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Discussioni - Special Mongo

#1
Non apro il topic su una delle mie storie preferite, né si tratta di una fra le migliori di Paul Murry (c'è di meglio in: Topolino e il rubino di Omar, Topolino e la valigia magica, Topolino e la misteriosa sfera di cristallo, Topolino e il ranch del tempo andato, Topolino e il "buon riposo", Topolino contro la "legge").
Lo faccio per scrivere qui un mio commento che inquadri con più precisione la storia nell'ambito della letteratura americana, per sottolineare che questa e Zio Paperone hanno in comune la stessa fonte e le stesse riflessioni. Mi sono premurato di fare aggiungere all'Inducks che, in effetti, la sorgente di Topolino e la montagna diamante è un romanzo breve di Francis Scott Fitzgerald (1922) che ho letto il mese scorso. Però, gli scrittori della storia di Murry, in confronto a ciò che si tentò con Zio Paperone, sono stati indubbiamente carenti. E, se una sequenza della storia riproduce mimeticamente un elemento del romanzo di Fitzgerald, per ironia della sorte ciò nacque da un errore tipografico del testo originale. Vediamo come.


Topolino e la montagna di diamante
Geoffrey Blum nel 1997 ne elencherà in due pagine i difetti soprattutto in confronto all'opera letteraria da cui attinge: Il diamante grande quanto il Ritz (The Diamond as Big as the Ritz, già The Diamond in the Sky, 1922) di Francis Scott Fitzgerald, omaggiato esplicitamente nel nome del malvivente, Gerald Fitz. Ma possiamo evitare oggi di infierire troppo: è comunque scorrevole e spiccia ma non grossolana quanto tanti episodi analoghi e consimili. Delineare con attenzione i personaggi non è fra gli scopi degli autori, si vede, ma non trasmettono l'atonia totale che è sempre bene temere, e le trovate impossibili o improbabili (la piattaforma innalzata da un sottile palo fino a 200 metri, Topolino e Pippo che fuggono grazie a Fitz dimentico che il diamante può incidere tutto, Fitz catturato con una canna da pesca mentre sta decollando sul suo monoposto) contribuiscono a una celerità da cartone animato che decenni dopo continuerà a non sfigurare nell'animazione a temi thriller (come la serie di Batman del 1992). Vero è che in questa ennesima riproposizione di guardie contro ladri cade il bildungsroman allegorico di Fitzgerald, una satira della ricchezza laddove Il tallone di ferro (The Iron Heel, 1908) di Jack London conduceva una critica contro il capitalismo nei modi catastrofici e cupi della distopia, il testo di Fitzgerald è più sottile ma non meno lampante. Cade anche lo sfarzo della dimora degli antagonisti (i Washington), traboccante copioso dalle descrizioni cariche e ridondanti: non era un carattere secondario del racconto, ma anzi fissava, in quei ruggenti anni Venti, «un fascino decadente e un potere distruttivo uniti a una gioia irriflessiva, quasi infantile, nel giocare con i soldi» [Blum]. Insomma, quella zolla riflessiva che in campo creativo genererà personaggi-cardine di casa Disney come Zio Paperone. Gerald Fitz, invece, lontano dallo snobismo-chiave del Washington della novella, si contenta di vivere su un brullo altopiano in un'abitazione che a momenti è una baracca. L'opulenza del racconto, ironia della sorte, riemerge in quello che (lo notava pure Blum) deriva da un errore tipografico: Topolino e Pippo son rinchiusi in quella che a ben vedere è la «concezione platonica della prigione ultima» di cui parlava Il diamante grande quanto il Ritz, ma la stanza descritta era paragonata dal narratore, in realtà, a un prisma [prisym]: la confusione con prison si verificò solo nella trascrizione per la stampa (da rilevare che ancora negli anni 2000 le traduzione italiane proposte, come quella Newton & Compton, parlavano di «prigione»). Che gli aviatori di passaggio siano catturati e tenuti segregati dal malefico eremita, perché non rivelino il suo segreto, ha meno senso qui che nell'opera letteraria: si direbbe (ma non ci sono altri dettagli che lo esplicitino) che Gerald Fitz abbia scrupoli nei confronti di un'ecatombe, ma se il Washington del racconto pure voleva magari evitare un eccidio interminabile, ugualmente faceva assassinare dai suoi schiavi neri chiunque rappresentasse un pericolo (come i giovani amici dei figli, una volta terminata la loro vacanza nella sontuosa magione), e gli aviatori restavano presso di lui prigionieri, nel pozzo, come una forma di contatto diretto che Mr. Washington poteva vantare col governo e del resto li sfidava puntualmente a trovare una soluzione che non comportasse quella da lui ritenuta più comoda, cioè l'uccisione. Nolan e Beaumont (nato Charles Leroy Nutt), di cui non emerge qui una personalità autoriale forte, erano due colleghi e amici, autori di tanti racconti fantasy e fantascientifici tradotti e pubblicati anche in Italia.
#2
Auspico una riscoperta delle storie di Fratel Coniglietto, nella loro formulaicità che non vuol dir per forza bassa qualità, alla luce di un confronto con la loro fonte esplicita: le storie di Joel Chandler Harris: 9 raccolte più una in rima. Quella in rima, stranamente Wikipedia la esclude dalla pagina su Brer Rabbit, ma andrebbe inserita tra la quarta raccolta del 1892 e la quinta. Magari mi occuperò io di aggiustare qua e là la pagina: andrebbe anche aggiunto che non sono 3 i racconti di JCH che il film Disney adattò, ma 4 perché alla storia del pupazzo di catrame la sceneggiatura aggiunge il racconto-sequel in cui Fratel Coniglio riesce a liberarsi dalla Volpe che lo ha catturato invitandola (psicologia inversa) a gettarlo tra i rovi (e, in JCH, questo è un ulteriore racconto - con titolo proprio - rispetto a Tar Baby).

Dicevo: auspico. E sarò io a far da battistrada, partendo dal folklore vero e proprio in cui si agita Fratel Coniglio. Ci sarebbero anche le storie di metà '800 scritte da uno zio di Roosevelt per Harper's, ma qui è difficile: più facile è stato per me accedere, al momento, alle raccolte di Coniglietto scritte da JCH e già sono arrivato alla quarta. Il dialetto della Middle Georgia (che cambia per giunta, per quanto lievemente, a seconda del personaggio di colore che lo parla) è difficile e ora ne so più di quanto ne capivo alla lettura del primo libro (che un giorno dovrò quindi riprendere una seconda volta). Il dialetto dei neri della costa invece, che JCH mette in bocca all'autentico africano Daddy Jack, "rompe" le parole più ancora che corromperle come fa il precedente, quindi - come già anticipava JCH nell'introduzione - è in fondo più facile da capire. Già ho scoperto, e mi occuperò dei relativi aggiornamenti su Inducks, che la nona storia sindacata di Brer Rabbit (immagine) è un adattamento di "Brother Rabbit's Astonishing Prank" (dalla raccolta "Nights with Uncle Remus", 1883, storia #5), anche nota come "Rabbit's Wild Costume". Un'ulteriore particolarità è che la medesima fonte servirà per una storia di Brer Rabbit concepita per gli albi, da noi famosa perché si trovò su uno dei primi numeri di Topolino libretto (quindi ristampata anastaticamente un sacco di volte): Coniglietto e lo spettro di Kongo Birongo. Tentando di rubare il miele dell'Orso, Coniglietto se ne ricopre completamente e le foglie gli si appiccicano addosso: spaventare gli abitanti della foresta sarà per lui una goduria.
Non escludo possano esserci altre sorprese, vedremo.

