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Discussioni - Grrodon

#1
Testate Speciali / Mad Sonja #6: Gioia. Ultimo Numero.
Giovedì 20 Nov 2008, 13:47:41
Gioia (Rufledt-Secchi/Wustefeld)

La storia sembrerebbe ingranare, visto che festa a parte, il cattivo fa la sua prima mossa, viene svelato il nome del mondo dei sogni. Ingrana nel bene e nel male, visto che anche le sottotrame quotidiane proseguono, sia con lo scambio di coppie (bleah) che con la scoperta che il padre di Jerrit RUBA.
Però farebbe sperare...se non fosse che è l'ultimo numero.
Eh sì, l'hanno rifatto. O almeno questo è quello che si evince dall'editoriale, dove Sonja saluta i lettori e dice che deve andarsene. Il fatto che la sua meta fittizia sia Helvenia potrebbe essere inizialmente presa come una preview del prossimo numero, o comunque una cosa inerente alla storia. E invece no, al termine dell'albo Sonja non parte per Helvenia, e il significato dell'editoriale è abbastanza chiaro. Se a questo aggiungiamo la mancata scrittina "appuntamento dal 18 dicembre in edicola", nell'ultima pagina dove c'era sempre stata la preview, i giochi sono fatti. Proprio adesso che stava diventando grazioso: e così per l'ennesima volta una testata a fumetti di questo formato non trova la sua naturale conclusione, e si avvia nel limbo come molti altri fumetti Disney suoi gemelli, chiusi male se non abortiti sul nascere come Speed Loop, come Wondercity, come Lys e Angel's Friend. Colpa della solita onnipresente crisi? Bé allora sarebbe il caso di iniziare a progettare serie dagli archi narrativi più corti, che si esauriscano in due o tre albi, in modo da poter testare il mercato e in caso battere in ritirata in maniera più dignitosa e appagante per quei quattro poveri Cristi che il prodotto l'hanno comprato e volevano sapere come sarebbe andato a finire. E invece in sei numeri di fuffa pura si è perso solo tempo, salvo poi giungere a questi patetici risultati.
Per non parlare delle assurde risposte di molto personale dello stand Disney con cui ho parlato a Lucca. Già il fatto che mancasse un angolino per Mad Sonja in tutta la struttura poteva far pensare, però potevano anche dirlo che chiudeva, invece di prendere in giro mantenendosi sul vago, coi "sì, boh, potrebbe essere". In fondo stiamo parlando di meno di un mese fa, e dubito che la decisione sia stata presa l'altro ieri. La solita incompetenza e disonestà intellettuale della Disney Italia nel rapportarsi coi suoi fruitori. Ancora una volta compro un fumetto Disney e da lettore mi sento preso per il culo, come accade puntualmente dal periodo Pk-frittole. Ma forse per la prima volta inizio a dubitare che in futuro mi farò ancora abbindolare seguendo l'ennesima serie spillata dal formato pknaico che chiuderà sicuramente lasciandomi a bocca asciutta.
#2
Testate Speciali / Kingdom Hearts Chain of Memories 2
Giovedì 13 Nov 2008, 13:17:20
Il volumetto più grosso della serie era in vendità - alleluja! - allo stand Disney di Lucca. E dico subito che ho gradito, per la prima volta durante la lettura mi sentivo appagato. La prima serie era troppo incasinata e malspiegata, Witch sapeva di già visto, così come gli adattamenti, e il primo volume di Chain of Memories risentiva ancora molto della prima serie. Ma qui gli eventi si mettono in moto in maniera piuttosto interessante, non viene fatta alcuna tappa in nessun mondo disneyano, cosa che pur penalizzando il lato grafico (erano disegnati da Dio i personaggi Disney finora), contribuisce a far chiarezza. Lettura scorrevole, e che in fin dei conti mi ha lasciato qualcosa visto che la parentesi mnemonica con i finti ricordi lontani creati dalla bambina misteriosa mi ha fatto riflettere a quale precedenza dare a certe memorie. Ma vabbé cose mie.
Però è pur sempre un Disney Manga, quindi la ma(n)gagna c'è sempre. E qui salta fuori non appena finisce l'albo. Tutto bello, affascinante e appagante, nel momento in cui si svolge la storia, ma una volta finita ci si accorge che niente era chiaro in verità. Non si spiega chi fossero i misteriosi castellani, quali fossero i loro scopi, che fine facciano i due sopravvissuti, dove si trovino Riku e Topolino, se si incontreranno con Sora e gli altri. Cose che forse saranno spiegate nella prossima saga ma che potevano fungere da chiosa per il miglior Disney Manga letto finora.
E mi preoccupa che il prossimo sia il pessimissimo manga di NBX che era già apparso da noi nella collana Buena Vista Lab. Con che coraggio completistico mi troverò ad acquistarlo??
#3
Testate Speciali / Artemis Fowl - La Storia a Fumetti
Venerdì 24 Ott 2008, 13:06:15

Lode alla didascalia. Veramente. Quello che in ogni adattamento che (non) si rispetti era sempre stato un mezzuccio per evitare di raccontare, per riassumere e semplificare, assume qui un valore tutto nuovo. E' attraverso la didascalia che entriamo nei pensieri dei personaggi, è la didascalia a farci ridere, riflettere, interessare alla vicenda. In certi punti sembra di star leggendo un magnifico numero di Pkna sceneggiato da Faraci, in altri una storia di Enna, in altri ancora le didascalie colorate a seconda del personaggio ricordano non poco Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller.
Per quel che mi riguarda questo è l'Adattamento, quello a cui guardare come esempio d'ora in poi, visto che prende l'essenza del libro in maniera fedelissima, senza tagliare nulla, e la traspone in fumetto, in un ottimo fumetto. Un lavoro sapiente, quindi, che fa proprio ogni virtuosismo fumettistico, non dimenticando di metterlo al servizio della storia. Una storia divisa in nove capitoli, quanti erano i capitoli del libro originale di cui viene ripresa fedelissimamente la struttura. Il tutto con la sceneggiatura di Colfer, lo stesso autore del libro, e Donkin, i disegni di un ispiratissimo Rigano e i colori di Lamanna. Insomma, terminata la lettura, nessuno direbbe mai che il mondo di Artemis Fowl non nasca con questo fumetto.
Ecco insieme al Mondo Che Verrà di Casty e il Novecento di Faraci, il miglior fumetto Disney uscito quest'anno, peccato che a differenza di quella mezza ciofeca di Mad Sonja non sia stato minimamente pubblicizzato sulle sue testate parenti, che sia di difficile reperibilità nelle librerie stesse e che sia targato genericamente Buena Vista, senza la dicitura Lab, che contraddistingueva le Graphic Novel Disney per il mercato internazionale e che ora come ora sembrerebbe stata chiusa col quinto numero.
La storia è interessante, fantasiosa, umoristica e molto tattica. Fonde alla perfezione poliziesco, fantasy e fantascienza e narra di una sorta di "partita a scacchi" tra Artemis Fowl, rampollo di un impero criminale, e il Popolo di creature magiche di cui Artemis ha rapito un'esponente, chiedendo un grosso riscatto. Uno spunto semplice ma reso interessante in ogni dettaglio, visto che, come aveva fatto la Rowling col suo Harry Potter, prende stereotipi del fantasy (e qui anche della fantascienza e dei misteri archeologici) e li debanalizza, fondendoli tra loro, e aggiungendo elementi nuovi e regolamentazioni magiche per avere un quadro razionale della cosa. Ecco quindi i Leprecauni della tradizione irlandese essere in realtà una crasi che designa un corpo speciale della polizia elfica, Atlantide essere una delle città sotterranee in cui si è rifugiato il Popolo, l'alfabeto egizio essere una derivazione di quello gnomico e via dicendo. Fusione tra generi e stili che paga sempre in termini di interesse e figaggine, rendendo la saga intelligente.
Il fatto poi che la maggior parte della storia si svolga in un un unico luogo, vicino al maniero dei Fowl con la polizia elfica intenta a fermare il tempo e a contrattare a suon di trabocchetti e regole magiche col protagonista, rende la storia adatta anche ad altri media, come il cinema. E infatti corre voce che si stia già girando il primo film. Ma lo humor riversato in ogni momento della storia, la caricaturizzazione di personaggi come Tubero, il capo della polizia elfica, o Leale, il gigantesco assistente del protagonista, per non parlare di Artemis stesso, rendono il tutto ancora più adatto a diventare un fumetto.
E nel libro ovviamente c'è poco più di quanto ci fosse nel fumetto, giusto un paio di cenni che nella graphic novel sono stati messi nelle schede personali dei personaggi collocate tra un capitolo e l'altro a mo' di file, come quelli visti in MM, in Wondercity o in Watchmen.
Visto e considerato che la storia riprende quella del primo di una nutrita serie di libri, è buona cosa sapere che si sta già lavorando all'adattamento del secondo libro, e se la qualità sarà ancora questa, bé sbav, abbiamo trovato la nuova dimensione del fumetto Disney di Nuova Generazione.

da La Tana del Sollazzo
#4
Testate Speciali / BVLAB #5: Century West
Lunedì 25 Set 2006, 16:13:11

Il West che finisce e lascia spazio al  caotico nuovo secolo è un concetto espresso fin troppo bene nel caoticissimo Century West (Chaykin) quinta uscita del Buena Vista Lab, che dopo due graphic novel create ad hoc e due ripescaggi d'archivio ci propone un nuovo progetto made in USA interamente scritto e disegnato da Howard Chaykin. Che non è un Western, o meglio lo è nel senso che parla della perdita d'identità del West, del suo trasfigurarsi nel nuovo secolo e del radicalizzarsi dei suoi sterotipi. E' più che altro un metawestern che parla di sé stesso in 64 tavole suddivise in sei capitoli di svariata lunghezza. Sei capitoli, di cui quelli centrali decisamente autoconclusivi, che raccontano una storia che è più che altro un pretesto per mostrare il West invecchiato nei suoi molteplici aspetti. I protagonisti sono Bob Ford, Yael e Barron, uno sceriffo e i suoi due assistenti che si ritrovano coinvolti in una contesa tra una troupe cinematografica e un gruppo di uomini intenzionati a far sospendere le riprese di un film, per motivazioni non del tutto chiare. E non sono le uniche cose a non essere ben chiare, in una graphic novel che fa del caos e del rumore la sua bandiera. La stessa sceneggiatura non facilita affatto la comprensione di ciò che accade, privilegiando i primi piani (peraltro stupendi, lo stile di Chaykin ha un grande appeal) senza occuparsi di presentare per bene i personaggi al lettore che si ritroverà più di una volta a dover tornare indietro per accertarsi che i nomi corrispondano e col senno di poi diventi chiaro ciò che prima non lo era. E gli elementi sono parecchi, perchè intorno ai principali protagonisti della contesa, orbita tutto un teatrino di figure più o meno raccomandabili che includono attricette frivole, cacciatori di taglie, avvocati opportunisti e il Cu-Clux-Clan.
Come al solito la veste editoriale è assai ghiotta e oltre a una bellissima copertina include i soliti "contenuti speciali" al termine dell'albo, e sebbene l'editoriale non sia il massimo della pertinenza, non si può non rimanere soddisfatti dai dietro le quinte coi bozzetti dello stesso Chaykin.
Sicuramente una lettura impegnativa, Century West però ripaga dal punto di vista dell'appeal, dovuto sia allo stile di disegno che alla colorazione, una vera gioia per gli occhi. Per non parlare dei particolari come i manifesti pubblicitari appesi agli edifici che nascondono una marea di citazioni tra cui quella di Gertie il Dinosauro Ammaestrato, primo cartoon della storia del cinema. E sebbene questo genere di ambientazione non sia mai stato troppo tra le mie personalissime corde non si può non ammettere che Century West è fra le uscite migliori della collana.
Ma adesso? Già questo volume è uscito dopo sei mesi anzichè i tre a cui eravamo abituati, pur recando in copertina la scritta Trimestrale. Se a questo ritardo aggiungiamo che ai tempi del lancio della testata erano stati detti tutti i titoli FINO a Century West (anzi no, fino a Jungle Town, ma invertirono le uscite), non si può non temere per il futuro dell'iniziativa. Che sia questo l'ultimo numero? Che l'iniziativa rimanga sospesa fino a nuovo ordine? Come stanno veramente le cose?
Personalmente se dovessi ipotizzare un sesto numero penserei alla graphic novel su Pirati dei Caraibi da tempo annunciata o a una riduzione (mooolto ridotta) di Speedloop nuova testata Disney New Generation by Sciarrone da tempo congelata e - pare - abortita. Sennò c'è sempre una buona parte di materiale proveniente dall'America. Staremo a vedere, certamente l'ultima cosa che mi auguro è che il tutto finisca a donnine, ma che l'iniziativa prosegua nei secoli dei secoli.

