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Post - Ruhan

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Testate Speciali / Re:Nuove testate e Anteprime Disney - 2023
« il: Sabato 13 Gen 2024, 04:52:34 »
Dubito anche io che si fermeranno coi Topolibri. Pare che vadano benissimo in fatto di vendite e invoglino anche i lettori occasionali ad acquistare il settimanale.

Probabilmente, con il finire degli argomenti spendibili, vedremo (non per forza in quest'ordine) cose come: "L'irpef raccontata da Topolino", "La Caduta dell'URSS raccontata da Topolino", "Il Tuca Tuca raccontato da Topolino", "I Khmer Rossi raccontati da Topolino", "L'Empirismo Britannico raccontato da Topolino" e così via.

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Testate Speciali / Re:Nuove testate e Anteprime Disney - 2023
« il: Venerdì 12 Gen 2024, 23:32:39 »
Da questa live su Youtube abbiamo un'anteprima di Anteprima 389
Ma che simpatico quell'Enrico: appena inizia la fascia Disney la chiama "TopoMe*da" e comunque tutta la sezione disneyana viene passata velocemente anche da Ale che almeno sembra più interessato a questo genere di fumetto.
Però alla fine hanno entrambi fretta di passare alla Marvel. Mi era già capitato di seguirli e confermano la loro 'poca simpatia' (almeno da parte del tipo in alto) per topi e paperi. Sentimento ricambiato: a mai più rivederci.
A quanto pare, vivono in un mondo che non esiste più e che fa, ormai, sghignazzare: quello nel quale il fumetto, per essere serio, deve essere disegnato in stile realistico. Ancor meglio se "ammeriggano". Il resto? Roba di "serie c", per bambini.
Fanno (o meglio: FA) lo stesso — più avanti, nel video — con le anteprime manga.

Un mondo tumulato da anni e che nessuno (a parte qualche dinosauro che si ostina a non seguire i propri simili sulla santa via dell'estinzione...) prende più sul serio. Live buona per la sezione paleontologica del museo di scienze naturali.

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I Sondaggi / Re:La migliore variant di Topolino: FINALE
« il: Venerdì 12 Gen 2024, 23:10:01 »
Fantastica conclusione! In effetti, più che meritata questa parità di risultato. Chiaro. Ognuno aveva le proprie preferite e non è detto che siano arrivate in finale. Ad esempio, le mie preferite erano quelle di Celoni (3179; 3071), Casty (3217), Mottura (3094) e, infine, Camboni (Verdemare, appunto). Non potevano arrivarci tutte e sono stato fortunato dato che, almeno una di esse, è risultata — pari merito con quella di Cavazzano — vittoriosa!

Grazie a Paolo e a tutti!

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Testate Speciali / Re:Nuove testate e Anteprime Disney - 2023
« il: Venerdì 12 Gen 2024, 18:29:00 »
Sai canali social di TopolinoMagazine:

Copy: Tre storie classiche dell’epoca d’oro di Topolino, pubblicate a fine anni ’30 e firmate da grandi Maestri del fumetto Disney internazionale, in un prezioso volume vintage! All’interno tanti contenuti extra! Da marzo in fumetteria, libreria e su panini.it!


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Topolino / Re:Topolino 3555
« il: Venerdì 12 Gen 2024, 03:54:44 »
Al peggio non c'è mai fine!

Ma — per fortuna — la Redazione di Topolino ha preferito, questa settimana, non confermare questo detto.

Un numero (il 3555) che riesce ad essere meglio del precedente, anche se non brillante. Alle due storie posizionate ai suoi estremi, ne intervalla un paio senza pretese, dal tono puramente umoristico, ma che fanno il loro lavoro: essere delle gag organicamente costruite e non un blob di gag, come accaduto — lo scorso mercoledì — con la storia di Filo e Brigitta alle prese con i centravan... pardon... con i centrini della Tavola Rotonda.

"Il Corsaro"

Non una storia brillante.

Inizia benissimo. Non bene, ma proprio benissimo. I disegni e le chine di Ferracina e i colori di Virzì accompagnano, vignetta dopo vignetta (anche con vere e proprie splash page), la costruzione sapiente (bisogna riconoscerlo!) di un rapporto genitori/figlio burrascoso, fatto di aspettative non mantenute, di delusione genitoriale con cui fare i conti e senso di inadeguatezza da parte del discendente di una casata importante, ma — apparentemente — così dissonante rispetto alle sue inclinazioni.

Una dinamica ben costruita, anche perché le pretese dei genitori non appaiono assurde o stereotipate. Anzi. Sono assolutamente concrete. Condivisibili. Eppure, Stabile riesce a creare uno scambio di battute, scene e silenzi, in grado di catturare l'empatia del lettore. Si comprende il disagio del giovane Malcom. Si capisce come possa sentirsi, spaccato tra il voler essere un degno erede dei "de' Paperoni" e l'inseguire i suoi sogni.

