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Topics - Karabandagore

Pagine: [1]  2 
1
Le altre discussioni / Disney e il giorno della memoria- Dina Babbit
« il: Venerdì 27 Gen 2023, 17:00:08 »
Di seguito il link ad un articolo di Ventenni Paperoni che narra la singolare storia dell'artista cecoslovacca Dina Babbit, costretta a vivere l'inferno del campo di sterminio di Auschwitz e salvatasi grazie a  una circostanza abbastanza particolare: una Biancaneve dipinta sul muro di una baracca che ospitava i bambini.
https://www.ventennipaperoni.com/2022/01/27/dina-babbit-la-donna-che-sopravvisse-ad-auschwitz-grazie-a-biancaneve/

2
Cinema, musica e letteratura / Avatar 2
« il: Sabato 31 Dic 2022, 17:11:40 »
Ovvero, il ritorno dei Puffi dopo una lunga sessione in palestra. Si sono alzati un bel po', eh, di statura?
Cosa ne pensate di questo effettone speciale( solo quello c'è, se trovate una trama ditemelo)?
Secondo me, dovrebbero scriverci  nei titoli " Senza olio di palma e una trama! Adatto anche agli allergici alle arachidi in guscio e alla coerenza interna."
E pensare che il primo mi era pure piaciuto...

3
Commenti sulle storie / Zio Paperone e un fiume di soldi
« il: Venerdì 30 Dic 2022, 21:08:49 »
"Cash flow", sebbene sia appena la seconda storia lunga di un Don Rosa praticamente esordiente nel panorama autoriale Disney, la ritengo, semplicemente, perfetta. Riesce a sfruttare una trama semplice e spesso abusata ( il trito e ritrito attacco dei Bassotti al Deposito) declinandola in maniera geniale: sovvertire le leggi della fisica eliminando opportunamente le forze d'attrito e di inerzia è uno spunto sorprendente che denota l'approccio realistico e maturo dell'artista di Louisville nelle sue storie e che, se spinto oltre il limite parossistico delle conseguenze estreme, si rivela una fonte pressoché inesauribile di gag demenziali, surreali e irresistibilmente spassose. Don Rosa dimostra come la fantasia sfrenata e bambinesca non sia l'unico orizzonte possibile per le storie di Donald e brigata: il realismo che costituisce il suo marchio stilistico, rigorosamente scientifico nell'enunciare le leggi fisiche sopracitate, sembra essere la chiave per realizzare avventure avvincenti e, nei limiti di quello che è l'universo della fantasia per antonomasia, verosimili; un passo ulteriore nel rendere i Paperi non mere macchiette umoristiche, ma esseri umani dai piedi palmati.
Ovviamente, non è solo questo il punto di forza dell'avventura. Alle idee appena espresse si accompagnano una sceneggiatura carica di suspense e di trovare argute e spiazzanti, dialoghi brillanti e mai banali, caratterizzazioni ottime dei personaggi ( raro vedere Bassotti così determinati e pericolosi, per quanto sciocchi), disegni ancora imperfetti ma spettacolari nelle quadruple panoramiche affollate di dettagli.
Citazioni barksiane a go go, ovviamente, ma sfruttare intelligentemente come easter eggs ( la marca della cassaforte Oso Save, il manifesto da ricercato di Barks...) a parte la figura dello scienziato tratta da L'isola del cavolo,  ma che si rivela funzionale alla narrazione e non inficia la lettura.

Chiudo riportando le formule a cui si rifà Don Rosa:
P= mv, dove P è la quantità di moto, m la massa di un corpo intesa come inerzia, v la velocità data.
F= ma, dove F sta per forza, m per massa e a per accelerazione. Quindi a maggiore massa e velocità di un corpo corrisponderà una maggiore forza che esso  eserciterà per opporsi al suo movimento.

Ma soprattutto, notate la seguente equazione del sistema logaritmico Barks-Rosa: ( fi)+(ed)= PF, dove fi sta per folle invenzione, ed per eroe disperato e PF per peripezie da fumetto. Più sconvolgente della relatività generale di Einstein, vero?

Voi cosa ne pensate di questa bella storia?