da La Tana del Sollazzo
#5
Testate Speciali / Witch #87: Una Fredda Magia
Domenica 8 Giu 2008, 19:58:56
I nuovi gingilli rosa svettano già dalla copertina, che tra una scritta glitterata e una foto di Daniele Bossari li fa passare quasi inosservati. Quanto al contenuto, con Una Fredda Magia (Macchetto/Zanon-Perissinotto) è ufficialmente iniziata l'ottava serie del nostro fumetto spreferito, e con essa, a quanto pare, la lettura cronologica della serie da parte di Macchetto. Il buon Augusto infatti stavolta non mette in scena alcunchè di troppo traumatico, niente di troppo sconclusionato, e non ripete inavvertitamente neanche eventi già accaduti, il che potrebbe voler dire che ha finalmente iniziato a leggere i vecchi Witch. Si respira una maggior aderenza ai canoni della serie, rispetto ai deliri visti nell'ultima stagione che ci ha mostrato adozioni improvvisate, repentini passaggi al lato oscuro della forza e colpi di scena più marvelliani che altro. Le Witch ormai sono completamente svuotate di ogni credibilità e interesse come personaggi, certo, e questo numero non fa eccezione, però ad esempio vedere Matt tornato ad essere un normale essere umano che studia e ha una mamma, e non più una rockstar o il braccio destro di Dio, fa decisamente piacere. Persino i disegni sono buoni, e il mix Zanon/Perissinotto funziona regalando espressioni simpatiche e in linea con la serie. Di certo però qualche aberrazione non manca, e stavolta è il tema stesso dell'ottava stagione: le Witch alla ricerca di ragazzini con poteri ai quali insegnare la magia, come da (orribile) titolo, del resto. La presenza della magia anche al di fuori degli ambiti kandrakariani, e con essa la (speriamo) smentita che i poteri del fratellino di Will dipendano dalla sua genealogia, però potrebbero essere punti a favore, e un parziale toccasana per una continuity da troppo tempo massacrata. Come a favore è anche il nemico di turno, o per meglio dire la "situazione nemica" a cui si assiste, e cioè all'ingegnere pazzo e alla sua problematica famiglia, che sembra nascondere segreti e tematiche per una volta credibili e interessanti. Ben venga la fantascienza se con la magia non si è saputo creare niente di buono, insomma, e se la cosa è poco in stile Witch meglio ancora, dal momento che Witch è una conclamata porcheria. Ora non resta che sbarazzarci anche delle protagoniste e il fumetto ne guadagnerà, di sicuro :P
Poi viene SMS - Small Magic Secrets (Radice/Leoni) la prima breve dell'epoca post witch on stage. Siamo tornati alle autoconclusive, e per un Macchetto che sembra rinsavire ecco una Tere che peggio di così non si può, che inscena scontati e superficialoidi intrecci a base di sms scambiati. Per non parlare dei disegni in cui figura uno Shaggy di Scooby Doo travestito da Matt. Sblorgh.

da La Tana del Sollazzo
#6
Testate Speciali / Witch #86: Nel Cuore
Martedì 6 Mag 2008, 14:47:03
Ultimo (stavolta davvero) numero della serie New Power, che con una bella appendice conclude quanto lasciato in sospeso al termine del precedente. Nel Cuore (Enna/Zanon-Giorgetti) toglie di mezzo Himerish, fa salire al potere Yan Lin, esattamente come avevamo già visto succedere nella quarta seria, che è stata qui bellamente dimenticata. Endarno, Tibor, il Triumvirato, e altri personaggi non compaiono più, in compenso c'è tanta azione fuffosa condita con un po' di retorica Enniana, che anche quando è composta da frasi poetiche random è sempre piacevole a leggersi. Nota di demerito per il fratellino magico che altro non fa che perpetuare lo stereotipo secondo il quale i genitori non devono mai immischiarsi in faccende fuori dall'ordinario, anche a costo di far assumere all'adolescente protagonista responsabilità del tutto fuori luogo e che non hanno niente a che vedere con la sua missione. Cioè la cosa ha del ridicolo. Non solo viene mostrata una cosa assolutamente illogica, ma la si occulta sia ai genitori che alla congrega stessa: per la serie sacrifichiamo il buon senso sull'altare del target e del prodotto vendibile, perchè tutti sanno che fare le cose di nascosto ai grandi aumenta l'identificazione di chi legge. Bah, molto meglio la Red Whale con fumetti come Mosntger Allergy e Lys dove i genitori se serve vengono resi partecipi e rivelano un ruolo spesso e volentieri fondamentale. Per il resto, azione a parte, ecco un mucchio di fatterelli scioccherelli che al momento fanno tanta novità ma che ormai non presentano neanche più un minimo di caratterizzazione che differenzi le cinque bimbette, che ormai sembrano cinque manifestazioni fisiche diverse dello stesso sciapo personaggio. Se non altro stavolta ci sono dei disegni che si possono vagamente guardare. Un ultima nota per il Cuore di Kandrakar, che ricompare qua senza che effettivamente ci si ricordasse che era sparito dai tempi del furto di Matt. Che senso ha che il simbolo di Witch ora non sussista più e sia diventato il gingillo della nonna? Nessuno ovviamente.
Magic Musical (Radice/Turconi) conclude la miniserie durata un anno, e lo fa coerentemente con quanto mostrato finora anche se senza particolari guizzi. Speriamo che adesso la Teresa torni a sceneggiare cose un pelino più consistenti che non siano queste gag fini a sé stesse.

da La Tana del Sollazzo
#7
Testate Speciali / Witch #85: Io sono Voi
Domenica 6 Apr 2008, 01:51:33
E giungemmo alla fine. Alla coerentissima fine di una saga che si è distinta fin da subito per una certa coerenza interna e per una disastrosa incoerenza con l'universo in cui è ambientato il fumetto. E se l'impressione che Macchetto non abbia mai letto mezzo numero di Witch prima di mettere mano a questa sua saga di svolta ci ha accompagnati per tutto un anno, eccola grazie a Io Sono Voi (Macchetto/Leoni-Scuderi) diventare disastrosa certezza. Certezza di trovarsi davanti ad un fumetto che non è Witch. E per fortuna. Però che triste. Ad ogni modo l'effetto straniante è grande, gigantesco, quando ci si ritrova ad avere a che fare con cinque witch CATTIVE. Perchè c'è poco da fare, ad una prima occhiata ci si convince che siano dei cloni prodotti dalla Dark Mother, o magari che siano sotto l'effetto di un qualche malefico influsso. Ci si inizia a chiedere quando avverrà la fatidica rivelazione dopo poche pagine, ma quando la cosa non viene minimamente spiegata se non con "le ragazze si stanno comportando nel modo sbagliato" allora si può tranquillamente affermare di essere di fronte al più grande out of character della Storia. Perchè francamente col senno di poi le scene in cui pestano gratuitamente Matt non hanno senso alcuno: lo minacciano, ci scherzano tirandogli calci nella spina dorsale, assumono espressioni demoniache e un frasario da cattive di serie b. E poi viene fuori che erano perfettamente conscie di ciò che facevano, avevano solo voglia di fare le bulle perchè inorgoglite dai loro poteri. Ma oltre a questa trovata che già da sola ha del clamoroso, nel numero ci sono fior fior di impossibilia, tipo William con le alucce: dopo numeri e numeri passati a credere che Kandrakar avesse PRESCELTO le sue guardiane ecco che la magia diventa un fatto di sangue come in Harry Potter. La scelta di Will di nascondere la cosa alla madre, poi, alla  luce di questi nuovi fatti, ha dell'insensato. L'Oracolo che si dimette poi dove l'avevamo già visto? Ma mi sa che la quarta serie era stata bellamente scordata già dai tempi in cui Endarno e il Triumvirato erano misteriosamente scomparsi. Insomma, ancora retcon, ancora incoerenza. Ma almeno in tutto questo si riesce ad avere un discreto numeretto di azione, ben sceneggiato, anche se abbastanza anonimo e poco originale, col suo bravo deus ex-machina e cose inventate sul momento e spiegate male, ormai marchio di fabbrica witchico. Di buono ci sono i disegni, che stavolta non fanno vomitare, ma sono anche interessanti nel loro essere maledettamente fuori luogo, specie nelle famose scene con le witch inspiegabilmente cattive: i ghigni e i sorrisi malvagi hanno dell'assurdo, per non parlare degli occhiacci e delle pose aggressive. Brrrrrrr.
A saga finita si avverte la mancanza di un buon climax finale che anche una saga scrausa come la quinta riusciva ad avere e che qui si sarebbe potuto ottenere eliminando lo scorso insulso numero della capoeira. E invece sembra più una saga solitaria e minimalista, in cui sono stati coinvolti meno personaggi possibili (e quei pochi non sono neanche loro ma copie). Mah.
Infine siamo a un passo dalla conclusione della miniserie sul musical, con la solita storiellina onesta della Radice Promozione Spettacolo (Radice/Turconi)in cui come al solito sembra che siano date alle ragazze responsabilità assurdamente improbabili. Nell'editoriale per una volta non si parla di moda ma si anticipano grandi novità dal numero che dovrebbe venire dopo il prossimo. Ma se questa saga finisce qua, allora che ci mettono in quello di Maggio? Un riempitivo? un appendice? un verofinale come coi Ragorlang?
#8
Testate Speciali / Witch #84: Movimento Unico
Mercoledì 5 Mar 2008, 19:02:20

Mah, una mezza schifezza. Schifezza perchè in quanto numero di Witch, e per giunta numero di passaggio, e per giunta numero di passaggio collocato proprio nel mezzo dello pseudoclimax finale, non può essere che tale. Mezza perchè comunque in Movimento Unico (Enna/Vetro-Bertolucci) la mano di Enna sotto quintali di fuffa straripetuta e ormai ben poco interessante, si vede ancora e non si può negare che questo conferisca al tutto un po' di classe.
Ma solo un po' e ovviamente non basta. A differenza di quanto dicono certi maligni disfattisti il passaggio da valido clone di cioè (sesta saga) a mediocre albo a fumetti (settima) è da considerarsi senza dubbio un netto miglioramento, ma non si può certo dire che basti così. Witch è sciatto inside, e per quanto lo si possa migliorare, se non si migliorano le intenzioni e lo spirito di chi lo fa, si potrà fare ben poco. Ma a chi lo fa interessa fare più di così? Io direi proprio di no, visto che Macchetto, pur bravo continua a riciclare idee pikappiche, senza badare troppo ai numeri precedenti, Enna ormai non sembra neanche più lui e si limita ad adottare uno stile piuttosto "scolastico", La Radice ormai è only brevi e in Disney in generale sembra che ci stia adagiando sugli allori dell'idea fashion, cosparsa di piccoli tocchi di stile che dovrebbero - almeno sulla carta - riuscire ad appagare sia il mainstream sia i nerdacci (mi riferisco a strani ibridi come Ultraheroes e simili o anche all'editoriale di questo numero che sfoggia una foto con la statua di Walt Disney e subito prima parla delle proposte fashion del mese). Purtroppo però senza un minimo di abilità e buon gusto neanche questo basta, e i goffi tentativi di rinnovamento che sta affrontando lo stesso Topolino dovrebbero dirla lunga.
Insomma, Witch dal di fuori è fashion, dal di dentro è mediocre. Ed ecco quindi che ci si arrampica sugli specchi con trovate poco probabili, come il saggio di danza nel bel mezzo della battaglia finale, giusto perchè "non sono ancora pronte". Del resto, non è neppure la prima volta che ce la menano con l'elemento unificante, la vera forza è stare insieme e altra fuffa, e tutto ciò inizia a gettare una strana luce sullla rivista stessa: visto che il target sono le mocciosette, ormai troppo giovani per essersi lette le vecchie storie e di sicuro non abbastanza nerd da recuperarsi gli arretrati, ecco che è possibile che in questa saga si siano sentiti autorizzati a spalmare di retcon la continuity tutta, ignorandone e alterandone mille elementi, e riproponendo in altre salse eventi già accaduti.
Rimane la trovata, piuttosto carina (quanto ridondante) della morte dell'insegnante di danza, l'improbabilissimo spettacolo di capoeira e un comparto grafico davvero vomitevole. Mi chiedo come sia possibile che gente brava come la Vetro o anche Bertolucci abbiano prodotto una tale porcheria grafica. Personaggi privi di espressione, anatomie sballate, witch giraffoidi e subito dopo nanerottole, chinaggi insulsi e un senso di tirato via che ricorda molto certi fumetti di serie zeta che alle fiere ti vogliono rifilare gratis. Insomma non ci siamo proprio, ok che Witch è l'ultima ruota del carro, ma non è neanche sterco di vacca morta, potevano anche curarlo di più.
Poi c'è Il Blog (Radice/Turconi), breve prevedibile ma sincera e sicuramente più curata delle ultime, che non mi avevano convinto più di tanto.

