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Topics - Bramo

Pagine: [1]  2  3  ...  8 
1
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 68 - Agosto 2021
« il: Venerdì 13 Ago 2021, 11:15:06 »
In edicola da stamattina :)

Anche i cattivissimi talvolta fanno i bravi (intro di Lidia Cannatella)
Topolino e il mistero di Puerto Topo (Claudia Salvatori, Alessandro Perina)
Zio Paperone e l'orso buongustaio (Studio Disney, Tony Strobl, Mike Royer)
Topolino Marco Polo (Cal Howard, Hector Adolfo de Urtiága, Rubén Torreiro)
Zio Paperone e lo specchio nero (Rodolfo Cimino, Giorgio Bordini)
Paperino e il genio maldestro (Bruno Concina, Giorgio Cavazzano)
Paperina e il pranzo alla francese (Bob Karp, Frank Grundeen)

STORIE SUPERSTAR - Sul ring... con una sorpresa! (intro di Luca Boschi)
Topolino e il campionissimo (Romano Scarpa)
Topolino e Pippo Tigre (Al Hubbard)
Paperino boxeur da titolo mondiale (Carl Barks)
Paperino e il miliardo del G. F. (Guido Martina, Giuseppe Perego)

2
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 65 - Maggio 2021
« il: Sabato 15 Mag 2021, 13:56:29 »
In edicola da stamattina :)

Naftalina a cena per l'Uomo del 2000 (intro di Lidia Cannatella)
Eta Beta e il fiuto ultrafenomenale (Gian Giacomo Dalmasso, Giorgio Cavazzano)
Paperina e i segreti dell'Agente 00-Zero (Arthur Faria Jr., Irineu Soares Rodrigues)
Zio Paperone e le trombe di Eustachio (Rodolo Cimino, Giorgio Bordini)
Minni e il "colpo della strega" (Claudia Salvatori, Luciano Gatto)
Le conferenze del Prof. Pico De Paperis - L'abito fa il monaco (Luca Boschi, Claudio Panarese)
Tip e Tap sudicioni (Jack Bradbury)

STORIE SUPERSTAR - Gambadilegno contro tutti (intro di Luca Boschi)
Topolino e il boscaiolo (Merrill De Maris, Floyd Gottfredson, Bill Wright)
Cip & Ciop e l'escavatore invadente (Vick Lockman, Harvey Eisenberg)
Archimede Pitagorico e la gara degli inventori (Carl Barks)
Paperino e il conte di Montecristo (Guido Martina, Luciano Bottaro)

3
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 64 - Aprile 2021
« il: Mercoledì 14 Apr 2021, 13:49:17 »
Trovato già stamattina in edicola!

Torna Rebo, il cattivissimo di Saturno (intro di Lidia Cannatella)
Alla ricerca del papero virtuale (Luciano Bottaro)
Paperino e il pollo da combattimento (Rodolfo Cimino, Massimo De Vita)
Pippo e il male minore (Del Connell, Paul Murry)
Pico De Paperis e il cattivo acquisto (Vick Lockman, Tony Strobl)
Paperino e la baita solitaria (Michele Gazzarri, Giulio Chierchini)
Archimede scienziato più che sufficiente (Vick Lockman, Phil DeLara)

STORIE SUPERSTAR - Il terribile Topo Grigio! (intro di Luca Boschi)
Topolino contro Topolino (Bill Walsh, Floyd Gottfredson)
Topolino e il dromedario viola (Abramo e Giampaolo Barosso, Giuseppe Perego)
Nonna Papera e il budino alla fiamma (Don Christensen, Frank McSavage)
Topolino e il flagello grigio (Giulio Chierchini)

4
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 63 - Marzo 2021
« il: Sabato 13 Mar 2021, 21:37:51 »
Da stamattina in edicola!

Maledetta superstizione! (intro di Luca Boschi)
Paperino e la triscaidecafobia (Guido Martina, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano)
Paperoga e l'aiuto controproducente (Carlo Panaro, Enrico Faccini)
Zio Paperone e il dono prestigioso (Abramo Barosso, Giampaolo Barosso, Romano Scarpa, Sandro Del Conte)
Archimede ballerino telefonico (Vick Lockman, Phil DeLara)
Paperina e il visconte gentiluomo (Giorgio Pezzin, Giorgio Cavazzano, Alessandro Zemolin)
Topolino e i piccoli geni (Bill Walsh, Manuel Gonzales)
Super Pippo e il sabotaggio di Gancio (Luca Boschi, Marco Palazzi)

STORIE SUPERSTAR - Francobolli, che passione! (intro di Luca Boschi)
Paperino contro l'Uomo d'Oro (Carl Barks)
Topolino e la grande caccia al francobollo (Carl Fallberg, Paul Murry)
Topolino e la conquista dell'impossibile (Bill Walsh, Floyd Gottfredson)
Paperino pulitore esperto (Fred Milton, Daan Jippes)
Topolino e il francobollo rivelatore (Ivo Milazzo, Giorgio Rebuffi)

5
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 62 - Febbraio 2021
« il: Lunedì 15 Feb 2021, 23:24:30 »
Da sabato scorso disponibile in edicola ;)

Pasqua a Carnevale (intro di Luca Boschi)
Le Tops Stories - Topolino e l'isola dei giganti ovvero: I superstiti del continente perduto (Giorgio Pezzin, Massimo De Vita)
Paperina: dal mio diario. Coktail party (Carlo Chendi, Luciano Bottaro)
Cip & Ciop - La casa sulla strada (Harvey Eisenberg)
Pippo e lo zoo che svanisce (Bob Ogle, Paul Murry)
Zio Paperone e il diritto di successione (Rodolfo Cimino, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano)
Topolino e l'invenzione epocale (Tito Faraci, Donald Soffritti)
Paperino e lo spiritello del Carnevale (Carlo Panaro, Comicup Studio)

STORIE SUPERSTAR - Un pappagallo per amico (intro di Luca Boschi)
Paperino e il pappagallo contante (Carl Barks)
José Carioca - Il re del Carnevale (Carl Buettner)
I tre Caballeros (Chase Craig, Carl Buettner)
Zio Paperone e le maracas di Maracaibo (Attilio Mazzanti, Luciano Capitanio)
Paperon de' Paperoni e la "mossa-mossa" (Pier Carpi, Giovan Battista Carpi)
Topolino giardiniere (Jack Bradbury)

6
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
« il: Martedì 17 Nov 2020, 14:22:11 »
Comprato stamattina in edicola, con debita autocertificazione.

