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Topics - Samu

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1
Commenti sulle storie / Topolino e il regalo dell'ultimo minuto
« il: Martedì 21 Giu 2022, 21:38:34 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3141-2

Ideata da Francesco Artibani per i disegni di Marco Mazzarello, "Topolino e il regalo dell'ultimo minuto" è una vicenda che merita di essere letta e conosciuta.
La storia è semplice partendo da una situazione che può capitare a chiunque e in cui stavolta incappa Topolino, nel fatto cioè di avere preparato ed organizzato in modo certosino ogni aspetto della serata romantica che ha intenzione di passare con Minni dimentico però della cosa più importante: il regalo per festeggiare l'anniversario del loro fidanzamento!
Il Topo dalle grandi orecchie, in vista dell'imminente appuntamento con la fidanzata, si precipita dunque a rotta di collo verso il centro commerciale per procurarsi la borsetta che Minni aveva già da qualche tempo adocchiato con interesse, intenzionato a comprarla come dono per la propria amata.
Purtroppo per lui le cose si metteranno in maniera decisamente imprevista e, preso da altri avvenimenti che accadono nel giro di pochi minuti nella sua visita al centro commerciale, Topolino finirà con l'essere a tutti gli effetti fuori tempo in quanto, a questo punto, non solo si presenterà in ritardo all'appuntamento con Minni ma ci andrà anche a mani vuote facendo una ben magra figura.
Ecco quindi che la storia ci offre un uso insolito della macchina del tempo, che per una volta non lo rispedirà indietro di secoli, di millenni e neanche di anni ma solo di qualche minuto.
Facendo tesoro delle esperienze negative da lui vissute nel giro di questi piccoli balzelli temporali nel suo recentissimo passato, Topolino alla fine troverà il modo di chiudere la vicenda in maniera positiva seppur molto lontana da come avrebbe potuto immaginare la conclusione di tale disavventura quotidiana.
La storia è veramente un bel leggere e ci restituisce un Topolino umano nei suoi errori e nelle sue dimenticanze ma che viene difficile da non guardare con simpatia data la sua propulsione a cercare di fare sempre e comunque il bene, anche nelle piccole cose quando si sente chiamato in causa dalle circostanze.
Francesco Artibani sviluppa una avventura dal taglio urbano che considero brillante nella sua semplicità e nella sua intensa piacevolezza e non solo al riguardo del carattere centrato ed amabile del suo protagonista.
La storia è bella e mi è piaciuta particolarmente anche e soprattutto per il focus su quel personaggio che sembra, in apparenza, essere soltanto un poco di buono e disonesto ma che in realtà è di tutt'altra pasta.
E la scena in cui questo signore parla con il figlio al telefono è veramente costruita bene e si rivela carica di significato nella sua genuinità e nella prospettiva di quello che potrebbe accadere di lì a poco se al fianco di questa persona non ci fosse stato un Topolino così umano ed aperto nella riflessione che gli lascia per il proprio bene e di chi lo ama e lo aspetta a casa.

"Topolino e il regalo dell'ultimo minuto" non sarà forse una delle storie più ricordate ed acclamate di un autore che ha scritto nel corso degli anni storie iconiche e ben più lunghe come l'Ultima Avventura, il Segreto di Cuordipietra o anche le tre con Topalbano, Moby Dick e via dicendo...
Eppure io, questa storia (classica nella sua lunghezza standard delle 30 tavole e in una trama del taglio cittadino) la considero un vero gioiello per la bellezza di come è stata scritta, per il significato che assume nel confronto tra Topolino e l'altro personaggio  che vi appare e per un finale dolce nel modo più naturale che ci sia, senza risultare per niente artificioso o posticcio.
Una prova davvero meritevole di uno sceneggiatore che conferma, ancora una volta, la sua grande abilità nel muovere i personaggi Disney e nell'ideare delle storie significative come questa che mi è rimasta particolarmente impressa nella mente e "dentro" nel cuore di quanto è fatta bene nel suo insieme, nel suo dipanarsi ed in un finale che considero davvero azzeccato e memorabile nella sua deliziosa semplicità.

2
Commenti sulle storie / Topolino e il tenebroso canzonatore
« il: Sabato 11 Giu 2022, 18:07:09 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2622-1

Una delle tante storie intriganti e davvero ben scritte ad opera di Andrea Castellan, in arte Casty!
La storia comincia con Topolino e Pippo che si recano nella villa del famoso scrittore del brivido Simon T. Lebook su espresso invito dello stesso autore in merito ad un qualcosa che lo angustia da giorni e che ha necessariamente bisogno di risolvere se vuole continuare ad essere uno degli scrittori più brillanti del panorama topolinese.
I nostri vengono quindi a conoscenza di ciò che ha turbato tanto nel profondo la serenità di Lebook e che riguarda nientemeno che l'apparizione in carne ed ossa di un personaggio che dovrebbe essere di sola finzione perché partorito dalla mente creativa dello stesso Simon e che fu protagonista di un suo noto romanzo giallo: "Il tenebroso canzonatore".
Dopo avere accettato l'incarico, Topolino e Pippo cominciano a muoversi per mettere la parola fine a questo strano caso e, contestualmente, alle apparizioni del canzonatore che credono sin da subito essere architettate ad arte per intimorire il celebre Lebook.
La storia nel suo evolversi si rivela essere davvero ben fatta e sa mantenersi intrigante ed appassionante per tutto il tempo della lettura, regalando a chi legge un mistero da risolvere che è un piacere da seguire di pari passo alle indagini condotte dai protagonisti in primo piano.
Una trama che non conosce momenti di stanca e che sa tenere vivo l'interesse del lettore con lo stile di scrittura fluido e coinvolgente che è tipico di Casty e della sua abilità di ideare storie molto intriganti e ben studiate tanto nel soggetto di base quanto nel loro effettivo dipanarsi di vignetta in vignetta e di tavola in tavola.
Al tutto viene dato poi ulteriore valore dai disegni di un validissimo autore quale Vitale Mangiatordi, che avevo già apprezzato e molto ai tempi dell'altra storia che ho letto con i suoi disegni e sempre su testi del grande autore friulano, ovvero Topolino e l'occhio di Topoltec.
La storia è bella tutta, nel suo insieme, però la sequenza che più mi è rimasta impressa è quella del confronto - faccia a faccia - tra i due canzonatori, preludio alla risoluzione del mistero che ha coinvolto in prima linea tanto lo scrittore di gialli quanto la classica coppia di protagonisti Disney formata dall'amabile duo Topolino-Pippo!