4
Sfide e richieste di aiuto / Le ricette di Cimino
« il: Martedì 27 Dic 2022, 21:33:28 »
Un aspetto che ha sempre rivestito un ruolo di rilievo nelle fiabesche e immaginifiche avventure ideate da quel generoso e geniale cantastorie che era Rodolfo Cimino, è il cibo. Sfarzosi e principeschi, o rustici e frugali, i vari piatti che il Maestro friulano sottopone alla degustazione fumettistica di noi lettori nel corso delle sue oltre settecento storie, sono innumerevoli. La mia sfida per gli utenti del forum è di fare di questo topic un vero e proprio ricettario delle pietanze che compaiono nelle avventure cominiane. Parto io con alcune cibarie piuttosto semplici, ma confido nei grandi saggi del forum per arricchire rapidamente questo libro di cucina fumettistica.
Allora, iniziamo con:
1) le cipolle con la senape di "Zio Paperone e la dura legge";
2) le fragranti frittelle di Paperino;
3) la povera minestra di "Tom il tamburino e i tre soldi del destino;
4) le ambite zuppe di Nonna Papera dei Racconti attorno al fuoco;
5) le varie fagiolate con salsicce di numerose spedizioni paperoniane;
6) la prelibata e misteriosa ricetta di "Zio Paperone e il tesoro commestibile".

A voi la ricerca( e la degustazione, casomai voleste mettere alla prova le vostre abilità culinarie con queste ricette)!

5
Commenti sulle storie / L'Orizzonte degli eventi
« il: Lunedì 28 Nov 2022, 19:10:25 »
Visto che negli ultimi giorni se ne è molto parlato sul topic delle storie di Pk preferite, ho pensato di aprire una discussione dedicata a questo ambizioso e monumentale capitolo del ciclo di PKNE, in modo da poter sfogare ed esporre qui tutti i dubbi/dilemmi amletici/critiche feroci/lodi sperticate, per fare i pker a tempo pieno.
Parto io, riprendendo anche alcune domande già poste nell'altro topic:
1)Ipotesi sugli evroniani candidi e minacciosi che vagano nel Multiverso mostrati nell'ultima tavola?
2) E' morto Moldrock? E se no, che fine ha fatto? Ritornerà mai in futuro?
3)Qual è il destino del Custode? Possibile ipotizzare una sua convivenza con Uno nella Ducklair Tower?
4)Se non sbaglio, alla fine della storia Everett decide di rimanere su Corona. Come evolverà il suo rapporto con la figlia Juniper? E con la moglie Serifa?
5) Possibile ipotizzare un nuovo, malato piano delle due sorelle Ducklair, che magari si sono tenute in contatto telepatico, non dico nel Multiverso, ma prima che Ultima venisse inghiottita nello squarcio spazio- temporale insieme a Korinna?
6) Korinna e evroniani: cosa accadrà?

7
Commenti sulle storie / Zio Paperone-La corona dei re crociati
« il: Martedì 20 Set 2022, 19:24:25 »
Una delle storie più affascinanti realizzate da Don Rosa, che come suo solito si dimostra un vero maestro nel saper collegare tra loro numerosi fatti storici, confezionando perfette avventure per la famiglia dei Paperi. Stavolta, però, l'artista del Kentucky si supera creando un intrigante intreccio da thriller storico, intessendo con abilità tra di loro alcuni tra i più interessanti avvenimenti della storia medievale. Chi erano i cavalieri templari? Che fine ha fatto il loro ingente tesoro? Di quale segreto era custode Cristoforo Colombo nel suo viaggio verso le Americhe? Che relazione esiste tra il diario di bordo del navigatore genovese e un esploratore finlandese vissuto nel 1800? E tra un contratto stipulato nel 1482 e il calendario gregoriano? Vista la portata degli argomenti trattati, risulta naturale che la precisione storiografica del Don porti alla genesi di una trama complessa, ricca oltre che di ambientazioni suggestive raffigurate con la consueta maestria da un tratto iperdettagliato, anche di numerosi riferimenti all'opera di Carl Barks, in questo caso però dosati opportunamente in una perfetta miscela che soddisfa i fan senza al contempo inficiare la lettura.
Viste le premesse, mi dispiace dunque rilevare alcuni difetti, che illustrano come Don Rosa, nella fase finale della sua carriera, stesse perdendo quel mirabile equilibrio compositivo che caratterizzava i capolavori precedenti. La trama, infatti in alcuni punti risulta fin troppo ingarbugliata e complessa, laddove l'artista di Louisville non riesce a trasmettere efficacemente tutti i riferimenti storici di cui è ricca la storia. Inoltre, se la componente umoristica è perfetta, con accurate e dosate sequenze comiche e gag irresistibili, altrettanto non si può dire della parte prettamente avventurosa, che se da un lato è efficace nel presentare situazioni di reale pericolo e tensione, dall'altro è atratti sbilanciata nel ritmo e la conclusione finale appare un po' frettolosa e priva di mordente.
Nonostante ciò, essa rimane davvero un'ottima storia e la reputo una lettura pienamente soddisfacente e appagante. Voi cosa ne pensate?

