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Post - doppio segreto

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Topolino / Re:Topolino 3361
« il: Giovedì 23 Apr 2020, 22:57:32 »
Doppio Segreto finalmente ci ritroviamo (sottofondo dei duelli Western...  SmZorro )
Capisco la scarsa fantasia, cosa di cui ti autoimputi, ma da un lettore raffinato come te non mi sarei aspettato tale "invettiva" (detto ovviamente con spirito e simpatia  ;) )
Le storie si guardano con occhi diversi, con gusti diversi e con "fantasie" diverse.
Sia io che Sir Top de Tops (che mi sembra ricordare sia uno dei maggiori ammiratori di Casty in generale) abbiamo avanzato dei dubbi non per "mortificare" la verve creativa di Casty, ma proprio perché riconosciamo la sua grandezza !
L'inizio e la parte centrale della storia sono stati costruiti in modo godibile e con un giusto crescendo di emozioni (bella la "presa" di Pippo a pag. 24)

ma poi si arriva in maniera troppo rapida e forse "banale" alla risoluzione dell'episodio.
Questi sono stati i due tempi del mio pensiero. E mentre tutti praticamente concordiamo sull'inizio ed il continuo, ti spiego nel dettaglio i miei dubbi sul finale.
1) Una spezzacuori, che viene così riconosciuta e fortemente temuta da Topolino stesso, con poteri mistici tenta di irretire lo straniero ma a cui il nostro eroe resiste e scappa in appena 4 tavole (da quando lei dice "Sono io la tua unica amica" a quando dice "Come osi non innamorarti di me ?")
2) Al fatto che dopo 50 anni (non ore, anni...) di inspiegabile mancanza di coraggio, nei quali aveva demandato ad altri di mettere una pezza ai suoi "guai", il pittore Crunch decida di giungere alla villa proprio quando questa è abitata da Topolino e risolve un mistero talmente spettrale e insolubile semplicemente dimostrando il proprio buonumore e la felicità raggiunta con la moglie.
3) E poi se è così sicuro che queste felici emozioni "sono fissate sulla tela per sempre" (cosa che afferma dopo pochi istanti e senza arrivarci con argute indagini o altro....) perché non aveva pensato a porvi rimedio prima visto che a detta di sua moglie "vivono in una casetta IN paese" (e non IN UN paese che farebbe immaginare una destinazione più lontana o sperduta...) lasciando che questi dipinti "maledetti" potessero rovinare l'esistenza ai successivi acquirenti ?
Le mie rimostranze, parlo a titolo personale, sono dovute alla certezza che Casty avrebbe potuto delineare meglio queste pieghe della storia. Proprio perché riconosciamo tutti la sua estrema bravura e maestria.
E, vi prego, non venite a dirmi cose del tipo che si voleva lasciare spazio all'immaginazione del lettore o altre stramberie simili....
Continua la sublime musica da duello! 8)


Lettore raffinato? ??? ??? SmZZZ


Non ho alcun dubbio sul fatto che sia tu e sia Tops non siate o vogliate essere dei "mortificatori" della verve di Castellan e che invece ne siate dei grandi ammiratori.


Quello che volevo sapere era dove trovavate che la storia avesse bisogno di un più lungo respiro. Non so se Tops intendesse la stessa cosa che tu mi hai illustrato ma, per ora su quello che tu mi dici mi baserò.


La tua esposizione mi ha convinto di una cosa: in effetti ci sarebbe stato bisogno di due, tre tavole in più ... e a quelle ci arrivo!


Spoiler: mostra
La tavola non è fra quelle 4 di cui mi parli, lì mi sembra sufficientemente completo: nella prima la Spezzacuori dice a Topolino che è lei la sua unica amica trascinandolo via e lui pensa con un espressione già compromessa che deve assolutamente resistere. Nella seconda sono seduti al tavolo perché la ragazza vuol brindare e, Topolino con uno sforzo notevole prende il contenitore del ghiaccio facendo finta di assecondarla. Nella terza Topolino si vuota il ghiaccio completamente in testa e questo lo fa rinsavire e, nella quarta, scappa.


A me non sembra mancare nulla!


E veniamo alla tavole mancanti: Topolino telefona al pittore e gli spiega la situazione - anche qui sarebbe potuta mancare una tavola, quella della spiegazione ma non è necessaria - e il pittore rimane stupito perché i quadri non sono stati già bruciati dall'immobiliarista a cui lui aveva dato l'incarico.
Cinquant'anni prima il pittore aveva già compreso che quei quadri carpivano il suo stato d'animo e che lo riflettevano al loro interno e che la magia li rendeva vivi.
Il caso ha voluto che un giorno lui è andato in paese ed è entrato nel negozio di Susanna ed è stato amore a prima vista per entrambi. E qui ci sarebbe voluta la prima tavola in più, quella dove lui spiega che non ritornò più a casa perché mai e poi mai, molto comprensibilmente, avrebbe potuto portare la sua futura moglie in quella dimora.
Questo ha fatto sì che per tutto quel tempo lui non è ritornato in quella casa e che, solo quando ha deciso di venderla e di darla all'immobiliarista, incaricandolo di quella che in quel momento e fino alla telefonata di Topolino, gli sembrava l''unica soluzione possibile per eliminare quei dipinti: bruciarli!
E qui manca la seconda e terza tavola: quando lui arriva improvvisamente alla casa è del tutto evidente che, dopo la telefonata con Topolino, lui ha raccontato tutto alla moglie e la moglie - essendo una donna ed è, come spesso accade, più intelligente degli uomini - gli fa notare che se tutto dipendeva dal suo stato d'animo, ora che è completamente cambiato, è lui stesso che può sistemare le cose e fare apparire i quadri in maniera positiva.
Due, forse tre tavole in più o per arrotondare una facciata in più, questo è il massimo che ti concedo ma, come tu sai. le leggi dell'editoria sono ferree e i conti devono tornare sempre.

