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Topics - Samu

Pagine: [1]  2  3  ...  7 
1
Commenti sulle storie / Paperino e il capro di Acatapulco
« il: Mercoledì 3 Ago 2022, 20:09:55 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++348-A

Frizzante e briosa storia a firma dei fratelli Barosso ai testi e del grande Romano Scarpa ai disegni.
"Paperino e il capro di Acatapulco" è una vicenda che intrattiene il lettore con un piglio fresco e vivace dalla prima, simpaticissima, tavola (in cui si vede Paperino in tenuta da bagnante scorrazzare lieto per la spiaggia messicana) fino alla conclusione della storia, col giusto lieto fine per il protagonista che si rifà delle costrizioni cui lo Zione lo aveva forzato per tutta la storia.
Paperino viene infatti obbligato dal ricco parente a sostituire il provetto tuffatore Pedro Mendoza, l'unico in grado di saltare da uno sperone che farebbe tremare chiunque per la sua imponente altezza e che difatti costituisce la più importante attrazione turistica per i visitatori del luogo che si fermano al ristorante dello Zione soprattutto per ammirare l'audace esecutore del temibile "tuffo della morte".
La storia presenta un Paperino comprensibilmente testardo e restio ad eseguire il dovere imposto dal ricco magnate ma ancor più testardo e inflessibile del papero sembra essere il caprone del titolo.
In realtà il "capro" comincerà sempre più a provare empatia per Paperino e sarà protagonista di sketch e azioni tanto generosi quanto divertenti nella propria simpatia grazie alla vis grafica con cui viene reso su carta dal Maestro Romano Scarpa che è un piacere e un godimento da leggere (per la bella storia dei Barosso) e da osservare di vignetta in vignetta, di tavola in tavola per l'espressività che tanto il "capro" quanto gli altri personaggi dimostrano nel corso della deliziosa avventura.
Una storia che proprio quest'anno compie sessant'anni dalla prima pubblicazione ma che non è per niente invecchiata e che sa restituire, oggi come allora, un appagante senso di gradevolezza e di tanta simpatia a chi legge per merito di una vicenda che non concede momenti di stanca e che sa far ridere, divertire, coinvolgere, intrigare e donare al lettore un bellissimo ricordo di sé una volta che si arriva all'epilogo di tale, genuina, avventura.  ;;D

2
Topolino / Topolino 3480
« il: Mercoledì 3 Ago 2022, 19:41:28 »
Sommario

Topolino e l'incubo dell'Isola di Corallo - Terzo episodio
Soggetto e sceneggiatura di Marco Nucci
Disegni di Casty
Chine di Michela Frare
Colore di Manuel Giarolli

Paperinik e la Torre d'oro - Secondo episodio
Soggetto e sceneggiatura di Marco Gervasio
Disegni, chine e supervisione colore di Emmanuele Baccinelli
Colore di Irene Fornari

Paperino e il surf catastrofico
Soggetto e sceneggiatura di Sune Troelstrup
Disegni di Cynthia Campanario Pineda
Colore di Egmont

Zio Paperone e la vacanza di convenienza
Soggetto e sceneggiatura di Giulio D'Antona
Disegni e chine di Ottavio Panaro
Colore di Martina Andonova

Topolino e il pianeta ramingo
Soggetto e sceneggiatura di Francesco Vacca
Disegni e chine di Marco Mazzarello
Colore di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil

Copertina (Disegno di Corrado Mastantuono, colori di Andrea Cagol):

3
Commenti sugli autori / Giulia Lomurno
« il: Lunedì 25 Lug 2022, 19:48:51 »
Giulia Lomurno esordisce sulle pagine di Topolino con la storia Paperoga e la grande ristorazione, su testi di Giorgio Salati.
Questa sua prima prova come disegnatrice Disney non mi aveva convinto del tutto perché trovavo il suo tratto troppo fine e sottile ma non so se questo sia attribuibile a chi definisce il ripasso a chine sui disegni degli autori.
Sta di fatto che il suo esordio non mi aveva entusiasmato proprio perché trovavo i suoi disegni troppo fini e con poco spessore.
Nelle sue prove successive, invece, la Lomurno ha cominciato a piacermi sempre di più ed oggi sono sempre curioso di leggere di una sua nuova storia perché è intrigante, per me, vedere l'evoluzione del tratto di un autore dai primi passi mossi in un certo mondo narrativo e grafico fino ad arrivare ad una resa sempre più convincente del proprio stile.
Oggi posso dire infatti che Giulia Lomurno ha reso il suo stile assai gradevole e trovo che abbia fatto dei significativi passi in avanti in termini di dinamismo e di "padronanza" dei personaggi da lei rappresentati, come ho avuto modo di constatare nelle ottime tavole di raccordo da lei disegnate per il Classico d'Autore sui Bassotti uscito il mese scorso.
Mi piace l'espressività che sa infondere ai personaggi e la vivacità che riesce ad animare nelle varie scene e sequenze delle sue prove più recenti per il fumetto Disney, dalla storia di Pippo alla prese con la gara delle barzellette alla quasi tutta muta sulla divisa del Gran Mogol, passando per la simpatica e riuscita, tanto nella sua impronta narrativa che di quella grafica, vicenda di Paperina e la voce vegetale.

