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Discussioni - Maximilian

#1

https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3284-6

Quando l'ho letta la prima volta si è trattata di una graditissima sorpresa: la migliore interpretazione di Indiana da anni a quella parte.
Da quanto non lo vedevamo compiere azioni come fiondarsi con la macchina nella stiva di un aeroplano in volo? Anzi, azzarderei di non averlo mai visto fare spericolatezze di quel livello.

Il fumetto diverte tantissimo, sfruttando ottimamente i caratteri dei due protagonisti. Ance le gag che potrebbero sembrare banalizzare l'archeologo in realtà sono giustificate.
Per esempio, quando afferma che la Groenlandia ha 5.000 anziché 50.000 abitanti, una volta corretto commenta "Devo aver sbagliato a contare gli zeri". Sappiamo che Indiana è colto, ma anche un tipo che non riesce a stare fermo, sempre in movimento. Perciò, ritengo plausibile che nella fretta abbia letto velocemente e senza troppa attenzione le informazioni relative alla sua destinazione, da cui la svista.

Per me, la battuta che scatena maggiore ilarità è "Interessante. Me lo segno su questo quaderno di cose di cui non mi importa nulla". Eppure, l'ho riscoperta ad una seconda lettura, poiché non la ricordavo per nulla.
La trovata del nome continuamente sbagliato (ogni volta in modo diverso) non è nuova ma, oltre ad essere giustificata dall'impronunciabilità del termine in questione, è resa divertente dal fatto che esso viene menzionato in maniera completamente differente dalla parola di partenza: per esempio una volta viene storpiata in Shukkublubbu o qualcosa del genere.

Inizialmente vediamo il protagonista giocare: un'attività insolita per lui (benchè declinata secondo i suoi interessi), ma per una volta ci può stare.

De Vita torna agli splendori del suo periodo migliore, eccetto per i visi di Minni e Topolino che non mi convincono appieno.
#2
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (01/1946)
Mercoledì 25 Feb 2026, 21:04:36

1
L'anno nuovo comincia con una originale storia in cui Walsh ne propone una delle sue.

2
Pippo si trova ancora alle prese con il problema abitativo. L'umorismo è garantito dalla proverbiale sbadataggine dello stesso.

3
Per quanto poco originale risulta ben confezionata.

4
Questa scatena a dovere il riso, ispirandosi a uno dei fattori fondamentali della nostra società: il denaro. Tale aspetto denota un gusto talmente moderno da farla sembrare scritta oggi.
#3
Con Pippo e il giallo nel paese delle streghe Claudia Salvatori si congeda dal fumetto calisotiano, un'opera che lascia un buon ricordo di sé.

La scopa di una strega scompare e serve un investigatore per ritrovarla. La presidentessa opterebbe per Topolino, ma Nocciola convince la comunità a scegliere Pippo: ella infatti stanca per essere denigrata a causa dei suoi fallimenti con quest'ultimo, fa in modo che anche le colleghe abbiano a che fare con lui.
Viene avviato un giallo in un contesto tutto particolare, che lo strampalato crede un villaggio vacanze (e l'indagine, un gioco organizzato per i turisti).

I ragionamenti del protagonista nell'insolito ruolo, semplici ma seguenti una logica condivisibile, si alternano a divertenti equivoci, mentre le argomentazioni che porta a sostegno dell'inesistenza della magia risultano più azzeccate del solito.

Anche Nocciola, nel comico finale riesce una volta tanto, se non ad uscirne vittoriosa, a prendersi delle soddisfazioni: credo di non rovinare la sorpresa a nessuno dicendo che nemmeno le altre streghe riescono a persuadere Pippo circa la magia. Esse lo inseguono infuriate e lui crede che partecipino a una gara di corsa (un'altra delle attività organizzate dal villaggio vacanze).
#4
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (12/1945)
Domenica 14 Dic 2025, 18:05:18

1
Dicembre inizia con una striscia bizzarra (d'altronde, stiamo parlando di Bill Walsh).
Sembra che il protagonista abbia agito così per ironia nei confronti dei cacciatori, ma non viene chiarito (non che sia un male la mancata spiegazione).

3
La presente difetta di originalità, ma resta gradevole a causa delle conseguenze eccessive di un fatto apparentemente banale e innocuo.

4
Mi dispiace dirlo, ma la trovo dimenticabile. Non la considero brutta, però mi lasica indifferente.
#5
Le altre discussioni / Umani tartufati
Domenica 16 Nov 2025, 16:11:03
Ho mutato gusti e opinioni diverse volte nel corso della vita, tuttavia sull'argomento in questione ho sempre avuto il medesimo giudizio, dalle prime vignette osservate senza saper leggere a oggi. Mi riferisco a quei personaggi raffigurati come essere umani con l'eccezione di una biglia nera in luogo del naso.
Nonostante l'abitudine che ci ho inevitabilmente fatto, non riesco a non chiedermi: sinceramente, ma cosa sono questi cosi?
In un mondo popolato da animali antropomorfi, trovo che abbiano la stessa ragion d'essere di omini verdi con le antenne.