da La Tana del Sollazzo
#9
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #76: Terra
Giovedì 5 Lug 2007, 01:34:01

La rivoluzione continua. Witch era proprio da buttare, e non è che i presupposti da cui partivano le saghe dell'"epoca d'oro" fossero poi questa gran cosa. O almeno è ciò che penso io, ed è per questo che non mi scandalizzo affatto per l'opera di riscrittura che in Terra (Macchetto/Zanon-Baldoni), il bravo Augusto prosegue senza ritegno alcuno. Witch così mi piace parecchio, anche se è triste pensare che ormai l'unico modo che aveva questo fumetto di riguadagnare punti fosse quello di diventare un'altra serie a fumetti. Ci abbiamo perso in coerenza, ci abbiamo guadagnato in qualità. Qualità che è innegabilmente riconoscibile in questo secondo numero Macchettiano, ricco come nel suo stile di trip mentali, spesso anche fini a sè stessi e non sempre chiari e sensati. Ma sinceramente il vaneggio che il visionario Macchetto ci offre, a base di sogni, posti che comunicano con altri posti per sfociare in paradossi temporali mi piace. E' roba d'autore, questa. Che potrà non piacere o venir criticata per mille motivi puristici, ma che si conferma ben tre gradini più in alto della fuffa commerciale e superficialoide in cui si era finiti la scorsa serie.
Considerazioni di principio a parte, il numero offre 54 tavole piuttosto intense, in cui oltre a presentare il primo scontro indiretto con la Dark Mother, vengono tirati i mille fili delle trame iniziate nel numero scorso, a partire da un Matt cattivo che si rivelerà non essere tale, ma qualcosa di diverso, così diverso da retcontinuizzare quanto visto in 76 numeri. Prosegue poi il trasloco di Peter, la nuova gestione della libreria e della scuola di danza fino ad arrivare alla cosa più assurda di tutte e cioè all'AMANTE della madre di Cornelia. E dulcis in fundo (anzi all'inizio) la più grande svolta di tutte: i nuovi costumi delle Witch. Se nei loro abiti di tutti i giorni le witch non avevano un immagine canonica tipo Topolino e Paperino, la loro versione magica era ormai parecchio iconica. Stupisce quindi che si sia deciso di operare un restyling di questo tipo, potenziandole a tal modo. Certo, graficamente le differenze non sono poi 'sta gran cosa e si limitano a un drappo in più o in meno, ma i poteri, quelli sì che cambiano le carte in tavola. Le lamia, le frange tentacolari prensili, le ali estensibili tipo aeroplani, Taranee che può trasformarsi nella Torcia Umana, avvicina tutto quanto allo stile Marvel, e aggiunge un po' di pepe ai combattimenti, di solito uno dei punti deboli del fumetto. Insomma una svolta non da poco che parrebbe voler svecchiare, e migliorare il fumetto in ogni sua parte. Questo perchè anche L'Idea (Radice/Turconi), appartenente alla miniserie Witch on Stage, dimostra un principio di miglioramento rispetto al superficialume delle brevi della scorsa saga. E cosa da non dimenticare, sarà anche una coincidenza ma in copertina dietro strilli di pessimo gusto si può ancora scorgere un soggetto ispirato al contenuto della storia.
Una rondine non farà primavera, forse neanche due di seguito. Ma se ormai Macchetto è dentro la comitiva, penso proprio che alternandosi con Enna e Radice saprà fare un lavoro invitante. E se così non sarà pazienza, ci saremo comunque goduti le magnifiche tavole oniriche di baby Cornelia nel bosco misterioso.

da La Tana del Sollazzo
#10
Testate Speciali / Witch #82: Energia
Venerdì 4 Gen 2008, 17:27:52
Witch #82: Energia


Pare che Macchetto si sia preso una pausa bella lunga (oddio, rispetto alla sua precedente frequenza, chiaro), visto che anche questo mese il numero non è suo. E dopo il bravo Enna, tocca a Ferrari che finora era sempre stato il novellino in questo trio di sceneggiatori a cui è stata affidata la settima serie. Un novellino che sceglie proprio questa occasione per fare un salto di qualità bello grosso, dopo alcune prove che mostravano ancora parecchia inesperienza, pur rivelando una certa volenterosità. Energia (Ferrari/Zanon-Baldoni) infatti è un numero piuttosto buono, che svolge senza troppe pecche il suo compito, forse il più arduo, ovvero mostrare il turno di Will, che dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) essere delle cinque il personaggio più interessante, nonchè il capo. E siccome in ottanta numeri tutto ciò che si è riusciti a mostrare di questo personaggio è la sua spiccata propensione alla paranoia, ecco che l'intera ricerca delle radici del suo potere è una gigantesca pippa mentale, un vaneggio lungo quanto l'albo, che spesso si incrocia con la realtà fino a portare all'inevitabile conclusione, che vede il ritorno sulle scene di una Dark Mother più libera che mai. In tutto questo le stonature a cui siamo abituati sono minime e raggruppate per la maggior parte verso l'inizio della storia, con qualche scivolone umoristico e qualche semplicioneria sceneggiatoria qua e là. Fortunatamente quando il sogno di Will ingrana, il numero assume una luce assai più interessante. L'unico elemento ancora parecchio fastidioso è Matt, che non si capisce bene né a che gioco giochi lui, né a che gioco giochino con lui gli autori visto che non è ancora stato chiarito il suo nuovo ruolo, e addirittura inizia a sembrare che alcune cose siano state date per scontate (il riferimento di Irma al suo "aver avuto" una storia con Will...mi sono perso qualcosa?). Tuttavia la radice del potere di Will sembrerebbe implicare un pur parziale ritorno del personaggio al precedente status, con buona pace della retcon. Quanto a Le Scenografie (Radice/Turconi) siamo sempre là. Nel suoi piccolo Teresa con questa miniserie riesce a far notare la differenza dalle porcherie brevi della scorsa saga, ma il suo sottoutilizzo risulta assai fastidioso. Inoltre già il fumetto di Witch è così agonizzante che per ricreare interesse occorre inventarsi di sana pianta mille e più colpi di scena, figuriamoci quanto può essere interessante ORA COME ORA volgere lo sguardo sulla dimensione quotidiana delle cinque. Vabbè pazienza, per fortuna che è fatta bene.

da La Tana del Sollazzo
#11
Testate Speciali / Witch #81: Aria
Mercoledì 5 Dic 2007, 12:55:08
Witch #81: Aria


Oh che bello rivedere Enna di tanto in tanto, sarebbe bello anche rivederlo di poco in poco, ma anche così va più che bene. Macchetto gestisce la cosa e si fa aiutare qua e là da sceneggiatori che lavorano in sintonia con lui, e se tra questi nomi c'è quello di Enna, il migliore, bè, l'alternanza autoriale di livello altissimo è assicurata e per una volta c'è da stare allegri pensando a ciò che il futuro riserva a questo povero massacratissimo fumetto. Certo, questo non elimina certo tutti i contro che ci sono stati finora: la retcon, i personaggi che ormai hanno pochissimo da dire, lo status quo che ormai non è più credibile, le contraddizioni, la cornice di rubriche e via dicendo, ma la sensazione è quella di essere in buone mani, professionali e che al fumetto tengono di più di quelle in cui eravamo durante il disastro della serie scorsa.
Va poi detto che Aria (Enna/Campinoti-Salfo) non è il massimo che si sia mai avuto dall'autore, e forse per contrasto con la mediocrità del periodo, era riuscito ad emozionarmi maggiormente lo scorso suo numero, quello che si pensava concludesse il ciclo dei Ragorlang, con una dignità quasi immeritata per la disgraziatissima saga del restyling. Qui invece siamo immersi in un contesto qualitativo comunque più alto di prima, e quindi l'apporto Enniano spicca di meno. Però spicca, poco da fare, e le sue finezze sceneggiatorie si prendono il loro bello spazio. Enna è credibile, Enna sa raccontare, Enna riesce a impreziosire elementi narrativi che in mano ad altri sarebbero rimasti piuttosto banali.
Invece i disegni mi hanno orripilato. Magari non nella prima parte, dove sono anche più che accettabili, e riescono finalmente a farmi accorgere dei nuovi cortumi delle Witch, cosa che ormai non mi toccava minimamente durante la lettura. Ma è verso il finale che, non si capisce bene perchè, il lato grafico decade sempre di più fino a raggiungere i mitici picchi di disgusto di pp. 78/81, carichi di ragazze deformi, espressioni dementi e un'anatomia da prima elementare.
I Costumi (Radice/Turconi) non si discosta minimamente da quello che pare essere l'andazzo solito delle brevi di Teresa, sicuramente di livello migliore di quelle dello scorso anno (superficialissime), ma in cui si vede che l'autrice è sacrificatissima. Oltretutto il messaggio anti-trendayolo della storiellina pare una voce soffocata all'interno di un giornale che lo confuta dalla copertina fino all'ultima pagina. E viene pure da chiedersi: ma se ne saranno accorti?

da La Tana del Sollazzo
#12
Testate Speciali / Topogag
Lunedì 26 Nov 2007, 15:42:57
Speciale Lucca