#3
Vi incollo il commento da un bel forum estero che è l'analogo del "nostro":

Sure, there are some artists who have a reputation for producing cookie-cutter material. I can name a few. The trick for editors is to manage their talent pool. Western Publishing famously didn't, and look how that ship stranded. The Italians have done it in a way that has worked for them, but there's no magic formula I'm afraid. Every audience is different.
In the Netherlands, Italian stories are an order of magnitude less popular than their domestic counterparts, but those who
do read the Italians tend to prefer them - myself included.

Per voi c'è stata una "formula italiana"? In ogni caso, cosa vi ha fatto pensare - se lo pensate - che la produzione Disney italiana sia la migliore da molti decenni? Gli autori o, di fianco a loro, certe scelte che gli altri Paesi non hanno voluto prendere? Ed è stata, la "nostra", una fortuna "etnica", cioè legata solo al nostro Paese e alla nostra cultura, inapplicabile altrove?

Qui per la discussione intera del topic, così da ricavarne un contesto.
#4
Buonasera. Ho sempre frequentato pochissimo questa sezione perché solitamente riesco a trovare da solo una storia, ma un amico mi ha posto un quesito difficoltoso. Ricorda una storia uscita presumibilmente tra la fine degli '80 e i primi 2000 in cui Zio Paperone - probabilmente a inizio storia, quindi non sarebbe un momento decisivo dell'episodio - riconoscerebbe Amelia intrufolatasi nel Deposito camuffata. La riconoscerebbe tramite le sue scarpe, infatti direbbe "Le tue scarpacce da strega [ti hanno tradita]" e la caccerebbe dal Deposito con un calcione o un colpo di spingardino. Troppo poco, come vedete: magari fossero stati elementi della trama generale! Ricordate qualcosa di simile? Ho scorso il Cimino con Amelia/Zio Paperone e mi sentirei di scartarlo al 99%, mi era sembrata roba sua forse per un mio bias (rileggo quasi solo Cimino) ma già nei '90 erano in tanti a usare Amelia.
#5
Mi sapreste trovare su quale numero di Topolino uscì questa pubblicità dell'Operazione Olimpiadi? Invita a comprare Topolino #856 (dove la saga ha inizio), quindi è per forza nei numeri precedenti.

#6
Daniela Pietrini - Parola di papero. Storia e tecniche della lingua dei fumetti Disney (Franco Cesati, 2008)

Forse ce lo siamo perso perché era un libro dei non addetti ai lavori? Ne pubblico qui l'indice:

#7
Salve. Non so se vi ricordate di me (scherzo: è perché in questa sezione non scrivo mai).

Sto redigendo una mia lista personale delle storie di Cimino, con qualche dato non presente in Inducks. Includerò i titoli degli inediti conosciuti: ovviamente è una lista costantemente aperta, chi conosce altri titoli/dati (su numero di pagine etc.) lo invito a comunicarmeli.
Includerò anche, in una sezione a parte, le collaborazioni ciminiane (che sono risultate da alcune memorie d'artista) e le imitazioni. Non so se ci sono altri appassionati di classici latini e greci, ma i filologi quando un autore è molto frammentario ne includono anche le imitazioni, e a me l'idea piace. Ovviamente le storie di Povoleri valgono come imitazioni vere e proprie (ma tutte?). Vorrei invitarvi quindi a segnalarmi tutte quelle storie che negli anni '90 e 2000 hanno imitato manifestamente lo stile di Cimino, in una mimesi che voleva anche essere un omaggio. Ricordo che ci sono storie di questo tipo scritte dal prolificissimo Panaro (che è capace di riadattare il proprio stile alla bisogna), ma non più i titoli.

Poi, se sapete indicarmi tutti gli omaggi al Maestro, vi ringrazierei anche per quelli. Gli omaggi espliciti e dichiarati sono tutti usciti poco prima e dopo la sua morte.

Infine, vorrei conoscere tutti i seguiti ufficiali alle sue storie (ovviamente dovrei includervi le storie lunghe di Reginella ideate negli ultimi 5 anni, no?).
#8
Salve a tutti.
Comunico che ho aperto un sito con cui rendere nota a tutti la grandezza di tante storie Disney e il valore - alto o basso - delle tante storie minori.
In modo da farla risultare un'utile guida sia per i lettori esperti che soprattutto per quelli meno esperti (o addirittura neofiti).
Il progetto è in allestimento e il tempo è quello che è, ma credevo in questo progetto da molto tempo e non è escluso che voglia avere dei collaboratori in futuro.
Sono anche su Facebook, con lo stesso nome del sito.

https://disneycomicguide.wordpress.com/
#9
Questo manuale di Storia del Fumetto non se la sta passando male, dato che sui siti di vendita la sua popolarità si mantiene su posizioni dignitose.
Voi avete qualche opinione al riguardo? :)

#10
E' finalmente uscito il manuale di storia del fumetto al momento più completo, stilato dallo scrivente e da Massimo Bonura (aka Barone Bombastium). Vi trattiamo il fumetto dai punti di vista storico e sociologico. Questo manuale sarà molto utile a chi, a digiuno della materia, vuole farsi un'ottima infarinatura dell'argomento. Ma è interessante anche per la discussione particolareggiata su certe "chicche" meno citate sia dalla manualistica nostrana che da quella francese e statunitense (e che meritano di esser riscoperte, anche da voi ;) ), il lungo articolo di Alberto Becattini (sì, ha collaborato con noi!) sul fumetto inglese e per il punto su molta produzione disneyana (strisce, Scarpa, Martina, Barks...). La casa editrice è Zap Edizioni, di Palermo.




#11
Scusate, potreste confermarmi se la prima pagina dell'edizione norvegese di questa storia (https://inducks.org/story.php?c=I+AT++318-C) corrisponde all'intro dell'edizione italiana su Almanacco Topolino 318 (o anche sul Paperino Mese 99)?
Lo chiedo perché su Inducks si domandan se quello uscito nei paesi nordici potesse in realtà essere un remake, invece che la storia originale.
Attendo...
#12
Ecco finalmente, edito dall'Anafi, quello che può considerarsi il primo studio monografico su Al Taliaferro. In uscita il 23 Maggio, in occasione della 54a Mostra Mercato di Reggia Emilia, presenterà il materiale menzionato nell'indice... ma molto altro ancora.





