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Post - Gumi

Pagine: [1]  2  3  ...  201 
1
Topolino / Re:Topolino 3480
« il: Giovedì 4 Ago 2022, 17:42:32 »
Più ci rifletto, e più mi dico che il Macchia di Casty in storie come l'Uomo Ingannatempo sia stato un male per il personaggio, perché lo ha spinto nel circolo della fantascienza bambinata e incredibile

Più ci rifletto, e più mi dico che il Casty deve averti fatto qualcosa di personale, altrimenti tutto sto accanimento non è spiegabile. Conosco altre persone a cui non piace ma nessuna di loro passa tempo continuamente a rimarcarlo.

2
Topolino / Re:Topolino 3478
« il: Lunedì 25 Lug 2022, 10:55:20 »
Mah dipende dal disegnatore. Alcuni ci mettono del proprio (De Vita) all'insaputa dello sceneggiatore, altri collaborano proprio alla stesura della sceneggiatura (vedi il pastro con Pk) altri ancora sono più pedissequi e fanno quello che gli dice lo sceneggiatore, in dipendenza della abbondanza di indicazioni in sceneggiatura.

A quanto so Nucci ad esempio è molto prodigo di indicazioni, riferimenti, suggerimenti e inquadrature.

3
Topolino / Re:Topolino 3478
« il: Lunedì 25 Lug 2022, 10:29:37 »
La storia di Macchia al momento mi ha incuriosito, la scene scorre bene. I disegni invece... si, sono bellissimi, sia chiaro, ma a me è sempre piaciuto di Casty l'utilizzo di più piani interi e americani (come Gottfredson, Scarpa e tutti i colleghi dell'epoca, da Gatto a Carpi) e meno di piani medi e primi piani (come usano praticamente tutti oggi). Proprio uno degli aspetti che lo contraddistingu(eva)ono. Sempre bei disegni, sempre riconoscibili, ma meno caratteristici.


Interessante, quindi secondo te i disegni di casty "disegnatore su sceneggiatura" hanno una regia differente rispetto al Casty disegnatore-sceneggiatore.

Può essere, in effetti. È una buona osservazione. Immagino che alcune inquadrature siano indicate nella sceneggiatura. Altre motivazioni possibili?

4
Topolino / Re:Topolino 3478
« il: Venerdì 22 Lug 2022, 09:20:32 »
è sicuro che nessuno dei suoi capolavori potrebbe essere pubblicato nel Topolino di oggi (7 goblins, marea dei secoli, impero sottozero).

Amen.

5
Topolino / Topolino 3475
« il: Sabato 9 Lug 2022, 18:57:15 »
Recensione Topolino 3475


 I personaggi Disney sono un patrimonio lasciatoci in eredità da autentici giganti del fumetto e dell’animazione. La discussione sulla loro natura potrebbe andare avanti per giorni: taluni sostengono che si tratti di umani con fattezze animali; per altri sono piuttosto “funny animals” le cui caratteristiche di bestie, seppur antropomorfe, non possono essere trascurate. Altri lettori li vedono come delle “maschere”, personificazioni di difetti e virtù alla stregua degli stereotipi della Commedia dell’Arte, inamovibili e granitiche nel definire categorie umane senza che sia possibile alcuno sviluppo.

 Quest’ultimo approccio, che ritroviamo in autori come Guido Martina, sembra non trovare più spazio nel Topolino odierno: tutti i personaggi, comprimari compresi, sono costantemente soggetti a recuperi, approfondimenti, evoluzioni e modifiche nel tentativo di donar loro la maggiore tridimensionalità possibile.

 Gastone, da sempre bersaglio dell’invidia che l’uomo comune prova nei confronti di chi gli appare più fortunato, oggi è personaggio più complesso e meno sicuro di sé. Sempre più spesso Paperon de’ Paperoni sveste i panni del rude e tirchio affarista per dare spazio al suo lato prodigo e nostalgico. Allo stesso percorso appartiene il tentativo di differenziare Qui, Quo e Qua, protagonisti assieme alle Giovani Marmotte della prima storia di questo numero, e i due nipoti di Topolino che invece assumono il ruolo di protagonisti in Foglie rosse: Un lungo inverno.

 Fra i comprimari che sono riusciti a ottenere una caratterizzazione tale da poter essere (in qualche modo) “promossi” citiamo almeno Newton Pitagorico, che grazie al lavoro di Marco Nucci nel corso di questi ultimi anni è passato da essere un perfetto sconosciuto a uno dei personaggi più presenti sul settimanale, e nella storia realizzata da Francesco Vacca e Mario Ferracina ricopre un ruolo di caratura superiore anche a quello dei tre protagonisti.