Topogag - Le Più Belle Strisce Quotidiane e Tavole Domenicali dal 1935 al 1978

Questo volumetto in origine faceva parte degli articoli del Topocatalogo e non di rado veniva allegato come premio dopo un abbonamento ad una testata Disney. Evidentemente doveva esserne stato prodotto un numero spropositato di copie, vista la frequenza con cui lo si ritrovava ogni due per tre tra le offerte Disneyane. Bè una piacevolissima sorpresa è stata l'averlo trovato a Lucca...come premio per il quiz che Bertoni, Fausto e Valentina facevano ai bambini. E ovviamente ringrazio l'ultima dei tre per averne concesso una copia a me, Icnarf, Dapiz, Hybiscus, Rensel, Elik e Laurentius, sicuramente un bell'omaggio arricchito (almeno nel mio caso) da una sua dedica che mi invita a non perdere le speranze per l'arrivo, prima o poi, di una bella cronologica del Topolino a strisce di zio Floyd. Per quanto riguarda i contenuti del volume, di sicuro non si tratta del Topolino avventuroso che noi tutti auspichiamo di rivedere nella tanto sofferta integrale di Gottfredson, ma ne è un ottimo antipasto. La prima metà dell'albo propone una selezione di tavole domenicali che vanno dal 1935 al 1942, una produzione che vede alle matite principalmente Gottfredson, poi sostituito da Manuel Gonzales e ai testi Ted Osborne e Merril De Maris. Va detto, che a differenza delle strisce, che dal 1930 al 1955 furono sempre collegate tra loro in lunghissime sequenze di avventure continuative (il famoso ciclo di cui noi tutti invochiamo la ristampa), la tavole, tranne rarissimi casi, sarebbero state quasi sempre autoconclusive.
C'è poi una seconda metà, che vede invece una selezione di strisce quotidiane autoconclusive che vanno dagli anni 50 ai 70. Questo tipo di produzione nasce infatti nel 1955, quando, dopo Topolino e il Ritorno di Davy Crockett, la produzione avventurosa continuativa viene conclusa e rimpiazzata da queste gag quotidiane. Non cambia l'autore dei disegni, che fino al 1975 è sempre Floyd Gottfredson, stavolta su testi di Roy Williams o Del Connell. Le strisce in questione sono parecchio varie, e si passa da alcune gag parecchio argute, ad altre un po' più scolastiche che fanno rimpiangere l'epoca d'oro che si lasciano alle spalle. Sensazione di nostalgia che si avverte specialmente passando dallo stile del tardo Gottfredson a quello decisamente anni 70 del successore Roman Aràmbula, privo di particolari guizzi stilistici.
In sostanza, un buon volume, sì. Che non ha certo velleità maggiori se non quella di dare una buona infarinatura su ciò che è stata la produzione Disney per i quotidiani, pur trattando l'argomento da un punto di vista periferico e senza andare al nucleo di ciò che veramente ci sogneremmo di poter rileggere. Un antipasto sfiziosissimo in attesa dei pezzi da novanta, insomma.

da La Tana del Sollazzo
#13
Testate Speciali / Ratatouille
Lunedì 26 Nov 2007, 15:43:33
Speciale Lucca

Classici a Fumetti - Ratatouille

Altro mio acquisto lucchese è quest'albo, che segue gli ultimi due a cura di Ambrosio e Rigano, che trasponevano invece il secondo e terzo capitolo della trilogia dei Pirati dei Caraibi. E una cosa va detta subito: mentre una trasposizione a fumetti dei due live action sopracitati poteva essere un'operazione estremamente accattivante visto che trasformava in disegni un mondo in carne ad ossa, restituendo loro (stilisticamente parlando) una propria disneyanità, nel caso di Ratatouille (Macchetto/Urbano), che già parte con lo status di prodotto d'animazione, si ha invece una penalizzazione. La solita vecchia penalizzazione di qualsiasi adattamento fumettato, oserei dire. Che però ora non è più pesante come un tempo, quando su Topolino apparivano le trasposizioni dei classici Disney anni 90, costretti in quelle vignette strettissime e ritmicamente sballati dall'incapacità degli adattatori americani. Da quando questo tipo di operazioni sono state ormai affidate alla scuola italiana abbiamo prodotti di ben altro livello e di diversa caratura, più vicini ad una graphic novel che a un semplice prodotto di merchandising senza arte nè parte. Il problema è che ancora non basta per ottenere un prodotto che convinca al 100%, specie in questo caso. Ratatouille è un film in cui la regia è sempre e comunque sopra le righe e fa un uso a dir poco strepitoso del mezzo cinematografico, proponendo gag, dialoghi e trovate senza precedenti nel campo dell'animazione. Una simile sceneggiatura sarebbe stata penalizzata in qualsiasi caso, a meno che non si fosse scelto di dedicargli il doppio delle tavole, di resettargli la sceneggiatura e ricostruirgliene un'altra, più vicina possibile al medium fumetto. Ne sarebbe valsa la pena? Per la Disney probabilmente no, e così ci troviamo davanti un albo, pur molto curato, che sa un po' troppo di vorrei ma non posso. Un Macchetto leggermente sottotono riesce a trasporre alla perfezione alcune sequenze (come la discussione tra Remy e suo padre successiva al loro ricongiungimento), trascurandone molte altre, e arrendendosi proprio nella seconda metà. Comportamento quasi analogo a quello di Urbano, che ritrae alla perfezione alcune cose come gli ambienti, rispettosissimi del lungometraggio, e alcuni personaggi secondari come i cuochi, e ne devasta letteralmente altri come Remy e soprattutto Colette, veramente orrida in quasi tutte le vignette in cui appare.
Insomma, senza dubbio un Ratatouille banalizzato, da non condannare in toto, questo sì, e che comunque mostra che si sono fatti notevoli progressi in questo campo. Ma che tuttavia non riesce a far concludere la lettura soddisfatti, come invece riuscivano i pirati ambrosiani, strapieni di inutili didascalie, ma che perlomeno avevano dalla loro una realizzazione grafica impeccabile e il vantaggio di spiegare certi punti rimasti oscuri durante la visione dei lungometraggi.

da La Tana del Sollazzo
#14
Testate Speciali / Witch Speciale: Notti di Magia
Lunedì 19 Nov 2007, 17:28:50
Witch Speciale: Notte di Magia

Vedersi allegare a Witch una volta tanto non un fronzolo idiotone, ma un albo speciale e per giunta a fumetti, e per giunta migliore del numero regolare (non che ci voglia molto...), e per giunta disegnato bene, è stata una graditissima sorpresa. Un po' meno mettersi a leggerlo e scoprire a tre quarti della storia una serie di cadutone di stile non indifferenti nei dialoghi della battaglia finale. Ma è Witch, bisogna accontentarsi. E questo Speciale qualcosa di cui accontentarsi direi che lo offre, anche solo per quanto riguarda il comparto grafico. Notte di Magia (Ferrari/Dalena-Razzi) infatti offre ben 56 tavole disegnate ad arte e colorate ancora meglio in cui i personaggi di Witch tornano ad avere una loro estetica, un'espressività di tutto rispetto e a muoversi in scenari di forte atmosfera. Tavole per giunta parecchio grandi, visto che il formato dell'albo è differente da quello dei numeri normali, e maggiormente esteso sia in lunghezza che in larghezza. Poi la trama è quello che è, con una storia del terrore che diventa vera, il mondo dei mostri che giunge sulla terra pronto a combattere contro una fatina leziosa che fa la parte della cattiva, e l'Oracolo che nel finale si rivela essere un personaggio ormai totalmente sputtanato. Ma non importa, ripeto, come regalo non è stato affatto male, anche perchè è un po' che mi sfoglio l'albo riguardandone i disegni. Disegni che come già accaduto in passato in speciali di questo tipo presentano un inchiostratura blanda, se non assente, che mette in bella mostra le smatitate dei disegnatori, come nell'animazione Disney del periodo Xerox. Una piacevole particolarità è il citazionismo sfrenato che pervade la Heaterfield in festa: in giro per la città si possono vedere infatti tizi (più o meno) travestiti da celebri personaggi Disney. Si inizia da Joel e Martin in versione Incredibili, per passare al Peter/Jack Sparrow e alla Cornelia/Elizabeth Swann. Tra la folla spuntano oltre a Topolino e Pippo pure Zick e ben DUE (!) Evroniani, e nelle scene in cui la città è invasa dai mostri fa continuamente capolino pure Mike Wazowsky, che stavolta è proprio lui e non un cosplay qualsiasi.

da La Tana del Sollazzo
#15
Testate Speciali / Witch #80: Emozioni
Lunedì 19 Nov 2007, 17:27:31

Witch #80: Emozioni


Che Macchetto stia facendo del suo meglio per risollevare Witch è indubbio. Ed è indubbio che almeno in questo caso il suo meglio coincida col suo peggio. Si è parlato più volte della retcon di quest'ultima saga, ma è davanti a numeri come questo che la cosa ormai cessa di essere vagamente giustificabile, e no, non esistono più forzature in grado di di negare quella che è ormai l'evidenza: Will e Taranee sono diventate originarie di Heaterfield. Giunti all'OTTANTESIMO numero doveva pur succedere. E così come sul Topo ormai dilaga l'ignoranza di autori che cercano di raccontarci in tutti i modi il primo incontro tra Paperino e Paperina, ignari del fatto che sia avvenuto in tempo reale e proprio nei fumetti, così anche in Witch ormai gli echi di continuity si fanno sempre più lontani, rimpiazzati da uno status quo talmente stabile che chiunque potrebbe essere in grado di scriverci storie su storie. Allungando il brodo per un altro centinaio di numeri. Perchè tanto vende, sia mai che un fumetto chiuda quando ha fatto il suo tempo.
Nel risanamento che sta avendo la Disney in questo periodo, e che sta piano piano lambendone ogni settore, fumettistico o cinematografico che sia, sembra proprio che sia Witch ad essere rimasto indietro. Le nuove politiche che giungono da Burbank e che antepongono una sana base qualitativa al facile guadagno a breve termine di stampo Eisneriano, sembrano infatti non aver ancora toccato quello che in questi tempi di crisi è stato la punta di diamante del Disney Italiano, che sembra essere rimasta bloccata nello squallido canglo epocale di inizio secolo, in cui ogni settore stava toccando il fondo. La Disneyanità dei contenuti contrapposta alla superficialità modernista della confezione stanno rendendo Witch sempre più un prodotto ibrido, pasticciato, incapace di poter essere apprezzato nè dai puristi più raffinati nè dalle bimbeminkia più winxofile. Insomma, il Chicken Little del fumetto Disney.
Ed è chiaro che quando perdi credibilità ci vuole niente per deludere: in questo caso siamo di fronte a Emozioni (Macchetto/Urbano), un numero di passaggio. Un altro? Ebbene sì, un numero che serve a far da stacco tra il blocco Fuoco + Acqua e il prossimo (intitolato presumibilmente Aria). Se ci si pensa è più che fisiologico avere un numero di respiro in una saga che comunque ha il pregio di essere abbastanza coesa, ritmata e vagamente corente nel suo svolgimento. Va ricordato che su sei numeri questo è solo il secondo in cui si tira il fiato, che per giunta è sceneggiato da Macchetto, come gli altri, e che in fin dei conti non rappresenta una parentesi troppo slegata dal resto come poteva essere il numero di Ferrari sulla notte di San Lorenzo. Nasce poi il fratellino di Will, non si capisce bene dopo quanti mesi di gravidanza ma così è. E questo è un altro fatto importante. Insomma in sè il numero non ha niente di criminale ma è un'ottima cartina tornasole per capire quanta poca credibilità è rimasta a questo povero fumetto. Fumetto che infatti oltre al personaggio piuttosto ben riuscito dell'ostetrica, non offre molto altro e che anzi mette in una luce piuttosto ridicola tutti gli altri personaggi, oramai incapaci di comunicare alcunchè. Vedere pagine e pagine in cui Peter e Cornelia inscenano il siparietto delle grandi pulizie con la straabusata gag dell'armadio riempito di roba è irritante, scoprire le segrete pene amorose della severa insegnante di danza è inutile, e veder sbocciare l'ennesimo pseudoamorazzo di Irma è svilente per i suoi precedenti uomini. O quantomeno è svilente per Joel, che ci era stato così caldamente imposto come rimpiazzo di Martin, e invece adesso è finito...nella storia breve. La Band (Radice/Turconi) infatti lo rimette in pista, ma come semplice amico (-___-) di Irma, tralaltro bassista di una band estranea ai Cobalt Blue. Visto che Matt è diventato il braccio destro di Dio può anche darsi che si siano sciolti ma spiegarlo nel fumetto non sarebbe stato male. Vedere la Radice così svalorizzata poi dà parecchio fastidio, a questo punto preferirei vederla sulle pagine di Topolino, a far da contraltare con la sua sensibilità femminile alle storie sempre più superficialoidi della scuola gianattiana.

da La Tana del Sollazzo
#16
Testate Speciali / Witch #79: Acqua
Mercoledì 3 Ott 2007, 18:26:32