Copertina e retrocopertina di Alessandro Gottardo racchiudono le sue 250 pagine.
Alcuni punti dell'indice spiegati più nel dettaglio:

- l'omaggio (p. 37) dell'attuale sceneggiatore Disney (considerato tra quelli di punta) Vito Stabile consiste in un disegno con cui ha voluto omaggiare l'opera di Al Taliaferro e in particolare il suo Zio Paperone che compare all'interno del volume.
- l'articolo a p. 38 include anche una tavola autoconclusiva di Taliaferro degli anni '40 pubblicata su un numero di Four Color, facente parte della schiera di inediti in Italia.
- Layout dallo scrigno (p. 107) riporta tutti i bozzetti  scartati di Bob Karp disponibili, più una tavola domenicale abbozzata da Bob Foster e poi anch'essa scartata (questi sono tutti materiali messi a disposizione da Alberto Becattini).
- Il San Valentino di Nonna Papera è un racconto in testo degli anni '40 illustrato da Al Taliaferro (inedito in Italia).
- l'articolo a p. 121 riporta anche 2 tavole autoconclusive di Dick Moores degli anni '40 e pubblicate su Four Color. Sono 2 adattamenti (finora inediti in Italia) di 2 cortometraggi di Paperino dell'epoca.
- Dopo l'articolo di p. 193 è pubblicata la storia di cui si parla appunto nel testo, che è una delle 2 di Taliaferro col personaggio non disneyano Pop Korn.
- Memorabilia di Taliaferro riporta una sua striscia ritrovata negli anni '90 in occasione di una vendita all'asta di originali, una sua tavola domenicale censurata per non offendere l'F.B.I. (ripescata grazie a un archivio taliaferriano in possesso di una persona che vuole restare nell'ombra); una presentazione con Paperino della sua striscia in imminente uscita, quindi risalente al 1938 (addirittura ve n'è un'altra sempre di Taliaferro, ma non c'è stato spazio per includerla); confronti tra gags di Taliaferro e gags di altri cartoonist degli anni '20 e '30, in particolare John Striebel con le sue Pantomimes.
- Dopo l'articolo di p. 228 è pubblicata - completa e tradotta per l'occasione - la storia del 1947 Donald Duck and Radio Trouble di Tom McKimson, una delle poche rimaste inedite (in Italia) di quell'epoca.
- l'ultimo articolo è un excursus particolareggiato sulla carriera di Paperino nella striscia di Al Taliaferro. E' concepito come il primo articolo di una serie che dovrebbe toccare anche tutti gli altri personaggi che agiscono in Taliaferro, semmai questa iniziativa dovesse un giorno proseguire pure in altre sedi. Si è cominciato ovviamente con Paperino perché è il protagonista della sua produzione.

Il volume sarà disponibile inizialmente solo per i soci Anafi, al solito fra 1 anno potranno acquistarlo anche tutti gli altri.
#13
Buon pomeriggio a tutti voi del Papersera.
Con molto piacere vi confermo che io - Special Mongo - e Massimo Bonura (qui iscritto col nickname Barone Bombastium), abbiamo portato a termine un progetto, che auspicavamo di poter un giorno realizzare, ma a tal proposito nutrivamo poche speranze, invece da quando siamo entrati in contatto con l'associazione Anafi (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell'Illustrazione) ci è sembrato di esserci scoraggiati inutilmente, data l'accoglienza immediatamente favorevole che ha avuto la nostra proposta. Naturalmente stiamo parlando del libro sull'autore William Ward. La nostra idea era appunto quella di portare in Italia lo stile elaborato di questo disegnatore inglese che, prima di Federico Pedrocchi, disegnò e probabilmente sceneggiò la prima storia lunga a fumetti con Paperino protagonista. Si tratta di storie il cui risultato, in termini di sceneggiatura nel panorama disneyano degli anni Trenta, ci ha sorpresi favorevolmente, e ci auguriamo accada la stessa cosa agli appassionati che vorranno approfondire questo capitolo importante del fumetto Disney.
Circa due anni fa è nata in noi l'idea di raccogliere in un volume l'opera di questo autore, così ci siamo messi in moto finché sul principio dell'anno passato abbiamo contattato l'Anafi che con cortesia e professionalità ci ha seguiti passo dopo passo, consentendoci di traslare il tutto in concrete pagine a fumetti.
Il volume è andato ufficialmente in stampa pochi giorni fa.
Un particolarissimo ringraziamento va a Paolo Gallinari – presidente dell'Anafi – e a Luciano Tamagnini, curatore del libro insieme a noi.
La realizzazione di un libro del genere può apparire piuttosto semplice, ma in verità c'è costata molto sudore, e le difficoltà sono state tali che siamo stati tentati di mollare parecchie volte. Anche alla luce delle complicazioni con cui abbiamo avuto a che fare, ci riteniamo soddisfatti del lavoro finito. Abbiamo continuato imperterriti sia per la nostra soddisfazione personale (personalmente, per aver la facoltà di leggere in italiano le storie di questo autore come leggere un volume dei Maestri Disney), sia soprattutto per voi, ovvero tutti gli interessati propensi ad assaporare questi viaggi di Paperino su Venere, nel West, sulla Luna, a Baghdad e in diversi altri posti. Occhio al partner di Paperino in queste avventure, e a comprimari e antagonisti gottfredsoniani riportati sulla scena dall'autore inglese.
Riteniamo la proposizione e la traduzione delle storie di Ward in Italia un'operazione di cultura e di qualità.
Le storie disegnate sono in totale 12. A noi piace definirla un'edizione critica, invero gli articoli che abbiamo approntato a corredo delle storie sono molti e approfonditi, e alcuni di questi sono opera  di Alberto Becattini, che ha collaborato attivamente e della cui consulenza abbiamo usufruito anche per quanto riguarda le traduzioni.
Nell'occasione di questo nostro post, ringraziamo quanti nel Papersera hanno collaborato con noi per i motivi più svariati, dalle traduzioni ai contributi iconografici, senza i quali non saremmo riusciti a consegnare tutto il materiale nei tempi prestabiliti.
Per le traduzioni un sonoro grazie prima di tutto a Paolo, che ci offre anche questo spazio e poi a: Armando Botto (bottagna), Rossana Monaco (Gingerin Rogers), Gianni Santarelli (piccolobush), Maria Teresa Satta (feidhelm).
Inoltre ringraziamo Emmanuele Baccinelli (Bacci) che ha realizzato apposta per il libro uno splendido (avrete modo di constatarlo) omaggio western con i due protagonisti della saga, Paperino e il marinaio Mac.
Tutti i ringraziamenti potranno essere visionati direttamente sul libro ma oltre agli appena menzionati ci preme in particolare ringraziare Alberto Becattini, Volker Coors e David Gerstein, più i già citati Luciano Tamagnini  e Paolo Gallinari.
Specifichiamo che questo volume – che sarà presentato ufficialmente alla Fiera di Reggio Emilia del 1° Giugno – sarà per il momento acquistabile solamente dai soci dell'Anafi e da chiunque vorrà ad essa associarsi. Associarsi costa EUR 75,00 in cui sono compresi ben 2 volumi annuali (il volume che quest'anno accompagna il libro di Ward è L'Asso di Picche dall'Argentina, che ristampa storie di Hugo Pratt inedite in Italia). Il volume su Ward, come tutti i volumi Anafi, sarà acquistabile dai non-soci a partire da un anno dall'uscita.
Anticipiamo che abbiamo dedicato il libro a Rodolfo Cimino (l'opera del quale è uno dei motivi primari per cui ci siamo appassionati al mondo Disney), venuto a mancare, con nostra grandissima tristezza, proprio nel periodo in cui eravamo impegnati con le traduzioni.

Per chiudere, signore e signori, ecco la magnifica copertina che Alessandro Gottardo (oltre a complimentarci con lui, lo ringraziamo del lavoro che ha fatto per il nostro libro) ha approntato per il volume Paperino - Le inedite follie inglesi.