8
Il sito del Papersera / I tre grandi sottovalutati
« il: Giovedì 15 Set 2022, 16:03:58 »
1° posto: Doretta Ducklair
La macchina del fango imbastita da un manipolo di ignobili utenti paperseriani ha sottoposto, negli ultimi anni, questa prode utente al ludibrio pubblico. Ella, infatti, si era dimostrata impavida nello sfatare l'aura di mito che nel corso degli anni si era addensato attorno alle figure di tre mediocri autori, generalmente sovraesposti dal pubblico, che attribuiva loro una bravura e una fama grandemente ingiustificate e immeritate. In tutta risposta, alcuni gretti, misantropi e arretrati frequentatori di questo forum, ignorando qualsivoglia idea di democrazia e ascolto delle opinioni altrui, hanno dato origine ad una damnatio memoriae nei confronti della sopracitata eroina, prima attaccandola con inusitata ferocia e, in seguito, cancellando ogni traccia del suo operato nel forum.  Ancor oggi vige la regola, accettata in tacita omertà da larga parte degli utenti, di non nominare il suo nome: chi trasgredisce a questo precetto, potrà essere oggetto di ritorsioni...
Mentre voi meditate su queste inquietanti rivelazioni, io continuo a decantare i pregi della sopracitata martire, che con inusitata genialità e grandezza letteraria ha saputo creare uno dei topic più discussi di questo forum, e la sua opera è stata di ispirazione per una delle discussioni più divertenti mai comparse sul Papersera. Spero che l'ambita conquista del primo gradino del podio la spinga a ritornare su questi lidi, dove finalmente potrà disvelare a noi, poveri stolti, un intrigante enigma su cui si arrovellano gli studiosi di fumetto Disney dal lontano 2013: quando Everett Ducklair ha avuto una terza figlia? E come mai le ha dato il nome di una celebre ballerina dello Yukon?

2° posto: Garalla
Egli rappresenta la Stella Polare per noi tutti acquirenti del forum; egli è la bussola e ci indica il Nord, la rotta sicura nel mare delle fallaci e ingannatrici uscite Disney. Senza i suoi preziosi consigli, potremo mai noi discernere quali sono gli acquisti necessari? Come potremo venire a conoscenza, nella torrida canicola agostana, del programma uscite Disney del marzo 2038? Nonostante ciò, il suo compito fondamentale non viene adeguatamente apprezzato dagli utenti del forum, che si permettono di ignorare o sottovalutare i suoi sapienti interventi. A tal proposito, vorrei rilevare le qualità letterarie del sopracitato, il quale si distingue per aver affrontato disparati argomenti nel corso dei suoi numerosi post, saltando con eleganza da una imbeccata sulla distribuzione dei periodici disneyani a un'anteprima sulle novità di novembre, padroneggiando un perfetto stile mimetico che rende difficilmente distinguibili i suoi messaggi.

3°posto: Maximilian
Questo saggio utente, attento e profondo conoscitore del fumetto Disney, negli ultimi anni si è dedicato alla riscoperta dell'opera di Bill Walsh, favorendone la diffusione presso il folto pubblico di forumisti. Gliene sono forse grati, gli utenti del Papersera? No, egoisti e meschini, essi ignorano i suoi fondamentali contributi, salvo pochi eletti che sono in grado di riconoscere la manna che egli dispensa loro. Forse che gli iscritti al forum ne sono intimoriti? Il volto distorto e minaccioso dello zio Massimiliano ammanta infatti di una percepibile atmosfera di tensione e angoscia ogni suo messaggio. Io stesso, quando leggo i suoi dotti interventi, il volto mi si imperla di sudor freddo, un brivido mi corre lungo la schiena, dietro ogni porta intravedo una sagoma indistinta che brandisce un coltellaccio lordo di sangue, non appena incrocio lo sguardo inquietante di Uncle Maximilian. Tutto questo, però, non è motivo sufficiente per spiegare questa scarsa considerazione. Suvvia, Paperseriani, leggete i messaggi di questo illustre utente, magari in pieno giorno e bevendo un sorso di cognac prima, per rinfrancarvi, e con a portata di mano un defibrillatore per salvarvi da improvvisi attacchi cardiaci per lo spavento!


