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Topolino / Re:Topolino 3480
« Ultimo post da Andy392 il Oggi alle 12:13:02 »
Non avevo visto il 3470 come fine di un blocco. Chiedo scusa  :ashamed2:.
Comunque sarà una mia fissa, ma quando compro un Topolino singolarmente o a blocchi pretendo di leggere di tutte le storie che ci sono dentro. Specialmente se occupano un terzo o addiritura quasi la metà delle tavole su un volume come nel caso di megaricchi nel 3478.

Io ho cominciato a leggere Batman dal numero 4 dei New 52.
Perché mi era piaciuto The Dark Knight Rises e la copertina era bella. Ci ho capito il giusto, ma incuriosito ho recuperato i numeri prima. Perché questa cosa non può funzionare anche per il Topolino?
Perchè Topolino è una raccolta generica di storie inedite, non un albo monotematico che può contenere una o più trame orizzontali come nel caso (rimanendo in Disney) di PK, W.I.T.C.H. oppure X-Mickey.
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Topolino / Re:Topolino 3480
« Ultimo post da Geronimo il Oggi alle 12:08:21 »
Forse con "trama elaborata" non ho usato il termine più adatto per intendere quello che volevo, quindi cerco di esprimermi meglio facendo anche degli esempi: intendevo dire che prediligo quelle storie con tanta carne al fuoco, dove ci sono tante situazioni ed eventi concatenati tra loro e dove solo alla fine tutto combacia, dove ci sono tematiche importanti, spunti per riflettere sulla società, una morale, momenti di divertimento, gags, momenti di riflessione e introspettivi. Insomma mi piacciono le storie che si dipanano su più piani. Alcune delle storie proposte in questi ultimi anni hanno molta linearità degli eventi e si concentrano quasi esclusivamente sull'introspezione che sul resto. Sto dicendo che sono brutte o inferiori? No, ma semplicemente preferisco storie più 'kolossali". Chiudo mettendo a paragone due storie per fare capire definitivamente cosa intendo: la complessità di eventi e temi de La Marea Dei Secoli e la linearità e l'introspezione di Io Sono Macchia Nera.
Per il resto, la discussione finisce qui per me in questa sede perché non in linea con il tema cioè il numero 3480, ma a disposizione per riparlarne in un topic più appropriato.
PS. Non ho letto l'Isola di Corallo, quindi tutto ciò che è stato scritto da parte mia non ha alcun riferimento a questa storia ma ad altre lette.
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Topolino / Re:Topolino 3480
« Ultimo post da Garalla il Oggi alle 11:25:32 »
Nel tuo rivolgerti alla "gente", di preciso, a chi ti riferisci?

Se volevo citare te ti quotavo. Se volevo parlare di una persona specifica la nominavo. Se parlo in astratto è perché parlo in generale.
Ci sei anche tu in mezzo? Visto i discorsi che fai probabilmente sì.
Ho parlato di prologhi in generale siete in molti (troppi) a lamentarvi di storie inconcludenti o che fanno da ponte verso altre storie.
Come se la storia in sé non avesse valore se non una volta concluso il ciclo o l'insieme di storie.
Se non fosse stato il post di Andy non avrei nemmeno risposto a voi, ma c'è qualcosa che per me non ha senso e che vorrei sinceramente capire.
Non sto a rispondere punto punto, mi limito alle cose "salienti"

Citazione
Il ciclo del rilancio di un personaggio come Macchia Nera dove, invece di vedersi sempre di più e di vederlo in azione concretamente, assistiamo ad un cattivo che se ne sta comodo comodo a casa aspettando che Topolino faccia il lavoro sporco per lui per poi dissolversi come un fantasma.

Questa è una tua interpretazione. Lecita, ma un'interpretazione.
Per quanto in questo caso specifico per me si è proprio sbagliato a dare un elemento sovrannaturale in mano a Macchia Nera tanto che fatico a riconoscerlo in quanto tale. Ma al di là di questo ci ha dimostrato come senza troppo sforzo e senza fare niente possa esercitare un controllo ed essere un fastidio. Finora è riuscito a farlo in tutte e tre le storie di Nucci. Con il solo Topolino a dargli scacco in qualche maniera.
Ottenuto il suo obiettivo Macchia Nera sparisce, ha vinto, è libero ed è tornato ad essere sé stesso. Certo il mondo sa che è libero quindi la sua vittoria non è totale.

Citazione
Credo sia nel mio pieno diritto esprimere critiche legittime laddove mi si promette qualcosa che poi non ha riscontro nella realtà di una storia che lascia volutamente fili scoperti e rimanda la resa dei conti tra l'eroe e il cattivo che in una storia di ben novanta pagine neanche arrivano a vedersi, poiché tutto il racconto si nutre prettamente di un clima "psicologico" e di azioni concrete di Macchia Nera non si veda veramente nulla.