Massimo Bonura                                           Federico Provenzano


A richiesta, pubblico i dati per ottenere il suddetto volume, che da Gennaio 2014 è offerto anche ai non soci. Il libro (EUR 30,00+5,00 di spedizione) si può pagare in questi modi:

- versamento su conto corrente postale n. 11801420 intestato ANAFI Viale Ramazzini, 72  42124 Reggio Emilia
- bonifico sul conto corrente bancario IT65L0834012800000000330028 (IBAN completo) - c/o CASSA PADANA Filiale di Reggio Emilia, intestato ANAFI Viale Ramazzini, 72 42124 Reggio Emilia
Precisare la causale (PAPERINO WARD) specificando bene nome e indirizzo al quale inviare.

Tenete conto che prima di inviare qualunque somma vi conviene CONTATTARE PRIMA L'ANAFI chiedendole i dati per effettuare l'acquisto. E' inutile, infatti, che inviate il pagamento e magari scoprite poi che le copie son finite. Se contattate prima l'Anafi saprete se ci sono ancora copie, e questa vi darà i dati (che sono praticamente gli stessi che vi sto dando io).
Potete contattare l'Anafi a questi 2 indirizzi:

- info@amicidelfumetto.it

- gallinari@arci.it --> è l'indirizzo di Paolo Gallinari

o ai numeri di telefono 

1) 0522 392137 – 2) 392 9806784
#14
Mi piacerebbe che Sprea mi parlasse un po' di questa testata, dato che l'ho scoperta solo 2-3 mesi fa sul COA; strano, molto silenzio su questa pubblicazione tedesca...
#15
Ricca carrellate di storione e tavole domenicali:

Il "Gronchi Rosa" di Topolino: articolo dove si parla del famigerato albo Nerbini che pubblicava Topolino contro Wolf, e di come sostanzialmente il prezzo e la fama siano un po' esagerati rispetto al numero di copie effettivamente esistenti.
Una decina di righi in cui si parla delle tavole mensili di Topolino disegnate da Fred Spencer.

Topolino e Piedidolci cavallo da corsa: esordio del cavallo Tanglefoot: a differenza dello struzzo Oscar e di Bobo l'elefantino, alla fine della storia Topolino non cede Piedidolci a nessuno, quindi si presume sia rimasto in suo possesso (infatti fa una rapida comparsata nella successiva Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante), ma scomparirà ugualmente dalla casa del Topo. Lo schema della storia è simile, debiti e guai vari con scommesse e non, a quello delle successive Topolino e l'elefante, Topolino e Pluto corridore, Topolino e il canguro, Topolino e lo struzzo Oscar e anche di Pippo e la bella Lea e Topolino e il selvaggio Giovedì.


Topolino Poliziotto e Pippo suo aiutante
: prima - entusiasmante e colma di suspense - storia in cui Topolino e Pippo fanno coppia (la lessi e rilessi da piccolo). Curioso come nell'articolo sia ripetuto un vecchio errore, cioè quello di attribuire il remake italiano (Paperino e le teste a zero) alla penna di Martina

Topolino contro il pirata e contrabbandiere Gambadilegno: Minni e Gambdadilegno vanno vicini al matrimonio.

Topolino e il rivale di Pluto: un altro cane in casa di Topolino: è il cagnetto bianco e nero del cortometraggio Just Dogs, e compare in altre tavole domenicali di Topolino, di Paperino e di Pluto.

La sezione domenicale comprende:

Topolino contro Wolf: Pippo parte con la Grande Tribù ma si vede poco; esordisce il bandito Wolf, che turberà i sogni di Topolino in una tavola autoconclusiva successiva a questa storia.

28 pagine di tavole domenicali autoconclusive

Portfolio dedicato all'inchiostratore Ted Thwaites (articolo in cui si sottolinea l'importanza dell'inchiostrazione; in più un aneddoto su questo personaggio) e al personaggio Gambadilegno: viene detto comunque poco di nuovo su quest'ultimo.



#16
Indice:

Fine rodaggio per Mickey (articolo): Oh santa pazienza! Insistono con "Con T. e Orazio nel castello incantato" i toni si fanno più drammatici" E dire che in questo stesso volume c'è anche Topolino e i pirati! Io Il Castello Incantato la vedo come storie buffonesca (nel senso positivo) e parodistica, tutta da ridere; ma gli aspetti più drammatici li vedo nella precedente Topolino e i Pirati, che è decisamente più coinvolgente.
Topolino e i Pirati
Topolino e Orazio nel Castello Incantato
Le disavventure di Pluto con Dan l'Accalappiacani, un sosia di Gambadilegno
Topolino Eroe dell'Aria: che bello che bello!!
Tavole domenicali: circa 27 tavole domenicali tutte di seguito, in cui i curatori inseriscono l'altra storia con Dan l'accalappiacani, Pluto contro l'accalappiacani (è la prima storia lunga di Topolino prodotta per le domenicali) e - sorpresa! - l'esordio di Tip e Tap: Topolino e i suoi vispi nipotini. Non manca anche l'esordio... di chi? Ma di Pippo, naturalmente! E subito dopo, la sua seconda apparizione
Portfolio dedicato a Webb Smith (sceneggiatore del Castello Incantato) e portfolio dedicato al merchandise et similia legato alle storie a striscia: libri, fumetti, statuine in PVC, spille, portachiavi, trenini elettrici, boccali, articoli di cancelleria e cravatte (queste ultime prodotte in Italia).
#17
Mi riprometto di commentare albo e storie in seguito, per ora presento l'indice, ottimo:

Domatore e Saltimbanco (1931-1932)






Come ti costruisco un "altro Topo" (articolo introduttivo): come Gottfredson dovette rimboccarsi le maniche (non c'era nessuno che lo aiutasse alle strisce) per creare il mondo di Topolino dal nulla, creando di volta in volta partner di prova per Topolino, che sullo schermo invece agiva da solo. Pubblicata anche questa tavola pubblicitaria americana: http://coa.inducks.org/story.php?c=Qit%2FTG+++19d


Topolino nell'alta società: con Topolino e Sgozza (strano che una guardia del carcere dica a Topolino di aver scommesso su di lui per l'incontro di boxe con Spaccafuoco qualche giorno prima, dato che, come sappiamo, la decisione di far partecipare Topolino all'incontro è faccenda dell'ultimo minuto)
Topolino domatore e saltimbanco: le imprese di Topolino uomo di fatica al circo (Sgozza scompare dalle strisce a metà storia, in sordina e senza nessuna spiegazione)
Topolino incontra Pluto: breve serie di strisce che mostrano come il randagio Pluto sia adottato da Topolino e come ben presto questo gli si affezioni
Topolino e gli Zingari: storia ad alta tensione, strano che negli articoli viene taciuto il sottoclima razzista nei confronti degli zingari, presente sia nella società del periodo che in questa storia
Topolino pompiere: le gesta di Topolino aiutante del factotum Pop Weezil
La pensione di Clarabella: serie di gag ambientate nella pensione che la vacca ha aperto da poco
Topolino e i due ladri: l'altra storia ad ampio respiro del volume
Topolino - tavole autoconclusive: 29 pagine di seguito con le prime tavole domenicali di Topolino, prodotte a partire dal 1932

Portfolio sul personaggio Sgozza e su Al Taliaferro (di quest'ultimo vengono pubblicate 3 sue vignette pubblicitarie con Paperino quasi impossibili da trovare).