Avvertenze: si avvisano i gentili lettori che il qui presente testo potrebbe contenere numerose frecciatine, innocue e assolutamente amichevoli, rivolte a uno o più utenti del Papersera. Se mi sporgerete denuncia per querela, sappiate che mi farò difendere dall'Avvocato Photomas, e che quindi probabilmente vincerò la causa.

P.S.: se dovessi sparire improvvisamente dal forum, e di me non si dovessero avere più notizie, sappiate che probabilmente sarò deceduto durante un attentato organizzato da un commandos dei vertici del Papersera, per punirmi di aver pronunciato il nome di Doretta Ducklair.

P.P.S.: spero vi siate fatti almeno una risata! ;D

9
Commenti sulle storie / Paperino-I tre caballeros cavalcano ancora
« il: Sabato 10 Set 2022, 19:49:09 »
Realizzata da Don Rosa nel 2000, questa storia segna il ritorno nei fumetti di Panchito Pistolesi e José Carioca. I due compadres di Paperino, apparsi originariamente nei due lungometraggi "I tre caballeros" e "Saludos amigos", erano poi divenuti protagonisti di una serie di tavole domenicali realizzate da artisti del calibro di Murry e Moores che, però, li vedevano in azione separatamente. Per vedere un fugace  ricongiungimento dei tre bisogno aspettare la storiella "I tre caballeros", ad opera di Carl Buettner, o le storie realizzate in Italia dai fratelli Barosso.
L'artista del Kentucky, ammiratore dei due lungometraggi firmati Walt Disney, decide di recuperare l'azzimato pappagallo brasiliano e il focoso galletto messicano, impiegandoli come spalle di Paperino nella lunga avventura "The three caballeros ride again". Don Rosa sfrutta l'occasione per indagare più approfonditamente la psicologia di Paperino, personaggio che precedentemente aveva in parte accantonato per concentrarsi sulla figura del suo ricco zio. Il ritratto che ci viene offerto di Donald è pervaso da una vena fortemente malinconica: il papero in blusa da marinaio appare profondamente solo, senza amici... Almeno finché non incontra i suoi due vecchi compadres, gli unici a trattarlo come un loro pari, pronti a riconoscerne le qualità, permettendo a Paperino di avere una diversa angolazione della propria vita che, in precedenza, considerava unicamente come un fallimento. Tutto ciò si accompagna a una delle tipiche cacce al tesoro donrosiane, ricche di interessanti riferimenti storici, in questo caso riguardanti le antiche missioni gesuite, ambientata in uno scenario di particolare suggestione ed effetto, la Barranca del Cobre. Particolare rilievo merita il villani, il bandito"Sombrero d'oro", rozzo sia graficamente che caratterialmente ma particolarmente riuscito, e quella che probabilmente è l'unica scena raffigurante una completa esecuzione musicale in un fumetto Disney. Se a ciò si aggiungono gag a ripetizione e particolarmente riuscite, ecco un'ottima vicenda pienamente godibile anche nei disegni iperdettagliati. Voi cosa pensate di questa storia?

10
Commenti sulle storie / Paperino e l'oro gelato
« il: Domenica 4 Set 2022, 17:25:32 »
Ottima storia di Carl Barks pubblicata per la prima volta su Four Colour Comics 48 del 1944, insieme a "Paperino e il mistero della palude", anch' essa realizzata dal Maestro dell'Oregon. La vicenda si apre a Paperopoli, nel cuore di un gelido inverno, con Paperino che esprime il desiderio di trascorrere i mesi freddi al sud, ponendo quindi questa avventura in stretta contiguità, quantomeno climatica, con quella immediatamente successiva, che vede i Paperi in vacanza alle Everglades.
Ritornando all'oro gelato, l'acquisto di un aereo e una delicata missione relativa al trasporto di penicillina, oltre che un misterioso pacchetto caricato di nascosto a bordo del velivolo da dei loschi figuri,  sono le intriganti premesse per il viaggio dei nostri eroi nell'estremo Nord.
Barks, ancora una volta supportato dal National Geographic per raffigurare le ghiacciate lande dell'Alaska, confeziona una splendida avventura ad alta tensione, in cui Paperino rischia più volte di morire, prima assiderato e poi bruciato vivo, e i nipotini, ancora ben lontani dall'appartenere al gruppo scoutistico delle Giovani Marmotte, si rivelano fondamentali per una lieta conclusione della vicenda. Al fascino dell'Avventura Barks sa coniugare abilmente l'ironia e l'umorismo, consegnando a generazioni di lettori una sequenza da antologia, che io non fatico a considerare una delle mie preferite di sempre:
Spoiler: mostra
quella in cui Paperino, reso cieco dal freddo e assiderato, vaga sperduto in mezzo ai ghiacci, scansando miracolosamente una lunga serie di pericoli
.
Voi cosa ne pensate di questa piccola perla, che non spicca tra i tanti capolavori dell'Uomo dei Paperi ma che sicuramente è meritevole?

