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Topics - Maximilian

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1
Commenti sulle storie / Topolino politicante
« il: Domenica 3 Ott 2021, 21:35:14 »

https://inducks.org/story.php?c=YM+078

Topolino si candida consigliere comunale per evitare che lo diventi un mafioso.
Pur trattandosi di uno spunto interessante già di per sé, il bello della presente storia è il modo spumeggiante in cui esso viene sviluppato.

I segnali di stile si avvertono già dalla divertente prima striscia, dove si gioca sul contrasto tra serietà e giocosità del protagonista.
Nella seconda invece, che corrisponde ad una delle cose più esaltanti che abbia mai letto, si tratta il conflitto tra altri tratti della sua personalità, ovvero tra la voglia di azione e di tranquillità domestica (risolvendosi in maniera dirompente a favore della prima). Si nota che lo sgherro, mandato con l’intento di dissuadere Topolino dal candidarsi, ottiene l’effetto esattamente opposto.
Le tre vignette centrali costituiscono un crescendo in tal senso: il protagonista passa da una certa indifferenza all’argomento all’insofferenza verso l’interlocutore per terminare in un atteggiamento manifestamente ostile. La sequenza è scandita dalla ripetizione della stessa parola la quale aumenta d’intensità via via e mi sembra di udire distintamente con le mie orecchie.
L’ultima vignetta raffigura la disastrosa conseguenza di quanto sopra, dove Topolino trionfa pur avendole prese: si rappresenta adeguatamente un carattere combattivo ma non invincibile.

Il neo-candidato affronta le persone che incontra con diffidenza e ironia (nel secondo caso, attingendo ad una storia di poco precedente) ed entra in contatto con l’onnipresente campagna elettorale avversaria.
Successivamente arriva al cospetto del nemico, davanti al quale sfoggia il proprio spirito indomito. E anche quando questi vuole sbarazzarsene, tenta il tutto per tutto prima imprigionandolo con se stesso e dopo, una volta tutti nella stessa situazione, a indurlo a liberarsi (e Topolino con lui).

La conclusione è una delle più strane che ricordi, in cui non si assiste né ad una vittoria né ad una sconfitta, bensì ad un pareggio, per così dire.

Si imputa all’opera il difetto di una mancata vendetta dell’antagonista verso il politicante del titolo che lo ha sfidato, mettendone in dubbio l’autorità. Però si potrebbe controbattere che magari un tentativo del genere ha avuto luogo, solo che noi non lo sappiamo perché avvenuto fuori dalle vignette, poiché non era ciò quello di cui il fumetto voleva parlare.
Soprattutto, bisogna ricordare che alla fine l’intrallazzatore si trova a piede libero senza scontare alcuna pena per i suoi crimini come minacce, tentata corruzione e sequestro di persona.

Si della tratta della migliore storia del 1946 e non solo; inoltre è una di quelle che contribuiscono a creare il mito di Topolino. Anzi, mi chiedo se basti questa a renderlo il migliore personaggio di sempre.
Con la presente Walsh dimostra la possibilità di trattare argomenti oltremodo seri in maniera leggerissima e spensierata.
Ogni volta che ripenso ad essa mi torna il buonumore.

Chiudo con una curiosità: Orazio, relegato da anni a ruoli marginalissimi, assume il ruolo di motore dell’azione.

2
Commenti sulle storie / Indiana Pipps e la grotta degli specchi
« il: Domenica 22 Ago 2021, 21:44:40 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2065-1

La presente si configura come una delle migliori storie di Sarda nonché del suo personaggio.

Essa si divide in due tempi, a cui corrispondono due parti narrativamente e stilisticamente diverse.
La prima puntata è quella più avventurosa, in cui si prende spunto da un antefatto poco utilizzato: gli ultimi anni di Stevenson vissuti in Polinesia. Quest’ultima diviene il teatro di una delle caccie al tesoro tipiche del soggettista, non memorabile ma comunque narrata bene e con un buon affiatamento dei tre protagonisti.
La vicenda si fa più interessante una volta pervenuto l’oggetto della ricerca: la grotta del titolo in cui sono racchiuse le componenti malvagie degli uomini. E qui, ancora prima della fine del primo episodio, avviene lo spartiacque tra i due blocchi di cui il fumetto si compone: senza che Indiana se ne avveda, Topolino e Minni rimangono intrappolati nello specchio mentre i doppioni negativi ne escono, fingendosi gli originali. A questo punto i tre tornano a casa ma la faccenda si presenta ulteriormente complicata: infatti l’archeologo era entrato nella caverna da solo e ne era riemerso poco dopo, lasciando il dubbio il dubbio nel lettore che abbia seguito la sorte degli amici e sia stato sostituito dal suo speculare.

A questo punto la storia abbandona l’avventura per trasformarsi in thriller. Il punto di vista si sposta sugli alter ego di Topolino e Minni (il primo dei quali si dedica ad un’ascesa nel crimine e comincia ad assoggettare e incutere timore nella malavita urbana), lasciando che il lettore si chieda se Indiana sia quello vero. Infatti dal ritorno a casa l’esploratore comincia a comportarsi in modo diverso dal solito, fornendo indizi sia per l’una che per l’altra ipotesi (in ciò si inserisce la scena più inquietante dell’opera, in cui l’esploratore con sguardo sinistro estrae un coltello).
Da tale quesito discendono inoltre nuove preoccupazioni: nel caso sia quello cattivo, difficilmente non conosce la vera identità degli altri due perciò quasi sicuramente tenterà di sbarazzarsene. Nel caso sia quello buono, invece, da cosa è causato il suo strano comportamento? In ogni caso sembra che trami qualcosa.
In tale situazione, in cui nessuno comunque è stupido, ciascuno può arrivare a sospettare dell’altro, ma poiché si ha che fare probabilmente con un potenziali assassini, per sapere la verità è necessario indagare con molta circospezione, fingendosi il personaggio originale e, per non allertare l’avversario, meglio ancora vivere tranquillamente non mostrando di nutrire sospetti.

