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Messaggi - Grrodon

#1
A volte basta inventarsi un po' di lessico ad hoc e tutto si risolve.

In universe sono due personaggi distinti e coesistenti.

Produttivamente l'una è l'evoluzione dell'altra.

La mente umana è potentissima e perfettamente in grado di switchare da una modalità all'altra e di concedersi sfumature.
#2
Topolino / Re:Topolino 3596
Venerdì 25 Ott 2024, 01:51:50
Citazione di: Apatico Volontario il Giovedì 24 Ott 2024, 22:19:21
Metallo pesante. Innanzitutto, ma siamo ancora nella PKNE? Grrodon ci illumini.

Sì, ti confermo, è PKNE #26.

Per la precisione, il secondo episodio della Fase 4.
#3
Collezionabili Disney / Re:Disney Anthology
Sabato 12 Ott 2024, 01:01:12
Per la precisione: A Goofy Movie ci sarà, Runaway Brain no.
#4
Commenti sugli autori / Re:Sergio Asteriti
Mercoledì 28 Ago 2024, 01:52:25
Citazione di: Paolo il Martedì 27 Ago 2024, 15:36:35


Per tutti quelli che non ne amavano il tratto perché sembrava sciogliersi, era sbrodoloso e tutte quelle solite cose che da sempre si dicevano di lui, penso che in questo disegno sia presente la chiave per capire Asteriti.

Asteriti amava Gottfredson, ed è un dato di fatto. Ma guardate la bocca di Orazio o di Pippo, con quel labbro tutto sgangherato. Non è che amava Gottfredson e basta, lui si era formato su Gottfredson e non su una fase a caso ma sulla fase che andava dal 1935 in poi, più o meno intorno a Pluto Corridore e Topolino Giornalista. In quel momento là Gottfredson abbracciò un tratto un po' barocco, curvilineo, fronzoluto, che accompagnò quella che ritengo la fase della sua piena maturità stilistica.