L'autore riesce anche, senza citarla palesemente (cosa per la quale serve molta abilità!), a mostrare uno scontro tra la stagnazione del padre, fossilizzato sui risultati conseguiti dagli illustri antenati, e l'intrapendenza del figlio (non considerata tale dal genitore), il quale — proprio in questa voglia di rischiare — mostra la caratteristica principale che ha portato ai conseguimenti (anche finanziariamente concretissimi) sui quali il genitore si è seduto, quasi dimenticando che essi non sono piovuti dal cielo, ma sono stati, al contrario, generati da rischiose scommesse fatte dai 'de Paperoni del passato.
Insomma. L'apparentemente meno depaperonesco, in realtà, è colui il quale conserva maggiormente il reale nucleo caratteriale della propria casata, in modo fresco e vivo. Al contrario, il padre sembra aver perso il cuore del proprio cognome, sguazzando in una mortifera minestra riscaldata fatta di vecchie glorie, pronta ad esaurirsi come una pila ormai scarica.


Si diceva: inizia benissimo. E poi?
Sì, perché questa non è una storia scritta malissimo, intendiamoci. È semplicemente una storia che inizia in pompa magna, prosegue abbastanza bene con il primo evento che fa da motore per la trama (Malcom che viene accettato nell'equipaggio; cosa che accade con abbastanza naturalezza, senza forzature) e, poi, scorre — veloce veloce — verso la parola "fine", come su un nastro trasportatore. Si sente, ogni tanto, un "bip" — in sottofondo — che testimonia che tutto sta procedendo come deve, col minor sforzo possibile. Senza guai. E, in conclusione, ecco il prodotto finito e imballato.

Cerco di spiegarmi. L'inizio, come detto, va benissimo. Il proseguimento (tranne una forzatura di cui parleremo in seguito, per via del suo valore complessivo) va abbastanza bene: non è memorabile, ma fa il suo lavoro. Quando si trovano sulla nave, il ripensamento di Malcom è ottimo: credibile e in grado di donare umanità e normalità al Nostro.

Ma è il "dopo" il problema: c'è una città misteriosa da trovare? Bene. Trovata.. Nessun pericolo nel percorso. Poi?
Una popolazione ostile da convincere, dite? E che ci vuole? Fatto. Altro?
Ah. Un medaglione da trovare? Eccolo lì. In fondo, a sinistra. Chiudete la porta, quando avete concluso. Fate pure con calma eh...

Come dicevo: un nastro trasportatore.

Eppure ce n'era di carne sul fuoco! Possibili pericoli per mare; mostri marini; attacchi da parte di pirati; magari, nel tentativo di uscire dalla situazione (una ipotetica cattura della nave), Malcom poteva raccontare degli immensi tesori di Libertulla (forse, ispirata alla reale Repubblica di Nassau?) e attirarli — però — da tutt'altra parte, in una qualche trappola congegnata in itinere, prendendo tempo.
Spoiler: mostra
Oppure, si sarebbe potuto gestire in modo più burrascoso il rapporto con la popolazione locale, dato che risulta davvero poco credibile che il governo britannico invii una spedizione (stendiamo un velo di "sospensione d'incredulità" sui numeri dell'equipaggio...) retta da buonissime intenzioni, senza nessuna volontà predatoria.


Insomma. Erano molte le potenzialità narrative. Tutte annullate dal nastro trasportatore di una trama piatta. Ma perché così piatta?

Io ho una mia ipotesi. È solo un'ipotesi, sia chiaro o — se si preferisce — un sospetto. Questa storia sembra nata da un'idea iniziale ben precisa:
Spoiler: mostra
dare una fondazione, ancor più passata, al rapporto tra de' Paperoni e Famedoro. Sì. Ve ne siete accorti, vero? Un'altra volta Famedoro. Strano, eh? Non appare mai! Sì. Non proprio lui. Un parente. Ma siamo lì...
... Ed è questa la forzatura che mezionavo qualche paragrafo più sopra:
Spoiler: mostra
Smith/Famedoro che entra nell'equipaggio, così, a caso. Sorpassando tutti gli altri candidati, i quali paiono — semplicemente — sparire nelle vignette successive. Perché? Perché deve entrare nella ciurma.
Fine.

E come mai deve entrare a tutti i costi?

Beh, non è un caso che l'unico guizzo di trama lo si abbia con lo scontro tra Malcom e Smith. Sembra quasi che l'idea iniziale fosse quella e, poi, le si sia costruita attorno una trama abbastanza non burrascosa da essere in grado di tenere tutti i riflettori sulla battaglia tra gli antenati delle due casate. Ovvio che, allora, risultava necessario far salire entrambi sulla stessa nave. A tutti i costi. Da qui, la forzatura.

