Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i messaggi inviati da questo utente. Nota: puoi vedere solo i messaggi inviati nelle aree dove hai l'accesso.
#2
Il sito del Papersera / AVVISO: INFO PER ACQUISTO 0/30
Martedì 31 Mar 2026, 09:53:14AVVISO UFFICIALE
La prima tiratura del libro realizzato dall'Associazione Papersera dal titolo Zero Barra Trenta - Vedi alla voce PK e distribuito in anteprima durante la fiera di Lucca Collezionando è andata esaurita.
Il volume, realizzato in occasione del Premio Papersera 2026, ha avuto infatti un successo tale che ha sorpreso quanti non credevano possibile un tale exploit. Essendo necessaria pertanto una nuova ristampa, in questo momento stiamo raccogliendo le prenotazioni in modo da poter calibrare al meglio una nuova tiratura e non lasciare nessuno privo del volume.
Invitiamo quindi chi ne volesse acquistare una copia a prenotarsi preferibilmente scrivendo un messaggio nel thread presente in questa stessa sezione ma di cui potete trovare qui il LINK.
Vi invitiamo ora ad attendere i tempi tecnici necessari per la ristampa, fiduciosi in ogni caso che ogni richiesta pervenuta in questi giorni sarà evasa. Non appena avremo disponibili le nuove copie tirate, riceverete istruzioni relative all'acquisto e alla spedizione.
Ringraziamo in anticipo per la pazienza che vi chiediamo, con la certezza in ogni caso che l'attesa sarà ampiamente ricompensata, una volta che il volume sarà giunto nelle vostre mani.
Ricordiamo infine, con l'occasione, LE NOSTRE PUBBLICAZIONI realizzate nel corso degli anni che, se disponibili, potete abbinare all'acquisto dello 0/30. Sarà sufficiente, analogamente, farne richiesta nello stesso messaggio di prenotazione del volume su PK.
Per qualunque ulteriore domanda o informazioni, utilizzate sempre il canale del forum in cui vi trovate. A presto per nuove informazioni!
#3
Topolino / Topolino 3669
Lunedì 23 Mar 2026, 14:09:54
Recensione Topolino 3669

Una copertina dal taglio giornalistico, realizzata con il giusto umorismo da Corrado Mastantuono, introduce il lettore alla prima storia di Topolino 3669, ovvero Paperino e il pirata mediatico: un poco a sorpresa, però, non troviamo nei credits il nome dell’eclettico autore romano, e forse proprio la sua assenza fa sì che la vicenda non venga dichiaratamente inclusa nel ciclo Papersera News.
Per questo motivo, diamo alla redazione il beneficio del dubbio e non conteggiamo un errore di attribuzione; resta comunque un peccato, considerando che gli elementi caratteristici della serie sono assolutamente presenti nell’avventura sceneggiata da Marco Bosco e disegnata da Stefano Intini. Centrale, come già altre volte osservato nelle inchieste giornalistiche portate avanti dai reporter Paperino e Paperoga, il tema dell’onestà e della veridicità dei fatti; il tutto proposto in una trama più semplice e dalla rapida risoluzione, rispetto ad altre più recenti occasioni.
Il piatto forte del numero è, in ogni caso, il secondo e conclusivo episodio de L’esperimento abominio, la storia realizzata in occasione del trentennale di PK, che vivaci dibattiti ha innescato anche sul nostro forum. Chi scrive ammette di avere apprezzato innanzitutto la volontà di presentare un’avventura con elementi nuovi e non avente solamente intenti celebrativi e nostalgici. Detto questo, il risultato finale non fa sicuramente gridare al capolavoro.

Che i nomi influenzino le azioni lo ripete spesso il mio capo
In questa circostanza, Francesco Artibani mette mano per la terza volta, in pratica, dopo Ducklair e Il marchio di Moldrock, al passato del miliardario alieno, portando il lettore ad una ulteriore esplorazione in profondità non solo dell’omonima Torre, ma anche della sua interiorità. Everett Ducklair è sempre stato un personaggio intrigante, ma buona parte del suo carisma era data anche da una assenza in scena che impediva di definire i contorni della sua personalità: vederlo così spesso in azione, purtroppo, ha finito per appiattirne il fascino.
Restano comunque dei buoni dialoghi fra PK ed Everett a conclusione della vicenda, dopo una prima metà dell’episodio particolarmente movimentata e ricca – forse anche troppo – di azione, raffigurata da un Lorenzo Pastrovicchio assolutamente a suo agio con una narrazione dove si alternano tavole che presentano la tradizionale gabbia, a splash page d’effetto o composizioni più articolate, ma sempre facilmente leggibili.
L’epilogo della storia lascia ora molti interrogativi su quale potrà essere la continuazione della saga di PK. Certamente non sarà un’operazione portata avanti sullo spillato, nonostante PKEDA #-1 (a breve su questa pagina la nostra recensione) pare stia riscontrando un ottimo successo di vendite; l’augurio è quindi che una nuova leva (o magari una vecchia volpe, perché no) abbia la capacità di rilanciare questo progetto, con spunti originali che riescano però a cogliere e ripresentare quello spirito innovativo che 30 anni fa ci consegnò una delle più felici avventure editoriali disneyane di sempre.
Non posso infine non approfittare di questa occasione per ricordare che proprio al Progetto PK è dedicato il Premio Papersera 2026, la cui consegna verrà effettuata durante la manifestazione di Lucca Collezionando, che si terrà i prossimi 28 e 29 marzo. Non perdetevi il nostro speciale librone e non mancate!

Suggestivo soprattutto grazie alle ombre di Vian
Tornando a Topolino 3669, poco incisive sono le storie che lo completano. Pippo e il pacco sospirato (Bosco/Held) ci fa fare un giro fra gli arzigogolati ragionamenti del protagonista, senza lasciare particolare traccia. In Zio Paperone e il castello non-infestato troviamo invece l’esordiente Matteo Casali alle prese con una sceneggiatura che prova a mescolare elementi orrorifici e umoristici. I disegni del veterano nonché habitué del genere Roberto Vian provano a conferire un minimo senso di inquietudine nel lettore, ma alcuni passaggi di trama e la risoluzione all’acqua di rose finiscono per svalutare anche una buona idea di partenza.
Troviamo infine Gambadilegno e la fama famigerata, per i testi di Giuseppe Zironi e le matite di Graziano Barbaro. La storia suggerisce una riflessione sugli effetti collaterali della notorietà e sulla sua estrema volatilità, ma lo fa in maniera apparentemente timida e frettolosa, scivolando rapidamente verso una inevitabile conclusione.
Strepitosa, invece, la one page finale Galanterie assortite – Strategia ideata da Enrico Faccini: la migliore maniera per chiudere un libretto, cui manca probabilmente quel quid in più, con un sorriso sulle labbra e un piacevole senso di soddisfazione.
Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/03/23/topolino-3669/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

Una copertina dal taglio giornalistico, realizzata con il giusto umorismo da Corrado Mastantuono, introduce il lettore alla prima storia di Topolino 3669, ovvero Paperino e il pirata mediatico: un poco a sorpresa, però, non troviamo nei credits il nome dell’eclettico autore romano, e forse proprio la sua assenza fa sì che la vicenda non venga dichiaratamente inclusa nel ciclo Papersera News.
Per questo motivo, diamo alla redazione il beneficio del dubbio e non conteggiamo un errore di attribuzione; resta comunque un peccato, considerando che gli elementi caratteristici della serie sono assolutamente presenti nell’avventura sceneggiata da Marco Bosco e disegnata da Stefano Intini. Centrale, come già altre volte osservato nelle inchieste giornalistiche portate avanti dai reporter Paperino e Paperoga, il tema dell’onestà e della veridicità dei fatti; il tutto proposto in una trama più semplice e dalla rapida risoluzione, rispetto ad altre più recenti occasioni.
Il piatto forte del numero è, in ogni caso, il secondo e conclusivo episodio de L’esperimento abominio, la storia realizzata in occasione del trentennale di PK, che vivaci dibattiti ha innescato anche sul nostro forum. Chi scrive ammette di avere apprezzato innanzitutto la volontà di presentare un’avventura con elementi nuovi e non avente solamente intenti celebrativi e nostalgici. Detto questo, il risultato finale non fa sicuramente gridare al capolavoro.