11
Commenti sulle storie / Storie di Carl Barks
« il: Giovedì 25 Ago 2022, 14:35:35 »
Il 25 agosto di 22 anni fa ci lasciava Carl Barks, alla veneranda età di quasi cento anni. Aveva visto trascorrere un intero secolo, il XX, era stato testimone del radicale mutamento vissuto dalla società, in nome di un progresso sempre più esasperato. Tutto questo egli lo aveva trasposto nelle sue storie, con piglio satirico ed ironia ci aveva fatto riflettere su noi stessi, mentre leggevamo le sue meravigliose storie di Paperino, Zio Paperone...Proprio quest'ultimo personaggio, il più celebre tra tutte le sue numerose creazioni e quello a cui l'autore era più affezionato, da comparsa secondaria, destinata ad una sola storia, assurse in breve tempo al rango di protagonista, di fulcro attorno al quale non ruotavano solo le esistenze dei suoi nipoti, ma anche la stessa Paperopoli; una creatura dalla personalità sfaccettata, imprevedibile, meravigliosamente umana. Una caratteristica che mi ha sempre colpito delle storie del Maestro dell'Oregon è infatti l'umanità dei personaggi, che non appaiono come semplici macchiette, bensì come uomini in sembianze di paperi: i suoi protagonisti amano, soffrono, provano invidia, rancore, gelosia, sono generosi e taccagni, aridi o compassionevoli...Hanno quella mutevolezza e, al contempo, coerenza che li rende pari alle più grandi personalità delle opere di Shakespeare.
Carl Barks è già stato ampiamente omaggiato e studiato qui sul forum, a lui sono stati dedicati interessanti e approfonditi articoli, e nella sezione delle storie le sue creazioni migliori sono già state ampiamente discusse; ciononostante, trovo risulti utile aprire una discussione riguardante tutte le storie dell'Uomo dei Paperi, in modo da seguire il lusso costante della sua creatività e ispirazione. Tramite questi post, esaminerò di volta in volta un periodo specifico della sua produzione: inizialmente la loro frequenza sarà abbastanza elevata, mentre in seguito, con la ripresa della scuola, i tempi si allungheranno, anche se mi riprometto di curarne almeno uno al mese. In conclusione, qualora la collocazione della discussione nel thread delle storie non dovesse essere appropriata, chiedo ai moderatori se possono spostarla. Grazie.


