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Post - Maximilian

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1
Rileggendola, ho notato una disparità maggiore tra i due tronconi della storia (o tra le due storie, giacchè considerarla unica è piuttosto arbitrario).
La prima parte è carina, ma non davvero memorabile, mentre la vicenda si eleva quando entra in scena il vero protagonista dell'avventura. Dopo aver conosciuto svariate gambadilegnate a firma di Walsh o dello stesso Gottfredson, avevo teso a minimizzare questa sua interpretazione: invece già qui dimostra grande personalità e carisma (sebbene le sue capacità di comandare non hanno ancora raggiunto il massimo).

Ma siamo sicuro che il presente fumetto sia di De Maris? Lo stile non sembra proprio il suo: 4 anni (non pochissimo, ma nemmeno così tanto) dopo ne avrebbe sfoggiato uno ben diverso. O forse Gottfredson incideva nelle sceneggiature più di quello che penso.

2
Off Topic / Re:Le vostre opere
« il: Sabato 11 Set 2021, 12:28:47 »
Non intervengo qui da veramente tanto. Pur avendo continuato ogni tanto a disegnare, non avevo voglio di scannerizzare, allora ho deciso di fotografare, così faccio prima (e la risoluzione non sembra peggiorata in modo percettibile)

3
Sfide e richieste di aiuto / Re:Paperi, Topi e Fantasmi
« il: Sabato 11 Set 2021, 11:41:01 »
Segnalo il flauto di Omar, sebbene non sia del tutto chiara la natura delle entità presenti (più spiriti che fantasmi, probabilmente)

4
Le altre discussioni / Re:Significato dei nomi
« il: Sabato 11 Set 2021, 11:32:58 »
Un po' di cani da Topolino e Pluto corridore: Flea Circus, Hambone, Beef Stew e Ruff on Katz

5
Commenti sugli autori / Re:Rudy Salvagnini
« il: Sabato 4 Set 2021, 21:48:43 »
E’ principalmente noto per i romanzi di Pippo, tuttavia i suoi meriti vanno ben oltre.
L’ho rivalutato consistentemente negli ultimi anni, scoprendo diverse opere che non sapevo create da lui e conoscendo quelle che giudico le sue migliori e consiglio caldamente:
-   Topolino e la foresta che cammina
-   Topolino e la montagna di luce
-   Topolino e il vortice imperiale
-   Topolino e il coyote rock
-   Topolino e l’incredibile minaccia di Cyberman
Si tratta di storie molto fantasiose e particolari, con una propensione verso il bizzarro. In alcune si respira un grande senso del mistero (la prima e la quarta), altre dotate di efficace umorismo (soprattutto la seconda), ma tutte sono scritte molto bene e con svariati guizzi.
L’ultima della lista si differenzia per essere più convenzionale rispetto alle altre, ma comunque notevole.

Oltre a queste cito anche Il professor Pippo e la fisica troppistica e Topolino e l’inafferrabile Temporius, che secondo me sono di pari livello a quelle precedenti, però avendole lette da bambino la nostalgia potrebbe influenzarmi. Delle altre invece, gustate per la prima volta da adulto, non ho riserve sul valore oggettivo.

Tra gli altri meriti, lo giudico uno dei pochi (se non il solo) a divertire con Ciccio protagonista. E anche la serie dei disastri di Paperoga ai danni di Paperino, che con gli altri autori mi è venuta sovente a noia, con lui resta godibile.

Tornando ai mercoledì di Pippo, noto che più volte lo sceneggiatore a provato a trasporne lo schema in media diversi. Nelle seguenti occasioni alcuni personaggi provano a realizzare non un romanzo ma un film o altro producendo effetti più o meno similari alla serie più famosa:
-   Paperino e gli Ameboidi dallo spazio profondo
-   Paperino e Paperoga al centro della Terra
-   Pippo e Horsazio il mostro spaziale mai sazio
eccetera.