Non conoscendo la causa del fenomeno, ho ipotizzato fosse dovuto all'incapacità dei disegnatori i quali avessero una maggiore familiarità con l'anatomia umana. Poi però scopro che i medesimi autori ritraggono i personaggi così come dovrebbero sempre essere, in determinate occasioni particolari (per esempio in Tutto questo accadrà ieri). Queste per me dovrebbero costituire la regola, non l'eccezione.
Ciò sembra dimostrare che si tratti di una scelta, anziché di mancanza di competenza.

Ho allora supposto che la flora umanizzata fosse più difficile da differenziare ma ora non lo penso più: essa offre maggiore varietà, basti solo pensare a tutte le forme e dimensioni del muso e delle orecchie, oltre a vari dettagli assenti nella nostra specie come corna, bargigli, eccetera. Alla lunga invece, trovo questa gran quantità di pseudo-umani tartufati banale e composta da individui tutti simili fra loro.

Se la cosa è ancora ancora accettabile con i personaggi nuovi, non sopporto quando le caratteristiche animalesche vengono eliminate da coloro che prima le avevano: emblematico è il caso di Manetta, perfetto cane antropomorfo alle origini, inguardabile quello alla Cavazzano.

Curiosamente il fenomeno accomuna tutti i disegnatori, i più come i meno dotati; per quanto ho potuto vedere nella mia esperienza il processo era già in atto da decenni, ma fino ai primi anni '60 si presentava in misura molto minore.

Dal momento che tengo molto di più alla sostanza che alla forma, tendo a non dare eccessivo peso a questo aspetto in fondo superficiale, per quanto lo consideri fastidioso. Sicuramente però un fumetto che presenta più animali antropomorfi del consueto mi bendispone alla lettura (senza che comunque tale fattore, da solo, mi porti ad un giudizio positivo della storia).
Per questo motivo avevo fatto quasi i salti di gioia approcciandomi a Topolino nella valle infernale, ritenendo belli, sebbene imperfetti, i suoi disegni (oggi la loro scarsità di espressività me li fa giudicare meno che soddisfacenti).

Se io fossi un illustratore mi imporrei la regola di non ricorrere mai alle creature insensate qui discusse.
#6
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (11/1945)
Sabato 8 Nov 2025, 17:32:44

1
Nella sua estrema semplicità, sa scatenare il riso.

2
Lo spasso non sta nel colpo di scena, a dire il vero prevedibile, bensì nel fatto che Pippo sia entrato e uscito dalla cabina senza accorgersi di nulla.
Rafforza l'umorismo l'atteggiamento degli animali, i quali (senza motivo apparente) si limitano ad osservare il personaggio evitando di aggredirlo.

3
Utilizzando un punto di vista diverso dal consueto Walsh esprime in modo semplice ma convincente il suo relativismo.
Si nota che le deformazioni (illustrate magistralmente) crescono con il procedere del racconto.
#7
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3493-1P

Artibani ambienta una nuova avventura nella patria di Swift, sfruttando la quale già ci aveva deliziato con Topolino e l'operazione clessidra.

La trama come la precedente verte sui folletti e, pur non allontanandosi dagli elementi tipici del fantasy (creature immaginarie, oggetti magici, potente nemico da sconfiggere), è raccontata con freschezza e presenta anche alcuni colpi di scena non scontati.
Le trovate umoristiche si alternano a momenti più cupi altrettanto riusciti come
Spoiler
l'apparente morte di Verderospo e la scoperta da parte del padre di essersi perso la vita della figlia.
[chiudi]

La componente visiva contribuisce a immergerci nel contesto. A tal proposito, ho trovato un Camboni quasi irriconoscibile da quello che ricordavo. Nelle opere più vecchie il suo tratto era caratterizzato da una certa rigidezza nelle pose e da chine eccessivamente pesanti. Che nel frattempo abbia cambiato l'inchiostratore o meno, preferisco di gran lunga il suo nuovo stile, che nella presente storia è valorizzato ulteriormente dalla colorazione.
#8
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (10/1945)
Domenica 7 Set 2025, 18:14:13

1
Alla faccia di chi vorrebbe antenati e discendenti identici fra loro, nei sembianti e nel carattere!
A parte ciò la vicenda è divertente sia per i commenti del genealogo, sia per l'imbarazzo provato da Topolino.

Su inducks il poliziotto è indicato come ritratto da Murray, a differenza del resto della striscia. Effettivamente, guardandolo bene mi trovo d'accordo, ma mi chiedo come si abbia scoperto quest'informazione: semplice opinione, per quanto di lettori esperti? Perchè non credo che un dettaglio del genere possa arrivare dalle interviste agli autori, fatte decenni dopo.

