Spoiler
Allora, la prima cosa - d'istinto - che mi viene da dire è che, se il soggetto doveva essere questo, era l'occasione giusta per riesumare Ahrimadz.
Ché, lo sappiamo, Nella nebbia doveva essere uno dei primi otto numeri, per cui ricadeva pure nella celebrazione della lore originaria.
L'idea alla base di questa storia ci può anche stare, ad eccezione di un punto: ovvero la personificazione della metà oscura.
C'era già il dualismo Uno/Due, a rispecchiare il carattere di Everett (ricorderete tutti che, nelle bozze di Pezzin/Mastantuono, il volto di Uno è proprio quello di Everett, mentre l'Uno che conosciamo ne conserva solo il morphing, ma si capisce che ne rispecchia "la parte buona").
(E già l'introduzione del Custode aveva spezzato questo dualismo.) *[-->questo discorso prosegue tra tot righe]
Se fai vedere che addirittura l'anima ria di ED fuoriesce tipo corpo astrale dal petto di ED, sconfini nella magibubbola.
E, capperi, sei Artibani, Nella nebbia lo hai ripreso proprio tu, con la storia dei gargoyles!
Dovevi approfondire il discorso. Così, è davvero troppo superficiale e frittolesco (sì, so che mi contesterete questo aggettivo).
E arrivo alla seconda cosa che mi viene da dire. Cioè che persiste questo equivoco trentennale per cui Artibani è uno dei veri padri di PKNA e, dunque, sottinteso, può agire come più lo aggrada.
Ma allora perché, se rileggo con attenzione i suoi episodi della serie madre, mi accorgo che non si amalgamano poi così tanto con quelli di Sisti (e tacciamo degli altri) e seguono un loro discorso personale?
Tipo che tra Xadhoom! (in cui i personaggi appena si conoscono) e Ombre su Venere (in cui sono tutti amici che viaggiano nello spazio, addirittura con Fangus coolflame) sembrano passati anni (non dico tanti, almeno un paio), mentre dovrebbe essere il mese dopo?
Tipo che la sottotrama della maschera maori nasce e si risolve in due episodi dello stesso sceneggiatore.
Tipo che già nel #4 Artibani si apre le trame sue che scriverà solo lui.
Tipo che Urk lo introduce e lo leva di mezzo lui, dopo un solo episodio scritto da altri.
Tipo che il Razziatore di Sisti era un cattivo con senso dell'onore, con Artibani diventa una simpatica canaglia con figlio cialtrone.
Tipo che nella storia lunga usa i viaggi nel tempo col multiverso, nella storia breve usa quelli classici della predestinazione, nella breve del mese dopo genera paradossi multipli che coesistono, e nella breve del mese dopo ancora il tempo si sovrascrive.
Tipo che poi il Razziatore lo fa pure morire, per poter fare il what if alternativo.
Tipo che c'è da fare una trilogia epica dai toni drammatici, e il suo episodio (che, perlomeno, è il primo) è comico (a sua discolpa lo è anche il secondo) e inizia con una scena a caso che non c'entra una mazza.
Nelle serie successive emergono le ossessioni di eliminare Uno e per l'87bis (introdotto in una storiella che a sua volta introduceva un personaggio del tutto estraneo ai toni della testata).
Ora. Non discuto che Artibani sia uno dei padri "cronologici" di PKNA. Sicuramente avrà partecipato agli innumerevoli briefing, brainstorming, riunioning and chiacchierating di cui sappiamo, tutto sommato, ben poco.
E non contesto che, forse, alcune cose possano essere idee sue (tipo "le figlie dormienti nei sotterranei"). Magari anche l'Esperimento Abominio (nella versione del #0) o la Guardia 256, chissà.
Ma francamente ritengo PKNA più sistiano che artibaniano e le storie uscite da PKNE in poi me lo hanno confermato.
La run sistiana di Topolino Fuoriserie è ciò che più si è avvicinata (senza arrivarci del tutto, per deficienze della testata e perché gli anni passano per tutti) alla collana originale.
Nelle storie precedenti per PKNE, Sisti aveva calibrato male la foliazione (esagerata: una buona storia di PKN* è sulla settantina di pagine, non certo sulle centoquaranta), ma un vago tentativo di recuperare l'"aria di futuro incombente" l'aveva fatto.