Parliamo dell'incontro/scontro tra i due. Convince? Ebbene, come detto, la trama è piatta. Non è la trama il forte di questa storia che genera aspettative di mistero e se le gioca nel giro di una tavola. No. Il forte di questa storia sono i rapporti personali. Certo, non memorabile e stereotipato il Capitano (peccato, perché il suo essere un agente di uno degli imperi più criminali della storia avrebbe fornito molto materiale per uno sviluppo in tal senso). Dimenticabili gli altri personaggi: la Nami in versione papera, il Sanji/Balù (con tanto di citazione del Libro della Giungla) e il Timoniere.

Ma Joe Smith — che, tanto per rimanere in tema One Piece, cita Rufy, autoproclamandosi futuro Re dei Corsari — è costruito bene. Quasi quanto Malcom. O meglio: proprio attraverso il rapporto con quest'ultimo.

Sì. Perché ad essere buona è, soprattutto, la relazione tra i due personaggi. Non incredibile, eh! Ma buona. Relativamente realistica. È nella costruzione dei rapporti/scontri che Stabile dà il suo meglio, facendosi perdonare — in parte — la trama non eccezionale (per certi versi, noiosa).

Certo. Il rapporto tra i due non è sviluppato in modo perfetto. Si poteva fare meglio. E dico in che senso:

Spoiler: mostra
l'Autore ci mette addosso, fin da subito, il sospetto che Smith possa essere un poco di buono. Questo non va bene. E non va bene, perché non dà il tempo di affezionarsi e fidarsi di Smith, abbastanza da sentirsi traditi, in seguito. Sarebbe stato buono fornirci le prime avvisaglie, solo sulla nave, dopo la scena della tentata fuga di Malcom, magari con una vignetta o due raffiguranti uno Smith intento a guardarsi intorno, con circospezione; invece, ci viene suggerito fin da subito, con battute e frasi stereotipate del tipo "sembra uno di cui potersi fidare!", messa lì a mo' di occhiolino per bambini poco svegli, per imprimere l'idea contraria in chi legge. E questo rende impossibile, nel momento di massima intesa tra Joe e Malcom (da soli, sul ponte), credere che essa sia sincera e rimanerci male, successivamente.


Ma, per il resto, è un rapporto ben costruito. Nonostante il problema sopramenzionato, Smith appare come un personaggio carismatico, una canaglia affascinante [continua nello SPOILER]
Spoiler: mostra
e — sotto sotto — pure sapendo come andrà a finire, si spera che i due si alleino e rimangano amici. Quindi, Stabile è stato in grado di compensare una anticipazione prematura, con una dinamica niente male che porta il lettore a desiderare che Malcom passi al "lato oscuro" e che quel "lato", in fondo, non sia poi così oscuro come sembra.

La battaglia finale crea una discreta tensione; certo, attenuata dal fatto che già si sa che Malcom non potrà finire troppo male (essendo il protagonista ed essendo una storia Disney), ma questa cosa viene superata dal fatto che non si è sicuri che il Nostro avrà, immediatamente, la meglio. Potrebbero esserci delle complicazioni di trama.
Purtroppo, come anticipato, queste non arrivano. Il nastro trasportatore non s'inceppa nemmeno per un attimo e ci porta, indenni, verso la fine, senza ulteriori colpi di scena, se non un prevedibile atto di bontà da parte del de' Paperoni e la rivelazione — qui si ha il picco — del vero nome del carismatico farabutto: Cuordifiamma Famedoro. Ripeto. L'impressione è che questa sia stata l'idea iniziale e che il resto sia stato costruito dopo.

Bisogna dare atto all'Autore della sua buona abilità a non anticipare la cosa in alcun modo. Il fatto di non sapere chi sia (fino alla tavola finale), rende possibile chiedersi dove andrà a parare la questione. Si sa che è un poco di buono: ma che tipo di "poco di buono"? Con quali intenzioni? Ok. Di rubare il medaglione? Ma come? In che modo? Eccetera.



In sintesi: una storia che non convince del tutto, per via di una trama piatta, priva di particolari eventi "corsari" (come, invece, lasciava pregustare l'anteprima sul 3554 e l'ambientazione stessa), ma che compensa (in parte) con una buona costruzione dei rapporti tra i personaggi principali e con una eccellente introspezione del protagonista (alle prese con la sua dinastia e le aspettative paterne).

Nonostante ciò, una storia nella quale succede ben poco, cosa che la fa apparire più come un episodio introduttivo, piuttosto che una vera e propria avventura del depaperonesco antenato. Sembra quasi l'antipasto prima di un piatto forte (le vere e proprie avventure di Malcom) che non arriva. Arriverà? Probabilmente.



Fantastica la costruzione delle tavole: la presenza di splash page e buone trovate — da parte dello sceneggiatore —  per la sequenza delle scene, vengono valorizzate da disegni e colorazione magnifici. Unica pecca (ma è una questione di gusti): la gestione delle pupille in certe vignette.


Voto: 2/5, perchè la trama piatta e senza eventi e complicazioni mediane pesa troppo sulla riuscita complessiva, nonostante la buona caratterizzazione dei rapporti tra personaggi e le speranze che essi generano.



