 Ago 2022, 13:40:09 »
Ciao a tutti, apro il topic dedicato a questa bella storia, risalente agli anni '70, realizzata dall'inossidabile coppia Pezzin/Cavazzano. Essa si è rivelata davvero una bella lettura, grazie al graffiante, dilagante, a tratti caustico umorismo dello sceneggiatore veneto, che intesse una trama spassosa in cui la vena satirica è preponderante. Partendo da una delle sue classiche e immaginifiche trovate
Spoiler: mostra
( un ritrovato chimico che condensa l'acqua)
, in questo caso opera involontaria di Paperino, a cui segue il relativo sfruttamento economico da parte di Paperone, Pezzin crea una vicenda dotata di un andamento comicamente surreale e beffardo , arricchendola con meravigliose e irresistibili invenzioni, frutto della sua sfrenata fantasia( come dimenticare i panini al merlot, oppure le 543 spie industriali in fila per rubare la formula?). Al solito, gli antagonisti del papero magnate si rivelano essere i Bassotti, questa volta non al soldo di Rockerduck, i quali ideano un piano che potrebbe essere foriero di conseguenze climatiche sconvolgenti per l'equilibrio dell'ecosistema, minaccia particolarmente sentita dall'autore, il cui sentimento ecologista aveva portato già in precedenza alla creazione di storie come "la raffineria galleggiante". Per fortuna, il pericolo ambientale viene scampato, ma il finale non è ugualmente lieto per i nostri paperi, costretti a rifugiarsi su di un satellite spaziale per sfuggire alle ingiunzioni di pagamento danni.
Ad arricchire ulteriormente la già bella vicenda, Cavazzano realizza disegni sontuosi: personaggi dinamici ed espressivi, tratto ricco di dettagli e quadruple panoramiche spettacolari.
Cosa ne pensate di questa avventura ottimamente riuscita?

7
Ciao a tutti, apro questo topic dedicato a una bella parodia del duo Martina/ De Vita senior, realizzata nell'anno di grazia 1959. Storia briosa e spumeggiante, "Paperino e l'oro di Reno" si rivela una lettura davvero fresca e frizzante, che inanella una serie di gag davvero irresistibili, creando una riuscita rivisitazione e rilettura in chiave umoristica della celebre tetralogia wagneriana. La sceneggiatura si caratterizza per gli istrionismi caratteristici dello sceneggiatore piemontese, per i dialoghi sulfurei e fulminanti, per la comicità fisica degna della Commedia dell'Arte  e una verbosità surreale e folle simile a quella delle opere di Ionesco. La trama, come tipico di Martina, non segue un andamento logico strettamente consequenziale, bensì presentano una variegata e variopinta successione di vicende, eventi e suggestioni differenti. Inoltre, da notare come in questa storia le coordinate spazio-temporali siano rese volutamente fumose e ambigue: a seconda delle situazioni, le vicende paiono svolgersi secoli addietro o ai giorni nostri, in contrada remote o nei pressi di Paperopoli.
A completare l'opera, i disegni di De Vita, che questa volta ho apprezzato; nonostante alcune incertezze grafiche, il tratto dell'autore si coniuga alla perfezione con l'umorismo surreale, grottesco e folle della sceneggiatura.
Voi cosa ne pensate di questa bella storia?

8
Commenti sulle storie / Topolino e l'isola delle scoordinate
« il: Mercoledì 10 Ago 2022, 14:11:31 »
Classica "fantonata" anni settanta, "Topolino e l'isola delle scoordinate" è una vicenda che ha il proprio perno nell'umorismo surreale e folle tipico  dello sceneggiatore, che talvolta non esita a preferire un andamento più libero e dinamico per le proprie storie, a discapito della rigorosa successione logico-cronologica dei fatti narrati. È questo il caso della storia presa in questione, che ha il proprio punto di forza nelle estrose fantasie ed invenzioni dell'autore, qui mirabilmente raffigurate da un Asteriti  in piena forma, dal tratto classico che presenta una dovizia di dettagli e sublimi ombreggiature. Fanton ci delizia qui con  una delle sue più riuscite ed estrose creazioni,
Spoiler: mostra
 un'isola a motore che viene utilizzata da Gambadilegno per truffare degli ingenui miliardari
, su cui innesta ardite ed argute trovate:
Spoiler: mostra
il "lavaggio "dell'isola con il sapone, il naufragio iniziale di Topolino e Pippo, il barone Galletta rimasto per cinque anni sull'isola, il sottomarino armato di siluri impegnato in una missione segretissima tale per cui gli è imposto il silenzio radio...
Il tutto condito da dialoghi fulminanti, freschi e guizzanti, ricchi di battute memorabili nella loro estrosità surreale.
Cosa ne pensate di questa ottima storia?