Volume ottimo per come è impostato e ovviamente per le storie, ma traduzioni sotto il livello di guardia, nettamente inferiori a quelle del precedente volume. Discorsi stravolti, frasi accorciate (anche quando non ce n'è bisogno, visto che compaiono giganteschi balloon quasi vuoti) e addirittura, per distrazione, scambi di battute (cioè 1 battuta che per sbaglio è stata scritta nel balloon del personaggio sbagliato) e balloon lasciati vuoti per la fretta.
Peccato (poi posterò i relativi scan).
Come vedete, molta roba, troppa penserete. Hanno ovviato al problema raggruppando le storie brevi: voglio dire che hanno dedicato quindi, a un gruppo di 3 storie, 1 solo articolo alla volta (1 articolo per 3 storie), escluse le storie lunghe che hanno degli articoli "personali".
#18
Si sa, ormai è scontato che Rodolfo Cimino sarà uno di quegli autori di cui ancora fra 50 anni si dirà: Ma si è mai isolato tutto il materiale di questo autore?, perché visto l'andazzo di adesso, l'andazzo per i prossimi decenni sarà il medesimo senza progresso alcuno. 
La saga di Reginella addirittura si trasforma in Frittole, invece di adattare il finale in 2 episodi concepito dal suo creatore Cimino. E fatemi aggiungere che trovo sommamente ridicola la trovata di Stefano Ambrosio di pubblicare col contagocce il contenuto delle 2 ultime storie di Reginella negli articoli da lui scritti sulle testate Disney: è ridicola perché non puoi pubblicare la goccia e poi decretare il bando della storia tutta perché hai deciso di rilanciare la saga a modo tuo.
La foto qui sotto è un assaggio di quanto le sceneggiature di Cimino venissero pesantemente modificate in fase redazionale. Si è non di rado osservato che le storie ciminiane degli ultimi 10 anni avessero dei dialoghi sbiaditi, rispetto alla freschezza del passato: il fatto è che, consultando gli script autentici, si vede bene come le battute più assurde fossero per gran parte riscritte in modo da risultare innocue e dimenticabili. Le battute più divertenti dei suoi storyboards erano eliminate, le gags snaturate e... nel caso della storia in questione, una censura abbastanza importante è nella sequenza in cui Zio Paperone, con la faccia cupa di un condannato a morte, vaga per la spiaggia dell'isola con una vanga sulla spalla, in cerca di... oggetti rari! In realtà nello storyboard Zio Paperone, a causa della delusione, vuole autoseppellirsi, e questa spiegazione era largamente intuibile anche senza la visione dello storyboard... visione che comunque è una vera primizia!

La mia intenzione, essendo io un filologo, è quella, in un futuro non lontano, di aprire forse un sito web, in cui catalogare tutta l'opera conosciuta di Rodolfo Cimino in maniera sistematica, come fa la Carl Barks Guidebook con Carl Barks. Vedere i suoi sketches e conoscere tutte le differenze con la versione pubblicata è per me fondamentale. 
Questo non è l'unico luogo in cui sto redigendo questo mio appello, ma il Papersera ha un bacino di utenza molto importante. Invito dunque i possessori di storyboards ciminiani - che siano inediti effettivi (e ce ne sono!) o sketches di storie poi effettivamente trasposte su Topolino dai disegnatori, poco importa -, soprattutto ricevuti in regalo dal Maestro, a farmi avere una copia dei suddetti (chi vorrà farlo in mutuo scambio riceverà quelli in mio possesso, perché fortunatamente qualcuno ha già risposto all'appello).
Mi auguro che questo topic non sia attraversato solo da lurkatori di professione che si stancano troppo a mettersi in gioco personalmente, magari pensando "Ah! Io ne ho uno! Però vabbe'" e passano via!  ::)
Come ho già detto, sono un filologo e non un lettore entusiasta di Topolino: non nascondo che non ho alcun interesse a sapere che Reginella sia stata ripescata per delle storie nuove di zecca, perché a me interessa esclusivamente cosa pensava del personaggio il suo ideatore; non tengo in conto remake o what if, la cui importanza è per me secondaria. Penso che in questo modo sto giustificando abbastanza il mio appello di questo topic, che i più troveranno bizzarro o... inusitato.
Chi è in grado, si faccia sentire in privato perché so bene che di materiale ricevuto in dono ne avete, c'è chi ne ha anche in massa!
Se avete altre domande, intervenite pure in questo topic anche se non avete in casa storyboards del Maestro. Per esempio, molti di voi saranno interessati ad avere ragguagli su come funzionano i diritti d'autore in questi casi, nel caso qualcuno volesse far pubblicare su carta gli sketches così come sono (cosa che almeno al momento non è mia intenzione, sia chiaro).

Federico Provenzano


#19
Buonasera.
Sto mettendo in cantiere un nuovo volume ad argomento Disney. Diciamo che il progetto andrà in porto se il risultato finale sarà soddisfacente: questi sono gli accordi da me presi con gli editori.
Dato che il periodo per me è caldo (ho altri 2-3 progetti in contemporanea), avrei bisogno di qualcuno che mi aiutasse con le traduzioni dall'inglese all'italiano. Con cui dividere il lavoro delle traduzioni, quindi.
Se qualcuno è interessato e si sente di poter impiegare del tempo in questo senso, nei prossimi mesi, mi contatti in via privata.
Che ci potrà essere qualcuno, lo spero vivamente!
#20
Sfide e richieste di aiuto / Piatti e ricette ciminiani
Giovedì 5 Apr 2012, 18:54:02
Nessuno ha iniziato il topic? Bene, lo inizio io. Mi sono permesso di trasportare qui quanto Vito aveva scritto nel topic del Maestro (la ricetta da Zio Paperone e le sue storie quasi vere - I predoni del deserto e la carovana trigobbuta, 1993), e in più ho aggiunto le altre:


FAGIOLATA DEL PIONIERE/FAGIOLI DEL PIONIERE                                                                                                    (Zio Paperone e i fagioloni di Vulcania, 1988):
Coi fagioli del pioniere si prepara una speciale fagiolata; i legumi devono però essere freschi, e i fagioli del pioniere durano, freschi, ben 2 mesi. Ricetta che Nonna Papera fornisce ai nipoti. Quando nessuno li acquistava, gli antichi usavano mangiarli tutti all'interno della famiglia.






FAGIOLONI DI VULCANIA (Zio Paperone e i fagioloni di Vulcania,1988)                                                                   Fagioli giganti (del peso di circa 1 quintale) che crescono solo nella terra appunto chiamata Vulcania. Crescono spontaneamente sul magma tiepido, a ovest del villaggio degli autoctoni. L'insieme delle piante forma la foresta fagioliera o fagiolaria. I fagioloni vengono dai nativi cotti sul magma. Zio Paperone tenta inutilmente di lanciare i fagioloni a Paperopoli nei formati panino esterno e panino domestico.