"Pippo e l'incomprensibile insonnia"

Storiella simpatica. Un intreccio di gag verbali e non che si conclude con una risoluzione pippo-logicamente illogica non scontata o intuibile. Avrei eliminato l'ultima tavola, perché diluisce l'effetto comico della trovata della penultima. Certo. Non si tratta di battute freschissime, ma sono simpatiche e alcune buone.


Voto: 2.5/5



"Orazio e Curiazio in: metodi di contenimento."

Anticipo: in alcune scene ho riso. Non a crepapelle, intendiamoci. Ma nemmeno solo sorriso. In quali vignette? In quelle che mostrano le reazioni di Pippo e Topolino. Specialmente il primo, con la gag sulle ipotesi... "zoologiche". Questa storia, infatti, avrebbe fatto meglio ad intitolarsi: "Topolino e Pippo in: l'attentatore in tenda".
La vera vicenda comica — che conclude anche la storia — è quella che vede loro due protagonisti. Curiazio e Orazio, al contrario e nonostante il titolo, finiscono solo per essere coloro i quali generano le situazioni che capitano ai due storici amici.

Avevo molto apprezzato la storia che introduceva il personaggio del cugino di Orazio, perchè mostrava delle dinamiche interessanti tra i due.

La storia di questa settimana, invece, la apprezzo, ma non per il personaggio di Curiazio o per il rapporto col cugino. Era questo l'intento di Vacca? Ne dubito. Spero, quindi, che non si voglia esagerare con le apparizioni di questo Paperoga (iperdistruttivo) versione equina, perché se questa volta la storia è stata salvata e resa gradevole/divertente da due "comprimari", mi chiedo se avverrà lo stesso anche la prossima volta.
Spoiler: mostra
La conclusione è molto divertente e interessante: una sorta di presa in giro del Topolino-Giallo resa tramite un Mickey che interpreta tutto in chiave criminale e misteriosa. Fino ad essere comicamente "ridicolo".


Voto: 3/5



"Le Giovani Marmotte e la Pietra di Paragone"

MAH. Un grosso MAH.

Il personaggio di Tycoon riceve un leggero guizzo in più (sottolineato dallo stesso autore, tramite le bocche di QQQ, quasi per paura che non si notasse...), ma non abbastanza da renderlo interessante. Se poteva esserlo — potenzialmente — nel primo episodio, ora (nel secondo) si doveva e poteva fare di più. In quest'ultimo, infatti, appare come un personaggio abile nell'intortare a parole, ma privo di spina dorsale, portato a spasso — trotterellante, come un capretto — da quattro ragazzetti, senza nessuna opposizione o dubbio.

I tre paperotti si sono dati una relativa svegliata, rispetto al primo episodio. Ma continuano a risultare abbastanza insulsi e poco caratterizzati, trainati — unicamente — dalle decisioni e trovate di Newton. Quest'ultimo, infatti, sembra essere l'unico personaggio dotato di un minimo di animazione e capacità di provare emozioni che non siano dei clichè.

Parliamo della trama: non è gestita malissimissimo. È scontata, eh. Si sa benissimo che dovranno andare indietro nel tempo e lo fanno. E va bene. S'era capito. Però, il modo in cui Enna amministra gli eventi, pur non essendo esaltante e nemmeno memorabile, è discreto. Lo è perché, pur sapendo benissimo che i cinque ce la faranno, non è scontato il COME e questo regala un poco di tensione. Specie nella dinamica principale dell'episodio.

Certo. Non abbastanza da rendere la situazione davvero interessante.

L'episodio, infatti, è frettoloso. Succede poco e si arriva alla fine chiedendosi "di già? Tutto qui?".
La poca tensione creata viene sciupata nel giro di qualche vignetta, senza creare nessun evento "catastrofico" o imprevisto in grado di dare davvero problemi alla banda di cronoviaggiatori. I cinque sono nei guai, certo, anche sul filo del rasoio (a differenza della banda di corsari nella storia di Stabile), ma ne escono comunque indenni, senza troppi attriti. Il risultato, insomma, è che la tensione viene spenta ancor prima di diventare concreta

Spoiler: mostra
L'essere tenuti ostaggi di Creso pare soltanto l'incipit di una serie di guai e imprevisti che, semplicemente, non arrivano: e tutti felici e contenti!


Mi chiedo se l'idea di dividere la storia in una precisa scansione in tre viaggi nel tempo (per tre pietre) sia stata una trovata azzeccata: rende impossibile creare una situazione problematica/imprevista di mezzo in grado di durare abbastanza da essere credibile e in cui inserire guai e controguai che separino da una sua risoluzione.

Tutto scorre liscissimo, perché deve arrivare l'episodio dopo, con un nuovo viaggio e una nuova pietra. Non possono esserci ritardi sulla tabella di marcia. Precisione svizzera e noia conseguente.