Insomma, per quel che mi riguarda considero la matita di quest'autrice in un'ottica molto positiva e promettente per il suo futuro sulle pagine del Topo, auspicando di nuove storie da lei disegnate che siano anche più lunghe e articolate di mute o semplici brevi, che pur reputo gradevoli e simpatiche nella loro spensieratezza.

4
Commenti sugli autori / Claudio Panarese
« il: Domenica 24 Lug 2022, 13:55:34 »
Claudio Panarese sicuramente non è uno degli autori più dibattuti all'interno del Forum ma, non trovando un topic su di lui incentrato già presente nella sezione dei commenti, ho pensato che una discussione su di lui rivolta fosse un giusto modo per parlarne appositamente con chiunque ne voglia disquisire un po', condividere pareri sul suo stile o scrivere di ricordi di storie da lui disegnate che sono rimaste impresse nella mente di noi lettori.
Da parte mia, posso dire che il tratto di Panarese lo considero portatore di umorismo e divertimento: le sue storie che ho avuto modo di leggere le ricordo con vero piacere perché mi hanno fatto ridere per la resa dei personaggi, le loro espressioni, le loro movenze e pose talvolta esagerate si ma in senso positivo, di quell'esagerazione che sa far ridere e guardare a quei personaggi con allegria.
Tra le sue storie che rammento con più piacere, ho da ricordare almeno Zio Paperone e la banconota contesa (su testi di Sergio Tulipano), la lunga e divertente Paperino e la stella di Skalunia, Paperino e il compleanno di Nonno Bassotto (che vede l'autore occuparsi anche del soggetto e della sceneggiatura), Paperino e la coppa di Paperopoli e Paperoga e la giornata troppo perfetta.
Quest'ultima l'ho riletta proprio oggi e mi ha divertito nuovamente con gusto non solo per i testi vivaci e allegri di Rudy Salvagnini ma anche per le espressioni che Panarese sa infondere ai parenti di Paperoga che i guai se li combinano da sé al solo vedere il papero col pon-pon, temendo che già solo una sua visita possa causare chissà quale devastante cataclisma ai loro danni.  ;D

Sarebbe bello, per me, vederlo ritornare a disegnare storie Disney considerato che manca dalle pagine del libretto da più di un decennio e che i suoi Paperi li ricordo con vivo piacere perché sanno farmi divertire ogni volta che riprendo in mano una storia da lui animata su carta.

5
Commenti sugli autori / Arild Midthun
« il: Lunedì 18 Lug 2022, 20:31:45 »
Arild Midthun è una delle matite più interessanti che ho avuto modo di scoprire negli ultimi tempi e considerando il fatto che mi sembra essere un autore stimato qui sul Forum, pensavo fosse giusto parlarne in una discussione incentrata specificamente su di lui.
Nativo della città di Bergen, l'autore in questione presenta un tratto che trovo frizzante e dinamico e con le sue belle matite posso dire che riesce a rendermi la lettura della storie da lui disegnate ancora più intrigante e piacevole.
Il suo è uno stile personale che sa rendere espressivi e vivaci i personaggi che raffigura ed un'altra caratteristica che apprezzo molto dell'artista norvegese consiste anche nella sua abilità nel rappresentare sfondi ben curati ed architetture talmente ben rifinite che i luoghi in cui si muovono i protagonisti della vicenda sembrano essere veramente reali e tangibili.
Lo conosco da poco questo autore ma già sento molto trasporto nei confronti dei suoi Paperi e di come li anima su carta per mezzo di uno stile che è un piacere da guardare e che trovo intrigante nel suo essere espressivo, riconoscibile e di stampo realistico.

6
Commenti sulle storie / Paperoga e la grande scoperta del Borbest
« il: Martedì 5 Lug 2022, 20:45:01 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3089-4

A mio avviso questa è una bella storia che mette in luce il carattere solare e sognatore del suo protagonista in modo naturale e ben centrato nella sceneggiatura fresca e disinvolta ad opera del suo scrittore, Roberto Gagnor.
Vittima di un tiro burlone architettato dal cugino Paperino e dall'amico Archimede, Paperoga ignora che le applicazioni del suo cellulare - che usa fin troppo negli ultimi tempi - siano state modificate da un disturbatore elettronico creato ad hoc dal Pitagorico, con la conseguenza di interferire anche sulle mappe online che consulta assiduamente pure quando in realtà non ne avrebbe bisogno.
Accade così che, d'improvviso, il suo cellulare gli segnala una nuova direzione: quella per il "Borbest" e Paperoga lo prende chiaramente come un nuovo punto cardinale scoperto dalla sua mente geniale.
La storia mi è piaciuta molto perché descrive il Paperoga che più apprezzo quando lo vedo protagonista o comunque tra i personaggi principali di una avventura Disney.
In lui Gagnor fa emergere un carattere solare, allegro, improntato alla ricerca del nuovo con entusiasmo.
Ma Paperoga non è soltanto questo: il papero col maglione rosso, come dimostra pienamente in questa bella storia, è essenzialmente un personaggio virtuoso per almeno due ragioni.
In primis perché è un trascinatore, uno che riesce a scuotere la normalità di chi gli sta attorno portandolo a vivere qualcosa di nuovo alla ricerca di una bella avventura da ricordare.
E ciò porta inevitabilmente al suo altro grande pregio, che consiste nell'essere un sognatore, un personaggio che è rimasto candido nell'anima e che è sempre pronto ad entusiasmarsi al solo pensiero di creare qualcosa in cui ci metta del suo ma che non rimane confinato all'interno di un piglio egoistico e solitario e che anzi assume un carattere inclusivo nel mettere anche gli altri al corrente di quanto ha scoperto (come accade col Borbest in questa storia) e di renderli partecipi della sua stessa avventura e del suo stesso sogno.
Per questo motivo, ho apprezzato molto la chiusura della storia che si concentra proprio su questo delizioso aspetto sognatore del personaggio e che viene esteso a chi ha attorno, a partire dagli stessi Paperino e Archimede che non possono fare a meno di cogliere il bello che il fantomatico "Borbest" portava con sé e che forse può ancora portare.
Una storia, questa, che mi è proprio piaciuta nel suo centrato, e da parte mia ampiamente condiviso, focus sul suo protagonista e che ho gradito molto nel suo carattere poetico nel senso più genuino del termine - che quindi non risulta per niente artificioso o raffazzonato - e che chiude la vicenda con un bello sguardo improntato ad un futuro dove il sogno e l'avventura sono potenzialmente infiniti per chi li sa cogliere e cercare con lo sguardo entusiasta di chi non si accontenta di ciò che ha già vissuto e che si mostra sempre dinamico alla ricerca di nuove strade da percorrere e nuovi..."Borbest " da scoprire.