2
Pippo equivoca a causa di un doppio senso ma l'ilarità sta nella scena finale, in cui si mette a erigere staccionate in mezzo ai duellanti senza chiedersi il motivo di questa differenza d'attività.
Devo ammettere che in una cosa preferisco Murray a Gottfredson: evita di disegnare a Topolino dei pantaloni ascellari. Il viso di Pippo al contrario lascia a desiderare.
#9
Commenti sulle storie / Topolino Giubba rossa
Mercoledì 6 Ago 2025, 21:48:44
Topolino Giubba rossa è senza dubbio la migliore opera letta da tempo sui grandi classici.

Parte insolitamente da un innesco frivolo: la volontà di far colpo sulle donne tramite delle uniformi. La trovo una scelta azzeccata nonché un modo fresco di caratterizzare i protagonisti che, appena saputo della vita dura che li attende, vorrebbero ritirarsi, ma è troppo tardi. Segue quindi l'addestramento impartito dall'istruttore Testaquadren (bel nome; chissà come era chiamato in originale) durante il quale i nostri eroi pur malvolentieri tengono duro fino alla fine.

La prima missione, affidata dall'ispettore Prugnakott (altro nome divertente) consiste nel rintracciare e catturare un ricercato: tutta la sequenza dell'inseguimento è giocata su un dilemma morale, fra il dovere di consegnare un delinquente alla giustizia e la gratitudine verso il salvatore delle loro vite. In seguito, assistiamo persino ad un curioso scambio di ruoli, dove i tutori dell'ordine cercano di far scappare il ricercato mentre quest'ultimo tenta di farsi arrestare.
Non me l'aspettavo minimamente da una storia del periodo; nella mia esperienza, trovate del genere sono tipiche degli anni '90 e seguenti: se qualcuno mi avesse raccontato la trama, avrei giurato che l'autore fosse Faraci.
(In realtà i dilemmi morali erano narrati anche negli anni '40 e dintorni; tuttavia mi pare che nelle vicende più vecchie occupassero, pur nella loro intensità, uno spazio molto minore, di poche vignette e talvolta non fossero nemmeno esplicitati.)

Alla fine, dopo essere stati ripetutamente tirati fuori dai guai, Topolino e Pippo riescono sdebitarsi ed a mostrare il proprio valore sorprendendo il vero colpevole, in un bello scontro.

Ho notato, lungo tutta la trama, un certo affiatamento nella coppia dei protagonisti: agiscono quasi sempre di comune e tacito accordo prendendo l'iniziativa insieme, senza che uno dei due proponga e spieghi le sue idee all'altro.
#10
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (09/1945)
Mercoledì 16 Lug 2025, 22:30:29

1
Si torna a parlare del sogno, trattato dal protagonista in modo surreale ed egoista.

3
Topolino è di nuovo alle prese con un canarino, tuttavia non il medesimo del mese scorso (ha un altro nome): la striscia propone dunque un diverso animaletto, ma lo stesso buonumore della precedente.

4
L'autore da nuova espressione al proprio cinismo e non manca di cogliere perfettamente il rapporto fra l'amante dell'avventura e i poveri: benevolo, ma fino a un certo punto.

5
Non mi è chiaro bene il nesso causa-effetto tra l'incipit e la conclusione (camminare scalzi ingrossa i piedi?). Tuttavia, la striscia merita non solo per la comicità finale, bensì anche per il senso di libertà espresso del personaggio con grande letizia.
#11
Commenti sulle storie / Il perfetto ventriloquo
Lunedì 16 Giu 2025, 14:33:17
https://inducks.org/story.php?c=ZM+013

Questa simpatica vicenda del buon Ted si fa notare per diversi elementi.

Anzitutto per la caratterizzazione di Topolino, molto spontaneo. Fa scherzi, ma scherzi che potrebbe compiere un adulto, ottenendo un effetto credibile, ben diverso dal comportamento da bambino stupido delle origini.

Inoltre è divertente, soprattutto per la scena con Pippo e quella conclusiva.

