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Messaggi - V

#2
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Venerdì 14 Ago 2026, 10:52:22
Citazione di: MB il Giovedì 13 Ago 2026, 22:40:15
Citazione di: V il Giovedì 13 Ago 2026, 16:46:09
Citazione di: rebusX il Giovedì 13 Ago 2026, 14:03:39
Citazione di: V il Lunedì 10 Ago 2026, 16:55:57Ma il topolino giornale in parte a colori nel 1936 cos'aveva che non andava...?

Ma certo che non aveva niente che non andasse, ho solo ricordato che il pubblico italiano è abituato da sempre al bianco e nero, e non si è mai fatto troppi problemi. Non so perché all'epoca abbiano deciso di colorare Gottfredson, io credo che avrebbe avuto molto successo ugualmente. Oggi, invece, ha probabilmente più senso riproporlo a colori, soprattutto in edicola, anche se noi appassionati (perlomeno quelli un po' filologi) gradiremmo rileggere queste storie come erano state concepite inizialmente.

Ormai siamo un poco OT, ma vorrei aggiungere che, visti questi esempi, il pubblico italiano è abituato da sempre al colore
Non esattamente: Diabolik, Tex, Rat-Man...

Infatti non ho scritto che il pubblico italiano sia abituato solo al colore. Avrei dovuto scrivere che il pubblico italiano è abituato anche al colore.

Nessuno scrive che il bianco e nero non esista per il fumetto (pensiamo anche ai manga), ma che per il fumetto disney, e Gottfredson in particolare, c'è una lunghissima tradizione di strisce colorate, fin dal 1936. Pensare di proporre al grande pubblico delle edicole Gottfredson in bianco e nero mi sembra utopistico. Insomma, non mi sembra un concetto difficile.
#3
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Giovedì 13 Ago 2026, 16:46:09
Citazione di: rebusX il Giovedì 13 Ago 2026, 14:03:39
Citazione di: V il Lunedì 10 Ago 2026, 16:55:57Ma il topolino giornale in parte a colori nel 1936 cos'aveva che non andava...?

Ma certo che non aveva niente che non andasse, ho solo ricordato che il pubblico italiano è abituato da sempre al bianco e nero, e non si è mai fatto troppi problemi. Non so perché all'epoca abbiano deciso di colorare Gottfredson, io credo che avrebbe avuto molto successo ugualmente. Oggi, invece, ha probabilmente più senso riproporlo a colori, soprattutto in edicola, anche se noi appassionati (perlomeno quelli un po' filologi) gradiremmo rileggere queste storie come erano state concepite inizialmente.

Ormai siamo un poco OT, ma vorrei aggiungere che, visti questi esempi, il pubblico italiano è abituato da sempre al colore, soprattutto con il fumetto disney (ma non solo, se pensiamo ad Asterix) ;)

Insomma, credo che, tra Topolino giornale, topolino libretto (fin da subito sia a colori che in bianco e nero), che svariate ristampe di Gottfredson (anche blasonate come comic art) hanno visto il colore come metodo preferito. Sbagliato? forse, ma credo che sia il metodo migliore per assicurarsi la migliore e più ampia diffusione possibile.

Pensare che il bianco e nero possa piacere di più al pubblico generico mi pare davvero lunare...
#4
Topolino / Topolino 3689
Martedì 11 Ago 2026, 12:41:02
Recensione Topolino 3689




 L’allegra e solare copertina di Topolino 3689 chiude il grande disegno componibile in tre parti, con i nipotini e Newton intenti a giocare in spiaggia, tra coni gelati, castelli di sabbia e robottini volanti. Di conseguenza, nessuna delle storie presenti ha l’onore della copertina: in un numero un po’ sottotono come questo non sarebbe un male, ma forse la prima storia l’avrebbe meritata.

 Circus – L’ultimo spettacolo, scritta da Giovanni Di Gregorio e disegnata da Paolo Mottura, chiude in due tempi la serie che da ottobre 2024 compariva in maniera sporadica sul settimanale (oltre ad essere ristampata integralmente su Topolino Extra). L’idea di Topolino che viaggia con una sgangherata e misteriosa compagnia circense per gli Stati Uniti degli anni Venti del XX secolo, sospesi tra mondo rurale, sviluppi industriali e crisi economiche è risultata molto interessante, in grado di fornire materiale prezioso.