LEGUMI ALLA VAGABONDA (Zio Paperone e la doppia tenzone, 1965)
Piatto preparato per sé da Paperone cercatore d'oro alla fine dell''800; gli fu indispensabile per aver salva la vita dopo essere caduto prigioniero di alcuni guerrieri Pellerossa appartenenti alla tribù degli "Stomachi di Ferro". Per commemorare l'impresa, ogni anno viene indetta a Paperopoli una gara gastronomica tra cercatori d'oro; nella storia, Brigitta, vince la gara cucinando i suoi celebri fagioloni al cactus selvaggio condendoli con paprica dell'ellesponto.





PAGNOTTA CALDA CON BURRO E ALICI (Paperino, Gastone e il rubinetto latitante della fonte sapiente, 2009):
Buoni pasto fungenti da incentivo all'ingresso, nella professione di idraulici, di disoccupati e perdigiorno di Paperopoli. Attirano Paperino e Gastone.







PAGNOTTA DEL PASTORE (Zio Paperone e le sue storie quasi vere - I predoni del deserto e la carovana trigobbuta, 1993):
Ricetta: Pane casereccio, abbondante cipolla rossa, un pizzico di sale, un filo d'olio d'oliva e una goccia d'aceto.




PAGNOTTA MILITARE ---> vedi Rancio della sentinella.



PANINO DEL TROGLODITA (Paperino & Paperoga e il ferro... d'argento, 1998)
Ricetta: Una fetta di pane, strofinata con aglio, tra due rondelloni di cipolla rossa, unti d'olio d'oliva.





RANCIO DELLA SENTINELLA (Zio Paperone e le palpebre dorate, 2009)
Consiste in pagnotta militare con salsicce alla brace... punzecchiate ma non bucate.
Nella stessa storia Zio Paperone ordina a Battista il rancio del riposante, ma non viene spiegato in cosa consiste.








Questo è un topic per amanti del genuino, frequentatori di McDonald's si astengano dal bighellonare qui :P
Chi più ricette ha, più ne metta!







#21
Ho acquistato "Topolino" libretto 350 del 12 Agosto 1962, e mi sono accorto tardi che c'è una pagina strappata. Qualcuno che lo possiede, potrebbe farmi una scansione delle pagine 45 e 46 di questo volume? Corrispondono alle pagine 3-4 della storia Paperon De' Paperoni e il veliero risolutore , comunque ristampata anche su Albi della Rosa 653 del 1967 (e mai più vista da allora).
Ringrazio in anticipo chi accetta di farmi questi scan.
#22
Un appello ai possessori del Journal de Mickey 2952
Sicuramente per un errore di impaginazione, mi ritrovo mancante l'ultimo elemento di questo numero, cioè la tavola singola.
Me ne sono accorto solo adesso che stavo caricando le immagini sull'Inducks.
Chi è in possesso di quest'albo (è difficile, lo so) potrebbe postarmi quando ha tempo solo questa pagina? Grazie :)

No no, scusate, mi riferivo al 2952!!!! E' che avevo aperte 2 finestre contemporaneamente su tutti e due gli albi e ho fatto confusione
#23
Chi apre l'armadio spesso tossisce a causa della polvere che vi trova, oppure vede sbucare uno quei fastidiosissimi insetti longilinei mangiatori di polvere; io invece quest'oggi aprendo l'armadio vi ho ritrovato delle storie olandesi di Paperino mai arrivate in Italia. Niente di che, direte voi, ma il fatto è che sono storie degli anni 50 mai ristampate!!
Purtroppo non saprei in che modo leggerle, se qualcuno se la sente potrebbe fornirmi la traduzione, se io gli descrivessi - o gli mostrassi - le vignette?
Lo ricompenserei con un cartoccio... di complimenti.
Niente paura, non sono storie lunghe :)
Il fatto di tradurle non gioverebbe solo a me ma anche al gruppo di appassionati che frequenta il forum, così posso loro descriverle bene. :)
#24
Ecco la prima tavola della storia - che avevo annunciato - in cui Topolino e Pippo sono disegnati dal misterioso Yoann su testo di Lewis Trondheim (che quindi di Disney non ha fatto solo illustrazioni come dall'Inducks) in stile gottdredsoniano. I 2 gestiscono un'agenzia investigativa.
E' forse una storia "illegale", dato che non compare il "marchio" WD e non risulta indicizzata? Leggete anche il trafiletto in basso (ma che c'entra tirare in ballo sempre Barks anche quando non c'entra?).



Nella storia - 4 pagine in totale - compaiono anche Pat Hibulaire a Paperino (la realizzazione grafica di Paperino ha risultati stravaganti):




#25
Come da titolo, cerco soltanto il volume 51, quindi rinunciate a  tentare di rifilarmi il resto della collana (che ho quasi tutta), grazie. Attendo anime comprensive.

...
#26
Buonasera a tutti.
Ho aperto questo topic a due anni esatti dalla scomparsa da questo forum dell'utente che si appellava GGG. Non è sparito soltanto dal forum, ma dall'intero web, e da due anni esatti non è reperibile nemmeno al suo indirizzo email. Era un utente molto attivo sia sul Papersera che sull'Inducks, per questo la sua improvvisa scomparsa ci aveva messi in allarme e ci ha fatto preoccupare sempre di più in questi anni. Personalmente, stava addirittura per inviarmi del materiale in pdf quando appunto si è volatilizzato dalla sera alla mattina. Ho deciso di aprire questo topic in conincidenza con l'uscita del nostro libro (perché eraè un amico e ci tenevamo a farglielo sapere) dopo attenta e lunga discussione principalmente tra me, il Buon Bombastium e Pacuvio.  
Eravamo in confidenza con l'utente GGG, nel senso che parlavamo frequentemente per MP in diversi forum lavorando insieme a diversi progetti, nonostante questo, per sua scelta, le sue generalità sono sempre apparse un po' nebulose. Sembra si chiamasse Eugenio Tarasi e - questo è sicuro e non ci piove - abita/va in quel di Savona, probabilmente nella cittadina di Albenga (parlava spesso della cattiva connessione in prossimità del mare).
Se qualcuno del forum sa di più nei riguardi di questo utente, lo prego di informarci delle sue condizioni: si è trasferito? Non ha avuto più modo di connettersi?

E anche spero che stia leggendo questo topic lo stesso GGG, così da sapere che lo "ricerchiamo" e che ci preme sapere sue notizie.

#27
Commenti sulle storie / Paperino e l'uomo del West (1955)
Martedì 23 Mag 2017, 21:31:21
PAPERINO E L'UOMO DEL WEST [1955]
Conosciuta anche come: PAPERINO E I DON ROSISTI SINCOPATI; PAPERINO E LA DISFATTA DI DON ROSA



Sceneggiatura: GUIDO MARTINA
Matite: GIOVAN BATTISTA CARPI                                   Inchiostri: GIULIO CHIERCHINI
Albi d'Oro #34, 28/8/1955.