E a proposito del pippide, si tratta della storia che sulle domenicali inaugura una nuova stagione per lui. Prima di allora sulle tavole era apparso pochissimo, probabilmente per i pochi spunti che poteva offrire. Ma contemporaneamente a Topolino ventriloquo, sulle strisce veniva pubblicata Topolino nella casa dei fantasmi, la quale aveva rifondato il personaggio. Le domenicali seguono a ruota, presentando un Pippo non semplicemente stupido, ma dotato di una peculiare logica.
Qui non si sbalordisce per un cane dotato di favella; io però rigiro la questione: perché gli altri si stupiscono? Un biologo o zoologo potrebbe provare scientificamente e razionalmente ce i cani non possono parlare, ma questo non vale per tutti gli altri. E allora da dove viene questa nozione?
Hume avrebbe risposto "Dall'abitudine" e io mi trovo d'accordo. Buona parte delle nostre convinzioni trae origine dai pregiudizi. Ma Pippo, per merito della sua grande apertura mentale, ne è immune.
#12
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (08/1945)
Domenica 18 Mag 2025, 21:39:47

1
Comincia a configurarsi la società del benessere economico, allora realmente in fase di diffusione: l'attualità si manifesta nel fumetto filtrata dal particolarissimo stile dell'autore.

2
Surreale e divertente.
Fra l'altro inizia a svilupparsi l'idea della numerosità dei pippidi. L'altro cavernicolo invece sembra preso pari pari da Topolino all'età della pietra.

3
Topolino ne inventa un'altra delle sue, in modo memorabile.
La striscia non perde occasione di burlarsi della pubblicità, oltre a mostrare un'altra stramberia tipicamente walshana: gli animali sloggiano portandosi appresso i bagagli.
#13
Commenti sulle storie / Operazione 31.12
Martedì 22 Apr 2025, 20:54:17
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2458-1

È una delle interpretazioni più felici di Basettoni.

La premessa consiste in un banale sbaglio del commissario sul lavoro: non si tratta di niente di irreparabile; l'operazione di polizia viene conclusa con successo malgrado il piccolo intoppo. Il suo stesso superiore si complimenta con il protagonista per il buon esito della faccenda.

Nei giorni seguenti, tutto continua come al solito: nessuno tra i colleghi sembra ricordare l'avvenimento; nessuno fa battute, nessuno lo cita, nemmeno indirettamente; tutti trattano Adamo con rispetto come sempre. Eppure, quello svarione non smette di tormentarlo: il personaggio ha l'impressione che i collaboratori abbiano perso la stima nei suoi confronti e che vogliano estrometterlo dai casi più importanti perché non si fidano più di lui. È vero o è tutta una fantasia di Basettoni?
Sta di fatto che Topolino e Manetta si incontrano continuamente per parlare di un progetto segreto (da cui il titolo del fumetto) concernente una certa villa, intorno alla quale si aggirano vari poliziotti; alla mala questi movimenti non sfuggono e, sospettando qualcosa di grosso, pianifica un sopralluogo.
Tutti quindi convergono alla villa per la resa dei conti; anche il commissario che, saputo all'ultimo momento dell'operazione, si inalbera per esserne stato tenuto all'oscuro e decide con grinta di entrare in azione per dimostrare quanto vale.

Mi ha colpito che buona parte della storia avvenga nella mente del protagonista, in una magistrale resa dello sconforto provato da egli, ai limiti della depressione. Ne risulta forse la migliore caratterizzazione di Basettoni, oltre che per il citato abbattimento, per l'imbarazzo iniziale, per il piglio duro con cui conduce il suo non facile mestiere, per la volontà di riscossa una volta scoperta l'operazione e per il fegato di lanciarsi, da solo, in una impresa di cui ignora quasi tutto.

Azzardo che sia la vicenda più riuscita con al centro il commissariato.

Chiudo con una curiosità: malgrado le rappresentazioni successive da babbeo, Sgrinfia viene reclutato per le sue capacità da Pietro, il quale lo considera un elemento prezioso.
#14
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (07/1945)
Sabato 22 Mar 2025, 15:56:03

2
Ricorda la storia del 23 febbraio 1944. Ma, dal momento che l'idea viene declinata in modo nuovo, per me è riuscita.

3
Bizzarra come solo il narratore supremo sapeva fare. Io comunque l'ho gradita.

4
Non l'ho compresa: Minni non ha motivo di arrabbiarsi, dato che il suo fidanzato (a differenza di tante altre volte) non sembra attratto dalla sventola di turno.

5
In questa occasione, come in altre, lo sceneggiatore nasconde parte dello svolgimento tramite un'ellissi narrativa: in tal modo si passa istantaneamente da un punto iniziale ad una iperbolica conclusione, scatenando il riso.
#15
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (06/1945)
Domenica 23 Feb 2025, 22:10:36

18
Bene, bene: Topolino, pur di ottenere soddisfazione, compie un'azione irrazionale. Se ne rende perfettamente conto, ma, dal momento che lo fa sentire apprezzato, perché non farlo?
La filosofia del personaggio è rappresentata ottimamente.
Mi pare che, non appena concluso Billy il Topo, i disegni migliorino, diventando più puliti.
Inoltre il minuto eroe indossa delle particolari scarpe mezze nere che avrebbe portato svariate volte lungo il 1945, alternandole alle classiche (probabilmente ha preso spunto da Yoyo, che nella vicenda precedente ne calzava un paio uguale).