Orbene, è diventato praticamente impossibile scindere qualitativamente questa saga, dal momento - e finalmente! - che ad occuparsene è sempre lo stesso autore. Progetto unitario, dunque, ciò che è sempre mancato a Witch, e quindi molto autoriale, che lascia la sua impronta e che quindi piace o non piace. In toto ovviamente.
A me piace, anche se ovviamente tutto ciò è un immenso stupro retcontinuativo. Ma lo accetto perchè ormai Witch era ridotto talmente male che solo un bell'elettroshock avrebbe potuto restituirgli un minimo di interesse. E quindi ecco adozioni sbucare dal nulla, nature paranormali che ci sono sempre state e via dicendo. Per non parlare poi delle millemila stille/guardiane/spiriti elementali che stanno facendo una gran confusione, tra un flashback passato nerissoso e l'altro, finendo per far  venire il dubbio che Macchetto non abbia letto nulla di Witch prima di intraprendere questa saga. Altrimenti si sarebbe guardato bene dall'inserire in Acqua (Macchetto/Leoni-Giorgetti) un amore sbucato dal passato di Irma, la quale in teoria non avrebbe dovuto battere chiodo almeno fino all'incorntro coi due spasimantucci Martin e Joel. I quali vengono così bellamente dimenticati, almeno a quanto pare dal finale della storia. Per il resto, l'incidente della mamma di Will si conclude con un nulla di fatto (idem come per la tresca della mamma di Cornelia con l'AMANTE), espedienti che servono a fare la voce grossa impedendo a chi legge di abbassare la guardia, e che solo nel 30% dei casi diventano fatti definitivi. Definitivo invece sembrerebbe l'addio a Nigel, che sembrava esser stato fatto ancora due anni fa per permettere a Luke di subentrare. Solo che poi anche lì nulla di fatto fino a questo numero, dove in Witch on Stage con Le Prove (Radice/Turconi) la Tere suggella con un bacio la neonata unione con Luke. Tere perchè l'hai fatto?  :(
Ma infine passiamo al caso del giorno: Augusto Macchetto, sei accusato di plagio! E, nei confronti di Augusto Macchetto! Credevi non ci saremmo accorti del fatto che buona parte della trama del numero è presa di peso da PKNA #32: Underground, col team di abitanti delle fogne che - stavolta a fin di bene - armeggiano con cavi e fili elettrici per alterare gli eventi in superficie? Anche le frasi che dicono sono più o meno le stesse.
E infine infine una nota di biasimo per l'impacchettatura complessiva, che sembrava star faticosamente tornando alla sua natura di fumetto e invece oltre ad allegare e soffocare il fumetto con mille fronzoli questa volta lo associa direttamente a una rivista di moda, ripetendo in ogni riga di editoriale che Witch è Moda! Witch è Trendy! Witch è Fashion! Eh, che grandi messaggi.

da La Tana del Sollazzo
#17
Testate Speciali / Witch #78: Fuoco
Mercoledì 19 Set 2007, 11:48:40

Pim! Pum! Pam! Patatracchete! (cit.) Macchetto il Drastico, prosegue la sua spallata alla serie, rivoltandola come un calzino con trovate ai limiti del credibile, e con tanta, tanta retcon. E paradossalmente è tanto di guadagnato perchè la qualità delle storie di questa settima serie ha subito un picco non indifferente. Dopo il numero di Ferrari, quasi una sorta di parentesi scollegata da tutto il resto, Macchetto firma il suo terzo numero nella serie regolare, Fuoco (Macchetto/Panniello-Melaranci), confermando il suo (presumibile) volersi occupare in toto della progettazione della serie, riconsegnandola a quella monoautorialità che latitava da quando l'onnipresente Artibani era sparito dalle scene. "Taranee, sei stata ADOTTATA!!" "Cornelia, tua mamma è un TROIONE!!" "Will, Collins ha i BAFFI FINTI!!", le mille rivelazioni ai limiti dell'assurdo con cui era iniziata la serie proseguono assurdeggiando sempre più, ma finendo per confezionare una storia niente male, sicuramente da leggere. E non è che queste rivelazioni non vengano trattate con una buona dose di tatto, Macchetto è poetico inside e in Witch non può che sguazzare a suo agio, come un pesce baleno. E ci scappa pure il finalone tragicone col cliffhanger di Susan Vandom in ambulanza, Collins sudato e l'auto in fumo. Susan perderà il bambino? Collins perderà la moglie? Witch perderà credibilità? Vabbè non importa, così è meglio di com'era prima, e questo mi pare indiscutibile.
Pure la Tere non se la cava affatto male portando avanti Witch on Stage, con la sua solita delicatezza, che non scade mai nel grossolano. Le Audizioni (Radice/Turconi) tratta della scelta delle attrici che intepreteranno le Witch nel meta-musical scolastico, e penso proprio che la Tere si sia divertita a tratteggiare questa sua versione alternativa delle Witch, ritratte insieme sul finale con la mitica posa della foto del primo numero.

da La Tana del Sollazzo
#18
Testate Speciali / Witch #77: Di Tutte le Stelle
Martedì 21 Ago 2007, 19:34:55

Uhm. Di Tutte le Stelle (Ferrari/Gula-Perissinotto) sembrerebbe voler essere il terzo capitolo della saga New Power, ma non lo è. Sarà che inserire un numero di stacco dopo due numeri di frenetici sravolgimenti non ancora risolti è ritmicamente un'idiozia, sarà che è di Ferrari mentre i primi due erano di Macchetto e la differenza stilistica si sente, sarà che tutto sembrava aver preso una piega inquietante e adesso si è tornati senza motivo alcuno alla solita quotidianità, ma a dire il vero sembrerebbe trattarsi di un numero scritto a sé e solo in un secondo momento inserito nella continuity, tramite qualche piccolo particolare al posto giusto (trasloco di Peter, gravidanza di Susan, Dark Mother in principio e fine). Mica tutti gli episodi potevano essere scritti da Macchetto, ovviamente. Tuttavia si richiederebbe una pianificazione e una maggior attenzione, tanto per non far sembrare troppo strampalati e poco credibili gli eventi.
Pausa, si diceva. Una pausa che però porta una piccola cosetta che da tempo si chiedeva alla serie: lo sblocco del limbo temporale. Sono arrivate finalmente le seconde vacanze della storia di Witch che suggellano la fine dell'ipotetica macrostagione durante il cui anno scolastico, a rigor di logica dovrebbero aver avuto luogo le serie dalla seconda alla sesta. Ma ovviamente non facciamoci troppe illusioni, visto che il senso di questo sblocco sarà al massimo l'inaugurazione di uno scorrere del tempo simile a quello Disney o dei Peanuts, dove le stagioni si susseguono come nella realtà e i protagonisti tengono memoria degli anni che passano, senza tuttavia aggiornare la propria età.
Passando invece alla storia in sé, e giudicandola indipendentemente dal suo ruolo, non si rimane delusi. Le ragazze vanno in vacanza, ognuna portando avanti una propria sottotrama, con la storia che passa da una situazione all'altra con disinvoltura, facendo assomigliare il numero a uno speciale estivo. In apertura una bella tavola, che "spoilera" circolarmente e in modo enigmatico gli esiti delle varie sottotrame, riunendole sotto un'unica tematica, quella della notte di San Lorenzo, che assume un diverso significato per ognuna delle ragazze. Niente male come idea, anche se qua e là ci sarebbero state da limare alcune cosette, e nonostante Ferrari non si dimostri proprio un drago con le questioni più tecnicamente genealogiche (il Vandom Tour, i due Vandom anzi tre, e gli altri continui e insistenti riferimenti ad un cognome che, per ovvi motivi, in casa sua porta e porterà soltanto Will).
E a parte la detestabile e superficialotta vacanza di Irma e Hay Lin, le altre vacanze non sono certo da buttare, e si inseriscono perfettamente nello stile quotidiano del Witch pipposo, che un tempo tanto biasimavamo, ma per cui avevamo iniziato a provare nostalgia dopo il restyling superficialoide della sesta serie. Passando a Witch on Stage invece, dopo Will soggettista, tocca a Irma sceneggiatrice in Il  Copione (Radice/Turconi) in cui la Tere ha modo di dire la sua sulla sua stessa professione. Anche qui, toni molto leggeri, ma la struttura continuativa del tutto rende la miniserie più gradevole di quelle tremende boiate dell'anno scorso con le Witch allupate al mare o intente a truccarsi. Insomma, Witch è sempre Witch e se fa due passi avanti ne fa poi uno indietro, ma è la routine e l'importante è che alla fine come minimo il valore +1 ci rimanga in mano. Cosa che in questa settima serie sta miracolosamente accadendo.

da La Tana del Sollazzo
#19
Altolà, fermi tutti! E' uscito Pirati dei Caraibi – Ai Confini del Mondo (Ambrosio/Rigano). Ormai lo si dava per disperso, e sembrava che la serie di trasposizioni fumettate della serie cinematografica dovesse fermarsi all'unico albo tratto dal secondo film, e invece no, ecco qua il terzo. Ora sarebbe cosa carina aspettarsi anche il primo capitolo, ma ovviamente si parla della Disney, quindi meglio abbandonare le speranze di logica collezionistica e godersi ciò che invece abbiamo tra le mani, e cioè un maxialbo di 48 tavole che a 3.30 € offre alcune fra le cose più spettacolose mai uscite dalla mano di Rigano. Per quanto riguarda Ambrosio è invece la didascalia a farla da padrone, che pedissequamente spiega la maggior parte dei passaggi narrativi, necessari alla comprensione di una storia altrimenti irraccontabile. Perchè stavolta no, non me la sento di dare addosso ad Ambrosio: se l'abuso didascalico nel precedente adattamento era riprovevole e biasimabile qui non vedo  altri modi per riuscire a spiegare cose che anche nel film si faticava a capire.  Le imponenti e spettacolari vignettone vanno il loro lavoro per non dare dubbi e spiegare alla perfezione quanto accade, ma stavolta il lavoro più gramo è toccato proprio ad Ambrosio e una simile mole di didascalie si sarebbe potuta evitare solo ed esclusivamente se al progetto avessero dedicato qualcosa come tre albi a film. E invece no, la Disney anziché bissare il progetto Atlantis, ha preferito varare la testaa di Pirati dedicata ai poppanti. Ma pazienza, il mio consiglio è quello di comprare ad occhi chiusi l'albo in questione, che sebbene presenti un Rigano più sporco e ruvido del precedente è un gran bel lavorone che mostra – oh cosa sublime! – cosa sarebbe stato il ciclo Pirati dei Caribi se fosse stato progettato in animazione.
#20
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #75: Com'Eri, Ora Sei
Martedì 5 Giu 2007, 13:14:22