 
Decisamente vero

 L’ultima vicenda serve a tirare le fila dei personaggi, a svelarci alcuni misteri e a raccontare, bene, come possano crearsi dei rapporti personali tra persone tanto diverse.

 Di Gregorio racconta il tutto in maniera sciolta e intrigante – molto bella la descrizione cruda e realistica del porto – anche se resiste qualche accenno retorico e un po’ troppo superficiale nella risoluzione della vicenda. Mottura da par suo cura i personaggi nuovi come Mr. Egg, Molosso e Wanda e Xanda con attenzione (e si permette di rappresentare un personaggio minore come Sutton con grande inventiva e una stupenda camicia leopardata quasi ipnotica). A brillare sono però in particolare le sue tavole in colori e toni pastello, eteree come sogni e usate per descrivere i pensieri o le voci narranti.

 In generale, la serie ha funzionato, ed è stata in grado di presentare personaggi inediti curati e non banali, riuscendo inoltre a descrivere con attenzione e concretezza amicizie fra individui di varia provenienza ed estrazione sociale. Un plauso va anche a Ivan Bigarella, disegnatore dei tre episodi centrali.

 
Graffianti battute

 Le altre storie sono invece leggère e scaccia pensieri. Zio Paperone e la moneta senza storia è una breve in cui Vito Stabile, con i disegni di Ottavio Panaro, gioca con Paperone e con la sua conoscenza perfetta di ogni sua moneta e di come l’ha guadagnata. Il twist finale risulta brillante e valorizza tutta la vicenda.

 Vacanze da strega – Eldorado è una nuova storia da autrice completa di Giulia Lomurno. Si tratta di una breve umoristica senza particolari pretese, ma che risulta molto divertente e vivace. Il ritmo incalzante da una gag per vignetta funziona, e mi ha ricordato storie simili che sono state realizzare realizzate nelle estati del 2002 come Il manuale delle vacanze o del 1997 come Cattivi in vacanza: avventure semplici, disimpegnate ma che lasciano un piacevole sorriso al termine della lettura.

 Paperino e i viaggiatori dell’Olimpo è invece una nuova storia della serie Travel Around Europe. Alessandro Ferrari, con i disegni di Umberto Sacchelli e Giulia Lomurno, racconta una vicenda inutilmente contorta, con frequenti cambi di ambientazioni e improbabili motivazioni. Lo scopo è mostrare le bellezze architettoniche e gastronomiche della Grecia, a partire dal monte Olimpo recente patrimonio Unesco. Apprezzo molto la scelta anche di rappresentare opere moderne, come il meraviglioso ponte Rion Antirion, detto anche ponte di Poseidone, con i suoi 2883 metri il ponte strallato più lungo del mondo. Il giro turistico, fortunatamente, compensa la zoppicante trama.

 
Meravigliose architetture moderne

 Paperino e il pisolino impossibile chiude il numero. Danilo Deninotti presenta una classica schermaglia tra Paperino e il suo vicino Anacleto, servito bene dai disegni dinamici e ricchi di particolari di Marco Palazzi. La storia inizia con lentezza, ma prende ritmo quando diventa chiaro come la lite sia un crescendo di situazioni surreali, tra sconvolgimenti climatici, durian e pappagalli.

 A livello di rubriche, abbiamo un nuovo articolo dedicato a 10 curiosità su un argomento affine ad una storia (in questo caso il circo), dove vengono anche citate altre storie disneyane, e una piacevole intervista impossibile alla giungla realizzata da Santo Scarcella, un modo divertente per imparare qualcosa sul funzionamento della natura. Alla fine abbiamo anche una breve, e criptica, intervista a Marco Nucci, che anticipa la storia conclusiva del ciclo di Macchia Nera disegnato da Casty, che vedrà la luce sul prossimo numero, dal titolo Quattro note in nero.

 In sintesi, si tratta di un numero leggero di Topolino, che vuole proporre materiale in linea con le settimane spensierate estive, senza scuola o altri impegni. A dare comunque valore al libretto è, in ogni modo, l’ultima parte di Circus.