Se la storia non prevedeva uno scontro tra le parti... in parte sì, in parte no. Tu ti aspettavi una cosa che la storia non voleva narrare.
Inoltre il lasciare cose in sospeso non è il male di questa storia, sapendo che ci sarà modo e tempo di vedere quei fili ricollegarsi.
Anche se io tremo al pensiero di rivedere il Dottor Piuma e ho davvero paura della svolta intrapresa.

Citazione
L'etichetta del "prologo" (che comunque sono in pochi utenti ad avere usato, a me non è mai piaciuta nonostante non abbia apprezzato le storie) viene data probabilmente non tanto per il semplice lasciare qualcosa in sospeso ma per lo stile di narrazione generale dove prevalgono atmosfera, psicologia ecc a scapito spesso di una trama elaborata

Da quel che sto leggendo no, viene usato proprio per segnalare (in maniera negativa?) una storia che di per sé lascia sbocchi sulle future storie.
La prima storia di Macchia Nera di Nucci è stata bollata come un prologo. In tal caso vi prego datemi più prologhi, vi scongiuro ne ho bisogno!
E perdonami... da quanto una trama elaborata non può essere anche introspettiva? C'è qualcosa che mi sta sfuggendo. Anzi a volta è tanto più complesso riuscire a rendere credibile la parte più introspettiva che non a creare l'escamotage ultracomplicato, quindi la trama deve essere elaborata (la vicenda sottostante magari meno per non perdere il focus, ma non la trama).

Citazione
anche se oggi la De Poli sembra quasi venerata come una dea benevola ricordo perfettamente delle critiche aspre anche ai tempi
Non dico non sia stata criticata. Ma Bertani basta che alzi un dito e in tanti danno contro a prescindere. Alcuni in maniera anche abbastanza pesante (soprattutto al di fuori del forum).

Citazione
ma adesso per avere un "blocco autoconclusivo" bisognerebbe partire dal 3464 fino ad arrivare al 3481 che uscirà domani.

Ma serve davvero avere un blocco autoconclusivo? Da un valore aggiunto? O magari uno acquista ciò che gli interessa?
Premesso che a meno di errori miei o dell'Inducks ho trovato un punto di uscita nel 3470 quindi non è vero quel che dici... non capisco il punto.
Ho un amico che compra il Topolino solo quando c'è una storia che gli interessa. Sul forum c'è gente che acquista solo quando c'è la storia di un autore che interessa.
Sintomo che non è detto che si debba leggere per forza tutto. Ma al contempo ci sono storie che si riescono a leggere anche senza aver letto la prima parte. E' chiaro che mancano dei pezzi, ma non è impossibile.
Giuro è una critica che non capisco assolutamente e trovo del tutto illogica e irrazionale.
Detta male male... se uno era interessato alla storia di Macchia Nera nel 3478 il finale di Megaricchi era comunque comprensibilissimo visto come era strutturata la storia.
Anche il 3479 è abbastanza fruibile leggendo il riassunto prima della storia di Macchia Nera.
Smettiamola di credere che il lettore non assiduo non possa fruire del Topolino perché molte volte è una fissa da completista, una tara che abbiamo in testa. [Tranne il 3467. Quel numero è oggettivamente mal bilanciato]
Tanto più se, come dici, non ti interessano quelle storie. Se non ti interessano ci sta non acquistare il numero, ma ci sta anche se ti interessa (davvero tanto) solo la storia principale.
Per dire degli Urbani Paperi non mi interessava nulla, ma il resto dell'albo era di mio interesse. Non fossi stato abbonato l'avrei acquistato o non avrei dovuto farlo?
Io ho cominciato a leggere Batman dal numero 4 dei New 52.
Perché mi era piaciuto The Dark Knight Rises e la copertina era bella. Ci ho capito il giusto, ma incuriosito ho recuperato i numeri prima. Perché questa cosa non può funzionare anche per il Topolino?
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Commenti sulle storie / Re:Topolino e le meraviglie del domani
« Ultimo post da Geronimo il Oggi alle 10:29:25 »
Ho appena cominciato a leggere questa storia su un albo del 1990 allegato al Messaggero - che mi è stato dato in omaggio (!!!!) in perfette condizioni con un altro acquisto - e sono stato colto da una curiosità. In una vignetta, Topolino è davanti ad una scuola e il programma di geografia prevede la proiezione del film "i segreti dell'isola di fui" di Moana Pizza. Ora, stando a Wikipedia, la prima edizione italiana della storia è del 1947, un po' troppo presto per una parodia di Moana Pozzi, quindi mi chiedevo, a quando risale questa traduzione? È stata appositamente realizzata per l'allegato al messaggero? Ma soprattutto, com'era nella prima edizione italiana e come sarà resa nella più recente ripubblicazione, in cui certamente le nuove policy Disney non avranno permesso un così esplicito riferimento ad un'attrice a luci rosse...
Non so dirti nella prima traduzione, ma ne Gli anni d'oro di Topolino c'è Betty Grabolo in "I segreti delle rocce delle Fiji".
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Testate Regolari / Topolino Extra n°10 - Paperinikland
« Ultimo post da sandrinobipbip il Oggi alle 10:27:17 »
Recensione Topolino Extra n°10 - Paperinikland