L'autore tenta di mascherare il guaio in cui s'è cacciato con alcuni momenti di tensione (come dicevo). Tutti risolti senza reali attriti o conseguenze. L'antagonista agita il pugno: ma per finta.

Ci solo due cose che mi fanno sperare:

1) il finale di questo episodio 2. Spero che crei qualche situazione non facilmente risolvibile. Che sia un imprevisto e non una facilitazione (come sembrerebbe).

2) la scena di Pico; spero sia un tassello che dia al plurilaureato personaggio un ruolo risolutivo nella trama, per tirare fuori dai guai gli altri.

Spoiler: mostra
 Il fatto di inserire un Paperone "in costume" non mi fa ben sperare, perché potrebbe essere una cosa (parenti e parentado allargato in versione antica) ricorrente, anche nei prossimi due episodi. Il che, per quanto mi riguarda, rende tutto (come se ce ne fosse bisogno!) ancor più scontato e non idoneo al rendersi interessante; se pure i comprimari o antagonisti saranno incapaci di comportarsi diversamente dal set abituale dei parenti di cui portano le sembianze, non solo si saprà in anticipo come andrà a finire (con il recupero di una pietra dopo l'altra), ma sarà impossibile sperare in un qualche guizzo impresso da personaggi imprevisti.


Voto: scendiamo a 2/5, rispetto al 2.5/5 della scorsa settimana; non c'è più la scusa del "siamo solo al primo episodio". Se le cose non cambieranno, il voto potrebbe scendere ulteriormente. Presa da sola, questa storia sarebbe da 1.5. Metto un 2, solo perchè siamo ancora al secondo episodio.



Voto finale del numero:
un arrotondato (per eccesso) 2.5/5 di media. Meglio della scorsa settimana (cosa incoraggiante), ma si può fare di più. Speriamo che sia un inizio di anno a diesel, allora.



Bonus:

- Fa davvero ben sperare l'anteprima de "Le nebbie di Meyrink", storia in due episodi che sarà presente nel 3556. Finalmente, si osa un pochino di più? E chi può dirlo? Speriamo di non rimanere delusi. Mentre la leggevo, ho pensato: non so se sarà sostenuta da una buona sceneggiatura... ma i disegni di Celoni sono tali da meritare (pure da soli) l'acquisto.

- Bellissima la copertina di Freccero.

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I Sondaggi / Re:La migliore variant di Topolino: FINALE
« il: Giovedì 11 Gen 2024, 19:17:05 »
Come detto da Dippy Dawg, la variant di Camboni comprende sia avanti che retro. Pertanto, posto l'immagine nella sua completezza:
[CUT]
Fatto bene a postarla. Specifico che era stata sempre mostrata fino alla fase precedente, ma ora per motivi di grafica per il tabellone è stato necessario tagliarla, oltre al fatto che non era nemmeno corretto nei confronti della sfidante...
Certo! Non voleva assolutamente essere una polemica. Infatti, avrei voluto specificarlo (il fatto che l'immagine completa fosse stata mostrata già nelle fasi precedenti), ma ho evitato, per non appesantire il post.

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Topolino / Re:Topolino 3554
« il: Giovedì 11 Gen 2024, 06:02:24 »
Non so. Magari, avrò sovrainterpretato. Però mi ricordava — dai toni urbani, ferrosi, industriali — certe copertine di quella magnifica testata. Tra l'altro, la sto rileggendo in questi giorni. Mi piacerebbe, poi, condividere con voi qualche riflessione su quel periodo d'oro conclusosi troppo presto.
In effetti sarebbe ora anche per me di rileggerla. Condividi presto!
È straordinaria, ancora oggi. Mette quasi malinconia notare quanto, nonostante le ottime storie apparse negli anni, non si sia più osato tanto.

Appena concludo di rileggerla, scrivo un post. Non una vera e propria recensione. Sarebbe superflua. Più che altro, una serie di riflessioni "fenomenologiche" su quella gloriosa e strana pagina che iniziò con PKNA.

Chiudo l'OT.

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I Sondaggi / Re:La migliore variant di Topolino: FINALE
« il: Giovedì 11 Gen 2024, 01:32:20 »
Come detto da Dippy Dawg, la variant di Camboni comprende sia avanti che retro. Pertanto, posto l'immagine nella sua completezza:



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Testate Regolari / Re:Zio Paperone (Panini 2018) - Discussione Generale
« il: Giovedì 11 Gen 2024, 00:28:37 »
Bellissima. Il disegnatore è Perina, vero?

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Un "Invernissimo" interamente composto da storie di Paperi, che rimarca l'assoluta mancanza di avventure a tema di Topolino & co.
Vero. Ed era già accaduto col Primaverissima dello scorso anno.

Ipotizzo — senza alcuna base o dato reale, ovviamente; magari averne! — che le storie vengano scelte (anche) in base alle vendite conseguite con i Disneyssimi prececedenti. Dato che, solitamente, si usano i paperi per attirare lettori occasionali (si vedano le copertine della stessa testata: ritraggono, quasi sempre, paperi) non mi sembrerebbe assurdo pensare che vi possa essere stato un calo negli scorsi mesi. Chiaramente, si tratta di una semplice ipotesi. Ripeto. Sarebbe bello avere i dati delle vendite disponibili.