La cometa piccolina con un cuore grande così (intro di Lidia Cannatella)
Topolino & Eta Beta e la cometa Teta (Fabio Michelini, Massimo De Vita)
Il ritorno di 01 Paperbond (Dick Kinney, Al Hubbard)
Paperino e la caccia all'amuleto (Carlo Chendi, Luciano Capitanio)
Qui, Quo,Qua e il richiamo radiocomandato (Vick Lockman, Tony Strobl, Steve Steere)
Gilberto e i poeti spaziali (Guido Martina, Giuseppe Perego) [per l'Inducks soggetto e sceneggiatura sono dei fratelli Barosso]
Zio Paperone e il grande "party" (Gian Giacomo Dalmasso, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano)

STORIE SUPERSTAR - Gli allegri pompieri (intro di Luca Boschi)
Topolino arciere (Floyd Gottfredson, Al Taliaferro)
Topolino contro la banda elettrica (Bruno Concina, Sergio Asteriti)
Il Lupo Mannaro pompiere (Gil Turner)
Paperino e l'incendiario (Carl Barks, Carl Buettner, Dan Noonan)
Paperino capo pompiere (Carl Barks)
Paperino pompiere (Paul Murry, Carl Buettner)

7
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 58 - Ottobre 2020
« il: Martedì 20 Ott 2020, 23:28:48 »
Arrivato solo stamattina in edicola, con un insolito ritardo di 5 giorni rispetto alla data ufficiale di uscita.

Quando è l'abito a dettar regole (intro di Lidia Cannatella)
Paperino e il vecchio frac (Claudia Salvatori, Massimo De Vita)
Newton contagia le Giovani Marmotte (Vick Lockman, Tony Strobl, Steve Steere)
Topolino e la città dell'ingiustizia (Bruno Enna, Marco Palazzi)
Paperino - Quando la Terra fu messa alla prova (Paul Halas, Marco Rota)
Paperoga e le avventure di Paper-Hur (Ivan Saidenberg, Irineu Soares Rodrigues)

STORIE SUPERSTAR - Buon supercompleanno, Super Pippo! (intro di Luca Boschi)
Paperoga astro incompreso (Disney Studio, Tony Strobl)
Pippo mago e i Sette Nani (Guido Martina, Giulio Chierchini)
L'Ultra Pippo contro Macchia Nera (Del Connell, Paul Murry)
Super Pippo in azione (Vick Lockman, Paul Murry)
Super Pippo e i ladroni di Zanzipar (Bob Ogle, Paul Murry)
Super Pippo e il riduttore a pulsante (Dick Kinney, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano)

8
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 57 - Settembre 2020
« il: Martedì 15 Set 2020, 21:01:20 »
Trovato puntualmente oggi in edicola :)

Un bel Topolino del Maestro Carpi (intro di Lidia Cannatella)
Topolino e il giornalismo di campagna (Carlo Panaro, Giovan Battista Carpi)
Paperino e la gara dei grattacieli (Jerry Siegel, Guido Scala)
Qui, Quo, Qua e il richiamo boomerang (Vick Lockman, Tony Strobl, Steve Steere)
Gancio - Il prigioniero di Brenda (François Corteggiani, Gen-Clo)
Topolino e lo scarabeo informatore (Osvaldo Pavese, Romano Scarpa)
Eta Beta e la dieta energetica (Guido Martina, Giulio Chierchini)

STORIE SUPERSTAR - Dinosauri, "grandi" amici! (intro di Luca Boschi)
Paperino e la carica dei dinosauri (Carl Barks)
Zio Paperone e il giocattosauro (Giorgio Pezzin, Giorgio Cavazzano)
Ezechiele, lupo feroce (Carl Buettner, Gil Turner)
Topolino e il dinosauro servizievole (Carl Fallberg, Al Hubbard)
Ciccio e la punizione inaspettata (Vick Lockman, Jack Bradbury)
Paperino e il mistero della moneta di pietra (Vick Lockman, Tony Strobl, Steve Steere)

9
Le altre discussioni / Lo Spazio Disney, di Bramo
« il: Lunedì 14 Set 2020, 13:29:21 »
Un uomo va dal dottore. Gli dice che il fumetto Disney lo confonde, che non sa come orientarsi tra le pubblicazioni. Gli dice che si sente solo in un mondo editoriale complesso.
Il dottore dice: «La cura è semplice. Il buon Bramo ha appena aperto Lo Spazio Disney, un blog all’interno de Lo Spazio Bianco che tratta proprio quest’argomento. Lo vada a leggere. La dovrebbe aiutare.»
L'uomo scoppia in lacrime. «Ma dottore,» dice, «Bramo sono io!»
 :D

Ebbene sì, parte oggi un mio nuovo progettino, un blog dedicato ad analisi e commenti delle uscite a fumetti Disney di mese in mese, all'interno del blog network di Lo Spazio Bianco, il noto sito di critica fumettistica con cui collaboro da diversi anni.

Spero che possa essere interessante :)

Al blog si accompagnerà una rubrica mensile di dirette streaming sul canale Twitch di Lo Spazio Bianco.

Il post inaugurale lo trovate qui:
https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2020/09/14/benvenuti-nello-spazio-disney/

Grazie a chi mi seguirà in quest'avventura.
Mi permetterò di usare questo topic per segnalare di volta in volta i nuovi post e gli appuntamenti in live :)

10
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 56 - Agosto 2020
« il: Giovedì 20 Ago 2020, 14:42:06 »
Chiedo se e´gia  stato aperto il topic del numero 56
Eccolo qua, io l'ho trovato ieri in edicola ;)

Una dimensione a misura di Paperone (intro di Lidia Cannatella)
Zio Paperone e la proposta dell'alter-ego (Rudy Salvagnini, Giorgio Cavazzano)
Paperoga e le nozze alla montanara (Dick Kinney, Al Hubbard)
Paperino e lo sprint fulminante (Osvaldo Pavese, Romano Scarpa)
Topolino e i bottoni a tre buchi (Roberto Catalano, Pier Lorenzo De Vita)
Zio Paperone e i pellicani ruba-dollari (Disney Studio, Romano Scarpa)

Quel genio di Newton (intro di Luca Boschi)
Archimede e il nipote Newton (Vic Lockman, Phil DeLara)

Indiana Pipps e il problema 4x4 (Massimo Marconi, Massimo De Vita)

STORIE SUPERSTAR - È lui o non è lui? (intro di Luca Boschi)
Topolino e il ritorno di Macchia Nera (Cecil Beard, Paul Murry)
Paperino e il suo fantasma (Guido Martina, Giovan Battista Carpi, Giulio Chierchini)
Paperino e la sposa persiana (Carl Barks)

11
Le altre discussioni / Una modesta proposta per una nuova edicola disneyana
« il: Mercoledì 5 Ago 2020, 14:32:25 »
Ieri è stato pubblicato sul sito un articolo scritto da me e da Gladstone, dal titolo Una modesta proposta per una nuova edicola disneyana:

http://www.papersera.net/wp/2020/08/04/una-modesta-proposta-per-una-nuova-edicola-disneyana/

Come precisato nell'introduzione, si tratta niente più di una "chiacchierata estiva" senza impegno e senza pretese di concretezza in merito al panorama attuale delle testate Disney presenti in edicola (non quelle da fumetteria, quindi), facendo qualche riflessione e avanzando qualche modesta idea di fantaeditoria.

