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Post - Gumi

Pagine: [1]  2  3  ...  197 
1
Topolino / Re:Topolino Speciale Anteprime - 2021
« il: Sabato 4 Dic 2021, 09:33:21 »
Ma da dove esce questa notizia (infondata) di Sisto, che poveraccio è stato uno dei migliori lì dentro? Nel 2011 tralaltro era già qualche anno che si era ritirato per problemi di salute.

2
Topolino / Re:Topolino Speciale Anteprime - 2021
« il: Giovedì 2 Dic 2021, 16:43:04 »
Un cassetto pieno di soggetti, a quanto diceva in una vecchia live dal Fisbio.

3
Topolino / Re:Topolino Speciale Anteprime - 2021
« il: Mercoledì 1 Dic 2021, 16:04:06 »
Comunque, vedremo, inutile parlarne prima che esce; da parte mia, spero solo che sparisca quel @*%# di sorriso! >:(

seh sperace

Vabbè ma del resto che parlo a fare... Non ci sarà per forza. Bertani odia Casty e odia il settimanale e lo vuole affossare.

Evitiamo ste polemichette. Indipendentemente dall'essere o meno ironico messaggi buttati là così possono dare adito a malinterpretazioni.



4
Topolino / Re:Topolino 3443
« il: Venerdì 19 Nov 2021, 13:39:49 »
Io questa linea telefonica la vedo un po' come la celebre "linea rossa" che collegava Mosca a Washington durante la guerra fredda :P

5
Topolino / Re:Topolino 3439
« il: Martedì 26 Ott 2021, 17:25:32 »
Barks in 10 pagine faceva succedere l'impossibile, qua in 50 tavole

Giuro che la recensione era già scritta quando tu hai postato ciò!!

6
Topolino / Topolino 3439
« il: Martedì 26 Ott 2021, 16:38:18 »
Recensione Topolino 3439


 È un dato di fatto che uno degli effetti della gestione Bertani sul settimanale sia stato quello di intensificare la presenza di storie lunghe. O, forse, di “allungare” le storie.

 Riuscire a concentrare ottime idee in pochissime pagine infatti è una qualità per pochi: il re indiscusso di questa pratica era Barks che in sole 10 pagine (seppur con quattro strisce invece che tre), le cosiddette ten pager, riusciva a dare vita a piccoli capolavori.

 In tutti gli altri casi invece la dilatazione dello spazio della vicenda può aiutare nel racconto. Certo, il pericolo opposto è quello di annoiare il lettore, se non si riesce a narrare in maniera efficace, ricorrendo all’umorismo, all’atmosfera, ai trucchi di sceneggiatura che sempre più spesso vengono messi da parte in favore di sviluppi lineari nella forma e nella sostanza.

 Ed è secondo questi canoni di semplicità e di efficacia narrativa che può essere incasellata, perlomeno per ciò che riguarda le sue “produzioni” più ambiziose, l’opera recente di Marco Nucci.

 In queste storie svetta sempre di più la tendenza ad una narrazione rilassata e decompressa, in cui la trama si sviluppa secondo pochissimi snodi fondamentali, ma raccordati con una scrittura coinvolgente che permette l’immedesimazione del lettore con i personaggi e con la pur semplice vicenda.

 Spesso i suoi protagonisti, come nel caso de La ballata di John D. Rockerduck sono gli sconfitti, seppur di successo. Sono personaggi creati appositamente per perdere, ma che possono, in alcuni casi diventare protagonisti. Un’operazione simile nei mesi scorsi era stata effettuata anche con Gastone e Macchia Nera.

 
Ode agli sconfitti

 Queste tre storie partono tuttavia, oltre che da un presupposto comune (l’infelicità dello sconfitto), anche da una medesima base di trama in cui il protagonista per risollevarsi deve allontanarsi dalla fonte dei suoi dispiaceri. Questo allontanamento lo porterà a una nuova consapevolezza di sé.

 Quindi, pur partendo da un presupposto a questo punto tendenzialmente ripetitivo, l’autore riesce a declinarlo in modalità differenti. La narrazione è accompagnata da racconti, didascalie, ricordi, riflessioni, silenzi e vignette di impatto, oltre che gag, che fanno sì che la pur esile trama non venga a costituirsi come un elemento prettamente negativo ma funzionale al tipo di racconto che si è scelto di portare avanti.