19
Qui ci si concentra sull'ironia del protagonista, descritta in modo magistrale.
Assistiamo ad un capovolgimento dei punti di vista, elemento portante del relativismo tanto caro all'autore.

20
Di nuovo si punta sull'ionia, ma con esiti meno riusciti rispetto a ieri. Comunque, nella sua inferiorità l'ho gradita.

21
Stavolta l'autore prende bonariamente (e giocosamente) in giro l'ipocrisia, uno dei difetti umani più criticati nella sua opera. E il personaggio che ha a disposizione è talmente complesso e multiforme da diventare, con estrema naturalezza, strumento per satirizzare questo comportamento.
Slurp slurp, ne voglio ancora.
#16
Commenti sulle storie / Topolino e il colpo al buio
Lunedì 27 Gen 2025, 21:48:05

https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2213-6

Gambadilegno si fa assumere da un'organizzazione criminale per la quale fornisce manovalanza. Tuttavia, per un equivoco l'oggetto dell'ultimo furto viene smarrito e Krecklite, il capo della banda, è convinto che Pietro l'abbia intascato, tradendo il suo datore di lavoro. Nei guai fino al collo, al furfante non resta che l'alternativa di stringere un patto con il suo peggior nemico: Topolino dovrà salvarlo dalla spiacevole situazione, in cambio della consegna di Krecklite alla giustizia.

Comincia così una delle migliori vicende che trattano un'alleanza temporanea fra i 2 eterni nemici: il rapporto tra i personaggi è davvero ben descritto, con Pietro abbastanza disperato da richiedere l'aiuto dell'odiato avversario ma con il quale parla francamente, evitando lacrimevoli suppliche. Topolino, dal canto suo, si dimostra stizzito durante tutto il tempo, seccato dal dover dare una mano a qualcuno che gli ha fatto correre tanti pericoli in passato.
È sublime il momento in cui, dopo che Gambadilegno gli ha detto "Non puoi lasciarmi nelle grinfie di quell'uomo!", lui risponde con espressione sfrontata "Certo che posso!". Mi sono innamorato di quella vignetta. In realtà Topolino non lo abbandonerà, tuttavia la minaccia di farlo, per godere della paura provata dal suo interlocutore in quell'istante, resta impagabile.
Pietro, dal canto suo, non appena si presenta l'occasione scappa lasciando il protagonista (che pure gli ha fatto un favore) al suo destino. Topolino, beffardo, nella conclusione si vendica mettendo nuovamente il suo nemico in una situazione spinosa.

Noto inoltre un clima di pericolo dovuto alla continuamente evocata morte: nonostante parole come "uccidere" (e nemmeno sinonimi e né perifrasi più morbidi come "eliminare") non siano mai pronunciate, le minacce risultano chiarissime: quando Pietro domanda cosa succederebbe se non eseguisse gli ordini, Krecklite risponde "Meglio per voi che non accada"; in un'altra occasione egli dice ai suoi uomini "Sapete cosa fare". L'ho trovato da questo punto di vista un thriller praticamente senza filtri.

Avrebbe però beneficiato di qualche tavola in più nel finale; diversi elementi non vengono spiegati: alcuni si capiscono (il prikog-T viene modificato in modo da avere un effetto temporaneo), altri risultano fumosi. Il capo della banda viene arrestato, ma con quali accuse, con quali prove?
L'unica interpretazione è che Gambadilegno abbia confessato la loro collaborazione, però anche lui è stato catturato quella stessa notte: tra l'interrogatorio, l'ottenimento di un mandato e la ricerca del delinquente dovrebbero passare come minimo dei giorni.

È uno di quei fumetti che, per toni e argomenti, hanno preparato il terreno per MMMM, uscito solamente un anno più tardi.

Mulazzi è un'autrice che non si è mai fatta notare da me particolarmente, tuttavia questa volta bisogna riconoscerne il valore.
La scelta del disegnatore non poteva essere più felice.
#17
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (01-03/1945)
Domenica 29 Dic 2024, 22:48:56

Ecco che, non appena terminata una delle sue storie più tenebrose, Bill vira verso opere di grande leggerezza. La disinvoltura e la rapidità con cui passa dal dramma più inquietante al comico più spensierato (e viceversa) sono proprio tra le caratteristiche maggiormente riconoscibili del narratore della vita e della morte.

29 gennaio
Tratta di accalappiacani (forse lo stesso del 7 marzo dell'anno scorso) ma questa volta la lotta non è con Pluto bensì con il padrone. L'esito del dissidio regala buonumore.

30 gennaio
Ora invece la sfida si gioca fra Topolino e un presunto veggente dal nome particolare. Il primo affronta il secondo con il sorriso e la sua tipica ironia: gradisco.