 



Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/08/11/topolino-3689/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

#5
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Lunedì 10 Ago 2026, 16:55:57
Citazione di: MarioCX il Lunedì 10 Ago 2026, 14:17:54Ci può anche stare, lo ammetto, che la mia predilezione per il b/n nelle storie di Gott sia indotta dalla mia esperienza personale.
Ad inizio anni settanta lessi per la prima volta quelle bellissime avventure negli Oscar Mondadori del periodo: "Gli anni ruggenti di Topolino", "I pensieri di Pippo" e naturalmente "Le follie di Eta Beta" ed erano tutte in un b/n che mi affascinava, che sapeva di antico e avrò avuto più o meno sette anni.
Mi domando perché non potrebbe affascinare anche i giovanissimi di oggi.

Ecco, se parliamo di predilezioni personali, allora ovviamente abbiamo tutti ragione :)

Sul fascino verso i giovanissimi di oggi, ti invito a fare un esperimento, e fornire a qualche giovanissimo degli albi in bianco e nero e a colori, e vedere che cosa succede. Vista la situazione complicata, comunque, il colore resta l'ultimo dei problemi. Appassionare alla lettura è il primo passo.

Citazione di: rebusX il Lunedì 10 Ago 2026, 14:30:43Poi gli italiani sono sempre stati abituati al fumetto in bianco e nero: anche la maggior parte dei fumetti nostrani lo erano (molti lo sono tuttora), da Dick Fulmine a Tex, e anche quelli per un pubblico più infantile, come Soldino o Tiramolla.

Ma il topolino giornale in parte a colori nel 1936 cos'aveva che non andava...?

Soldino e Tiramolla erano in bianco e nero, ma Topolino era a colori, e quello con il maggior numero di copie era quest'ultimo. Non so se sia tutto merito del colore, ma sicuramente giocava una parte... Forse il bianco e nero serviva ad essere competitivi sui prezzi, sacrificando il colore.

Su Tex e i bonellidi, altro pubblico, per cui il paragone regge poco. Anche i vari diabolik e gli altri neri non erano a colori, ma rispondevano ad un pubblico ben preciso, ed era anche un modo per tenere il prezzo basso.
#6
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Lunedì 10 Ago 2026, 10:08:52
Citazione di: Gus Goose il Domenica  9 Ago 2026, 20:09:40A proposito della collana Popeye, che ai tempi seguii con entusiasmo, apprezzai l'impostazione del Boschi, le strisce vennero presentate in b/n e le tavole domenicali (quelle di Segar) riproducevano la colorazione originale, unica pecca almeno per me non avere iniziato dal 1929, ma pazienza, il Popeye della Gazzetta e' una delle migliori iniziative fumettistiche da edicola degli ultimi anni

Credo fossero in bianco e nero, banalmente, perche non erano mai state colorate prima. Per cui, l'editore risparmiava e poteva proporre un prezzo minore. Inoltre, il pubblico di riferimento risulta diverso. Popeye viene considerato per lettori più grandi rispetto a Topolino. Non sono però un esperto di Braccio di Ferro e delle sue edizioni italiane, quindi non ho idea di eventuali colorazioni (mi ricordo che gli oscar mondadori erano in bianco e nero).

Citazione di: MarioCX il Domenica  9 Ago 2026, 23:34:25
Citazione di: V il Domenica  9 Ago 2026, 16:04:37Vi consiglio di rassegnarvi, i tempi sono cambiati da anni, ma siete ancora fermi a inseguire ragionamenti vecchi di decenni.

Mi sa che quello che si dovrebbe rassegnare alla spazzatura egemone sei tu.
Ma io ti consiglio invece di non rassegnarti e di criticare sempre quello che ti pare uno schifo. Di andare controcorrente.
Prima che la melma ti sembri buona come il miele.
Perché te lo faranno credere se già non lo pensi.


Guarda, la critica risulta sempre lecita, ma fare critiche senza nessun collegamento con il reale a me sembra fatuo e totalmente inutile. Anche perchè in generale evadi le domande che ti vengono fatte, quindi sarò diretto. Se questo volume - https://inducks.org/issue.php?c=it%2FBIG+++1A - citato anche da altri, risulta tutto a colori ed è del 1970, ovvero 56 anni fa, anche nel 1970 subivano la 'spazzatura egemone? Proprio durante gli anni del glorioso Quattroruote?