6
Sfide e richieste di aiuto / Re:storia da quel fotogramma
« il: Martedì 31 Ago 2021, 22:46:56 »
Grazie mille. Per non spammare, conosci (o qualcuno che vede quel post) alcune storie simili? Intendo quando Paperino (o altri personaggi) vengono visti senza i loro vestiti in qualche modo?
Orazio, in tutte le storie fino a Topolino giornalista.
Chiquita, sempre.

Topolino

Paperone

Panchito

7
Le altre discussioni / Re:Lo Spazio Disney, di Bramo
« il: Martedì 31 Ago 2021, 22:19:18 »
per quanto mi riguarda non basta averlo visto vestito in una certa maniera per decenni perché quei capi siano "iconici". Iconico per me è qualcosa di particolare, qualcosa che abbia un'immediatezza simbolica, e a me dei semplici pantaloni lunghi con una polo, addirittura con la giacchettina sopra, non sono dotati di questi elementi e quindi non mi viene proprio da considerarli iconici.
In ogni caso non mi sembra un problema: un personaggio deve risaltare per la propria personalità, non per ciò che indossa. Lo stesso si potrebbe dire per altri personaggi, comunque, eppure nessuno se ne lamenta: lo stesso Pippo, molto più bizzarro, eccetto per cappello e calzature, non è dotato di abbigliamento così particolare.
Vuoi qualcosa di peculiare nel vestiario d Topolino? Bastano le scarpe: abbigliarlo da capo in modo strampalato sarebbe eccessivo e lo caratterizzerebbe in maniera stereotipata.
Le scarpe invece sono un elemento discreto e misurato, che comunicano qualcosa senza esagerare.

E poi con un aspetto esteriore il più normale possibile, anche le caratteristiche giocose e spensierate risultano più sorprendenti:



La strizzatina d'occhio al Mickey abbigliato coi pantaloncini, piuttosto che a un Paperino con il design della Gallinella Saggia, per me non stanno a significare che gli autori che li fanno si fermino alla superficie di ciò che citano senza capire lo spirito degli autori classici. È semplicemente un gioco, un rimango grafico - e quindi immediato - al passato, fatto per di più solo in determinate occasioni celebrative, come ho evidenziato nel pezzo. Non ci vedo nulla di male, insomma.
Io mi domando perchè farlo.
Mi sembra un fenomeno affine (per quanto apparentemente diversissimo) alle storie con i personaggi famosi più o meno calati nel contesto disneyano. In un caso si tenta di catturare il lettore nostalgico, in un altro i seguaci del presunto divo di turno. Malgrado le differenti modalità, la logica alla base è la stessa.
In entrambi i casi l'autore rinuncia al suo ruolo - raccontare una storia - per dare al pubblico che che vuole, o crede di volere. Per me il fumetto e l'arte in generale dovrebbe indurre a riflettere, invece queste operazioni commerciali tendono a spegnere il cervello, non riuscendo nemmeno a intrattenere, a causa della vuotezza delle trame.
Anzi, per quanto mi riguarda in genere trovo e vicende con i le celebrità caricaturate meglio riuscite.

E poi Cavazzano si rovina la reputazione ad associare continuamente il suo nome ad opere del genere.
E mi pare un fatto - qui mi permetto di uscire dunque dall'opinione meramente personale - che sia quell'immagine di Topolino quella più nota, la più immediatamente riconducibile al personaggio da parte di chiunque
Il fatto secondo me non è che sono riconducibili al personaggio, bensì alla prima versione (stereotipata, scontata e commerciale) dello stesso. Dal momento il moderno personaggio è più complesso, l'azienda, attenta evidentemente che il suo pubblico non sia indotto a pensare, bette con il marketing nell'opposta direzione. Di conseguenza questo ed altri elementi come sorrisoni ebeti resistono da decenni: non perchè funzionano, ma perchè la ditta insiste nel bombardare con certe immagini le quali, per abitudini, diventano le più riconoscibili.

Nella mia mente quei pantaloncini sono simbolo di una cosa sola: dell'atteggiamento retrogrado comune purtroppo a lettori ed autori. Ciò spiega, sebbene non mi arrischi a dire che giustifica, la mia avversione per essi ed altri simili elementi.