Nella PKNE, Artibani è partito fin da subito con le fanzinate: Razziatore vs Evroniani, Uno come sarebbe se fosse antipatico, molosso gigante malato di mente che spacca tutti i quanti, il palazzo che scompare e precipita in un'altra dimensione, l'annoiato ritorno di Uno per contratto, continue gite nello spazio, fino a giungere a Corona vs Evroniani alternativi (che, sulla carta, è come dire PK2 vs Frittole).
Personalmente non ho (piu?) uno spirito referendario/bipolare, e non sono (più?) né del partito "voglio PKNA solo ed esclusivamente com'era nella prima serie" né "PKNA deve per forza cambiare per poter dire ancora qualcosa".
I fatti dicono, però, che la formula che aveva funzionato era quella della prima serie. La seconda nel complesso, era insostenibile (non poteva durare a lungo, in quel modo). Il reboot ha fallito. La terza praticamente neanche esiste, per quanto è sbrodolata (a 'sto punto penso che PKNE stia a PKNA come i film di Star Trek stiano ai rispettivi telefilm).
[E, appena si è creato un prodotto che richiamava la prima serie, questo è andato a ruba. Ma possiamo non scriverlo, in quanto prematuro.]
Siccome stiamo celebrando il trentennale, diciamolo:
PKNA aveva azzeccato, magari solo per fortuna, praticamente tutto, a partire dal cast, passando per il paratesto.
PK2, no.
PKNE, no.
Il cast di PK2 era abbastanza simpatico e appropriato per quello che la serie voleva raccontare.
Ma Lyo, Stella, Rupert e compagnia non valevano un'unghia di Fangus, Lyla, Uno, Evroniani, Razziatore, eccetera.
Eppure queati personaggi, dal dicembre 2000, sono sistematicamente e ripetutamente, tolti di mezzo o addomesticati e usati come specchi per allodole o ridotti a comparse (eccetto l'unico personaggio la cui uscita di scena aveva un significato narrativo: quello invece è stato resuscitato).
(Sto scrivendo queste righe di getto, continuamente interrotto da interventi esterni e dalla senilità che galoppa, sopportate i salti logici.)
Riassumendo.
1 - Il modello vincente, mi sembra assurdo negarlo, è quello di PKNA e non quello dei seguiti. Alcuni elementi dei seguiti vanno preservati ed evoluti, ma il respiro deve essere quello originario. Per respiro s'intende il formato (o almeno la foliazione), lo stile (che non è il layout, quella è la regia, ma il "tono"), la coerenza caratteriale del cast prima di tutto e poi quella degli eventi, e non farebbe male un minimo di contorno paratestuale (non dico proporre la PkMail o le Angus Fangus News su Topolino, ma un caspita di redazionale più brioso ed interessante della solita mini intervista agli autori in cui si chiede "da dove prendi le idee?" "come disegni?" o in cui si elenca per la millesima volta gli apporti di Martina e Gervasio allo scibile disneyano. Possibile che solo la De Poli sapesse fare le rubriche?).
2 - Sei Artibani, sei un grandissimo sceneggiatore, probabilmente al momento il migliore per distacco, giustamente l'Almanacco di Lupo Alberto del 1994 (!) già ti elogiava in tal senso, come spesso mi piace dire "sceneggi ad occhi chiusi" per quanto padroneggi le tecniche di regia e dialogo, con gli standard characters è quasi impossibile criticarti...
... ma non è che perché hai realizzato alcune sequenze cult di PKNA (divenute cult a mo' di meme, non stiamo parlando delle trame) sei autorizzato a fare e disfare a tuo piacimento l'universo pikappico. ("Oh, vi ho levato di nuovo Uno. Vediamo che vi inventate").
3 - Se non si ha la minima voglia di sceneggiare PKN* (come in questo caso, è palesemente una storia nata su richiesta), o non si hanno idee, è meglio concentrarsi sulle proprie invenzioni personali. Rimanendo ad Artibani, la saga di Fairfax non dava fastidio, ai tempi, in quanto non interferiva con le altre in corso.
In generale, è meglio Underground che continuity facilona e usata tanto per.
(Se Gagnor non avesse voluto strafare con gli Evroniani, e si fosse limitato a usare personaggi nuovi, magari quella run sarebbe stata mediocre e poco pikappica lo stesso, ma sopportabile.)
