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Post - Samu

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Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Lunedì 8 Ago 2022, 16:22:14 »
In cosa è un prologo a storie successive del ciclo?

E' una storia a puntate dell'era Bertani. E' per forza di cose un prologo!

Battute a parte questa cosa che la gente vede prologhi ad ogni storia la sto trovando abbastanza ridicola.
Nel tuo rivolgerti alla "gente", di preciso, a chi ti riferisci?
Se il riferimento è a me visto che ho espresso a più riprese il mio disappunto per il finale della storia, dove avrei scritto di vedere prologhi ovunque?
Non ho detto che si tratti di un prologo, ho detto che la storia non ha un finale che la rende fruibile e autonoma.
Dunque, nel secondo episodio mi si fa vedere un Topolino più che mai deciso e improntato a scontrarsi con Macchia Nera e poi nell'ultima puntata lo scontro tra i due non c'è.
E non lo sto dicendo io, che mi aspettavo lo scontro sulla base di una mia idea.
No, c'è scritto nella storia: "Vengo a prenderti, Macchia Nera."
E poi i due neanche si vedono.
Topolino non capisce che cosa ci sia realmente dietro a tutto quello che è successo, il misterioso Dottor Piuma non si sa che fine abbia fatto e la storia si conclude con la "promessa" di Topolino di riacciuffare Macchia Nera.
Novanta pagine per raccontare come faccia il nemico dell'eroe ad evadere dal carcere dove lui stesso lo aveva condannato, di azioni pratiche del cattivo in questione niente.
Solo promesse.
Il ciclo del rilancio di un personaggio come Macchia Nera dove, invece di vedersi sempre di più e di vederlo in azione concretamente, assistiamo ad un cattivo che se ne sta comodo comodo a casa aspettando che Topolino faccia il lavoro sporco per lui per poi dissolversi come un fantasma.

Secondo poi, non ho mica contestato chi la storia l'ha apprezzata.
Alcuni leggendola hanno provato quell'entusiasmo che anch'io avrei voluto sentire per dirmi soddisfatto della storia.
Ma se è evidente come la storia lascia dei punti in sospeso, con il rinvio della resa dei conti tra buono e cattivo ad una prossima storia, faccio male a dirlo?
Da consumatore fisso del libretto, che lo segue con costanza da molti anni, non rientra nei diritti di chi come me compra e segue un giornale, esprimere le proprie critiche quando qualcosa non gli va giù?
E poi, sì me lo ricordo pure io che le storie di Fantomius erano legate tra di loro per degli elementi che sarebbero stati poi ripresi.
Ed era così tanto nella gestione De Poli, quanto in quella di Bertani.
Se ho critiche da fare non le risparmio a nessuno e non sono certo uno che punta il dito dicendo cosa si deve e non si deve fare dall'alto di chissà quale grande posizione.
Essendo un acquirente fisso della rivista mi sento in pieno diritto di dire quando una storia mi piace e, di contro, di non lesinare sulle critiche laddove quello che leggo non mi convince.
E, in questo caso, ho solo espresso le mie ritrosie su questa storia.
Credo sia nel mio pieno diritto esprimere critiche legittime laddove mi si promette qualcosa che poi non ha riscontro nella realtà di una storia che lascia volutamente fili scoperti e rimanda la resa dei conti tra l'eroe e il cattivo che in una storia di ben novanta pagine neanche arrivano a vedersi, poiché tutto il racconto si nutre prettamente di un clima "psicologico" e di azioni concrete di Macchia Nera non si veda veramente nulla.