 Le Giovani Marmotte in Occhio al manuale, dei già citati Vacca e Ferracina, rappresenta la conclusione di una macro-trama che, tra alti e bassi, ci accompagna dal luglio 2021. In generale questa serie non ha saputo scatenare l’entusiasmo dei lettori, e questo finale ci riporta a una situazione di “vorrei ma non posso”, se non a un “vorrei ma non riesco”. L’identità dell’avversario finale, per quanto forse ovvia, lascia un po’ di amaro in bocca per il modo frettoloso in cui è sopraggiunta la sua rivelazione.

 
Carramba, che sorpresa!

 Parliamoci chiaro, Cuordipietra Famedoro rappresentava la scelta perfetta per il ruolo che Francesco Vacca gli ha assegnato, ma ciò viene in parte rovinato dall’eccessiva esposizione del personaggio negli ultimi mesi: così il miliardario boero risulta essere l’inevitabile nemesi di tutto il cast, da Fantomius a Paperinik passando, appunto, per le GM. Di chi altro? L’eccessivo utilizzo, specie in tempi relativamente brevi, rischia di rendere alcuni personaggi semplici macchiette o poco più, e il citazionismo non dovrebbe prevalere sulla necessità di centellinare l’uso di alcune figure, condannate altrimenti a perdere di fascino.

 Per quanto riguarda Foglie rosse: Un lungo inverno, nuova prova di Claudio Sciarrone come autore unico, va dato atto al disegnatore milanese di sapersi muovere tanto nel vintage quanto nella contemporaneità: in questa saga, che viaggia sui binari della serie TV Stranger Things, è riuscito a trovare un equilibrio tra tradizione e novità.

 Particolarmente interessante è il lavoro svolto nella parte grafica, con soluzione ardite e sempre più sperimentali. Rarissimo ormai ritrovare la classica gabbia a sei vignette; le frequenti le splash page, e anche i colori supervisionati dallo stesso Sciarrone, contribuiscono alla efficace resa finale; interessante è anche l’utilizzo sempre maggiore di tavole ispirate a schermate di videogiochi: protagonista stavolta una palese citazione a Pac-Man, inserita allo scopo di sintetizzare in maniera divertente la fuga di Tip e Tap.

 
Perfetta come sfondo per lo smartphone

 Tornando per un attimo sui binari della classicità, la successiva Pippo e l’agognata roulotte è invece una classica storia di Rudy Salvagnini, in cui l’autore veneto recupera efficacemente l’atmosfera dei Mercoledì di Pippo. Le stramberie del dinoccolato amico di Topolino e il suo pensiero laterale lo portano a prendere decisioni sempre più assurde, nella (apparente semplice) necessità di scegliere una roulotte.

 La storia si fa ricordare tanto nelle trovate comiche, sempre spiazzanti, quanto nel ruolo ricoperto da Topolino, che commenta, incoraggia e asseconda l’amico nel vortice crescente delle sue assurdità. Un racconto piacevole da leggere, l’unico dell’albo fruibile a sé. La parte grafica, curata da un sempre solido Lucio Leoni, ci restituisce un Topolino e un Pippo molto espressivi, che ben si sposano con la sceneggiatura frizzante di Salvagnini.

 L’albo si conclude con l’interessante introduzione a Megaricchi, nuova storia a puntate di Bruno Enna e Alessandro Perina. I due autori danno il la a una saga che, dalla premesse, sembrava semplicemente la solita storia con Paperone e Rockerduck che lottano e si sabotano a vicenda. Come atteso i due magnati tengono certamente banco in queste poche, frizzanti pagine, ma l’inserimento della variabile “Red Duckan” aggiunge molto pepe alla vicenda.

 Il finanziere creato da Marco Gervasio, infatti, risulta essere una delle più interessanti new entry recenti del mondo dei Paperi: di miliardari disposti a infrangere la legge per sconfiggere Paperone ce ne sono a iosa, ma un avversario antipatico e allo stesso tempo tanto rigoroso è una novità rilevante.

 Enna si dimostra in stato di forma eccezionale, confezionando un prologo intrigante che lascia ben sperare per il prosieguo. Il suo Paperone è vivo, volitivo, con carattere, e davvero memorabile è la battuta finale, tra le migliori degli ultimi anni.