Che i nomi influenzino le azioni lo ripete spesso il mio capo
In questa circostanza, Francesco Artibani mette mano per la terza volta, in pratica, dopo Ducklair e Il marchio di Moldrock, al passato del miliardario alieno, portando il lettore ad una ulteriore esplorazione in profondità non solo dell’omonima Torre, ma anche della sua interiorità. Everett Ducklair è sempre stato un personaggio intrigante, ma buona parte del suo carisma era data anche da una assenza in scena che impediva di definire i contorni della sua personalità: vederlo così spesso in azione, purtroppo, ha finito per appiattirne il fascino.
Restano comunque dei buoni dialoghi fra PK ed Everett a conclusione della vicenda, dopo una prima metà dell’episodio particolarmente movimentata e ricca – forse anche troppo – di azione, raffigurata da un Lorenzo Pastrovicchio assolutamente a suo agio con una narrazione dove si alternano tavole che presentano la tradizionale gabbia, a splash page d’effetto o composizioni più articolate, ma sempre facilmente leggibili.
L’epilogo della storia lascia ora molti interrogativi su quale potrà essere la continuazione della saga di PK. Certamente non sarà un’operazione portata avanti sullo spillato, nonostante PKEDA #-1 (a breve su questa pagina la nostra recensione) pare stia riscontrando un ottimo successo di vendite; l’augurio è quindi che una nuova leva (o magari una vecchia volpe, perché no) abbia la capacità di rilanciare questo progetto, con spunti originali che riescano però a cogliere e ripresentare quello spirito innovativo che 30 anni fa ci consegnò una delle più felici avventure editoriali disneyane di sempre.
Non posso infine non approfittare di questa occasione per ricordare che proprio al Progetto PK è dedicato il Premio Papersera 2026, la cui consegna verrà effettuata durante la manifestazione di Lucca Collezionando, che si terrà i prossimi 28 e 29 marzo. Non perdetevi il nostro speciale librone e non mancate!

Suggestivo soprattutto grazie alle ombre di Vian
Tornando a Topolino 3669, poco incisive sono le storie che lo completano. Pippo e il pacco sospirato (Bosco/Held) ci fa fare un giro fra gli arzigogolati ragionamenti del protagonista, senza lasciare particolare traccia. In Zio Paperone e il castello non-infestato troviamo invece l’esordiente Matteo Casali alle prese con una sceneggiatura che prova a mescolare elementi orrorifici e umoristici. I disegni del veterano nonché habitué del genere Roberto Vian provano a conferire un minimo senso di inquietudine nel lettore, ma alcuni passaggi di trama e la risoluzione all’acqua di rose finiscono per svalutare anche una buona idea di partenza.
Troviamo infine Gambadilegno e la fama famigerata, per i testi di Giuseppe Zironi e le matite di Graziano Barbaro. La storia suggerisce una riflessione sugli effetti collaterali della notorietà e sulla sua estrema volatilità, ma lo fa in maniera apparentemente timida e frettolosa, scivolando rapidamente verso una inevitabile conclusione.
Strepitosa, invece, la one page finale Galanterie assortite – Strategia ideata da Enrico Faccini: la migliore maniera per chiudere un libretto, cui manca probabilmente quel quid in più, con un sorriso sulle labbra e un piacevole senso di soddisfazione.
Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/03/23/topolino-3669/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
#4
Testate Speciali / Re: PK Early Days Adventures -1: Meno uno all'alba
Lunedì 16 Mar 2026, 11:49:14
Tengo a scrivere poche parole per dire brevissimamente la mia:
Meno uno all'alba non è una storia di PK, che d'altra parte nasce nell'ultima vignetta. Ma che emozione riavere in mano lo spillato, fatto esattamente come lo avevamo lasciato "troppi" anni fa. Mi fa passare sopra a qualunque critica. Anche sopra alle pochissime pagine della storia.
Meno uno all'alba non è una storia di PK, che d'altra parte nasce nell'ultima vignetta. Ma che emozione riavere in mano lo spillato, fatto esattamente come lo avevamo lasciato "troppi" anni fa. Mi fa passare sopra a qualunque critica. Anche sopra alle pochissime pagine della storia.
#5
Il sito del Papersera / Re: Premio Papersera 2026
Sabato 14 Mar 2026, 12:06:24
https://www.papersera.net/wp/2026/03/14/breaking-news-premio-papersera-2026-a-pk/
Come da tradizione, anche quest'anno la nostra Associazione assegnerà l'annuale Premio Papersera, che festeggia vent'anni dalla sua I edizione, durante Lucca Collezionando (28–29 marzo).
Ma, per una volta, rompiamo la tradizione... e vi sveliamo in anticipo il premiato!
Il Premio Papersera 2026 sarà assegnato non ad un singolo sceneggiatore o disegnatore Disney, bensì a un intero progetto editoriale che ha fatto la storia: PK.
Sì, avete capito bene!
Ci uniamo ai festeggiamenti per il trentennale dell'uscita in edicola di Evroniani, il mitico numero #0 di PKNA – Paperinik New Adventures, la serie che ha segnato un'epoca e conquistato generazioni di lettori.
Per l'occasione abbiamo preparato:
4 stampe celebrative targate Papersera;
il nostro immancabile "librone", ricco di approfondimenti, interviste e omaggi disegnati dagli autori storici della serie.
Anteprima del libro realizzato per il Premio Papersera 2026
Copertina di Stefano Intini (fronte) e Stefano Turconi (retro), colori e layout di Max Monteduro
Il Premio Papersera sarà ritirato sabato 28 marzo da:
Max Monteduro
Andrea Freccero
Paolo Cavaglione
Alessandro Sisti (in attesa di conferma)
... senza escludere qualche sorpresa dell'ultimo minuto!
Le stampe e il librone saranno disponibili in fiera. Per gli ordini del volume, invece, vi daremo tutte le informazioni subito dopo l'evento.
E non finisce qui! Sia sabato 28 che domenica 29 marzo ospiteremo al nostro stand:
Andrea Freccero
Max Monteduro
Paolo Cavaglione (nella sola giornata di sabato)
Claudio Sciarrone (nella sola giornata di domenica)
Vi aspettano:
Materiale inedito in esposizione;
Sessioni firmacopie;
Angolo commission.
È la festa della nostra Associazione, ma non vediamo l'ora di ospitare anche tutti gli appassionati di PK!
Vi aspettiamo numerosi a Lucca!
Come da tradizione, anche quest'anno la nostra Associazione assegnerà l'annuale Premio Papersera, che festeggia vent'anni dalla sua I edizione, durante Lucca Collezionando (28–29 marzo).
Ma, per una volta, rompiamo la tradizione... e vi sveliamo in anticipo il premiato!
Il Premio Papersera 2026 sarà assegnato non ad un singolo sceneggiatore o disegnatore Disney, bensì a un intero progetto editoriale che ha fatto la storia: PK.
Sì, avete capito bene!
Ci uniamo ai festeggiamenti per il trentennale dell'uscita in edicola di Evroniani, il mitico numero #0 di PKNA – Paperinik New Adventures, la serie che ha segnato un'epoca e conquistato generazioni di lettori.
Per l'occasione abbiamo preparato:
4 stampe celebrative targate Papersera;
il nostro immancabile "librone", ricco di approfondimenti, interviste e omaggi disegnati dagli autori storici della serie.
Anteprima del libro realizzato per il Premio Papersera 2026
Copertina di Stefano Intini (fronte) e Stefano Turconi (retro), colori e layout di Max Monteduro
Il Premio Papersera sarà ritirato sabato 28 marzo da:
Max Monteduro
Andrea Freccero
Paolo Cavaglione
Alessandro Sisti (in attesa di conferma)
... senza escludere qualche sorpresa dell'ultimo minuto!
Le stampe e il librone saranno disponibili in fiera. Per gli ordini del volume, invece, vi daremo tutte le informazioni subito dopo l'evento.
E non finisce qui! Sia sabato 28 che domenica 29 marzo ospiteremo al nostro stand:
Andrea Freccero
Max Monteduro
Paolo Cavaglione (nella sola giornata di sabato)
Claudio Sciarrone (nella sola giornata di domenica)
Vi aspettano:
Materiale inedito in esposizione;
Sessioni firmacopie;
Angolo commission.
È la festa della nostra Associazione, ma non vediamo l'ora di ospitare anche tutti gli appassionati di PK!
Vi aspettiamo numerosi a Lucca!
#6
Il sito del Papersera / Re: Ciao Francesco (New_AMZ)
Martedì 3 Mar 2026, 18:21:36
Per chi se lo fosse perso, il post contenente tutte le info al Premio che il Papersera ha dedicato alla sua memoria.
https://www.papersera.net/wp/2026/03/02/il-premio-francesco-gerbaldo/
https://www.papersera.net/wp/2026/03/02/il-premio-francesco-gerbaldo/
#7
Topolino / Topolino 3661
Lunedì 26 Gen 2026, 12:12:28
Recensione Topolino 3661
«Davanti a quella foce che viene chiamata, come dite, Colonne d’Eracle, c’era un’isola. […] In tempi successivi, però essendosi verificati terribili terremoti e diluvi, nel corso di un giorno e di una notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l’Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve.»
Platone, Timeo, 24-25
Il mito di Atlantide esercita da oltre 2000 anni un fascino speciale che ha spinto scrittori di ogni epoca ad ambientare storie prevalentemente rivolte alla ricerca di quest’isola perduta: sarebbe un’impresa velleitaria ripercorrere in questa sede anche solo le principali narrazioni nelle quali viene citata. Anche il mondo Disney non si è sottratto nell’affrontare questo mistero: sempre a mero titolo esemplificativo, ricordiamo il lungometraggio Atlantis – L'impero perduto, del 2001. Il fumetto non è stato poi da meno: dalla barksiana Zio Paperone pesca lo skirillione, alla pezziniana Topolino e l'Atlantide continente perduto, per arrivare alla contemporaneità con il ciclo ideato da Casty – tuttora in corso di realizzazione – che vede Eurasia Tost inseguire questa leggendaria civiltà scomparsa.
Oggi, il testimone passa nelle mani di Fabio Celoni che, nelle vesti di autore completo, propone sul libretto una lunga avventura, Paperone in Atlantide, introdotta da un’evocativa copertina, con uno Scrooge al timone di una nave con il mare in tempesta, in una interpretazione ancora più arcigna di quella realizzata da Paolo Mottura all’epoca della pubblicazione di Moby Dick: una storia che ci accompagnerà per un mese a partire da Topolino 3661. Il primo episodio ci consegna quello che in fondo è solamente un avviarsi degli eventi: non ci resta che attendere l’evolversi degli stessi, per poter valutare a dovere questa sua ambiziosa fatica una volta giunti alla parola “fine”.