Questo aspetto poi si perse, andando verso un tratto sempre più spigoloso e sintetico, ma nel frattempo la cosa aveva impattato su Asteriti (e oserei dire sul primissimo Murry, quello di Compare Orso e Ezechiele Lupo, con le loro bocche così "frastagliate" ed espressive). Asteriti per tutta la sua vita si rifece a quella linea sinuosa, estremizzandone molti aspetti man mano che il suo stile procedeva verso il senile, ma rimanendo in qualche modo agganciato a quel momento chiave che fu il 1935.
#5
Topolino / Re:Topolino 3572
Venerdì 10 Mag 2024, 00:45:30
Il pirata Orango ha quella sequenza con Musone che si butta addosso a Orango ridendo in modo isterico (+ altre cose) mentre il Gorilla Spettro ha forse la miglior interazione tra due cattivi che abbia mai visto in un fumetto Disney con Squick che riceve Pietro a casa sua e gli indica in modo omertoso la pistola, salvo poi entrare in paranoia una volta rimasto solo. Dopo tanti anni avverto ancora la fisicità di quei personaggi, le loro espressioni e le loro movenze credibili e incredibilmente sceniche. Fumetto che si fa cinema, con decenni di anticipo su certe sperimentazioni moderne. Non so se riuscirei mai a metterle "solo" in fascia medio-alta...  8)
#6
Topolino / Re:Topolino 3561
Mercoledì 27 Mar 2024, 13:02:25
Invece secondo me il punto di tutto è che il modo in cui Nucci scrive questo "genere" ha davvero poco di quel "genere" e ne travalica proprio gli stilemi. Racconta una storia precisa, è pieno di considerazioni sull'arte in sé che possono solo scaturire dall'esperienza personale e dalla voglia sincera di dire qualcosa. Le lezioni della scrittrice sono... "vere", come anche i sentimenti in gioco. Mi sembra proprio un parto creativo avvenuto fuor di retorica, che è un po' quello di cui secondo me il giornale può far tesoro per parlare davvero al pubblico del futuro. Fui scettico su Area 15 anni fa, ma mi sono ampiamente ricreduto data la piega "verace" presa dalla serie (e fra le perle ci metto pure la tenerissima storia di Ray con Paperinik).
#7
Walt Disney Animation Studios / Re:Wish [WDAS 62]
Mercoledì 27 Mar 2024, 00:45:57
Di piatto secondo me ha solo i colori... e per fortuna dato che recuperano quel gusto per l'acquerello poroso che mancava sin dai primi anni 40...
#8
Topolino / Re:Topolino 3561
Mercoledì 27 Mar 2024, 00:42:34
Contatemi tra coloro che sono rimasti davvero colpiti dalla signora della scogliera, una storia sensibile scritta con sensibilità e in grado di smuovere cose a chiunque sia appunto sensibile. Nucci dimostra una grandissima capacità nel raccontare (anche) i personaggi giovani... senza che sia il loro essere giovani a contraddistinguerli. E' tutto così naturale, sensato e... vero. Davvero una perla, e un esempio da seguire se si vuole procedere nella direzione "giovanilistica" senza scadere nel targettizzato o nell'artefatto. E che disegni.
#9
Il sito del Papersera / Re:Rieccoci!
Lunedì 25 Mar 2024, 14:11:57
Pagina pazzesca della storia dell'internet italico, e adesso keep moving forward.
#10
7 volumi la prima serie. Poi vedremo...
#11
Topolino / Re:Topolino 3550
Mercoledì 13 Dic 2023, 00:43:22
In ogni caso il finale di Lost è a dir poco meraviglioso.
#12
Topolino / Re:Topolino 3547
Domenica 19 Nov 2023, 02:45:08
E c'è anche una foto di lui da giovane in una vignetta. Senza dubbio uno dei cenni di continuity più colti, geniali e allo stesso tempo discreti che siano mai stati fatti di questi tempi. Che fuoriclasse, Sisti.
#13
Più che d'intenzione parlerei di scopo. Riordinare e fornire un'edizione critica di PKNE sarebbe ovviamente la parte più appagante di questo lungo percorso. Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo svariati anni di variabili, per cui l'unica cosa da fare per ora è... sostenere il progetto e l'idea che c'è dietro. E se luce verde sarà festeggeremo tutti.

#14
Il sito del Papersera / Re:20 anni di Papersera!
Lunedì 11 Set 2023, 03:11:27
http://www.ilsollazzo.com/articoli/osservatorio/20-anni-di-papersera/

Citazione20 anni di Papersera è un traguardo che fa paura. Perché significa che il web, quella cosa che avevamo percepito come nuova, è già antico. Ma mette anche coraggio, perché fa capire che una community di appassionati col tempo può diventare una cosa autorevole, grossa, una vera istituzione.

Io nel 2003 c'ero. Fui uno dei primi utenti, e ricordo bene la sensazione inebriante del potersi finalmente esprimere con altri cultori. Non era affatto cosa ovvia, all'epoca. Ti faceva proprio capire che internet era una cosa buona e utile. Col tempo la mia presenza si è diradata, dato che avevo i progetti sollazzi a cui badare, ma ho sempre cercato di venire alle varie Reggio, e con Paolo Castagno ho sempre mantenuto un rapporto di stima reciproca. Ho anche partecipato ad alcuni dei libri della biblioteca del Papersera, ideando il titolo dei primi due volumi (Bottaro e Cimino). Insomma, il mio endorsement non è mai venuto meno.

E questo perché? Perché è la community online che sento più vicina alla mia, da un punto di vista valoriale. Intendiamoci, credo di avere un carattere, un gusto e degli interessi un po' diversi da quelli di molti utenti del Papersera. Ma nel suo nocciolo mi ci rispecchio. L'avvento dei social ha cambiato tante cose, e purtroppo non sempre per il meglio. Il culto della personalità, la ricerca di profit, l'affannosa corsa verso il successo, la competizione sfrenata: negli ultimi tempi il nuovo internet ha preso le persone e le ha trasformate in tante piccole aziende, fomentando ansia e sfiducia. Ma il Papersera in qualche modo è riuscito a resistere a tutto questo, rimanendo un esempio di serietà assoluta.