Qualcosa di nuovo bolle in pentola. No, non è un nuovo packaging, che resta uguale, nè, a quanto pare le intenzioni della Di Lisio che nell'editoriale pensa bene di equilibrare la notizia della partenza di due serie a fumetti con la dichiarazione che Witch è moda.
La prima novità è di natura strutturale: 54 tavole in luogo della sessantina che ricordavamo. In compenso la storia breve subisce una completa rivoluzione: viene portata a 12 tavole, serializzata e, pur occupandosi di Real Life, direttamente collegata agli eventi della storia lunga, di cui costituisce una sorta di antefatto. Da leggere prima, quindi. La serie di brevi si intitola Jensen Dance Academy Presents: Witch on Stage e l'episodio in questione, Un'Accademia Speciale (di cui si ignorano i credits) funge da mero pretesto per presentarci la struttura dell'edificio. Le novità non finiscono qui, ce ne sono di insignificanti: niente più Welcome a tagliare in due la storia lunga, che è finalmente diventata indivisibile, pagina riassuntiva portata a due facciate, ma anche di ben più importanti. Senza dubbio quella che ci interessa di più è l'esordio al soggetto e alla sceneggiatura di un autore che già si era fatto notare per l'ottimo speciale natalizio, nonchè per i suoi storici trascorsi Pknaici: trattasi di Augusto Macchetto.
Con Macchetto alla guida del ciclo, alternato presumibilmente a Bruno Enna, la media qualitativa di questa serie potrebbe mantenersi assai alta, e l'alternarsi tra i due pezzi da novanta dovrebbe mettere i colleghi più giovani in una condizione di emulazione, si spera. Macchetto ha classe, senza ombra di dubbio, e lo si nota già dal titolo Com'Eri, Ora Sei (Macchetto/Dalena-Razzi), diverso dal solito, e dalla struttura stessa della lunga, i cui eventi sono scanditi dal progressivo addentrarsi di una volpe all'interno di una grotta dove solo al termine della storia scopriremo esserci la tana della Dark Mother, nuovo e suggestivo antagonista di questo ciclo. Ciclo che fin da subito si propone come una massiccia scossa al mondo delle Witch, che nell'ultima saga si era assestato ormai nella più banale delle routine. Qui invece non si perde certo tempo, e nel giro di un solo episodio assistiamo alla contaminazione e successiva schermatura di Kandrakar, al ritorno di una manciata di vecchi personaggi tra cui Elyon, Ari ed Endarno (che una vignetta suggerisce essersene tornato a Basiliade a sovraneggiare), alla comparsa della gigantesca Nayla, guardiana dei poteri (con tanti saluti alle stille e a Luba), alla trasformazione dell'Oracolo in dittatore incazzoso (con tanti saluti al triumvirato) e al passaggio al lato oscuro di Matt (con tanti saluti a Will). Macchetto sembra averci proprio preso gusto a sconvolgere il mondo di witch, e infatti mica si ferma qua ma si occupa di stravolgere pure la real life: ecco quindi Susan incinta di Dean, la Jensen Academy in mano ad una dispotica coordinatrice, e la Ye Olde Book Shop in mano ad una manager modernista intenzionata a trasformarla in un luogo cool & trendy (rotfl, critica redazionale interna?). Insomma, una bella rivoluzione, che non risparmia neanche le stesse Witch, private dei poteri e con all'interno una potenziale traditrice (Cornelia) che sembra non voler assolutamente tornare quella di prima. E intanto come niente ecco che nel post-lettura rimangono misteri e interrogativi (Cosa vuole la Dark Mother? Cosa è successo a Matt? E' un provvedimento "sano" quello dell'Oracolo?) che si spera verranno presto svelati. E questo non succedeva da tempo immemore. Splash page finale a effetto e una promessa, che spero non verrà infranta, che questa promettente saga giunga a promettenti sviluppi.

da La Tana del Sollazzo
#21
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #74: Il Cuore della Fine
Sabato 12 Mag 2007, 12:57:05

No, non ho smesso. Mio malgrado sono un tipo che nelle cose ama resistere arrivando fino in fondo anche quando il fondo non c'è. Se ho aspettato mezzo mese per procurarmi Il Cuore della Fine (Ferrari/Turconi) è perchè al momento avevo per la testa ben altro. Ma poi giunge inevitabilmente il momento di Witch e di consumare la solita incazzatura mensile. Che inizia dalla copertina, che ormai non vuole neanche aver niente a che fare con la vera natura della testata, come se si vergognasse di essere, malgrado tutto, un fumetto. Se prima il disegno non c'entrava un cavolo col contenuto adesso diventa addirittura inerente alle rubriche e alle scrittine che cospargono la copertina.
Ma incazzarsi per queste cose è oramai passato di moda, e si ha invece molta più ragione ad andare direttamente a far le pulci alla storia. Che si conferma come il degno finale della Saga più sconclusionata di tutti i tempi. Intendiamoci, non che sia la storia in sè ad essere chissà quanto pessima, è pur sempre un numero che se fosse venuto mesi fa avremmo giudicato medioaltino. E' che la saga era finita il mese scorso. Enna aveva confezionato un finale coi controfiocchi che riusciva a dare una spruzzatina di senso all'insieme e a promettere ritorni in un futuro lontano. Futuro che in barba a qualsivoglia nozione di ritmo e buon senso arriva ora. Quindi ecco rimessa in piedi Tecla, subito tornata a tessere luttuose trame, ed ecco tornare Folkner, che si rivela essere il vero cattivo della saga, scelta stupida che rovina anche quel poco di interessante che il personaggio aveva. Se anche all'inizio poteva sembrare che il gesto di Folkner fosse dettato da una sorta di follia ossessiva per l'oggetto della sua caccia, ecco che qui la cosa viene appiattita, e se anche solo ci si era azzardati a ipotizzare un ruolo poco ordinario per questo personaggio ecco che qui lo si vede essere nient'altro che il capo dei Ragorlang, intenzionato a conquistare il mondo. E la sensazione di essere stati presi ingiro e di aver avuto un falso risveglio è potente.
Mettendo da parte il fatto che questo numero non dovrebbe neanche esistere, vediamo di analizzarlo slegato dal suo contesto. E in quest'ottica va detto che ci sono cose carine alternate a cose tremendamente ingenue. Sembra di essere sulle montagne russe, da tanti alti e bassi ha il numero: parte con l'idea carina dei pezzi di puzzle e si perde con il solito concerto di Karmilla, "evento" del tutto inadeguato per un finale di saga. Carino il siparietto con Dean Collins, carina pure la scenetta con We nel mondo dei pastelli e carino l'orso Peter ma completamente sconclusionata la struttura complessiva, ingenua banale e già vista. Carina la casa di Folkner con le scale di Escher, carino il Ragorland gigante, terribilmente stupido lo svolgimento del combattimento, nonchè l'esito con la vaccata delle luci e delle ombre, che senso non ne ha. Inutile la redenzione di Tecla, non andava già bene l'esito della sua vicenda che c'era nel numero scorso? Incomprensibile la sorte di Folkner, liquidata in fretta e furia, nonchè il ruolo dell'ombretta dentro il Cuore di Kandrakar. L'altalena non risparmia i siparietti amorosi: molto buono quello tra Cornelia e Peter che finalmente dopo SETTANTAQUATTRO NUMERI si mettono insieme, e assurdamente sconclusionato quello tra Will e Matt, con lui che non la caga per tutto il numero salvo poi spuntare in versione Bee Hive, e tutto è accomodato. Poi c'è Fashion Show (Arrighini/Dalena), la sciocca breve. Insomma un numero che genera sentimenti contrastanti per certi versi disgustando e per altri appagando, e in questo la parte del leone la fanno Turconi e Dalena che, mi spiace molto per i loro detrattori, sanno dare a quei cinque fantocci scemi un'espressività che pochi altri autori sono riusciti a conferire.
Vabbè, anche questo numero è passato, e si è portato via la sesta saga, nonchè la De Poli che d'ora in poi si occuperà di Topolino. Ci si sente il mese prossimo, sempre che nel frattempo non abbia abiurato i miei principi e non abbia smesso di leggere questo spettro di fumetto.

da La Tana del Sollazzo
#22
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #73: Il Battito Nero
Martedì 10 Apr 2007, 23:46:48

Il Battito Nero (Enna/Dalena-Razzi) è una bellissima storia, e forse il miglior modo per concludere la saga dei Ragorlang. Anzi a dire il vero una simile saga caratterizzata dallo sbando totale di ogni valore witchico neanche se lo meriterebbe un finale così. E invece no, a volte un libro non lo si giudica dalla copertina. Perchè, per quanto il resto sia la solita zuppa (anzi no, ho abbastanza gradito l'editoriale della nostra neodirettrice di Topolino, nonchè il riferimento al Wii nelle pagine pubblicitarie), l'albo dimostra di avere un Cuore, e più Enniano che mai. E' addirittura commovente vedere come Bruno Enna, nel giro di due tavole (più precisamente pp 36-37) riesca con una deliziosa trovata di concatenamento di pensieri a dare una parvenza di senso alle scemate successe negli ultimi venti numeri. Ecco quindi Cornelia inventarsi dei MOTIVI per cui non sta concludendo nulla con Peter, Taranee ricordarsi di Luke e Sheila, e più in generale le Witch comportarsi in maniera coerente coi loro personaggi. Si nota l'impegno di Enna per riportare una certa dignità letteraria in un fumetto che ormai si pensava completamente sputtanato, e l'effetto si vede: le cose ricominciano ad acquistare un significato, pure il mio continuare a comprare Witch. Ma più in generale viene lavata via quella patina di leggerezza che dopo la fusione con Welcome era stata imposta dall'alto, quindi niente comportamenti superfelici e superficiali, niente We, niente gag che cercano di far ridere, niente trovate che cercano di stereotipare e immobilizzare il più possibile il prodotto. Una buona dose di colpi di scena finali invece, un cliffhanger e finalmente uno straccio di logica di combattimento che non si vedeva da tempo immemore. E se a questo aggiungiamo i disegni bellissimi di Dalena e della Razzi, otteniamo ciò che Witch non è da troppo tempo: un bel fumetto.
Forse volendo Witch potrebbe anche ritrovare un suo perchè. Ma le speranze vengono subito infrante quando si arriva alla breve, Amiche X Sport (Gianatti/Leoni) in cui si ricade in piena leggerezza. Witch deve decidere da che parte stare, e in fretta, perchè un prodotto come quello che è in edicola in questo mese è assolutamente in contraddizione con sè stesso. D'altra parte con una copertina raffigurante un Hay Lin indemoniata e questo spot sembra proprio che l'ufficio marketing abbia idee piuttosto diverse da quelle del caro Enna...

da La Tana del Sollazzo
#23
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #72: Il Raggio Verde
Martedì 6 Mar 2007, 15:21:38

Sì vabbè, ogni pretesa di serietà è venuta a cadere, quindi già che ci siamo ridiamone. Il Raggio Verde (Mulazzi/Vetro) segna il ritorno del disegnatore unico, anzi della disegnatrice, che tanto era brava una volta...ma che adesso fa proprio una magra figura. Che è successo? Ha disimparato a disegnare o molto più semplicemente non gliene frega niente di Witch? Poi, lol, c'era proprio bisogno di un altro numero autoconclusivo in una fase come questa, in cui c'è un fantoccio di storia che non prosegue da numeri e numeri? Allora forse era meglio che Tecla non la facessero comparire proprio in quel paio di vignette salvapparenze. La storia in sè poi è una comica (oltre che un plagio), con la città invasa da desideratori molesti e un We CATTIVO. Parliamo di continuity? Lol, la situazione sembra essere retrocessa a un paio di anni fa, ecco quindi di nuovo lo scomparso Tibor, ecco sparire il triumvirato, ed ecco Cornelia e Peter aver fatto dieci passi indietro dopo quei timidi passettini avanti che in settanta numeri erano stati diluiti. In appendice c'è una breve della Tere, Street Dance (Radice/Turconi) che quantomeno ha il pregio di avere un capo e una coda e, a differenza delle sue recenti gemelle, perlomeno non è DISEDUCATIVA. I disegni del consorte mi sembrano qui però parecchio sottotono rispetto alle recenti performance, e se vogliamo dirla tutta, la storiella era perfettamente leggibile anche senza quella ridondante didascalia che chiude il tutto. Ah, la copertina non ha senso alcuno, vabbè, anche questo mese è andata e almeno stavolta niente conati, il che è già qualcosa... Quando mai cesserà di soffrire questo povero fumetto?

da La Tana del Sollazzo
#24
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #71: Tracce di Paura
Domenica 11 Feb 2007, 18:31:22



When somebody loved me, everything was beautiful
Every hour we spent together, lives within my heart
And when she was sad, I was there to dry her tears
And when she was happy, so was i, when she loved me.

Through the summer and the fall, we had each other, that was all
Just she and I together, like it was meant to be
And when she was lonely, I was there to comfort her
And I knew that she loved me.

So the years went by, I stayed the same
And she began to drift away, I was left alone
Still I waited for the day, when she'd say "i will always love you."

Lonely and forgotten, never thought she'd look my way,
She smiled at me and held me, just like she used to do,
Like she loved me, when she loved me

When somebody loved me, everything was beautiful,
Every hour we spent together, lives within my heart
When she loved me.


da Toy Story 2.