7
Commenti sulle storie / Topolino e il rampiro di Transvitania
« il: Venerdì 1 Lug 2022, 19:00:45 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3127-1

Ennesima ottima prova di Casty all'opera con un Topolino che riesce a rendere umano e genuino nel suo comportamento e nelle sue azioni in una storia che mi ha restituito tanta simpatia ma anche una bella sensazione di brivido e tensione.
Innanzitutto, mi è piaciuto molto il rivedere nel ruolo di co-protagonista, al fianco dell'inossidabile duo di amici inseparabili costituito dai classici Topolino e Pippo, il personaggio di Bruto che mi ha conquistato nella sua simpatia anche per il modo con cui viene tratteggiato, graficamente, da Enrico Faccini.
I disegni di quest'ultimo servono al meglio la trama ispirata dell'autore friulano, che parte da uno spunto accattivante e che lascia spiazzati quale quello di un sito web talmente affascinante che, una volta cliccato, risucchia letteralmente l'ignaro navigatore all'interno di una dimensione buia, oscura e assoggettata dal bieco Conte Vlud.
Al servizio del personaggio negativo della vicenda vi è il Magnamaus, un gattone che nonostante sia in combutta col nemico dei nostri in questa avventura mi ha ispirato simpatia sin da subito per la sua grossa portata, il suo colore di un bel giallo ed arancione accesi e per l'espressività che gli dona Faccini e che emerge pure nel finale a sorpresa con cui Casty chiude la vicenda con un tono leggero.
Lo stesso personaggio del Magnamaus richiama il videogioco cult degli anni '80 di "Pac-man" e questa assonanza viene accentuata dalla presenza dei fantasmini che si nascondono tanto da lui quanto dal Conte Vlud e che inizialmente si rivelano essere dei personaggi sì molto teneri ma al contempo altrettanto pavidi e insicuri di sé.
Sarà proprio l'incontro con Topolino - recatosi nella strana terra/dimensione di Transvitania con l'obiettivo di salvare i suoi due amici catturati dal beffardo escamotage di Vlud - a renderli coscienti del fatto che anche loro hanno qualcuno da portare in salvo e solo facendo appello al proprio coraggio potranno superare la loro inedia e la propria paura.

"Topolino e il rampiro di Transvitania" per me è una storia gustosa, che si fa leggere con verve e brio dall'inizio alla fine e dove i riusciti e ben studiati momenti di tensione si alternano con intelligenza alle situazioni più leggere delineate da Casty e che mi hanno strappato delle belle risate in qui e là, soprattutto quando Topolino - in pena per le sorti di Pippo e Bruto - li ritrova seduti, a giocare a carta, forbice, pietra oppure la scena in cui cercano di entrare di soppiatto nel castello di Vlud senza farsi beccare dal Magnamaus di guardia e che presenta il rapido cambio di iniziativa di Topolino: - Noi=andare via pian pianin... Anzi, no! Noi=fuggire a gambe levate !  :rotfl:
A mio parere questa è una avventura frizzante che si fa leggere senza cadere in momenti di stanca e che anzi riesce a tenere alta la soglia d'attenzione del lettore con un connubio artistico tra i due autori che risulta vincente nelle rispettive parti curate dall'uno e dall'altro, tanto dal brillante punto di vista narrativo di Casty quanto del vivace comparto grafico di Enrico Faccini.  :D

8
Commenti sulle storie / Topolino e il regalo dell'ultimo minuto
« il: Martedì 21 Giu 2022, 21:38:34 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3141-2