Come ci è riuscito? Come si fa a rimanere sé stessi per vent'anni senza svaccare? Credo che il segreto stia tutto nelle costanti che ti dai, in quello che decidi di mettere al centro del tuo fare. Paolo ha scelto di metterci la cultura. E se scegli la cultura non sbagli mai, ti fai magnete di un certo modo di fare e quindi rimani integro. Così, mentre pensi a celebrare in modo disinteressato il lavoro di altri, qualcosa succede. E magari negli anni diventi il serbatoio ideale da cui far uscire gli artisti e i critici della nuova generazione.

Auguri Papersera, dunque. Quando fra un paio d'anni anche dalle mie parti si spegneranno le venti candeline, non potrò fare a meno di ringraziare Paolo, che con la sua solidità e resistenza è riuscito a dare l'esempio e a nutrire le parti migliori del mio io.

Dovevo.
#15
Per quel che mi riguarda stavo concordando finché non hai deciso che il filo rosso che unisce tutte le serie di Pk è Evron.

Evron è chiuso, e non dico non possa essere ripreso attraverso filamenti narrativi minori o reimpastato in un disegno più grande (e magari redentivo per la razza evroniana stessa), ma insistere che Pk = Evron è un ragionamento pericoloso che ha dato la stura ad alcune delle peggiori banalizzazioni che abbiamo visto compiere negli anni, quando si parlava di Pk.

Pk è stato tante altre cose, anche migliori di Evron.

In primis è stato uno stile, un modo di ragionare, di fare fumetto Disney. E questa eredità direi che è stata tramandata pienamente: se apro un topo dell'era Bertani questa cosa la vedo, che si tratti dell'intimismo della Cometa, delle sperimentazioni di Fast Track Mickey o il fattore Gamma di Pastro Jr, c'è follia, voglia di osare, di stupire con effetti speciali e pathos.

In secondo luogo è stato una portentosa opera narrativa. Ma per decidere per davvero di cosa parlasse, quale fosse il tema comune a tutte le serie bisogna appunto guardare il corpus nel complesso: PKNA, PK2 e PKNE. E allora ecco cosa emerge: Pk è la storia di Paperinik che scopre la tecnologia Ducklair. Stop. E' la storia di come la usa, di come gli viene portata via, di come la ritrova e via dicendo. Qualsiasi cosa si lega a questo.

Quindi se si dovesse concepire un finale a questa storia i casi sono due: o alla fine la perde e tanti saluti oppure... decide di farci qualcosa di buono. Non so cosa, sicuramente dovrebbe essere un qualcosa di grosso, di molto utile e positivo, magari ecologico, che aiuti per davvero il Calisota innescando un cambiamento. Immagino un finale in cui viene presa una decisione di qualche tipo, col beneplacito di Everett, Uno, Archimede, Dunia o Paperone e delle personalità forti dello scenario economico e scientifico paperopolese. Un qualcosa di cui poter tenere conto anche fuor di Pk, senza che risulti ingombrante per il resto del fumetto disneyano. In questo modo si avrebbe tutto: un punto, un'ideale conclusione per la saga, senza per forza dover dare l'addio ai personaggi.

Sono mie ipotesi e fantasticherie, eh, ma per una volta mi lascio andare a questo esercizio di immaginazione. Perché a me personalmente dispiace troppo del vedere come da un lato sulle pagine del Topo si stia costruendo una sempre più complessa lore paperinikkiana che si dipana su tre epoche, fatta di belle addormentate, ladri gentiluomini, miliardari sudafricani che sembra però non voler minimamente riconoscere quanto di bello era stato costruito in Pk. Gli universi diventano credibili quando gli autori agiscono coordinati. il multiverso lasciamolo ad altri signori.