 Adeguati alla vicenda risultano essere i disegni morbidi e incoraggianti di Perina, che hanno l’indubbio vantaggio di rendere confortevole la lettura, con personaggi vivi ed espressivi, pur in assenza di tavole barocche o grandi splash page (l’unica quadrupla è infatti quella del titolo). Solo una introduzione, certo: ma questo “triello” fra Paperone, Rockerduck e Duckan promette già scintille.

 
Mai provocare Paperon de’ Paperoni



Voto del recensore: 2.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2022/07/09/topolino-3475/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


6
Testate Speciali / Re:Generazione oceano (Giunti)
« il: Sabato 25 Giu 2022, 12:01:20 »
Beh però qui siamo in Giunti. Il Direttore può parlare per la sua parte di competenza.

Detto ciò mi sembra ovvio che così facendo questo volume non ha alcun valore collezionistico e diventa, per noi 'adulti' appetibile solo per chi vuole avere "tutto casty".

La company nella sua "filiale italiana" con queste censure (e con paletti sempre più stringenti) sta uccidendo questo tipo di arte e mi spiace molto per i licenziatari (Giunti e Panini) che devono sottostare agli umori di revisori sciatti e irrispettosi del lavoro di autori e redattori. E anche dei lettori in taluni casi. (e mi sono contenuto perché se dicessi cosa realmente penso di queste scelte aziendali e di chi le applica poi mi denunciano e chiudono il forum).

Peccato. Un'altra occasione sprecata.


P.s. Quoto Geronimo quando afferma della prosopopea di alcuni collaboratori a questo volume FIERI di aver interferito nel lavoro di un professionista. Complimenti. Nella prossima ricerca che farete spero giunga che ne so un filosofo o uno storico dell'arte a modificare le conclusioni.

7
Commenti sugli autori / Re:Casty
« il: Venerdì 24 Giu 2022, 10:33:32 »
A tal proposito Giunti ha fatto ieri una live sul volume ed ha partecipato anche Casty:

Ecco il link:
https://www.youtube.com/watch?v=yJr9hTcxAEk

8
Topolino / Re:Topolino 3471
« il: Venerdì 3 Giu 2022, 13:31:21 »
avrei preferito recensire sto numero. Molto meglio del precedente...

Interessante la Falena, ottimo Masta come sempre, simpatica la storia di Malachia. Mi e piaciuta anche la storia di Sarda: lo voglio prendere come un auspicio per la ripresa delle sale cinematografiche, in grossa crisi negli ultimi anni.

9
Topolino / Topolino 3470
« il: Giovedì 2 Giu 2022, 18:14:46 »
Recensione Topolino 3470


 Dare un taglio troppo personale alle recensioni sarebbe da evitare, soprattutto quando i propri pensieri hanno l’onore di essere pubblicati su un sito autorevole in materia disneyana come il Papersera. E nella costruzione del discorso è sempre necessario che il recensore si sforzi per non lasciarsi troppo condizionare da pregiudizi o convinzioni consolidate, allo scopo di formulare un giudizio finale quanto più possibile corretto, coerente, obbiettivo.

 Nonostante ciò, è anche vero che alla fin fine la recensione pur essendo pubblicata dal sito rimane una produzione assolutamente e inevitabilmente personale per chi la scrive, che quindi si prende piena responsabilità se andrà a bocciare una storia che tutti gli altri lettori amano o se andrà a promuovere un volume che la grande maggioranza degli utenti e degli appassionati ha detestato.

 Nel recensire Topolino 3470 si deve innanzitutto tenere presente che è un numero estremamente vario. Vi è il gruppo di ragazzi di Area 15 e torna una vecchia paperizzazione (era un po’ che non se ne vedevano), vi è la storia che ha l’onore di essere richiamata in copertina, con protagonista la 313, che fa parte del ciclo Comics & Science, vi è il ritorno di una storia a bivi, che conclude i festeggiamenti del “pippiversario”, e infine vi è la quarta e ultima puntata di una importante saga che vede Fantomius come protagonista.

 A fronte di un elenco così variegato però l’impressione generale che se ne ricava è che sia un numero che avrebbe potuto lasciare qualcosa in più, e che invece, in fondo, sia mancato qualcosa per ottenere piena soddisfazione.

 Ma andiamo per gradi e cominciamo dalla storia di copertina, che, curiosamente si trova in una posizione del numero (penultima) che solitamente è riservata alle storie non grande rilevanza.

 Paperino e l’auto smemorata (Bosco/Soldati) è tuttavia una storia simpatica, che come tutte le altre del ciclo Comics & Science prende spunto da un argomento scientifico o tecnologico, le leghe a memoria di forma in questo caso, e ci costruisce attorno un intreccio.