Dunque, amico mio, quelle due cosine lì, dobbiamo in effetti immaginarle! :)

17
Topolino / Re:Topolino 3361
« il: Giovedì 23 Apr 2020, 19:09:53 »
Incredibilmente per la prima volta da eoni Topolino mi è arrivato martedi

Per quanto riguarda la storia di Casty sono d'accordo con il commento di  luciochef. É una bella storia, sia chiaro, però gli manca quel qualcosa per renderla indimenticabile. Qualche pagina in più non avrebbe fatto  male.
Si parte in apertura con la storia di Casty
Spoiler: mostra
La storia si basa su 34 pagine e ripercorre il tratto e lo stile dei thriller legati all'autore. La vicenda in sé è interessante e si basa su un mistero particolare e piuttosto cupo. Ma forse, a mio parere, la trama non si è sviluppata con la giusta scorrevolezza. Il finale mi è sembrato davvero troppo affrettato e poco delineato. L'inizio e la parte centrale della storia sono stati costruiti in modo godibile e con un giusto crescendo di emozioni (bella la "presa" di Pippo a pag. 24) ma poi si arriva in maniera troppo rapida e forse "banale" alla risoluzione dell'episodio. Storia bella ma niente di imperdibile a mio avviso.

Sto cercando d'immaginare cosa Castellan avrebbe potuto aggiungere in quelle pagine che voi auspicate ma, colpa sicuramente la mia scarsa fantasia, non riesco a trovare nulla che possa essere degno di essere aggiunto. Per me questa storia è perfetta così e, devo dire che, se alcune settimane fa avevo detto che Castellan non riusciva più a volare e a farmi volare, questa volta ci è riuscito eccome.

18
Topolino / Re:Topolino 3359
« il: Martedì 21 Apr 2020, 19:05:37 »
Io proporrei anche il voto: nessuna stellina - voto che, ne sono consapevole, utilizzerei solo io  ;D - con la dicitura: Ma che fine avete fatto! :'( :alien1:

19
Le altre discussioni / Re:Le domande "senza risposta"
« il: Lunedì 13 Apr 2020, 22:59:08 »
In effetti tu hai ragione quando dici che nel cartone animato Orphan's benefit non viene pronunciato il nome, la cosa aveva lasciato perplesso anche a me ma,il fatto è che anche in un altro sito riporta la stessa informazione.
Quel che però è certo è il fatto che nei fumetti, il 21 gennaio 1936 nella storia "Oscar the ostrich", un Pippo completamente rivisto rispetto al precedente

viene chiamato per la prima volta Goofy.

20
Le altre discussioni / Re:I.N.D.U.C.K.S.
« il: Lunedì 13 Apr 2020, 22:37:21 »
Scusate, solo a me non riesce di visualizzare l'indice delle storie di un qualunque autore ("no story found") o è normale a causa dei "lavori in corso"?
Non fare caso a quella frase e quando sei a questa finestra clicca su story.

21
Le altre discussioni / Re:Le domande "senza risposta"
« il: Domenica 12 Apr 2020, 22:40:54 »
Una domanda: il nome originale di Pippo era Dippy Dawg, cioè "cane matto"... come e quando è venuto fuori Goofy? E sarebbe una sorta di soprannome? Ho rivisto di recente il corto Mickey's Polo Team che è del 1936 (quindi già abbastanza in là) e lui viene citato come "the Goof", cosa che mi ha confuso ancor più le idee. Magari la transizione nei fumetti è stata più lineare?
Qui puoi trovare la risposta a tutte le tue domande! :)

22
Topolino / Re:Topolino 3359
« il: Mercoledì 8 Apr 2020, 18:50:40 »
Com'e' l'episodio di Topolino - Le orogini?

ma questo "Topolino" non lo leggerò più perché  è la storia di un personaggio che è alieno e che cerca di assomigliare in qualcosa ad un personaggio nato 92 anni fa ma che, oltre a dover scontare tutti i limiti dettati dalla censura odierna, rispetto a lui, è completamente privo di qualsiasi appeal, di carisma, di fascino e, in quanto tale, non merita un solo secondo della mia lettura.
Io immagino che il Topolino del XXI secolo conoscerà forse poi Gambadilegno un ragazzo un po' irrequieto ma che, in fondo ha un gran cuore - spero proprio che non sia coinvolto anche Macchia Nera - farà il giornalista in avventure sul genere di quelle recentemente viste, insipide e insapori per i miei gusti, e il processo di pimpizzazione di Topolino andrà avanti con mia buona pace e così sia.
E' del tutto evidente che sono un autolesionista.
Sono un autolesionista perché solo così riesco a definire una persona che si fa del male ben sapendo che soffrirà tanto male per quello che vedrà e leggerà. Che non vuole capire che da tempo dovrebbe aver chiuso con tutto questo e rimanere saldamente ancorato al tempo che fu perché questo non è più il suo Topolino.


A dispetto di tutto quello che ho scritto ho comprato il Topolino con il secondo episodio e l'ho letto e solo per questo dovrei recarmi in un centro psichiatrico.


Sempre a dispetto, in questo caso, delle mie speranze è già stato coinvolto Macchia Nera. Non il nemico per eccellenza di Topolino Gambadilegno,  ma il nemico che nel 1939 apparse, terrorizzando tutta la città, la polizia e Topolino stesso, in una storia e che mai più sarebbe dovuto tornare se non fosse stato che Martina e Scarpa l'hanno resuscitato nel 1955.


Se io penso al Macchia Nera delle origini reali e al Macchia Nera delle "origini vere" tutta l'enorme discrepanza che ci sta fra le storie di allora e quelle di oggi, si può riassumere perfettamente in questo paragone.