A me sembra che la spiegazione sia decisamente più semplice. Topolino viene considerato un fumetto per un pubblico più vasto, dai piccoli ai grandi. E, per attirare i piccoli, ci vuole il colore da sempre (il settimanale ha introdotto la completa quadricromia nel 1961 con dovizia di pubblicità). Tra l'altro, e mi sembra che la conversazione sia sempre più grottesca: il Topolino Giornale pubblicava Gottfredson a colori nel 1936, ovvero 90 anni fa: https://inducks.org/issue.php?c=it%2FTG++203

Quindi, non si tratta di 'melma', di avere la presunzione di 'andare controcorrente'. Si tratta semplicemente di leggere il presente come è, e come era, in questo piccolo caso di Gottfredson a colori, che viene stampato in questo in Italia da 90 anni.

Poi, non esistesse in Italia una edizione di Gottfredson in bianco e nero, ma si trova, tra la recente edizione Panini e alcune vecchie ristampe, seppur incomplete o con altri problemi filologici (formati, tagli, traduzioni libere).
 
#7
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Domenica 9 Ago 2026, 16:04:37
Citazione di: MarioCX il Domenica  9 Ago 2026, 13:38:55
Citazione di: Gus Goose il Venerdì  7 Ago 2026, 23:04:15Giusta la tua osservazione sui lettori adulti degli anni '60 e primi anni '70, io appartenevo alla fascia dei lettori giovanissimi frequentando allora le elementari (con tanto di inizio delle lezioni al 1 Ottobre!) e ricordo molto bene come io ed i miei coetanei fossimo entusiasti del primissimo Topolino, non fummo scioccati dal vederlo "diverso" da quello al quale eravamo abituati, anzi! Stravolgere una cronologia e' il frutto a parer mio di inutili fisse o forse il pubblico di oggi e' assai diverso da quello dei miei tempi. I lettori nostalgici che erano sui 40-50 anni intorno al 1970, avevano avuto modo di vedere quelle strisce anche in versione colorata sul Topolino giornale e in bicromia sugli albi d'oro anteguerra oltre che in b/n.

Quoto Gus.
Il pubblico potrebbe essere meno superficiale di quello che pensa l'editore e desiderare un approccio più maturo e rispettoso come una selezione cronologica seria farebbe intendere.
Ma negli ultimi lustri il pubblico viene trattato da idiota in po' in tutte le pubblicazioni, basti confrontare la serietà di un Quattroruote degli anni 70-80 messa a confronto con la forma chiassosa e caotica della stessa rivista negli ultimi anni.
Insomma tutto sembra essere orientato al "Novella 2000-Style"...le "riviste da cesso" come le definisce un mio amico edicolante.
Mi si perdoni l'esagerazione della forma retorica, ma è per farmi capire.
 


Scusate ma cito entrambi, in particolare questa frase che mi sembra rivelatrice: 'forse il pubblico di oggi e' assai diverso da quello dei miei tempi'.

I tempi, in particolare, sono quelli di una persona nata circa nel 1960, ovvero 66 anni fa.

Ora, io di anni ne ho quasi 40 e trovo ovvio, scontato e naturale che chi ha 20 anni in meno di meno, o 20 anni extra, la pensi, su tantissime cose, in maniera diametralmente opposta alla mia. E non si tratta di una ipotesi, ma di un fatto. Credere diversamente significa non riconoscere che i tempi cambiano, sempre. E non sottolineo neanche quante cose siano cambiate in 66 anni (ma pure in 20). Non vederlo significa essere ciechi e sordi alla storia del reale che si snoda quotidianamente.

Sulla questione delle cronologie non completamente cronologiche, se Boschi ha usato questo approccio con Barks, con Gottfredson e anche con il Popeye di Segar, evidentemente c'erano delle motivazioni serie e fondate dietro queste scelte. Possono non piacere, ma ci sono.

E noto solo ora (grazie Inducks!) come neanche la raccolta del Messaggero, uscita nel 1989, ovvero quasi 40 anni fa, non era cronologica: https://inducks.org/publication.php?c=it%2FMESS&pg=img&num=1

Vi consiglio di rassegnarvi, i tempi sono cambiati da anni, ma siete ancora fermi a inseguire ragionamenti vecchi di decenni.

#8
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Venerdì 7 Ago 2026, 11:45:29
Citazione di: Dippy Dawg il Venerdì  7 Ago 2026, 09:59:54
Citazione di: V il Venerdì  7 Ago 2026, 09:44:50
Citazione di: Gus Goose il Giovedì  6 Ago 2026, 17:55:08se non ricordo male gli allegati del Messaggero alternavano al b/n anche qualche tavola a colori; quella collana aveva il merito di essere cronologica, un po' come lo era stato il Topolino d'Oro nei primi anni '70, ma va benissimo anche una selezione di storie pur di rivedere Gottfredson in edicola, del resto anche le Grandi Storie del 1967 era una collana antologica.