31 gennaio
Ben al di sotto della media dell'autore. Vediamo comunque un esempio del suo tratto più caratteristico: il contrasto.

1 febbraio
Ecco un elemento in cui Walsh può riversare il suo surrealismo: il sogno. La striscia non è molto fantasiosa, ma comunque riuscita.
#18
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (07/1944)
Martedì 3 Dic 2024, 21:26:13

17
Topolino si stufa e si sfoga in modo violento su Pippo. Questa impulsività, mostrataci di tanto in tanto dall'autore, contribuisce a quella che è la principale caratteristica del personaggio: la spontaneità.

18
Ora tocca a Pluto, il quale i questo periodo gode di una certa importanza, fungere da protagonista.
Anche stavolta, sebbene meno che in altri casi, mi ritengo soddisfatto.

19
Cos'è quello strano arnese?

20
Buona. Ma è Basettoni quello che guarda minacciosamente?
#19
Commenti sulle storie / Strisce di Walsh (02-03/1944)
Giovedì 7 Nov 2024, 22:01:59

Ed ecco che l'incommensurabile approda a questa nuova tipologia di narrazione e se ne appropria subito.
Una delle maggiori differenze con la produzione precedente consiste in un più prominente protagonismo del personaggio con cui Walsh ha dato il suo meglio, mostrandolo in tutta la sua spumeggianza.

21 febbraio
Già la prima è tutta un programma. Adoro come Topolino si fa beffe di Pluto e Tip battendoli con le loro stesse armi.
È talmente bella che non so nemmeno come commentarla.

22 febbraio
È la sesta storia di Walsh nonché la sua prima priva di riferimenti alla guerra. E io non l'ho capita.

23 febbraio
Sottotono rispetto agli standard dell'autore, però voglio notare come la prima vignetta sia disegnata in modo così espressivo da mettermi appetito.
#20
Commenti sulle storie / Strisce di Shaw (05/1943)
Giovedì 3 Ott 2024, 21:40:28
1
Ci si occupa di nuovo di coprifuoco, con Pippo che si aggrega. Però il risultato è molto al di sotto delle potenzialità del personaggio.

3
Stesso discorso per Tip e Tap.

4
Questa invece è genuinamente divertente, con una trovata all'altezza dell'ingenuo spilungone.

5
I nipoti, quando si tratta di raggiungere i propri scopi, denotano ingegno.

6
Buona.
#21
Sono curioso di sapere da quale storia sono tratte le vignette mostrate a 7:20 e 18:00 di questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=NHdOQwA5dts

Qualcuno mi aiuterebbe a identificarla per piacere?
#22
Commenti sulle storie / Topolino e l'eredità di Pippo
Martedì 17 Set 2024, 22:40:48

https://inducks.org/story.php?c=YM+093

È l'unica storia a puntate di Walsh con protagonista Pippo. E secondo me si tratta di un'opera fondante per il personaggio.

Infatti in precedenza era sempre stato bizzarro, ma con il denaro intratteneva un rapporto molto simile a quello che hanno le persone normali. Per quanto la ricchezza non rappresentasse la sua principale ambizione, non la disdegnava e talvolta ne mostrava il desiderio. Nei fumetti posteriori invece i soldi gli sono abbastanza indifferenti.
Il cambiamento avviene (a meno di future scoperte che correggano questa mia ricostruzione) proprio qui. Inizialmente lo troviamo felice per la grossa eredità ricevuta ma alla fine avrà maturato una filosofia di vita che lo porterà a distaccarsene.
La parte centrale del racconto è costituita da un serie di situazioni basate sulla nuova condizione economica del protagonista: fra queste preferisco quella in cui Topolino (in un ruolo minore ma che riesce a farsi notare) spazientito gli spacca la scacchiera in testa.

In seguito lo strampalato si rende conto che i quattrini non possono comprare tutto, nella trovata più divertente dell'intera storia: sentendosi solo, chiama dei numeri scelti a caso dall'elenco telefonico.
A quel punto Pippo prende la sua decisione che condizionerà il suo atteggiamento futuro nei confronti del denaro, al che Topolino commenta sinceramente chiedendosi (come accade più volte al lettore) se l'amico sia completamente stupido o enormemente intelligente. Quest'ultimo nella commovente replica dimostra tutto il suo candore.
#23
Commenti sulle storie / Strisce di Shaw (04/1943)
Martedì 20 Ago 2024, 22:03:01
1
Esilarante, non c'è altro da commentare.

2
Viene introdotto un nuovo argomento: Pippo alla ricerca di una nuova casa, filone che non avrà vita breve, tanto a ripresentarsi saltuariamente per i due anni successivi.
Riesce a divertire, malgrado, si basi su un doppio senso, neanche tanto arguto. A scatenare il riso è la scena finale in sé, non tanto il gioco di parole che l'ha originata.