3
Commenti sulle storie / Newton Pitagorico e le tintarelle erudite
« il: Mercoledì 1 Giu 2022, 21:18:16 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3357-1

Pubblicata nel Marzo 2020, questa storia rappresenta il rilancio di un personaggio che non era mai stato attenzionato né considerato più di tanto: Newton Pitagorico, essenzialmente una copia dello zio in formato ridotto, con la stessa fisionomia e la stessa passione per le invenzioni.
Motivo per cui quando sono venuto a conoscenza dell'intento da parte della redazione e di Alex Bertani di lavorare specificatamente su questo personaggio al punto tale da renderlo protagonista in un ciclo di storie, da un lato, avevo sì una indubbia curiosità su una operazione di rilancio abbastanza ardita a mio parere, ma dall'altro non sapevo bene cosa aspettarmi dalle future storie che avrebbero visto il personaggio di Newton come protagonista e motore della vicenda stessa.
Ebbene, "Newton Pitagorico e le tintarelle erudite" rappresenta la prima storia di un ciclo di avventure autoconclusive tutte curate da Marco Nucci ai testi, mentre i disegni sono per lo più affidati alle matite di Stefano Intini.
Quando mi sono approcciato alla sua lettura non avevo molte aspettative a priori ma leggendola ho sentito sin da subito una simpatia e una empatia nei confronti del nipotino di Archimede che per me era cosa del tutto nuova.
Marco Nucci ha un modo di scrivere che mi piace tanto perché sa restituirmi una freschezza della vicenda e del racconto che mi rende la lettura fluida e scorrevole, dal piglio dinamico e sempre "centrato".
Ed è ciò che mi è successo nell'approccio a questa storia che ritengo un piccolo gioiellino, tanto è stata vivace e veramente gradevole la sua lettura.
La storia in questione inizia con la presentazione del personaggio che entra in scena in modo dirompente e pieno di entusiasmo (come vorrei sempre vedere i personaggi Disney) perché il suo primo giorno di scuola nella sua nuova classe di Paperopoli sta ormai per cominciare.
La vicenda prosegue poi mostrandoci la genialità del piccolo Pitagorico, rapportata al come poter risolvere un problema di stampo scolastico che potenzialmente riguarda tanto lui quanto gli amici Qui, Quo e Qua.
Messi alla prova dall'arcigno e irreprensibile rettore Schnauzer, i quattro devono infatti trovare il modo per superare il durissimo test che prende il suo nome ma, al contempo, senza rinunciare ad un ultimo fine settimana fatto soltanto della tipica leggerezza e spensieratezza estiva.
Da qui parte quindi l'idea delle "tintarelle erudite", un metodo potenzialmente geniale per miscelare insieme i due aspetti, da un lato il relax di fronte al tepore del solleone e dall'altro l'impegno dello studio.
La storia la considero molto riuscita nel suo insieme perché in primis il modus scribendi del suo autore mi ha tenuto intrigato alla vicenda e alle vicissitudini dei personaggi (Newton in primis) per tutto il tempo della lettura.
Inoltre, anche dal punto di vista grafico questa avventura paperopolese è un piccolo gioiellino per come la vedo io, grazie ad una espressività dei personaggi e ad un costante dinamismo che li anima su carta e che sembra quasi fargli prendere vita tra le pagine del Fumetto.
E poi, della storia mi è piaciuto molto un fattore che ho potuto constatare appieno solo a posteriori, dopo una ri-lettura della storia a debita distanza di tempo.
Ebbene, l'elemento cui mi riferisco è l'abilità progettuale di Nucci: il suo modo di accennare a degli oggetti, a delle persone o a dei luoghi che verranno poi ripresi in futuro, in altre storie dedicandogli una attenzione particolari e facendo sì che siano proprio questi elementi a costituire il futuro motore della storia che verrà (vedasi l'incubatrice, il grande attore e monologhista Giorgio Squacker o la stessa Coccodega Bay in cui è ambientata non solo questa storia ma anche l'incontro di calcio tra il Paperopoli F.C. e la rappresentativa locale nella Calisota Summer Cup).

Ecco, forse ho parlato anche troppo per descrivere quanto questa storia mi sia piaciuta ma ritengo che il rilancio del personaggio di Newton sia stato così ben fatto e condotto in modo intelligente sotto la luce dei riflettori di parte della quotidianità paperopolese che meritasse una mia disamina tanto su questa storia che sul recupero del personaggio.
E se qualcun altro come me avesse apprezzato la storia delle "tintarelle erudite" (e più in generale il rilancio del personaggio del piccolo Pitagorico sulle pagine del Topo) sarebbe interessante avere modo di parlarne e di discuterne in questa discussione, che ho pensato di creare anche e soprattutto per un motivo di confronto tra appassionati dello stesso, amabile, mondo del Fumetto Disney! :D

4
Commenti sulle storie / Topolino e il week-end col gatto
« il: Venerdì 27 Mag 2022, 23:20:53 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2230-1

