"Pk - Chiedilo alle stelle" di Testi/Preziosi... REGGE BENE, FINALMENTE! Pur in un debito di frittola spaventoso con due storie che riconoscerete tutti in 0,3 millesimi di secondo, la trama va, funziona, apre squarci interessanti sul rapporto Zondag/Zenith e davvero spinge per sapere come continuerà.
Però ha dei difetti, che sarebbero stati tutti eliminabili tranne uno, se solo ci si fosse resi conto che è proprio per colpa di uno di essi che noi Pker poi ci becchiamo dei retrogradi incapaci di evolvere.
Difetto numero uno, quello ineliminabile: la storia è ambientata nel passato. Scusatemi, è un boccone che fatico veramente a mandare giù. Per me, è la negazione suprema del concetto di Pk come saga, ma cerchiamo di chiudere un occhio. A fatica suprema. Totale.
Difetto numero due: nella prima pagina, un personaggio viene chiamato "zio". E mi si sono rivoltate le viscere, perché la poesia di quel personaggio era data dal suo non essere zio, bensì qualcos'altro, che ci era stato detto in faccia senza troppi problemi ai suoi tempi. Sarebbe interessante sapere se sia stata una svista (assolutamente imperdonabile, sia chiaro, e scusatemi se non transigo perché, come ho detto, un personaggio ne esce distrutto nella sua essenza), o una scelta imposta dalla redazione proprio per "raddolcire" un certo rapporto tra due
characters, scelta che, scusate la franchezza, sarebbe assolutamente ai confini dell'assurdo, per non dire del demenziale più estremo.
Terzo errore: un certo personaggio ha il colore dei "capelli" sbagliato. Peccato veniale. Però, era così difficile dare una palette cromatica corretta al colorista, o dare la storia a un colorista pker? Mah...
Quarto errore: il citazionismo estenuante nei dialoghi. Okay, Artibani lo ha usato una volta sola in "L'esperimento Abominio", giusto all'inizio della storia: è stato carino. RIPETERLO ALLO STREMO E SENZA MOTIVO IN QUESTA STORIA ALLA FINE LO HA RESO INSOPPORTABILE. Alla lunga l'impressione data è stata che Testi abbia voluto ribadire e dimostrare di sapere Pkna a memoria, ma son proprio queste citazioni ostentate senza motivo a passare l'idea che i pkers guardino al passato e idealizzino solo quello senza saper volgersi al futuro. Se vuoi fare una citazione, falla in modo che passi inosservata, che non disturbi se la si coglie, senza metterla al centro continuo del discorso. A far così, appesantisci e basta, e stanchi anche gli appassionati. Guardate sempre a Mitsuo e Onigumo in "Mazinga Z: infinity": è la citazione perfetta, perché, se uno la coglie, sorride, ma, se non la coglie, si gode il film lo stesso. Ma qui ti vengono sbattute così platealmente in faccia che non le reggi più. Siamo ancora in tempo a correggere i dialoghi delle storie a venire? Si vero? Eh eh eh?
Buoni i disegni. L'unico personaggio sul quale ho delle perplessità, purtroppo, è una certa coprotagonista che, invece di trasudare potenza e cinismo da ogni singola linea, ha un parco espressioni stile Sailor Moon... Peccato, perché tutto il resto va.
Insomma, del buono c'è stavolta. I personaggi sono rispettati, salvo uno (ed è un vero sacrilegio, lasciatemelo dire), e la trama ha un po' tutto quel che serve per essere degna di Pk. Sembra che siamo sulla strada giusta, finalmente, sperando di non deragliare, e che la strada divenga meno piena di buche inutili.
Ps: Testi, il colore ocra è quello sotto...