Cartoline da Roma Topolinia
Citazione doverosa poi anche per l’interessante editoriale a corredo, che aiuta a inquadrare nella prospettiva il mito di Atlantide: la sua nascita, la sua evoluzione, la sua interpretazione. Un ottimo articolo a cura di Francesco Vacca, sceneggiatore tra l’altro della storia seguente.
Topolino e il mistero del fondatore prova a regalare alla città di Topolinia un equivalente del celeberrimo Cornelius Coot paperopolese, ma si rivela in conclusione una vicenda priva di guizzi particolarmente memorabili; l’aspetto più curioso è probabilmente il ripescaggio dello scarpiano Nataniele Ragnatele, peraltro utilizzato come personaggio di contorno. I disegni di Marco Mazzarello non spiccano, offrendo più volte vignette nelle quali i protagonisti, tanta è la foga di spostarsi, sembrano capaci di levitare a un metro buono da terra.
La parte centrale del numero vede due brevi storie dal taglio umoristico, seppure molto diverse fra loro. In Filo, Paperoga & il gomito del tennista, Marco Bosco parte da uno spunto estremamente classico che neanche le tipiche vignette guizzanti e ricche di dettagli di Francesco Guerrini riescono realmente a ravvivare. Gambadilegno, Sgrinfia e il giardino d’inverno offre invece una nuova sperimentazione tentata da Tito Faraci, accompagnata dai disegni di Davide Percoco: ne esce una trama spiazzante, cui forse avrebbe giovato una punta di umorismo in meno in favore di una maggiore inquietudine.

Come avere le idee chiare fin da piccoli
L’ultima avventura del libretto ci porta infine a Quack Town, per Paperino Paperotto e la stella d’argento. Bruno Enna muove ormai a occhi chiusi i vivaci scolari, confezionando una storia forse meno poetica di altre sue prove, ma comunque solida, divertente e impreziosita da una morale finale inserita in modo discreto ma puntuale. Federico Butticè, all’esordio con i paperotti, non sfigura per nulla dimostrando di padroneggiare la raffigurazione di questo microcosmo, sia per quanto riguarda i personaggi, sia per quanto riguarda l’ambientazione rurale.
Per concludere, a lettura terminata, Topolino 3661 mi lascia senza evidenti motivi di soddisfazione, pur senza presentare pecche evidenti. Il giudizio finale tende pertanto verso il basso, con la tranquilla fiducia in una risalita nelle prossime settimane.
Voto del recensore: 2.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/01/26/topolino-3661/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
«Davanti a quella foce che viene chiamata, come dite, Colonne d’Eracle, c’era un’isola. […] In tempi successivi, però essendosi verificati terribili terremoti e diluvi, nel corso di un giorno e di una notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l’Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve.»
Platone, Timeo, 24-25

Il mito di Atlantide esercita da oltre 2000 anni un fascino speciale che ha spinto scrittori di ogni epoca ad ambientare storie prevalentemente rivolte alla ricerca di quest’isola perduta: sarebbe un’impresa velleitaria ripercorrere in questa sede anche solo le principali narrazioni nelle quali viene citata. Anche il mondo Disney non si è sottratto nell’affrontare questo mistero: sempre a mero titolo esemplificativo, ricordiamo il lungometraggio Atlantis – L'impero perduto, del 2001. Il fumetto non è stato poi da meno: dalla barksiana Zio Paperone pesca lo skirillione, alla pezziniana Topolino e l'Atlantide continente perduto, per arrivare alla contemporaneità con il ciclo ideato da Casty – tuttora in corso di realizzazione – che vede Eurasia Tost inseguire questa leggendaria civiltà scomparsa.
Oggi, il testimone passa nelle mani di Fabio Celoni che, nelle vesti di autore completo, propone sul libretto una lunga avventura, Paperone in Atlantide, introdotta da un’evocativa copertina, con uno Scrooge al timone di una nave con il mare in tempesta, in una interpretazione ancora più arcigna di quella realizzata da Paolo Mottura all’epoca della pubblicazione di Moby Dick: una storia che ci accompagnerà per un mese a partire da Topolino 3661. Il primo episodio ci consegna quello che in fondo è solamente un avviarsi degli eventi: non ci resta che attendere l’evolversi degli stessi, per poter valutare a dovere questa sua ambiziosa fatica una volta giunti alla parola “fine”.

