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Un personaggio che mi piacerebbe veder almeno parzialmente "riscritto" è Topolino. Fortunatamente negli ultimi anni ha perso quasi tutta l'altezzosità e saccenteria di cui faceva sfoggio nelle storie italiane e che lo rendevano assolutamente odioso.
Tuttavia, almeno per me, rimane un po' l'impressione dell'"amico delle guardie" dal momento che non solo risolve casi polizieschi ogni tre per due, ma anche in storie in cui ha solo un ruolo secondario o marginale, quando appare spesso dice solo:"Scusa, Minni, ma Basettoni mi ha chiesto aiuto per un'indagine" o "Scusa, Pippo, sono esausto. Questa settimana ci sono stare otto rapine".
Ci sta che venga spesso chiamato in causa, dati non solo il suo grande talento investigativo ma anche il fatto che molti criminali abbiano un conto in sospeso con lui e vogliano vendicarsi.
Ma non amo il fatto che questa sia la sua attività principale (solo occasionalmente alternata da inchieste giornalistiche).
Inizialmente Topolino cominciò a collaborare con la polizia soltanto perché si era ritrovato invischiato in una banda.
Dato il prezioso aiuto dato in quell'occasione, qualche mese dopo Basettoni gli aveva chiesto una mano nel caso Macchia Nera, dato che gli serviva un volto poco noto e non poteva mandare dei suoi agenti.
Ma Topolino era principalmente un avventuriero, capace tanto di andare a caccia di balene quanto di fare l'acchiappafantasmi e mi piacerebbe molto vederlo più sovente nei panni dell'avventuriero che in quelli dell'investigatore.
E non solo perché sono stati Zapotec o Enigm a chiedergli aiuto: preferirei che fosse lui ad andare a cercarsi l'avventura, come fa nel bellissimo incipit de Il mostro bianco, in cui si vede bene che il Topo freme dalla voglia di azione, non riesce proprio a stare con le mani in mano. Mentre oggigiorno pare che non pensi ad altro che a starsene tranquillo in casa, e se accetta di fare qualcosa è solo perché Indiana o Eta Beta sono venuti a chiederglielo.
Insomma, vorrei meno gialli e più avventure in giro per il mondo.
(Da leggersi: vorrei più spesso Casty e/o che più autori trattassero Topolino come lo tratta Casty. In lui sì che non è mai mancata la componente avventurosa)
Discorso analogo si potrebbe fare per il vecchio Pietro: ai tempi di Gottfredson era un avversario temibile, seppur venisse sempre sconfitto.
Era un cattivo versatile che si gettava a capofitto in qualsiasi attività criminosa, dal contrabbando di droga al gangsterismo duro e puro. Oggi per lo più si accontenta di fare qualche sgangherata rapina alla banca di Topolinia, come un ladruncolo qualsiasi.
Certo, oggi non mi aspetto ovviamente di ritrovare Pietro al servizio nei nazisti, ci mancherebbe. Ma se Topolino recuperasse la verve di viaggiatore (magari ricollegandosi alla sua passione per il volo ), Pietro potrebbe tornare di quando in quando a fare ad esempio il pirata come nella recentissimaCi guadagnerebbe in credibilità
Un personaggio che mi piacerebbe veder almeno parzialmente "riscritto" è Topolino. Fortunatamente negli ultimi anni ha perso quasi tutta l'altezzosità e saccenteria di cui faceva sfoggio nelle storie italiane e che lo rendevano assolutamente odioso.
Tuttavia, almeno per me, rimane un po' l'impressione dell'"amico delle guardie" dal momento che non solo risolve casi polizieschi ogni tre per due, ma anche in storie in cui ha solo un ruolo secondario o marginale, quando appare spesso dice solo:"Scusa, Minni, ma Basettoni mi ha chiesto aiuto per un'indagine" o "Scusa, Pippo, sono esausto. Questa settimana ci sono stare otto rapine".
Ci sta che venga spesso chiamato in causa, dati non solo il suo grande talento investigativo ma anche il fatto che molti criminali abbiano un conto in sospeso con lui e vogliano vendicarsi.
Ma non amo il fatto che questa sia la sua attività principale (solo occasionalmente alternata da inchieste giornalistiche).
Inizialmente Topolino cominciò a collaborare con la polizia soltanto perché si era ritrovato invischiato in una banda.
Dato il prezioso aiuto dato in quell'occasione, qualche mese dopo Basettoni gli aveva chiesto una mano nel caso Macchia Nera, dato che gli serviva un volto poco noto e non poteva mandare dei suoi agenti.
Ma Topolino era principalmente un avventuriero, capace tanto di andare a caccia di balene quanto di fare l'acchiappafantasmi e mi piacerebbe molto vederlo più sovente nei panni dell'avventuriero che in quelli dell'investigatore.
E non solo perché sono stati Zapotec o Enigm a chiedergli aiuto: preferirei che fosse lui ad andare a cercarsi l'avventura, come fa nel bellissimo incipit de Il mostro bianco, in cui si vede bene che il Topo freme dalla voglia di azione, non riesce proprio a stare con le mani in mano. Mentre oggigiorno pare che non pensi ad altro che a starsene tranquillo in casa, e se accetta di fare qualcosa è solo perché Indiana o Eta Beta sono venuti a chiederglielo.
Insomma, vorrei meno gialli e più avventure in giro per il mondo.
(Da leggersi: vorrei più spesso Casty e/o che più autori trattassero Topolino come lo tratta Casty. In lui sì che non è mai mancata la componente avventurosa)
Discorso analogo si potrebbe fare per il vecchio Pietro: ai tempi di Gottfredson era un avversario temibile, seppur venisse sempre sconfitto.
Era un cattivo versatile che si gettava a capofitto in qualsiasi attività criminosa, dal contrabbando di droga al gangsterismo duro e puro. Oggi per lo più si accontenta di fare qualche sgangherata rapina alla banca di Topolinia, come un ladruncolo qualsiasi.
Certo, oggi non mi aspetto ovviamente di ritrovare Pietro al servizio nei nazisti, ci mancherebbe. Ma se Topolino recuperasse la verve di viaggiatore (magari ricollegandosi alla sua passione per il volo ), Pietro potrebbe tornare di quando in quando a fare ad esempio il pirata come nella recentissima
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Minni e la leggenda del capitano Bloom
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