Ha un bel da dire il direttore Bertani che Topolino va riaggiornato ai canoni del presente. Questo non è un riaggiornamento, qui è travisare un mondo intero, questo è un altro universo che non ha ormai più nulla che fare con il passato. :alien1:


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Le altre discussioni / Re:Direttori:Alex Bertani
« il: Martedì 7 Apr 2020, 19:20:01 »
Grazie innanzi tutto al Direttore Bertani e a Camera Nove per la lunga intervista.


Ho sentito cose che mi hanno fatto molto piacere e altre un po' meno.


Sicuramente mi ha fatto molto piacere sentire - almeno nelle intenzioni - la volontà di fare in modo che i vari autori si facciano carico del passato dei vari personaggi e non entrino in contraddizioni troppo accentuate fra di loro nel trattarli. Plaudo poi - se ci saranno - ad eventuali continuity, soprattutto per il personaggio di Topolino.


Quello su cui invece voglio richiamare l'attenzione e su cui mi permetto di contraddire Bertani,  è il tanto materiale di storie che ancora sono inedite o ferme ad una seconda ristampa su Albi della Rosa/Albi di Topolino o, comunque non ristampate da parecchio tempo e, su cui Boschi, può tranquillamente lavorare: dopo tutto basta indagare sull'INDUKS per prenderne atto e dare il via a Grandi Classici che finalmente portino in seno storie da tempo irreperibili.


Esempi di storie topoliniane: Topolino e il mistero dello spaccavetri, Topolino e la valle dei fantasmi, Pippo cintura amaranto, Minnie e il segno della sfinge, Topolino e il computer musicista, Topolino presenta Topolino, Indiana Pipps e il potere delle sette note ....


Esempi di storie dei paperi: Paperino e la disfida dei tromboni, Paperino e il miliardo del G.F., Paperino e la vita brillante, Paperino e il Kaimiki battagliero, Paperino e i pirati del cielo, Paperino e lo zampillo nero, Zio Paperone e l'affare d'oro ...

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Le altre discussioni / Re:Topolino: origini 'vere' e reali
« il: Martedì 31 Mar 2020, 18:03:41 »
Quanti lettori medi del Topolino attuale hanno letto Gottfredson? Personalmente direi: non molti.

Ma ancor più, in generale, quanti si sono mai chiesti “Ma come è diventato Topolino quello che è”? Di nuovo, direi: non molti.

Questo perché – non me ne vogliano i suoi ammiratori – Topolino non è esattamente un personaggio che ti faccia agonizzare sul suo vissuto, passato o presente. A prescindere da come era stato creato, il Topolino che la maggior parte dei lettori conosce è quello che è attualmente: giornalista entusiasta, imbattibile investigatore, amico disponibile, amabile zio, fidanzato devoto, personalità di spicco e via discorrendo senza spigolo alcuno, sempre perfetto e inappuntabile in qualsiasi cosa faccia. Mai un fallimento, mai una delusione, mai niente di meno che il plauso generale.

YAWN

Ma chissenefrega di come è arrivato a essere questo quando “questo” nella maggior parte dei casi è una noia mortale? Quando una buona parte del tempo Topolino è la parte/il personaggio meno interessante delle sue storie? Quando alcune delle storie migliori sono quelle in cui viene preso spietatamente per i fondelli (vedi quelle della magnifica Ziche)?

Onestamente, l’ultima cosa che mi sono mai domandata è da dove sia sorto quell’insopportabile precisino della fungia.
Vorrei farti solo osservare che per come rispondi e per come ti poni in una discussione non sei molto ben educata.

Sicuramente i paperi sono più amati ma certi altri  'topi' (detto molto genericamente) potrebbero essere apprezzati e conosciuti dal lettori odierni se solo fossero riproposti (magari con agganci al loro interessante passato). Di conseguenza Topolino avrebbe molte più occasioni di arricchire la sua vita quotidiana, allontanandosi un po' (e relativamente) da quei plot 'pericolosi' ma restando protagonista di soggetti comunque validi.

Il punto della questione è questo ed è valido anche per quello che ha affermato la ragazza sopra: noi tutti, compriamo un prodotto - in questo caso un fumetto - perché, in linea di massima, troviamo quello che ci piace e c'interessa.
A differenza della stragrande maggioranza dei lettori di Topolino, io compro Topolino per leggere storie di Topolino. Già, considerando che il settimanale è a lui intitolato, le storie sono centellinate e, se poi queste storie non corrispondono più a come io desidero vedere e leggere Topolino, vuol dire che è venuto il momento di smettere di comprarlo.
Non saranno certamente le storie edulcorate che raccontano di un Topolino che sta a casa con la fidanzata e gli amici e le sue insipide giornate a farmi cambiare idea: non è questo che io cerco in Topolino.
Non saranno certo le storie eventualmente dedicate ad Orazio, Manetta, Basettoni, Tip & Tap a trattenermi: è tutta roba che francamente non m'interessa.
La cosa che mi consola è che, sicuramente, per un cliente che se ne va, ne arriveranno altri 2 - 3, ben felici di leggere le storie dei paperi, di Paperinik, di tutti i vari nipoti ormai adolescenti, e di un Topolino che come fa la "meravigliosa Ziche" viene abbondantemente preso per i fondelli e che dunque, il settimanale riuscirà a sopravvivermi.