Cartoline da Roma Topolinia
Citazione doverosa poi anche per l’interessante editoriale a corredo, che aiuta a inquadrare nella prospettiva il mito di Atlantide: la sua nascita, la sua evoluzione, la sua interpretazione. Un ottimo articolo a cura di Francesco Vacca, sceneggiatore tra l’altro della storia seguente.
Topolino e il mistero del fondatore prova a regalare alla città di Topolinia un equivalente del celeberrimo Cornelius Coot paperopolese, ma si rivela in conclusione una vicenda priva di guizzi particolarmente memorabili; l’aspetto più curioso è probabilmente il ripescaggio dello scarpiano Nataniele Ragnatele, peraltro utilizzato come personaggio di contorno. I disegni di Marco Mazzarello non spiccano, offrendo più volte vignette nelle quali i protagonisti, tanta è la foga di spostarsi, sembrano capaci di levitare a un metro buono da terra.
La parte centrale del numero vede due brevi storie dal taglio umoristico, seppure molto diverse fra loro. In Filo, Paperoga & il gomito del tennista, Marco Bosco parte da uno spunto estremamente classico che neanche le tipiche vignette guizzanti e ricche di dettagli di Francesco Guerrini riescono realmente a ravvivare. Gambadilegno, Sgrinfia e il giardino d’inverno offre invece una nuova sperimentazione tentata da Tito Faraci, accompagnata dai disegni di Davide Percoco: ne esce una trama spiazzante, cui forse avrebbe giovato una punta di umorismo in meno in favore di una maggiore inquietudine.

Come avere le idee chiare fin da piccoli
L’ultima avventura del libretto ci porta infine a Quack Town, per Paperino Paperotto e la stella d’argento. Bruno Enna muove ormai a occhi chiusi i vivaci scolari, confezionando una storia forse meno poetica di altre sue prove, ma comunque solida, divertente e impreziosita da una morale finale inserita in modo discreto ma puntuale. Federico Butticè, all’esordio con i paperotti, non sfigura per nulla dimostrando di padroneggiare la raffigurazione di questo microcosmo, sia per quanto riguarda i personaggi, sia per quanto riguarda l’ambientazione rurale.
Per concludere, a lettura terminata, Topolino 3661 mi lascia senza evidenti motivi di soddisfazione, pur senza presentare pecche evidenti. Il giudizio finale tende pertanto verso il basso, con la tranquilla fiducia in una risalita nelle prossime settimane.
Voto del recensore: 2.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/01/26/topolino-3661/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
#8
Topolino / Re: Topolino 3660
Martedì 20 Gen 2026, 09:41:40
Se non ricordo male, la prima volta nelle edicole convivevano l'edizione nazionale e quella locale; mentre SICURAMENTE per la seconda occasione, nelle edicole della Regione, si trovava solo la copia con la versione in dialetto e non quella nazionale.
#9
Topolino / Re:Topolino 3651
Giovedì 20 Nov 2025, 18:14:50Citazione di: Fantasio il Giovedì 20 Nov 2025, 12:46:10I commenti dei forumisti sono assolutamente rispettati, ma lo sono ancora di più se invece di etichettare una recensione come "errata", l'utente si ferma per qualche minuto a esprimere il proprio parere NON sulla recensione stessa, ma sulle storie che lo hanno più o meno convinto (e perchè), in eventuale contrato con la recensione.
Io credo che se i commenti dei recensori vanno rispettati, a maggior ragione debbano esserlo quelli dei forumisti, che sono quelli di cui il forum - e l'intero sito - si nutre. Nessuno ha "insinuato" nulla - per me, ad esempio, si tratta solo di recensioni palesemente errate, purtroppo inevitabili in un mondo di appassionati diviso fra chi rimpiange i vecchi tempi e chi esalta i nuovi - ma ciò non toglie che una stranezza ci sia.
In questo thread da qualche post a questa parte si discute della bontà della recensione (e in realtà neanche di quella, solo del voto espresso) e non si leggono commenti, apprezzamenti o stroncature che siano, sulle storie contenute nel Topolino.
Siamo alla recensione della recensione? Forse stiamo mancando il bersaglio e sarebbe opportuno riposizionare la questione.
#10
Topolino / Re:Topolino 3651
Giovedì 20 Nov 2025, 12:21:35Citazione di: V il Giovedì 20 Nov 2025, 10:56:39Aggiungo all'impeccabile post di chi mi ha preceduto, che ogni utente e lettore del Topo, ha la possibilità ogni settimana di votare e dare il proprio punteggio al numero uscito. Per cui può tranquillamente verificarsi, come accade in questa occasione, che il giudizio del recensore e quello "popolare" non coincidano.
In generale, il voto della recensione rispecchia il parere soggettivo del recensore, e basta. Per cui, alcuni possono non essere d'accordo, e possono bilanciare con il proprio voto personale. Ma, per fortuna, sul papersera i recensori sono liberi di scrivere i propri pareri personali, basta che siano ben motivati.
L'avvocato ha scritto una recensione corretta, su cui non tutti possono essere d'accordo ma ben motivata.
E' giusto? è sbagliato? nessuna delle due, ovviamente.
Osservando comunque la tabella "annuale" che trovate QUI, possiamo notare come mediamente il voto "popolare" sia più severo del recensore, ma che quando il recensore ha dato voti più bassi, i forumisti hanno espresso una votazione più alta.
Che vuol dire tutto ciò? non ne ho idea
ma questo è lo spazio giusto per discuterne. Senza che comunque vengano postati commenti fuori luogo sulla correttezza o sulla buona fede di chi ha dedicato del tempo a confezionare il proprio pensiero per il sito.
Grazie a tutti.
#11
Topolino / Topolino 3649
Lunedì 3 Nov 2025, 16:00:33
Recensione Topolino 3649

Nella sua versione regular, Topolino 3649 dedica la sua copertina alla seconda storia del sommario, dal titolo programmatico Scatenatamente Superpippo. Gli stessi autori, che poche settimane fa avevano ripreso il personaggio per festeggiarne il suo 60° compleanno, danno seguito a quel rilancio con una nuova avventura che vede il goffo supereroe di Topolinia vittima di una maledizione secolare che metterà in pericolo la città più di qualsiasi supercriminale.
Il tono della narrazione definito da Andrea Malgeri è naturalmente sopra le righe ma, trattandosi di un’avventura del più famoso eroe in calzamaglia, è in fondo quello che ci si aspetta. Nota particolare di merito per i disegni di Andrea Maccarini, che può dare sfogo a tavole sovrabbondanti di oggetti che aspettavano solo di essere visualizzati e invadere la quotidianità topolinese. E’ apprezzabile anche l’utilizzo dei retini nelle tavole iniziali, come già accaduto nella precedente occasione: resta forse un peccato non avere voluto calcare ulteriormente lo stile retro estendendole all’intera avventura.
La colonna portante del numero è, in ogni caso, Paperino e il flagello degli otto mari. Una vicenda che avrebbe sicuramente meritato la copertina anche se, in effetti, si può dire che questo sia avvenuto, grazie alla prima delle due variant proposte a Lucca Comics & Games 2025. L’attinente illustrazione marinara è stata destinata alla versione realizzata per la fiera, sia per esaltare la presenza del disegnatore in loco, sia – probabilmente – per esibire in edicola un’immagine più classica e rassicurante.