La trama risolve questo gioco delicato in modo ingegnoso e convincente, seppure non eccessivamente complicato. Durante la conclusione hanno luogo spiegazioni da parte più personaggi, per nulla appesantenti la narrazione, nelle quali, accanto ad alcuni elementi intuibili già in precedenza ve ne sono altri per nulla prevedibili.

Ho però una recriminazione da fare, sulla natura delle perfide copie. Sarebbe stato molto più interessante (idea che mi ero fatto da come esse vengono descritte inizialmente) che racchiudessero i difetti, magari amplificati, della persona di riferimento. Invece questi sono dei semplici sosia, ma malvagi.
In altre parole, avrei voluto che fossero legati agli originali per la psicologia, oltre che per l’aspetto.

PS: viene detto che Stevenson ha utilizzato il tema della doppiezza dell’animo umano più volte. A quali opere si riferisce, oltre a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde?

3
Commenti sulle storie / Topolino e il blitz beffardo
« il: Domenica 18 Lug 2021, 22:01:03 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1063-A

Gambadilegno diviene dittatore di un paese in seguito ad un colpo di stato e Topolino si unisce ai ribelli per rovesciarlo.
Questo argomento (ispirato evidentemente alla stupenda Topolino buffone dl re) poteva essere sviluppato in molti modi diversi e ne viene scelto molto particolare ma portato avanti coerentemente, sebbene presenti evidenti punti deboli. Chi si aspetta una storia piena di azione, spionaggio e politica resterà deluso, poiché il fumetto si concentra su altro; per certi versi però questo è un bene in quanto sceglie una soluzione più originale.

Il piano che viene architettato per ridurre il consenso del tiranno consiste in niente meno di questo: far sì che la gente lo trovi ridicolo in modo da allentare il terrore su cui si regge il potere del despota. Il ragionamento nella sua semplicità ha perfettamente senso. E da qui parte il succo della vicenda: dispetti a non finire a Pietro, il quale si trova sempre più deriso e sempre meno temuto dal popolo (anche se bisogna ammettere che pure nell’avventura walshana i ribelli compivano diverse azioni di disturbo al fine di farsi sentire piuttosto che con un’utilità pratica).
Siegel capisce bene la natura del personaggio, adatto sia a incutere paura sia a fare ridere e appunto sull’imposizione pubblica di una o dell’altra si gioca il conflitto del fumetto. Topolino, dal canto suo, probabilmente non aspettava altro che divertirsi alle spalle del rivale. La cosa non viene esplicitata troppo, ma già il fatto che l’idea di attuare un’opposizione del genere sia stata proposta da lui è indicativo in tal senso.

Focalizzarsi su questa tematica però costituisce anche il principale difetto della trama: infatti tutto il resto viene trascurato. Nulla ci viene detto su come viva il popolo assoggettato da Pietro, così come l’organizzazione e la diffusione del gruppo sovversivo restano inesplicate, tanto che il protagonista ne sembra l’unico membro attivo. All’inizio il dittatore conquista il potere perché ha l’esercito dalla sua parte, poi alcuni soldati si rivelano invece agenti sovversivi; prima Topolino viene contattato per unirsi a loro, più tardi una spia che ha origliato informazioni importanti pensa di dovere avvertire proprio lui, come se fosse il capo.
Ma soprattutto, verso la fine i sudditi insorgono senza che venga spiegato minimamente come tale sommossa sia nata. Certamente, è stata resa possibile dal fatto che ora non temono Gambadilegno, ma da questo alla rivolta il passo non è automatico.

Non pretendo che una storia svisceri dettagliatamente questi aspetti, ma sicuramente così risulta essere troppo lacunosa. Alcune tematiche avrebbe potuto essere se non spiegate almeno parzialmente accennate, in modo che il lettore senta che esistono, pur non conoscendole in maniera approfondita. Per soddisfare queste richieste però la vicenda avrebbe dovuto beneficiare di un numero di pagine doppio.

Infine, un ultimo aspetto mi lascia perplesso: per riguadagnare il timore dei sudditi l’antagonista decide di prendere una decisione esemplare, ossia rinchiudere il vecchio re nelle segrete. Ma allora prima dov’era? Mi pare difficile che sia stato semplicemente confinato nel suo palazzo. Secondo me Pietro originariamente si proponeva di ucciderlo ma poi è intervenuta la censura.

Tuttavia, malgrado le innegabili mancanze, il mio giudizio nel complesso resta positivo. Infatti, pur con dei dettagli poco indagati, l’ossatura della storia regge.