Ideata da Francesco Artibani per i disegni di Marco Mazzarello, "Topolino e il regalo dell'ultimo minuto" è una vicenda che merita di essere letta e conosciuta.
La storia è semplice partendo da una situazione che può capitare a chiunque e in cui stavolta incappa Topolino, nel fatto cioè di avere preparato ed organizzato in modo certosino ogni aspetto della serata romantica che ha intenzione di passare con Minni dimentico però della cosa più importante: il regalo per festeggiare l'anniversario del loro fidanzamento!
Il Topo dalle grandi orecchie, in vista dell'imminente appuntamento con la fidanzata, si precipita dunque a rotta di collo verso il centro commerciale per procurarsi la borsetta che Minni aveva già da qualche tempo adocchiato con interesse, intenzionato a comprarla come dono per la propria amata.
Purtroppo per lui le cose si metteranno in maniera decisamente imprevista e, preso da altri avvenimenti che accadono nel giro di pochi minuti nella sua visita al centro commerciale, Topolino finirà con l'essere a tutti gli effetti fuori tempo in quanto, a questo punto, non solo si presenterà in ritardo all'appuntamento con Minni ma ci andrà anche a mani vuote facendo una ben magra figura.
Ecco quindi che la storia ci offre un uso insolito della macchina del tempo, che per una volta non lo rispedirà indietro di secoli, di millenni e neanche di anni ma solo di qualche minuto.
Facendo tesoro delle esperienze negative da lui vissute nel giro di questi piccoli balzelli temporali nel suo recentissimo passato, Topolino alla fine troverà il modo di chiudere la vicenda in maniera positiva seppur molto lontana da come avrebbe potuto immaginare la conclusione di tale disavventura quotidiana.
La storia è veramente un bel leggere e ci restituisce un Topolino umano nei suoi errori e nelle sue dimenticanze ma che viene difficile da non guardare con simpatia data la sua propulsione a cercare di fare sempre e comunque il bene, anche nelle piccole cose quando si sente chiamato in causa dalle circostanze.
Francesco Artibani sviluppa una avventura dal taglio urbano che considero brillante nella sua semplicità e nella sua intensa piacevolezza e non solo al riguardo del carattere centrato ed amabile del suo protagonista.
La storia è bella e mi è piaciuta particolarmente anche e soprattutto per il focus su quel personaggio che sembra, in apparenza, essere soltanto un poco di buono e disonesto ma che in realtà è di tutt'altra pasta.
E la scena in cui questo signore parla con il figlio al telefono è veramente costruita bene e si rivela carica di significato nella sua genuinità e nella prospettiva di quello che potrebbe accadere di lì a poco se al fianco di questa persona non ci fosse stato un Topolino così umano ed aperto nella riflessione che gli lascia per il proprio bene e di chi lo ama e lo aspetta a casa.

"Topolino e il regalo dell'ultimo minuto" non sarà forse una delle storie più ricordate ed acclamate di un autore che ha scritto nel corso degli anni storie iconiche e ben più lunghe come l'Ultima Avventura, il Segreto di Cuordipietra o anche le tre con Topalbano, Moby Dick e via dicendo...
Eppure io, questa storia (classica nella sua lunghezza standard delle 30 tavole e in una trama del taglio cittadino) la considero un vero gioiello per la bellezza di come è stata scritta, per il significato che assume nel confronto tra Topolino e l'altro personaggio  che vi appare e per un finale dolce nel modo più naturale che ci sia, senza risultare per niente artificioso o posticcio.
Una prova davvero meritevole di uno sceneggiatore che conferma, ancora una volta, la sua grande abilità nel muovere i personaggi Disney e nell'ideare delle storie significative come questa che mi è rimasta particolarmente impressa nella mente e "dentro" nel cuore di quanto è fatta bene nel suo insieme, nel suo dipanarsi ed in un finale che considero davvero azzeccato e memorabile nella sua deliziosa semplicità.

9
Commenti sulle storie / Topolino e il tenebroso canzonatore
« il: Sabato 11 Giu 2022, 18:07:09 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2622-1

Una delle tante storie intriganti e davvero ben scritte ad opera di Andrea Castellan, in arte Casty!
La storia comincia con Topolino e Pippo che si recano nella villa del famoso scrittore del brivido Simon T. Lebook su espresso invito dello stesso autore in merito ad un qualcosa che lo angustia da giorni e che ha necessariamente bisogno di risolvere se vuole continuare ad essere uno degli scrittori più brillanti del panorama topolinese.
I nostri vengono quindi a conoscenza di ciò che ha turbato tanto nel profondo la serenità di Lebook e che riguarda nientemeno che l'apparizione in carne ed ossa di un personaggio che dovrebbe essere di sola finzione perché partorito dalla mente creativa dello stesso Simon e che fu protagonista di un suo noto romanzo giallo: "Il tenebroso canzonatore".
Dopo avere accettato l'incarico, Topolino e Pippo cominciano a muoversi per mettere la parola fine a questo strano caso e, contestualmente, alle apparizioni del canzonatore che credono sin da subito essere architettate ad arte per intimorire il celebre Lebook.
La storia nel suo evolversi si rivela essere davvero ben fatta e sa mantenersi intrigante ed appassionante per tutto il tempo della lettura, regalando a chi legge un mistero da risolvere che è un piacere da seguire di pari passo alle indagini condotte dai protagonisti in primo piano.
Una trama che non conosce momenti di stanca e che sa tenere vivo l'interesse del lettore con lo stile di scrittura fluido e coinvolgente che è tipico di Casty e della sua abilità di ideare storie molto intriganti e ben studiate tanto nel soggetto di base quanto nel loro effettivo dipanarsi di vignetta in vignetta e di tavola in tavola.
Al tutto viene dato poi ulteriore valore dai disegni di un validissimo autore quale Vitale Mangiatordi, che avevo già apprezzato e molto ai tempi dell'altra storia che ho letto con i suoi disegni e sempre su testi del grande autore friulano, ovvero Topolino e l'occhio di Topoltec.
La storia è bella tutta, nel suo insieme, però la sequenza che più mi è rimasta impressa è quella del confronto - faccia a faccia - tra i due canzonatori, preludio alla risoluzione del mistero che ha coinvolto in prima linea tanto lo scrittore di gialli quanto la classica coppia di protagonisti Disney formata dall'amabile duo Topolino-Pippo!