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Commenti sulle storie / Re:Paperino e il tiranno del Nord
« il: Domenica 7 Ago 2022, 19:38:22 »
Ennesima grande storia dell'autore che più di tutti mi appassiona e che più mi entusiasma nel panorama autoriale Disney tra presente e passato, produzione italiana e d'oltreoceano: quel meraviglioso narratore ed eccezionale disegnatore che risponde al nome di Romano Scarpa!
Come già ricordato da alcuni utenti che mi hanno preceduto in questo topic, la storia non parte dal classico inizio ma va a ritroso, svelando soltanto al lettore quanto sia successo ai Paperi nel corso dell'incredibile avventura che hanno vissuto e di cui essi stessi potranno conservare ben pochi ricordi.
Romano per me ha una mano magica quando racconta le sue storie, le idea con un amore e una ricercatezza del gusto per l'avventura, del viaggio, del clima familiare che si respira tra i personaggi (e in questo lo fa sempre in maniera realistica, senza lesinare in particolare sui motivi di tensione specie tra Paperino e lo Zione  ;D), della simpatia di cui i suoi personaggi si fanno portatori facendo divertire il lettore, senza mai dargli un attimo di tregua o che sia poco ispirato o raffazzonato.
Ed anche questa storia ha un respiro talmente aperto ed ampio che è stato impossibile non rimanere avvolto dal suo racconto avvincente, divertente ma che sa anche gestire alla grande i momenti più conflittuali e "pesanti" come la rivolta del popolo di derivazione mongola vessato dal Tiranno del Nord del titolo.
Ho trovato poi deliziosa la sequenza di Paperone con il fisico, quando a quest'ultimo il ricco papero gli urla contro tutta la sua impazienza e il suo mancato autocontrollo scattando su tutte le furie per la miseria del risultato scientifico che ha ottenuto dai suoi esperimenti sul ghiaccio come forma di energia.
E mi è piaciuta molto l'attenzione che Scarpa rivolge al personaggio di Paperino nei suoi vari momenti, a volte impacciato e disattento, altre volte apertamente sfruttato e subdolamente usato, altre ancora salvatore della patria (o meglio, della sua famiglia) ed infine risoluto più che mai nel comandare quella giunca di ghiaccio su cui i nostri si ritrovano sulla strada del ritorno per Paperopoli, a pochi istanti dal dimenticare quanto abbiano effettivamente vissuto e visto fino a poco prima.
Una storia che, nel mentre la leggevo, mi ha dato la netta impressione di non trovarmi davanti alle tavole di un fumetto (per quanto meraviglioso sia ai miei occhi) bensì in una sala cinematografica con un film d'avventura proiettato sullo schermo e più che mai avvincente ed avvolgente in una vicenda tanti bella che mi ha fatto pienamente immedesimare, senza troppi sforzi, nei personaggi che vi vengono mossi con una cura e una intelligenza sia narrativa che grafica che, questa storia di "Paperino e il Tiranno del Nord", me l'hanno fatta davvero amare e leggere con un entusiasmo che mi ha preso per tutta la storia, donandomi l'ennesima perla di fumetto Disney creata dal grande, grandissimo Romano Scarpa!  :D

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Off Topic / Re:Buon compleanno 2022
« il: Domenica 7 Ago 2022, 18:36:47 »
Tanti auguri anche da parte mia  ;D!
Grazie anche a te del pensiero, Topdetops!  ;;D

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Off Topic / Re:Buon compleanno 2022
« il: Domenica 7 Ago 2022, 17:29:43 »
Grazie anche a Raes, Atius e Anapisa!  ;;D :gift:

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Off Topic / Re:Buon compleanno 2022
« il: Domenica 7 Ago 2022, 13:09:37 »
Grazie anche al Grande Tiranno e a Paper_Butler!  ;D

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Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Domenica 7 Ago 2022, 13:06:46 »
E in riferimento a quest'ultimo, lo si capisce compiutamente nella storia se esista davvero, come ha fatto il suo negozio ad apparire e sparire dal nulla?

Che domande, è semplicemente tornato nella sua dimensione.

http://dylandogsworld.blogspot.com/2012/11/hamlin.html
Non leggo Dylan Dog, non sapevo che il Dottore in questione fosse ispirato ad un personaggio di quell'universo narrativo e di ciò non me ne può importare di meno.
È chiedere troppo avere dei ragguagli sulla natura di un personaggio nella storia in cui viene presentato per la prima volta, senza lasciare in sospeso la cosa che forse verrà ripresa solo in una storia successiva?
Al netto di tutto rimangono dei punti aperti in questa storia che non sono stati chiariti e faccio fatica ad apprezzare l'idea di una storia che, giunta al suo epilogo, non ha saputo rispondere alle domande e ai dubbi che essa stessa aveva aperto e sollevato nelle puntate precedenti, soprattutto nella prima.

