Recensione Topolino 3689
L’allegra e solare copertina di
Topolino 3689 chiude il grande disegno componibile in tre parti, con i nipotini e Newton intenti a giocare in spiaggia, tra coni gelati, castelli di sabbia e robottini volanti.
Di conseguenza, nessuna delle storie presenti ha l’onore della copertina: in un numero un po’ sottotono come questo non sarebbe un male, ma forse la prima storia l’avrebbe meritata. Circus – L’ultimo spettacolo, scritta da
Giovanni Di Gregorio e disegnata da
Paolo Mottura, chiude in due tempi la
serie che da ottobre 2024 compariva in maniera sporadica sul settimanale (oltre ad essere ristampata integralmente su
Topolino Extra).
L’idea di Topolino che viaggia con una sgangherata e misteriosa compagnia circense per gli Stati Uniti degli anni Venti del XX secolo, sospesi tra mondo rurale, sviluppi industriali e crisi economiche è risultata molto interessante, in grado di fornire materiale prezioso. 
Decisamente vero
L’ultima vicenda serve a tirare le fila dei personaggi, a svelarci alcuni misteri e a raccontare, bene, come possano crearsi dei rapporti personali tra persone tanto diverse.
Di Gregorio racconta il tutto in maniera sciolta e intrigante – molto bella la descrizione cruda e realistica del porto – anche se resiste qualche accenno retorico e un po’ troppo superficiale nella risoluzione della vicenda. Mottura da par suo cura i personaggi nuovi come Mr. Egg, Molosso e Wanda e Xanda con attenzione (e si permette di rappresentare un personaggio minore come Sutton con grande inventiva e una stupenda camicia leopardata quasi ipnotica).
A brillare sono però in particolare le sue tavole in colori e toni pastello, eteree come sogni e usate per descrivere i pensieri o le voci narranti. In generale, la serie ha funzionato, ed è stata in grado di presentare personaggi inediti curati e non banali, riuscendo inoltre a descrivere con attenzione e concretezza amicizie fra individui di varia provenienza ed estrazione sociale. Un plauso va anche a Ivan Bigarella, disegnatore dei tre episodi centrali.

Graffianti battute
Le altre storie sono invece leggère e scaccia pensieri.
Zio Paperone e la moneta senza storia è una breve in cui
Vito Stabile, con i disegni di
Ottavio Panaro, gioca con Paperone e con la sua conoscenza perfetta di ogni sua moneta e di come l’ha guadagnata. Il
twist finale risulta brillante e valorizza tutta la vicenda.
Vacanze da strega – Eldorado è una nuova storia da autrice completa di
Giulia Lomurno. Si tratta di una breve umoristica senza particolari pretese, ma che risulta molto divertente e vivace. Il ritmo incalzante da una
gag per vignetta funziona, e mi ha ricordato storie simili che sono state realizzare realizzate nelle estati del 2002 come
Il manuale delle vacanze o del 1997 come
Cattivi in vacanza:
avventure semplici, disimpegnate ma che lasciano un piacevole sorriso al termine della lettura. Paperino e i viaggiatori dell’Olimpo è invece una nuova storia della serie
Travel Around Europe.
Alessandro Ferrari, con i disegni di
Umberto Sacchelli e
Giulia Lomurno,
racconta una vicenda inutilmente contorta, con frequenti cambi di ambientazioni e
improbabili motivazioni. Lo scopo è mostrare le bellezze architettoniche e gastronomiche della Grecia, a partire dal monte Olimpo recente
patrimonio Unesco. Apprezzo molto la scelta anche di rappresentare opere moderne, come il meraviglioso
ponte Rion Antirion, detto anche ponte di Poseidone, con i suoi 2883 metri il ponte strallato più lungo del mondo. Il giro turistico, fortunatamente, compensa la zoppicante trama.

Meravigliose architetture moderne
Paperino e il pisolino impossibile chiude il numero.
Danilo Deninotti presenta una classica schermaglia tra Paperino e il suo vicino Anacleto, servito bene dai disegni dinamici e ricchi di particolari di
Marco Palazzi. La storia inizia con lentezza, ma prende ritmo quando diventa chiaro come la lite sia un crescendo di situazioni surreali, tra sconvolgimenti climatici, durian e pappagalli.
A livello di rubriche, abbiamo un nuovo articolo dedicato a 10 curiosità su un argomento affine ad una storia (in questo caso il circo), dove vengono anche citate altre storie
disneyane, e una piacevole intervista impossibile alla giungla realizzata da
Santo Scarcella, un modo divertente per imparare qualcosa sul funzionamento della natura.
Alla fine abbiamo anche una breve, e criptica, intervista a Marco Nucci, che anticipa la storia conclusiva del ciclo di Macchia Nera disegnato da Casty, che vedrà la luce sul prossimo numero, dal titolo Quattro note in nero. In sintesi, si tratta di un numero leggero di
Topolino, che vuole proporre materiale in linea con le settimane spensierate estive, senza scuola o altri impegni. A dare comunque valore al libretto è, in ogni modo, l’ultima parte di
Circus.
Voto del recensore:
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