                                                                     1942-1945: I primi anni
Dopo una proficua collaborazione con gli studios di Walt Disney per la realizzazione di numerosi cortometraggi, nel 1942 Carl Barks, allor quarantunenne, debutta nel mondo del fumetto e, per la precisione, in quello dei comic book , allora in fase nascente e di iniziale sviluppo. Fino ad allora, l'unico contatto avuto in precedenza per tale medium era consistito nella stesura dei soggetti per uno sparuto gruppo di strisce giornaliere di Donald Duck; la trama veniva poi sviluppata da Bob Karp e disegnata da Al Taliaferro.
Va però detto che la prima storia di Barks non è un granchè, e non contiene neanche i paperi ai quali in seguito il Maestro dell'Oregon voterà la sua intera produzione. "Pluto salva la nave"(Pluto saves the ship), realizzata in collaborazione con Jack Hannah e Nick George per la sceneggiatura, e con i disegni di Bruce Bushman, mostra tutte le incertezze di un gruppo di autori che non ha ancora preso piena confidenza con questa modalità di narrazione, e infatti, più che un vero fumetto, questa storia rappresenta il tentativo di trasporre sulla carta le sequenze di un cortometraggio animato.
"Paperino e l'oro del pirata"(Donald Duck finds the pirate gold), apparsa sullo storico numero 64 del periodico antologico Four Colour Comics, rappresenta il vero e proprio inizio di quell'epopea fumettistica che porterà l'Uomo dei Paperi ad essere considerato il più grande narratore del novecento. La trama intessuta da Harry Revees e Homer Brightman è semplice ma efficace( fin dai tempi di Stevenson, le cacce al tesoro dei pirati hanno saputo avvincere generazioni di lettori), ed è sorretta dall'ottima sceneggiatura di Bob Karp, che sa arricchire la vicenda con divertenti gag e situazioni di serio, se non mortale pericolo, accentuate da un'atmosfera a tratti cupa e minacciosa. Per quanto riguarda i disegni, essi sono suddivisi tra Barks e Hannah, autori rispettivamente delle tavole 1,2,5,12-40 e 3,4,6-11,41-64. Se il secondo appare incerto nel tratteggiare le fisionomie dei Paperi e presenta un tratto spoglio e privo di dettagli, l'allora nascente Maestro dell'Oregon si distingue per un disegno acerbo ma già efficace, particolareggiato e dinamico nel raffigurare i vari comprimari.
"Paperino e l'anello della mummia"(Donald Duck and the mummy's ring)rappresenta la prima prova di Carl Barks come autore unico di una storia lunga. E subito rivela la sua classe insuperabile. La storia procede spedita, sull'onda di misteri inspiegabili e apparizioni inquietanti, che portano chiaro debito di ispirazione dal film The mummy di Boris Karloff, il tutto in un'ambientazione affascinante, raffigurata con maestria da Barks seguendo le illustrazioni del National Geographic. Peccato per il finale, un po' affrettato e che personalmente mi ha lasciato abbastanza deluso.
"Paperino e la scimmia"(Donald Duck in Too many pets ) , realizzata in collaborazione con Merril de Maris per la sceneggiatura, è una storiellina tutto sommato dimenticabile, con qualche momento apprezzabile ma nulla più, e anche il tratto del Maestro mi appare più affrettato del solito.
Si prosegue con "Paperino e l'oro gelato"(Donald Duck in Frozen gold), storia ambientata nel profondo nord e che vede come antagonista un'insolita versione di Pietro Gambadilegno, qui chiamato Bob la Volpe. Nonostante l'idea sia meno potente e intrigante della storia precedente, lo svolgimento rimane comunque eccellente: gag a ripetizione, situazioni di pericolo mortale per i nostri protagonisti e una sequenza memorabile:
Spoiler: mostra
Paperino che cammina cieco in mezzo ai ghiacci
. Ingredienti perfetti per una storia che non risulterà tra le migliori di Barks, ma rimane comunque una piccola perla.
"Paperino e il mistero della palude"(Donald Duck in Mistery of the swamp), l'ultima tra le "lunghe" di questo periodo, è quella che ho apprezzato di più per il mirabile dosaggio di elementi che avvincono e invogliano il lettore a proseguire la storia: una palude misteriosa in cui avvengono fatti inspiegabili, un piccolo popolo nascosto al riparo di essa, una fuga rischiosa e mirabolante. Se a ciò si aggiungono gli ottimi disegni di un Barks in maturazione, ecco un'ottima vicenda destinata a rimanere negli annali del fumetto Disney.

Passiamo ora alle storie brevi, le cosiddette ten pages, destinate alla collana mensile Walt Disney's Comic and Stories. Contrariamente alle coeve lunghe, qui Barks non raggiunge fin da subito l'eccellenza. Le prime, infatti, sebbene di gran lunga migliori rispetto ad altre dimenticabili brevi che escono contemporaneamente, non riescono a mantenere ottimi livelli nell'intero arco della narrazione. Se di " Paperino e i corvi" trovo esilarante Paperino travestito da vecchietta che si getta in mezzo al campo da rugby, di "Paperino e il gorilla" apprezzo lo scontro papero-animale e di "Paperino e lo squalo" le baruffe con il predatore marino; se mi ha sempre divertito il cinismo di "Paperino aviatore" e le spassose contese "zio vs nipoti" di "Paperino e il grande trappolatore", "Paperino nel Far West" e "Paperino in Il cattivo perdente", esse non sono storie di cui posso dirmi completamente soddisfatto. A partire dalle successive ten pages l'Uomo dei Paperi affina lo stile e nascono quindi piccoli capolavori di comicità: "Paperino e i buoni vicini"(che segna l'esordio di Jones con le fattezze che gli conosciamo, dopo la fugace apparizione in "Paperino aviatore"), "Paperino venditore di frullini", "Paperino sciatore", "Paperino e l'uomo di ferro", "Paperino chimico pazzo", "Paperino presenta I tre sporchi piccoli paperi" e "Paperino in meglio le ragazzine" hanno il ritmo indiavolato e spassoso tipico dei migliori cortometraggi, e si rivelano godibili anche ottant'anni dopo. Purtroppo, a questi gioiellini seguono storie più opache, seppur godibili, come "Paperino al mare", "Paperino fotoreporter", "Paperino e il falco"e "Paperino equilibrista". In mezzo a queste, spiccano capolavori di comicità quali "Paperino e il topo", dall'irresistibile ritmo a sketches da cortometraggio, "Paperino motorizzato" e soprattutto "Paperino numismatico", indimenticale nella sua spassosità delirante, perfettamente congegnata.