Storia di Silvano Mezzavilla e Massimo De Vita, pubblicata originariamente su Topolino nell'Estate 1998.
Quello che mi è piaciuto in particolare di questa vicenda, che si conforma come una avventura dallo spiccato taglio urbano, è stato il modo intelligente di Mezzavilla di costruire una storia su un personaggio (il "Gatto" del titolo) che, a conti fatti, fisicamente compare davvero poco in questa storia ma che lascia trasparire la sua presenza come qualcosa che aleggia palpabile nelle atmosfere di quello che dovrebbe essere un tranquillo week-end, tanto per Topolino quanto per gli agenti di Polizia di Topolinia.
Tutto parte da una misteriosa ondata di furti che si susseguono in alcuni dei luoghi più benestanti della città di Topolinia (la casa di un miliardario, una rinomata banca, una gioielleria...) senza però che da questi edifici vengano portate via grosse somme di denaro né chissà quale ricco bottino.
A sparire sono oggetti di poco conto: un fermacarte, un elenco telefonico, un calendario...e non si capisce chi possa essere intenzionato ad entrare in una banca o in una gioielleria per trafugare degli oggetti di così ben poco valore economico.
L'unico che riuscirà a capire cosa c'è dietro ad un modus operandi tanto strano quanto apparentemente insensato per un ladro di qualsiasi risma sarà Topolino, il quale in questa occasione avrà modo di guardarsi indietro, al suo recente passato e al suo incontro con il "Gatto", un furfante agile e dinamico (dotato di movenze e scatti assimilabili a quelli di un felino) che aveva contribuito in maniera decisiva ad arrestare qualche anno prima.
Il tempo passa per tutti, è passato per Topolino così come per il "Gatto" che sembra essere tornato in piena forma a dimostrare alla città di Topolinia e soprattutto al piccolo Topo quanto ancora lui si sente in grado di valere.
Ma sarà davvero così? Davvero il Gatto può ancora costituire una minaccia per la sicurezza di Topolinia oppure nel frattempo è cambiato e oggi lo si vede in modo diverso rispetto al passato?  ;)

"Topolino e il week-end col gatto" sa essere una storia che si lascia leggere con fluidità e che scorre via con vivido piacere, trattando la tematica del passato che ritorna e che forse lascia spazio a cambiamenti, ad un mutuare che a volte è nell'ordine delle cose.
Una storia essenzialmente semplice nel suo sviluppo ma che io considero un piccolo gioiellino, riuscito tanto dal punto di vista narrativo (con un finale che chiosa la vicenda in modo puntuale e bello da leggersi) quanto per l'aspetto grafico e visuale, con un Massimo De Vita che accompagna alla grande i testi di un Silvano Mezzavilla che, anche in questa avventura di ambientazione spiccatamente urbana, ho sinceramente apprezzato.  :D

5
Commenti sulle storie / Zio Paperone, Paperetta e l'ultimo scrigno
« il: Domenica 22 Mag 2022, 15:58:26 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3099-2

Proprio oggi ho deciso di andarmi a rileggere questa storia che, ai tempi della sua prima pubblicazione sul Topolino, mi aveva lasciato davvero un bel ricordo di sé.
La storia esordisce sulle pagine del libretto nell'Aprile 2015, firmata da Vito Stabile ai testi e da Donald Soffritti alle matite.
Ebbene, posso dire che a distanza di parecchi anni dalla precedente lettura, ho ritrovato una storia che ha saputo appassionarmi alla vicenda raccontata con lo stesso brio e la stessa gradevolezza del mio primo approccio con essa.
Ho molto apprezzato il fatto che il protagonista della storia, al pari dello Zione, sia il personaggio di Paperetta, che Vito ha dimostrato di sapere gestire (qui come in altre occasioni) con un piglio dinamico ed entusiasta che la rende vivace ma, al tempo stesso, saggia e ponderata nelle situazioni che lo richiedono.
Ed è proprio la giovane papera dai capelli biondi a trascinare in maniera decisiva lo Zione nell'avventura che lo porterà a cercare quello scrigno del titolo, l'ultimo di una serie di favolosi tesori sepolti negli anni da un pirata del XVII secolo.
La vicenda si snoda in maniera fluida e scorrevole e viene portata avanti da uno stile di scrittura che mi piace tanto perché Vito sa restituire una vivida simpatia tanto ai suoi personaggi quanto alla situazioni che descrive e poi sa essere appassionante e coinvolgente, con una narrazione che non conosce momenti di stanca ma che, al contrario, sa sempre tenere il lettore sul chi vive, in attesa dei successivi sviluppi della vicenda raccontata.
Una storia che è poi un bel leggere non solo per la coppia abbastanza inusuale di protagonisti formata dal tandem Paperone-Paperetta, per la simpatia di alcuni momenti e di certe battute (vedi il Pico che traduce dal pincopallese antico) e per il suo ritmo vivido e intrigante.
La storia si rivela essere una ottima lettura anche per il suo finale, che ha un suo bel significato sul tema dell'aspettativa, su quanto cioè a volte si desideri così tanto un qualcosa che poi, una volta ottenuto e impugnato tra le proprie mani, potrebbe originare una cocente delusione qualora questo favoloso tesoro (o ultimo scrigno che dir si voglia) non rispecchiasse, nella realtà, il valore di cui quello stesso oggetto era stato precedentemente caricato.
Una storia quindi che lascia un sapore dolce di sé a fine lettura, per tanti motivi legati alla piacevolezza e alla godibilità della sua sceneggiatura ma anche per la bellezza dei suoi disegni, con le matite di un Donald Soffritti che rendono benissimo l'atmosfera dinamica e avventurosa della storia che porta con sè... l'ultimo scrigno:D