7
Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Domenica 7 Ago 2022, 10:51:51 »
Ma Topolino comunque intuisce quello che gli è successo: nel primo episodio, telefonando a Basettoni, pur confuso, sospetta già che all'origine di quel che gli è successo potrebbe esserci la lettera inviatagli da Macchia Nera e, quando vede nel suo caminetto i resti della lettera bruciacchiata, allo stesso modo, intuisce che l'effetto debba essersi esaurito. Io l'ho vista così.
Lo intuisce ma non arriva a capire che dietro c'è l'inquietante personaggio del Dottor Piuma.
E in riferimento a quest'ultimo, lo si capisce compiutamente nella storia se esista davvero, come ha fatto il suo negozio ad apparire e sparire dal nulla?
La sua "storia" rimane in sospeso e chissà se verrà spiegata la sua natura nel prossimo capitolo del ciclo o se invece su questo personaggio si glisserà, complice anche il fatto che si parli di soprannaturale, e si andrà a parare da tutt'altra parte.
Perciò dico che la vicenda resta in sospeso e non ha una fine vera e propria.
È una cosa moderna questa di lasciare dei punti in sospeso per riprendere la storia con un capitolo successivo che, nel frattempo, viene atteso da chi segue quella pubblicazione (in questo caso il Topolino libretto).
Nelle storie di Scarpa o nei gialli di Martina o in quelli più recenti di Mezzavilla o del Casty sceneggiatore c'è pure questo clima così incerto una volta che si arriva all'epilogo della storia?
Non c'è e ogni storia è perfettamente comprensibile e chiusa da sé.
Senza il bisogno di dover legare la storia x alla pubblicazione di una storia y successiva per riprendere, per esempio, il personaggio di Atomino Bip-Bip (inedito nella Dimensione Delta come il "Piuma" nell'Isola di Corallo) o la macchinazione del cattivo di turno per sapere tutto quanto fosse necessario per affermare, senza timore di smentita, che quella storia sia pienamente fruibile e godibile in sé e per sè.

8
Off Topic / Re:Buon compleanno 2022
« il: Domenica 7 Ago 2022, 10:37:27 »
Grazie mille degli auguri a Luciochef, Geronimo, Lost_Kitten e Andy.
Grazie, ragazzi!  ;;D

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Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Domenica 7 Ago 2022, 07:28:03 »
La vicenda di Topolino e l'Isola di Corallo è la storia dell'incubo che Macchia Nera fa vivere a Topolino e della sua evasione. L'unico obiettivo di Macchia Nera è fin dall'inizio quello di evadere e di riguadagnare la libertà, cosa che effettivamente avverrà al termine della storia. In cosa è un prologo a storie successive del ciclo? Nel fatto che alla fine troviamo Macchia Nera libero nel suo covo? Ma allora, segueendo questo ragionamento, tutte le storie in cui questi non viene incarcerato ma riesce a fuggire (come Black out a Topolinia, in cui addirittura si dilegua per non essere acciuffato dalla Polizia, o Topolino e la minaccia acquatica) dovrebbero essere dei prologhi a storie future in cui avverrà lo scontro risolutivo.
E, tornando sullo scontro che non c'è stato, io non ho detto che avrebbe svilito il personaggio di Macchia Nera (semmai, l'avrebbe reso meno affascinante, ma, come dicevo prima, questi sono gusti personali), ma il suo piano criminoso, senza aggiungere poi molto alla vicenda. Mettiamo caso che Topolino, in un vis-a-vis riesca a distruggere la lettera di suo pugno. L'esito sarebbe stato esattamente lo stesso, con un Macchia Nera che sarebbe fuggito con ogni probabilità. Tuttavia, il fascino del Macchia Nera di Topolino e l'Isola di Corallo sta nel fatto che, dall'inizio alla fine, è padrone degli eventi. Con un epilogo come quello sopra ipotizzato, a da sé che il villain avrebbe perso, almeno su di me, quell'appeal che invece ha conservato con il finale ideato da Nucci.
Non mi sembra di aver detto che questa storia in tre atti sia un prologo.
Ho detto che è una storia che viene lasciata in sospeso, è diverso.  ;)
E che sia una storia interrotta è evidente.
Quando mai si è detto che in una storia in cui Topolino viene messo alle strette dal suo avversario, poi non riesca a capire, nella stessa storia, che cosa sia veramente accaduto...?
L'eroe della vicenda, il buono della storia, non lo ha capito quello che gli è successo, come abbia fatto Macchia a fargli vivere il suo incubo, non sa niente di tutto ciò.
E la storia dovrebbe dirsi completa quando lascia in sospeso un punto talmente importante come questo?
È chiaro che non sia una storia fruibile in sé e per sè.
Semplicemente perché non è ancora finita.
E allora, che senso ha quella parola "fine" scritta nel suo epilogo, visto che lascia il lettore in sospeso nell'attesa di una storia futura che chiarisca come faccia/farà Topolino a capire quanto gli sia successo?
Secondo poi, da una storia che si dice essere conclusa lo si arriva a capire che fine abbia fatto quel Dottor Piuma che è il vero iniziatore di tutta la macchina dell'incubo di Topolino?
Una storia dovrebbe essere fatta e finita in sé, e se tu autore mi stuzzichi con la vicenda del soprannaturale, di un negozio che prima appare e poi scompare, di un Topolino che vuole andare a fare -giustamente - i conti con il suo burattinaio, e poi tutto questo resta nel vago, nel soffuso e non viene chiarito, và da sé che la storia non può dirsi completa.
Rimane in sospeso e dopo tre settimane di seguirla nei suoi sviluppi, con una sceneggiatura che si vede essere fatta bene ed intrigante ma senza poi darmi delle risposte sui punti che erano stati lasciati aperti nei primi due episodi e che tali rimangono anche nell'epilogo della vicenda, non mi posso certo sentire soddisfatto di una storia che mi tiene come un "pesce all'amo" nell'attesa che questi punti vengano chiariti in un capitolo successivo del ciclo che non si sa quando verrà pubblicato e con quali tempistiche.