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Commenti sulle storie / Zio Paperone e l'acqua concentrata
« il: Mercoledì 24 Ago 2022, 13:40:09 »
Ciao a tutti, apro il topic dedicato a questa bella storia, risalente agli anni '70, realizzata dall'inossidabile coppia Pezzin/Cavazzano. Essa si è rivelata davvero una bella lettura, grazie al graffiante, dilagante, a tratti caustico umorismo dello sceneggiatore veneto, che intesse una trama spassosa in cui la vena satirica è preponderante. Partendo da una delle sue classiche e immaginifiche trovate
Spoiler: mostra
( un ritrovato chimico che condensa l'acqua)
, in questo caso opera involontaria di Paperino, a cui segue il relativo sfruttamento economico da parte di Paperone, Pezzin crea una vicenda dotata di un andamento comicamente surreale e beffardo , arricchendola con meravigliose e irresistibili invenzioni, frutto della sua sfrenata fantasia( come dimenticare i panini al merlot, oppure le 543 spie industriali in fila per rubare la formula?). Al solito, gli antagonisti del papero magnate si rivelano essere i Bassotti, questa volta non al soldo di Rockerduck, i quali ideano un piano che potrebbe essere foriero di conseguenze climatiche sconvolgenti per l'equilibrio dell'ecosistema, minaccia particolarmente sentita dall'autore, il cui sentimento ecologista aveva portato già in precedenza alla creazione di storie come "la raffineria galleggiante". Per fortuna, il pericolo ambientale viene scampato, ma il finale non è ugualmente lieto per i nostri paperi, costretti a rifugiarsi su di un satellite spaziale per sfuggire alle ingiunzioni di pagamento danni.
Ad arricchire ulteriormente la già bella vicenda, Cavazzano realizza disegni sontuosi: personaggi dinamici ed espressivi, tratto ricco di dettagli e quadruple panoramiche spettacolari.
Cosa ne pensate di questa avventura ottimamente riuscita?

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Ciao a tutti, apro questo topic dedicato a una bella parodia del duo Martina/ De Vita senior, realizzata nell'anno di grazia 1959. Storia briosa e spumeggiante, "Paperino e l'oro di Reno" si rivela una lettura davvero fresca e frizzante, che inanella una serie di gag davvero irresistibili, creando una riuscita rivisitazione e rilettura in chiave umoristica della celebre tetralogia wagneriana. La sceneggiatura si caratterizza per gli istrionismi caratteristici dello sceneggiatore piemontese, per i dialoghi sulfurei e fulminanti, per la comicità fisica degna della Commedia dell'Arte  e una verbosità surreale e folle simile a quella delle opere di Ionesco. La trama, come tipico di Martina, non segue un andamento logico strettamente consequenziale, bensì presentano una variegata e variopinta successione di vicende, eventi e suggestioni differenti. Inoltre, da notare come in questa storia le coordinate spazio-temporali siano rese volutamente fumose e ambigue: a seconda delle situazioni, le vicende paiono svolgersi secoli addietro o ai giorni nostri, in contrada remote o nei pressi di Paperopoli.
A completare l'opera, i disegni di De Vita, che questa volta ho apprezzato; nonostante alcune incertezze grafiche, il tratto dell'autore si coniuga alla perfezione con l'umorismo surreale, grottesco e folle della sceneggiatura.
Voi cosa ne pensate di questa bella storia?