 
Lo scorrere del tempo

Certamente vi è nel corpo dei lettori chi preferisce un diverso tipo di narrazione, più pregna di eventi e di situazioni. Tuttavia, la strada intrapresa da Topolino, che sembra riscuotere un certo successo, è proprio quella rappresentata da La ballata di John D. Rockerduck, che incorona sempre più, se mai ce ne fosse stato bisogno, il suo autore come “faro” a tutti gli effetti di questa gestione, sia per la costante presenza che per la rilevanza nelle storie pubblicate.

 Particolarmente riuscita la serie di vignette in cui, per raffigurare il tempo che passa, Rockerduck viene raffigurato esattamente nella stessa posizione, nei diversi ambienti della villa, associando alle necessità di trama anche un effetto comico davvero apprezzabile.

 Nucci è aiutato in questo dagli splendidi disegni di Giorgio Cavazzano, che fa un lavoro straordinario soprattutto nelle tavole ambientate nella villa del buen ritiro dell’infelice multimiliardario. Meno buona è la resa del personaggio di Rockerduck, spesso troppo simile a un Paperino con gli occhiali, e soprattutto non convince la raffigurazione di papà Howard, la cui classica iconografia è molto differente da quella che il maestro veneziano ha riportato in questa avventura.

 Un’ultima osservazione occorre farla sull’insistente rimando all’interno della storia al nome di battesimo di Rockerduck, John. Nome quasi assente nella pluridecennale vita editoriale del personaggio e che in questa avventura sembra essere (fin troppo) utilizzato: è chiaro che la sua ripetizione avvicina ancora di più i lettori al personaggio, ma l’effetto di vederlo usato finanche da Paperon de’ Paperoni, risulta per certi versi straniante.

 Chissà se, anche in questo caso, non si tratti di un’usanza che prenderà sempre più piede come è stato nel caso di Nonna Papera, il cui nome, Elvira, fino a qualche anno fa non era mai stato preso in considerazione e che invece ora sembra essere imprescindibile per identificare la decana dell’universo di Paperopoli e dintorni.

 
È lui o non è lui? Certo che è lui

Il resto del numero è invece abbastanza deludente.

 Le Giovani Marmotte in L’arcipelago delle tartarughe (Vacca/Ferracina) è una storia in due parti che prosegue l’ormai consolidato filone delle GM. Particolarmente apprezzabile la scelta di pubblicare entrambe le parti nello stesso numero, consentendo ai lettori di ottenere sì le storie lunghe di cui si è discusso, ma senza troppi frazionamenti su numeri diversi. L’auspicio è che questa scelta possa essere utilizzata spesso all’interno del settimanale.

 La storia è in stretta continuità con le avventure precedenti, con ampio uso di comprimari che assurgono al livello di protagonisti e che presentano caratterizzazioni e problemi che non è sempre semplice seguire se non si ha ben presente tutto il pregresso.

 Peculiare in questo senso la scelta di esordire nella storia con uno di questi nuovi personaggi, Beth, assoluta protagonista delle prime tavole. L’intento ecologista e didattico della storia è evidente, ma in alcuni passaggi risulta forse un pochino pedante. Ferracina mi è sembrato a suo agio nei disegni, in particolare nella doppia tavola delle pagine 54 e 55 e nelle belle ambientazioni sottomarine.

 Pippo Blog & Tales: Equivoci e guantoni non passerà certamente alla storia per la trama. Si tratta infatti di una gag allungata che si ricollega per certi versi ai Mercoledì di Pippo, narrazioni improbabili di quest’ultimo che, magnificando sé stesso attraverso i suoi alter ego, finisce per ridicolizzare i vari contraltari di Topolino.

 
L’ultimo gatto

 La trama in questo caso, non solo per la brevità, non riesce ad avvicinarsi minimamente ai livelli di delirante comicità della fortunata serie inaugurata da Salvagnini e Gorlero. Il motivo per cui questa storia potrà invece essere citata negli annali è dovuto al fatto che costituisce, in tutta probabilità, l’ultima storia di Luciano Gatto. Un saluto va al disegnatore veneziano che per tanti anni è stato protagonista delle letture di diverse generazioni di giovani lettori.

