
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3284-6
Quando l'ho letta la prima volta si è trattata di una graditissima sorpresa: la migliore interpretazione di Indiana da anni a quella parte.
Da quanto non lo vedevamo compiere azioni come fiondarsi con la macchina nella stiva di un aeroplano in volo? Anzi, azzarderei di non averlo mai visto fare spericolatezze di quel livello.
Il fumetto diverte tantissimo, sfruttando ottimamente i caratteri dei due protagonisti. Ance le gag che potrebbero sembrare banalizzare l'archeologo in realtà sono giustificate.
Per esempio, quando afferma che la Groenlandia ha 5.000 anziché 50.000 abitanti, una volta corretto commenta "Devo aver sbagliato a contare gli zeri". Sappiamo che Indiana è colto, ma anche un tipo che non riesce a stare fermo, sempre in movimento. Perciò, ritengo plausibile che nella fretta abbia letto velocemente e senza troppa attenzione le informazioni relative alla sua destinazione, da cui la svista.
Per me, la battuta che scatena maggiore ilarità è "Interessante. Me lo segno su questo quaderno di cose di cui non mi importa nulla". Eppure, l'ho riscoperta ad una seconda lettura, poiché non la ricordavo per nulla.
La trovata del nome continuamente sbagliato (ogni volta in modo diverso) non è nuova ma, oltre ad essere giustificata dall'impronunciabilità del termine in questione, è resa divertente dal fatto che esso viene menzionato in maniera completamente differente dalla parola di partenza: per esempio una volta viene storpiata in Shukkublubbu o qualcosa del genere.
Inizialmente vediamo il protagonista giocare: un'attività insolita per lui (benchè declinata secondo i suoi interessi), ma per una volta ci può stare.
De Vita torna agli splendori del suo periodo migliore, eccetto per i visi di Minni e Topolino che non mi convincono appieno.


