Ne è venuto fuori un pezzo a nostro avviso interessante e a cui vogliamo dare risalto anche qui sul forum, per permettere un'eventuale discussione al riguardo da parte di chi vorrà leggerlo e dire la sua :)

12
Testate Regolari / I Grandi Classici Disney n. 55 - Luglio 2020
« il: Giovedì 16 Lug 2020, 14:00:39 »
Ecco l'indice del Grandi Classici di questo mese.

Paperino e il ritorno di Rebo (Luciano Bottaro)
Paper Bat contro il tenebroso Dottor Plastica (Ivan Saidenberg, Carlos Edgard Herrero)
Topolino e la motomania (Abramo-Giampaolo Barosso, Massimo De Vita)
Pippo e il venditore di stress (François Corteggiani, Zdravko Zupan)
Pluto e le provocazioni a catena (Vick Lockman, Tony Strobl)

STORIE SUPERSTAR - Brigitta 60
Zio Paperone e l'ultimo Balabù (Romano Scarpa)
Zio Paperone e il ratto di Brigitta (Romano Scarpa)
Paperino e la pepita Dolly (Osvaldo Pavese, Giovan Battista Carpi)
Zio Paperone e il diario segreto (Abramo-Giampaolo Barosso, Giuseppe Perego)
Paperino e il tubo gordiano (Vick Lockman, Tony Strobl)

13
Testate Speciali / Super Disney 70 - Paperinik: Le origini (volume 2)
« il: Domenica 5 Nov 2017, 20:15:38 »
Ancora una volta... il diabolico vendicatore! (articolo, 3 pagine)

Paperinik e la scuola del Krimen (Martina, De Vita)
Paperinik e il castello delle tre torri (Martina, De Vita)
Paperinik e la bella addormentata (Martina, De Vita)

Arriva la diabolica vendicatrice! (articolo, 3 pagine)

Paperinika e il filo d'Arianna (Martina, Cavazzano)

Assente... giustificato! (articolo, 1 pagina)

Paperinik allo sbaraglio (Martina, De Vita)

Secondo (e ultimo? Il cofanetto metallico pensato per racchiudere questo e il precedente parrebbe confermarlo) volume che ristampa le prime avventure di Paperinik.
Come nel precedente, anche in questo caso sono presenti le prime tavole dei secondi tempi.
Sottolineo con piacere una presenza maggiore di articoli rispetto al primo volume, che aveva solo una paginetta striminzita a mò di introduzione.

Segnalo che, al contrario dell'analogo volume del 2003, viene ripristinato l'ordine effettivo e veritiero di pubblicazione delle storie. Nell'albo di 14 anni fa infatti dopo Il filo d'Arianna veniva pubblicata Paperinika contro Paperinik, saltando di fatto Paperinik allo sbaraglio, la quale viene invece correttamente inserita in questo volume come decima storia paperinikiana. Anzi, viene addirittura citata la comparsa intermedia del personaggio nel Totem decapitato nell'articolo che precede l'avventura che chiude il volume, spiegando che non aveva senso inserirla nel volume facendo parte di una saga di ben più ampio respiro.


14
Testate Chiuse / Pk² - Discussione generale
« il: Mercoledì 7 Ott 2009, 23:27:01 »
Ci aspettiamo ora un analogo per PK2 ;D
Detto fatto :P

Pk² - L'analisi



Il 2001 era appena iniziato, ma oltre al millennio almeno un’altra cosa stava per cambiare. PK. Dopo quasi cinque anni di pubblicazioni, le Paperinik New Adventures stavano per cambiare rotta. Io purtroppo parlo grazie alle informazioni di cronaca lette sulla Tana del Sollazzo e sulle moltitudini di articoli e forum in Internet, dato che il periodo PKNA non lo vissi in prima persona, in (piccola) parte per colpa dell’età e in massima parte per colpa della mia poca spavalderia da appassionato di fumetti (spavalderia che da qualche anno ormai è invece ben presente in me).
Ma Pk² invece lo seguii. Grazie all’acquisto dello Speciale PKNA 00 mi innamorai delle atmosfere che si respiravano in quella testata, motivo per cui quando vidi un numero 1 in edicola non esitati ad acquistarlo. E nonostante lacune nella mia conoscenza della continuity del fumetto, riuscii pian piano a raccapezzarmi. Insomma, non credo che abbia sentito l’evento come svolta epocale, come invece l’avranno sentito i pkers che da anni seguivano PK, ma il ricominciare da 1 faceva capire persino a un pischello come me che qualcosa cambiava, e che valeva la pena di approfittare del cambio di rotta per salire sul carrozzone.

Narra Grrodon parlando sul Sollazzo che il PK Team avendo intuito un leggero calo nelle vendite del mensile decise di prendersi tutto il tempo per chiudere le varie sottotrame della saga, di modo da chiudere in maniera ottimale lo story-arc, senza bruschi finali rattoppati tipici della chiusure improvvise. E tutto venne preparato dal numero 49/50 di PKNA che da un lato chiudeva la prima serie delle nuove avventure del Papero Mascherato con una sequenza di “What if…?”, dall’altro preparava il terreno agli eventi che un mese dopo si sarebbero scatenati.