Crescono, e non ci si può fare nulla. Puoi essere per loro un maestro, un migliore amico, un fratello maggiore o un primo amore, ma poi inevitabilmente crescono e si distaccano da te. E quando succede, vuoi per affezione, vuoi per quel pizzico di egoismo, ci si sta male. Poi ovviamente dipende, ci sono quelle che crescendo si rovinano, diventano mondane e superficialotte, ci sono quelle che invece imparano a pensare con la propria testa, cosa sacrosanta ma foriera di contrasti e litigi. In entrambi i casi il risultato è il progressivo abbandono, che può essere di te come persona, di ciò che tu un tempo rappresentavi, di una compagnia ma anche di un forum. E la cosa più atroce è che è giusto così.
Anche le Witch crescono. Ma non potendo farlo verticalmente, per questioni di marketing, lo fanno orizzontalmente. Sì, bè, in effetti a questo punto è sbagliato dire che crescono, è più appropriato dire che variano. Le Witch variano, quindi può capitare di aprire un numero e trovarle intente a TRUCCARSI, magari per andare a una FESTA e conoscere NUOVI RAGAZZI. Non sono più le ragazze acqua e sapone di una volta, adesso sono pronte per lanciarsi in società, magari sbagliando le dosi e ritrovandosi le facce invase da rossetti e fard troppo evidenti. E quando questo diventa il tema di un'intera breve, come nel caso di Il Trucco C'è...(Ma Non Si Vede!) (Gianatti/Leoni), capisci che è cambiato qualcosa. Che cosa è meglio non specificarlo, ma dovendo scegliere preferirei mettere in castigo le cinque squinzie piuttosto che l'intera generazione a cui il fumetto è ormai rivolto.
Ma c'è poco da fare, può darsi che sia io irrimediabilmente bacchettone, frustrato e quant'altro, e molto probabilmente è così. Quindi mi chiedo se l'inserimento di questo nuovo belloccione che ronza intorno a Will fosse proprio necessario. Nella storia principale, Tracce di Paura (Ferrari/Panniello-Melaranci) esordisce infatti Neil, l'ennesimo rimpiazzo. Solo che stavolta è il rimpiazzo di Matt, l'ormai iconico filarino che si trascina tra alti e bassi sin dal primo numero. E quel che è peggio è che lo stesso Matt, via mail, approva che Will frequenti nuovi giri. E' il crepuscolo degli Dei. Ma vabbè, dovendoci invece rifugiare nelle certezze, e quindi nella storia principale possiamo felicemente constatare che il numero in questione non delude. Certo, non delude nei limiti di ciò che è questa saga, ma perlomeno si fa leggere abbastanza bene. La figura di Folkner finalmente emerge ma per quanto il suo ruolo fosse prevedibilissimo si poteva evitare di spoilerarlo a mezzo mondo mettendo la scheda del personaggio subito prima della storia. Ma critiche a parte, l'esordio di Ferrari in una storia lunga è pregevolissimo, e non sono niente male neanche i disegni. I personaggi sono espressivi, cosa sempre più rara, e le cadute di tono quasi inesistenti. Certo, se si sapesse a chi attribuirne il merito saremmo tutti più contenti. Di certo è del vilipeso Zanon il merito di un copertina dal concept pietoso ma in cui figura una Cornelia dolcissima. Vabbè, anche per questo mese è andata, e io non mi sono neanche lamentato di We. E' proprio vero, tutto muta, non c'è più religione, non producono neanche più i sofficini al kiwi. Sigh.

da La Tana del Sollazzo
#25
Speciale Lucca
W.i.t.c.h. Speciale: Caleb & Elyon - Due Destini

Niente male, davvero niente male. Lo speciale in questione, il secondo della nuova era dopo quello sui mondiali, si conferma come uno dei numeri migliori mai letti. E a quanto pare questa storia ha avuto una genesi complessa: nato da una proposta di Paola Mulazzi e Gianluca Panniello e passato attraverso varie traversie, è da poco tempo approdato a Lucca in anteprima assoluta. Pare che per poterlo leggere i comuni mortali dovranno aspettare la primavera 2007, ma ne varrà la pena.
Ora non eccitiamoci troppo però, che poi si rischia sempre di rimanere delusi. Caleb & Elyion - Due Destini (Mulazzi/Panniello) non è che un BEL numero di Witch, uno Witch come-dovrebbe-essere. Si parte dalla copertina che è INERENTE al contenuto, si prosegue col titolo che è PRESENTE in copertina. Ah poi c'è il piccolo particolare della copertina doppia che doppia non è: insomma a prima vista sembrerebbe un PKNA o un MM con la quarta di copertina che prosegue il disegno. Solo in un secondo momento ci si accorge che così non è ma che la quarta non fa che ripresentare lo sfondo del disegno di copertina privo dei personaggi in primo piano. Vabbè insomma, poteva essere sistemato. Ma non eccediamo in critiche, non quando davanti ci troviamo un prodotto che ha una vaga pretesa di autorialità. L'editoriale infatti è attinente alla storia, i credits occupano una pagina intera. Subito dopo la storia partono i contenuti extra, con sette pagine di making of, bozzetti e quant'altro. Insomma 'na pacchia, per chi è ormai assuefatto alle fufforubriche di Welcome.
Ma veniamo alla storia, che non è affatto male neanche quella. Tanto per cominciare ci sono i colori!! Niente tonalità biancastre-rosate-tenui che ormai non sopporta più nessuno, qui c'è ATMOSFERA. La storia altro non è che un'avventura di Caleb, impegnato a salvare il metamondo dall'apparizione di una nube nera errante che ogni venti anni porta il terrore a Meridian. La sua avventura dentro la nube è visionaria, e interessante. Compare anche Elyon, come da titolo, anche se più che altro nel ruolo di principessa morente da salvare *Zelda*. I sentimenti sono lasciati sullo sfondo ma fanno capolino quel tanto che basta per giustificare il titolo, e persino le Witch riescono ad apparire, anche se, graficamente parlando, non certo in forma smagliante.
Per il resto veramente niente da dire, una bella storiellina con dei buoni disegni (specie il Caleb muscoloso). Rimane da chiedersi per quale strafottutissimo motivo abbiamo rimpiazzato il caro vecchio Vathek con quella specie di Jack Sparrow. Capisco che ora come ora il simpatico mascalzone, l'amico sopra le righe ma fondamentalmente leale, vada di moda, ma mi è sembrato un peccato eliminare il gigante blu dal cast.
Ma non rompiamo troppo le palle. Witch così, a mio parere, va più che bene. Speriamo che questo speciale venga preso a modello in futuro. Se non altro perchè ricorda non poco la cara vecchia prima saga.

da La Tana del Sollazzo
#26
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #68: Il Lato Oscuro
Sabato 11 Nov 2006, 15:39:14
Speciale Lucca
W.i.t.c.h. #68: Il Lato Oscuro

A quanto pare hanno finalmente utilizzato la copertina che usano nel sito come preview di default. E adesso come faranno? Saranno costretti a cambiarla. Fattostà che preferivo di gran lungo che la utilizzassero in quel modo anzichè schiaffarla come copertina effettiva di un numero. Cioè già in sè il concept è terrificante (le Witch + We), aggiungiamo le tonnellate di scrittine spazzatura e il giramento di palle è assicurato. E vabbè lo so che siamo fuori target noi, che le bimbe che chiedevano il poster al ministand di Witch di queste cose se ne fregano, anzi le apprezzano, e che se non ci piace Witch non dovremmo comprarlo più. Rimane il fatto che umanamente parlando io non credo che fosse impossibile ritagliare un briciolo di spazio per il titolo. In fondo prima ancora che Welcome è Witch che state vendendo. Spero sia solo una fase, e una volta cessata l'onda della fusione si ritorni più o meno come prima. Non che del titolo me ne freghi poi così tanto, ma suvvia, è una questione di principio. Una nota positiva nelle rubriche c'è, ed è rappresentata dalla scheda su Tecla, una doppiopagina coi disegni della Vetro, che ci ricorda che dopotutto qualcosa è ancora rimasto.
Ma veniamo a Il Lato Oscuro (Enna/Leoni-Catalano). Un'altra storia in continuity. Ma se ne faceva anche a meno a questo punto, non che sia brutta ma mediocre sì. Pare che anche ad Enna oramai di Witch freghi poco, altrimenti non si spiegherebbe il riassuntino retorico che apre il tutto e l'inutile scenetta Kader/We che segue. Per carità ci sono pure cose molto buone, come le scenette a casa di Cornelia, sempre molto spontanee, o il ritorno di Uriah con tanto di famiglia al seguito. Peccato che con questa storia dei finti ragorlang e delle spillette che tolgono la cattiveria, il tutto si riduca a un macchiettume senza la minima evoluzione. Sembra di vedere un episodio animato dei Puffi (non nomino il fumetto che è invece sublime): Gargamella diventa buono per un episodio ma poi alla fine torna normale. Ma a quanto pare sono questi i nuovi dettami: non dev'esserci evoluzione. La situazione deve per forza congelarsi in uno standard e qualsiasi variazione deve poi annullarsi per far tornare tutto come prima a fine storia. Ecco spiegata la sparizione dei fidanzatini, troppo scomodi come personaggi. Non si spiega però il congedo di Erin e Kader, visto che spariscono dopo due numeri ed erano stati introdotti proprio durante questo new deal. Non si capisce neanche bene dove sia posizionato il loro mondo, visto che prima si definiscono erranti, poi provvisoriamente terrestri, e infine tolgono le tende affermando di tornare nel proprio mondo (quale?). Di buono c'è una battaglia finale con una parvenza di soluzione originale. La tanto sbandierata fisica di Will regge quel tanto che basta per concludere in modo dignitoso un numero dignitoso ma che non fa nulla per scrollarsi di dosso la brutta nomea che ha preso Witch.
Poi c'è la breve. A Colpi di Danza (Ferrari/Gula) segue in superficialità le sue gemelle senza discostarsene troppo. Ma in fin dei conti sono storie brevi, quindi non me ne preoccuperei granchè. C'è piuttosto da preoccuparsi della malattia di cui queste brevi sono sintomo: anche solo il fatto che sia possibile inserire a fine numero storie del genere è indice della situazione di stabilità imposta dall'alto. Ma non critichiamo troppo sennò la De Poli l'anno prossimo a Lucca mi insegue col machete. Piuttosto un plauso ai credits che finalmente mostrano il nome dello sceneggiatore. Nota: ci sono due battute metafumettistiche, una novità per quanto riguarda Witch.
Vabbè anche questo mese è passat...UN MOMENTO! la questione calendario! Cioè ma com'è possibile? Solitamente ogni giornale ha il buon gusto di uscire in duplice versione, con sovrapprezzo o meno, lo fa Topolino, lo fa Sorrisi e Canzoni. Non è per fare lo spilorcio, un euro in più non mi pesa, ma visto che tanto si parla di target, immagino che a una bimbetta che si va a comprare il suo Witch mensile, la cosa possa scocciare alquanto. A me scoccia per altri motivi e cioè che a Lucca, ignaro del fatto che mi sarebbe obbligatoriamente stato propinato anche nel numero regolare, l'ho comprato di mia sponte insieme allo Speciale. Sì insomma, un po' truffato mi sento, sono piccole cose però danno fastidio.
E già che ci siamo! Cioè lo stand Disney è una pacchia, d'accordo. E' stata a lungo la nostra base (specie quella di Sarky -_-) ma per quale maledettissimo motivo al bancone si vendevano sì e no due prodotti? Speed Loop e lo Speciale Witch. Cioè proprio nei giorni di fiera in cui anche il numero regolare usciva nelle edicole sarebbe stata cosa carina e marketing-compatibile farlo trovare pure allo stand. E invece no.
Critiche, sempre critiche, questi pker insoddisfatti sembrano vecchie zitelle...

da La Tana del Sollazzo
#27
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #70: Silenzio Stampa
Mercoledì 24 Gen 2007, 15:20:54