 A circa un anno dall’uscita del quarto volume (Paperinik – L’eroe dietro la Maschera, edito il 17 giugno 2021), il decimo volume della collana Topolino Extra ripropone due intertessanti storie sceneggiate da Marco Gervasio e disegnate da Giorgio Cavazzano. Gli autori tornano a raccontare le gesta del Vendicatore Mascherato all’interno di una continuity improntata a rievocare le atmosfere con cui Guido Martina aveva concepito e contestualizzato il personaggio assieme a Giovan Battista Carpi.

 Paperinikland raccoglie due interessanti storie che si pongono l’una in continuità rispetto all’altra e hanno il pregio di introdurre e delineare un nuovo villain, l’astuto Red Duckan, scaltro industriale capace di imporsi sugli arcimiliardari più famosi di Paperopoli grazie al suo acuto senso per gli affari. Un villain dall’approccio decisamente più sottile rispetto ai due arcirivali di sempre Paperone e Rockerduck, che dimostra sin dal principio grande abilità nel gestire gli aspetti legali che possono scaturire da un personaggio come Paperinik.

 
Dalle ceneri di Villa Rosa si erge uno spettrale Paperinik

 Nella prima storia della raccolta, Paperinik e il segreto dell’identità segreta pubblicata in origine nel dicembre 2019 su Topolino 3342 e 3343, assistiamo ad una vicenda più volte raccontata nelle storie del Vendicatore Mascherato, ossia la necessità di far coesistere in un unico evento sia Paperino che Paperinik. Spetta ovviamente ad Archimede trovare la soluzione per gestire l’inghippo e, sebbene tutto si risolva per il meglio, il finale volutamente aperto lascia un dettaglio in sospeso che, oltre a dare un’inedita luce sul rapporto che lega l’inventore di Paperopoli al Diabolico Vendicatore, permette di dare sviluppo alla trama della storia seguente che dà anche il nome al volume.

 
L’ambizioso progetto di Red Duckan viene illustrato alle autorità paperolesi

 In Paperinikland, storia in tre episodi pubblicata nel febbraio e marzo 2020 su Topolino n°3352 e seguenti, viene introdotto per la prima volta Red Duckan, ricco magnate paperolese che intende realizzare un parco divertimenti a tema Paperinik. Sin dalle prime pagine si capisce come il tycoon sia disposto a tutto pur di perseguire il proprio scopo, coinvolgendo perfino l’amministrazione della città e registrando a proprio nome il marchio Paperinik.

 In questo secondo racconto di questo volume, assistiamo ad un’interessante evoluzione del personaggio di Paperinik, che per la prima volta si trova a combattere una nuova forma di crimine, molto più subdola e contemporanea rispetto a quelle del passato, il tutto nel pieno rispetto dei più classici stratagemmi che da sempre hanno caratterizzato le gesta del Vendicatore Mascherato.

 L’ottima sceneggiatura di Marco Gervasio riesce ad unire due racconti apparentemente slegati tra loro grazie ad un susseguirsi di vicende mondane, politiche e perfino giudiziarie – sempre raccontate in piena conformità ai dettami dello stile Disney – capaci di causare enormi e inedite difficoltà a Paperinik. In tutto ciò si instaura il plot twist che ruota intorno alla figura di Archimede, che rende la vicenda ancora più complessa e difficile da gestire per il malcapitato protagonista.

 Il semplice collegamento inserito fra le due storie raccolte in questo volume funziona molto bene: sebbene ad una prima lettura Paperinik e il segreto dell’identità segreta possa apparire una semplice “storiella” paperolese, che ha comunque il pregio di riportare alla luce quel modo di agire più vendicativo di Paperinik tipico delle storie degli anni 70, il raffronto con il racconto che segue porta pian piano alla luce una serie di intrecci, di rapporti e di situazioni inedite capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso.