 Tali leghe sono particolari combinazioni di metalli in grado, qualora riscaldate, di recuperare almeno in parte la loro forma originaria: quale occasione migliore che utilizzarle per uno scherzo? La storia non ha particolari pretese, ma risulta divertente e godibile, intrattenendo e insegnando qualcosa, in pieno stile Topolino. Stile “classico” anche per i disegni di Soldati.

 Prosegue nel numero anche la serie, di cui è autore in testi e disegni Corrado Mastantuono, di “cortometraggi” in bianco e nero che vedono come protagonista un Bum Bum più scalcinato e pasticcione del solito.

 Improvvisamente splash fa il verso al cinema muto degli anni Venti e fa vivere al noto imbianchino paperopolese, insolitamente elegante, un’avventura che flirta con l’assurdo e il nonsense, in cui la trama non sembra avere poi tutta questa rilevanza: si tratta di un semplice crescendo di situazioni paradossali che Bum Bum si trova man mano a dover gestire, con un umorismo slapstick particolarmente riuscito.

 
Il tappo sul fondo, un grande classico

 Le 10 tavole dimostrano come basti un semplice tubo dell’acqua malfunzionante perché si possa costruire una breve divertente e originale, in cui ovviamente l’abilità del disegnatore Mastantuono la fa da padrone nel riuscire a “mettere su carta” in maniera convincente questa storia che sembra provenire da un’altra epoca.

 Pippo alla ricerca del numero zero è la storia sceneggiata da Vito Stabile e disegnata da Andrea Malgeri che, in chiusura dei festeggiamenti per il 90° anniversario di Pippo, riprende il filone delle storie a bivi.

 Tali storie hanno avuto origine nel 1985 con Topolino e il segreto del castello del compianto Bruno Concina, un’intuizione in cui il lettore stesso è “protagonista” della vicenda, addentrandosi in tutta una serie di alternative e di scelte che portano la storia a finali differenti. Stabile ha raccolto questa eredità e da qualche anno ha provato a riportare in auge i fasti di questa tipologia di avventure che erano andate pian piano perdendosi dopo il grande entusiasmo iniziale.

 Premettendo che le storie a bivi costituiscono una categoria di per sé divisiva, con uno zoccolo duro di lettori che le amano e un altro, altrettanto duro, di lettori che non le sopportano, nel caso in questione il risultato è godibile per gli amanti del genere, anche se forse la storia avrebbe necessitato di una quantità di spazio maggiore, qualche tavola in più, per andare a sviluppare meglio le varie diramazioni, in particolare quella che si rivelerà essere la “strada corretta”.

 Presupposto fondamentale per la riuscita della storia è, infatti, la presenza di una sola conclusione che possa essere ritenuta pienamente soddisfacente. Questo è un elemento imprescindibile per incentivare la curiosità del lettore, che deve riuscire, come in un labirinto, a individuare il giusto percorso per godere del premio finale.

 
Un inusitato trivio

Da sottolineare, in opposizione alla “liturgia” del genere la presenza di un trivio, che introduce una piacevole variazione sul tema. Piacevole inoltre il ripescaggio del personaggio del nonno Walter, introdotto dallo stesso Vito qualche anno fa nella storia Pippo e l’asso dei cieli.

 La nota dolente del numero è sicuramente Area 15: In punta di piedi, di Gaja Arrighini e Marco Mazzarello.

 Se la serie di avventure di Qua, Biggs, Ray, Vanessa e gli altri, nata su intuizione di Roberto Gagnor, si è presa una certa rilevanza sul settimanale è per la capacità che hanno avuto gli autori di riuscire a intercettare una generazione che non aveva elementi con cui immedesimarsi e a raccontare le particolarità del carattere di questi ragazzi (le prime cotte, i litigi, le passioni) in maniera naturale e appassionante.

 In punta di piedi, pur volendo tentare di agganciarsi a quel filone, risulta essere invece forzata nelle interazioni e noiosa nell’insieme. Mancano l’immedesimazione e il divertimento e alla fine della storia rimane solamente il ritornare alla mente del ballerino paperizzato Bolle Duck. Non che ne avessimo sentito poi tutta questa mancanza.

 Il “gran finale” della recensione coincide con quello della saga di Fantomius, iniziato qualche settimana fa con La notte di Fantomius, che si conclude con il secondo episodio di L’alba di Fantomius.