41
Topolino / Re:Topolino 3554
« il: Mercoledì 10 Gen 2024, 21:55:47 »
io Faraci lo adoro e ho, quindi, aspettative sempre molto alte, quando c'è lui di mezzo. Mettiamoci che, questa volta, c'era pure quell'altro gigante di Casty a lavoro e potrete capire che le speranze erano molto grosse. Rimango sul mio giudizio, ma chiarendo che molta della delusione viene dall'acquolina che mi avevano fatto venire attraverso l'anteprima/intervista sul 3553. Se mi fosse stata presentata come una storia leggera, dal tono — unicamente — umoristico, una sorta di presa per i fondelli dei noir (senza essere un noir) etc. avrei avuto meno da dire. Idem col rapporto Irk/Mickey: senza la presentazione sul 3553 (che preannunciava un approfondimento delle loro differenze di metodo e filosofia di vita), avrei sorriso alle battute (come ho fatto), considerandole un poco stereotipate, ma niente di terrificante.

Hanno creato troppe aspettative, anche con la bellissima copertina che citava — palesemente — i toni di MMMM. E questo ha penalizzato una storia che pecca di banalità in alcuni punti, ma che — se presa da sola, senza saper nulla — pur non essendo memorabile, non è nemmeno da insurrezione popolare :D
Il problema è che le anteprime testimoniano — virtualmente — le intenzioni degli autori. E se queste intenzioni (realizzazione di un noir; esplorazione delle differenze Irk/Mickey; Topolino calato in un'indagine urbana; introspezione) non vengono, poi, rispettate, c'è un problema. Vuol dire che la storia non è riuscita. Significa che gli autori non sono riusciti, loro malgrado, a realizzare quello che volevano realizzare. Non è una cosa da poco e, secondo me, essa entra tra gli elementi da considerare quando si vuole emettere un giudizio.
A me la storia è piaciuta molto, Faraci non mi ha deluso. Diciamo che hanno anticipato un prodotto descrivendolo in un modo diverso da come poi esso si è effettivamente presentato, non solo per l'implicitamente annunciato confronto Topolink/Irk ma, intanto, perché questa storia di noir non ha niente; posso però considerarla un buonissimo poliziesco [...]. Io però prima leggo le storie e solo dopo mi rifaccio alle interviste, non voglio rovinarmi le sorprese, quindi mi sono, diciamo, privato della possibilità di rimanere deluso. Ho però avuto la sensazione, scorrendo le parole degli autori, che forse il risultato finale del prodotto (ripeto, a me gradito) non sia davvero centrato con le ambizioni.
È comunque interessante notare come, pur essendo entrambi concordi sulla non corrispondenza tra ambizioni degli autori e riuscita della storia, ne abbiamo avuto un tipo di fruizione diversa. Secondo il mio punto di vista, anche come poliziesco, rimangono i problemi sopra esposti e che non ripeto. Ma, d'altronde, potrebbe anche essere — quantomeno, in parte — una questione di gusti.

Quanto a Faraci, intendiamoci. Quest'ultimo, pure quando delude, lo fa perché confeziona — metaforicamente parlando — una barretta di cioccolato non buonissimo, magari un poco vecchiotto. Penso sia un autore praticamente incapace di produrre quell'altro tipo di sostanza del medesimo colore della cioccolata. Anche se ci provasse con tutto se stesso, non gli riuscirebbe :D

Quindi, parliamo comunque di una storia che strappa dei sorrisi e si lascia leggere (se presa come una storia non noir, ma umoristica; una sorta di parodia di un poliziesco o un poliziesco leggero, formato famiglia). Solo che è afflitta (a mio parere; tu potrai non essere d'accordo), anche se presa in versione "light" o come un poliziesco, da molti limiti e problemi d'impostazione e svolgimento.

(ma io tendo a fare questa tediosa precisazione perché sono appassionato di cinema e ritengo fondamentale la distinzione tra giallo, thriller, gangster e gli altri generi da me menzionati poc'anzi)

Non sono esperto quanto te di cinema; conosco i confini tra i generi, ma ci ho badato poco, per tentare di non ripetere troppe volte la parola "noir" ahah; mi rendo conto che questa scelta possa apparire fastidiosa per chi conosce molto bene le differenze tra noir e gialli, e me ne scuso.

La copertina che cita MMMM? Uhm... Sarà che non riesco a prendere sul serio quel grosso cappello che indossa Topolino, ma non ho mai pensato, neanche per un attimo, a quella (*sospiro*) storica collana.
Non so. Magari, avrò sovrainterpretato. Però mi ricordava — dai toni urbani, ferrosi, industriali — certe copertine di quella magnifica testata. Tra l'altro, la sto rileggendo in questi giorni. Mi piacerebbe, poi, condividere con voi qualche riflessione su quel periodo d'oro conclusosi troppo presto.