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Le altre discussioni / Re:Topolino: origini 'vere' e reali
« il: Domenica 29 Mar 2020, 20:07:15 »
E' fin troppo evidente che il Topolino scavezzacollo degli anni '30 non è un personaggio in linea con i rigidi standard attuali, bensì figlio di un'epoca dove il fumetto aveva margini d'azione diversi.
Il punto e' che Topolino cessa di essere uno scavezzacollo gia' nelle storie di Gottfredson-Walsh e poi in quelle di Scarpa e di Martina. Porrei Topolino nella seconda guerra mondiale come l'ultima storia del Topolino "giovane entusiasta irresponsabile" (non ho mai studiato troppo attentamente la cronologia e potrebbe esserci qualcosa di successivo in cui ha lo stesso carattere, cosi' come qualche storia precedente in cui appare piu' "adulto", ma lo spartiacque e' da quelle parti). Dopo, quello che  vediamo e' un Topolino piu' maturo, piu' adulto, sempre disposto a buttarsi nell'azione, ma non con quell'entusiasmo quasi da incosciente che aveva prima.
Per fare un esempio con due storie scelte quasi a casaccio, Topolino nella valle infernale e' un'ottima avventura, ma mi sembra presenti un mondo molto meno ricco e credibile (come psicologia dei personaggi, ambientazione, complessita', descrizione della societa', etc.) di Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante.

Purtroppo con Gottfredson si può 'giocare' più che con Barks: nonostante la sua opera omnia sia stata ristampata in diverse occasioni (dalla fine dei '60 ai recenti Anni d'Oro) (..) Con Carl Barks questo non avviene, secondo me grazie a tre fattori: 1)  non aver abbandonato, da parte del Maestro, molti dei suoi personaggi più importanti portandoseli dietro fino al termine della sua carriera; 2)  i cartoni delle DuckTales prima serie (quelle degli anni '80) che riprendevano plot, canovacci e personaggi delle sue storie; 3)  Don Rosa che ha riportato all'attenzione mondiale di tutti (qualora ce ne fosse stato bisogno, almeno qui in Europa) i personaggi barksiani sviluppando ulteriormente (se non creando da validissime fondamenta) l'intera esistenza di Paperone. Tutto ciò ha rimarcato o impresso ex novo certe situazioni dei paperi che non possono essere disinvoltamente scombussolate ne tantomeno ignorate. (...) E' anche vero che i character barksiani, al di là di cartoni e nuovi autori, sono considerati più attuali rispetto ad alcuni di Gottfredson, troppo legati (ma io non sono d'accordo in questo) ad un periodo anteguerra e rapidamente messi da parte a cominciare dal loro stesso creatore. Come scritto prima, la differenza riguardo l'eredità da consegnare ai posteri sta nel fatto che Gottfredson, nel dopoguerra, non solo 'rinnega' i vari Musone, Orango, Squick, Enigm, Macchia Nera, Setter ma limita al massimo le apparizioni di Orazio e Clarabella, di Gambadilegno oltre che di Minni, praticamente diventata un cameo negli anni '50, 'salvando' solo Mickey, Pippo e Basettoni, circondandoli di nuovi personaggi creati per l'occasione o che avranno un breve ciclo fumettistico.

Anche per me le vere origini di Topolino sono quelle... delle origini! :P Che poi, le prime storie di Gottfredson (fino al 1939, diciamo) sono anche abbastanza coerenti fra di loro, e mostrano effettivamente la crescita di un ragazzo di campagna che piano piano fa esperienza e comincia a mettere la testa a posto dopo essere diventato pilota di aerei!

Ho qui riportato i 3 punti salienti dei vostri interventi per poter dire la mia rispetto alle "origini reali" di Topolino in riferimento anche a quello che affermate.


Penso sia importante comprendere cosa si intenda per scavezzacollo. Etimologicamente parlando, scavezzacollo è una persona che mette a rischio l'osso del collo e, se seguiamo questo significato, Topolino scavezzacollo lo è sempre stato e, con molte riserve visti i limiti attuali, lo è tutt'ora.
Se invece lo intendiamo - come mi sembra di capire - come giovane che segue una vita molto imprudente, libera e pericolosa, Topolino rispetto ai suoi primi anni ha perso certamente la giovinezza assoluta, una buona parte dell'imprudenza che ha però lasciato il posto ad un uso più appropriato del cervello e, per il resto, sia in fatto di libertà, sia in fatto di pericolosità - nelle ultime storie è valido quello che dicevo prima - direi che non è molto cambiato.
ML parla di Topolino nella seconda guerra mondiale come spartiacque e Dippy afferma che fino al 1939 le storie sono coerenti mostrando una crescita - intesa come raggiungimento della maturità - di Topolino.


Per quel che mi riguarda mi permetto di dissentire da entrambi.


Si parla spesso che in Disney non esistono continuity ma, in realtà, una vera e propria continuity fu la serie di storie che dal 1930 al 1955 - al netto di tutte le interruzioni che ci sono state - si svilupparono attraverso le strisce giornaliere che in alcuni casi si collegano anche a storie delle tavole domenicali.
Pur non potendo assolutamente negare le incongruità che ci sono per tutto il percorso, soprattutto - ma non solo - fra il prima della guerra e il dopo guerra, ritengo che tutto l'insieme è un lungo racconto di formazione e maturazione di un personaggio principale, Topolino e di alcuni altri che lo circondano.
Noi incontriamo Topolino nel 1930 in un villaggio rurale in piena crisi economica conseguente al crollo della borsa nel 1929. E' un Topolino praticamente adolescente, pieno di sogni di avventure e che da subito ci si fionda dentro, senza troppo pensarci e senza preoccuparsi affatto di quello che potrebbe accadergli.  Gli anni che seguiranno rappresentano sostanzialmente quel processo di crescita che già si incomincia a percepire con una certa sostanza, nelle strisce scritte da Ted Osborne a partire da Le prodezze di Topolino aviatore  e, va dunque da sé che, Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante, si inserisce già a pieno titolo in questa maturazione. E' del tutto inevitabile che il paragone con Topolino nella valle infernale, metta in luce una diversa ambientazione non fosse altro perché il villaggio di Topolino, si è ormai tramutato in una vera è propria città, come inevitabile è tutto il resto perché la storia del 1930 non ha ancora dietro alle spalle uno scrittore di un certo spessore.
ML tu parli di Walsh come punto cardine della crescita di Topolino verso una maturazione completa ma, francamente, a me non sembra affatto che il Mickey di Merril De Maris sia poi così ancora immaturo rispetto a quello di Walsh, pensiamo solo a - guarda caso ;D  - Topolino e il mistero di Macchia Nera, e come in quel caso, l'uso del cervello sia assolutamente preminente per sconfiggere Macchia Nera.