4
Le altre discussioni / I più grandi nemici di Topolino
« il: Mercoledì 16 Giu 2021, 22:00:41 »
Nell’interrogarmi su chi rientra nella definizione del titolo della discussione, non ho considerato i personaggi per le loro caratteristiche intrinseche ma per le sfide (fisiche, psicologiche, etiche) che pongono al nostro eroe. Ho quindi ignorato quale fossero i più simpatici, complessi o affascinanti concentrandomi invece sui sentimenti che suscitano in Topolino e sul grado di avversione che quest’ultimo prova verso di essi.
Avverto solo che sapere chi occupa il quarto posto è una rivelazione abbastanza pesante, per chi non si è gustato una certa stroria walshana (anche conoscerne il titolo può esserlo) perciò lo metto sotto spoiler: leggete a vostro rischio.

Gambadilegno: colui che Topolino fronteggia in campo e situazione e sembra avere le mani in pasta dappertutto. Ma soprattutto suscita nell’acerrimo nemico un odio così forte da averlo voluto (più volte) vedere morto.
E davanti a Pietro ha tremato come non l’ho mai visto fare in nessun’altra occasione. Topolino lo teme in realtà, ma poiché lo disprezza non vuole dargli la soddisfazione di saperlo e assume atteggiamenti combattivi per celare il proprio timore.

I nazisti: qui cito un avversario collettivo perché non esiste un singolo individuo che lo rappresenti nella sua totalità. Ma è l’antagonista che il nostro eroe detesta in modo estremo e manifesto e che combatte con più ardore. Inoltre, anche esso accende nello spontaneo per antonomasia sentimenti omicidi.

Miklos: mentre questa lista è popolata soprattutto da nemici universali, qui ne nomino uno di invece intrinsecamente legato a Topolino, che difficilmente potrà essere usato in una storia in assenza del secondo. Si tratta di colui che pone al protagonista le più grandi sfide sul piano psicologico, tanto da metterne in crisi l’identità e la sanità mentale. In più è capace di rendergli i suoi cari ostili, isolandolo nella lotta contro di lui.
Diversamente dai primi due (e molti altri) Miklos rappresenta un enigma. Infatti gli altri avversari hanno obiettivi, per quanto esecrabili, perfettamente comprensibili (da Gambadilegno ormai, conoscendolo bene, sa già più o meno cosa aspettarsi); quelli del sosia malvagio sfuggono e ciò lo rende imprevedibile, oltre che capace potenzialmente di tutto.

Come vedete, per questi non ho affibbiato un numero corrispondente ad un posto in classifica, poiché li trovo ugualmente le nemesi massime, nessuno dei quali supera veramente gli altri. Da qui in avanti comincio con la graduatoria.

4 – Drusilla: l’altra in grado di far dubitare Topolino di sé stesso, sebbene non al livello del personaggio precedente, nonché di inquietarlo e turbarlo profondamente.
Ma mentre per gli altri avversari il protagonista prova ostilità, per questa no e di conseguenza rappresenta il pericolo che arriva dove egli non si aspetta e dove è più vulnerabile.
Ella resta avvolta nel mistero, cosicchè (come il lettore) l’investigatore/avventuriero può solo immaginare di quali risorse disponeva che non sono state citate; allo stesso modo non si conosceranno mai le intenzioni che aveva per lui stesso.

5 - Spia poeta: costui si presenta come una grande sfida, non solo per i potenti mezzi di cui dispone, ma anche nel combattimento corpo a corpo, nel quale è il più difficile da battere.
Incute soggezione solo con la sua presenza: Topolino deve dare fondo a tutte le sue risorse per affrontarlo, mentre al suo cospetto egli trema vistosamente e viene meno ai propri ideali. E quando l’agente segreto viene vinto, lo spumeggiante prova innanzitutto sollievo, senza mostrare di voler fare qualcosa per salvarlo da una possibile dipartita.
Anche la spia inoltre sfugge alla completa comprensione da parte degli altri.

6 - Dottor Grut: può considerarsi per certi versi un opposto del nostro eroe; mentre quest’ultimo fa dell’adattabilità e della concretizzazione delle idee nella pratica la sua filosofia, il primo rappresenta l’astrattezza ideologica per la quale è disposto a sacrificare tutto.
Lo scienziato riesce ad incutere paura in Topolino e a tenerlo in suo potere; lui d’altro canto lo detesta abbastanza da non volerci avere a che fare e a manifestare l’intenzione di fargli veramente del male (se non eliminarlo addirittura).

7 - Il trio Lasswell – Gump – Milligan: ad Anderville comandano loro e il protagonista è costretto a giocare in territorio nemico, dove essi dettano le regole. Non è possibile combatterli senza sporcarsi le mani.
Inoltre il topolinese (ma nemmeno altri, in realtà) non è mai riuscito davvero a sconfiggerli, ma solo a riportare vittorie parziali, da cui i tre sono stati intaccati minimamente.

8 - Macchia Nera: anche quando non si manifesta fisicamente, la sua presenza aleggia in maniera palpabile. Appare e scompare senza preavviso, tanto da non essere mai certi se si è al sicuro da lui.
E’ il personaggio che più di tutti mette a prova l’astuzia del nostro eroe, senza dimenticare che è stato il primo a fargli provare timore e trasgredire alle regole, pur di combatterlo.

9 - La società nel suo complesso: un altro antagonista collettivo con cui però, a differenza di chi sta al settimo posto, Topolino convive quotidianamente. Come e più del suddetto, non può essere mai veramente battuto.
Ma possiede una caratteristica che la contraddistingue dagli altri presenti di questa lista: mentre tutti sono indubbiamente e categoricamente malvagi, tale entità contiene al suo interno elementi giusti e ingiusti, difficilmente scindibili e perciò tanto difficile da affrontare.
E scoprire di avere questo nemico è stata per Topolino una delle più amare esperienze della sua vita.