Cosa dire di Pk²? Il mio punto di vista, come fatto notare sopra, è particolare avendo praticamente iniziato le mie letture pikappiche da qui, ma quello che già capii dal primo numero e dai successivi quello che nacque come un esperimento senza precedenti nella storia della Disney Italia si rivelò essere qualcosa di totalmente nuovo per la media del fumetto Disney; per la qualità delle storie, per le sperimentazioni grafiche e di trama, il target delle storie se possibile si alzò ancora rispetto a quello già maturo di PKNA. E come il celeberrimo Numero Zero cambiò decisamente le carte in tavola delle pubblicazioni disneyane da edicola, allo stesso modo il primo numero di Pk² si pose come punto di svolta ulteriore, osando di più e alzando molto il tenore delle storie. Le atmosfere devono molto a MM, più che alla saga precedente.
Pk² è un esempio di evoluzione ulteriore di quella miscela, un pigiare sull’acceleratore dello sperimentale per offrire qualcosa di nuovo restando fedeli alla buona tradizione.
Questa testata mi ha accompagnato per uno splendido anno e mezzo delle mie scuole medie, e mi affascinava per le atmosfere, il carisma del PK Team, la trame e i disegni fantastici. E’ stato qualcosa di basilare per me nella mia formazione fumettistica Disney e non solo, e per questo gliene sarò per sempre grato. Successivamente ho avuto modo di recuperare qualcosa di PKNA grazie a Reloaded, grazie al Super Mito Mondadori, grazie ad altri volumi speciali… ma Pk² ha un fascino tutto suo, tutto particolare, per i motivi che spero riuscirò a rendere bene nell’analisi che vado a compiere ora.
Il senso dell’analisi? Be’, non l’ho detto chiaramente, ma penso si sia capito dall’introduzione: è soprattutto affettiva, perché vi sono molto legato, ma slegandosi dalle ragioni soggettive seguire il percorso di Pk² può risultare interessante per osservare le innovazioni adulte che vengono usate in questa tipologia di fumetto Disney e per notare i suoi alti e bassi e la sua fase leggermente calante che a un certo punto intraprenderà.

Pk² # 1 – Ducklair



Un editoriale del PK Team apre spiegando con il suo stile ermetico le ragioni del cambio di titolo, motivando con il bisogno di non ristagnare in schemi ormai collaudati, che si accompagna alla voglia di osare e di cambiare un po’ le carte in tavola. Dico qui per non ripetermi nei prossimi numeri che gli editoriali saranno sempre molto profondi, quasi filosofici, ponendo belle riflessioni ispirate ad alcune tematiche che sono presenti nella storia contenuta nel numero in questione. Una consuetudine che adoravo.
A seguire la Pk² Mail, che per l’occasione pubblica solo lettere finte. Finte? No, che dico, reali. Solo che le firme sono tutte abbastanza note! Lol, vedere lettere scritte da Sciarrone, Scarcella, la direttora Muci, Sisto, la Cannatella è stata una cosa bellissima, perfino io conoscevo gran parte dei nomi e leggere quelle battute e quelle frecciatine con i nomi della redazione che gira per la Disney Italia era una cosa che da un lato ti faceva scompisciare e dell’altro creava un clima di convivialità che credo mai in nessun’altra rivista si sia verificato.
La storia è preceduta da Updating, la facciata in cui si analizza per ogni personaggio importante per l’avventura che si sta per leggere quello che gli è successo recentemente nelle storie immediatamente precedenti. Un ottimo modo per fare il punto della situazione, ora e in futuro.
Ducklair (Artibani, Sciarrone), infine. IL capolavoro. Questa storia mi sensibilizzò parecchio, pur avendo idea solo a grandi linee di chi fosse Everett Ducklair e tutta la sua storia alle spalle, mi coinvolse emozionalmente tantissimo, tanto che ancor oggi la considero tra le migliori storie a fumetti che ho letto, e riuscii comunque a capire tutta la vicenda qui raccontata e seppi emozionarmi moltissimo. Fu la prova definitiva per me della magia narrativa del PK World, oltre che della bravura di Francesco Artibani come sceneggiatore e di Claudio Sciarrone (pardon, Jimmy Manolesta  :P ) ai disegni.
Ma cosa succede di tanto spettacolare in questa storia?
Di per sé un grande avvenimento: Everett Duckalir è tornato dal suo esilio volontario a Dhasam-Bul e stavolta per restare, non per fare solo una capatina come in Due. Se questo sulle prima entusiasma Paperinik, presto si ricrede capendo che la Duckalir Tower ritorna la sede di affari di Everett e anche che Uno è stato disattivato. Insomma, venivano tolti i grandi simboli di PKNA, quelli che più rappresentavano la svolta rispetto al Paperinik tradizionale. Rimaneva solo lo scudo Extransformer e la Pikar, ultimo regalo da parte di Uno, che nel corso della serie provocherà più guai che altro al nostro eroe.
Oltre a queste sconvolgenti novità nello status quo, Pikappa deve anche cercare di capire i motivi per cui Everett è tornato a Paperopoli, dato che la cosa non lo convince del tutto, e nei panni di Paperino trova anche lavoro come agente in prova della Starcorp, una grande compagnia di vigilanza. Conosciamo quelli che saranno i colleghi di Paperino nei prossimi numeri, e quelli che bene o male popoleranno la vita di Paperino, che sarà un buon 40% delle storie di Pk². Conosciamo il suo superiore, Mortimer Bloom, e i colleghi Tempest Gale, Rupert Potomac e Fitzroy, che spesso seminerà zizzania.
La storia trova proprio il cuore dell’azione proprio durante il primo giorno in prova, quando nell’ipermercato Duckmall Center (visualizzato la prima volta in PKNA # 12) irrompe il Verificatore, droide comandato da Everett per stanare Paperinik. Per qualche motivo, il papero ha forse visto qualcosa nei sotterranei della Ducklair Tower che non doveva e che preoccupava Ducklair, e voleva sincerarsene. Ma cosa? Il colpo di scena è nell’ultima tavola dell’epocale avventura.
E’ importante comunque anche quel poco che su Ducklair si scopre già ora: il magnate ha il potere della telecinesi, quindi sa leggere nella mente, e ha così scoperto che Paperino e Pikappa sono la stessa persona! Ma promette di non rivelarlo a nessuno.

Insomma, sono capaci tutti di fare una bella storia mettendo 4 o 5 sconvolgimenti belli grandi e da bocca spalancata, ma occorre molto più classe a minare le certezze della serie (e del protagonista), certezze con cui spesso i fan identificavano tutta la saga, per creare un nuovo status quo in cui Paperino trova un lavoro fisso e in questo modo acquisisce importanza nella serie dedicata al suo alter ego mascherato, deve tornare in qualche modo a usare il vecchio rifugio segreto sotto casa e l’apparente nuovo nemico è un vecchio amico che ha l’ambiguità come caratteristica principale. Ci vuole anche coraggio, ovviamente, e anche mestiere nel sapere mettere in tutto in una storia dai ritmi giusti e dalle trovate il più naturali possibili. Ducklair appare quindi come un vero e proprio nuovo inizio per Pikappa, così come lo era stato Evroniani per Paperinik, in entrambi i casi senza disconoscere il passato (al contrario di Frittole) ma rinnovando lo sfondo. E lo fa con maestria, in una storia che interessa per i semi che getta, diverte per le battute e le gag, commuove (io piango sempre a rileggere l’addio di Uno) e affascina con i disegni di uno Sciarrone più in forma che mai! Tutto perfetto, tanto di cappello a una storia del genere.
Unica cosa che non ho mai capito: perché nella copertina quello che vorrebbe essere il Verificatore sembra un semaforo?!?