Non comprendo poi,come si possa affermare che le storie solo fino al 1939 siano abbastanza coerenti come afferma Dippy.


In realtà fino a Topolino e il corvo misterioso la continuty è sostanzialmente ferrea e siamo nel 1942. Poi, sì è vero, la guerra produce delle rotture che rompono il giochino, ma, quando nel settembre 1947, con Eta Beta, l'uomo del 2000, si ricomincia, non mi sembra che quelle storie siano così in antitesi con il Topolino precedente. E' un Topolino certamente più borghese, ormai attestato, penso di poter dire, circa sui 35 anni - quindi non più giovanissimo ma ancora sostanzialmente giovane - che da lì a poco, ricomincerà, in un clima politico e sociale completamente diverso ad agire come sempre. Certo, per un personaggio nato nella grande crisi, cresciuto nel New Deal, trovarsi in piena guerra fredda, non è certo un cambiamento da poco e, infatti per questo ed altri motivi più tecnici, nel 1955 con Topolino e il piccolo David Crocket, la continuity finisce per sempre.


E qui veniamo all'amico Cornelius e a quello che scrive.


Tu fai un parallelo fra il mondo dei paperi di Barks - che comunque non è una continuity - e il mondo di Topolino di Gottfredson e individui nel fatto che mentre il primo ha insistito con tutti i suoi personaggi senza lasciarli da parte e il secondo no, una causa della differenza dell'eredità da consegnare ai posteri.


Da parte mia - oltre al discorso della continuity che fa già comunque una notevole differenza fra le due esperienze - ti obietterei che per Gottfredson, molti di quei personaggi di cui fai l'elenco - a cominciare dallo stesso Macchia Nera - erano dei personaggi usa e getta, buoni per una storia e che mai più si sarebbero riproposti. Gottfredson, non poteva certo poi immaginare che nel 1955, le strisce si sarebbero involute in gag auto-conclusive. Probabilmente, fosse stato per lui, fino al 1975 almeno - anno in cui lui smise di lavorare - la continuity sarebbe ... continuata.  8)
Se questi personaggi - chi più e chi molto meno - sono poi stati riproposti in seguito  lo dobbiamo alla scuola italiana prima e a quella danese poi ma, non era affatto una cosa scontata.


E' pur anche vero che certi personaggi sono stati man mano accantonati: a Setter si è preferito Basettoni, a Musone Pippo. I due villains Eli e Lupo, sono spariti, come sono spariti i genitori di Minnie.
La centralità del rapporto con Minnie è terminato - gli amori non durano mai troppo a lungo al top, checché se ne dica  SmEvil - e di conseguenza spesso cambiano anche gli amici, quindi ciao Orazio, ciao Clarabella e, a pensarci bene, anche Pippo nel periodo di Eta Beta, non se l'è poi vista molto bene dopo tutto e in quel poco che è stato il dopo, non ha avuto quella centralità che si è guadagnato con Paul Murry e con le storie italiane.


Tu poi hai elencato tre motivi che fanno la differenza fra l'eredità di Barks e quella di Gottfredson a cui io ne aggiungerei però, altri due.


I motivi che tu elenchi sono la dimostrazione in realtà di un'unica cosa: i paperi sono di gran lunga i più amati dai lettori Disney e per questo sono intoccabili tutti.


Topolino è un personaggio votato a fare soprattutto il detective e, nel mondo attuale del Disney italiano, un personaggio che corre spesso il pericolo di essere ammazzato, che ha spesso dei revolver in mano, che combatte cattivi proprio cattivi, non può più esistere.


  non sono mai contrario a prescindere a storie come "Topolino le origini" o "Young Donald" (a parte il nome di quest'ultima, accidenti a loro e agli inglesismi del cavolo! >:( ), perché comunque penso che i personaggi Disney non sono fatti per essere ristretti in un'ambientazione rigida, né tantomeno in una continuity serrata, e quindi mi sta bene ogni tanto qualcosa che varii un po' il menu! Se poi è una storia a mio parere carina come "Topolino le origini" (almeno la prima puntata), non ho proprio nulla da obiettare! :) , sono d'accordo con te!

Eppure però è innegabile che Topolino, fumettisticamente parlando con tutto il suo mondo, sono nati proprio in una continuity, quindi come si può affermare che, almeno loro, fra i tantissimi personaggi Disney, non possono essere percepiti in modo tale?
L'errore che ha generato il tutto, secondo il mio punto di vista, sta proprio nel fatto che il direttore Gentilini non diede retta a Scarpa. Se nel 1955 , proprio quando negli States si finì la continuity, dopo aver posto le basi di una possibile continuità qui in Italia con Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera, su quella strada si fosse continuato, oggi potremmo avere ancora una vita nella sua continuità eterna di Topolino, così come si ha per Tex e per tanti altri fumetti. Sarebbero state sufficienti  circa 210 tavole all'anno da dedicargli, equivalenti a 3 -4 storie.
Questo poi non avrebbe impedito ad altri autori di dedicarsi a storie e saghe completamente indipendenti ed arrivare dunque ad oggi ad immaginare che Topolino sia nato attorno al 1985, che nel 2004 abbia iniziato l'Università ecc. ecc.
Io non contesto l'operazione in sé ma, come ho già detto, sono rimasto assai infastidito per come il Direttore l'ha presentata, raccontandoci sostanzialmente, una grossa bufala.