10 – Doppioscherzo: è riuscito a prendere il posto del rivale nella stima dei concittadini e a fargli provare invidia nei propri confronti. Non serve aggiungere altro.

Ovviamente ognuno di voi può esprimere pareri contraddicenti quanto ho scritto o creare una propria lista diversa dalla mia. Vi chiedo solo, nel caso lo facciate, di argomentare un minimo le vostre scelte e di evitare quindi interventi del tipo “Per me i più pericolosi sono X e Y” “Per me invece sono W e Z”.

5
Commenti sulle storie / Pippo in: 3x2
« il: Mercoledì 9 Giu 2021, 21:53:42 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2297-4

Anche da un tema semplicissimo nella sua quotidianità come la spesa si può ottenere qualcosa di notevole.
Tramite la sua personalissima logica, Pippo declina le pratiche più usuali in modo originale; ciò lo porta continuamente a confronto con il malcapitato commesso, rappresentante il senso comune. Tutta l’opera si compone unicamente dei divertenti dialoghi tra i due personaggi, i quali passano in rassegna diversi prodotti tipici acquistabili in un supermercato (con l’aggiunta delle piattaforme petrolifere).
L’umore del commesso, che in principio si comporta come si conviene con i clienti, viene messo a dura prova: diventa sarcastico in un secondo momento, per poi passare all’esasperazione.

Il colpo di scena finale sembra far rileggere tutta la situazione in una nuova ottica, tuttavia nell’ultima vignetta si ripristina l’interpretazione iniziale.

Una volta tanto, ho trovato azzeccati i disegni di Ziche.

6
Commenti sulle storie / Pippo e il giallo a premi
« il: Mercoledì 5 Mag 2021, 19:07:37 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1947-C

Si tratta della vicenda che inaugura il filone dei romanzi di Pippo: malgrado il tema nuovo, essa non risulta per nulla acerba ma fresca e ispirata.
Il protagonista narra un giallo astruso e scombiccherato, senza una vera trama ma dalle trovate divertenti e che aumentano mano a mano la confusione del racconto. La conclusione non soltanto evita di fare chiarezza ma introduce nuovi elementi, mentre l’investigatore risolve i misteri usando la sua logica, che solo in un’opera del genere può funzionare.
Il premio che viene conferito infine all’esordiente scrittore è certamente meritatissimo.

Le battute migliori corrispondono a mio avviso a quelle in cui Pippo spiega che Topolino sa le cose mentre il primo deve dedurle perché è un detective, ma si segnalano anche il maggiordomo che origlia, le frasi senza senso che vengono interpretate come parole d’ordine e l’affollamento dei colpevoli nel finale.
Non dimentichiamo inoltre le seguenti battute:

- Indovina come ho dedotto che era il maggiordomo.
- Come?
- Dal fatto che non era la contessa.

- Ma dovevi proprio farmi cadere dalle scale?
- D’accordo. Cadrai dal cornicione.

- Noi siamo innocenti.
- Non è vero! Avete parcheggiato in divieto di sosta.

7


Azione, inquietudine, mistero, umorismo, epicità. Tutto ciò viene sapientemente amalgamato dando vita ad un fumetto straordinario.

Dopo mesi in la sua minaccia si era profilata all’orizzonte ed era stata frequentemente citata (ma vista da lontano), esordisce uno dei più grandi nemici di Topolino, qui incarnato da un personaggio piuttosto sinistro. La sua entrata in scena mi ha procurato un delizioso spavento e successivamente mantiene un minaccioso sguardo da invasato che fa pensare che ha aderito a quell’organizzazione non per convenienza, costrizione o altro, ma per reale condivisione ideologica.

Topolino, sprezzante, chiede: “Dove ci porti, Adolph?” e dopo deve barcamenarsi per governare il natante, muovendo le leve con i denti, da una parte evitando i colpi dell’esercito e dall’altro mantenendo la calma nonostante una Minni agitatissima, divertente ma che comunque si rende utile, sebbene a modo suo.

La trama si caratterizza come semplice ma fantasiosa, mentre nel finale si denota per l’ilarità dell’essere finiti, manovrando quasi a caso, proprio nell’ufficio di Basettoni.
Dal punto di vista linguistico, in cui l’autore debuttante lascia già il segno delle coloriture espressive che si avranno a venire, si ricordano battute come. “Ach, Himmel! Vot a beautiful mornink!”

Si tratta della prima storia del futuro maestro dell’inspiegabile ed è già superiore a quasi tutte a quelle che l’hanno preceduta. Non credo nessuno, in qualsivoglia ambito, abbia mai raggiunto all’esordio un risultato di così alta qualità.

La vicenda conquista diversa primati: prima di Walsh, prima con i nazisti, miglior breve di sempre, quella che vede nascere il sodalizio per eccellenza (e prima dell’età dell’oro, di già che ci siamo); tuttavia ciò che la rende grandiosa è, al di là di tutto, la sua intrinseca e autentica bellezza.

8
Commenti sugli autori / Dick Shaw
« il: Lunedì 22 Feb 2021, 22:45:42 »
E' stato uno dei migliori di sempre a rappresentare i personaggi nella loro quotidianità, in modo spontaneo, fresco e divertente. Si è fatto portatore di un umorismo semplice ma non banale e soprattutto efficace.
Ha mantenuto una qualità media invidiabile lungo la sua, sia pure molto breve, carriera. A tal proposito è un peccato che si sia dedicato al fumetto disney così poco.