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Topolino / Re:Topolino 3554
« il: Martedì 9 Gen 2024, 21:12:21 »
È vero. Sono stato molto duro con la storia di Faraci. Ma perché io Faraci lo adoro e ho, quindi, aspettative sempre molto alte, quando c'è lui di mezzo. Mettiamoci che, questa volta, c'era pure quell'altro gigante di Casty a lavoro e potrete capire che le speranze erano molto grosse. Rimango sul mio giudizio, ma chiarendo che molta della delusione viene dall'acquolina che mi avevano fatto venire attraverso l'anteprima/intervista sul 3553. Se mi fosse stata presentata come una storia leggera, dal tono — unicamente — umoristico, una sorta di presa per i fondelli dei noir (senza essere un noir) etc. avrei avuto meno da dire. Idem col rapporto Irk/Mickey: senza la presentazione sul 3553 (che preannunciava un approfondimento delle loro differenze di metodo e filosofia di vita), avrei sorriso alle battute (come ho fatto), considerandole un poco stereotipate, ma niente di terrificante.

Hanno creato troppe aspettative, anche con la bellissima copertina che citava — palesemente — i toni di MMMM. E questo ha penalizzato una storia che pecca di banalità in alcuni punti, ma che — se presa da sola, senza saper nulla — pur non essendo memorabile, non è nemmeno da insurrezione popolare :D

Questo solo per chiarire il mio giudizio.
Io invece ho imparato a non farmi condizionare dalle anticipazioni riguardanti le storie perché talvolta generano delle false aspettative che non trovano poi riscontro nelle atmosfere effettive di ciò che si va a leggere.
Pertanto, nonostante i nomi importanti coinvolti nella realizzazione della storia, ho letto la suddetta vicenda a cuor leggero e curioso soltanto in merito a ciò che avrei trovato all'interno del fumetto.

Non è solo una questione di mere aspettative del lettore, ma di riuscita di una storia.
Il problema è che le anteprime testimoniano — virtualmente — le intenzioni degli autori. E se queste intenzioni (realizzazione di un noir; esplorazione delle differenze Irk/Mickey; Topolino calato in un'indagine urbana; introspezione) non vengono, poi, rispettate, c'è un problema. Vuol dire che la storia non è riuscita. Significa che gli autori non sono riusciti, loro malgrado, a realizzare quello che volevano realizzare. Non è una cosa da poco e, secondo me, essa entra tra gli elementi da considerare quando si vuole emettere un giudizio.

A questo va aggiunto che le anteprime vengono messe apposta per attirare i lettori ad acquistare il numero successivo. Preannunciare una cosa e, poi, realizzarne un'altra, fa sì che il lettore abbia tutto il diritto di lamentarsi e di giudicare in base a ciò.

Sulla questione dei grandi nomi, devo dire che non sono del tutto d'accordo. È un fatto di confronto relativo; se si sa che un autore ha molte capacità, viene da sé rimanere maggiormente delusi se partorisce una storia non all'altezza. Diventa più palese che, per varie ragioni, non ha dato il meglio di sé. E anche questo deve entrare nel giudizio complessivo.

Ne ho ricavato una lettura molto piacevole e intrigante, dove a spiccare è un taglio investigativo interessante e godibile nella sua leggerezza, permeato di un umorismo che ho gradito per quanto abbia saputo regalarmi dei momenti divertenti e gustosamente ilari,

Io, al contrario, ho riscontrato un taglio ben poco investigativo. Non c'è una reale indagine o un vero mistero su cui investigare. È un resoconto di un misfatto, più che una investigazione sul misfatto. E spiego perché.

Il giallo, non solo è banale (e fin qui...), ma è privo di un minimo di intreccio o enigma che non venga, immediatamente, spiattellato.  E quel che viene (fin da subito) rivelato, tra l'altro, è un espediente narrativo tirato per le orecchie e poco sviluppato, reso tramite il resoconto del criminale alla sua banda, piuttosto che raccontato tramite eventi e scoperte investigative da parte dei protagonisti. Questi ultimi sembrano arrivare alle conclusioni "perché sì", senza mostrare lo svolgimento e gli eventi che hanno portato alle loro intuizioni.

Manca, insomma, il lato investigativo. Non basta, per fare una storia a tema indagini, il raccontare un fatto legato alla criminalità e mostrare che i protagonisti riescono ad arrivare ad una interpretazione corretta di esso. Bisogna, anche e soprattutto, raccontare COME ci arrivino. E non tramite un veloce scambio di battute in cui se lo raccontano a vicenda, ma tramite lo svolgimento delle vignette e degli eventi. O diventa un articolo giornalistico e non un racconto noir.