 Il numero prosegue con una nuova puntata di Calisota Social Media, Pico e gli hashtag su misura, di Alessandro Sisti e Federico Franzò, su soggetto di Giorgio Simeoni e dello stesso Sisti.

 Gli hashtag del titolo infatti sono poco più che un pretesto per mostrarci due parole poco conosciute e desuete: sono infatti i termini “arfasatto” e “cialabardone”, a lungo conservati dall’autore in attesa della giusta occasione, gli assoluti protagonisti di questa storia.

 Conclude infine un numero non esaltante Topolino e l’ingombrante sgombero dove la new entry Davide Aicardi e Marco Mazzarello danno vita a una avventura di stampo classico, in cui l’imprevedibile logica “laterale” di Pippo, come già in passato, riesce a mostrarci come è sempre possibile dare una seconda vita a ciò che viene considerato uno scarto o un rifiuto.



Voto del recensore: 2.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2021/10/26/topolinp-3439/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


7
Topolino / Re:Topolino 3438
« il: Sabato 16 Ott 2021, 22:20:46 »
Rileggendo il giorno del sole freddo ci si accorge che ci sono delle discrepanze secondo me oggettive rispetto a Zona Franca. La mia umile teoria, che potrebbe essere benissimo smentita, é che in Disney l'idea di una città nuclearizzata da una esplosione atomica non sia più accettabile. Da cui la retcon, che a me pare fattuale basandosi semplicemente, lo ripeto, su ciò che le due storie dicono. Le spiegazioni offerte dai volenterosi pkers su questo topic, come la teoria della città che diventa distretto, sono solo ipotesi: ciò che conta é ciò che si legge nel testo. Stop.

Secondo me questa è una sovrastruttura che ci vuoi mettere te.
A parte che a me la spiegazione di Alessandro convince, tanto che l'avevo proposta io stesso in discussione prima di sentire la sua.

Ma a parte ciò tu stai involontariamente suggerendo che Sisti ci abbia raccontato una bugia, solo per farci contenti e per coprire le misteriose indicazioni della Disney.

Mi sembra una sciocchezza, grossa peraltro.
Posso accettare che la soluzione proposta non ti convinca, ma le implicazioni del sottotesto mi perplimono anzichenò.


8
Commenti sugli autori / Re:Casty
« il: Martedì 28 Set 2021, 13:30:30 »
E i Duran Duran cosa c'entrano con le storie Disney?

Semplicemente per *qualcuno* sono un esempio mai più raggiunto di virtuosismo musicale.

9
Topolino / Topolino 3433
« il: Martedì 14 Set 2021, 16:44:39 »
Recensione Topolino 3433


 Diverse e numerose sono state le incursioni di Topolino e compagni nel mondo della letteratura fantasy: nel citarle è impossibile non partire dalle parodie di opere fondamentali quali Paperino e il signore del padello e Paperino in: “La storia (in)finita”, ma sono molte altre le storie a tema che tornano alla mente tra universi alternativi, alter ego dei personaggi come nelle indimenticabili Fantaleggende, e vere e proprie spedizioni in lande magiche e incantate, dalla saga della Rocciafiamma a quella, imprescindibile, della Spada di ghiaccio.

 Anche negli ultimi anni il ponte di raccordo tra il fumetto Disney e il fantasy si è concretizzato nelle lunghe saghe di Dragon Lords e di Wizards of Mickey che, con fortune alterne in termini di riscontro del pubblico, hanno perpetuato questo rapporto tra i due mondi.

 Francesco Artibani, che aveva avuto una fortunata prima esperienza con questo genere letterario con la splendida Pippo e i cavalieri alati, torna ad essere protagonista su Topolino 3433 con la prima puntata di Ducktopia. Ad accompagnarlo in questo viaggio in terre magiche e misteriose vi sono le suggestioni e la penna di Licia Troisi, celebre autrice di romanzi fantasy, e le matite e la supervisione colori del sempre ottimo Francesco D’Ippolito.