 Al di là della sapiente scrittura che caratterizza le storie sceneggiate da Marco Gervasio, merito va anche al Maestro Giorgio Cavazzano, consolidata garanzia nel panorama artistico disneyano, che dirige le gesta del Diabolico Vendicatore con inquadrature piene di dinamismo, nelle quali non fa mistero del grande amore che nutre nei confronti del personaggio e dei vari marchingegni da sempre impiegati per combattere le ingiustizie.

 
Il tratto del Maestro Cavazzano regala scene altamente suggestive

 Questo connubio artistico ha il pregio di creare un lungo racconto sospeso tra tradizione e innovazione che, grazie ai sapienti punti sospesi volutamente lasciati in sede di sceneggiatura e alle bellissime atmosfere catturate nelle tavole, porta il lettore ad una piacevole rilettura . E’ splendido potersi soffermare tanto sui dettagli con cui Cavazzano arricchisce le sue vignette, tra architetture, macchinari e gesta eroiche degne di un fumetto Marvel, quanto sui vari intrecci e colpi di scena, oltre che richiami e grandi omaggi al passato che Gervasio dissemina ogni dove all’interno della trama.

 Paperinikland è uno splendido lavoro realizzato da un team illustre che dimostra di conoscere a fondo e di saper rispettare il personaggio di Paperinik. Un progetto ambizioso, e certo non semplice da realizzare, capace di ricontestualizzare le vecchie atmosfere di Martina e Carpi all’interno di una realtà più contemporanea e insidiosa.

 Un volume cartonato di assoluto pregio tanto nei contenuti che nel formato, come sempre ben curato nell’edizione Topolino Extra. Si presenta con un’inedita copertina ed è arricchito da una breve ma interessante prefazione di Stefano Petruccelli, e si conclude in bellezza con una doppia intervista agli autori e con una splendida galleria di bozzetti che permette di apprezzare l’incredibile talento del Maestro Veneziano.

 Un acquisto doveroso per tutti i fan di Paperinik che, in piena linea con la direzione intrapresa da Marco Gervasio, riesce a rispolverare le atmosfere delle prime avventure del Vendicatore Mascherato dando comunque un tocco di innovazione.



Voto del recensore: 4,5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2022/08/09/topolino-extra-n10-paperinikland/
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Commenti sulle storie / Re:Topolino e le meraviglie del domani
« Ultimo post da Milo il Oggi alle 10:19:20 »
Ho appena cominciato a leggere questa storia su un albo del 1990 allegato al Messaggero - che mi è stato dato in omaggio (!!!!) in perfette condizioni con un altro acquisto - e sono stato colto da una curiosità. In una vignetta, Topolino è davanti ad una scuola e il programma di geografia prevede la proiezione del film "i segreti dell'isola di fui" di Moana Pizza. Ora, stando a Wikipedia, la prima edizione italiana della storia è del 1947, un po' troppo presto per una parodia di Moana Pozzi, quindi mi chiedevo, a quando risale questa traduzione? È stata appositamente realizzata per l'allegato al messaggero? Ma soprattutto, com'era nella prima edizione italiana e come sarà resa nella più recente ripubblicazione, in cui certamente le nuove policy Disney non avranno permesso un così esplicito riferimento ad un'attrice a luci rosse...
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Topolino / Re:Topolino 3480
« Ultimo post da Andy392 il Oggi alle 09:31:05 »
Forse oggi le critiche sono più facili verso Bertani che verso la De Poli prima (anche se ripeto, c'erano anche prima e quasi ogni settimana, andate a rivedere i topic con le storie dei vip) perché Bertani è una persona molto decisa e molto schietta, ha fatto dei cambiamenti importanti e vuoi non vuoi il suo operato ha teso a polarizzare i lettori in fazioni senza vie di mezzo
Non ci sono vie di mezzo nei lettori perchè appunto il Topolino bertaniano stesso ad essere polarizzato verso una direzione: o ci leggi tutte le settimane oppure ti perdi dei pezzi e fai prima a non comprarlo. Io avrei tranquillamente comprato questi numeri con la storia di Macchia Nera, Paperinik e i mercoledì di Pippo ma non spendo 3,20€ per avere numeri monchi con delle puntate di storie che sono inziate nei numeri precedenti e che non mi interessano. A febbraio/marzo la situazione era più normale e mi ha permesso di comprare 5 numeri di fila senza avere buchi, ma adesso per avere un "blocco autoconclusivo" bisognerebbe partire dal 3464 fino ad arrivare al 3481 che uscirà domani.
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Commenti sugli autori / Re:Bill Walsh
« Ultimo post da Mickey Mouse il Oggi alle 00:01:25 »
no
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Testate Regolari / Re:Paperinik — Annata 2022
« Ultimo post da Paperin1k il Lunedì 8 Ago 2022, 23:56:36 »
Avete letto le nuove storie di Diary of a wacky night sull'ultimo Paperinik?

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