Uno dei duri, imprevedibili, estenuanti e disforici viaggi nel Selvaggio West per i Paperi di Martina. Paperino ne esce scornato ma le sue motivazioni sono qui in parte condivisibili, volendo. In fondo, si imbatte in un uomo che forse non è meno matto di Zio Paperone, solo che lo è all'opposto, ma comunque con il risultato identico di orchestrare le cose a netto svantaggio del nipote. Regalando miniere a destra e a manca senza discernimento, "Mani Buche" genera nuova avidità e violenza nei confronti dell'avventato e impulsivo Paperino (costui viene minacciato a fucili spianati da una torma di rudi pionieri), donandogli dunque dei nuovi nemici. Lo stesso anziano zio del West ben presto dimostra di non voler rinunciare neppure lui alle minacce e alla sopraffazione fisica nei confronti dello sfortunato parente di città. Paperino farà l'errore di voler combattere le azioni "folli" e incomprensibili del Selvaggio Ovest con la meschina follia di città, la quale prende il treno e si catapulta in quei luoghi nei panni del taccagno arcimiliardario Paperon De' Paperoni. E la punizione arriva presto, nella persona di un gruppo di banditi che sequestra immediatamente il Vecchio Cilindro col nipote spingendosi fino ad un'asfissiante tortura nei confronti del magnate, che dura per un bel po' di vignette. Forse, in fondo è meglio dar retta ai consigli di un mezzo matto come "Mani Buche" e non agitarsi tanto intorno alle ricchezze, perdendosi nei tramonti mozzafiato del West e nella suggestione della sua Natura selvaggia, cose che i piccoli Paperini dimostrano di preferire. Finale ancor più beffardo grazie ai Nipotini che, da dietro le rocce, non visti scrutano con sguardo stupito (e nei loro occhi sembra brillare la luce di una morale) gli incomprensibili avvicendamenti del mondo degli adulti.                                    
Esilaranti le interminabili cronologie dei ponti sul Fiume d'Oro immortalate nei vari cartelli in cui si imbattono i Paperi. "Mani Buche" è il Paperon De' Paperoni del TIC (nato appena un secondo prima del Paperon De' Paperoni del TAC), ma nella storia i due non s'incontrano mai, quasi come fossero due facce della medesima Persecuzione paperiniana: la sequenza in cui i Paperi vagano per la Città d'Oro beneficata dal Paperone benefattore è onirica, complici i disegni spogli di un Carpi ancora non pienamente maturo e autonomo. L'anno dopo perfino Romano Scarpa assegnerà un fratello allo Zione, il ben più famoso (ma i successivi autori Disney non vi sono ricorsi poi così tanto) Gedeone. 
Non sono d'accordo con chi pensa che il periodo conflittuale tra i Paperi sia ascrivibile a una fase "squilibrata" della scuola italiana, mi sembra un'opinione dettata più che altro da un gusto prepotentemente raffinato. Trovo che il fumetto comico italiano sarebbe stato più povero senza queste interpretazioni dei Paperi secondo il proprio sentire (e le baruffe martiniane li hanno resi vitali).
#28
Commenti sulle storie / Paperino e il fumo d'Oriente
Mercoledì 12 Apr 2017, 21:32:14
Stasera voglio viaggiare in Oriente, e a tal proposito vi segnalo che lì in Oriente, nel 1973, capitò una storia a Paperino in cui il palmipede si ritrovò posseduto da un demone orientale (vi è nuovo?) per colpa di alcuni ladri che vogliono fargli scovare una certa urna, e alla fine il demone si manifesta nella sua tenebrosa forma... demoniaca (vi è nuovo?). Alludo al famoso L'ESORCISTA [1973]. C'è da dire, comunque, che la storia di Paperino suddetta esce a inizio 1973, mentre L'ESORCISTA fu edito a fine 1973 e *soltanto* negli USA, mentre in Italia giunse l'anno successivo. Magari l'ispirazione per questo fumetto di Cimino potrebbe tutt'al più provenire dal libro alla base del film? Fatto sta che si tratta di situazioni difficilmente replicabili nel fumetto Disney (con un antecedente illustre del 1954 ancora più orrifico che... CHI SI RICORDA IL TITOLO DELLA STORIA DI GUIDO MARTINA CUI ALLUDO??), trattate con la dovuta dose di mistero e delicatezza dal suo autore.
Nella sua apparizione simil-Pazuzu, certo il demone si rivela come un porco con gli artigli, ma questa è l'interpretazione di Luciano Gatto: altri disegnatori al lavoro in quell'epoca (e ve n'erano anche alcuni con un particolare feeling per la materia occulta) avrebbero disegnato lo spirito "fumogeno" di questa storia in un'altra maniera, se la sceneggiatura fosse stata consegnata a loro, questo è ovvio.





#29
Commenti sulle storie / Paperino e l'isola di Adamo
Martedì 9 Feb 2016, 19:16:39
[scrivo anche qui le mie considerazione su questa storia di Martina, che fa il paio con quanto detto per Topolino e il tempio dalle 4 porte, quest'ultimo un commento che forse farei meglio a trasferire su un topic a sé come questo]

PAPERINO E L'ISOLA DI ADAMO [1957]




Non ho mai voluto dare una valenza pedagogica a quello che scrivevo rispose più o meno Guido Martina negli anni '80, quando gli fu chiesto il perché del carattere violento dei suoi Paperi, tanto diverso dal resto della tradizione. Come argutamente notato da alcuni appassionati, si può far risalire il modello martiniano a quello di fine '800 di Carlo Collodi, pessimista e anarchico nel suo popolarissimo Pinocchio. Lì come in Martina, il protagonista è buttato allo sbaraglio nel mondo e prova sulla sua pelle ogni tipo di sofferenza: solo dall'esperienza di questo mesto caleidoscopio può imparare qualcosa, e non da ipotetici valori cosmici che regolerebbero l'universo e che tenderebbero a influenzarci in positivo, che sembrano inesistenti (o comunque disinteressate all'umano agire) nella visione martiniana formatasi attraverso dannunzianesimo e futurismo.
PAPERINO E L'ISOLA DI ADAMO presenta, a conti fatti, uno schema non diverso dalle altre paperiniane di Martina di quel tempo: Paperino sbaglierà, si intuisce dalla gag nella testatina in cui sta per mettere il piede in un pertugio circolare. È tutto un canovaccio, tanto che abbiamo un'entrata teatrale (senza l'annuncio di rito da parte del maggiordomo) di un ricco messicano in quella che sembra essere la camera da letto di Zio Paperone; appare come una licenza dettata dalle esigenze drammatiche anche l'articolo di giornale stampato a tempo di record mentre Paperino e nipoti si trovano ancora aggrappati a quel che rimane dell'isola del titolo.
Adam Island nella realtà è il nome di un lembo di terra circondato dall'acqua appartenente allo stato insulare di Grenada, nel Mar dei Caraibi. Martina prende forse spunto dal nome di questa, dandogli in più le caratteristiche di Tomba Tuni, isola a forma di fungo dell'arcipelago delle Salomone. Anche in questa storia Disney del 1957 si può trovare, se proprio lo si vuol fare, una lettura più nascosta. Perché il nome Adamo? Paperino sembra trovarsi, sull'isola del titolo, in una condizione quasi adamitica poiché nudo di risorse (lo stesso Paperone la definisce a p. 11 un "paradiso terrestre", ovviamente in malafede). Secondo la Massoneria, il cosiddetto peccato di Adamo sarebbe la sua ribellione contro i "Demoni" che gli avevano vietato di mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male. A questa ribellione sarebbe stato indotto da un Angelo di luce (viene chiamato così il serpente e quindi Satana), rendendo dunque il peccato di Adamo il mezzo della vittoria su Dio. In questo modo Adamo fu illuminato e iniziato alla vera religione, che sarebbe la Massoneria. L'opinione comune riguardo il peccato di Adamo fu dunque stroncata nel 1950 da Lorenzo Fusi in un discorso tenuto a Roma in seduta d'istruzione massonica, definendolo, insieme agli altri dogmi della Chiesa, "leggende mitologiche" e "imposture". Nell'avventura martiniana abbiamo una vaga rassomiglianza nelle dinamiche: Paperino è indotto dal messicano Don Rapè a far saltare l'isola del "padre" orco Zio Paperone, di cui Paperino vuole vendicarsi (lo Zione si definisce figura paterna per Paperino a pag. 7). L'isola, come abbiamo accennato prima, ha una forma di fungo, e anche il fungo può essere ricollegato all'esoterismo: il fungo allucinogeno Amarita Muscaria, ad esempio, è rappresentato come albero del bene e del male in un affresco nella chiesa (ora diroccata) di Plaincourault in Francia. Nel 1970 il britannico John M. Allegro, ex membro dell'équipe internazionale che analizzò i manoscritti di Qumran (e unico agnostico all'interno di essa, mentre gli altri erano cattolici) scriverà un libro in cui giungerà alla conclusione che le origini del Cristianesimo siano da ricercare nei culti preistorici della fecondità del Vicino Oriente antico, strettamente legati alla sessualità e all'uso di sostanze psicotrope. Gesù in realtà non sarebbe un uomo ma un semplice simbolo per celare ai non iniziati la verità esoterica primordiale dei culti della fecondità che erano alla base di tutto: non un uomo, dunque, ma un fungo allucinogeno (Amanita Muscaria, appunto) venerato dagli antichi per il suo potere divino e per la sua facoltà di crescere senza semi (come il nato da una Vergine). Per il colto Martina, tutte queste potrebbero essere suggestioni che agiscono a livello inconscio, o magari un reale scambio di segnali per chi potesse capirli. Chi può dirlo? Sono domande che probabilmente non avranno mai una risposta.
Martina inserisce a pag. 5 un piccolo omaggio a Franco Lostaffa, impiegato in redazione anche come letterista: vedi la firma dell'impiegato Lostaf-Fran nella scheda sul bene immobile "Isola di Adamo".
#30
Commenti sulle storie / Paperino sonnambulo (1950)
Martedì 16 Ago 2011, 23:58:12