10
Commenti sulle storie / Newton Pitagorico e le tintarelle erudite
« il: Mercoledì 1 Giu 2022, 21:18:16 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3357-1

Pubblicata nel Marzo 2020, questa storia rappresenta il rilancio di un personaggio che non era mai stato attenzionato né considerato più di tanto: Newton Pitagorico, essenzialmente una copia dello zio in formato ridotto, con la stessa fisionomia e la stessa passione per le invenzioni.
Motivo per cui quando sono venuto a conoscenza dell'intento da parte della redazione e di Alex Bertani di lavorare specificatamente su questo personaggio al punto tale da renderlo protagonista in un ciclo di storie, da un lato, avevo sì una indubbia curiosità su una operazione di rilancio abbastanza ardita a mio parere, ma dall'altro non sapevo bene cosa aspettarmi dalle future storie che avrebbero visto il personaggio di Newton come protagonista e motore della vicenda stessa.
Ebbene, "Newton Pitagorico e le tintarelle erudite" rappresenta la prima storia di un ciclo di avventure autoconclusive tutte curate da Marco Nucci ai testi, mentre i disegni sono per lo più affidati alle matite di Stefano Intini.
Quando mi sono approcciato alla sua lettura non avevo molte aspettative a priori ma leggendola ho sentito sin da subito una simpatia e una empatia nei confronti del nipotino di Archimede che per me era cosa del tutto nuova.
Marco Nucci ha un modo di scrivere che mi piace tanto perché sa restituirmi una freschezza della vicenda e del racconto che mi rende la lettura fluida e scorrevole, dal piglio dinamico e sempre "centrato".
Ed è ciò che mi è successo nell'approccio a questa storia che ritengo un piccolo gioiellino, tanto è stata vivace e veramente gradevole la sua lettura.
La storia in questione inizia con la presentazione del personaggio che entra in scena in modo dirompente e pieno di entusiasmo (come vorrei sempre vedere i personaggi Disney) perché il suo primo giorno di scuola nella sua nuova classe di Paperopoli sta ormai per cominciare.
La vicenda prosegue poi mostrandoci la genialità del piccolo Pitagorico, rapportata al come poter risolvere un problema di stampo scolastico che potenzialmente riguarda tanto lui quanto gli amici Qui, Quo e Qua.
Messi alla prova dall'arcigno e irreprensibile rettore Schnauzer, i quattro devono infatti trovare il modo per superare il durissimo test che prende il suo nome ma, al contempo, senza rinunciare ad un ultimo fine settimana fatto soltanto della tipica leggerezza e spensieratezza estiva.
Da qui parte quindi l'idea delle "tintarelle erudite", un metodo potenzialmente geniale per miscelare insieme i due aspetti, da un lato il relax di fronte al tepore del solleone e dall'altro l'impegno dello studio.
La storia la considero molto riuscita nel suo insieme perché in primis il modus scribendi del suo autore mi ha tenuto intrigato alla vicenda e alle vicissitudini dei personaggi (Newton in primis) per tutto il tempo della lettura.
Inoltre, anche dal punto di vista grafico questa avventura paperopolese è un piccolo gioiellino per come la vedo io, grazie ad una espressività dei personaggi e ad un costante dinamismo che li anima su carta e che sembra quasi fargli prendere vita tra le pagine del Fumetto.
E poi, della storia mi è piaciuto molto un fattore che ho potuto constatare appieno solo a posteriori, dopo una ri-lettura della storia a debita distanza di tempo.
Ebbene, l'elemento cui mi riferisco è l'abilità progettuale di Nucci: il suo modo di accennare a degli oggetti, a delle persone o a dei luoghi che verranno poi ripresi in futuro, in altre storie dedicandogli una attenzione particolari e facendo sì che siano proprio questi elementi a costituire il futuro motore della storia che verrà (vedasi l'incubatrice, il grande attore e monologhista Giorgio Squacker o la stessa Coccodega Bay in cui è ambientata non solo questa storia ma anche l'incontro di calcio tra il Paperopoli F.C. e la rappresentativa locale nella Calisota Summer Cup).

Ecco, forse ho parlato anche troppo per descrivere quanto questa storia mi sia piaciuta ma ritengo che il rilancio del personaggio di Newton sia stato così ben fatto e condotto in modo intelligente sotto la luce dei riflettori di parte della quotidianità paperopolese che meritasse una mia disamina tanto su questa storia che sul recupero del personaggio.
E se qualcun altro come me avesse apprezzato la storia delle "tintarelle erudite" (e più in generale il rilancio del personaggio del piccolo Pitagorico sulle pagine del Topo) sarebbe interessante avere modo di parlarne e di discuterne in questa discussione, che ho pensato di creare anche e soprattutto per un motivo di confronto tra appassionati dello stesso, amabile, mondo del Fumetto Disney! :D

11
Commenti sulle storie / Topolino e il week-end col gatto
« il: Venerdì 27 Mag 2022, 23:20:53 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2230-1