Per il resto è, come sempre questione di gusti.


Io immagino che il Topolino del XXI secolo conoscerà forse poi Gambadilegno  un ragazzo un po' irrequieto ma che, in fondo ha un gran cuore - spero proprio che non sia coinvolto anche Macchia Nera - farà il giornalista in avventure sul genere di quelle recentemente viste, insipide e insapori per i miei gusti, e il processo di pimpizzazione di Topolino andrà avanti con mia buona pace e così sia.


26
Le altre discussioni / Re:Topolino: origini 'vere' e reali
« il: Venerdì 27 Mar 2020, 18:48:16 »
un'eccezione che è la cosa più ignobile che ho letto della Disney
Ricordavo che nutri forti sentimenti per Topolino e i fantasmi neri, ma non avrei mai detto che la odiassi tanto!

Battute sceme a parte, mi chiedo se tu abbia messo il link giusto. Se ci vado sopra trovo il numero 49 dei Grandi Classici Disney (Seconda Serie) (che inizia appunto coi Fantasmi neri - storia che mi sento ampiamente di difendere e che a quanto rammento tu stesso avevi in precedenza lodato) e non capisco cosa ci possa essere in quel volume da provocare un simile commento.
Ohh parbleu che errore terribile ho fatto! C:-)


Per fortuna che ci sei tu che almeno mi leggi attentamente! Ho corretto; lo sbaglio è dovuto al fatto che poco prima avevo cercato di segnalare che si poteva comprare quel Grande Classico nel sito Panini e Luxor mi ha fatto giustamente notare che era già esaurito ed evidentemente ho postato anche qui la stessa pagina.


Grazie ML! :thankYou:


Topolino e i fantasmi neri è una delle più belle storie con Macchia Nera e lo confermo, come posso dire che quel volume dei Grandi Classici è stato uno dei migliori delle serie.


ps: appena ho un attimo più di tempo riprendo il tuo intervento, quello di Cornelius e quello di Dippy. :)

27
Le altre discussioni / Re:Topolino: origini 'vere' e reali
« il: Mercoledì 25 Mar 2020, 18:22:22 »
Secondo me questo tipo di operazioni vanno a rompere le scatole un po' a tutti.... Fare una "ricerca" del genere, ampiamente pubblicizzata dal Direttore in persona in un editoriale degli scorsi numeri, è un'impresa troppo difficile e poco praticabile.

In realtà, la cosa che mi ha più disturbato, infastidito in questa operazione è stato proprio l'editoriale del Direttore:


Mi incuriosiva capire come Topolino fosse diventato il personaggio a cui siamo abituati: come avesse sviluppato le sue capacità intuitive, quali esperienze lo avessero trasformato nel giornalista, nell'amico fidato e nell'avventuriero senza paura che ben conosciamo. Detto, fatto. A tutte queste curiosità darà pian piano risposta questa serie di racconti autoconclusivi (...) e che pezzo dopo pezzo andrà a comporre  il grande puzzle della giovinezza di Topolino.

Mentre lo leggevo mi domandavo a quale lettore si rivolgesse il Direttore lui, che più di ogni altro, ben sa qual è stata la giovinezza di Topolino e come è diventato, innanzi tutto quell'avventuriero, quel amico e anche, fra le tante altre cose, un giornalista.
Tutti i lettori di Topolino sanno - o dovrebbero sapere - tutto questo se non altro per sentito dire magari, se sono fra i più giovani, dai genitori. Gli unici che possono essere scusati di non saperlo sono quei piccoli lettori che improvvisamente, un giorno passando davanti ad un'edicola, per un motivo x sono stati attratti da quel giornaletto e che poi hanno voluto continuare a comprarlo.


Ma quanti saranno questi lettori?


Lo confesso, mi sono sentito molto preso in giro e perfino offeso da quelle parole e caro
Non capisco il problema. Il Topolino di Casty è diverso da quello di Faraci che a sua volta differisce da quello di Martina che è diverso da quello di Gottfredson che è diverso dal Topolino dei corti di Paul Rudish che differisce dal Topolino di House of Mouse. Basti pensare al finale di C'era una volta in America. Vivono esperienze diverse e, a parte eccezioni, scollegate le une alle altre. Ovviamente vale lo stesso per gli altri personaggi. Basti pensare che il Paperino di Ducktales da piccolo era un appassionato di metal e non certo l'anatroccolo giallo della Gallinella saggia.

il problema - almeno il mio - è proprio questo: sentirsi preso per i fondelli dal settimanale che ormai da decenni sostengo e da un po' di tempo mi domando il perché.
I vari Topolino che si sono avvicendati in questi 92 anni possono piacermi di più o anche ben poco (non riesco a dire per nulla :'(  a parte un'eccezione che è la cosa più ignobile che ho letto della Disney) ma questo "Topolino" non lo leggerò più perché  è la storia di un personaggio che è alieno e che cerca di assomigliare in qualcosa ad un personaggio nato 92 anni fa ma che, oltre a dover scontare tutti i limiti dettati dalla censura odierna, rispetto a lui, è completamente privo di qualsiasi appeal, di carisma, di fascino e, in quanto tale, non merita un solo secondo della mia lettura.

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Le altre discussioni / Re:Topolino: origini 'vere' e reali
« il: Martedì 24 Mar 2020, 18:23:46 »

Dunque la domanda te la pongo allora qui e la estendo anche a tutti i vari recensori settimanali di Topolino: come vi ponete rispetto allo svelamento delle "vere" origini di Topolino rapportate a quelle che sono invece le ... reali. 