9
Commenti sulle storie / Topolino e il vortice imperiale
« il: Giovedì 18 Feb 2021, 22:45:06 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2265-6

Per me, il meglio di Salvagnini.
Innanzitutto la trama e l’ambientazione sono originali: un’ucronia in cui l’impero romano esiste ancora. La storia riesce bene ad amalgamare elementi antichi e moderni, dando vita ad uno steampunk interessante e plausibile.

La presenza di Basettoni aiuta a capire che si tratta di un presente alternativo e giustamente ci si è limitati a lui come personaggio ricorrente presente in quella dimensione. Una sovrabbondanza di volti conosciuti, concentrati in uno stesso luogo o intervallo di tempo, sarebbe stata forzatissima.
A tal proposito la spalla che affianca Topolino risulta non memorabile ma riuscita quanto basta a reggere il ruolo, diversificandosi anche dai comprimari soliti.

La vicenda offre un’ampia serie di creazioni genuinamente divertenti ma non insensate: dagli americani che scoprono l’Europa anziché il contrario alla fantademenza (questa mi ha steso). L’inventiva ha dato frutto a diversi nomi riferiti a personaggi del nostro mondo:
-   Caio Giulio Basettone = Caio Giulio Cesare
-   Tomo Studiato = Toro Seduto
-   Al Centurione = Al Capone
-   Cornelio Camerone = James Cameron
-   Romoletto Augustino = Romolo Augustolo
-   Supercesarone = Superman
Probabilmente ce ne sono altri che non ho visto, dal momento che alcuni di questi si intravedono solo in ritagli di giornale o simili. Comunque se ripenso ad Al Centurione e Tomo Studiato mi fanno ridere ancora adesso.
Si nota invece che alcuni aspetti hanno seguito lo stesso percorso di quello reale: anche lì l’imperatore svolge solo funzioni di rappresentanza mentre il comando è nelle mani del governo.

La trama verte su un’indagine che offre alcune sorprese e scaturisce in una vicenda più grande di quanto mi attendevo. Le motivazioni dell’antagonista di turno sono divertenti ma credibili.
Una delle scene migliori corrisponde a quella in cui Topolino e Muzio si liberano dalla gabbia, sfruttando un vecchio clichè che viene rinnovato, risultando così non forzato ma perfettamente funzionante nella narrazione.
Nella conclusione il protagonista si getta nell'azione risolvendo la situazione ma in modo abbastanza improvvisato.

Questa rimane come migliore battuta: “Un momento. Questo albero genealogico è stato realizzato dalla Nobiltà fai da te SRL… una società screditata.”

10
Sfide e richieste di aiuto / Disney avventura
« il: Lunedì 18 Gen 2021, 19:16:17 »
Sui topolini di inizi anni 2000 ho trovato più volte la pubblicità di questa collana.
Da quanto ho evinto si tratta di veri e propri romanzi con i personaggi disney (uno portava la firma di Sisti, fra l'altro): essendo un fenomeno alquanto inusuale, mi sono incuriosito.
Qualcuno ne sa qualcosa?

Dovrebbe essere questa

Anche wikipedia la cita, ma non da molte informazioni in più

11
Commenti sulle storie / Topolino aviatore
« il: Sabato 9 Gen 2021, 20:47:04 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+072

Questa volta, probabilmente seguendo quanto appreso in questa storia, Topolino si costruisce un piccolo aeroplano, per divertirsi.
Una delle prime cose che mi ha colpito (anche considerando che un paio di vicende prima si costruiva una nuova stanza con il solo aiuto di Pippo) è stata la manifestazione dell'abilità artigiana e della tendenza ad arrangiarsi del personaggio, caratteristica che non ricordavo comparire da tantissimo tempo (per la precisione qui, quando smontava una bici per ottenere un calessino). E' un tratto della sua personalità poco considerato e che potrebbe fornire nuovi spunti.

Nella parte introduttiva si segnala l'uso di Pippo, che viene creduto pensante solo a giocare mentre invece la sua creazione assume anche un'utilità pratica. Ma il meglio è il modo in cui Topolino sistema il tipo che voleva convincerlo di dedicarsi all'uncinetto.
Nella sequenza centrale si susseguono gag slegate fra loro, fra le quali prediligo quella in cui il protagonista si nasconde dopo aver violato involontariamente la legge.
La conclusione mi ha stupito, perchè lo stato e la burocrazia vengono visti come ostacoli al progresso ed all'iniziativa individuale: mi aspetterei di trovare un'idea del genere in una storia italiana, non americana. Degna di nota anche la vignetta in cui Topolino ci resta dopo aver saputo quanto potrà guadagnare.

In definitiva è una delle storie che meglio rappresenta la sua voglia di divertirsi, mostrando anche tratti come la spensieratezza, l'intraprendenza e l'indifferenza delle opinioni altrui. Senza dimenticare il modo in cambia atteggiamento quando scopre l'identità dell'interlocutore.

La storia vede uno delle più rapide serie di cambiamenti di matite: ogni disegnatore illustra in media 4 strisce e mezzo. Tutti costoro comunque compie un ottimo lavoro, a parte Murray, che proprio non riesce a piacermi. Tra di essi si segnala il ritorno di Gottfredson, assente dalla striscia da quasi due mesi: mai era mancato per così tanto tempo consecutivo (se si esclude il periodo precedente al suo arrivo).