4 - Quando si maneggiano i personaggi e le trame altrui, o comunque condivisi, bisogna porsi dei freni. Sei Artibani? Alla peggio fai come in Invasione!, in cui delle spore non te ne frega nulla, ma lo nascondi con una storia autonoma e tutta tua con personaggi inediti. Cavoli, hai levato di mezzo Uno due volte, hai suicidato il Razziatore, hai annientato le gang di Paperopoli, hai fatto incontrare Uno e Xadhoom dopo cinque minuti, hai coolflamizzato Fangus manco è iniziata la serie, ci hai trollato con Urk, ci hai levato la PBI, hai trasformato Everett in un personaggio da telenovela (prima) e da americanata young adult (dopo), hai deciso che Channel 00 è inutile (compresa quella Lyla con cui hai realizzato un capolavoro di miniserie), e hai persino ceduto alla forzatura del team-up egoriferito (Paperino con un costume vs Paperino con l'altro costume. Lo ha fatto pure Vitaliano), hai duplicato Extrasformer a tuo uso e consumo. Farti un autoconclusivo, no?
5 - In generale: sei un autore storico, ma - legittimamente - ormai non hai proprio idee per PKN* e non sei nemmeno costretto a scriverlo? Non lo scrivere. Lascialo fare ad altri.
In questo L'Esperimento Abominio ho visto i fili dietro la macchina da scrivere, ho vagamente intuito le associazioni mentali (e le trollate) con cui l'autore ha buttato giù il canovaccio e, in particolare nella seconda parte, l'autore non ha fatto nulla per smentirmi, anzi, è apparso in difficoltà nello smorzare le forzature del soggetto.
Non sono riuscito ad "entrare nella storia", spiacente.
P.s.: le chine, qua e là, non mi hanno convinto, soprattutto nelle ultime pagine. Belle le tavole a doppia pagina, però.
P.p.s.: in termini di continuità, non sarebbe un problema considerare questa storia come "il finale della serie". Basterebbe ambientare le prossime prima di questa.
Lo è in termini di stile e coerenza: la serie non può concludersi con uno spiegone di venti pagine, condito da banalità sulla luce e il buio.
Comunque non sarà sicuramente il finale di alcunché. Se non il "finale di PK secondo Artibani" - e si ritorna al discorso di partenza.
Ché, lo sappiamo, Nella nebbia doveva essere uno dei primi otto numeri, per cui ricadeva pure nella celebrazione della lore originaria.
L'idea alla base di questa storia ci può anche stare, ad eccezione di un punto: ovvero la personificazione della metà oscura.
C'era già il dualismo Uno/Due, a rispecchiare il carattere di Everett (ricorderete tutti che, nelle bozze di Pezzin/Mastantuono, il volto di Uno è proprio quello di Everett, mentre l'Uno che conosciamo ne conserva solo il morphing, ma si capisce che ne rispecchia "la parte buona").
(E già l'introduzione del Custode aveva spezzato questo dualismo.) *[-->questo discorso prosegue tra tot righe]
Se fai vedere che addirittura l'anima ria di ED fuoriesce tipo corpo astrale dal petto di ED, sconfini nella magibubbola.
E, capperi, sei Artibani, Nella nebbia lo hai ripreso proprio tu, con la storia dei gargoyles!
Dovevi approfondire il discorso. Così, è davvero troppo superficiale e frittolesco (sì, so che mi contesterete questo aggettivo).
E arrivo alla seconda cosa che mi viene da dire. Cioè che persiste questo equivoco trentennale per cui Artibani è uno dei veri padri di PKNA e, dunque, sottinteso, può agire come più lo aggrada.
Ma allora perché, se rileggo con attenzione i suoi episodi della serie madre, mi accorgo che non si amalgamano poi così tanto con quelli di Sisti (e tacciamo degli altri) e seguono un loro discorso personale?
Tipo che tra Xadhoom! (in cui i personaggi appena si conoscono) e Ombre su Venere (in cui sono tutti amici che viaggiano nello spazio, addirittura con Fangus coolflame) sembrano passati anni (non dico tanti, almeno un paio), mentre dovrebbe essere il mese dopo?
Tipo che la sottotrama della maschera maori nasce e si risolve in due episodi dello stesso sceneggiatore.
Tipo che già nel #4 Artibani si apre le trame sue che scriverà solo lui.
Tipo che Urk lo introduce e lo leva di mezzo lui, dopo un solo episodio scritto da altri.