Novità sensibili nelle nuove rubriche sono date per esempio da Tekno Room. Sorta di contraltare serio alla PK Mail, qui i lettori non vengono bellamente sbeffeggiati ma alle loro domande più tecniche sulle vicende del fumetto viene data esauriente e spesso scientifica risposta.
Per tornare al cazzeggio, Riportage si pone come spazio only-lol, in cui si costruiscono “scoop” o reportage che spesso raggiungono i vertici del demenziale e quindi del divertimento.
Ma con Digital PK2 si ritorna seri, dato che qui si resta sul piano tecnico-scientifico per analizzare aspetti controversi delle storie del mensile.

Una nota sul retrocopertina: non è più la continuazione del disegno di copertina come in PKNA e in MM, ma è l’anticipazione del numero successivo con titolo e immagine più o meno anticipativa. Bello vedere in basso come dei titoli di coda di un film, e dai nomi si poteva capire chi sarebbero stati i protagonisti di questa nuova serie.
Serie che da questo primo numero prometteva molto bene.

Pk² # 2 – Solo Un Po’ di Paura



Il secondo numero si avvale di una strepitosa copertina di Sciarrone, migliore a mio parere di quella del primo numero, e che ci introduce alla storia “di mezzo” della trilogia introduttiva di Pk². In Solo un po’ di paura (Artibani-Sisti, L. Pastrovicchio) il lettore come Paperino deve fare i conti con lo stordimento dovuto al nuovo status quo che è iniziato il mese prima, quindi vediamo un Paperino che sogna di incontrare ancora Uno, che ricomincia a pensare in termini del suo vecchio rifugio segreto, che deve trovare un posto sicuro per la Pikar (dopo l’infelice idea del cassonetto nello scorso numero) e che deve ambientarsi con il suo nuovo lavoro. In tutto questo un misterioso nuovo personaggio, vestito con un saio che gli copre anche il volto, che si fa chiamare Profunda dai barboni di Paperopoli che vivono nel sottosuolo e che l’hanno trovato, riesce tramite una sorta di ipnosi a comandare questi senzatetto per far fare a loro quello che vuole, manipolando le loro paure. Riesce a ipnotizzare anche Pikappa, il quale è convinto che Profunda sia Everett e che ha un piano per distruggere la città. Così, in questo stato di trance, Paperinik si reca alla conferenza stampa che Ducklair ha indetto per il suo ritorno agli affari, attaccandolo e azionando un misterioso congegno che si rivela essere un risuonatore di panico.
In tutto questo, Paperinik non ci fa una bella figura, e si inimica ancor di più il magnate. Che però ha mostrato di riconoscere la tecnologia di quel risuonatore, e che continua a celare un mistero nei sotterranei della Ducklair Tower, segreto che sempre più ci appare come il motivo del suo ritorno.

Situazioni rilevanti in questa storia sono Paperinik che si ricorda della Century LTD, una vecchia fabbrica abbandonata in cui vorrebbe parcheggiare la Pkar e in cui si intravede uno strano personaggio. Inoltre appare chiaro come Angus Fangus abbia ormai spostato l’obiettivo delle sue inchieste da Pikappa a Everett Ducklair, obiettivo che perseguirà per tutta la seconda serie di PK. Infine abbiamo modo di conoscere Birgit Q e Anymore Boring, braccio destro e sinistro di Everett che lo affiancheranno in questo ritorno nella vita economica di Paperopoli. Come scopriremo in in futuro Tekno Room, Boring lavorava già per le industrie Ducklair prima dell’esilio di Everett, Birgit venne assunta da Boring stesso durante l’assenza del principale. Comunque per ora i caratteri dei due sono solo abbozzati e ci sarà tempo per specificarli meglio, anche nella loro contrapposizione.
I disegni ci mostrano un Lorenzo Pastrovicchio in fase calante, che alterna alcune tavola buone con altre in cui Paperinik e altri personaggi non sono certo ritratti benissimo. Peccato.

Rubriche nella norma.

Pk² # 3 – La Voce del Buio



E’ con La voce del buio (Artibani, Sciarrone) che la trilogia introduttiva trova il suo apice narrativo e di impostazione della nuova saga pikappica. Se Ducklair rimane insuperata come shockante inizio e Solo un po’ di paura si carica su di sé le fatiche della puntata centrale, con questa terza storia alcuni tasselli vanno al loro posto e si ha la base su cui costruire l’epopea di Pk². L’inizio è particolarmente d’effetto, con Everett che apre la cella criogenica dove era custodita sua figlia Juniper, un momento molto intenso. Lo svolgimento poi si costruisce tutto attorno alla costruzione di uno strano gigantesco aggeggio nel parco della villa di Ducklair, al trasferimento alla villa di Juniper e all’attacco decisivo di Profunda a Everett. Profunda prima cerca l’aiuto di Paperinik (mandando Hobey, il più rappresentativo dei barboni che servono la misteriosa ragazza incappucciata, a prendere in ostaggio alcuni clienti del mall in cambio dell’arrivo di Pikappa), poi decide di agire da sola, ma cadrà nella trappola che Everett le ha teso appositamente, usando i poteri telepatici di sua figlia. Perché la voce che Profunda sentiva nella sua testa era quella di Juniper, la sorella di Profunda, che altri non è Korinna, altra figlia di Ducklair. Dopo uno scontro incredibile tra padre e figlia, Juniper già sconvolta di suo si sconvolge ancor di più e Korinna fugge.
Insomma, se già dal finale del primo numero si sapeva che Everett custodiva la figlia nei sotterranei delle Ducklair Tower, la notizia che anche la misteriosa Profunda fosse prole del magnate fu sconvolgente, così come i loro poteri psichici. La storia si chiude con un inasprimento dei rapporti tra Pikappa e il suo ex-mentore, e con un Paperinik più inquieto che mai per il futuro.