Storia di Silvano Mezzavilla e Massimo De Vita, pubblicata originariamente su Topolino nell'Estate 1998.
Quello che mi è piaciuto in particolare di questa vicenda, che si conforma come una avventura dallo spiccato taglio urbano, è stato il modo intelligente di Mezzavilla di costruire una storia su un personaggio (il "Gatto" del titolo) che, a conti fatti, fisicamente compare davvero poco in questa storia ma che lascia trasparire la sua presenza come qualcosa che aleggia palpabile nelle atmosfere di quello che dovrebbe essere un tranquillo week-end, tanto per Topolino quanto per gli agenti di Polizia di Topolinia.
Tutto parte da una misteriosa ondata di furti che si susseguono in alcuni dei luoghi più benestanti della città di Topolinia (la casa di un miliardario, una rinomata banca, una gioielleria...) senza però che da questi edifici vengano portate via grosse somme di denaro né chissà quale ricco bottino.
A sparire sono oggetti di poco conto: un fermacarte, un elenco telefonico, un calendario...e non si capisce chi possa essere intenzionato ad entrare in una banca o in una gioielleria per trafugare degli oggetti di così ben poco valore economico.
L'unico che riuscirà a capire cosa c'è dietro ad un modus operandi tanto strano quanto apparentemente insensato per un ladro di qualsiasi risma sarà Topolino, il quale in questa occasione avrà modo di guardarsi indietro, al suo recente passato e al suo incontro con il "Gatto", un furfante agile e dinamico (dotato di movenze e scatti assimilabili a quelli di un felino) che aveva contribuito in maniera decisiva ad arrestare qualche anno prima.
Il tempo passa per tutti, è passato per Topolino così come per il "Gatto" che sembra essere tornato in piena forma a dimostrare alla città di Topolinia e soprattutto al piccolo Topo quanto ancora lui si sente in grado di valere.
Ma sarà davvero così? Davvero il Gatto può ancora costituire una minaccia per la sicurezza di Topolinia oppure nel frattempo è cambiato e oggi lo si vede in modo diverso rispetto al passato?  ;)

"Topolino e il week-end col gatto" sa essere una storia che si lascia leggere con fluidità e che scorre via con vivido piacere, trattando la tematica del passato che ritorna e che forse lascia spazio a cambiamenti, ad un mutuare che a volte è nell'ordine delle cose.
Una storia essenzialmente semplice nel suo sviluppo ma che io considero un piccolo gioiellino, riuscito tanto dal punto di vista narrativo (con un finale che chiosa la vicenda in modo puntuale e bello da leggersi) quanto per l'aspetto grafico e visuale, con un Massimo De Vita che accompagna alla grande i testi di un Silvano Mezzavilla che, anche in questa avventura di ambientazione spiccatamente urbana, ho sinceramente apprezzato.  :D

12
Commenti sulle storie / Zio Paperone, Paperetta e l'ultimo scrigno
« il: Domenica 22 Mag 2022, 15:58:26 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3099-2

Proprio oggi ho deciso di andarmi a rileggere questa storia che, ai tempi della sua prima pubblicazione sul Topolino, mi aveva lasciato davvero un bel ricordo di sé.
La storia esordisce sulle pagine del libretto nell'Aprile 2015, firmata da Vito Stabile ai testi e da Donald Soffritti alle matite.
Ebbene, posso dire che a distanza di parecchi anni dalla precedente lettura, ho ritrovato una storia che ha saputo appassionarmi alla vicenda raccontata con lo stesso brio e la stessa gradevolezza del mio primo approccio con essa.
Ho molto apprezzato il fatto che il protagonista della storia, al pari dello Zione, sia il personaggio di Paperetta, che Vito ha dimostrato di sapere gestire (qui come in altre occasioni) con un piglio dinamico ed entusiasta che la rende vivace ma, al tempo stesso, saggia e ponderata nelle situazioni che lo richiedono.
Ed è proprio la giovane papera dai capelli biondi a trascinare in maniera decisiva lo Zione nell'avventura che lo porterà a cercare quello scrigno del titolo, l'ultimo di una serie di favolosi tesori sepolti negli anni da un pirata del XVII secolo.
La vicenda si snoda in maniera fluida e scorrevole e viene portata avanti da uno stile di scrittura che mi piace tanto perché Vito sa restituire una vivida simpatia tanto ai suoi personaggi quanto alla situazioni che descrive e poi sa essere appassionante e coinvolgente, con una narrazione che non conosce momenti di stanca ma che, al contrario, sa sempre tenere il lettore sul chi vive, in attesa dei successivi sviluppi della vicenda raccontata.
Una storia che è poi un bel leggere non solo per la coppia abbastanza inusuale di protagonisti formata dal tandem Paperone-Paperetta, per la simpatia di alcuni momenti e di certe battute (vedi il Pico che traduce dal pincopallese antico) e per il suo ritmo vivido e intrigante.
La storia si rivela essere una ottima lettura anche per il suo finale, che ha un suo bel significato sul tema dell'aspettativa, su quanto cioè a volte si desideri così tanto un qualcosa che poi, una volta ottenuto e impugnato tra le proprie mani, potrebbe originare una cocente delusione qualora questo favoloso tesoro (o ultimo scrigno che dir si voglia) non rispecchiasse, nella realtà, il valore di cui quello stesso oggetto era stato precedentemente caricato.
Una storia quindi che lascia un sapore dolce di sé a fine lettura, per tanti motivi legati alla piacevolezza e alla godibilità della sua sceneggiatura ma anche per la bellezza dei suoi disegni, con le matite di un Donald Soffritti che rendono benissimo l'atmosfera dinamica e avventurosa della storia che porta con sè... l'ultimo scrigno:D