Avrei voluto recensire qui Paperino e lo spirito del 76 (che finora è la storia di Thomson che mi ha colpito di più), ma non ho fatto in tempo quindi riporto qui, coi dovuti aggiustamenti, una mia recensione di qualche tempo fa. Innanzitutto è ovvio che non sto qui solo a riversare sul thread  il "raro e particolare" a prescindere dalla qualità, ma soprattutto di condividere con gli utenti quelle storie che qualitativamente sono una sorpresa, e che non godono di una particolare fama rimanendo un po' nell'ombra. Lo premetto perché sono stato recentemente  e più volte tacciato per non avere gusto, proprio io, mah! Anzi sono tra i primi ad appassionarmi a ben altro che i valori secondari, quando mi ritrovo a leggere qualcosa. Ovviamente è parecchio raro che succeda di scovare in mezzo a queste rarità dei capolavori (o quasi), ma meno raro è invece trovare delle storie tanto gradevolmente riuscite da essere al di sopra della media delle altre storie presenti nello stesso ambito.                                                        
Nello specifico, parliamo di una ten-pager uscita sull'albo Walt Disney's Comics and Stories 123 del Dicembre 1950. Non ha un titolo nell'originale, ed è una delle (credo 9 in tutto) storie pubblicate sull'albo mensile per tappare il buco lasciato all'infaticabile Barks, che in quel periodo curava sceneggiatura, matite, chine e lettering delle proprie storie, e oltre a quelle brevi su Walt Disney's Comics and Stories, era impegnato anche nella realizzazione delle storie ad ampio respiro per Four Color Comics. Paperino sonnambulo (l'unica disegnata da Riley Thomson tra i 4 disegnatori che si alternarono a Barks dal Febbraio al Dicembre 1950) è, anche a detta dei critici, sicuramente una delle più divertenti, abbastanza curata nei dettagli e beneficiata dai disegni fluidi e guizzanti di Thomson di cui, nonostante alcune espressioni di Paperino (vedi a questo proposito, come esempio, alcune pose di Paperino nella bella Paperino e lo spirito del '76) possano non essere gradite a molti lettori, di certo non possiamo non riconoscere l'abilità nel rendere fisicamente la dinamicità delle sequenze, nel fare sentire vivi e consistenti i personaggi sulla carta, di certo il suo non era un disegno piatto. (a volte una non perfetta inchiostrazione nascondeva quasi il tratto di Thomson, vedi a tal proposito Paperino e le prodezze di Cip e Ciop). Paperino sonnambulo è forse sceneggiata dallo stesso Thomson (a quei tempi egli era story-man agli Studi Disney), che prese spunto quasi sicuramente da Sleepy Time Donald, cortometraggio animato con Paperino distribuito il 9 Maggio 1947. In detto cortometraggio Paperino veniva assecondato nel suo sonnambulismo da una fin troppo paziente Paperina (che alla fine fingeva di essere anche lei sonnambula), mentre nel fumetto di Thomson (che forse risulta ancor più divertente del corto) sono Qui Quo Qua a tenere a bada lo zio, il quale combina guai a non finire (molto divertenti, assicuriamo), legati al progressivo sconvolgimento del povero poliziotto in cui Paperino e nipotini si imabattono ripetutamente. Nella quarta e quinta tavola Paperino si infila, da sonnambulo, nel letto di un individuo (non antropomorfo, ma un vero e proprio "essere umano"), che possiamo quasi affermare di essere la caricatura dell'animatore Fred Moore, migliore amico e "nume tutelare" di Thomson. Moore – la cui versione animata con ciuffo e nasone, nel ruolo di uno dei 2 cabarettisti (l'altro è la caricatura di Ward Kimball) di fine Ottocento, compare anche nel cortometraggio di Topolino The Nifty Nineties, diretto dallo stesso Riley Thomson e distribuito nel 1941 - sarebbe scomparso 2 anni dopo, si dice  per i postumi di un incidente stradale, ma alcuni sostengono che si trattasse di alcolismo all'ultimo stadio.
E' stata ristampata 4 anni fa su Zio Paperone 209 del 2007, ma se si vuole cogliere al meglio il tratto di Thomson, consiglio l'edizione della storia in bianco e nero presente sul volume Capolavori Disney 8 del 1992 (collana che personalmente amo tantissimo anche se la sto scoprendo solo di recente), dedicato proprio a Thomson che fu uno tra i massimi artisti capaci di serrare lo sguardo del lettore senza rischio di abbandonarlo fino alla fine (La tavola linkata qui sopra infatti non dice nulla del valore grafico della storia.). (Qualcuno qui aveva detto, molto condivisibilmente, che il modo migliore di pubblicare una storia è proprio il bianco e nero).
Infatti delle sue storie degli esordi a volte sto porzioni di tempo ad ammirarne i disegni anche senza leggerne i testi. Però forse penso che Paperino e lo spirito del '76 sarebbe capace di catturare di più il lettore, a livello di sceneggiatura; poi a me queste storie piacciono tutt'e due. Chi non è capace di divertirsi e si sente investito dalla missione di dover tramandare ai posteri il Disney da tramandare, prego astengasi (per il suo bene, naturalmente). :P