 La vicenda si svolge, per l’appunto, nel mitico regno di Ducktopia, dove convivono e si mescolano i due universi del fumetto Disney e ciò costituisce già una novità non trascurabile per questi ultimi anni. Abbondano le citazioni alle grandi opere di genere radicate nella cultura popolare, come Il signore degli anelli, e in generale tutta la prima parte riverbera di echi di Bone. Anche i disegni contribuiscono a rendere veramente piacevole la lettura, e nel complesso resta viva la curiosità per i due episodi successivi.

 
Un nuovo mondo da esplorare

A tal proposito, ragionamenti riguardanti il florilegio di saghe iniziate, in corso o in conclusione ogni settimana su Topolino sono già stati affrontati in passato, andandone a sviscerare pregi, difetti, vantaggi e criticità. Il settimanale sotto la gestione di Alex Bertani prende sempre più la forma che il Direttore ha pensato di dargli; la parola d’ordine appare essere “fidelizzazione”: invitare cioè i lettori a non comprare il giornale una volta ogni tanto, magari in attesa di storie “di grido”, ma fare in modo che questi si sentano spinti a non dover mai rinunciare a Topolino.

 Sicuramente ciò è motivato dalla necessità che i lettori non vadano dispersi e si tramutino il più possibile in fruitori (e compratori) costanti e affidabili. Il rischio però, ad opinione di chi scrive queste righe, è che l’eccessiva frammentazione delle storie, accompagnata da una sempre più costante opera di “armonizzazione” e dall’utilizzo di Easter egg e continui riferimenti ad avventure passate, anche recenti, possa fare da “filtro” per chi volesse introdursi in corsa, tenendo quindi distanti quei lettori neofiti o saltuari che non sono riusciti ad entrare al tempo giusto nel meccanismo, come peraltro avviene su più larga scala per quel che riguarda il Marvel Cinematic Universe.

 In questo ragionamento si inserisce la terza ed ultima parte della “seconda stagione” di Paperbridge, che contiene, secondo lo stile dell’autore, una miriade di riferimenti in universe a storie passate, in particolare alla “prima stagione” della saga che vede un giovanissimo John Quackett alle prese con misteri e affari di cuore.

 La storia, inoltre, si riallaccia in maniera abbastanza netta ad una precedente avventura di Fantomius e ne narra in un certo senso gli antefatti. Stavolta si vanno a dipanare in maniera coerente la trama e il mistero che riguardano la presenza di Cuordipietra Famedoro – il quale, tuttavia, come “nemesi” di Quackett continua a non convincere pienamente – ma, anche a causa delle “sole” tra puntate rispetto alle cinque della precedente stagione, risulta troppo affrettato il finale che chiude le varie trame incentrate sulle interazioni tra i personaggi ricorrenti della serie.

 
Un villain originale forse avrebbe ancor più giovato

Non viene adeguatamente, per ora, esplicitato il cambiamento di rapporti tra il rosso Tom e l’arrogante Bill, e soprattutto vengono utilizzate poche vignette per concludere la problematica love story tra John e l’affascinante Beth. La recente notizia della fattibilità di una prossima “terza stagione”, richiesta a furor di popolo e inizialmente non prevista, ci induce a sperare che queste vicende possano trovare il giusto spazio e una più soddisfacente conclusione in futuro.

 I disegni sono nel classico stile di Gervasio: dettagliato nelle vignette e negli sfondi, molto classicheggiante nella rappresentazione dei personaggi, dove non mancano evidenti ispirazioni carpiane.

 Nella seconda puntata di Siamo serie!, Sergio Badino e Silvia Ziche ci trasportano ancora una volta all’interno degli studios cinematografici del vecchio avarastro, in questa lunga storia che, con un occhio alla Papernovela e un altro a Boris, intrattiene e per ora fa divertire. Esilarante la seconda parte dell’episodio che va a risollevare una prima metà leggermente sottotono. Il tratto svelto ed essenziale di Silvia Ziche è perfetto per questa sceneggiatura e contribuisce a darle un tono scanzonato e satirico.

 La nuova puntata di Topolinia by night ci presenta invece un Rock Sassi alle prese con un brutto raffreddore. La serie non è un capolavoro già in sé ma questa puntata appare anche leggermente inferiore alle altre.

 Chiude il numero, dopo molti anni di gestazione, una storia di Roberto Del Bove e Roberto Gagnor, Paperoga papero impeccabile, classica avventura che comincia da una domanda abbastanza comune: “cosa succede se il personaggio x e il personaggio y interagiscono?”. Di solito la risposta è: “disastri”.