Un emozionante tramonto
In effetti, Paperino e il flagello degli otto mari è un’avventura nella quale si trovano a convivere due elementi piuttosto eterogenei fra loro. Marco Nucci imposta infatti una sceneggiatura alla quale il lettore di Topolino degli ultimi anni si è abituato, ricca di didascalie, di momenti introspettivi, di giochi di parole e di tormentoni: tutti elementi tipici dell’autore e qui sfoderata al loro meglio. La storia, divisa in due tempi, si fa leggere con grande curiosità ma senza fretta, lasciandoci comunque gustare i vari eventi che il “giovane” Paperino deve affrontare in quello che si caratterizza, in fondo, come un piccolo racconto di formazione.
A questa narrazione piuttosto tradizionale, si affiancano le matite (e la supervisione al colore) di Fabrizio Petrossi, decisamente “sperimentali” per il caro vecchio libretto. L’artista napoletano, di cui pure ricordiamo i primi passi sul settimanale negli anni Novanta, ha compiuto nel corso della sua carriera una evoluzione che lo ha portato a lavorare prevalentemente per il mercato francese, fino a realizzare in particolare due graphic novel, pubblicate anche in Italia e che vengono anche menzionate nel redazionale che lo riguarda: Mickey attraverso i secoli e Paperone e il drago di Glasgow. Due opere nelle quali il disegnatore ha potuto sfoggiare uno stile piuttosto lontano da quello normalmente presente su Topolino e che, coraggiosamente, è stato proposto in questa occasione.

Un primo piano un po’ troppo ostico
Il risultato può dirsi complessivamente promosso. In alcune vignette la raffigurazione di Paperino è certamente diversa dai canoni consueti e potrebbe facilmente non incontrare il gradimento del lettore. Restano però una resa splendida dell’azione, dei personaggi secondari e delle ambientazioni, che non possono che essere apprezzate ed ammirate.
Rubiamo per un attimo le parole all’editoriale di Alex Bertani: “Un’avventura che altrove trovereste probabilmente proposta come lussuosa graphic novel in volumi di pregio ben posizionati nelle vetrine delle librerie“. Non possiamo che concordare con il Direttore e ringraziare la redazione di avere destinato un piccolo tesoro come questo a tutti i lettori di Topolino, invece che confinarlo in una edizione di pregio in vendita a caro prezzo nelle librerie.

Vocaboli d’altri tempi
Il libretto si completa con due vicende caratterizzate da un taglio più classico ed umoristico. In Gambadilegno e l’avasione al contrario, Giovanni Eccher, nuovamente in coppia col Maestro Giorgio Cavazzano come al suo esordio, dimostra di padroneggiare ormai alla perfezione le dinamiche della malavita topolinese, regalandoci una breve che riesce a strappare ben più di una risata. Ci viene offerta anche l’occasione di riscoprire una parola desueta che potete trovare nella vignetta a fianco; personalmente, avrei preferito approfondire questa piuttosto che vedere l’Istituto Treccani certificare, nella rubrica Il vocabolario del futuro, il neologismo “fuffaguru”, con annessa simpatica striscia realizzata da Gagnor e Sciarrone.
La storia finale, Zio Paperone e le idee quotidiane, porta invece il nostro sguardo sulla costante diminuzione della vendita dei giornali; con la conseguente difficoltà, per il papero più ricco del mondo, di trovarne al parco durante la sua abituale passeggiata. La trama sviluppata da Francesco Pelosi, seppure forse non del tutto originale, scorre rapida e con alcuni divertenti inserti; ben assistita dai guizzanti disegni di Blasco Pisapia, che ritrae sempre con la giusta espressività le esagerate reazioni dello zione.
In conclusione, Topolino 3649 si rivela un ottimo biglietto da visita per il lettore affezionato come per l’acquirente casuale catturato – speriamo – durante Lucca Comics & Games 2025. Sulla fiera, la cui onda lunga raggiungerà anche il prossimo libretto, già saldamente nelle mani di quanti abbiano voluto approfittare dell’anteprima lucchese, ritorneremo fra pochi giorni, per l’immancabile resoconto: l’appuntamento è, come sempre, su queste pagine.
Voto del recensore: 4/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/11/03/topolino-3649/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

Nella sua versione regular, Topolino 3649 dedica la sua copertina alla seconda storia del sommario, dal titolo programmatico Scatenatamente Superpippo. Gli stessi autori, che poche settimane fa avevano ripreso il personaggio per festeggiarne il suo 60° compleanno, danno seguito a quel rilancio con una nuova avventura che vede il goffo supereroe di Topolinia vittima di una maledizione secolare che metterà in pericolo la città più di qualsiasi supercriminale.
Il tono della narrazione definito da Andrea Malgeri è naturalmente sopra le righe ma, trattandosi di un’avventura del più famoso eroe in calzamaglia, è in fondo quello che ci si aspetta. Nota particolare di merito per i disegni di Andrea Maccarini, che può dare sfogo a tavole sovrabbondanti di oggetti che aspettavano solo di essere visualizzati e invadere la quotidianità topolinese. E’ apprezzabile anche l’utilizzo dei retini nelle tavole iniziali, come già accaduto nella precedente occasione: resta forse un peccato non avere voluto calcare ulteriormente lo stile retro estendendole all’intera avventura.
La colonna portante del numero è, in ogni caso, Paperino e il flagello degli otto mari. Una vicenda che avrebbe sicuramente meritato la copertina anche se, in effetti, si può dire che questo sia avvenuto, grazie alla prima delle due variant proposte a Lucca Comics & Games 2025. L’attinente illustrazione marinara è stata destinata alla versione realizzata per la fiera, sia per esaltare la presenza del disegnatore in loco, sia – probabilmente – per esibire in edicola un’immagine più classica e rassicurante.

Un emozionante tramonto
In effetti, Paperino e il flagello degli otto mari è un’avventura nella quale si trovano a convivere due elementi piuttosto eterogenei fra loro. Marco Nucci imposta infatti una sceneggiatura alla quale il lettore di Topolino degli ultimi anni si è abituato, ricca di didascalie, di momenti introspettivi, di giochi di parole e di tormentoni: tutti elementi tipici dell’autore e qui sfoderata al loro meglio. La storia, divisa in due tempi, si fa leggere con grande curiosità ma senza fretta, lasciandoci comunque gustare i vari eventi che il “giovane” Paperino deve affrontare in quello che si caratterizza, in fondo, come un piccolo racconto di formazione.
A questa narrazione piuttosto tradizionale, si affiancano le matite (e la supervisione al colore) di Fabrizio Petrossi, decisamente “sperimentali” per il caro vecchio libretto. L’artista napoletano, di cui pure ricordiamo i primi passi sul settimanale negli anni Novanta, ha compiuto nel corso della sua carriera una evoluzione che lo ha portato a lavorare prevalentemente per il mercato francese, fino a realizzare in particolare due graphic novel, pubblicate anche in Italia e che vengono anche menzionate nel redazionale che lo riguarda: Mickey attraverso i secoli e Paperone e il drago di Glasgow. Due opere nelle quali il disegnatore ha potuto sfoggiare uno stile piuttosto lontano da quello normalmente presente su Topolino e che, coraggiosamente, è stato proposto in questa occasione.

Un primo piano un po’ troppo ostico
Il risultato può dirsi complessivamente promosso. In alcune vignette la raffigurazione di Paperino è certamente diversa dai canoni consueti e potrebbe facilmente non incontrare il gradimento del lettore. Restano però una resa splendida dell’azione, dei personaggi secondari e delle ambientazioni, che non possono che essere apprezzate ed ammirate.
Rubiamo per un attimo le parole all’editoriale di Alex Bertani: “Un’avventura che altrove trovereste probabilmente proposta come lussuosa graphic novel in volumi di pregio ben posizionati nelle vetrine delle librerie“. Non possiamo che concordare con il Direttore e ringraziare la redazione di avere destinato un piccolo tesoro come questo a tutti i lettori di Topolino, invece che confinarlo in una edizione di pregio in vendita a caro prezzo nelle librerie.