6
Commenti sulle storie / Area 15
« il: Giovedì 12 Mag 2022, 18:25:45 »
Credo che una discussione apposita su questo ciclo non fosse stata ancora creata nello spazio dedicato ai "Commenti sulle storie" e allora, sulla scia della pubblicazione della storia in due tempi presente sul Topolino di questa settimana e firmata dal suo Nucci/Ermetti, ho pensato potesse essere una cosa graziosa parlarne in questo spazio.
Dunque, la serie di Area 15 fa il suo esordio sulle pagine del settimanale nel Marzo 2020 con il primo ciclo di storie tutte firmate da Roberto Gagnor ai testi e da Claudio Sciarrone ai disegni per un totale di cinque avventure grossomodo autoconclusive ma che hanno comunque dalla loro una certa orizzontalità e che si leggono meglio se inanellate l'una sull'altra, non fosse altro per avere modo di approfondire in modo più puntuale e centrato le personalità ed il carattere dei suoi nuovi protagonisti.
Il primo ciclo della serie di Area 15 presenta infatti l'esordio di tre paperotti che diverranno poi (insieme al nipotino dal cappello verde, Qua) l'emblema stesso, sul fronte giovanile, di questo ciclo di storie: Ray (il giovane amico in carrozzina di Qua, dai cappelli rossi e sbarazzini e con una spiccata passione per il Fumetto e per il disegno in particolare), Vanessa (neanche troppo velatamente la ragazzina nei confronti della quale lo stesso nipotino nutre un certo trasporto e che è affascinata dai racconti "di paura") e Giggs (attratto tanto dal mondo del cinema quanto da quello del Fumetto e garante della perfetta conservazione di cui qualsiasi oggetto da collezione, sia esso un albo a fumetti oppure una "action figure", dovrebbe beneficiare).

Parlando più nel dettaglio delle storie uscite finora appartenenti a questo ciclo, posso dire senza ombra di dubbio che, a parte la storia realizzata interamente da Claudio Sciarrone e che vede come protagonisti da una parte Quo (per il fronte giovanile) e dall'altra Zio Paperone (per l'ambito degli adulti), tutte le altre vicende che hanno a che fare con questa serie mi sono piaciute e tanto!
Mi è piaciuta moltissimo la prima run del ciclo ad opera di Gagnor e dello stesso Sciarrone alle (sole) matite.
Così come ho apprezzato davvero tanto il lavoro svolto da Marco Nucci e Libero Ermetti nell'evoluzione di questa serie e dei suoi personaggi, con l'allargamento del tema delle passioni trattate (non solo fumetto ma anche Retrogaming e Teatro, citando direttamente la storia che mi ha "spinto" ad aprire, oggi, questa discussione).
Il duo Nucci/Ermetti non ha solo ampliato il bacino dei campi dell'arte tanto amati dai nostri protagonisti paperotti ma ha anche reso più vasto il cast degli stessi, con l'inclusione per esempio di Newton Pitagorico e Christopher Black, e ha posto l'accento su due tematiche che personalmente mi hanno lasciato molto a fine lettura.
L'uno è il tema della fallibilità stessa e della frustrazione in cui talvolta anche l'autore più bravo sente di poter incorrere, come avviene al rinomato fumettista Alistair Black, protagonista della storia che lo vede citato anche nel titolo e che fa il paio con la precedente "Retrogaming".
L'altro riguarda invece il tema del futuro ma che fa coppia brillantemente con l'idea del passato e che emergono entrambi nella per me splendida Vent'anni dopo, dove la nostalgia da un lato ed il timore di affrontare ciò che verrà nel modo sbagliato e meno "pronto" dall'altro, lasciano campo alla bellezza di ritrovarsi dopo tanti anni con immutato piacere e affiatamento - per i grandi - e con la fiducia nei propri mezzi ed un sano atteggiamento di attesa nei confronti di ciò che si deve ancora affrontare - per i giovani, Qui in primis.

Insomma, queste sono solo alcune delle considerazioni che mi sento di fare riguardo alla qualità di una serie che, per quanto mi riguarda, ritengo uno dei migliori prodotti narrativi (ed anche visivi) nati sotto la direzione di Alex Bertani.
Sarebbe interessante per me sentire anche altre voci in merito al ciclo di Area 15 in questo spazio deputato alla discussione tra appassionati del Fumetto Disney e mi piacerebbe avere modo di leggere altri pareri a tale riguardo.  :)

Questo l'elenco delle storie appartenenti al ciclo dell'Area 15:  :D
https://inducks.org/subseries.php?c=Area+15

7
Commenti sulle storie / Topolino e il Pippo fortunificato
« il: Sabato 7 Mag 2022, 22:33:08 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2899-2

Non ho visto un topic che fosse appositamente dedicato a questa storia nella sezione dei Commenti, per cui ho pensato fosse una cosa carina parlarne un po' all'interno di una discussione incentrata proprio su questa bella storia di Casty e Lorenzo Pastrovicchio.
L'ho letta giusto oggi per la prima volta e mi è piaciuta davvero tanto perché la storia si rivela essere davvero una bella lettura: fresca, vivace, che sa intrattenere con gags divertenti e ben riuscite e con una caratterizzazione di Pippo che ritengo tanto amabile quanto genuina.
La vicenda si connota come una avventura dal taglio urbano e cittadino, senza che i nostri debbano spostarsi da Topolinia per vivere la storia "fortunificata" che gli viene cucita addosso dalla sapiente mano creativa del buon Andrea Castellan.
Il protagonista della storia è a tutti gli effetti il personaggio di Pippo, mentre l'amico di una vita Topolino resta "dietro le quinte", sorpreso e al tempo stesso perplesso delle improvvise fortune che capitano al pippide e soprattutto restio a dare fiducia all'inventore che ha dato origine al flusso di fortuna che si sta ora riversando su Pippo e al quale costui si accompagna per beneficiare, di riflesso, della sua buona sorte con piglio spavaldo e truffaldino.

La storia ha saputo regalarmi dei bei momenti di leggerezza e di divertimento, già all'inizio con la filastrocca recitata da Pippo, poi con la descrizione della giornata-tipo tutt'altro che rosea vissuta da Topolino e soprattutto quando quest'ultimo si traveste da pargolo, con tanto di chewing gum in bocca, grembiulino azzurro e palloncino appresso, e viene mal giudicato dalle anziane signore che passeggiano per le strade di Topolinia e che borbottano a vedere un "bambino" usare il telefono già a questa età
(- "Così piccoli e già con il cellulare! Bah! ")
Ma la parte più bella della storia me l'ha restituita sicuramente la limpida consapevolezza di Pippo che si mostra candido eppure al tempo stesso furbo e tutt'altro che sprovveduto, e che regala coscientemente in modo così aperto e spontaneo la fortuna di cui aveva beneficiato fino a quel momento a chiunque ne abbia - davvero - bisogno.