13
Commenti sulle storie / Area 15
« il: Giovedì 12 Mag 2022, 18:25:45 »
Credo che una discussione apposita su questo ciclo non fosse stata ancora creata nello spazio dedicato ai "Commenti sulle storie" e allora, sulla scia della pubblicazione della storia in due tempi presente sul Topolino di questa settimana e firmata dal suo Nucci/Ermetti, ho pensato potesse essere una cosa graziosa parlarne in questo spazio.
Dunque, la serie di Area 15 fa il suo esordio sulle pagine del settimanale nel Marzo 2020 con il primo ciclo di storie tutte firmate da Roberto Gagnor ai testi e da Claudio Sciarrone ai disegni per un totale di cinque avventure grossomodo autoconclusive ma che hanno comunque dalla loro una certa orizzontalità e che si leggono meglio se inanellate l'una sull'altra, non fosse altro per avere modo di approfondire in modo più puntuale e centrato le personalità ed il carattere dei suoi nuovi protagonisti.
Il primo ciclo della serie di Area 15 presenta infatti l'esordio di tre paperotti che diverranno poi (insieme al nipotino dal cappello verde, Qua) l'emblema stesso, sul fronte giovanile, di questo ciclo di storie: Ray (il giovane amico in carrozzina di Qua, dai cappelli rossi e sbarazzini e con una spiccata passione per il Fumetto e per il disegno in particolare), Vanessa (neanche troppo velatamente la ragazzina nei confronti della quale lo stesso nipotino nutre un certo trasporto e che è affascinata dai racconti "di paura") e Giggs (attratto tanto dal mondo del cinema quanto da quello del Fumetto e garante della perfetta conservazione di cui qualsiasi oggetto da collezione, sia esso un albo a fumetti oppure una "action figure", dovrebbe beneficiare).

Parlando più nel dettaglio delle storie uscite finora appartenenti a questo ciclo, posso dire senza ombra di dubbio che, a parte la storia realizzata interamente da Claudio Sciarrone e che vede come protagonisti da una parte Quo (per il fronte giovanile) e dall'altra Zio Paperone (per l'ambito degli adulti), tutte le altre vicende che hanno a che fare con questa serie mi sono piaciute e tanto!
Mi è piaciuta moltissimo la prima run del ciclo ad opera di Gagnor e dello stesso Sciarrone alle (sole) matite.
Così come ho apprezzato davvero tanto il lavoro svolto da Marco Nucci e Libero Ermetti nell'evoluzione di questa serie e dei suoi personaggi, con l'allargamento del tema delle passioni trattate (non solo fumetto ma anche Retrogaming e Teatro, citando direttamente la storia che mi ha "spinto" ad aprire, oggi, questa discussione).
Il duo Nucci/Ermetti non ha solo ampliato il bacino dei campi dell'arte tanto amati dai nostri protagonisti paperotti ma ha anche reso più vasto il cast degli stessi, con l'inclusione per esempio di Newton Pitagorico e Christopher Black, e ha posto l'accento su due tematiche che personalmente mi hanno lasciato molto a fine lettura.
L'uno è il tema della fallibilità stessa e della frustrazione in cui talvolta anche l'autore più bravo sente di poter incorrere, come avviene al rinomato fumettista Alistair Black, protagonista della storia che lo vede citato anche nel titolo e che fa il paio con la precedente "Retrogaming".
L'altro riguarda invece il tema del futuro ma che fa coppia brillantemente con l'idea del passato e che emergono entrambi nella per me splendida Vent'anni dopo, dove la nostalgia da un lato ed il timore di affrontare ciò che verrà nel modo sbagliato e meno "pronto" dall'altro, lasciano campo alla bellezza di ritrovarsi dopo tanti anni con immutato piacere e affiatamento - per i grandi - e con la fiducia nei propri mezzi ed un sano atteggiamento di attesa nei confronti di ciò che si deve ancora affrontare - per i giovani, Qui in primis.

Insomma, queste sono solo alcune delle considerazioni che mi sento di fare riguardo alla qualità di una serie che, per quanto mi riguarda, ritengo uno dei migliori prodotti narrativi (ed anche visivi) nati sotto la direzione di Alex Bertani.
Sarebbe interessante per me sentire anche altre voci in merito al ciclo di Area 15 in questo spazio deputato alla discussione tra appassionati del Fumetto Disney e mi piacerebbe avere modo di leggere altri pareri a tale riguardo.  :)

Questo l'elenco delle storie appartenenti al ciclo dell'Area 15:  :D
https://inducks.org/subseries.php?c=Area+15

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Commenti sulle storie / Topolino e il Pippo fortunificato
« il: Sabato 7 Mag 2022, 22:33:08 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2899-2

Non ho visto un topic che fosse appositamente dedicato a questa storia nella sezione dei Commenti, per cui ho pensato fosse una cosa carina parlarne un po' all'interno di una discussione incentrata proprio su questa bella storia di Casty e Lorenzo Pastrovicchio.
L'ho letta giusto oggi per la prima volta e mi è piaciuta davvero tanto perché la storia si rivela essere davvero una bella lettura: fresca, vivace, che sa intrattenere con gags divertenti e ben riuscite e con una caratterizzazione di Pippo che ritengo tanto amabile quanto genuina.
La vicenda si connota come una avventura dal taglio urbano e cittadino, senza che i nostri debbano spostarsi da Topolinia per vivere la storia "fortunificata" che gli viene cucita addosso dalla sapiente mano creativa del buon Andrea Castellan.
Il protagonista della storia è a tutti gli effetti il personaggio di Pippo, mentre l'amico di una vita Topolino resta "dietro le quinte", sorpreso e al tempo stesso perplesso delle improvvise fortune che capitano al pippide e soprattutto restio a dare fiducia all'inventore che ha dato origine al flusso di fortuna che si sta ora riversando su Pippo e al quale costui si accompagna per beneficiare, di riflesso, della sua buona sorte con piglio spavaldo e truffaldino.