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Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Sabato 6 Ago 2022, 20:55:05 »
Ma sia il Bianco e il Nero che questa storia hanno una fine autonoma e sono perfettamente fruibili da sole. La prima si conclude con l'arresto di Macchia Nera, questa si conclude con la sua evasione. Che non succeda praticamente niente, mi sembra una lettura un po' semplicistica: Macchia Nera non si limita a far fare il lavoro sporco a Topolino, ma nel mentre, gli infligge una vera e propria tortura psicologica, rubandogli l'identità e facendolo soffrire a dismisura nella prospettiva di dover scontare una pena ingiusta e che il suo mortale nemico possa fare del male ai suoi affetti più cari.
Il Bianco e il Nero sì che aveva un suo carattere finito nel momento del suo epilogo, questa terza parte della serie/saga/ciclo no.
È palesemente una storia che si interrompe senza essere portata ad una conclusione completa e compiuta, visto che il finale annuncia in modo evidente di un futuro capitolo successivo.
Poi, perché pensi che uno scontro tra il buono e il cattivo della situazione avrebbe "svilito" il personaggio di Macchia Nera?
Una storia non è fatta solo di focus psicologico - per quanto bene possa essere fatto e reso nel corso del racconto - ma per come la penso io necessita anche di un mettere alle strette, occhi negli occhi, il proprio avversario, di scontri sulla base reale e non a distanza, di un faccia-a-faccia che in questi tre capitoli del ciclo del rilancio del personaggio operato da Nucci e Casty lo si vede, appunto, solo nel "Bianco e il Nero".
In quel frangente, quando Macchia chiedeva a Topolino se potesse mai essere un fenomeno naturale quella imperante nevicata, ti è sembrato svilito o sminuito il carattere del personaggio?
Io non ho avuto affatto questa impressione e credo che se la si fosse voluta rendere veramente fruibile a sé questa storia (senza lasciare il lettore con il suggerimento evidente che lo scontro tra i due è rimandato ad un prossimo capitolo che non si sa quando verrà pubblicato), un modo per metterli l'uno contro l'altro, buono e cattivo faccia-a-faccia, lo si sarebbe trovato.
Così si lascia il lettore, e con lui la storia, "sospesi" con un finale che non è tale perché la vicenda è più che mai aperta, così come la sfida tra i due nemici.
Che sia un ciclo lo si è capito, di quanti capitoli consterà questa "saga" prima di arrivare ad un punto di chiusura non si sa ancora, ma non è detto che le storie di questa serie non debbano poter essere finite e compiute in sé una volta che si arriva alla parola "fine".
Solo con il secondo capitolo della serie questa finitudine è stata raggiunta, con quello introduttivo e con quest'ultimo no.