"Topolino e il Pippo fortunificato" non è certamente una storia che racconta chissà quale grande epopea, tale da restare impressa nella mente del lettore come un capolavoro immortale del Fumetto Disney ma è scritta così bene e animata così genuinamente, con passione, e con una caratterizzazione così bella e candida del suo protagonista che, veramente, sono arrivato a fine lettura consapevole di avere letto una bella storia, di quelle che si ricordano col sorriso stampato in faccia.
E Casty si conferma, anche in questa vicenda, un autore di grandissimo pregio.
Un autore che stimo e che apprezzo tantissimo per il suo modo così amabile e genuino di raccontare i personaggi e le vicende che si ritrovano a vivere, rendendo la lettura un piacere palpabile, che scorre via fluido per tutta la lunghezza della storia.
E, a supporto del quale, troviamo un Pastrovicchio che sa infondere una vivace espressività ai suoi personaggi e una dinamicità alle sue vignette e alle sue tavole che è davvero una gioia per gli occhi!

8
Commenti sulle storie / Paperino e il coraggio telegenico
« il: Domenica 1 Mag 2022, 17:28:12 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2336-6

Oggi ho ripreso in mano il numero 2336 del Topo, uno di quegli albi a fumetti che considero "mitici" nella mia esperienza di passione disneyana perché mi riportano inevitabilmente a ricordi lontani nel tempo e dove i segni degli anni che passano sono ben tangibili tanto nella copertina del fumetto (piuttosto rovinata) quanto negli interni (con strappi e rammendi in qui e là).
Ma l'affetto che mi lega a questo fumetto e alle sue storie và oltre al deterioramento della carta e delle condizioni dell'albo perché in tutte le storie che mi sono andato a rileggere ho ritrovato lo stesso sapore di bellezza, fantasia e creatività che vi avevo trovato quando mi ci approcciai per le prime volte, sui cinque/sei anni.
Una di queste è proprio l'ultima dell'albo, quella cui ho deciso di dedicare un topic apposito nella sezione del Forum riservata ai commenti sulle storie che più ci sono rimaste impresse nella mente nel corso degli anni: "Paperino e il coraggio telegenico"!
Questa storia, riprendendola in mano oggi dopo tanto tempo, è riuscita a trasmettermi le stesse sensazioni di brio e di freschezza che avevo provato ai tempi della sua prima lettura e mi ha fatto ridere e sorridere con lo stesso, inalterato, gusto e con la stessa verve di allora.
In breve, Paperino è appassionato di un programma tv che ricorda molto la trasmissione di "Scherzi a parte" per cui la vittima designata si ritrova a subire una serie di scherzi a suo danno fino a quando non gli viene rivelato di essere stato il semplice bersaglio di una batteria di "tiri mancini" (che tra l'altro è proprio il nome del programma tv tanto seguito da Paperino nella storia) preparati ad arte e confezionati su misura nei confronti della vittima di turno.
Ebbene, per tutto il tempo della storia il nostro protagonista papero si mostra più calmo e serafico che mai visto che è assolutamente convinto di essere il protagonista odierno di "Tiri mancini" e che quindi vuole dimostrare di poter essere il primo a non "cascarci" e a trattare tutto quanto si ritrova a subire in maniera distaccata e ben poco interessata.

La storia la considero davvero un gioiellino, per tutta la simpatia ed il divertimento che mi ha regalato ad ogni lettura e ri-lettura e poi per la capacità da parte degli autori (Alberto Savini ai testi e Marco Mazzarello ai disegni) di aver saputo calare sul personaggio di Paperino una trama che lo rende eroe di giornata senza che neanche lui ne abbia il minimo sentore, convinto per com'è che prima o poi spunti una candid camera a dirgli "Sorridi, amico! Sei su Tiri mancini !"  ;D

9
Topolino / Topolino 3466
« il: Mercoledì 27 Apr 2022, 19:12:04 »
Sommario

Le strabilianti imprese di Fantomius: La notte di Fantomius - Primo episodio
Soggetto, sceneggiatura, disegni e supervisione colore di Marco Gervasio

Gli Urbani Paperi: Il Grande Circo -Secondo episodio
Soggetto e sceneggiatura di Alex Bertani e Matteo Venerus
Disegni di Emmanuele Baccinelli

Amelia e le 7 streghe vulcaniche - Terzo episodio
Soggetto e sceneggiatura di Bruno Enna
Disegni di Roberto Vian

Pluto e l'inseguimento canino
Soggetto e sceneggiatura di Gabriele Panini
Disegni di Libero Ermetti

Copertina (Disegno di Andrea Freccero; colori di Andrea Cagol):

10
Commenti sulle storie / Topolino e il "Pippo-lupo"
« il: Lunedì 25 Apr 2022, 16:42:38 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1102-B