9
Commenti sulle storie / Droidi
« il: Giovedì 14 Lug 2022, 11:56:49 »
Ciao a tutti, apro questo topic riguardo all'ultima storia del ciclo di PKNE apparsa su Topolino perchè, sebbene non strettamente legata alla continuity, si segnala per la sua bellezza propria e per altre sue caratteristiche. Innanzitutto, é la trasposizione abbastanza fedele di Blade runner, di cui Sisti riprende la trama apportandovi poche modifiche ma, a mio parere, con un focus narrativo differente. Infatti, della cupezza e della drammaticità del film di Ridley Scott rimane ben poco nella storia, ma non per difetto dello sceneggiatore, il quale invece preferisce concentrarsi sulla trama di stampo fantascientifico e avventuroso piuttosto che sull'analisi psicologica dei droidi braccati, questo anche perchè tale argomento è già stato sviscerato ed esplorato a fondo in altre della serie, tra cui "Seconda stesura" dello stesso Sisti o "Frammenti d'autunno" di Enna. Va detto che, nel confronto tra "Blade runner" e "Droidi", esce sicuramente vincitore il primo, in quanto, benchè ne riprenda numerose scene e frasi, nella storia di PK esse sono di fattura inferiore all'originale. Non ne faccio comunque una colpa a Sisti, perchè non penso che il suo obiettivo primario fosse effettuare una trasposizione efficace del film, quanto rilevarne la trama per creare una storia originale godibile di per sè, e che infatti si inserisce alla perfezione nella macrotrama dei viaggi del tempo. A proposito, all'inizio del post ho scritto che "Droidi" non è strettamente legata alla continuity pikappica, ma ciò è vero solo in parte. Infatti, introduce il personaggio di Eldos Eidolon,  non più utilizzato  ma foriero di nuovi e intriganti sviluppi, e finalmente Paperinik scopre chi si cela sotto le vesti di Odin ( un qualcuno che noi lettori conoscevamo da i tempi di "Ritratto dell'eroe da giovane"). Inoltre ritorna Tyrrel Duckard,comparso per la prima volta in PK2 in "La fine della storia" e poi mai più riapparso, fatta eccezione per "Grandi speranze" in Frittole, personaggio ideale per interpretare il ruolo che fu di Harrison Ford ( a proposito, lo stesso cognome di Tyrrel, Duckard, richiama il Deckard del cacciatore di androidi). Dal punto di vista del comparto grafico, Sciarrone alle matite digitali compie un lavoro eccezionale nella ricostruzione della città futuristica, perennemente sotto la pioggia, del 2179, analizzando il setting del film e trasponendolo sulla carta, cercando di recuperare le atmosfere distopiche e cupe abilmente create da Scott nell'originale. In conclusione ,un'ottima storia che segnò l'addio di Pikappa dalle pagine di Topolino, prima di iniziare la controversa operazione del Fuoriserie. Voi cosa ne pensate?

10
Buon pomeriggio a tutti, apro il topic dedicato a questa ottima storia perchè penso che, nonostante sia stata ampiamente commentata nella discussione su Topolino 3428, ne meriti uno apposito. L'importanza di "Topolino e la fonte della giovinezza" è infatti notevole perchè, oltre a sancire il ritorno alla sceneggiatura del Maestro Giorgio Pezzin, segna anche il ritorno su Topolino di una delle serie più importanti, intriganti e apprezzate, le Tops stories appunto. Pezzin riprende e completa una vecchia sceneggiatura degli anni Novanta/primi Duemila e ci consegna un capolavoro. Tale infatti io reputo questa storia, che conduce il baronetto inglese sir Top de Tops sulle tracce della mitica fonte della giovinezza, seguendo le indicazioni fornitegli dal collega scienziato e amico Oliver McPerson, il quale cela però un oscuro segreto. Partendo dal breve prologo ambientato nel 1732, che si apre con una citazione della Genesi, questa storia travalica la rigida censura Disney parlandoci di morte, religione, vita eterna. La vicenda ha uno sviluppo insolitamente rapido nelle concitate sequenze della parte centrale, con l'avventuroso e periglioso viaggio di de Tops sulle impervie montagne dell'Asia Centrale, di cui Davide Cesarello, chiamato a raccogliere il difficile testimone grafico di De Vita, ci offre vedute spettacolari. Cesarello compie un lavoro superbo, raffigurando in maniera ineccepibile sia i personaggi, tutti ottimamente caratterizzati, sia gli sfondi, che vanno dalla Scozia rurale alla Londra vittoriana, alle vette del Caucaso. Ma è nel finale che questa storia travalica le frontiere del Fumetto Disney, divenendo Letteratura. Pezzin ci consegna un messaggio profondo, sconvolgente, che tocca le più intime corde del nostro essere e le nostre paure maggiormente celate. Qual è il prezzo della vita eterna? Questa domanda giace insoluta nel cuore di un indeciso de Tops e, conclusa la storia, il dubbio  rimane anche nell'anima del lettore, ponendolo di fronte a uno dei più grandi interrogativi del genere umano.