La storia ha saputo regalarmi dei bei momenti di leggerezza e di divertimento, già all'inizio con la filastrocca recitata da Pippo, poi con la descrizione della giornata-tipo tutt'altro che rosea vissuta da Topolino e soprattutto quando quest'ultimo si traveste da pargolo, con tanto di chewing gum in bocca, grembiulino azzurro e palloncino appresso, e viene mal giudicato dalle anziane signore che passeggiano per le strade di Topolinia e che borbottano a vedere un "bambino" usare il telefono già a questa età
(- "Così piccoli e già con il cellulare! Bah! ")
Ma la parte più bella della storia me l'ha restituita sicuramente la limpida consapevolezza di Pippo che si mostra candido eppure al tempo stesso furbo e tutt'altro che sprovveduto, e che regala coscientemente in modo così aperto e spontaneo la fortuna di cui aveva beneficiato fino a quel momento a chiunque ne abbia - davvero - bisogno.

"Topolino e il Pippo fortunificato" non è certamente una storia che racconta chissà quale grande epopea, tale da restare impressa nella mente del lettore come un capolavoro immortale del Fumetto Disney ma è scritta così bene e animata così genuinamente, con passione, e con una caratterizzazione così bella e candida del suo protagonista che, veramente, sono arrivato a fine lettura consapevole di avere letto una bella storia, di quelle che si ricordano col sorriso stampato in faccia.
E Casty si conferma, anche in questa vicenda, un autore di grandissimo pregio.
Un autore che stimo e che apprezzo tantissimo per il suo modo così amabile e genuino di raccontare i personaggi e le vicende che si ritrovano a vivere, rendendo la lettura un piacere palpabile, che scorre via fluido per tutta la lunghezza della storia.
E, a supporto del quale, troviamo un Pastrovicchio che sa infondere una vivace espressività ai suoi personaggi e una dinamicità alle sue vignette e alle sue tavole che è davvero una gioia per gli occhi!

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Commenti sulle storie / Paperino e il coraggio telegenico
« il: Domenica 1 Mag 2022, 17:28:12 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2336-6

Oggi ho ripreso in mano il numero 2336 del Topo, uno di quegli albi a fumetti che considero "mitici" nella mia esperienza di passione disneyana perché mi riportano inevitabilmente a ricordi lontani nel tempo e dove i segni degli anni che passano sono ben tangibili tanto nella copertina del fumetto (piuttosto rovinata) quanto negli interni (con strappi e rammendi in qui e là).
Ma l'affetto che mi lega a questo fumetto e alle sue storie và oltre al deterioramento della carta e delle condizioni dell'albo perché in tutte le storie che mi sono andato a rileggere ho ritrovato lo stesso sapore di bellezza, fantasia e creatività che vi avevo trovato quando mi ci approcciai per le prime volte, sui cinque/sei anni.
Una di queste è proprio l'ultima dell'albo, quella cui ho deciso di dedicare un topic apposito nella sezione del Forum riservata ai commenti sulle storie che più ci sono rimaste impresse nella mente nel corso degli anni: "Paperino e il coraggio telegenico"!
Questa storia, riprendendola in mano oggi dopo tanto tempo, è riuscita a trasmettermi le stesse sensazioni di brio e di freschezza che avevo provato ai tempi della sua prima lettura e mi ha fatto ridere e sorridere con lo stesso, inalterato, gusto e con la stessa verve di allora.
In breve, Paperino è appassionato di un programma tv che ricorda molto la trasmissione di "Scherzi a parte" per cui la vittima designata si ritrova a subire una serie di scherzi a suo danno fino a quando non gli viene rivelato di essere stato il semplice bersaglio di una batteria di "tiri mancini" (che tra l'altro è proprio il nome del programma tv tanto seguito da Paperino nella storia) preparati ad arte e confezionati su misura nei confronti della vittima di turno.
Ebbene, per tutto il tempo della storia il nostro protagonista papero si mostra più calmo e serafico che mai visto che è assolutamente convinto di essere il protagonista odierno di "Tiri mancini" e che quindi vuole dimostrare di poter essere il primo a non "cascarci" e a trattare tutto quanto si ritrova a subire in maniera distaccata e ben poco interessata.

La storia la considero davvero un gioiellino, per tutta la simpatia ed il divertimento che mi ha regalato ad ogni lettura e ri-lettura e poi per la capacità da parte degli autori (Alberto Savini ai testi e Marco Mazzarello ai disegni) di aver saputo calare sul personaggio di Paperino una trama che lo rende eroe di giornata senza che neanche lui ne abbia il minimo sentore, convinto per com'è che prima o poi spunti una candid camera a dirgli "Sorridi, amico! Sei su Tiri mancini !"  ;D

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