Mi ha fatto strano non trovare una discussione apposita dedicata a questa storia, per cui se c'era già e non l'ho vista mi scuso fin da ora.
Dunque, ho riletto questa storia anche in vista del prossimo girone (quello dedicato agli anni '70) del sondaggio sulla Migliore storia di Pippo attualmente in corso sul Forum ma essenzialmente l'ho ripresa in mano perché mi andava e basta.  ;D
Dunque, "Topolino e il Pippo-lupo" rientra nel novero delle storie realizzate interamente dal Maestro Romano Scarpa, che ne cura sia la sceneggiatura che i disegni.
E, nonostante l'avessi già letta lo scorso anno, alla ri-lettura odierna mi ha dato un senso di coinvolgimento e di effervescenza dello sviluppo della trama come se mi stessi approcciando per la prima volta a questo fumetto, tanto è stata bella ed intensa la lettura di questa avventura.
La storia è di stampo urbano e si svolge quindi interamente a Topolinia, con il duo di protagonisti costituito dalla coppia Topolino/Bruto che hanno a che fare con un caso più che mai curioso ed insolito.
In città stanno infatti scomparendo in numero via via maggiore dei gatti, che vengono reclamati dai padroni che li hanno persi mentre coloro che possono ancora godersi la compagnia del proprio felino domestico sono sempre più timorosi riguardo alla sorte e all'incolumità dei propri micetti.
Topolino e Bruto indagano quindi sul mistero, che porta a un risvolto incredibile che ha al centro Pippo, in un ruolo che è davvero straniante se si mettono in relazione il suo bizzarro comportamento con la sua anima candida che tutti gli riconoscono e che è uno degli elementi più caratteristici del personaggio, sempre votato a fare il bene e a lottare perché la giustizia, alla fine della storia, possa trionfare e avere la meglio su ogni nefandezza.
La storia segna anche l'esordio di un cattivo disneyano che mi ha sempre affascinato, vale a dire il cugino pragmatico e "cervellone" di Pietro Gambadilegno, l'intrigante Plottigat.

Che dire quindi in merito a "Topolino e il Pippo-lupo"?
Beh, da parte mia posso dire che ho amato la lettura di questa storia, tanto nella caratterizzazione e nell'uso dei suoi personaggi quanto nei momenti più ilari, comici e leggeri della vicenda (come quando Bruto e Topolino si carezzano l'uno con l'altro con la enorme zampa finta di leone) fino ad arrivare al "cuore" vero e proprio della vicenda, vale a dire l'aspetto poliziesco ed Investigativo di questa avvincente avventura urbana.
Un altro gioiello della produzione da autore completo di un Maestro che risponde al nome di...Romano Scarpa!   ;)

11
Commenti sulle storie / Atomino, Topolino e l'elemento Qualsivoglia
« il: Venerdì 22 Apr 2022, 21:57:52 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3302-1

Oggi ho voluto riprendere e rileggere questa storia di Casty che mi ha restituito le stesse sensazioni di freschezza e di piacevolezza come quando la lessi per la prima volta sul Topolino #3302 del Marzo 2019.
La storia non è certamente una delle più grandiosi trame mai costruite da un autore di altissimo livello quale è Casty, non si tratta di un "kolossal" e non è neanche divisa in più parti...
È una vicenda in unica soluzione, che consta quindi di un tempo solo per un totale di trenta pagine, lunghezza standard per le storie autoconclusive che iniziano e si concludono senza protrarsi per più puntate.
Eppure, è una vicenda dalla quale ho ricavato la sensazione di un brio palpabile nello scrivere e nella gestione dei personaggi che mi ha dato davvero la consapevolezza di giungere a fine storia appagato di quanto avevo letto.
Il modo di scrivere di Casty lo adoro perché anche nelle storie più leggere (come questa) riesce a rendere il tutto accattivante e frizzante, senza dei momenti di stanca o che si perdono in un ritmo pesante o farraginoso.
Ho avuto molto piacere nel rivedere protagonista il trio formato da Topolino, Atomino Bip Bip e dal professor Enigm, così come è stato calzante l'uso della coppia Gambadilegno-Trudy per mettere i bastoni tra le ruote alla classica voglia di "fare il bene" tipica di due personaggi squisitamente amabili come il Topo dalle grandi orecchie e il suo amico prodigio Bip Bip, impegnati ad aiutare lo strano - ma  potente - elemento Qualsivoglia del titolo a ritrovare, a tutti gli effetti, la sua "dimensione" ed il suo giusto spazio.
Ci sono stati poi diversi momenti in cui ho sorriso e riso con gusto, tra cui il nome del laboratorio di ricerca dove si reca il trio di protagonisti, vale a dire il "CRICCHETE" (Centro Ricerche Cosmiche e Terrestri  :))!), oppure il disguido per cui la polizia arriva ad inseguire quello che ritengono il "pericoloso elemento" Topolino oppure la domanda senza risposta sul perché la città di Topolinia abbia una statua dedicata ad un vichingo enorme...  ;D
Insomma, anche in questa storia Casty mi ha confermato tutta la sua brillantezza nello scrivere ed in particolare nello scrivere Disney, con una vicenda che si dipana in modo sì leggero ma che non scema mai nel proprio ritmo e nel proprio evolversi.

Una avventura urbana, questa, che parte e si conclude a Topolinia e che fila via scorrevole e fluida nel suo sviluppo e che mi ha fatto provare una simpatia ed una empatia palpabile con i suoi protagonisti ed anche nei confronti del tenero e sconosciuto elemento che dà il titolo alla vicenda.
Il tutto accompagnato dall'arte grafica dello stesso Casty, le cui tavole sono per me una vera gioia per gli occhi, per il brio che dà ai personaggi, per le loro espressioni, le loro movenze e per il piglio dinamico con cui riesce ad animarli e a farli davvero quasi "vivere" tra le pagine del fumetto.  ;)

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Commenti sulle storie / Paperino lingualunga
« il: Giovedì 21 Apr 2022, 21:38:31 »
https://inducks.org/story.php?c=W+WDC++88-02