11
Commenti sulle storie / Zio Paperone e la cassaforte di cristallo
« il: Lunedì 20 Giu 2022, 18:59:23 »
Buongiorno a tutti, vorrei esprimere le mie considerazioni personali riguardo a questa bella storia, che ho avuto modo di recuperare recentemente grazie alla Grande Dinastia dei Paperi. Essa sancisce la terza apparizione di Amelia dalla sua creazione e la seconda in una storia lunga di Uncle Scrooge. Mi ha particolarmente colpito la grande fantasia di Carl Barks, che in appena diciannove tavole riesce ad inanellare una geniale trovata dietro l'altra: prima la creazione di un nuovo materiale indistruttibile, poi la scoperta di un popolo sperduto nell'Africa Centrale e, soprattutto, di una particolare specie di uccello, il tutto all'interno della trama principale che vede il tentativo di Amelia di impadronirsi della Numero Uno. Irresistibili le gag presenti nella storia, tra cui i goffi tentativi dei Bassotti di far saltare in aria la cassaforte e la vecchietta che si lamenta per il rumore, che dimostrano come Barks fosse inarrivabile nell'umorismo e di quanta leggerezza siano pervase le sue trame( tra l'altro, ciò viene approfondito in un articolo qui sul forum, "Carl Barks, colui che leggerissimo era", ed esprimo la mia ammirazione a Guglielmo Nocera per l'abilità con cui lo ha scritto). I disegni accompagnano perfettamente la sceneggiatura, dettagliati quando serve ed ineguagliabili nel riprodurre tutta una gamma di espressioni dei personaggi. Voi cosa ne pensate di questa ottima storia del Maestro dell'Oregon?

12
Commenti sulle storie / Mickey e l'oceano perduto
« il: Sabato 18 Giu 2022, 13:03:12 »
Buongiorno a tutti, apro questo topic per esprimere la mia personale opinione riguardo a Mickey e l'oceano perduto(il titolo originale è Mickey et l'ocean perdu), graphic novel prodotta dalla Glenat per il mercato francese. Ebbene, io considero questa storia (che non a caso ha aperto la testata Disney Collection con la quale Panini si propone di far conoscere queste opere anche in Italia) un capomastro del fumetto Disney in quanto si pone come emblematica di un nuovo modo di intendere e di narrare il suo variegato universo. Le storie di Topolino, Paperino ecc. non vengono più concepite come strumento di svago per le masse, ma, anche a livello editoriale, assurgono al rango di letteratura vera e propria. Infatti vengono presentate in volumi curati e di pregio, e la narrazione adotta il genere che ad oggi viene considerato il più "nobile" e "letterario" del fumetto: la graphic novel.
Ma analizziamo ora nel dettaglio la storia che, almeno in Italia, fa da apripista a questa nuova, rivoluzionaria iniziativa. Mickey e l'oceano perduto presenta un variegato campionario di personaggi, tutti ottimamente gestiti e caratterizzati da Denis-Pierre Filippi. La narrazione si estende fluida ed omogenea, i dialoghi sono curati ma non prolissi o invadenti e lo sceneggiatore sa sfruttare abilmente anche i "silenzi" per comunicare le emozioni dei personaggi. La trama è ottimamente congegnata, ambientata in un mondo futuristico e apocalittico, dilaniato da guerre e affamato di energia. Il breve prologo iniziale, benchè forse ininfluente nell'economia della storia, contribuisce a delineare i protagonisti e il setting. La spettacolare doppia splash- page a metà della storia, è efficace nel descrivere il cambiamento totale di scenario che avviene. Unico difetto, l'esiguo numero di pagine impedisce una descrizione più approfondita dell'ambientazione steampunk e degli scenari, che invece sono solo accennati. Nulla da eccepire invece riguardo ai meravigliosi disegni di Silvio Camboni, che ci incanta con splash-panel e inquadrature spettacolari. Ogni vignetta è un capolavoro, il tratto iperrealistico contribuisce all' immedesimazione  del lettore nella narrazione, ma al contempo mantiene perfettamente leggibile le tavole. L'atmosfera magica della storia è ricreata anche dalla splendida colorazione di Gaspard Yvan e Jessica Bodart, dai toni caldi e avvolgenti. In conclusione, un capolavoro che segna una nuova svolta nel concepire il fumetto Disney. 

Pagine: [1]

Dati personali, cookies e GDPR

Questo sito per poter funzionare correttamente utilizza dati classificati come "personali" insieme ai cosiddetti cookie tecnici.
In particolare per quanto riguarda i "dati personali", memorizziamo il tuo indirizzo IP per la gestione tecnica della navigazione sul forum, e - se sei iscritto al forum - il tuo indirizzo email per motivi di sicurezza oltre che tecnici, inoltre se vuoi puoi inserire la tua data di nascita allo scopo di apparire nella lista dei compleanni.
Il dettaglio sul trattamento dei dati personali è descritto nella nostra pagina delle politiche sulla privacy, dove potrai trovare il dettaglio di quanto riassunto in queste righe.

Per continuare con la navigazione sul sito è necessario accettare cliccando qui, altrimenti... amici come prima! :-)