Tipo che il Razziatore di Sisti era un cattivo con senso dell'onore, con Artibani diventa una simpatica canaglia con figlio cialtrone.
Tipo che nella storia lunga usa i viaggi nel tempo col multiverso, nella storia breve usa quelli classici della predestinazione, nella breve del mese dopo genera paradossi multipli che coesistono, e nella breve del mese dopo ancora il tempo si sovrascrive.
Tipo che poi il Razziatore lo fa pure morire, per poter fare il what if alternativo.
Tipo che c'è da fare una trilogia epica dai toni drammatici, e il suo episodio (che, perlomeno, è il primo) è comico (a sua discolpa lo è anche il secondo) e inizia con una scena a caso che non c'entra una mazza.
Nelle serie successive emergono le ossessioni di eliminare Uno e per l'87bis (introdotto in una storiella che a sua volta introduceva un personaggio del tutto estraneo ai toni della testata).
Ora. Non discuto che Artibani sia uno dei padri "cronologici" di PKNA. Sicuramente avrà partecipato agli innumerevoli briefing, brainstorming, riunioning and chiacchierating di cui sappiamo, tutto sommato, ben poco.
E non contesto che, forse, alcune cose possano essere idee sue (tipo "le figlie dormienti nei sotterranei"). Magari anche l'Esperimento Abominio (nella versione del #0) o la Guardia 256, chissà.
Ma francamente ritengo PKNA più sistiano che artibaniano e le storie uscite da PKNE in poi me lo hanno confermato.
La run sistiana di Topolino Fuoriserie è ciò che più si è avvicinata (senza arrivarci del tutto, per deficienze della testata e perché gli anni passano per tutti) alla collana originale.
Nelle storie precedenti per PKNE, Sisti aveva calibrato male la foliazione (esagerata: una buona storia di PKN* è sulla settantina di pagine, non certo sulle centoquaranta), ma un vago tentativo di recuperare l'"aria di futuro incombente" l'aveva fatto.
Nella PKNE, Artibani è partito fin da subito con le fanzinate: Razziatore vs Evroniani, Uno come sarebbe se fosse antipatico, molosso gigante malato di mente che spacca tutti i quanti, il palazzo che scompare e precipita in un'altra dimensione, l'annoiato ritorno di Uno per contratto, continue gite nello spazio, fino a giungere a Corona vs Evroniani alternativi (che, sulla carta, è come dire PK2 vs Frittole).
Personalmente non ho (piu?) uno spirito referendario/bipolare, e non sono (più?) né del partito "voglio PKNA solo ed esclusivamente com'era nella prima serie" né "PKNA deve per forza cambiare per poter dire ancora qualcosa".
I fatti dicono, però, che la formula che aveva funzionato era quella della prima serie. La seconda nel complesso, era insostenibile (non poteva durare a lungo, in quel modo). Il reboot ha fallito. La terza praticamente neanche esiste, per quanto è sbrodolata (a 'sto punto penso che PKNE stia a PKNA come i film di Star Trek stiano ai rispettivi telefilm).
[E, appena si è creato un prodotto che richiamava la prima serie, questo è andato a ruba. Ma possiamo non scriverlo, in quanto prematuro.]
Siccome stiamo celebrando il trentennale, diciamolo:
PKNA aveva azzeccato, magari solo per fortuna, praticamente tutto, a partire dal cast, passando per il paratesto.
PK2, no.
PKNE, no.
Il cast di PK2 era abbastanza simpatico e appropriato per quello che la serie voleva raccontare.
Ma Lyo, Stella, Rupert e compagnia non valevano un'unghia di Fangus, Lyla, Uno, Evroniani, Razziatore, eccetera.
Eppure queati personaggi, dal dicembre 2000, sono sistematicamente e ripetutamente, tolti di mezzo o addomesticati e usati come specchi per allodole o ridotti a comparse (eccetto l'unico personaggio la cui uscita di scena aveva un significato narrativo: quello invece è stato resuscitato).
(Sto scrivendo queste righe di getto, continuamente interrotto da interventi esterni e dalla senilità che galoppa, sopportate i salti logici.)
Riassumendo.
