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Messaggi - Maximilian

#1
Le altre discussioni / Spiegazioni
Sabato 18 Lug 2026, 17:40:32
Ho notato una tendenza nel fumetto degli ultimi decenni rispetto al passato (in parte anche nel cinema ma non nella letteratura).
Mi riferisco alla propensione attuale a lasciare meno zone d'ombra e a fornire maggiori spiegazioni su quanto accade. Un tempo si affidavano più frequentemente elementi all'immaginazione del lettore.
Ovviamente ciò dipende anche dal genere narrativo: le ambientazioni fiabesche sono indefinite per loro costituzione mentre nei gialli è normale che si svelino tutti i misteri; eppure mi pare che anche in questo ambito, le opere più vecchie mantenessero punti non del tutto chiari.

Anzitutto vorrei sapere se è una mia impressione o se la riscontrate anche voi. In caso affermativo, quando si è diffuso il fenomeno? Io direi circa intorno al 2000 (nonostante le avventure di De Tops dimostrino come la tendenza opposta fosse ancora forte all'epoca).
Ancora di più mi incuriosiscono le ragioni che l'hanno portato ad affermarsi: forse la maggiore diffusione di una cultura scientifica?

Personalmente non ritengo che uno di questi approcci sia intrinsecamente migliore dell'altro: tutto dipende da storia a storia e il grande autore sa quando è meglio approfondire un tema e quando non indugiarvi.
Mi infastidiscono soltanto i fumetti i quali svelano aspetti che in vicende precedenti erano lasciati volutamente nel vago. Esempio più frequente: tutte le volte in cui si afferma che Eta Beta proviene dal futuro.
#2
Di Zio Paperone e il ballo delle stalle (o un titolo del genere) ricordo uno scambio di battute proprio per presentare l'unico caso del genere a mia memora:
- Eccomi tornato sano e salvo
- Anch'io sono molto felice di rivederla
- Uh? Che fai, mi dai del lei?
- Parlavo della valigetta

Ora l'inducks non funziona e non posso aggiungere il link
#3
I vari abitanti della notte divertono; mi vorrei soffermare sugli anziani che si preoccupano di non farsi scoprire dai figli, allo stesso modo dei bambini nei confronti dei genitori.
Inizialmente, l'avevo preso per un comico ribaltamento dei ruoli fine a sé stesso; in seguito, a causa di esperienze vissute, mi sono reso conto che oltre a fare ridere contiene un triste aggancio alla realtà.
#4
Il segreto dell'agente segreto
#5
Commenti sulle storie / Topolino e la banda sbandata
Sabato 11 Lug 2026, 21:14:52
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++489-B

La suddetta opera mi ha favorevolmente sorpreso per l'utilizzo di Gilberto, assurgendo subito alla mia interpretazione preferita del personaggio.
Io lo sapevo esperto delle materie scientifiche: in questa occasione viene descritto anche come conoscitore di quelle umanistiche. Ciò gli permette di esprimersi in italiano forbito ("porre usbergo") senza tralasciare il rigore scientifico, come quando parlando dell'aria pura menziona i gas che la compongono.
Ne risultano battuta divertenti nello stile di The big bang theory.
Mi ha inoltre stupito la sua violenza, quando colpisce il suo rivale invidioso; tale aspetto è dovuto all'età inferiore rispetto alle storie più moderne.

Ho inoltre gradito i modi autoritari e aggressivi con cui Gambadilegno tratta i sottoposti (nonché i committenti).