Non ho trovato un topic dedicato a questa breve barksiana che ha un valore importante per quanto riguarda la costruzione e l'allargamento del bacino di personaggi che ruotano attorno alla figura cardine di Paperino nelle storie con protagonisti, per l'appunto, i Paperi.
È la storia d'esordio del cugino Gastone, che appare per la prima volta in questa ten-pages scritta e disegnata da Barks e risalente al 1948.
L'ho letta giusto un paio di giorni fa quindi ne ho un ricordo fresco e posso dire che mi ha divertito con molta simpatia e con un carattere vivace che me l'ha fatta leggere con particolare brio.
In una gelida giornata invernale, Paperino e i nipotini ricevono la visita di Gastone, venuto a prendere possesso della loro accogliente casetta in quanto il cugino in blusa da marinaio si è impegnato, in un torrido giorno di Luglio, a cedergliela a patto che non avesse avuto il coraggio di farsi una corroborante (ma, al contempo a tutti gli effetti, agghiacciante) nuotata in un gelido lago proprio il giorno di Natale.
La storia mi ha fatto ridere soprattutto in due momenti: quando i nipotini tentano in tutti i modi di forzare un più che mai riottoso Paperino a mettere almeno una parte del corpo sul lago gelido per amor di mantenere la propria casetta e successivamente ho riso di cuore nei momenti in cui la situazione si capovolge, con Gastone che perde di colpo la sua boria non appena si ricorda dell'impegno che, a sua volta, aveva firmato sempre in una torrida giornata estiva nell'ottica di una spiccata rivalità nei confronti del cugino.
Molto graziose davvero le vignette che mostrano il palpabile turbamento di Gastone (soprattutto fisico oltre che mentale) davanti alla necessità di provare ad onorare la promessa fatta e quindi di mantenere la parola.
In questa storia non si fa ancora cenno alla fortuna che caratterizzerà poi il biondo cugino di Paperino ma il tema della rivalità tra Gastone ed il papero vestito da marinaio appare già all'interno della vicenda nelle sue divertenti declinazioni, regalando attimi di spensieratezza e leggerezza al lettore che li vede all'opera in questa disputa continua, senza che nessuno voglia (quantomeno "a parole") cedere il passo al proprio cugino-rivale.  ;)

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Commenti sulle storie / Zio Paperone e le ronfate consigliere
« il: Lunedì 18 Apr 2022, 13:05:59 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3260-2

Qualche giorno fa mi sono andato a rileggere questa avventura cittadina, la cui ambientazione è dunque una amabile quotidianità paperopolese, realizzata da Vito Stabile (ai testi) e Francesco Guerrini (per i disegni).
Ebbene, ho deciso di dedicarle un topic apposito perché questa storia pulsa di vitalità, di simpatia e di ottima regia (sia narrativa che grafica) per tutte le trenta tavole che la compongono.
È una lettura che ho davvero amato in quanto si tratta di un racconto che non soffre mai di momenti di stanca o poco ispirati e, al contrario, l'idea che sta alla base della storia (la prodigiosa amaca che dà vita alle ronfate "consigliere" del titolo) viene portata avanti con un brio ed una bellezza, tanto nello scrivere che nel disegno, che si è fatta sentire palpabile e tangibile.
È una vicenda allegra, scanzonata ma che non dà mai l'idea di essere abbozzata, superficiale o poco curata poiché ogni elemento (anche i più divertenti ed estemporanei come le entrate in scena "dal nulla" di Pico e dell'Avvocato De Clausolis) trovano la loro giusta collocazione nella storia e la rinforzano con una varietà di personaggi tutti molto ben curati e gestiti, ognuno con il suo spazio all'interno della vicenda raccontata.
La storia è poi pregna di situazioni e momenti che ho adorato e che mi hanno fatto ridere di cuore, come il Pico che spunta, per l'appunto, dal nulla in quanto sta per laurearsi in sbucareacasologia o l'avvocato di Zio Paperone (il De Clausolis sopracitato) che accorre al solo "schiocchiare" delle dita del principale e che sciorina i codici legali più divertenti che abbia mai sentito (il "Comma Balabú", il "Codice Ambarabaciccicoccò", la "Riforma Trecivette" !!!  :)))

Una vera goduria è stata la lettura di questa storia, coinvolgente e simpatica dall'inizio alla fine ed esaltata ulteriormente dai disegni sublimi di Francesco Guerrini.
Riguardo al comparto grafico della storia, oltre alla bellezza squisita dei disegni di per sè, mi è rimasta particolarmente impressa la sequenza muta dove si vede l'evoluzione dell'espressione dello Zione, con lo sguardo prima sereno e poi sempre più preoccupato di Battista che si riflette sulle lenti del principale!  ;D

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Commenti sulle storie / La Ciurma del Sole Nero
« il: Domenica 10 Apr 2022, 18:01:46 »
In contemporanea con l'episodio Prigionieri dell'oscurità che fa da apripista, con tanto di copertina dedicata, al numero del Topo attualmente in edicola (il #3463) ho pensato potesse essere interessante confrontarci al riguardo di questo ciclo di storie curato da Marco Gervasio (ai testi) e Cristian Canfailla (per la parte grafica).
Fino ad ora sono usciti sul settimanale cinque episodi della serie, i primi tre dei quali in altrettanti numeri consecutivi mentre gli ultimi due sono usciti senza soluzione di continuità, rispettivamente sul numero 3456 e sullo stesso 3463 dello scorso mercoledì.

Dunque, il ciclo de La Ciurma del Sole Nero si caratterizza da un lato dal carattere autoconclusivo dei singoli episodi ma, dall'altro, presenta una trama orizzontale che viene portata avanti, tra le linee della narrazione principale, di capitolo in capitolo.
L'orizzontalità della trama è riferita soprattutto al passato del capitano Topolino Tomorrow, colui che guida l'equipaggio a bordo della navetta spaziale del Sole Nero e di cui fanno parte, tra gli altri, il Capitano Orazio Orbit, il tenente Pippo Pillow e la sua parigrado Minni Microphone, insieme alla dottoressa Clarabella Claim e al pilota Long Beak ovvero Gancio.
Ed è proprio il tema del passato che ritorna e si riaffaccia costantemente nel corso dello sviluppo dei vari capitoli della serie; un passato oscuro per il capitano Tomorrow e soprattutto per il pilota che lavorava per lui prima dell'incarico di comandante del Sole Nero, quel Musone di cui pare si siano perse le tracce da chissà quanto tempo.
La serie quindi, oltre ad essere ben scritta sia nel "frammento" autoconclusivo del singolo episodio, risulta anche foriera di momenti di riflessione sul tema del passato, degli errori che si sono commessi, se esiste un modo per porvi rimedio o se si è costretti a trascinarsi dietro a vita il peso dei propri sbagli e delle proprie mancanze.
Ma la serie presenta anche altri spunti di riflessione, tra i quali spicca - nella centralità del personaggio di Topolino - l'abilità e la responsabilità che un comandante deve dimostrare di saper portare avanti agli occhi del suo equipaggio per essere veramente degno dell'incarico che gli è stato affidato e della fiducia della sua stessa ciurma nei suoi confronti.
Anche il tema della collaborazione e del senso di gruppo insito tra i membri dell'equipaggio merita di essere attenzionato poiché, negli episodi che abbiamo avuto modo di leggere finora, risulta essere trattato in modo naturale e per nulla artificioso dall'autore della serie, Marco Gervasio.
E poi il ciclo risulta anche un bel leggere non solo per l'ottima qualità delle sue sceneggiature e dei testi, ma anche per il suo aspetto grafico e visivo, curato da un disegnatore poco più che esordiente sulle pagine di Topolino (e la cui prima storia risale soltanto allo scorso anno) ma il cui tratto si rivela essere davvero bello a vedersi, personale, morbido, espressivo e facile da identificare e riconoscere.