3
Nuovo tema ancora: il coprifuoco, con tanto di Topolino che pattuglia le strade per assicurarsi che venga rispettato.

5
Si parla ancora di guerra, argomento che doveva essere davvero pervasivo per chi ha vissuto quel tempo. Fortunatamente però viene declinato in modo sempre diverso, stavolta facendosi beffe dell'automobile dello spilungone.
#24
Commenti sulle storie / Strisce di Shaw (03/1943)
Mercoledì 3 Lug 2024, 22:55:39
1
Passabile.

2
Questa coglie Tip e Tap in una delle loro rappresentazioni migliori: ilare.

3
Non banale, ma non è riuscita a divertirmi veramente.

4
Pippo ne fa una delle sue, ma è ben lungi dal suo meglio.

5
Dimenticabile.

6
Si tratta, a sorpresa, del seguito della precedente. E la trovo anche più azzeccata.
#25
Commenti sulle storie / Strisce di Shaw (02/1943)
Sabato 8 Giu 2024, 18:28:30
1
Febbraio si apre con un esempio di lavoro in subappalto. Per me riuscito.

2
Nella media.

3
Avete capito come la penso su questo genere di storie, quindi non mi ripeto.

4
Diverte e non poco, sebbene in modo diverso del solito.

5
Comincia un nuovo filone narrativo: quello della volontà dei nipoti di ottenere vestiti da grandi. Però mi sfugge il senso della battuta sui saldatori.

6
Il nuovo argomento viene subito ripreso, in una storia che non fa ridere troppo ma regala un attimo di buonumore.
#26
Commenti sulle storie / Il castello di Topenstein
Sabato 18 Mag 2024, 21:22:49
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2410-3

È la prima vicenda di Salvagnini a finire sotto il logo Topohorror, scritto all'interno di un bel simbolo che ricorda quello di Batman.

I due protagonisti finiscono per caso in un villaggio dagli abitanti sono terrorizzati a causa del dottor Topenstein (il cui castello viene presentato mentre un fulmine lo illumina), il quale tenta di costruire per motivi ignoti un essere artificiale (ovvia citazione al Moderno Prometeo di Shelley).
Topolino decide di penetrare nella dimora del dottore per vederci chiaro, seguito da un reticente Pippo.

In sole 8 pagine Salvagnini costruisce una storia molto comica, sfruttando i classici stilemi dell'horror. Fino alla sorpresa conclusiva, tuttavia, l'autore riesce a non lasciar trapelare se il fumetto avrebbe preso una piega più seria. Il colpo di scena sui veri progetti di Topenstein, oltre a divertire, risulta perfettamente logico con i presupposti che hanno dato il via alla vicenda.
Inoltre vengono offerte delle buone caratterizzazioni dei personaggi, dal protagonista ardimentoso ai paesani impauriti (soprattutto il nervoso benzinaio).
#27
Commenti sulle storie / Strisce di Shaw (01/1943)
Domenica 21 Apr 2024, 17:23:20
1
Tip e Tap vengono tratteggiati in modo realistico, giustificando il loro comportamento appropriandosi del ruolo tradizionalmente attribuito all'adulto.

2
Non sono sicuro di averla compresa: ma forse il senso sta proprio nel sorprendere con una situazione bizzarra e inspiegata.

4
Anche qui, mi sfugge la particolarità della macchina di Clarabella. Però c'è un errore di continuità abbastanza grosso, in quanto si afferma che ella non ha mai avuto fidanzati.

5
La mia reazione è la medesima di Topolino nell'ultima vignetta.

6
Tip e Tap mostrano il loro lato approfittatore: carina.

7
Pippo fa uso del suo ingegno, in una vicenda non originalissima ma che sa strappare un sorriso.

8
Di nuovo, l'idea in sé è molto semplice però il comportamento di Pluto che mangia le scarpe con disinvoltura riesce nel suo intento di divertire.

9
Questa rappresenta un passo avanti rispetto alle precedenti. L'idea di Pippo con i reggicalze fa già ridere da sola; inoltre la sua espressione nell'ultima vignetta, inserita in quella situazione, accentua l'aspetto comino.
#28
Commenti sulle storie / Strisce di Shaw (12/1942)
Domenica 21 Gen 2024, 17:27:01
Dal momento che in questo caso le opere prodotte dalla coppia sono numerose, sarebbe poco pratica una singola discussione per tutte. Una per ogni mese di strisce mi pare un buon compromesso

7
Pippo tenta nuovamente di arruolarsi nell'esercito (argomento che si ripeterà nei mesi successivi) e viene rifiutato per gli stesi motivi esposti nel Mistero del corvo, a testimonianza di una certa continuità narrativa, malgrado tutto.
In tale occasione il personaggio sfoggia tutta la sua particolare logica, con grandi risultati comici.