Gli altri personaggi invece non spiccano particolarmente.
#6
Se non ricordo male, Bosco (testi) e Ferraris (disegni)
#7
Citazione di: tang laoya il Mercoledì  8 Lug 2026, 08:49:55Ho veramente un debole per la comicità e il tratto di Mau Heymans :D
Sai cosa mi ha divertito? Il fatto che venga rinvenuto un reperto a Paperopoli e, come primo pensiero, attribuirlo all'impero romano, che geograficamente si estendeva da tutt'altra parte.
#8
Le altre discussioni / Re: Rockerduck
Sabato 11 Lug 2026, 14:51:54
Citazione di: rebusX il Mercoledì  8 Lug 2026, 09:07:16i Bassotti sono simpatici perché anche comici
Anche John ha i suoi lati umoristici.
Ne approfitto per dire che è sempre stato il mio antagonista preferito fra quelli inerenti a Paperopoli.
#9
Le altre discussioni / Re: Rockerduck
Martedì 7 Lug 2026, 22:50:15
Volevo aggiungere un aspetto che mi incuriosisce.
Anni fa (direi nel periodo Muci) nella rubrica della posta un lettore chiese come mai Rockerduck non compariva mai in copertina. Effettivamente, tra tutti i personaggi che figuravano regolarmente all'interno del settimanale, era l'unico sempre assente dalla prima pagina. Si rispose che l'individuo in questione generava antipatia nella maggioranza del pubblico, mentre si preferiva raffigurare in copertina personaggi graditi un po' da tutti.
Questa giustificazione aveva sicuramente dei fondamenti: da bambino, parlando con coetanei che leggevano topolino, era emerso che a me Rockerduck non dispiaceva, fatto accolto con un certo sbalordimento.

Mi domando perciò le ragioni di questo scarso apprezzamento; non credo perché semplicemente giudicato subdolo e sleale: ricordo che gli altri cattivi, come Pietro e i Bassotti, apparivano all'epoca con una certa frequenza.
#10
Le altre discussioni / Re: Disclosure Top
Martedì 7 Lug 2026, 22:02:56
Non capisco a cosa si riferisce il titolo della discussione, sinceramente.
#11
Citazione di: Special Mongo il Venerdì 12 Apr 2019, 00:40:55i discorsi precedenti di Big Ben suggeriscono che in passato bambini riluttanti siano morti tra le loro braccia meccaniche
Eh già, si tratta di un'altra inconsuetudine per l'autore. Si parla di morte senza citarla esplicitamente (malgrado il riferimento sia difficilmente equivocabile): una soluzione ben diversa dal passato, in cui egli mostrava i decessi direttamente sulla scena.
Citazione di: Special Mongo il Venerdì 12 Apr 2019, 00:40:55è ora la vedova più ricca dello stato e la sua manifesta «eccentricità» è riconosciuta sia da Topolino che da Basettoni
Ma poi, in cosa risiede questa sua eccentricità? Nel dimostrare la sua riconoscenza a chi le ha riportato il figlio? Mi sembra un comportamento del tutto normale.

#12
Ci si concentra sul tema dei bambini precoci, argomento che l'incommensurabile aveva adoperato svariate volte, ma sempre brevemente e senza approfondirlo troppo, mentre qui il tema tiene banco per diversi mesi. In precedenza, aveva sempre visto questo elemento come esagerazione comica; stavolta predomina l'impressione che sia diventato un fatto d'attualità
Ciò, unitamente all'assenza del soprannaturale, contribuisce a dare un sapore realistico alla vicenda, rendendola sicuramente inusuale nel panorama walshano, comunque mantenendo la riconoscibilità dell'autore. Pur muovendosi su un terreno nuovo (o perlomeno non utilizzato da tanto: bisogna tornare a Topolino e gli orfani di guerra di 10 anni prima per trovare un'atmosfera analoga) il risultato raggiunge un'altissima qualità.

La quotidianità malinconica della prima parte cede il passo a un thriller con un forte senso di pericolo nel momento in cui due membri della banda tentano di riportare Leavenworth da Big Ben.
Ho notato nella scena un interessante comportamento della malavita: essa si considera padrona dei propri affiliati tanto da non consentire che questi la abbandonino. Il bambino non ha tradito i suoi vecchi amici, non li ha denunciati né ha fatto qualcosa per ostacolarli. Semplicemente, ha deciso di andarsene per un'altra strada. Tuttavia, il suo ex-capo non può tollerare che lo faccia senza il suo permesso.