Vocaboli d’altri tempi
Il libretto si completa con due vicende caratterizzate da un taglio più classico ed umoristico. In Gambadilegno e l’avasione al contrario, Giovanni Eccher, nuovamente in coppia col Maestro Giorgio Cavazzano come al suo esordio, dimostra di padroneggiare ormai alla perfezione le dinamiche della malavita topolinese, regalandoci una breve che riesce a strappare ben più di una risata. Ci viene offerta anche l’occasione di riscoprire una parola desueta che potete trovare nella vignetta a fianco; personalmente, avrei preferito approfondire questa piuttosto che vedere l’Istituto Treccani certificare, nella rubrica Il vocabolario del futuro, il neologismo “fuffaguru”, con annessa simpatica striscia realizzata da Gagnor e Sciarrone.
La storia finale, Zio Paperone e le idee quotidiane, porta invece il nostro sguardo sulla costante diminuzione della vendita dei giornali; con la conseguente difficoltà, per il papero più ricco del mondo, di trovarne al parco durante la sua abituale passeggiata. La trama sviluppata da Francesco Pelosi, seppure forse non del tutto originale, scorre rapida e con alcuni divertenti inserti; ben assistita dai guizzanti disegni di Blasco Pisapia, che ritrae sempre con la giusta espressività le esagerate reazioni dello zione.
In conclusione, Topolino 3649 si rivela un ottimo biglietto da visita per il lettore affezionato come per l’acquirente casuale catturato – speriamo – durante Lucca Comics & Games 2025. Sulla fiera, la cui onda lunga raggiungerà anche il prossimo libretto, già saldamente nelle mani di quanti abbiano voluto approfittare dell’anteprima lucchese, ritorneremo fra pochi giorni, per l’immancabile resoconto: l’appuntamento è, come sempre, su queste pagine.
Voto del recensore: 4/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/11/03/topolino-3649/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
#12
Topolino / Topolino 3640
Giovedì 4 Set 2025, 12:22:56
Recensione Topolino 3640

Come già sottolineato, proprio dal sottoscritto, nel commento alla precedente storia pubblicata sulle pagine del libretto, gli appassionati disneyani possono dirsi più fortunati degli spettatori della RAI.
In occasione del centenario dalla nascita di Andrea Camilleri, infatti, in apertura di Topolino 3640 troviamo una nuova avventura con protagonista la parodia “topesca” di uno dei poliziotti più famosi d’Italia. Sul piccolo schermo, invece, tale anniversario sarà solamente utile a trasmettere per l’ennesima volta le repliche di una fra le serie più amate degli ultimi decenni, eppure ad oggi tristemente incompleta.
Topolino e la voce del mandorlo vede dunque il ritorno in azione del Commissario Topalbano, alla sua quinta apparizione sul settimanale. A sceneggiare la storia, come avvenuto in tutte le precedenti occasioni, c’è un Francesco Artibani in grande spolvero, ormai assolutamente padrone del contesto siculo-topolinese nel quale si muovono i personaggi. Possiamo leggere così una vicenda che vede Mickey e Salvo spartirsi equamente la scena, senza che uno dei due investigatori finisca per prevalere sull’altro; un giallo ben costruito che si chiude con un finale poetico e delicato. Non possiamo inoltre che applaudire l’ottimo equilibrio trovato fra il tono più serio dell’indagine, tra ricatti, minacce e clan mafiosi e un registro più leggero, quasi da commedia, spontaneamente generato dai siparietti fra i personaggi. Una felice commistione che, d’altra parte, ha sempre caratterizzato i romanzi e la serie televisiva originale, decretandone il successo.

Amare riflessioni, con un fondo di speranza
Giampaolo Soldati, alla terza esperienza come disegnatore del ciclo, restituisce nuovamente una prova impeccabile, tanto nelle espressioni dei protagonisti quanto nella rappresentazione della Sicilia e dei suoi ambienti, come sempre parte integrante e determinante della buona riuscita della narrazione. L’ottimo risultato ci lascia quindi sperare in un nuovo ritorno a Vigatta: con autori così ispirati, c’è ancora spazio per raccontare molto altro.

Da Romina Power…
La seconda storia del libretto, dall’interminabile titolo Qui, Quo, Qua e Newton in: Tutto il resto è Questionabile è il sequel di Newton Pitagorico e il questionabile Que, pubblicata circa due anni fa. Andrea Malgeri, nuovamente nelle vesti di autore completo, esplora una volta di più la possibile esistenza di un quarto nipotino, con una partenza in medias res che si riallaccia alla precedente avventura e che ci mostra, in pratica, ulteriori effetti collaterali dovuti all’imprevedibile invenzione del nipote di Archimede che aveva materializzato il buon Que. Il taglio fantascientifico scelto conferisce alla storia la giusta dose di mistero, rendendo così la lettura molto scorrevole, fino allo scioglimento della tensione.
Le rimanenti storie del numero, invece, puntano in maniera più decisa sul lato umoristico, con risultati buoni seppure forse non memorabili.
La migliore è sicuramente Zio Paperone e la tremenda scalata: Vito Stabile ci accompagna insieme a Paperone in un difficile attraversamento degli uffici del palazzo del suo rivale Rockerduck, per arrivare ad un finale che è al contempo una divertente conclusione di questa breve e una coerente raffigurazione del papero più ricco del mondo. Le espressioni offerte da Marco e Stefano Rota ai disegni riescono a valorizzare la sceneggiatura oltre che a regalare un tocco di classicità che non guasta mai.

… a Raffaella Carrà!
Simpatica, ma nulla più, è invece Pippo e il Prodigioso Passo Pippesco. Francesco Pelosi ai testi e Alessio Coppola ai disegni, ci mettono nelle condizioni di osservare Pippo passeggiare a suo modo: possiamo così constatare una volta di più come il suo cosiddetto pensiero laterale possa avere insospettate ricadute positive sui suoi amici; ma si tratta in fondo di un tema già trattato in molte altre brevi avventure.
Chiude il numero, infine, Gastone e l’accoppiata fortunata, scritta da Riccardo Pesce e illustrata da Federico Butticè. Gli effetti comici generati dalla frustrazione provata dal biondo e riccioluto papero al cospetto di una serie di personaggi letteralmente servizievoli e non invidiosi della sua fortuna sono probabilmente protratti un po’ troppo a lungo, ottenendo l’effetto di annacquare anche un finale comunque non particolarmente originale.
Sul fronte delle rubriche, Vitale Mangiatordi insegna ai lettori come disegnare il Gran Mogol, mentre in una breve intervista Federico Butticè anticipa l’uscita in allegato la prossima settimana di una statuetta 3D che raffigura un abbraccio fra Topolino e Pluto, realizzata per festeggiare il 95° compleanno del più fedele amico del… topo.
Voto del recensore: 3.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/09/04/topolino-3640/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

Come già sottolineato, proprio dal sottoscritto, nel commento alla precedente storia pubblicata sulle pagine del libretto, gli appassionati disneyani possono dirsi più fortunati degli spettatori della RAI.
In occasione del centenario dalla nascita di Andrea Camilleri, infatti, in apertura di Topolino 3640 troviamo una nuova avventura con protagonista la parodia “topesca” di uno dei poliziotti più famosi d’Italia. Sul piccolo schermo, invece, tale anniversario sarà solamente utile a trasmettere per l’ennesima volta le repliche di una fra le serie più amate degli ultimi decenni, eppure ad oggi tristemente incompleta.
Topolino e la voce del mandorlo vede dunque il ritorno in azione del Commissario Topalbano, alla sua quinta apparizione sul settimanale. A sceneggiare la storia, come avvenuto in tutte le precedenti occasioni, c’è un Francesco Artibani in grande spolvero, ormai assolutamente padrone del contesto siculo-topolinese nel quale si muovono i personaggi. Possiamo leggere così una vicenda che vede Mickey e Salvo spartirsi equamente la scena, senza che uno dei due investigatori finisca per prevalere sull’altro; un giallo ben costruito che si chiude con un finale poetico e delicato. Non possiamo inoltre che applaudire l’ottimo equilibrio trovato fra il tono più serio dell’indagine, tra ricatti, minacce e clan mafiosi e un registro più leggero, quasi da commedia, spontaneamente generato dai siparietti fra i personaggi. Una felice commistione che, d’altra parte, ha sempre caratterizzato i romanzi e la serie televisiva originale, decretandone il successo.