 In questo caso purtroppo il risultato non è particolarmente ispirato, non si capisce perché debba rivolgersi a Paperoga una fattucchiera che è talmente potente da essere in grado di inviare incantesimi a distanza con una forza tale da colpire Miss Paperett, e che è in grado di trasformare lo stesso Paperoga seduta stante in una versione affidabile di sé stesso e addirittura in una copia spiccicata di Zio Paperone.

 Ad ogni modo la trama è solo un pretesto per mostrare una serie di gag con protagonista il papero (non più tanto) pasticcione, e rimane impressa unicamente per il “nuovo look” con cui un sempre solido Soldati va a rappresentare l’entusiasta e disastroso cugino di Paperino.



Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2021/09/14/topolino-3433/


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10
Testate Chiuse / Re:PKNA - Paperinik New Adventures - Discussione Generale
« il: Venerdì 10 Set 2021, 09:37:16 »
Scusa Francesco ma non concordo.

Non si può sentire che Seconda stesura, Carpe Diem e Frammenti sono filler: fanno parte della saga dei droidi e dei viaggi nel tempo, pur senza il razziatore.
E sono IMPRESCINDIBILI.
Tralaltro tu parli di due nella tua top 10 e io ti rispondo dicendo che sono 3 della mia Top 4.

Poi tralaltro Savor parla di numeri "meno riusciti" e tra i primi 22 ce ne sono veramente pochi. Il tempo fugge e antico futuro sono quelle più deboli, assieme al ciclo di Urk, che anche si intreccia anche con la trama di xadhoom lo fa in maniera non particolarmente incisiva.

Tralaltro anche motore/azione è un piccolo capolavoro di comicità.

11
Commenti sugli autori / Re:Caterina Mognato
« il: Martedì 31 Ago 2021, 18:40:27 »
Il "problema" (se vogliamo definirlo così) della storia infinita è anche che ci sono una miriade di personaggi dai film Disney, che già da parecchi anni sono  banditi dalle storie a fumetti pubblicate sul settimanale: c'è Ezechiele, Biancaneve ecc. Oltre alla storia dei diritti richiesti da un Ende ancora in vita che mise molto in imbarazzo tutti ai tempi.

12
Commenti sugli autori / Re:Caterina Mognato
« il: Lunedì 30 Ago 2021, 17:16:09 »
Che fine ha fatto Caterina Mognato?
C'è la possibilità di trovarla ancora sulle pagine di Topolino?

Assieme al buon Paolo mi sono ripromesso di cercare questa autrice che mi aveva tanto colpito con una serie di avventure bellissime e memorabili. Rintracciata, ha acconsentito a rispondere ad alcune delle nostre domande, tra cui quelle (non letteralmente) che ho riportato qui sopra.

Ecco l'emozionante risultato:

https://www.papersera.net/wp/2021/08/30/intervista-a-caterina-mognato/

13
Cinema, musica e letteratura / Re:Che libro c'è sul comodino?
« il: Sabato 28 Ago 2021, 16:01:53 »
Io Calvino proprio non ce la faccio a reggerlo!! 👀👀👀

In compenso ho letto un paio di anni fa anche il giardino dei Finzi-Contini e mi era piaciuto molto.

14
Testate Regolari / Re:I Classici Disney - Annata 2021
« il: Sabato 28 Ago 2021, 00:23:36 »
Solo per ribadire l'abbraccio e la vicinanza a Samu, di cui recupero solo ora i messaggi, e per ringraziare il maestro Pezzin per il bellissimo albo e le grandi emozioni che questo ha regalato a noi lettori.

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Topolino / Re:Topolino Speciale Anteprime - 2021
« il: Mercoledì 25 Ago 2021, 20:53:02 »
Carina l'idea alla base di questa nuova storia a puntate. Se Badino l'avrà sviluppata con la giusta dose di pungente umorismo, potrebbe venire fuori qualcosa di interessante.

Dopo capolavori come "Lusky e Battista eroi sempre in pista", "Topolino e la leggenda dei Robo-presidenti" e "Ottoperotto il cane bassotto e il tartufo sotto sotto" non vedo l'ora di leggere una nuova incredibile avventura.

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