12
Testate Straniere / Silly Symphonies
« il: Domenica 6 Dic 2020, 18:25:48 »
Mi permetto di segnalare il quarto nonchè ultimo volume di questa collana il quale contiene tutte (ho controllato su inducks) le storie di Panchito scritte dal fumettista supremo

13
Commenti sulle storie / Topolino e il mistero di Pupazzo di neve
« il: Domenica 29 Nov 2020, 12:32:20 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2508-1

Questo giallo mi è sempre rimasto impresso in modo particolare, rispetto alle altre storie di ugual genere conosciute nello stesso periodo e me ne sono spesso chiesto il motivo. Parlarne è dunque un'occasione per meglio analizzarlo e coglierne le peculiarità.

La vicenda inizia con un antefatto di alcuni anni fa, apparentemente slegato dai fatti attuali.
Mentre i partecipanti ad una festa restano inspiegabilmente immobili, un uomo travestito da pupazzo di neve li deruba, dopodichè le vittime del furto mostreranno di non essersi accorte del ladro. (In principio pensavo che fosse stato impiegato un dispositivo per fermare il tempo, come accaduto in fumetti precedenti, ma il prosieguo della trama mi avrebbe contraddetto). La polizia interroga i presenti ma non vengono forniti indizi per risolvere il mistero; a questo punto il caso viene troncato dalla narrazione che passa ai giorni nostri.

Un misterioso figuro sempre in ombra (presumibilmente il criminale di prima) tenta di rubare una sfera di vetro con la neve a Minni, ma appartenente a Topolino: l'oggetto non sembra avere un particolare valore da giustificare un furto. Dopo alcuni tentativi il ladro riesce nell'intento, ma sorgono complicazioni, infatti Minni aveva scambiato la sfera originale con una copia identica, in seguito alla rottura della prima.
Poi diventa chiaro che il tipo losco cercava qualcosa all'interno del soprammobile, ma logicamente, ritrovandosi con un'imitazione, realizza di aver compiuto un buco nell'acqua.

Più avanti il protagonista racconta la fine del giallo con cui la storia si era aperta la vicenda ma tale conclusione, mentre da una parte risolve alcuni interrogativi, dal'altra ne fa sorgere di nuovi. Scopriamo, oltre alla risoluzione del mistero iniziale, anche la provenienza della sfera, la quale apparteneva a Pupazzo di neve. A questo punto sembra altamente plausibile che egli abbia l'obiettivo di recuperarla, tuttavia la teoria non regge perchè è emerso che è stato lui stesso a disfarsene.

La narrazione continua con un'indagine avvincente in grado di prendermi come poche, riservando sorprese. Lo scontro con l'antagonista (nel quale trova spazio una componente d'azione all'epoca piuttosto rara) avviene dopo che Topolino ha risolto il caso, ma il lettore ne resta allo oscuro fino alla fine, posticipando la spiegazione finale (raccontata dall'investigatore a Minni) una volta terminata la resa dei conti.
Ho apprezzato l'atmosfera di accoglienza del salotto con il camino accesso, che esprime un momento di conforto una volta portata a termine l'impresa, durante il dialogo con la fidanzata, curiosa di sapere come si sono svolti infatti perchè anch'ella in parte coinvolta.

Dopo tutto questo tempo posso concludere che il bello della storia non sta tanto nella trama, a ben pensare non eccessivamente complicata (ma forse ciò si può dire per ogni giallo, una volta chiariti i misteri) ma dal modo in cui è narrata, per il modo in cui i le due sequenze temporali sono state intrecciate, per i continui cambi di scena, alternando sapientemente le scene in cui agisce Topolino e quelle dell'antagonista.
Personalmente la preferisco sicuramente alla voce spezzata e per certi versi anche alla sindrome visionaria.

L'opera presenta alcuni punti di contatto con una precedente di Mezzavilla, il week end con il gatto: anche lì un giallo presentava echi con un altro risolto in passato e anche lì
Spoiler: mostra
il ladro con cui Topolino si era scontrato anni prima si è nel frattempo redento.

14
Le altre discussioni / Personaggio - Scrittore
« il: Sabato 21 Nov 2020, 20:44:04 »
Prendendo spunto da questa discussione, ho pensato di proporne una variante che prendesse in considerazione l'aspetto narrativo, e non grafico, dei personaggi. Ovvero: quale autore scrive/ha scritto meglio ogni personaggio?

Ecco le mie preferenze:
Topolino, Gambadilegno, Pluto, Eta Beta - Walsh
Basettoni, Spennacchiotto - Cordara
Topesio - Casty
Paperoga - Vitaliano
Minni, Manetta, Macchia Nera - Gottfredson-De Maris
Zapotec, Marlin - Pezzin
Gastone - Barks
Orazio - Gottfredson
Flip - Walsh, Casty
Bassotti - Fanton
Enigm - Gottfredson-Osborne
Paperone - Barks, Don Rosa
Tip e Tap - Gotfredson-Shaw, Walsh

15
Le altre discussioni / Significato dei nomi
« il: Sabato 7 Nov 2020, 20:37:49 »
Spesso, i personaggi vengono chiamati con nomi emblematici, che hanno riferimenti precisi o che nascondono un doppio senso. Mentre gli italiani sono per noi facili da cogliere, diversa è la situazione per i nomi originali, quindi pensavo potesse essere interessante stilare un elenco con il loro significato (in ciò tralascio termini ovvi come Pig, Mouse, Duck, Cat...)