 La domanda è in realtà, rivolta a chiunque voglia dire la sua in merito


A mio modo di vedere, queste "origini" altro non sono che parte di una recente tendenza - in cui inserirei senza problemi anche Young Indiana - inseguita allo scopo, probabilmente, di far breccia su un pubblico più giovane, che tuttavia è controproducente almeno per due ragioni: da una parte, perché non aggiungono niente di nuovo ai personaggi, mentre dall'altra perché denotano quasi una paura da parte degli autori di spingersi verso il futuro, di prendere  le creature di Topolino e cercare di realizzare qualcosa di diverso. Ma ciò sarebbe meglio farlo con i veri personaggi, non con la loro versione giovanile di turno.
Ho riportato qui il commento di Andy98 - sperando che qui ci segui - e per ora colgo l'occasione di ringraziare Cornelius Coot per aver aperto questo topic.


Per quel che mi riguarda interverrò in seguito, sperando che nel frattempo Camera_Nove, ci dica la sua e - perché no? - che anche altri si aggiungano. ;)

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Topolino / Re:Topolino 3356
« il: Venerdì 20 Mar 2020, 19:20:12 »
La quarantena non ferma il The Fisbio Show ed anche questo venerdì sforna una nuova frizzante puntata tutta da gustare, dedicata al numero 3356 di Topolino: https://youtu.be/PSg4mb9K_pc
Ho ascoltato la tua recensione ed ero molto interessato a comprendere come ti ponevi, da giovane lettore di Topolino molto però già esperto, nei confronti di quella che sarebbe la "storia vera" delle origini di Topolino ma, su questo argomento non ho sentito quello che cercavo a parte la battuta in cui tu affermi che ci stanno raccontando quello che era Topolino prima di diventare quel detective che noi conosciamo; battuta  che, in sé per sé, potrebbe già essere significativa sul come ti poni.


Dunque la domanda te la pongo allora qui e la estendo anche a tutti i vari recensori settimanali di Topolino: come vi ponete rispetto allo svelamento delle "vere" origini di Topolino rapportate a quelle che sono invece le ... reali. :blank:


 La domanda è in realtà, rivolta a chiunque voglia dire la sua in merito


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Le altre discussioni / Re:Origini di Gambadilegno
« il: Mercoledì 18 Mar 2020, 19:39:11 »


Parlare delle origini di Gambadilegno equivale a parlare di una delle cose più controverse della storia Disney, a tal punto che si può ben dire che, su questa questione, non esiste una verità condivisa e, come andò a suo tempo, questa discussione ne è un’ulteriore dimostrazione.
Invano anche cercando in Wilkipedia - probabilmente proprio perché è un’enciclopedia a più voci - su questo argomento riusciremmo a trovare risposte univoche e altrettanto invano, consultando gli esperti Disney, troveremmo risposte univoche.

Era una maschera, nata ben prima di Topolino e presente nei primissimi cartoni di Alice e in quelli di Oswald, che solo in seguito si è stabilizzato nel personaggio che ben conosciamo. Luca Boschi docet.

Anche Luca Boschi – come altri esperti Disney – nel parlarne di questo argomento contribuisce a creare confusione scrivendo: «Pietro è un’evoluzione del personaggio con arto inferiore ligneo (ma si trattava di un rattone) apparso nelle Alice Comedies del 1925 e poi del gattaccio che rivaleggia con Topolino già nei primi short animati da Steaboat Willie (1928) in poi.».


Dunque, tanto per aumentare la confusione, qui esporrò la mia di “verità” (idea che mi sono fatto) che, in quanto tale, può benissimo essere suscettibile di revisioni e cambiamenti là dove venga smentita da motivazioni che ritenga valide, già da subito.


Una versione primigenia di gambadilegno appare già nel 1925, tanto che viene considerato il personaggio disney "vivente" più vecchio. In un corto di quell'anno infatti, compare un orso contrabbandiere con una gamba di legno che diventerà poi un gatto nel cartone "steambot willie"


Quando nasce un personaggio dei cartoni animati e dei fumetti? La risposta per me è inequivocabile e assolutamente banale: quando fa la sua prima apparizione.


Il fatto che Walt Disney e Ub Iwerks abbiano scelto come cattivo, sia al tempo delle Alice Commedies, nel cartone animato “Alice Solves the Puzzle” del 1925 e al tempo di Oswald  in “The Ocean Hop” - del 1927, un personaggio con la gamba di legno dal nome Bootleg Pete che però in Alice era un orso – non un rattone come dice Boschi - e in Oswald diventa (direi) un cane e, c'è chi parla anche di un abbozzo di Ub del 1927 che rappresenta un ratto con la gamba di legno ma su questa cosa, non ci sono certezze, dimostra solo che per loro, il cattivo doveva avere quella caratteristica e quel nome.

Oggi, questi personaggi vengono definiti archetipi, prototipi  di Peg leg Pete ma, in realtà, sta di fatto che se Oswald non fosse stato portato via a Disney, Gambadilegno, come tutti i personaggi che oggi noi conosciamo, non sarebbero mai nati perché tutta la storia della Walt Disney sarebbe stata diversa.


Fu la necessità a far si che Disney e Iwerks dovessero ideare un altro cattivo da affiancare al loro nuovo personaggio principale Mickey Mouse che, proprio perché era un topo, non poteva che essere un gattone ancora una volta con la gamba di legno e che si chiamava, ancora una volta, Pete.


