
Numero molto valido dove 'quasi' ogni storia ha un suo perché.
Del
Mago di Oz non so nulla a parte la canzone di una giovanissima Judy Garland che canta "Over the Rainbow" nel film del 1939 che non ho avuto mai interesse a guardare. Non sapevo del libro originale e del suo autore e il redazionale che segue la storia di Francesco Artibani è sicuramente interessante.
Non avendo alcuna base per poter giudicare questa 'riscrittura' (non certo parodia in quanto lo stesso soggetto originale potrebbe esserlo) la prendo come viene e, per quanto ami poco il fantasy, la cura con cui i protagonisti sono raccontati e le scenografie disegnate fa si che abbia apprezzato questa prima parte.
Mi chiedo se la strega cattiva dell'Est e la buona del Sud siano trasposizioni di Nocciola e Nonna Papera o se Paolo Mottura abbia preso solo uno spunto estetico non necessariamente legato ai due personaggi.
__________________________________________________________________________________________La danese di Gorm Transgaard è una delle migliori egmontiane arrivate in questi ultimi tempi: Paperino trova un ennesimo 'nemico' in un certo Byron Bouldervant che sembra Mister Jones (a questo punto si poteva lasciare il vicino di Donald), molto 'pressante' nei riguardi del nipotino campione di arrampicata indoor. Le sue vittorie vengono sottolineate dallo zio in maniera colorita, soprattutto contro gli altri ragazzini perdenti.
La figura del genitore che urla e strepita contro altri ragazzini o contro l'allenatore in favore del proprio figlio è piuttosto familiare in Italia, soprattutto in ambienti calcistici. Però non ricordo (magari sbagliando) che i nostri autori abbiano mai messo Paperino in questo ruolo sicuramente antipatico e diseducativo (forse in qualche vecchia storia)
In questa
Scalata al successo Paperino non è da meno del suo 'rivale', ponendosi sul suo stesso piano. Guarda male i suoi nipoti che hanno perso e li sprona a vincere anche per lui, in modo che possa rivalersi su Byron così come quest'ultimo fa sempre nei suoi confronti.
Per fortuna i nipoti sono migliori dei loro zii e così, dopo aver vinto alternativamente varie gare, decidono di vincere insieme quella finale. Per la rabbia dei loro zii che, a questo punto, si sfidano direttamente fra loro per primeggiare, causando una serie di guai per cui verranno puniti dai giudici di gara, sotto lo sguardo divertito dei loro nipoti.
Era da tempo che non vedevo un Paperino così 'diseducativo' verso i nipotini, fuori dal politicamente corretto, con un comportamento negativo dall'inizio alla fine della storia, punito solo dai giudici di gara e mai avente dubbi o freni riguardo le sue azioni nefaste. A me piace 'anche' così.
__________________________________________________________________________________________Giovanni Eccher tira fuori una storia apparentemente già vista, con robot creati da Archimede che sostituiscono gli antropomorfi in varie attività, ma si inventa una 'caratteristica' riguardo loro che rende il soggetto molto interessante, sotto svariati punti di vista. La figura di Battista è centrale dall'inizio alla fine di questi
Robot autodidattiQuesta storia ha una marcia in più anche grazie alle matite di Paolo De Lorenzi, sempre più eleganti e sofisticate nelle loro illustrazioni pulite e ordinate. Il tratto dell'autore si distingue non solo nelle posture dei personaggi ma anche negli sfondi, negli ambienti. Una sua caratteristica è quella di 'allungare' le figure, sia antropomorfe che di fondo: troviamo cosi palazzi molto alti e stretti, quadri rettangolari con le altezze superiori alle basi, poltrone con schienali 'regali' (fra cui quella dello studio del Deposito, con finestrona a ventaglio anch'essa più alta del solito). Tutto molto apprezzabile e godibile