Ho particolarmente gradito la sequenza in cui Topolino si infiltra nel covo dei delinquenti – un parco giochi deviato – fingendosi un pargolo, sfoderando un linguaggio puerile e spesso sul punto di tradirsi. Qui Walsh mostra il suo gusto per il contrasto, combinando il pericolo con elementi legati all'infanzia: un tiro a segno in cui si insegna a contrapporsi alle figure istituzionali, giocattoli assassini con i quali si ingaggia una battaglia emozionante (sebbene non descritta passo passo) e, soprattutto, Big Ben.
Quest'ultimo si aggiudica un posto d'onore tra i cattivi creati da Bill, nel suo essere contemporaneamente e credibilmente un giocherellone e uno spietato delinquente. Spietato, ma in grado di provare affetto: alla fine, non si capisce se è dispiaciuto per essere stato sconfitto oppure perché una persona a cui voleva bene gli si è rivoltata contro.
Merita anche lo psichiatra atto a valutare l'idoneità criminale dei nuovi adepti (a proposito, ma nei fumetti di Walsh tutti gli psichiatri sono tedeschi?).

Il finale anticlimatico mi ha convinto: in genere quando mi imbatto in una cosa del genere, la considero uno spreco di una scena che avrebbe potuto essere epica. Stavolta invece miè piaciuto, nonostante non ne comprenda consciamente il motivo; e poi mi permette di vedere il protagonista che, per lo slancio, percorre diversi metri prima di capire che è tutto concluso. Inoltre, la trovata dei boy scout che cataloga le prove come una squadra di polizia fa ridere.

La storia mostra sfiducia nelle istituzioni, rappresentate dal riformatorio, e nella conclusione sembra suggerire come soluzione l'educazione da parte dei genitori.
Tuttavia, neanche questa può dirsi valevole in assoluto: mentre Leavenworth trova una madre affettuosa e generosa, Big Ben, venendo da una famiglia di malviventi, non ha potuto che seguirne le orme. Il quesito sottointeso a tutta la vicenda "Come evitare che i giovani imbocchino la cattiva strada" non trova una risposta definitiva; la consapevolezza che non tutti i casi sono uguali rende giustizia all'estrema varietà e complessità elle vicende umane.
#13
Citazione di: paolobar il Mercoledì 10 Giu 2026, 21:25:28Che la ristampa sia meglio dell'originale non ha alcun senso collezionistico
Difatti io (orgogliosamente) non sono un collezionista.
#14
Citazione di: Micio Nero il Domenica 17 Apr 2022, 15:12:15Chi spenderebbe magari 5-6 euro per una ristampa, quando con pochi euro in più può comprare l'originale?
Io, a parità di prezzo, non ci penserei due volte ad accaparrarmi la ristampa (purchè senza censure).
Perchè dovrei volere l'originale, che ha decenni di età e magari fra pochi anni mi si sbriciolerà tra le mani? Molto meglio un albo fresco di stampa, che mi durerà nel tempo e potrò rileggermi più volte.
#15
Citazione di: Sachiel il Giovedì  4 Giu 2026, 18:53:41Forse è la storia più debole di quelle che ho letto su Doppioscherzo (mi manca la prima)
Sono dello stesso parere; però, a dire la verità, le "storie su su Doppioscherzo" sono solo le prime 2 (e in parte l'ultima). Nelle altre, egli compare solo alla fine e anche la caratterizzazione non risulta approfondita: più un pretesto per fornire sfide ai protagonisti che un personaggio a tutto tondo.
Qui, invece, viene dato ampio spazio alla sua inventiva nell'escogitare i vari modi per beffarsi dei ladri, senza dimenticare la volontà di mettersi in mostra grazie al successo della sua invenzione e anche una certa sfacciataggine gigioneggiante nel presentarsi come un benefattore malgrado i suoi trascorsi.

Fra l'altro, chissà se una trama del genere oggi sarebbe pubblicata: il denaro contante sta sparendo in favore dei sempre più frequenti pagamenti virtuali.