Amare riflessioni, con un fondo di speranza
Giampaolo Soldati, alla terza esperienza come disegnatore del ciclo, restituisce nuovamente una prova impeccabile, tanto nelle espressioni dei protagonisti quanto nella rappresentazione della Sicilia e dei suoi ambienti, come sempre parte integrante e determinante della buona riuscita della narrazione. L’ottimo risultato ci lascia quindi sperare in un nuovo ritorno a Vigatta: con autori così ispirati, c’è ancora spazio per raccontare molto altro.

Da Romina Power…
La seconda storia del libretto, dall’interminabile titolo Qui, Quo, Qua e Newton in: Tutto il resto è Questionabile è il sequel di Newton Pitagorico e il questionabile Que, pubblicata circa due anni fa. Andrea Malgeri, nuovamente nelle vesti di autore completo, esplora una volta di più la possibile esistenza di un quarto nipotino, con una partenza in medias res che si riallaccia alla precedente avventura e che ci mostra, in pratica, ulteriori effetti collaterali dovuti all’imprevedibile invenzione del nipote di Archimede che aveva materializzato il buon Que. Il taglio fantascientifico scelto conferisce alla storia la giusta dose di mistero, rendendo così la lettura molto scorrevole, fino allo scioglimento della tensione.
Le rimanenti storie del numero, invece, puntano in maniera più decisa sul lato umoristico, con risultati buoni seppure forse non memorabili.
La migliore è sicuramente Zio Paperone e la tremenda scalata: Vito Stabile ci accompagna insieme a Paperone in un difficile attraversamento degli uffici del palazzo del suo rivale Rockerduck, per arrivare ad un finale che è al contempo una divertente conclusione di questa breve e una coerente raffigurazione del papero più ricco del mondo. Le espressioni offerte da Marco e Stefano Rota ai disegni riescono a valorizzare la sceneggiatura oltre che a regalare un tocco di classicità che non guasta mai.

… a Raffaella Carrà!
Simpatica, ma nulla più, è invece Pippo e il Prodigioso Passo Pippesco. Francesco Pelosi ai testi e Alessio Coppola ai disegni, ci mettono nelle condizioni di osservare Pippo passeggiare a suo modo: possiamo così constatare una volta di più come il suo cosiddetto pensiero laterale possa avere insospettate ricadute positive sui suoi amici; ma si tratta in fondo di un tema già trattato in molte altre brevi avventure.
Chiude il numero, infine, Gastone e l’accoppiata fortunata, scritta da Riccardo Pesce e illustrata da Federico Butticè. Gli effetti comici generati dalla frustrazione provata dal biondo e riccioluto papero al cospetto di una serie di personaggi letteralmente servizievoli e non invidiosi della sua fortuna sono probabilmente protratti un po’ troppo a lungo, ottenendo l’effetto di annacquare anche un finale comunque non particolarmente originale.
Sul fronte delle rubriche, Vitale Mangiatordi insegna ai lettori come disegnare il Gran Mogol, mentre in una breve intervista Federico Butticè anticipa l’uscita in allegato la prossima settimana di una statuetta 3D che raffigura un abbraccio fra Topolino e Pluto, realizzata per festeggiare il 95° compleanno del più fedele amico del… topo.
Voto del recensore: 3.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/09/04/topolino-3640/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
#13
Collezionabili Disney / Re:Carte da gioco
Mercoledì 6 Ago 2025, 15:09:13Citazione di: Cornelius il Venerdì 13 Giu 2025, 12:45:29
Nuove Carte da gioco in arrivo ad agosto: il 6 e il 13 usciranno quelle di Lorenzo Pastrovicchio in due versioni: grigio fumo riguardo il mazzo nero e arancio seppia per il mazzo rosso.
"grigio fumo riguardo il mazzo nero e arancio seppia per il mazzo rosso"
Nonostante tutti gli annunci dicano questa cosa, avendole ora in mano posso dire che è sbagliata:
I semi rossi dedicati ai buoni hanno una tonalità, e i semi neri dedicati ai cattivi ne hanno un'altra.
E' vero che la settimana prossima esce il secondo mazzo e quindi manca la prova definitiva, ma così ha molto più senso anche perchè in questo modo i due mazzi sono uguali salvo il dorso, come deve essere.
#14
Topolino / Topolino 3628
Mercoledì 11 Giu 2025, 16:04:24
Recensione Topolino 3628

Sono Topolino e Pippo a campeggiare sulla copertina del libretto numero 3628. Un’illustrazione di Andrea Freccero che ritrae i due personaggi sorridenti, quasi a evocare il fotogramma introduttivo dei cortometraggi storici di Mickey Mouse e del suo fedele amico a quattro zampe.
Curiosamente quindi, la cover non viene dedicata alla storia d’apertura ma all’unica breve del numero, ovvero Vita da Pluto – Fiuto per l’amicizia. Scritta da Francesco Pelosi e disegnata da Mattia Surroz, si tratta di una vicenda semplice, raccontata da Pluto in prima persona attraverso l’uso delle didascalie, che per l’utilizzo di un doppio piano narrativo – canino e non – e anche per uno sviluppo basato più sull’azione che non sui dialoghi, sembra per l’appunto rifarsi alle avventure animate poc’anzi citate, spesso poco considerate al giorno d’oggi. Il risultato finale può dirsi complessivamente riuscito.
Rimanendo nelle pagine centrali del libretto, ben più drammatica è invece l’atmosfera di Topolino e l’effetto Omega, giunta al secondo episodio, intitolato Il raggio oscuro. Come osservato nella scorsa recensione, la storia, che vede Alessandro Pastrovicchio nelle vesti di autore completo, sembra procedere secondo i classici canoni supereroistici.
L’avventura è ormai entrata nel vivo e vede i nostri eroi intenti a rintracciare lo scienziato criminale Gamma… ma stanno realmente agendo nel modo giusto per contrastarlo oppure si stanno facendo attirare in trappola? E il villain sarà in grado di controllare le forze che ha evocato oppure ne sarà sopraffatto? Questa puntata intermedia, attraverso un ottimo bilanciamento di azioni e spiegazioni, ci lascia con la giusta suspense ad attendere la conclusione prevista per la prossima settimana.

Ci sono ancora sapienti ciminiani inesplorati nel mondo
Facendo invece un passo indietro fino alla storia di apertura, Vito Stabile, accompagnato ai disegni da Giampaolo Soldati, ci propone un sentito omaggio a Rodolfo Cimino (ndr, Premio Papersera 2007). Zio Paperone e i leggerissimi fluttuafrutti è infatti un viaggio non solo alla ricerca dei portentosi alimenti del titolo, ma proprio all’interno dei classici topoi ciminiani.
Dalla diagnosi infausta di un dottore barbuto che spinge zio Paperone in un angolo remoto del mondo, allo strano popolo che abita le vette di una montagna guidato da un altrettanto barbuto sapiente, passando per il cameo del robot Camillino e per l’apparizione di un caratteristico veicolo, ogni tavola non può che rimandare al Maestro veneziano che tante ore liete ha fatto passare a noi lettori; anche a quelli che, diventati sceneggiatori a loro volta, non lo hanno certo dimenticato.
La storia più pubblicizzata del numero, però, si trova rovesciando il libretto. In occasione del compleanno di Paperina, Giada Perissinotto, con la partecipazione ai dialoghi di Chiara Comotti, debutta come autrice completa e propone una lunga avventura dedicata a questa giovanissima ottantacinquenne.