La storia ci mostra l’accoppiata Pikappa-Lyla, che insieme decide di recarsi alla villa di Everett seguendo i droidi che vi stanno portando Juniper. Inoltre, appunto in questo numero esordisce la Ducklair Manor, residenza di Everett che prima non ha mai avuto bisogno di comparire con il ricco papero sempre fuori Paperopoli ma che in questa serie vedremo spesso. Inoltre iniziamo a tastare con mano i problemi che Pikappa deve affrontare senza Uno, come fare il pieno di monometilidrazina alla Pikar, e vediamo la Ducklair Universe come uno dei luoghi di rifioritura delle attività del problematico papero.
Inoltre si ritorna sul sentimento che il collega Rupert prova per Stella Nice, una commessa di un negozio del Duckmall Center, cosa che già era stata mostrata nel primo numero.
Infine, come non citare la famiglia che vediamo in auto nelle ultime due tavole? Tre personaggi del tutto simili a Homer, Bart e Lisa di una certa famigliola gialla…
I disegni di Sciarrone sono meravigliosi, da lustrarsi gli occhi, graficamente perfetti, esteticamente mirabili e sopraffini, eguagliano (e nel caso di Everett forse addirittura migliorano) la magnifica prova data nel # 1.

Con questo numero insomma le basi del nuovo corso sono gettate. Ovviamente le zone d’ombra rimangono, e sono tante, ma perlomeno le fondamenta ci sono. Un viaggio che si preannuncia interessante e maturo ha inizio…

Rubriche nella norma.          

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Testate Chiuse / PKNA - Paperinik New Adventures - Discussione Generale
« il: Venerdì 30 Apr 2010, 23:04:22 »
Intro: "Quando il gioco si fa duro..." (cit.)



Prima del 1996 era tutta un’altra storia.
Il lettore di fumetti Disney si recava in edicola e sapeva benissimo che quello che si sarebbe trovato di fronte sarebbe stato: il “Topolino” settimanale, vari mensili di ristampe di vecchie storie (“Classici”, “Grandi Classici”, “Paperino”…), il “Mega 2000” con storie straniere inedite, testate per collezionisti (“Zio Paperone”, “Le Grandi Parodie Disney”). Il tutto in formato pocket.
Insomma, l’unica possibilità per avere storie nuove era il Topo o le straniere del Mega, altrimenti ristampe su ristampe, e spesso era preferibile rifugiarsi in quelle storie del passato di fronte alle trame leggerine delle storie danesi o a quelle non sempre brillanti del settimanale. Il fumetto Disney, nel suo glorioso passato fatto di Barks, Gottfredson, Scarpa, Carpi, Bottaro e altri, continuava a dimostrare come potesse raggiungere alte vette di innovazione, coraggio, vena artistica e alta qualità grazie a quei personaggi così duttili e universali. Perché era così difficile sfornare nuove gemme?
Sta di fatto che il 1996 è stato sicuramente uno spartiacque non indifferente, una linea che divide inesorabilmente il prima e il dopo della linea editoriale Disney nel nostro Paese e anche all’estero. Nel marzo di quell’anno esce il Numero Zero di PKNA.
Se ci si ferma un attimo a riflettere, non sarà difficile capire come tutto in quell’albo già storico gridava rivoluzione. Nel formato, non più pocket come quasi tutto il resto dei periodici dell’epoca, bensì in formato comic-book americano. Inoltre l’albo era composto da una sola storia, lunga 71 tavole senza per questo essere spezzata in due tempi. Altro fatto innovativo, la storia era inedita, prodotta in Italia ma appositamente per una testata che non fosse “Topolino”.
Insomma, si era preso il coraggio a larghe mani e ci si era buttati in un esperimento che non aveva precedenti e di cui non si poteva sapere quale sarebbe stato l’esito. Be’, oggi sappiamo che con 52 numeri regolari, 4 speciali, 2 serie successive e in qualche modo derivate, numerosissimi pkers, fan club, siti internet dedicati, forum e quant’altro questo progetto così fuori dai canoni ha avuto successo eccome, sappiamo che oltre al coraggio di cui sopra e l’innovazione intrinseca al prodotto, questi ha presto raggiunto la vena artistica e l’alta qualità delle storie, riuscendo ad essere fedele dell’eredità del grandi Maestri del passato nonostante proponesse avventure, situazioni e personaggi così rivoluzionari.
Oltre a ciò, è bene anche ricordare che grazie a PKNA che sono nate cose come  “MM - Mickey Mouse Mistery Magazine”, “Monster Allergy” o quel “Witch” che tanto successo internazionale avrebbe guadagnato con gli anni.
Partendo da un personaggio del 1969 tutto italiano, Paperinik, proprio in Italia si è riusciti a creare una formula ardita e perfetta che ha segnato un’epoca e il modo stesso di vedere le storie Disney. Si è rivista la potenzialità universale ed extra-generazionale che i fumetti disneyani avevano, in una lunga saga memorabile sotto molteplici punti di vista.

In questa retrospettiva si cercherà di vagliarli tutti, presentando recensioni/commenti/riflessioni su ogni singolo numero della serie, per sottolineare l’importanza storica e sociale di “PKNA – Paperinik New Adventures”.
Un doveroso omaggio, insomma, a Paperinik e a tutti gli autori che si sono cimentati con le nuove avventure del papero mascherato, tracciando una strada nuova nell’editoria Disney italiana in modo intelligente e geniale.

Non sarò solo in questo lungo tragitto: a recensire ci alterneremo io e L. Vertighel, che ringrazio sin d’ora per il contributo, l’incoraggiamento, la competenza e l'entusiasmo che ha già iniziato a dare a questo lungo topic di analisi della serie. Inoltre i 4 numeri Speciali di PKNA, che il PK Team fece uscire nel cuore delle estati del 1997, 1998, 1999 e 2000 saranno curati da altrettanti utenti del Papersera "special guest", che hanno accettato di dare un loro contributo personale a questa retrospettiva: ringrazio fin d'ora MarKeno, PdP93, LBreda (con mascotte a fianco ;) ) e V.