14
Commenti sulle storie / Topolino e l'isola delle scoordinate
« il: Mercoledì 10 Ago 2022, 14:11:31 »
Classica "fantonata" anni settanta, "Topolino e l'isola delle scoordinate" è una vicenda che ha il proprio perno nell'umorismo surreale e folle tipico  dello sceneggiatore, che talvolta non esita a preferire un andamento più libero e dinamico per le proprie storie, a discapito della rigorosa successione logico-cronologica dei fatti narrati. È questo il caso della storia presa in questione, che ha il proprio punto di forza nelle estrose fantasie ed invenzioni dell'autore, qui mirabilmente raffigurate da un Asteriti  in piena forma, dal tratto classico che presenta una dovizia di dettagli e sublimi ombreggiature. Fanton ci delizia qui con  una delle sue più riuscite ed estrose creazioni,
Spoiler: mostra
 un'isola a motore che viene utilizzata da Gambadilegno per truffare degli ingenui miliardari
, su cui innesta ardite ed argute trovate:
Spoiler: mostra
il "lavaggio "dell'isola con il sapone, il naufragio iniziale di Topolino e Pippo, il barone Galletta rimasto per cinque anni sull'isola, il sottomarino armato di siluri impegnato in una missione segretissima tale per cui gli è imposto il silenzio radio...
Il tutto condito da dialoghi fulminanti, freschi e guizzanti, ricchi di battute memorabili nella loro estrosità surreale.
Cosa ne pensate di questa ottima storia?

15
Commenti sulle storie / Droidi
« il: Giovedì 14 Lug 2022, 11:56:49 »
Ciao a tutti, apro questo topic riguardo all'ultima storia del ciclo di PKNE apparsa su Topolino perchè, sebbene non strettamente legata alla continuity, si segnala per la sua bellezza propria e per altre sue caratteristiche. Innanzitutto, é la trasposizione abbastanza fedele di Blade runner, di cui Sisti riprende la trama apportandovi poche modifiche ma, a mio parere, con un focus narrativo differente. Infatti, della cupezza e della drammaticità del film di Ridley Scott rimane ben poco nella storia, ma non per difetto dello sceneggiatore, il quale invece preferisce concentrarsi sulla trama di stampo fantascientifico e avventuroso piuttosto che sull'analisi psicologica dei droidi braccati, questo anche perchè tale argomento è già stato sviscerato ed esplorato a fondo in altre della serie, tra cui "Seconda stesura" dello stesso Sisti o "Frammenti d'autunno" di Enna. Va detto che, nel confronto tra "Blade runner" e "Droidi", esce sicuramente vincitore il primo, in quanto, benchè ne riprenda numerose scene e frasi, nella storia di PK esse sono di fattura inferiore all'originale. Non ne faccio comunque una colpa a Sisti, perchè non penso che il suo obiettivo primario fosse effettuare una trasposizione efficace del film, quanto rilevarne la trama per creare una storia originale godibile di per sè, e che infatti si inserisce alla perfezione nella macrotrama dei viaggi del tempo. A proposito, all'inizio del post ho scritto che "Droidi" non è strettamente legata alla continuity pikappica, ma ciò è vero solo in parte. Infatti, introduce il personaggio di Eldos Eidolon,  non più utilizzato  ma foriero di nuovi e intriganti sviluppi, e finalmente Paperinik scopre chi si cela sotto le vesti di Odin ( un qualcuno che noi lettori conoscevamo da i tempi di "Ritratto dell'eroe da giovane"). Inoltre ritorna Tyrrel Duckard,comparso per la prima volta in PK2 in "La fine della storia" e poi mai più riapparso, fatta eccezione per "Grandi speranze" in Frittole, personaggio ideale per interpretare il ruolo che fu di Harrison Ford ( a proposito, lo stesso cognome di Tyrrel, Duckard, richiama il Deckard del cacciatore di androidi). Dal punto di vista del comparto grafico, Sciarrone alle matite digitali compie un lavoro eccezionale nella ricostruzione della città futuristica, perennemente sotto la pioggia, del 2179, analizzando il setting del film e trasponendolo sulla carta, cercando di recuperare le atmosfere distopiche e cupe abilmente create da Scott nell'originale. In conclusione ,un'ottima storia che segnò l'addio di Pikappa dalle pagine di Topolino, prima di iniziare la controversa operazione del Fuoriserie. Voi cosa ne pensate?

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