Senza inducks sono perso... mi fido :)
Confermo che gli allegati del Messaggero erano in parte in bianco e nero e in parte a colori; non ricordo l'esatta ripartizione, ma mi sembra più o meno metà e metà...

Grazie mille della conferma :) A maggior ragione, se anche gli allegati del messagero erano anche a colori nel 1991, avere Gottfredson a colori nel 2026 risulta del tutto normale.
#9
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Venerdì 7 Ago 2026, 09:44:50
Citazione di: Gus Goose il Giovedì  6 Ago 2026, 17:55:08se non ricordo male gli allegati del Messaggero alternavano al b/n anche qualche tavola a colori; quella collana aveva il merito di essere cronologica, un po' come lo era stato il Topolino d'Oro nei primi anni '70, ma va benissimo anche una selezione di storie pur di rivedere Gottfredson in edicola, del resto anche le Grandi Storie del 1967 era una collana antologica.

Senza inducks sono perso... mi fido :)
#10
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Giovedì 6 Ago 2026, 17:36:29
Citazione di: MarioCX il Giovedì  6 Ago 2026, 13:48:29La massa si merita reggaeton, rap, trap e...Gott colorato.


Mi sembra che tu stia andando fuori tema. Restando al Gottfredson colorato, mi spieghi come mai 16 anni fa, con il corriere, non abbiano fatto Gottfredson in bianco e nero? e come mai Topostrips (https://www.papersera.net/wp/2026/02/27/topostrips/) nel 1991 (35 anni fa) non ha superato i tre numeri in bianco e nero? E come mai le edizioni Traverso hanno realizzato ristampe a colori negli anni 80? Idem per quanto riguarda Comic Art?

L'unica eccezione sta negli allegati al messaggero. Ma, considerando che erano omaggio (vado a memoria) non mi stupisce che l'editore abbia risparmiato dove poteva. A caval donato...

Insomma, il colore risulta abbastanza ineludibile da 40 anni a questa parte, ecco come mai ho parlato di 'battaglia di retroguardia'. Trovo davvero ingenuo pensare di avere del fumetto disney in edicola in bianco e nero. E, per soddisfare quei palati, esistono, per fortuna, i volumi cartonati. Insomma, abbiamo due prodotti per tutti i gusti.



#11
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Giovedì 6 Ago 2026, 09:55:51
Citazione di: MarioCX il Giovedì  6 Ago 2026, 08:46:50Praticamente più o meno sono le storie presenti nello storico omaggio abbonati dei primissimi anni '70 (forse 1971 o 72) "Le follie di Eta Beta" pubblicato quasi contemporaneamente in formato ridotto ne "Gli Oscar Mondadori" dello stesso periodo.
A mio modo di vedere, pur plaudendo l'iniziativa, un formato più maneggiabile e soprattutto il bianco/nero sarebbero stati preferibili.
Nelle note del primo numero viene onestamente dichiarato che la scelta del colore è stata fatta per venire incontro ad un mercato che lo richiede.
Certo, non quello degli appassionanti filologi che evidentemente si valuta essere meno significativo nei numeri di quello costituito dall'utenza occasionale.


Se si decide di fare un albo dedicato a Eta Beta di Gottfredson, risulta abbastanza inevitabile partire dalle prime storie, specie se, in prospettiva, si potranno pubblicare anche quelle successive.

Riguardo la scelta del colore, mi sembra ormai una battaglia di retroguardia del tutto persa e fatua. Pensare di vendere un maggior numero di copie se stampate in bianco e nero nel 2026 significa non avere idea del mercato attuale. Inoltre, Gottfredson in bianco e nero esiste nel mercato dell'usato in un numero di copie industriale e a prezzi bassi: Topolino d'Oro, Le grandi storie e Messaggero. Vale la pena ricordare come Topostrips negli anni 90, in bianco e nero, non ha superato i tre numeri, e che le stesse edizioni Traverso, decisamente raffinate, erano a colori (e siamo a fine anni 80).

Panini ha riproposto tutto Gottfredson in bianco e nero, in volumi cartonati di pregio da un prezzo alto ma in linea con il mercato.