In linea generale, dai commenti che ho letto sui numeri del Topo dove sono stati pubblicati i vari episodi della serie finora usciti, ho visto che questo ciclo di storie trova diversi apprezzamenti da parte dei frequentatori del Forum.
Sarebbe interessante parlarne e confrontarsi qui, all'interno di questa discussione che ho aperto proprio a questo proposito.  ;)

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Non Solo Disney / Paolo Lo Galbo - "Qualcosa s'è mosso"
« il: Sabato 9 Apr 2022, 19:15:27 »
Oggi sono stato in libreria e, nella sezione dedicata ai fumetti e alle graphic novel d'autore, quello che ha catturato sin da subito la mia attenzione è il libro oggetto di questo topic che mi permetto di aprire in questo spazio Non-Disney del Forum.
Il libro a fumetti, di stampo fortemente autobiografico, si intitola (per l'appunto) "Qualcosa s'è mosso", edito dalla Casa Editrice BeccoGiallo per la collana "Rami".
È suddiviso in quattro capitoli per un totale di poco più di un centinaio di pagine ed ogni capitolo racconta una giornata particolarmente importante ed incisiva nel processo di crescita e di consapevolezza del protagonista del racconto,Saro.
Saro è un ragazzo siciliano, originario di Bagheria (paese a pochi chilometri dal capoluogo palermitano), che, sin da giovanissimo, si trova costretto a fare i mestieri più umili per potersi mantenere gli studi, prima al liceo e poi all'Università.
Il contesto e l'ambiente in cui si ritrova a vivere (pregni di degrado e desolazione, sia paesaggistica che morale) e la voglia di riuscire lo spingono ad abbandonare non solo il suo paese natio ma ad allontanarsi anche dal clima asfissiante che si respira nella sua famiglia, indebitata fino al collo con i debiti e con il perenne rischio di perdere la casa dove ha vissuto fino ad ora con il padre e la madre.
La narrazione si rivela essere particolarmente "catturante", nel senso che sia dal punto di vista della sceneggiatura che per quanto riguarda il comparto grafico, non c'è mai un attimo di stanca o di fiacchezza che vada a minare la bontà del ritmo della storia.
Ed è importante far notare che la storia non procede seguendo un binario lineare, che parta da A fino ad arrivare a B senza sussulti o scossoni, ma al contrario presenta una narrazione frastagliata, fatta di momenti di ricordi e di flashback che dal passato irrompono sul presente di Saro.
È una lettura che mi è rimasta particolarmente dentro non solo per la storia in sé ma anche per come viene raccontata e per il carattere fortemente descrittivo delle sue immagini, alcune delle quali mi sono rimaste tanto impresse che, se provo a chiudere gli occhi, me le ritrovo palesarsi davanti a me.
Giusto per rendere l'idea di quanto il comparto grafico della storia si rivela essere d'effetto, dal taglio realistico e "vivo" dei personaggi del racconto e degli scenari che in cui essi si muovono, tanto che sembra di poterli toccare con mano di quanto sono palpabili e "reali".

Una lettura che consiglio a tutti gli amanti del Bel Fumetto e che si connota di un taglio decisamente più "sporco" e crudo rispetto alle vicende di Paperi e Topi di cui siamo abituati a discutere (io per primo!) qui sul Forum ma che ritengo significativa per i temi che tratta e per il suo realismo.
Alcune dinamiche della storia le conoscevo già, seppur all'epoca dei fatti raccontati io ero più piccolino ed a questo punto vi starete chiedendo..."Come facevi a conoscere già queste dinamiche se il libro lo hai letto solo oggi ?"
Ebbene, parte di quello che ho letto lo sapevo già perché l'autore del libro (sia per i testi che per i fumetti), quel Paolo Lo Galbo di cui ho scritto anche nel titolo di questo topic, beh, è mio CUGINO !
Potete quindi immaginare quale grande soddisfazione sia stata per me, oggi, il ritrovarmi di fronte il suo nome scritto sopra la copertina di un libro a fumetti da lui totalmente realizzato (e peraltro, ripeto, intriso di vita vissuta in prima persona e di stampo assolutamente autobiografico) ed ho pensato fosse una cosa carina parlarne in questo spazio con degli appassionati di Fumetto con cui ho avuto piacere di parlare e confrontarmi sin dalla mia iscrizione al Papersera, soprattutto per parlare di Topi e Paperi.

Oggi vi ho parlato d'altro ma spero davvero che qualche utente del Forum si interessi a questo lavoro e alla storia di questo romanzo a fumetti che, per molti versi, rispecchia in pieno la storia della vita di chi, questo libro, lo ha scritto e disegnato.

Spero che possiate trovarlo nelle librerie delle vostre città ma ho visto che è disponibile anche su Amazon.

Questa la copertina del libro:  ;)

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