Infine è meglio fare una precisazione: sarebbe meglio leggere ciascuna recensione solo dopo aver già letto il numero di cui si parla, perchè spesso e volentieri - non sempre ma quasi - saranno presenti spoiler più o meno pesanti sulla trama della storia di cui si parla. E le informazioni spoilerose saranno coperte solo in casi eccezionali e limite, quindi il trovare una recensione senza nessuna parte coperta non è indice di mancanza di spoiler. Nerd avvisato...
Non resta che provare a rivivere insieme quella rutilante seconda metà degli anni '90 grazie a questo lavoro, che si spera essere utili e interessante.
 - Bramo


PKNA Numero Zero – Evroniani



È il 1996. Sulle pagine di “Topolino” comincia a circolare una curiosa pubblicità raffigurante tre strani personaggi che pronunciano battute del tipo “Pikappa non ci scappa”, senza che i lettori abbiano la minima idea di che cosa possa significare. La curiosità sale velocemente.
È il 14 Marzo. Nelle edicole italiane, in mezzo ai classici fumetti Disney, si trova un insolito volume, differente dagli altri per formato e numero di pagine, simile ai comic book americani. Fa strano infatti vedere su un giornale di questo tipo il logo "Walt Disney Magazine", in alto a sinistra. Poi l’attenzione cade sulla copertina, raffigurante un essere paperiforme di colore viola volare minacciosamente contro Paperinik! Rivelazione! Praticamente nessuno si sarebbe aspettato che quel nuovo fumetto di cui si era fatta tanta pubblicità potesse essere interamente dedicato ad avventure inedite del vendicatore mascherato. In alto poi c’è il logo, quel PK che molti si erano chiesti fino a questo momento che cosa fosse significato e che ora era chiaro a tutti, attorniato da un anello argentato in cui è impressa l’ormai storica sigla “Paperinik New Adventures”. È uscito il Numero Zero di PKNA.
L’interno è composto dalla storia principale, Evroniani (Sisti & Sisto/Lavoradori), che da anche il titolo all’albo, introdotta da un buffo quanto esaltante editoriale. Evroniani è destinata a diventare l’inizio di una rivoluzione in casa Disney, la scintilla che diede il via non solo ad un fumetto capolavoro, ma anche ad un nuovo filone fumettistico italiano che prenderà piede qualche anno dopo coinvolgendo anche diverse case esterne alla Disney. Eppure il Numero Zero, nient’altro è che un ottimo episodio pilota per una serie a fumetti che, probabilmente a quell’epoca, neanche si immaginava ciò che sarebbe diventata da lì a poco. La storia narra di un popolo alieno, gli Evroniani, intento ad invadere il pianeta Terra per assicurarsi l’unico nutrimento possibile, ovvero l’energia emozionale. Paperinik si trova a doverli affrontare per la prima volta in una semplice ronda notturna, accorgendosi però che non è in grado di tener loro testa. Intanto Paperino è diventato, tramite Zio Paperone, il custode della Ducklair Tower, imponente grattacielo di 150 piani, acquistato all’asta dopo l’esilio del suo proprietario, Everett Ducklair, in un eremo tibetano. Paperino scopre, però, che la torre possiede un piano segreto, il 151°, e riesce quasi per caso ad introdurvisi. Qui fa la conoscenza di Uno, intelligenza artificiale creata da Ducklair per gestire interamente il palazzo, che gli offre aiuto nella lotta contro la minaccia evroniana, oltre ad un rifugio segreto all’interno del 151° piano.
All’apparenza Evroniani non nasconde diversi difetti, come una trama che può sembrare stereotipata, una componente demenziale piuttosto marcata e i disegni di un Lavoradori estremo come pochi nel tratteggiare la tecnologica Paperopoli, difetti che in pochissimi numeri verranno completamente convertiti in pregi grazie ad una gestione semplicemente geniale della serie.
Ma il Numero Zero non era soltanto una rivoluzione nella forma, ma anche e soprattutto nei contenuti e nello spirito. Un tipo di narrazione mai usata in un fumetto Disney, una storia che osava molto di più delle classiche storie Topolinesche, e se questo non si riesce a cogliere ancora in questo numero e negli Zero successivi è perché l’albo ha una funzione essenzialmente introduttiva, ha il compito di prendere il lettore e traghettarlo all’interno di una Paperopoli che muta e si trasforma dal classico ambiente pacioso e calmo di “Topolino” alla metropoli dark, fantascientifica e minacciosa di PK, dove il pericolo si tocca con mano. Una storia che mostrava un enorme potenziale che di lì a poco sarebbe esploso regalando uno dei più grandi capolavori che la Casa del Topo abbia mai prodotto.
 - L. Vertighel

PKNA Numero Zero/2 – Il Vento del Tempo



Dopo l’uscita di Evroniani, nessuno, nemmeno le più alte sfere della Disney Italia, avevano idea di quale sarebbe stato il destino di PKNA. Il Numero Zero era uscito come numero di prova, ed era stato un rischio enorme dal momento che non era possibile prevedere quanto il vecchio pubblico avrebbe apprezzato la serie, né quanto quello nuovo ne fosse attratto. Fortunatamente Evroniani fu un successo, cosa che spinse la redazione a continuare il progetto, pur procedendo con i piedi di piombo. Per questo motivo non era dato sapere quando il secondo numero della testata sarebbe stato pubblicato. Si dovettero attendere circa tre mesi per poter finalmente vedere in edicola il Numero Zero/2. Quando Soffia il Vento del Tempo (Sisti & Sisto/Sciarrone) (sì, perché è questo il titolo completo della storia principale, accorciato nel titolo dell’albo in Il vento del Tempo), mette in scena il secondo grande filone narrativo di PKNA, e anche quello più amato, ossia quello dei viaggi temporali. In questo secondo numero si vede già la volontà di Sisti di alzare un pochino il tiro della serie, costruendo una storia più intricata e complessa, condita anche da diversi paradossi temporali, di quella semplice e lineare che avevamo visto nello scorso numero. Vengono inoltre presentati nuovi importantissimi personaggi. Il Razziatore, cronopirata che compie razzie nel passato, qui ancora tratteggiato come un semplice criminale interessato solo ai suoi scopi e quindi ancora lontano dall’avere quello spessore caratteriale che gli verrà impresso già dalla sua seconda apparizione; Lyla Lay, giornalista di Channel 00, che si scoprirà subito essere un droide proveniente dal XXIII secolo, dislocato in quest’epoca al fine di sorvegliarla per conto della Tempolizia, associazione con il compito di controllare i viaggi attraverso il continuum temporale e di combattere contro eventuali cronocriminali.
La componente comica dello scorso numero viene qui abbandonata in luogo di una sferzante ironia che dona al tutto un’aria più seria e matura, che contraddistinguerà tutti gli episodi della serie.
I disegni di Sciarrone, pur non essendo ancora ai livelli stratosferici che vedremo qualche anno dopo, sono già eccezionali, rappresentati con una maestria incredibile nel tratteggiare sia i personaggi che l’ambientazione urbana e futuristica di Paperopoli.
Da segnalare, inoltre, l’esordio su questo numero dei PK Files, schede che presentano il nuovo personaggio interno ad ogni storia, e i PK Project, rubriche che tentano di spiegare scientificamente le varie tecnologie che venivano mano a mano presentate nel corso degli albi, rubriche che rappresenteranno l’ossatura, insieme alle storie brevi, del futuro “post-lettura” pikappico.
Insomma, un numero di grande qualità, che introduce il suo argomento come meglio non si potrebbe. Un numero di prova, di nuovo, che svela l’insicurezza ancora presente in Disney per un fumetto che prima di allora non aveva avuto precedenti, e che quindi non dà ancora una definitiva certezza per un sicuro proseguimento.
 - L. Vertighel