Gambadilegno (o comunque una sua versione abbozzata) compare già nel primo corto in assoluto di Mickey Mouse "Steamboat Willie" (1928). Qui c'è da chiarire un dettaglio: il personaggio che compare nel corto si chiama Terrible Tom ed ha entrambe le gambe. Da quello che si sa fu una bozza di quello che sarebbe poi diventato Gambadilegno (le prime idee lo vedevano come un grosso ratto), ma in "Topolino e il fiume del tempo" (https://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL+2243-1&search=fiume%20del%20tempo), storia tributo a quella che fu l'inizio della fortuna Disney, il capitano viene identificato direttamente come Pietro Gambadilegno, con buona pace di dettagli e precisazioni 


Ora, se non sbaglio in maniera terribile, Gambadilegno compare già in "Topolino nella valle infernale" (https://coa.inducks.org/story.php?c=YM+002), e ha, fin dal suo esordio, una gamba di legno. La spiegazione più probabile è che sia stata inserita per dare un'aria più "piratesca" al personaggio. D'altronde era un fumetto per tutti, e si era ben lontani dalla sottigliezza di oggi. Il cattivo doveva essere immediatamente riconoscibile, e la gamba di legno si ricollega all'istante col mondo dei pirati (e non crea problemi di gestione come, per dire, una mano ad uncino o una benda sull'occhio che tarperebbe le ali all'espressività del volto)


E dunque quando fa la sua prima apparizione Gambadilegno?


Molti o tutti – compreso Tito Faraci - rispondono nel cartone animato “Steamboat Willie” che è comunque bene ricordarlo, non sancì affatto la prima apparizione di Topolino ma la terza.


In realtà quello che lì appare, è un gattone senza gamba di legno e che si chiama Terrible Tom e che, dunque, non solo non ha la gamba ma neanche per nome il fatidico Pete. Se dobbiamo farlo rassomigliare a qualche gatto futuro, può fare venire in mente Nip che però è molto più basso o Creamo Catnera che però è molto più muscoloso.


La prima apparizione di Gambadilegno va fatta dunque risalire, secondo la logica di questo mio ragionamento, al cartone animato “The cactus Kid” che uscì l’ 11 aprile 1930 (controprova)- ma anche qui Boschi fa confusione dicendo che  fu il 10 maggio - ed è in quella data che considero debba cadere il compleanno di Peg leg Pete.


Il giorno dopo, il 12 aprile, Gambadilegno fa la sua prima apparizione nelle strisce giornaliere in Topolino nella valle infernale.


Nella prima storia in cui compare (Topolino nella valle infernale) si sottintende che i due si conoscano già, anche se nulla viene detto del loro precedente incontro (o incontri) ne che tipo rapporto ci sia stato tra i due (erano già nemici? Lo erano ma non così tanto? Si conoscevano solo di vista?).
La cosa è confermata in Topolino contro il pirata e contrabbandiere Gambadilegno, in cui viene detto che hanno avuto a che fare l'uno con l'altro una dozzina di volte, mentre le storie a fumetti che li avevano visti insieme fino a quel momento erano solo 4. Inoltre Topolino aggiunge che l'altro aveva tutte le volte tentato di farlo fuori, quindi possiamo affermare che già dal loro primo incontro erano nemici e non lo sono diventati col tempo.

Come sempre io mi baso su quella che è la traduzione migliore in italiano e resta dunque inteso che Maximiliam può correggermi laddove l'originale inglese docet.


Topolino vive sostanzialmente in un piccolo villaggio rurale - anche se viene definito città per ben due volte - dove tutti si conoscono. Già nella prima striscia quando Lupo arriva, Topolino mostra di conoscere molto bene l'avvocato, poi imparerà che è anche un imbroglione criminale, ma questo dopo.
Lo stesso si può dire anche di Gambadilegno che evidentemente è il cattivo del villaggio e comunque, nella striscia del 24 aprile, Topolino afferma: E' talmente strabico che una volta è andato a sud per arruolarsi nella guardia candese.
In Topolino contro il contro il pirata e contrabbandiere Gambadilegno nella striscia del 5 marzo 1934 - suppongo che tu alluda a quella - Topolino afferma: Hai cercato di uccidermi una dozzina di volte, ma io sono sempre qui! Non è dunque agli incontri che Topolino si riferisce ma alle volte che Pietro ha tentato di ammazzarlo. Ho provato a contarle e più o meno sono così.
Topolino e l'accalappiacani, o anche Topolino e le disavventure di Pluto https://coa.inducks.org/story.php?c=YM+016 In questa storia appare Pietro Gambadilegno, proprio lui, con le fattezze che aveva in animazione e con la gamba di legno, a fare da accalappiacani. Ed è un personaggio positivo, buono. Nelle storie precedenti Gottfredson aveva già usato invece Pietro (la sua versione con la coda lunga a più magro) come delinquente nemico di Mickey...e lo riuserà con quelle fattezza fisiche e psicologiche anche dopo la storia dell'accalappiacani,
Spoiler: mostra
proprio in Topolino aviatore
! Ribadisco la mia idea: Gambadilegno può essere un matto che vuole conquistare un mondo, un mariolo da supermercato, e pure un amico di Topolino. Deve essere la qualità della storia e la dinamica narrativa a giustificare la scelta.


E su questo non sono assolutamente d'accordo ma è una cosa risaputa stanca: Gambadilegno, nei fumetti doveva rimanere quello per cui è nato e così vale per tutti i personaggi.
Da parte di Gottfredson c'è l'esigenza assoluta di dare un altro nome all'accalappiacani - che poi non è così tanto positivo, anzi ... - proprio per distinguerlo dal Gambadilegno che compariva nelle strisce per demarcarne la differenza di ruoli, carattere e psicologia. Fortunatamente in Gottfredson, Gambadilegno è sempre stato terribile e tale sarebbe dovuto restare con buona pace di Tito Faraci e di tutti gli altri che tale lo vedono. SmMickey

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