8
Carina.

9
Anche questa non memorabile ma simpatica.
Noto che Topolino è vestito come nella striscia del giorno precedenza: allora le due sono collegate?

10
Il fumetto del 10 dicembre ha tanto da insegnare, soprattutto agli autori meno capaci. Infatti, mostra un personaggio fare qualcosa di stupido, senza però rendere idiota il medesimo. A Minni viene affidato un compito che le sembra insensato, ma non si mette a farlo senza porsi dubbi. Si rende conto che qualcosa le sfugge, perciò prima di agire chiede ad altri che si intendono di automobili più di lei per essere sicura di aver capito bene.
Indipendentemente da tutto ciò, comunque, la gag fa ridere. Ma lo fa senza banalizzare il personaggio.

11
Quella successiva invece non è particolarmente divertente. Però si segnala che in entrambe trattano la scarsità di beni dovuti allo sforzo bellico, argomento molto presente nella produzione seguente.

12
La nuova striscia è molto particolare: per tutta la durata non si capisce dove andrà a parare.
#29
Commenti sulle storie / Strisce di Karp
Martedì 12 Dic 2023, 21:26:59
Da tempo pensavo di discorrete sulle storie non a puntate uscite sui quotidiani. Ma poiché una discussione per ognuna mi pare esagerato, anzitutto le divido per autori: nel caso specifico sono solo 6.
(A dire il vero la mia edizione riporta che i soggetti sono opera di Gottfredson, mentre l'inducks no. Dal momento che mi fido più del secondo, intitolo la discussione al solo Karp.)

30 novembre
La prima striscia autoconclusiva da 12 anni. Essa riporta in scena Tip e Tap, fino ad allora utilizzati pochissimo nella produzione quotidiana, i quali da questo momento e per gli anni a venire compariranno piuttosto spesso, tanto da far supporre che per tal periodo vivano stabilmente da Topolino.
La divertente vicenda in questione li coglie nella loro ingenuità tipicamente infantile, originando un ragionamento degno di Lewis Carroll.

1 dicembre
Continuano i riferimenti alla guerra e torna un personaggio assente da tempo, che da luogo ad una rivelazione surreale e spiazzante.

2 dicembre
Una volta tanto vediamo Clarabella lavorare, ma la circostanza inedita viene sfruttata per una situazione il cui umorismo non convince troppo.

3 dicembre
Anche questa non brilla particolarmente. Curioso poi che uno dei personaggi sia stato nominato come un film di Lang.

4 dicembre
Qui si nota una ripresa, con Tip e Tap (che già stanno aumentando le loro apparizioni) tentano di farsi spiegare un concetto prettamente legato all'investigazione; lo zio sembra la persona indicata per farlo, tuttavia determinare come Pluto si sia ridotto in quello stato non somiglia ai casi in cui è invischiato di solito.

5 dicembre
La struttura della vicenda anticipa certe opere di Walsh, con la ripetizione di un evento nelle prime vignette che scatena un effetto nell'ultima. Nella fattispecie però non funziona del tutto poiché la conseguenza è ovvia.

Si conclude qui la collaborazione tra Gottfredson e Karp, la quale molto probabilmente è nata per essere temporanea, dal momento che solo dopo 12 strisce termina.
#30
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1302-AP

Ovvero la mia preferita di Bruno Concina.

Il giallo, per quanto non eccessivamente complicato, risulta ben congegnato, ma a far da padrone sono le caratterizzazioni, del protagonista su tutti. E la cura in ciò si vede ancora prima dell'inizio della trama vera e propria, nella breve sequenza a tema vacanziero. Il duo di amici è attraversato da un diverbio poiché Pippo è talmente buono da non voler sacrificare i vermi per la pesca; questo induce in Topolino la tentazione di strangolarlo!
In seguito dimostra passione per il mistero nonché ironia: come dimenticare l'istrionismo con cui mette in scena uno spettacolo di magia al ritrovamento delle opere?
Senza contare battute come "Per pagare e morire c'è sempre tempo" pronunciate con atteggiamento sardonico e poco condiscendente nei confronti del ricattatore.

Mi ha soddisfatto anche Manetta, non stupido ma supponente.

Non ho invece gradito il commissario, il quale come da peggior tradizione italiana chiede aiuto a Topolino quasi immediatamente, senza indagini approfondite.
Alto problema (legato al precedente) consiste nel fatto che tutto il corpo di polizia sembra comprendere due sole persone.

Comunque, quando si scoprono i chiodi arrugginiti dietro le tele, avevo capito che le opere non si erano mosse dal loro posto; anche se ovviamente mi sfuggiva il come.

De Vita già ai tempi si innalzava su tutti i colleghi, penalizzato però dalla sbiadita colorazione dell'epoca.




La walshanità scorre potente nella vignetta soprastante