PKNA Numero Zero/3 - Xadhoom



Nonostante il grande successo di pubblico che stava ottenendo, neanche con lo Zero/2 la Disney si convinse appieno della sicurezza del progetto PKNA, che rimaneva ancora un tentativo rischioso sotto diversi punti di vista.
Per questo motivo, il tempo che trascorse prima della pubblicazione del Numero Zero/3 fu simile a quello intercorso fra l’uscita dello Zero e dello Zero/2. Xadhoom! (Sisti & Sisto/Ackerman) uscì infatti alla fine dell’estate del ’96, e continuò il processo d’introduzione dell’universo pikappico come era stato per i precedenti due numeri. La storia, questa volta, mette in scena Xadhoom, un’aliena mutante in grado di controllare la propria materia/energia, proveniente dal pianeta Xerba, distrutto dagli Evroniani. La vendetta, quindi, è il motivo che spinge la Xerbiana alla lotta contro Evron, accecata dal dolore per la perdita del suo popolo e per la spietatezza dei vampiri succhia emozioni. Ma ciò che fa di Xadhoom il personaggio probabilmente più tragico, triste e malinconico mai creato dalla Disney non è solo il suo sentimento d’odio e la sua sete di vendetta, che contribuirebbero a tratteggiarla superficialmente come un’implacabile assassina, ma il senso di colpa e il rimorso che prova verso se stessa, per aver abbandonato la sua gente per dedicarsi ai suoi studi scientifici, e per aver acconsentito all’atterraggio evroniano sul pianeta Xerba, consegnandolo di fatto, pur inconsapevolmente, alla sua fine. In questa miriade di situazioni negative, Xadhoom ci viene presentata come un personaggio ancora piuttosto ambiguo, in bilico fra l’egoistica sete di vendetta e la richiesta d’aiuto che le viene posta da Pikappa per fronteggiare l’invasione evroniana della Terra.
I disegni di questo numero, poi, costituiscono un caso diventato celebre già poco dopo l’uscita dell’albo. Il disegnatore infatti non esiste! Paul Ackerman è semplicemente uno pseudonimo adottato dal ben più conosciuto Stefano Intini, dopo che i suoi disegni vennero manipolati poiché ritenuti non conformi ai canoni che doveva avere la serie. A causa, infatti, della destinazione di PKNA anche al mercato estero, venne richiesto a Intini, così come a Sciarrone nel numero precedente, di adottare uno stile più canonico ai dettami classici Disney. Sciarrone accettò l’imposizione, Intini invece no, e vedendosi così deliberatamente modificare gran parte delle espressioni dei personaggi della storia, decise di disconoscere la paternità dei disegni pubblicando il suddetto pseudonimo nei credits dell’albo.
Il Numero Zero/3 chiude, quindi, il periodo di impostazione e introduzione del nuovo universo, e anche quello di prova: visto il successo e il grande apprezzamento di pubblico che la testata aveva ottenuto, era arrivato il momento di fare il salto di qualità e di raggiungere l’agognata serialità, che infatti sarebbe giunta due mesi dopo con la pubblicazione del #1.
 - L. Vertighel

PKNA # 1 – Ombre su Venere



E’ questo il primo numero che ha come sceneggiatore della storia uno che non è l’accoppiata Sisti & Sisto. Il passaggio di testimone non è comunque traumatico, giacché al timone c’è un autore tra i migliori dei Disney anni ’90, che tanto saprà dare soprattutto al fumetto Disney di Nuova Generazione, PK in testa.
Ombre su Venere (Artibani/Sciarrone) si occupa di far convergere in una stessa avventura due delle trame che sono emerse nei tre Numeri Zero, precisamente gli Evroniani e Angus Fangus. Gli alieni viola tentano infatti di rapire il giornalista, riuscendo però solo a coolflamizzarlo. Per tentare di farlo tornare normale, Paperinik insieme a Xadhoom  e a Uno si recano dalle parti di Venere, dove è di stanza un gigantesco incrociatore evroniano, e dove i nostri scopriranno il motivo d’interesse da parte degli Evroniani per Angus.
La storia è decisamente ben costruita, Artibani dimostra di saper già destreggiarsi bene con questi nuovi personaggi, e lo si vede con Angus e  con il comportamento degli Evroniani semplici, del generale Zondag (che qui assume spessore) o del tecnarca Zoster, qui al suo debutto.
Altro new-entry, che avrà modo di entrare tra i regular della serie, o perlomeno tra quelli della redazione di Channel 00, è Mike Morrighan, che si mostra subito arrogante e pieno di sé in un’indagine che compie insieme a Lyla per trovare Angus. Indagine che tra l’altro li porterà a una misteriosa maschera tribale della Nuova Zelanda, il cui significato resta oscuro e sarà svelato solo nel # 7, guarda caso sempre scritto da Artibani, che quindi qui già preparava il terreno della continuity per una futura storia.
In questa avventura abbiamo anche modo di apprendere che il tetto della Ducklair Tower altro non è che un’astronave spaziale costruita da Everett Ducklair, cosa che poi assumerà un significato più profondo quando da PK2 # 11 si scoprirà che Ducklair è un alieno. Nel dettaglio, il sistema di mimetizzazione olografica sarà riproposto paro paro nell’ultima tavola dell’ultimo numero di PK2.
Non mancano le gag tipiche dello sceneggiatore, che rendono il tutto più godibile, come gli scambi di battute tra Pikappa e Uno e Angus coolflame che continua a fare scherzi. Il tutto, misto a una buona dose di azione (l’attacco dalla Ducklair Tower, la battaglia sull’incrociatore) conduce al bellissimo finale, per certi versi simile a quello dello Zero/2 con l’umiliazione di Fangus, e con un incipit al tema del prossimo numero, ascoltando la notizia al TG in cui si parla di un misterioso hacker.
La parte grafica è affidata a uno Sciarrone di cui già si nota un miglioramento rispetto al suo primo approccio avuto ne Il Vento del Tempo, dove già si era evidenziato grande talento: qui si supera ulteriormente seguendo un suo personale percorso stilistico, e lo si nota IMHO soprattutto nel modo di disegnare Uno, ma non solo. Ogni espressione di Paperinik, ogni posa di Lyla e ogni sfondo è un piccolo capolavoro.
 - Bramo

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