8
Le altre discussioni / Re:Lo Spazio Disney, di Bramo
« il: Venerdì 27 Ago 2021, 22:12:52 »
Ciao a tutti!
A sorpresa, ho pubblicato ieri un post estemporaneo sul mio blog Lo Spazio Disney, che come ormai sapete si appoggia a Lo Spazio Bianco.
Nello specifico, ho voluto analizzare il ruolo che secondo me ricoprono i pantaloncini rossi di Topolino per il personaggio, e in generale l'importanza del suo abbigliamento.
Lo trovate qui:

https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2021/08/26/quei-pantaloncini-rossi/
Sull'argomento avrei valanghe di cose da dire, comincio col citare quanto segue:

"Il look di questo Topolino è piuttosto anonimo, inutile nascondersi dietro un dito. Tali normalissimi abiti da un lato potrebbero in effetti avvicinarlo a un contesto di realtà (al netto forse dei colori….), ma hanno la controindicazione di non renderlo particolarmente iconico e al contempo di averlo imborghesito anche nell’aspetto."

Mi oppongo! Il vestiario di Topolino è la perfetta via di mezzo tra serietà e scanzonatezza.
E poi, dopo averlo visto migliaia di volte in quei panni, come si fa a non considerarlo iconico?

Per chiarire la mia posizione faccio una (lunga, ma altrimenti non si capisce):
All'inizio quel vestiario aveva senso. Era un mondo popolato da animali antropomorfi dove svariati personaggi erano vestiti solo dalla vita in giù, altri solo in su, altri per niente, alcuni invece del tutto.
In quel contesto quindi i pantaloni corti di Topolino erano perfettamente calati nel contesto e davano l'idea di una persona normale, che a prima vista e a livello esteriore sembra come tanti altri.

Poi, con gli anni il mondo di Gottfredson si è avvicinato sempre di più a quello reale quindi anche i personaggi si abbigliavano sempre di più come persone vere. A un certo punto si è arrivati ad una situazione in cui solamente Minni, Topolino e Clarabella andavano in giro seminudi e questo strideva parecchio con il contesto. In particolare, ormai già dal 1935 il protagonista è diventato un adulto maturo e responsabile, perdendo le caratteristiche da monello e infantili.

Abbiamo dovuto aspettare anni, ma finalmente anche a loro sono stati concessi indumenti che li integrassero nel contesto anzichè farli apparire degli strambi in stile Eta Beta*. E si è tornati a questa situazione (mi auto cito): "erano perfettamente calati nel contesto e davano l'idea di una persona normale, che a prima vista e a livello esteriore sembra come tanti altri"
Tornare indietro è inutile e anzi dannoso, distrugge i progressi che si sono fatti nel passato (che si finge di celebrare).

"In Italia una scelta sistematica del genere non è mai stata avviata, ma gli omaggi, le citazioni e le battute sulle braghette si sono sprecati. [...]"

Fosse per me, idiozie del genere dovrebbero essere vietate per legge. Questo significa veramente citare Gottfredson alla lettera ma dimostrando di non averne capito nulla dello spirito. E trattano il lettore come uno scemo, se credono davvero che basti modificare gli abiti per convincerlo che sono tornate le storie belle una volta. Gold-ding it!

"per nulla insensibile al fascino dei pantaloncini rossi dai bottoni gialli"

Quale fascino? Cos'hanno di affascinante (tolto il fatto che erano indossati dal personaggio)? Assolutamente niente: chiami fascino l'abitudine di averlo visto più volte in quei panni. Ma il fascino delle storie di Gottfredson non stava di sicuro in certe boiate: non comprendo come si possa conoscere la sua opera e non rendersi conto di una cosa tanto ovvia.
In realtà invece, tolti i primi due/tre anni di strisce, quei pantaloncini non lo rappresentavano affatto.

"un elemento così portante nella mitologia del personaggio"

Questa è talmente delirante che non ho parole per commentarlo. Topolino è davvero un mito, ma non per stupidaggini del genere.
Se esistono personaggi la cui cosa principale a rendere mitici è una cosa del genere, significa che sono senza dubbio personaggi da meno di due soldi.