 Negli anni il ladro gentiluomo rivitalizzato da Marco Gervasio si è costruito, volontariamente o meno, una nomea di “personaggio infallibile”. Nonostante i tentativi di renderlo più “umano”, resta nell’opinione di chi scrive l’impressione che ormai sia sempre più difficile trovare avversari per il “ladro gentiluomo” in grado di metterlo seriamente in difficoltà. Come scritto in apertura di recensione, questa lettura deriva del consolidamento dell’opinione che ci si può fare nel vederlo sempre trionfare, come d’altronde avviene sempre per i protagonisti Disney. Rimane tuttavia il desiderio personale di vederlo per una volta sconfitto piuttosto che vincitore.

 In questa avventura l’autore romano era riuscito a metterlo finalmente in una situazione di effettiva impasse: rimasto solo e con una identità segreta compromessa, Fantomius era con l’acqua alla gola. Ma proprio quando tutto sembrava apparecchiato per un “nuovo inizio”, in cui Lord Quackett doveva venire a patti con il fatto di essere stato definitivamente smascherato, il finale dell’avventura non ha fatto altro che far ripartire tutto da capo, con l’aggravante, sempre a parere di chi scrive, di una soluzione non completamente convincente: la messinscena del “finto rapimento” sembra troppo naif come trovata per poter essere accettata, anche obtorto collo, da un Pinko finalmente degno avversario del precursore di Paperinik.

 
La bella addormentata che move il sole e ‘l mondo Disney

 Un nuovo inizio, un andamento circolare in cui si ripropongono alcuni topoi che stanno diventando effettivamente ricorrenti nella narrazione di Gervasio: si nota una certa alternanza di temi e personaggi, che si rincorrono tra passato e presente, tra avi e discendenti, che ruotano attorno alle medesime situazioni (vedasi ad esempio un nuovo ruolo fondamentale ricoperto dal dipinto della Bella addormentata, ormai motore fondamentale in varie avventure del “gervasioverso”).

 La critica di chi scrive queste righe, come già riportato in passato allo stesso autore, viene presentata in particolare verso l’uso del personaggio di Cuordipietra Famedoro, che lo sceneggiatore ha eletto a nemesi di Fantomius. Molto di più avrebbe giovato la creazione e l’utilizzo di un personaggio originale, come lo stesso Gervasio ha dimostrato di saper fare con l’introduzione del personaggio di Duckan.



Voto del recensore: 2.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2022/06/02/topolino-3470/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


10
Le altre discussioni / Re:Direttori:Alex Bertani
« il: Domenica 8 Mag 2022, 10:13:40 »
Ok ora devo sentire che nel cassetto pieno di soggetti di Casty nessuna storia raggiunge i limiti minimi di pubblicabilità non magari per sopraggiunte limitazioni, che potrebbe anche essere, visto anche quanto avvenuto in passato, ma per improvvisa demenza dell'autore, evidentemente.


11
Le altre discussioni / Re:Direttori:Alex Bertani
« il: Sabato 7 Mag 2022, 10:32:09 »
Secondo me se un condizionamento non  c'è per astio e non è per i congegni ma riguarda lo stile nella totalità. Per carità ci sta che un autore non vada a genio, anche io ne ho alcuni che ai tempi scrivevano anche con gran(dissima) continuità e che magari personalmente ho incontrato con simpatia ma che poi alla prova dei fatti non riuscivo a farmi piacere nelle storie che venivano pubblicate.

Detto ciò credo che si debba prendere atto che c'è sicuramente gente più "vedova di casty" di altra. Ed è naturale che sia così.

E la prova sta anche in come alcune storie di casty vengano sezionate, analizzate da capo a piedi in cerca delle imprecisioni e delle eventuali incoerenze (gioco tanto più divertente quanto più l'autore è bravo a definire trame complesse e articolate) mentre in altri casi e con altri autori il gioco risulta evidentemente meno divertente e le eventuali piccole incoerenze non raggiungono eccessivi livelli di esposizione.

12
Topolino / Re:Topolino 3467
« il: Venerdì 6 Mag 2022, 10:28:10 »
Meravigliosa 😂😂😂😂

13
I Sondaggi / Re:Piedi palmati o umani per Lyla ed assimilabili?
« il: Giovedì 5 Mag 2022, 12:12:33 »
Rimosso avevo tutto questo.
Serenità avevo trovato.
Ora tutto è perduto.

14
Ora che ho letto un tuo commento a tema PK mi sento e sono contento di poter finalmente affermare: bentornato, Alberto!  :)

15
Commenti sugli autori / Re:Casty
« il: Sabato 23 Apr 2022, 12:07:24 »
Auguri! Ecco perché la data mi diceva qualcosa... Oltre a essere il diciassettesimo anniversario della morte del Maestro Scarpa.

L'eredità di Scarpa :3

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