Rotfl siamo giunti al SETTANTESIMO numero di Witch, e ci siamo giunti con le ossa rotte. Lol la De Poli che nell'editoriale parla di Vanity Fair, e ancora più lol le rubriche che dicono che il 2007 sarà l'anno della moda su Witch, coi dietro le quinte delle sfilate e le anticipazioni delle nuove tendenze. Il bollino in copertina con "Vorresti Fare la Miss?". Insomma, Witch è diventato DISEDUCATIVO. Però ammetto di aver pensato abbastanza bene di Silenzio Stampa (Gianatti-Arrighini/Zanon-Baldoni-Catalano) fino a che non sono giunto a metà. E ho capito che forse i disegni hanno un ruolo un pelino più importante di quel che credessi. Questo perchè la storiella in questione per quanto sia appunto una robetta all'acqua di rose incentrata sui PETTEGOLEZZI DEL GIORNALINO SCOLASTICO, per tutta la prima metà si fa leggere abbastanza. Per quanto tutto questo sia ridicolo nel complesso è leggibile, e acquista pure una spruzzatina di interesse quando le bitch prendono a indagare sull'OCULISTA OCCULTISTA. Peccato che la seconda parte sia veramente disegnata col deretano, e la sceneggiatura stessa contribuisca a mandare tutto bellamente in vacca. Seriamente, non so chi sia il responsabile di certi obbrobri che ho visto, però se lo facevano con Strip Generator veniva meglio a questo punto. Ma poi. lol. La storia di questa sesta serie praticamente è inesistente, e la volta buona che stava minimamente proseguendo, viene interrotta di colpo e si passa alle Grumper e al loro concorso di bellezza. Hanno rovinato un numero che poteva anche essere leggibile. Ma c'è di meglio! Lo Dicono le Stelle (Camerini/Catalano), otto tavole in cui le bitch chiacchierano leggendo l'oroscopo sbavando dietro a tutti i fighi della scuola. Rotfl, quando si dice out-of-character. La breve in questione poi non ha neanche una trama. E vogliamo parlare della copertina? No, dai, che poi mi piglio del criticone, intanto prendiamo di buono quello che Witch ci ha saputo offrire questo mese e cioè LA rivelazione: WE PARLA!

da La Tana del Sollazzo
#28
Credo di aver capito cosa sta succedendo. Gli autori sono stufi e Witch è logoro, e allora ecco che per poter essere innovativi, per sentirsi soddisfatti corrono tutti a rifugiarsi tra le pagine degli speciali, dove possono sentirsi liberi di raccontare storie belle, con trasporto, e senza preoccuparsi troppo di dover fare un brutto fumetto per esigenze di marketing. Ne Il Natale Ritrovato (Macchetto/Dalena-Razzi), terzo speciale del 2006, non troveremo We, non troveremo Welcome, non troveremo realtà troppo finte per essere credibili o troppo artefatte per non essere ridicole. Troveremo Augusto Macchetto e la sua storia, che è anche una fiaba. Una fiaba di Natale, per la precisione.
E prima che si inizi a sbuffare pensando alla stucchevole melensaggine del tutto, proviamo a ricordare i piccoli frammenti di poesia che Augusto negli ultimi tempi ha saputo disseminare tra le pagine del Topo. Perchè qui ci sono tutti.
Ci voleva quindi Macchetto, colui che ha trasformato da demenziale a profondo il ciclo di Topet, per restituire a Witch quella dimensione umana che sembrava mancare da troppo tempo. Perchè questo non è un uno speciale, ma un numero di Witch in stile vecchi tempi, un delizioso anacronismo editoriale. E lo è dalla copertina, che reca il titolo della storia. Nello speciale sì, e nel numero regolare no, riflettiamoci per cortesia. L'albo è poco più alto di un normale numero di Witch, e non è ben chiaro il motivo di tale scelta. Certo è che le tavole della storia, belle grandi, ci guadagnano non poco. La storia conta 42 tavole, non racconta chissà quale avventura, ma sa scaldare il cuore a sufficienza. La natura del nemico, le sue origini vengono spiegate in modo molto sommario, perchè quel che conta è altro, i dialoghi, le pose, la credibilità dei personaggi. Personaggi che sia graficamente che caratterialmente sembrano essere tornati quelli di un tempo e non più le superficialotte ragazze okkei del mensile. E ad ottenere questo aiutano non poco i disegni, davvero belli. Certo, sono a quattro mani, ma questa volta niente pastone stilistico, perchè la mirabolante Razzi e il sublime Dalena riescono a infondere nei personaggi un'espressività da manuale, che si sposa benissimo con la sceneggiatura macchettiana.
Per quanto riguarda il resto delle specifiche dell'albo, non molto altro da segnalare, solo l'oroscopo 2007 con We in versione supereroistica per ogni mese, che troppo fastidio non dà. E cmq il prezzo, 2.90 €, non è niente male considerati i salassi che per storie nettamente peggiori ci sono stati negli speciali passati.
Insomma, un acquisto veramente buono, continuare così, please. Ma sul mensile.

da La Tana del Sollazzo
#29
Testate Speciali / PKNA #19: Zero Assoluto
Domenica 24 Dic 2006, 03:43:21

E due. Tre le navi partite da Xerba con gli ipotetici superstiti, e adesso dopo la scoperta della Xabra in Spore, tocca all'Antra. Zero Assoluto (Faraci/Pastrovicchio) ha uno strano modo di portare avanti il filone spaziale: i suoi principali protagonisti sono assenti. Gli evroniani vengono soltanto nominati, Xadhoom compare solo in flashback. Al loro posto troviamo invece due personaggi presi di peso dalla trama cronodimensionale, ad indicare la commistione di trame, ambientazioni e personaggi che era PKNA. Si forma quindi un terzetto di astronauti diretti verso Saturno, costituito da Paperinik, Lyla e Urk. Proprio quell'Urk così sottoutilizzato da non essere più apparso dopo il suo omonimo numero. Faraci in fin dei conti è su di lui che focalizza l'attenzione, cogliendo l'occasione per mostrare, alla maniera di Lost, un episodio del suo passato frammentandolo in microflashback che vanno a intersecarsi con la storia principale. La nostalgia di Urk per casa sua e per il suo ruolo, c'entrano ben poco infatti con la storia in questione, ma accentuano quel feeling da pesce fuor d'acqua che è caratteristica del personaggio. Il resto della storia è una lunga e silenziosa lotta contro un robottone messo dagli xerbiani a guardia della nave, un presagio del Faraci d'azione che sarebbe arrivato di lì a poco? Quel che è certo è che la storia, anche se bizzarra, ha una sua atmosfera, sottolineata dai piacevoli disegni di Pastrovicchio. Il Pastro inizia già qui il suo processo che lo porterà a irrigidire sempre di più le sue figure femminili, ma ci dona anche ottime espressioni per Pk, e soprattutto un probabilissimo omaggio a Faraci, visto che uno degli astronauti da salvare gli somiglia terribilmente. Rimane solo una navicella da trovare, solo allora Xadhoom avrà il temuto responso sul destino del suo popolo.
E dopo la gitarella su Saturno tocca al secondo episodio della miniserie Starring the Great Burton La Valle, l'esilarante Questa Calma non mi Piace (Salvagnini/Mottura), che riscatta non poco la serie dopo la prima poco convincente performance. E lo fa ironizzando sulle inesattezze storiche nel cinema Western e sugli sterotipi del genere.

Next: Mekkano. L'Enna poetico.

da La Tana del Sollazzo
#30
Testate Speciali / W.i.t.c.h. #69: Oltre i Confini
Mercoledì 6 Dic 2006, 15:33:39

A me le favolette disimpegnate della Radice piacciono. Nel deserto di fuffa che è oggi Witch, gradisco non poco le oasi radiciane, proprio perchè semplici, meno pretenziose e più vere. Witch potrebbe (anzi, poteva) essere un tipo di fumetto e invece prima è stato un discreto fantasy, poi si è trasformato in baby beautyful e infine nel fumetto sprint & yeah che vediamo oggi. Allo stato attuale delle cose la qualità della trama non è che paghi molto perchè te la stoppano, te la modificano e ti torturano se non infili We, e allora piuttosto che grandi avventure scritte da cani (cosa che nelle ultime due saghe è stata fatta) tanto vale specializzarsi in storielle di questo tipo, che riescono decisamente meglio. Tra una Radice minimalista e un Enna infiacchito scelgo la Radice, e ad occhi chiusi. Oltre i Confini (Radice/Turconi) poi è un numero assai significativo perchè vede al lavoro una coppia di autori...che è una coppia sul serio! E mai prima d'ora avevo visto i due lavorare veramente insieme, cosa che oltre a creare un gradevole precedente, infrange l'odiosissima regola dei numeri a mille mani. Qui lo stile c'è, è unico ed è quello di Turconi, per la prima volta in un numero regolare dopo le sue partecipazioni straordinarie nelle brevi e nello speciale (e questo è un altro primato del numero). Va premesso che non è lo stesso Turconi libero dello Speciale Mondiali, ma un Turconi meno turconico, più contenuto, più "mediato" dallo stile generale del fumetto, però è Turconi e si sente nelle espressioni, nella mimica e nella sensazione di freschezza e spontaneità dei personaggi data anche dal letterale affiatamento con la sceneggiatrice.
Ma veniamo alla trama che è "aiutiamo Martin a diventare capoclasse". Troppo poco? Risibile? Fiappa? Bè, è una commediola adolescenziale, un day by day, uno sprazzo di realtà dopo numeri e numeri di plasticumi e roba da pp8. Non certo ciò che vorremmo, ma il massimo che attualmente Witch ci possa dare, e quindi ora come ora acquisisce un certo valore. In più la Radice è pure molto brava a ripescare situazioni finite nel dimenticatoio, come Will che parla con gli elettrodomestici. E questo pochi lo fanno. La trama magica non è dimenticata, ma è relegata a una serie di missioni/gag da poche pagine l'una, ambientate tra le dimensioni che le Witch si ritrovano a dover visitare per far da ambasciatrici. E questo, oltre a trasformare Witch in uno Star Trek contraddice il ruolo dell'Oracolo, che da osservatore qual'era pare esser diventato un amministratore impegnato a tenere a bada le province più esterne. Oltretutto dopo settanta numeri di Witch non si è ancora capito se i mondi alieni sono pianeti o altre dimensioni. Però tutto sommato sono scene gradevoli che oltre a citare (non si sa se coscientemente o meno) Endor, l'Isola di Pasqua, Clone Wars e Puffo Astronauta, ci permette di rivedere Ari e Maqui di Arkhanta, mostrando un'attenzione per la continuity che sembrava scomparsa. E questo mi ha fatto molto piacere. Mi ha fatto assai meno piacere invece vedere la piega che stanno prendendo le situazioni amorose. Certo, c'è il merito di averle ripescate dopo l'oblio da non-continuity in cui erano cadute qualche numero fa, però pare ormai che Luke sia il predestinato amore di Taranee, e Joel quello di Irma. Martin c'è, è il protagonista del numero ma è un contentino che gli viene dato, visto che cmq la cosa fa tanto "il mio caro e buffo amico". E la saga dei Ragorlang? Lol, credo sia la saga strutturata in modo più irrilevante di sempre, con situazioni al limite dell'autoconclusivo e del risibile. Fa bene la Tere a staccarsene appena possibile, anche se questo numero insiste nel voler riproporre il tormentone dell'oculista misterioso che da due numeri imperversa e che si prevede possa presto avere una funzione.
In appendice c'è ovviamente la breve, anzi LE brevi visto che stavolta c'è pure un autoconclusiva. E se Il Regalo Perfetto (Ferrari/Gula), per quanto l'elogio della banalità, si faccia leggere senza problemi per il suo gradevole uso dei personaggi (c'è pure una citazione a Stitch!), Conciato per le Feste (Arrighini/Zanon) è tutta su We, e quindi lascio immaginare.
Dimenticavo la copertina, piena di schifezze, ma non malaccio in sè, e l'annuncio dello Speciale Natale che dovrebbe contenere la storia Il Natale Ritrovato. Ora però un dubbio: questo florilegio di storie e temi natalizi potrebbe star per significare che il tempo si è leggermente sbloccato? Che la mezza stagione che ha caratterizzato le ultime cinque saghe è finalmente finita? Ah no, dimenticavo che pochi numeri fa le Witch erano in spiaggia. Bah.

da La Tana del Sollazzo