Una tavola ricca di suggestioni
Dream big, Daisy cattura innanzitutto l’attenzione per la libertà grafica lasciata all’autrice. Sparisce completamente non solo la classica gabbia, ma l’intera bordatura delle vignette; la composizione delle tavole varia dall’una all’altra, alternando i più svariati registri. Si passa da sequenze più classiche alle pagine di diario, dalle schermate dei videogames ad una bacheca ricca di post it e fotografie appese.
Se in questo modo i disegni appaiono freschi, dinamici e capaci di stimolare la curiosità del lettore, la trama appare invece un po’ debole e soffre forse di un’eccessiva lunghezza. L’idea di inseguire i propri sogni è chiaramente intramontabile, ma nel momento in cui in una singola storia sembra che vengano realizzati tutti quelli della protagonista fino a quel momento insoddisfatti, la sensazione che rimane a quella di aver letto un qualcosa di troppo mieloso per convincere appieno.
Rimane comunque un’ottima iniziativa per valorizzare un anniversario che avremmo potuto considerare minore: una storia che esce dagli schemi in modo interessante, un focus ben incentrato sul personaggio di Paperina, character del tutto autosufficiente che non ha bisogno di essere il contraltare del suo fidanzato per brillare di luce propria. A completare i festeggiamenti, segnalazione doverosa per il bell’articolo di Marco Travaglini, dove viene ripercorsa la vita di Daisy Duck, dal debutto sul grande schermo con Paperino e l'appuntamento (Mr. Duck Steps Out) alle principali avventure vissute a fumetti, da Al Taliaferro ai giorni nostri.
In conclusione, Topolino 3628 riesce a celebrare nel giusto modo Paperina, senza che questa ricorrenza monopolizzi il libretto, offrendo nel complesso poche storie, ma di buona qualità. Ed è per questo che si guadagna una piena sufficienza.
Voto del recensore: 3.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/06/11/topolino-3628/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

Sono Topolino e Pippo a campeggiare sulla copertina del libretto numero 3628. Un’illustrazione di Andrea Freccero che ritrae i due personaggi sorridenti, quasi a evocare il fotogramma introduttivo dei cortometraggi storici di Mickey Mouse e del suo fedele amico a quattro zampe.
Curiosamente quindi, la cover non viene dedicata alla storia d’apertura ma all’unica breve del numero, ovvero Vita da Pluto – Fiuto per l’amicizia. Scritta da Francesco Pelosi e disegnata da Mattia Surroz, si tratta di una vicenda semplice, raccontata da Pluto in prima persona attraverso l’uso delle didascalie, che per l’utilizzo di un doppio piano narrativo – canino e non – e anche per uno sviluppo basato più sull’azione che non sui dialoghi, sembra per l’appunto rifarsi alle avventure animate poc’anzi citate, spesso poco considerate al giorno d’oggi. Il risultato finale può dirsi complessivamente riuscito.
Rimanendo nelle pagine centrali del libretto, ben più drammatica è invece l’atmosfera di Topolino e l’effetto Omega, giunta al secondo episodio, intitolato Il raggio oscuro. Come osservato nella scorsa recensione, la storia, che vede Alessandro Pastrovicchio nelle vesti di autore completo, sembra procedere secondo i classici canoni supereroistici.
L’avventura è ormai entrata nel vivo e vede i nostri eroi intenti a rintracciare lo scienziato criminale Gamma… ma stanno realmente agendo nel modo giusto per contrastarlo oppure si stanno facendo attirare in trappola? E il villain sarà in grado di controllare le forze che ha evocato oppure ne sarà sopraffatto? Questa puntata intermedia, attraverso un ottimo bilanciamento di azioni e spiegazioni, ci lascia con la giusta suspense ad attendere la conclusione prevista per la prossima settimana.

Ci sono ancora sapienti ciminiani inesplorati nel mondo
Facendo invece un passo indietro fino alla storia di apertura, Vito Stabile, accompagnato ai disegni da Giampaolo Soldati, ci propone un sentito omaggio a Rodolfo Cimino (ndr, Premio Papersera 2007). Zio Paperone e i leggerissimi fluttuafrutti è infatti un viaggio non solo alla ricerca dei portentosi alimenti del titolo, ma proprio all’interno dei classici topoi ciminiani.
Dalla diagnosi infausta di un dottore barbuto che spinge zio Paperone in un angolo remoto del mondo, allo strano popolo che abita le vette di una montagna guidato da un altrettanto barbuto sapiente, passando per il cameo del robot Camillino e per l’apparizione di un caratteristico veicolo, ogni tavola non può che rimandare al Maestro veneziano che tante ore liete ha fatto passare a noi lettori; anche a quelli che, diventati sceneggiatori a loro volta, non lo hanno certo dimenticato.
La storia più pubblicizzata del numero, però, si trova rovesciando il libretto. In occasione del compleanno di Paperina, Giada Perissinotto, con la partecipazione ai dialoghi di Chiara Comotti, debutta come autrice completa e propone una lunga avventura dedicata a questa giovanissima ottantacinquenne.

Una tavola ricca di suggestioni
Dream big, Daisy cattura innanzitutto l’attenzione per la libertà grafica lasciata all’autrice. Sparisce completamente non solo la classica gabbia, ma l’intera bordatura delle vignette; la composizione delle tavole varia dall’una all’altra, alternando i più svariati registri. Si passa da sequenze più classiche alle pagine di diario, dalle schermate dei videogames ad una bacheca ricca di post it e fotografie appese.
Se in questo modo i disegni appaiono freschi, dinamici e capaci di stimolare la curiosità del lettore, la trama appare invece un po’ debole e soffre forse di un’eccessiva lunghezza. L’idea di inseguire i propri sogni è chiaramente intramontabile, ma nel momento in cui in una singola storia sembra che vengano realizzati tutti quelli della protagonista fino a quel momento insoddisfatti, la sensazione che rimane a quella di aver letto un qualcosa di troppo mieloso per convincere appieno.
Rimane comunque un’ottima iniziativa per valorizzare un anniversario che avremmo potuto considerare minore: una storia che esce dagli schemi in modo interessante, un focus ben incentrato sul personaggio di Paperina, character del tutto autosufficiente che non ha bisogno di essere il contraltare del suo fidanzato per brillare di luce propria. A completare i festeggiamenti, segnalazione doverosa per il bell’articolo di Marco Travaglini, dove viene ripercorsa la vita di Daisy Duck, dal debutto sul grande schermo con Paperino e l'appuntamento (Mr. Duck Steps Out) alle principali avventure vissute a fumetti, da Al Taliaferro ai giorni nostri.
In conclusione, Topolino 3628 riesce a celebrare nel giusto modo Paperina, senza che questa ricorrenza monopolizzi il libretto, offrendo nel complesso poche storie, ma di buona qualità. Ed è per questo che si guadagna una piena sufficienza.
Voto del recensore: 3.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/06/11/topolino-3628/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
#15
Il sito del Papersera / Articoli sul sito web
Venerdì 23 Mag 2025, 16:46:51
Cari forumisti,
vi proponiamo un sondaggio per saggiare il vostro interesse riguardo agli articoli che pubblichiamo abitualmente sulla home page del nostro sito, ovvero www.papersera.net
Esprimete la vostra abitudine con un semplice clic
Per chi volesse, vi invitiamo ad utilizzare questo topic per lasciarci suggerimenti o critiche: cosa vi piace e cosa non vi piace, o quali contenuti vi piacerebbe trovare.
Grazie in anticipo a chi parteciperà!
vi proponiamo un sondaggio per saggiare il vostro interesse riguardo agli articoli che pubblichiamo abitualmente sulla home page del nostro sito, ovvero www.papersera.net
Esprimete la vostra abitudine con un semplice clic
Per chi volesse, vi invitiamo ad utilizzare questo topic per lasciarci suggerimenti o critiche: cosa vi piace e cosa non vi piace, o quali contenuti vi piacerebbe trovare.
Grazie in anticipo a chi parteciperà!