*Non che Topolino non abbia le sue peculiarità e le sue stramberie (lo stesso Walsh lo mostrato più volte): ma esse vengono interiormente, dalla sua spontaneità e dal suo animo. Non è e non è mai stato un esibizionista (perchè questo significa andare ovunque in giro a torso nudo nel mondo reale, faith e bejabbers!).

9
Cinema, musica e letteratura / Re:Che libro c'è sul comodino?
« il: Lunedì 23 Ago 2021, 20:28:24 »
Tante cose. La trama e' una guerra fra casate nobiliari nel contesto di un impero interplanetario, ma vengono toccati numerosi argomenti, dall'uso politico della religione all'ecologia. Veramente un libro ricco e profondo.
Secondo te è più vicino a Dick o ad Asimov?

10
A mio avviso le principali fonti di ispirazione (sapientemente amalgamate) sono tre:

- gli argomenti di Topolino giornalista
- la tensione di Topolino e il mistero di Macchia Nera
- il cinismo di Topolino e la lampada di Aladino

Se per i primi due punti riconosco che si è riusciti spesso a raggiungere il modello di riferimento (talvolta anche a superarlo), per il terzo secondo me sono rimasti ben al di sotto.

11
Commenti sulle storie / Indiana Pipps e la grotta degli specchi
« il: Domenica 22 Ago 2021, 21:44:40 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2065-1

La presente si configura come una delle migliori storie di Sarda nonché del suo personaggio.

Essa si divide in due tempi, a cui corrispondono due parti narrativamente e stilisticamente diverse.
La prima puntata è quella più avventurosa, in cui si prende spunto da un antefatto poco utilizzato: gli ultimi anni di Stevenson vissuti in Polinesia. Quest’ultima diviene il teatro di una delle caccie al tesoro tipiche del soggettista, non memorabile ma comunque narrata bene e con un buon affiatamento dei tre protagonisti.
La vicenda si fa più interessante una volta pervenuto l’oggetto della ricerca: la grotta del titolo in cui sono racchiuse le componenti malvagie degli uomini. E qui, ancora prima della fine del primo episodio, avviene lo spartiacque tra i due blocchi di cui il fumetto si compone: senza che Indiana se ne avveda, Topolino e Minni rimangono intrappolati nello specchio mentre i doppioni negativi ne escono, fingendosi gli originali. A questo punto i tre tornano a casa ma la faccenda si presenta ulteriormente complicata: infatti l’archeologo era entrato nella caverna da solo e ne era riemerso poco dopo, lasciando il dubbio il dubbio nel lettore che abbia seguito la sorte degli amici e sia stato sostituito dal suo speculare.

A questo punto la storia abbandona l’avventura per trasformarsi in thriller. Il punto di vista si sposta sugli alter ego di Topolino e Minni (il primo dei quali si dedica ad un’ascesa nel crimine e comincia ad assoggettare e incutere timore nella malavita urbana), lasciando che il lettore si chieda se Indiana sia quello vero. Infatti dal ritorno a casa l’esploratore comincia a comportarsi in modo diverso dal solito, fornendo indizi sia per l’una che per l’altra ipotesi (in ciò si inserisce la scena più inquietante dell’opera, in cui l’esploratore con sguardo sinistro estrae un coltello).
Da tale quesito discendono inoltre nuove preoccupazioni: nel caso sia quello cattivo, difficilmente non conosce la vera identità degli altri due perciò quasi sicuramente tenterà di sbarazzarsene. Nel caso sia quello buono, invece, da cosa è causato il suo strano comportamento? In ogni caso sembra che trami qualcosa.
In tale situazione, in cui nessuno comunque è stupido, ciascuno può arrivare a sospettare dell’altro, ma poiché si ha che fare probabilmente con un potenziali assassini, per sapere la verità è necessario indagare con molta circospezione, fingendosi il personaggio originale e, per non allertare l’avversario, meglio ancora vivere tranquillamente non mostrando di nutrire sospetti.