Personaggi

A.B. Squeele ricorda foneticamente a b c
Aygotcha suona come I gotcha = ti ho preso
Banta si rifà a bantam = individuo piccolo e ardimentoso, gallo (peso della boxe)
Bassett con basset = bassotto gigante
Beamish = letterlmente raggiante/soridente. Tuttavia foneticamente ricorda Bill Walsh, autore del quale sembra riprendere le fattezze
Beef Stew = stufato di manzo
Bloopo deriva da bloop = figuraccia
Blot (Macchia Nera) = macchia; conosciuto anche come Phantom Blot = macchia fantasma
Bond = obbligazione
Bull sta per bull dog
Cad Alì Cad con cad = mascalzone
Carioca = nativo di Rio de Janeiro
Caterwaul = lagna stridula
Cattfur corrisponde a cat fur = pelo di gatto
prince Char Ming con prince charming = principe azzurro. Inoltre sa di asiatico in quanto quella Ming è stata una dinastia cinese
Charlie Chipper suona in modo affine a Charlie Chaplin, mentre chipper = individuo robusto (a differenza del personaggio)
Chisel (Truffo) = imbrogliare
Churchmouse (Radimare) = topo di chiesa
Coot = folaga (tipo di uccello)
Cow = mucca
Creamo Catnera (Spaccafuoco) riecheggia il pugile Primo Carnera; si noti che ora il cognome contiene la parola cat, mentre (forse) cream = panna contrasta con il fisico possente e il carattere aggressivo
Crooks = cattivi/criminali
De Houndsears richiama hound's ears = orecchie di segugio
count De Sheckels (conte Micragna) corrisponde a count the shekels = contare il denaro
Dawg (De Pippis) è forma popolare di dog
Deeping Dustibones (Ossivecchi) = ossa polverose che sprofondano
Dinero = denaro (in spagnolo); pare che gli autori abbiano inteso riferirsi all'Italia ma abbiano confuso la parola italiana con quella spagnola
Doberman (Setter)
Doom = destino
Doublex (Kappa) deriva da double x = doppia x
Dry Gulch = gola secca
Dumbrow contiene dumb = scemo
Eagle = aquila
Ecks (Acca) si legge come x
Eega Beeva (Eta Beta) suona in modo affine a eager beaver = lavoratore indefesso
Flabbus con flab = pinguedine
Flea circus = circo delle pulci
Flintheart (Cuordipietra) = cuore di pietra
Flip = impazzire, uscire dai gangheri
Gabby deriva da gab = chiacchierare
Gadwall (Folaga) = canapiglia (tipo di uccello)
Gander (Paperone) = papero
Gilhooley = testacoda
Gleam = bagliore
Glomgold (Famedoro) = deglutire oro
Gloomy (Musone) = cupo, triste
Goat = capra
Goofy (Pippo) = sciocco
Goose (Dell'oca) = oca
Greatbeard = grande barba
Hambone = osso di prosciutto
Handlebar = manubrio (in riferimento ai baffi)
Hawkes (Grifi) = falchi
Heeza Dilly (Casoclinic) si pronuncia come he's a dilly = lui è eccellente
Helpliss suona come helpless = indifeso
Heyudi anagramma Yehudi, personaggio di un programma radiofonico poi entrato nel linguaggio corrente a indicare una persona invisibile
Hi see foneticamente si avvicina a high sea = alto mare
Hizzoner contrae his honor = suo onore
Hogg = maiale
Hoosat suona come who's that = chi è quella/o
Hopeliss suona in modo affine a hopeless =senza speranza
Horsecollar (Cavezza) =  cavezza/giogo per cavalli
Houv Ya Ben si basa probabilmente su have you been = sei stato [?]
Jollio si riferisce presumibilmente al jolly, per le sue diverse identità
John D. Rockerduck è tratto dal miliardario John Davison Rockefeller
Kashdown richiama cash down = in contanti
Koppenhooper cita lo scienziato Robert Oppenheimer
Kat Nipp (gatto Nip) richiama catnip = erba gatta/nepeta cataria, mentre kat è forma popolare per cat
Khan Doo suona come can do = poter fare. Inoltre suona esotico perchè il khan era l'imperatore mongolo
Kitty = gattino/a
Lamb (Agnello) = agnello
Leafmold si ispira a leafmould = terriccio generato da foglie in decomposizione
Long John Mouse cita Long John Silver, personaggio de L'isola del tesoro
McCrackenpot (Gramoli) somiglia a crackpot = svitato
McFoozle con foozle = pasticcione
McSnoop vale snoop = curiosare
Methooselah storpia Methuselah = Matusalemme
Mink = visone
Mugga-Beer sta per mug of beer = boccale di birra. E apparendo in una nazione di cultura islamica la dice lunga sul rispetto portato dal personaggio
Murk = oscurità
Muskrat = topo muschiato
Needa Bara Soapa sta per need a bar of soap = necessitare di un pezzo di sapone
Needle-Eye = cruna di ago
Nevvawasa sta per never was = non è mai stato/esistito
Nosedive = in picchiata
Ohm-Eye è composto da ohm (unità di misura della resistenza elettrica) e eye =occhio; inoltre il nome completo si pronuncia come oh, my! = oh, cielo!
Peg-Leg (Gambadilegno) = gamba artificiale, specialmente di legno
Piper (Tubi) = letteralmente, pifferaio ma contiene la parola pipe = tubo. Aggiungiamo che il suffisso er indica "colui che si occupa di"
Pluto = Plutone, pianetino scoperto nello stesso periodo dell'esordio del personaggio
Poochfeathers ricorda pooch features = fattezze da cane bastardino
Poncey de Loon inglesizza il condottiero Ponce de León; inoltre poncey =effeminato mentre loon =strolaga (tipo di uccello), babbeo
Pop Weezil cita la filastrocca "Pop goes the weasel", mentre pop = vecchietto
Pug = setola
Reutabaga si rifà a rutabaga = navone (tipo di tubero)
Rhutt Betlah (Sentimento Cuorcontento) deve il proprio nome a Rhett Butler, personaggio di Via col vento
Rhyming Man (Spia Poeta) = uomo rimante
Rocha Vaz omaggia Juvenil da Rocha Vaz, contatto in sud America della Disney durante la guerra
Rodent (Rodinì) = roditore
Ruff on Katz, versione gergale di rough on cats = vita dura per i gatti. Inoltre riprende il nome del pesticida Rough on rats
Scars = cicatrici
Schnauzer è una razza canina, letteralmente muso baffuto (in tedesco)
Scrammy deriva da scram = smammare, termine idoneo per un bullo atto a liquidare gli interlocutori
Scrooge (Paperone) viene da Ebenezer Scrooge, personaggio de Il canto di Natale
Seafoam = schiuma di mare
Shamrock Bondes rimanda a Sherlock Holmes, mentre shamrock = trifoglio
Shoebuckle = fibbia di scarpa
Shyster (Lupo) = avvocato senza scrupoli, imbroglione
Skinflint corrisponde all'espressione skin a flint = essere avaro
Skull = teschio
Slicker (Felice) = truffatore ben vestito/dalla parola facile, tipo di città
Smorgasbord = buffet freddo composto da vari elementi (in svedese), poichè nell'aspetto si presenta come un'accozzaglia degli elementi più disparati
Squeemish si pronuncia come squeamish = impressionabile
Squinch = guardare storto
Snout = grugno, muso
Stand and Deliver = o la borsa o la vita
Swindle McSue (Scrocco De Arpagoni) sta per swindle of sue = inganno figlio di denuncia
Tanglefoot (Piedidolci) si basa su tangled foot = piede aggrovigliato
Teensy somiglia a teeny = minuscolo
Tricks (Trucco) = trucchi, inganni
Trigger (Grillo) = grilletto
Triplex (Zeta) si rifà a triple x = tripla x
Uppacrust corrisponde, in gergo, ad upper class = classe (sociale) alta
Van Dough con dough =denaro
Van Swank rimanda a swank = eleganza
Varlott (Serpieri) somiglia a varlet = canaglia
Vaud e Ville formano, insieme, vaudeville = spettacolo di varietà
Visivasi contiene visiv = visuale; probabilmente cita anche la divinità indù Shiva
Von Drake (De Paperis) vale drake = anatra maschio
Von Mess con mess = pasticcio/confusione
Von Weasel sta per weasel = donnola, individuo subdolo
Vulter (Orango) somiglia a vultur = avvoltoio
Whoosit si pronuncia come who's it = chi è
Wing Ding = festa scatenata
Wombat (Sfrizzo) = vombato (tipo di mammifero)
Woo-Woo si pronuncia ome who-who = chi-chi (probabilmente perchè, non avendo volto, risulta di difficile identificazione)
Yussuf Aiper è forma contratta di youse a viper = sei una vipera