Insomma, chi vuole il bianco e nero lo trova, ma proporre fumetto disney non a colori nel 2026 rappresenta un vero suicidio editoriale.

Il diritto alla critica va salvaguardato, ma mi stupisce lamentarsi anche di una iniziativa coraggiosa e raffinata come questa, che riporta in edicola a prezzo contenuto le migliori storie a fumetti disney.
#12
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Mercoledì 5 Ago 2026, 09:44:06
Citazione di: Anapisa il Martedì  4 Ago 2026, 15:56:05Grazie per l' analisi delle storie.
A leggere la trama sembrerebbero piuttosto interessanti.
L' uomo del 2000 già la ho, mentre le altre non mi pare, ahimè senza inducks sono un po' persa  :ashamed: .
Come vi sembra questo numero per chi lo ha preso?


Se non possiedi e/o non hai mai letto le storie di Gottfredson, te le consiglio assolutamente. Si tratta di trame brillanti, vivaci, ben scritte e disegnate e con un ritmo ancora moderno.

Questa testata ha un ottimo prezzo di partenza, se vuoi fare il tentativo. Se no, se ti senti sicura, puoi cercare questa collana nell'usato (che si trova a buoni prezzi): https://www.papersera.net/wp/2019/05/02/gli-anni-doro-di-topolino/
#13
Testate Regolari / Re: Topolino Classics 1
Martedì 4 Ago 2026, 09:50:08
Citazione di: Anders And il Lunedì  3 Ago 2026, 19:25:23
Citazione di: Andy392 il Lunedì  3 Ago 2026, 17:38:00Nel secondo numero c'è solo la storia di Eta Beta?
:)


Topolino Classic 2


Topolino ed Eta Beta, l'uomo del 2000 (1947)
Una creatura dal futuro
Piume di piccione e soldi a palate
Topolino ed Eta Beta l'indovino (1947-1948)
La solitudine del gangarone
Topolino e i poteri di Eta Beta (1948)
Topolino e lo scassinatore fantasma (1948)
Topolino e la crisi di Eta Beta (1948)
Billy Walsh - Da Topolino a Mary Poppins



Grazie mille dei link inducks, per chi volesse leggere un'analisi delle storie, trova tutte le strisce di Gottfredson spiegate qui: https://compendium.ilsollazzo.com/disney/lista/fumetti-gottfredson
#14
Citazione di: il grillo atomico il Domenica 26 Lug 2026, 23:04:03Non potendo disporre  di INDUCKS qualcuno puo dirmi se nell ultimo numero ci sono storie in due puntate GRAZIE

No, nessuna ha due puntate :)

Paolo ha messo su un sistema sostitutivo per inducks: https://www.papersera.net/wp/51134-2/
#15
Recensione Disney Collection 21 – Mickey e il Re dei Pirati


 Dopo oltre 90 anni di storie a fumetti Disney, non è affatto facile realizzare vicende inedite, in cui le relazioni tra i personaggi ci raccontano qualcosa di nuovo o dove i meccanismi narrativi regalano emozioni fresche. Mickey e il Re dei Pirati rientra appieno nella categoria, dato che le ben 78 tavole in formato francese (quattro strisce per tavola) sono un’esplosione di sapiente narrazione e di disegno funambolico, grazie anche ad una sinergia totale tra testi e matite.

 La storia ci scaraventa nella Londra di metà Ottocento in medias res, in cui il fumo di aziende dickensiane che vanno a carbone avviluppa tutta la città, fin quasi ad ottenebrare le menti della popolazione. Quelli che vediamo, infatti, sono tutti cittadini mogi e cupi, che procedono per inerzia. Già questa ambientazione risulta realistica e, per certi versi, una potenziale metafora del nostro presente, stretto tra lenta transizione ecologica e peggioramento della salute mentale.

 Ma andiamo oltre. Joris Chamblain, autore anche del Drago di Glasgow oltre ad altre storie Disney, scrive una storia corale, in cui quasi tutto il parco personaggi disneyani, standard characters e personaggi d’animazione (come vedremo dopo), si cala in un’opera in costume, che mischia scenari urbani e ambientazioni marinaresche (un classico disneyano fin dai tempi de L'isola del tesoro del 1950, oltre all’attrazione dei Pirati dei Caraibi, citata esplicitamente in una scena).