11
Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Sabato 6 Ago 2022, 16:15:26 »
...
Le tue sono le stesse sensazioni a caldo che avevo avuto in "Io sono Macchia Nera", che, dopo la prima esaltante puntata mi aveva in parte deluso nella seconda parte proprio per questo mancato scontro (ma ancora ero ignaro che quello sarebbe stato il primo tassello della "Saga di Macchia Nera" nucciana).
Qui invece devo ammettere che vedere il personaggio di Topolino così sofferente e messo alle strette, in galera, quindi immerso in una situazione mai provata in vita sua, immaginando il suo acerrimo nemico in intimità con la sua compagna - ignara di tutto -, tentando una fuga con possibilità di successo bassissime... Insomma, un vero incubo ad occhi aperti. Poi, così, dal nulla essere "risvegliato" da Macchia, unico giudice e sovrano, - al netto delle critiche legittime sulle cause soprannaturali che, a seconda delle sensibilità di ognuno di noi possono essere meglio o peggio digerite -  fa di questa storia un vero unicum nella storia disneyana. Uno scontro finale qui, a mio parere, avrebbe aggiunto poco alla grandezza e unicità della vicenda, dove il focus è incentrato appunto sulla sofferenza arrecata a Topolino, una sofferenza che non dimenticherà mai e che non potrà, ovviamente, mai raccontare a nessuno.
L'aspetto che ho mal digerito del finale di questa storia sta proprio nel fatto che lo scontro tra Topolino e Macchia Nera è rimandato a chissà quando.
Se nel finale della seconda puntata mi si fa vedere un Topolino improntato ad andarlo finalmente ad acciuffare il suo nemico e poi i due neanche si vedono, è normale che rimango deluso da un qualcosa che prima mi viene quantomeno suggerito e che poi non accade nella sua terza ed ultima parte e poi non credo che questo confronto/scontro tra i due avrebbe aggiunto poco alla storia e soprattutto al suo finale.
Penso invece che il vederli l'uno di fronte all'altro, con Topolino pronto a fare i conti con il suo burattinaio, che lo ha subdolamente usato ai propri fini, avrebbe aumentato il pathos della storia, anziché diminuirlo o sprecare la "grandezza" di una storia che a mio giudizio rimane più nelle premesse degli ottimi due capitoli iniziali piuttosto che in questo suo ultimo episodio che presenta solo la fuga del piccolo Topo dal carcere e un Macchia Nera di nuovo a piede libero.
Inoltre, non posso accogliere in maniera favorevole il fatto che una storia che aveva costruito un'ambientazione così suggestiva e conturbante nel mettere l'eroe nella posizione del criminale sia stata, a conti fatti, lasciata in sospeso con un finale che non è un finale visto che, invece di chiudere la storia, apre ad un capitolo successivo che non si sa ancora quando ci sarà.
Rimane una storia raccontata bene, che si segue con interesse perché il lettore lo riesce a coinvolgere ma non mi sento assolutamente soddisfatto di questa presenza fin troppo eterea e sfumata di un Macchia Nera che invece, per come la penso io, dovrebbe essere al centro della storia e non di contorno.
Perché l'ho apprezzato molto, ribadisco, il carattere soggettivo della storia calato sul personaggio di Topolino (ed infatti la seconda puntata della storia mi aveva entusiasmato per questo suo focus davvero ben riuscito) ma, al netto di questo, la presenza di Macchia nella storia la si vede col contagocce.
E da un ciclo che si propone di riportare in auge questo perfido personaggio io mi aspetto che nel suo evolversi, tale personaggio lo si veda sempre di più e che non sia solo quel "dannato fantasma" che sta dietro le quinte della storia come una presenza che aleggia nell'aria ma che concretamente appare pochissimo per tutta una storia di novanta tavole.

