Mi trovo a commentarlo tardi perchè intanto ho finito di leggerlo tardi e perchè mi son semplicemente scordato di farlo
partiamo dal fatto più importante, non so nemmeno a chi dare la 'colpa' ma credo raramente nella mia vita di esser arrivato a un tale livello di fastidio nel leggere obbligatoriamente la storia in bolognese (non mi sono riuscito a procurare la copia liscia ancora). Mi sono incaponito a volerla finire per non rischiare di tralasciarla con i nuovi numeri già in casa ma è stato un impresa nonostante io sia di Parma e il dialetto bolognese non mi sia così estraneo. Trovo follia aver dato priorità a questo visto come dicevo i venditori con cui ho parlato mi han detto tutti che non hanno avuto scelta. Non riesco nemmeno a esprimere un giudizio sulla storia in se, posso solo descrivere la frustrazione nel vedere ogni 5' quante tavole mi mancavano alla fine della tortura.
Altri momenti del topo li posso arrivare a giudicare gradevoli.
La storia di pennino l ho trovata piacevole, soprattutto nei disegni ai limiti del caricaturale ma calzanti. Bello lo stile urbano, graffiato e rude, già la prima tavola mi ha ben impressionato. Per me la migliore del numero.
La famigerata storia di manetta nel mio metro non solo non arriva a 5 stelle ma fatico a giudicarla sufficiente. In primis perchè il finale è così tanto 'telefonato' che durante al lettura aspettavo solo la vignetta 'rilevatrice' e io non sono certo Topolino quanto a talento investigativo. Ben disegnata ma davvero, per me, cade nel calderone delle storie senza infamia e senza lode.
Continuo a pensare che dare il voto massimo a questa storia sia fuori luogo in ogni contesto possibile anche volendo cancellare i precedenti 100 anni di topolino e far finta che questo sia l unico numero uscito.
Ora spero arrivi il numero standard per poter usare quello attuale per farci disegnare mio nipote