Luoghi

Be-junior = essere il più giovane (a portare un certo cognome); inoltre forse si riferisce alla stella Betelgeuse
Itsa Faka sta per it's a fake = è un falso
Howduyustan (Verdestan) contiene howdy = salve, come va?
Ickypoo è formato da icky = rivoltante e poo = bleah
Itching Gulch = gola che pizzica
Moola-La (Neraperla) si riferisce a Shangri-La, luogo di Orizzonte perduto. Inoltre moolah = soldi (forma gergale)
Neehdarain vale need of rain = bisogno di pioggia
Ragbag = sacco per stracci, oltre a riecheggiare Baghdad
Tralla La (Trulla) contiene un riferimento a Shangri-La, luogo di Orizzonte perduto

Creature

Aberzombie richiama la ditta di moda Abercrombie & Fitch
Aint si legge come ain't = non è (in quanto essere immaginario), inoltre suona come ant = formica, in contrasto con le sue dimensioni
Schnoodlum (manzanillo) ricorda hoodlum = teppista
Thnuckle-booh (gangarone) = ?
Twitz sta per twist = curvare

Organizzazioni/aziende/marche

Beagle Boys (Bassotti) = ragazzi beagle
Daily Bugle = tromba quotidiana
Daily War Drum (Eco del mondo) = tamburo di guerra quotidiano
Real Goners = davvero spacciati (in questo caso nell'accezione di irrecuperabili)

Altro

Teenite da teen, diffusa abbreviazione di teenager

Su alcuni, come Flip e Squinch ho dei dubbi, perciò mi rimetto ai più esperti.
Ho scritto i primi venuti in mente quindi per ampliare la lista mi rimetto a segnalazioni di ogni utente. Volendo si può non limitarsi ai personaggi ma includere anche luoghi o altro, se caratterizzati da un nome con un significato particolare

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