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Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Venerdì 5 Ago 2022, 20:06:43 »
In merito al finale di "Topolino e l'incubo dell'Isola di Corallo" ho sensazioni contrastanti.
È vero che la storia è scritta bene, scorre in modo fluido e riesce a coinvolgere il lettore nella fuga del Topo e a farlo immedesimare nei suoi stati d'animo, nella paura di non essere riconosciuto/creduto da Minni, nel timore che quest'incubo - semmai il suo tentativo di evasione venisse stroncato dalle guardie carcerarie e dagli altri poliziotti di pattuglia - possa durare anche per sempre...
In questo, il carattere spiccatamente "soggettivo" della storia - quasi tutta incentrata sulla straniante reclusione di Topolino e sul suo connesso tentativo di evasione - ha incontrato il mio gusto ma non posso dirmi completamente soddisfatto di come la vicenda sia terminata.
Mi aspettavo infatti che in questa terza parte ci fosse finalmente spazio per un confronto faccia a faccia tra Topolino e Macchia Nera e mi aspettavo che a tale scontro avrebbero assistito anche gli affetti più cari del Topo dalle grandi orecchie, come Minni, Pippo, lo stesso commissario...
In questo modo il carattere "straniante" della vicenda sarebbe stato ancora più accentuato e nessun altro tranne i due arcinemici avrebbe potuto sapere con certezza chi fosse il "buono" e chi fosse il "cattivo".
Sì, mi è mancata la componente di questo scontro frontale che mi aspettavo visto come si era concluso l'episodio precedente (con Topolino che affermava risoluto e deciso: "Vengo a prenderti, Macchia Nera!") e che invece non ho trovato.
Rimane sì una buona storia perché si vede che è scritta bene, è ben studiata nell'ideazione della vicenda, nella fuga di Topolino, nei momenti più emotivi che forse neanche più ci si aspetta (vedasi il regalo ad Harvey...)
Ma al netto di tutto questo, resto deluso da uno scontro che alla fine non c'è stato e che lo rimanda ad una storia futura del ciclo che ancora non si quando verrà pubblicata, lasciando il faccia-a-faccia tra i due protagonisti ancora in sospeso, nell'attesa del prosieguo di un ciclo di storie che preferirei fossero finite e compiute nel momento in cui si arriva alla conclusione della singola vicenda.

L'altra storia di Topolino presente nel numero la considero carina ma rimane pur sempre un prologo di qualcosa che verrà ripreso solo più avanti, per cui non la posso giudicare appieno.

Le due storie autoconclusive invece mi hanno fatto cascare le braccia dall'inconsistenza e le palpebre dalle noia.
Tanto nella danese quanto nella storia di D'Antona non ho trovato un momento, che fosse uno, che mi strappasse anche solo un sorriso.
Né un minimo di vivacità, né un colpo di scena, niente che non fosse già prevedibile, l'una negli esiti disastrosi del Paperino danese (irrefrenabile combinaguai) e l'altra in un Paperone che, alla fine, pure quando sembra in difficoltà vuoi o non vuoi ha sempre il modo di ribaltare la situazione e di vincere a discapito di Rockerduck.
E un'altra critica che devo fare a questa storia è nel suo essere così poco scorrevole e interessante che ho fatto veramente fatica a finirla, con un andare lento e piatto che è stata stancante da leggere e da seguire.

Và da sé che la nota più lieta del numero è stata per me il secondo episodio di "Paperinik e la Torre d'Oro".
La vicenda intessuta da Gervasio continua ad intringarmi e mi piace molto il fatto che il diabolico vendicatore (credo qui per la prima volta) debba vedersela con tre ricchi magnati che non potrebbero essere l'uno più diverso dall'altro e che hanno tutti lo stesso interesse ad impossessarsi del Castello ai fini di trovare il tesoro che si narra esservi nascosto da secoli.
L'inserimento di Red Duckan che "spalleggia" i due più classici colleghi abbienti e facoltosi lo accolgo con molto favore in questo senso e resto curioso di vedere come la storia si chiuderà ora che Paperinik non sa né come arginare il pericolo che incombe sulla sua identità segreta né come impedire ai tre di trovare il millantato oro all'interno del celebre Castello.

In definitiva, si tratta di un numero che mi ha entusiasmato meno di quanto potessi aspettarmi salvo l'ottimo prosieguo della storia di Gervasio, che trova nei disegni di Emmanuele Baccinelli il compagno ideale per rendere al meglio un'ambientazione grafica accattivante e avvincente come si conviene al Paperinik della miglior tradizione di "diabolico vendicatore".

13
Indizio: dopo una estenuante ricerca, Paperino trova degli oggetti portentosi che gli saranno molto utili....almeno all'inizio!

Paperino - "Ulp! Che antro sinistro!"
"Forse, azionando questa leva..."

D'improvviso gli appare una lastra di pietra azionata dalla leva che ha appena mosso e che recita:
Oh, mio eroe sopraffino
Che alla fin d'un duro cammino
Sei qui giunto con periglio
Senza batter troppo ciglio,

Se sotto la dura scorza
Pur nascondi un cervellino,
Non usare mai la forza
Per cambiare il tuo destino!


Via alle ricerche!  :D

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Topolino e la Magnon 777?

15
@Ciube, peccato che ho il saltaturno altrimenti l'avrei fatta durare due minuti scarsi la ricerca della nuova storia!  ;D

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