Sul lato umoristico, strappa qualche sorriso. Ma Faraci è capace di far proprio ridere, in altre occasioni. Non l'ho trovato particolarmente in forma, nemmeno nella resa delle battute (tranne quelle iniziali e quelle sul Topolino "amico delle guardie"; queste ultime, molto interessanti).

oltre che a delle dinamiche simpatiche nel conflittuale rapporto che sussiste tra due personaggi quali Irk e Topolino ambedue mossi dal senso di giustizia ma caratterizzati da un modus operandi e da un modo di essere completamente diversi.

Io, purtroppo, non ho notato nessun modus operandi differente e nemmeno un modus essendi diverso. Entrambi usano il mero intuito. Entrambi indagano da soli, fuori dalle procedure standard della polizia: si sarebbe potuto mostrare come Irk svolga le cose sempre secondo le regole (come preannunciato nella "galeotta" anteprima del 3553) e, invece, niente. Fa di testa sua, come Topolino. I due sono praticamente identici. Solo che uno ha il distintivo e l'altro no. E si stanno antipatici.

L'unica dinamica che li coinvolga non vede una esplorazione delle loro differenze (ripeto: non pervenute), ma battute di Irk sul fatto che Topolino dovrebbe stare alla larga (non essendo un poliziotto) e richieste di Topolino di poter partecipare al tutto. Fine. Non viene minimamente mostrato in cosa sarebbe diverso l'essere "un poliziotto" rispetto all'essere un semplice cittadino dotato di capacità intuitiva.


Ripeto. Per quanto mi riguarda: storia banale e che strappa qualche sorriso. Nulla che autorizzi una insurrezione popolare eh. Ma nemmeno all'altezza delle intenzioni degli autori o dei gialli a cui ci ha abituato il Topo (anche grazie a Faraci stesso), negli anni.
Sul lato della introspezione, molto buona la scena dello scambio di battute tra Topolino e Minni. Il resto, ben poca cosa (a mio parere, chiaramente).

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I Sondaggi / Re:La migliore variant di Topolino: FINALE
« il: Martedì 9 Gen 2024, 20:36:47 »
Mi accodo a Dippy e aggiungo che, oltre alla particolarità della copertina di Camboni, va considerata anche la varietà delle tecniche utilizzate sulla stessa. Un Camboni, qui, onirico e che esplora un "altrove", usando molteplici strumenti da lavoro, come se si trattasse di chiavi per accedervi o remi per navigarlo, con circospezione.

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Topolino / Re:Topolino 3554
« il: Martedì 9 Gen 2024, 00:51:01 »
È vero. Sono stato molto duro con la storia di Faraci. Ma perché io Faraci lo adoro e ho, quindi, aspettative sempre molto alte, quando c'è lui di mezzo. Mettiamoci che, questa volta, c'era pure quell'altro gigante di Casty a lavoro e potrete capire che le speranze erano molto grosse. Rimango sul mio giudizio, ma chiarendo che molta della delusione viene dall'acquolina che mi avevano fatto venire attraverso l'anteprima/intervista sul 3553. Se mi fosse stata presentata come una storia leggera, dal tono — unicamente — umoristico, una sorta di presa per i fondelli dei noir (senza essere un noir) etc. avrei avuto meno da dire. Idem col rapporto Irk/Mickey: senza la presentazione sul 3553 (che preannunciava un approfondimento delle loro differenze di metodo e filosofia di vita), avrei sorriso alle battute (come ho fatto), considerandole un poco stereotipate, ma niente di terrificante.

Hanno creato troppe aspettative, anche con la bellissima copertina che citava — palesemente — i toni di MMMM. E questo ha penalizzato una storia che pecca di banalità in alcuni punti, ma che — se presa da sola, senza saper nulla — pur non essendo memorabile, non è nemmeno da insurrezione popolare :D

Questo solo per chiarire il mio giudizio.

Spoiler: mostra
Se con gli occhiali si può interagire col passato, anziché cacciarsi in una quasi missione impossibile basterebbe tornare indietro di poche ore e ricordare a Tycoon di usare la pietra… fine dell’avventura in tre puntate.
Spoiler: mostra
Ci avevo pensato, ma mi son detto: "tanto avrebbero trovato, anche in quel caso, un qualche stratagemma per dover viaggiare in mezzo mondo, lo stesso". Ad esempio: eh no, la pietra — una volta trascurata — s'offende in ogni linea temporale immaginabile e possibile lol



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Le altre discussioni / Re:Aiuto per tre storie
« il: Lunedì 8 Gen 2024, 05:29:46 »
Ciao! E benvenuto. La sezione è sbagliata, ma ci penserà la Moderazione a trasferirla (suppongo).

La prima potrebbe essere questa:  https://inducks.org/story.php?c=S+70237 ?

Me ne sono reso conto quando ho riletto i miei primi 3 messaggi su questo forum ma essendo passati 12 anni avevo rimosso il nome della sezione corretta! :)

La storia purtroppo non è quella :(
Ricordi, approssimativamente, il numero delle tavole? Compariva solo Paperino o anche altri personaggi riconoscibili?

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