La trama risolve questo gioco delicato in modo ingegnoso e convincente, seppure non eccessivamente complicato. Durante la conclusione hanno luogo spiegazioni da parte più personaggi, per nulla appesantenti la narrazione, nelle quali, accanto ad alcuni elementi intuibili già in precedenza ve ne sono altri per nulla prevedibili.

Ho però una recriminazione da fare, sulla natura delle perfide copie. Sarebbe stato molto più interessante (idea che mi ero fatto da come esse vengono descritte inizialmente) che racchiudessero i difetti, magari amplificati, della persona di riferimento. Invece questi sono dei semplici sosia, ma malvagi.
In altre parole, avrei voluto che fossero legati agli originali per la psicologia, oltre che per l’aspetto.

PS: viene detto che Stevenson ha utilizzato il tema della doppiezza dell’animo umano più volte. A quali opere si riferisce, oltre a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde?

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Le altre discussioni / Re:I.N.D.U.C.K.S.
« il: Sabato 21 Ago 2021, 21:53:18 »
Non vi sono indicazioni sugli autori, ma direi Marconi/Deiana, come nei Super Miti Mondadori.
I disegni mi paiono di Urbano, forse Migheli.

13
Commenti sulle storie / Re:Topolino e la villa dei misteri
« il: Sabato 21 Ago 2021, 21:43:28 »
Bandirono un concorso ai lettori per risolverne il mistero e poi la soluzione l'avrebbero data loro.Ma cadde nel dimenticatoio e non ne dettero mai la soluzione e a tutt'oggi non si capisce bene cosa sia successo in quella villa.
Ho il topolino originale ma non ricordo niente di questo concorso. In ogni caso non sarebbe stata la spiegazione "vera" (neanche se l'avesse fornita lo stesso autore). Le spiegazioni vanno ricercate all'interno dell'opera e se non ve sono ognuno è libero di interpretare come vuole.

Comunque la considero il meglio di Mezzavilla: l'atmosfera di mistero e la tensione creata sono superiori alle altre sue prove (penso per esempio alla scena in cui Attila cammina di notte con sguardo spiritato e martello).
Ma anche tocchi di stile come l'inizio in cui Topolino si risveglia sull'autobus contribuiscono.
Quando invece alla fine viene notata quella porta, sono tornato a guardare nelle pagine precedenti se era presente perchè mi dava l'impressione di essere comparsa dal nulla. Nelle scene precedenti essa non veniva mai inquadrata, quindi veniamo lasciati con il dubbio.

14
Commenti sulle storie / Re:Paperino e l'isola misteriosa
« il: Sabato 21 Ago 2021, 21:31:12 »
Ma no, davvero? E io che pensavo di aver dato una spiegazione narrativa...

Ma sì, mettiamoci a trovare spiegazioni narrative per tutte le incoerenze del Barks anni '40, tipo perché Paperone nella storia d'esordio è inizialmente acido e burbero e nel giro di poche vignette si trasforma in un simpatico mattacchione? Ci sarà senz'altro una spiegazione estremamente razionale dietro...
Mi raccomando, quando qualcuno esprime posizioni che non ci trova concordi, buttiamola in polemica.

Io non sono e mai sarò uno di quelli che cestinano una storia solo perchè contiene errori (sebbene voi in mancanza di altre argomentazioni mi additiate come tale. In ogni caso, sarebbe un'opinione legittima e non da denigrare.) Fra l'altro io già avevo detto che per me lo sbaglio non c'è, quindi le vostre contestazioni sono state basate sul nulla.

Lo stesso Walsh ne ha dimostrato diverse mancanze e nemmeno mi sogno di negarlo. E non affermo di certo che a causa di ciò le sue opere non siano capolavori: lo sono, ma, se a parità di tutto il resto gli errori mancano, sarebbe ancora meglio.

15
Giochi / Re:Sfide a catena
« il: Domenica 15 Ago 2021, 19:59:29 »
Nessuna, mi dispiace

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