 
Relazioni credibili tra personaggi

 La scelta di posizionare i personaggi in un contesto diverso da quello contemporaneo risulta a volte un escamotage per gestirli con maggior libertà, e anche questa vicenda lo dimostra. Infatti, tra un Mickey giornalista coraggioso ma fino ad un certo punto, un Pippo maggiordomo dei miliardari e un Donald profondamente amareggiato dalla vita e dal suo rapporto con lo zio, oltre a non avere nipotini, abbiamo dei personaggi non diversi ma con qualche caratteristica differente.

 A balzare all’occhio risulta senz’altro il rapporto interno al trio (cui si aggiunge un dinamico Pluto). Se infatti nei cortometraggi classici i tre sono amici da sempre, e lo stesso vale per i fumetti, in questa storia si conoscono di vista e costruiscono la loro intesa nel corso della vicenda, pur avendo obiettivi divergenti.

 
Tutti insieme appassionatamente

 A legare la trama è la presenza di Paperone, magnate assoluto la cui esistenza controlla tutta Londra, in una relazione quanto mai tossica (e, anche in questo caso, non possiamo non pensare a certi discutibili tycoon contemporanei), dato che da lui dipendono le sorti, lavorative e non, di tutti gli abitanti. A questo si aggiungono la scomparsa della Numero Uno e la minacciosa e pericolosa presenza della nave di fuoco, un mostro di lava interpretato da un temibile, e muto, Macchia Nera.

 Non manca una riflessione sul potere della fantasia e della magia, spirituale e pratica, in totale crisi di identità per colpa di un approccio mercantilistico sempre più diffuso, oltre che per una innovazione sempre più spinta. Il discorso non risulta affatto retorico, e risulta coerente a quanto si vede in questi giorni al cinema con Toy Story 5, oltre a tutta la riflessione, e la paura, che le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, stanno facendo emergere. In tal senso, Amelia assume un profilo decisamente più approfondito e sfaccettato.

 
La versione originale francese omaggia Claude Marin

 Nella storia il materiale narrativo risulta davvero ricco, per risultare a volte persino un poco affrettato. Inoltre, in alcuni casi, ci sono delle situazioni risolte in maniera un poco estemporanea, con un effetto deus ex machina non sempre credibile. Ma si tratta di sfumature, dato che la vicenda, lunga e arzigogolata, cattura il lettore e lo incuriosisce con una serie di misteri e di enigmi affascinanti e sorprendenti.

 Al talento di Chamblain ai testi, si affianca quello di David Augereau ai disegni. Non nuovo alle storie Disney, l’autore si abbevera alla sua fonte primaria, ovvero all’animazione. Il suo stile risulta morbido, preciso nei dettagli, rigoglioso negli sfondi e nelle ambientazioni, pulito e sempre chiaro nella struttura di ogni vignetta. Il suo layout è regolare, senza particolari sconvolgimenti nella tavola, con la scansione a quattro strisce e otto vignette, in media, per tavola.

 
L’immagine promozionale cita Dickens e i Pirati dei Caraibi

 Inoltre, l’autore guarda a classici come Robin Hood o Zootropolis, in cui gli animali antropomorfi la fanno da padroni (senza dimenticare la lezione extra Disney di Blacksad). A questo si aggiunge una vera sagra del cameo, che aggiunge una nota di divertimento alla lettura. Infatti, ogni pagina rigurgita di personaggio secondari o di semplici comparse che arrivano tutti dall’animazione disneyana. Dai noti Josè Carioca e Panchito Pistoles ai personaggi one shot come Ben Buzzard e Flaversham, fino ai caratteristi del Disney Afternoon come Don Karnage (con qualche strizzata d’occhio a Ducktales). Non manca anche la presenza dell’amatissimo, per il pubblico francese, Claude Marin, ma purtroppo nella traduzione italiana l’omaggio si perde, dato che il personaggio diventa ‘Claudio, il marinaio’.

 In sintesi, un volume ricco di amore per la cultura disneyana e di rispetto per il lettore. Si tratta di una lettura fresca, viva e che apre un mondo nuovo, in cui avremmo voglia di tornare presto. Visto il finale aperto, speriamo proprio di fare rotta di nuovo verso Tortuga e questa Londra disneyana di metà Ottocento.



Voto del recensore: 5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/07/26/disney-collection-21-mickey-e-il-re-dei-pirati/