1 - Il modello vincente, mi sembra assurdo negarlo, è quello di PKNA e non quello dei seguiti. Alcuni elementi dei seguiti vanno preservati ed evoluti, ma il respiro deve essere quello originario. Per respiro s'intende il formato (o almeno la foliazione), lo stile (che non è il layout, quella è la regia, ma il "tono"), la coerenza caratteriale del cast prima di tutto e poi quella degli eventi, e non farebbe male un minimo di contorno paratestuale (non dico proporre la PkMail o le Angus Fangus News su Topolino, ma un caspita di redazionale più brioso ed interessante della solita mini intervista agli autori in cui si chiede "da dove prendi le idee?" "come disegni?" o in cui si elenca per la millesima volta gli apporti di Martina e Gervasio allo scibile disneyano. Possibile che solo la De Poli sapesse fare le rubriche?).
2 - Sei Artibani, sei un grandissimo sceneggiatore, probabilmente al momento il migliore per distacco, giustamente l'Almanacco di Lupo Alberto del 1994 (!) già ti elogiava in tal senso, come spesso mi piace dire "sceneggi ad occhi chiusi" per quanto padroneggi le tecniche di regia e dialogo, con gli standard characters è quasi impossibile criticarti...
... ma non è che perché hai realizzato alcune sequenze cult di PKNA (divenute cult a mo' di meme, non stiamo parlando delle trame) sei autorizzato a fare e disfare a tuo piacimento l'universo pikappico. ("Oh, vi ho levato di nuovo Uno. Vediamo che vi inventate").
3 - Se non si ha la minima voglia di sceneggiare PKN* (come in questo caso, è palesemente una storia nata su richiesta), o non si hanno idee, è meglio concentrarsi sulle proprie invenzioni personali. Rimanendo ad Artibani, la saga di Fairfax non dava fastidio, ai tempi, in quanto non interferiva con le altre in corso.
In generale, è meglio Underground che continuity facilona e usata tanto per.
(Se Gagnor non avesse voluto strafare con gli Evroniani, e si fosse limitato a usare personaggi nuovi, magari quella run sarebbe stata mediocre e poco pikappica lo stesso, ma sopportabile.)
4 - Quando si maneggiano i personaggi e le trame altrui, o comunque condivisi, bisogna porsi dei freni. Sei Artibani? Alla peggio fai come in Invasione!, in cui delle spore non te ne frega nulla, ma lo nascondi con una storia autonoma e tutta tua con personaggi inediti. Cavoli, hai levato di mezzo Uno due volte, hai suicidato il Razziatore, hai annientato le gang di Paperopoli, hai fatto incontrare Uno e Xadhoom dopo cinque minuti, hai coolflamizzato Fangus manco è iniziata la serie, ci hai trollato con Urk, ci hai levato la PBI, hai trasformato Everett in un personaggio da telenovela (prima) e da americanata young adult (dopo), hai deciso che Channel 00 è inutile (compresa quella Lyla con cui hai realizzato un capolavoro di miniserie), e hai persino ceduto alla forzatura del team-up egoriferito (Paperino con un costume vs Paperino con l'altro costume. Lo ha fatto pure Vitaliano), hai duplicato Extrasformer a tuo uso e consumo. Farti un autoconclusivo, no?
5 - In generale: sei un autore storico, ma - legittimamente - ormai non hai proprio idee per PKN* e non sei nemmeno costretto a scriverlo? Non lo scrivere. Lascialo fare ad altri.
In questo L'Esperimento Abominio ho visto i fili dietro la macchina da scrivere, ho vagamente intuito le associazioni mentali (e le trollate) con cui l'autore ha buttato giù il canovaccio e, in particolare nella seconda parte, l'autore non ha fatto nulla per smentirmi, anzi, è apparso in difficoltà nello smorzare le forzature del soggetto.
Non sono riuscito ad "entrare nella storia", spiacente.
P.s.: le chine, qua e là, non mi hanno convinto, soprattutto nelle ultime pagine. Belle le tavole a doppia pagina, però.
P.p.s.: in termini di continuità, non sarebbe un problema considerare questa storia come "il finale della serie". Basterebbe ambientare le prossime prima di questa.
Lo è in termini di stile e coerenza: la serie non può concludersi con uno spiegone di venti pagine, condito da banalità sulla luce e il buio.
Comunque non sarà sicuramente il finale di alcunché. Se non il "finale di PK secondo Artibani" - e si ritorna al discorso di partenza.
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).
, e solamente uno ha continuato a darmi spago, e poi nemmeno lui.