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Post - Maximilian

Pagine: [1]  2  3  ...  266 
1
Walt Disney Animation Studios / Re:Cenerentola
« il: Domenica 17 Ott 2021, 21:12:10 »
L'ho sempre trovato insipido. Salvo solo i dialoghi tra il re e il suo consigliere: mi ha sempre divertito il lancio della corona dalla finestra da parte del primo.

2
Cinema, musica e letteratura / Re:Che libro c'è sul comodino?
« il: Sabato 16 Ott 2021, 17:24:56 »
Sono tornato alla teoria dei giochi in forma narrativa. E, già dai primi capitoli, è meravigliosa.

3
Le altre discussioni / Re:Significato dei nomi
« il: Mercoledì 13 Ott 2021, 22:00:44 »
Ottima precisazione; modifico.

4
Le altre discussioni / Re:Stereotipi disneyani
« il: Mercoledì 13 Ott 2021, 21:41:22 »
meglio massimizzare l'effetto comico riproponendo nel passato comportamenti tipici dei discendenti beniamini dei lettori, rendendo il tutto ancora più paradossale
Se l'argomento in questione fosse usato in modo comico sarebbe un grande passo in avanti. Nelle storie che conosco viene adoperato in modo automatico, dato per scontato.

La distinzione non esiste realmente
Allora diciamo che per me dovrebbe esistere.

basti pensare alle varie grandi parodie che nascevano come storie in costume ma erano di fatto presentate come "racconti degli antenati"
Questi casi mi infastidiscono ancora di più perchè gratuiti. Quando l'eccessiva somiglianza è funzionale alla trama, posso rimanere deluso perchè l'autore utilizza un espediente molto sfruttato, ma la accetto. Ma talvolta viene inserita senza che abbia il minimo peso nella storia.

Riguardo agli appunti sugli esempi da me proposti, nessuno è, preso singolarmente, da biasimare. Il problema sta nella reiterazione della cosa.

Che una persona abbia avuto un antenato uguale a sè è irrealistico? Assolutamente sì, ma non c'è niente di male finchè rimane un caso eccezionale.

Io tra l'altro credo di aver individuato i casi che hanno dato il via a tutto ciò (entrambi walshani, per giunta): la cassetta elettronica e l'isola della morte. Ma in quelle circostanze i personaggi incriminati sono avvolti dal mistero e inoltre non si dà l conferma che siano veramente antenati. Gli elementi inverosimili possono tranquillamente esserci, ma si devono sapere usare, come in tali casi, non essere infilati per inerzia, producendo solo noia e sospensione dell'incredulità.

Concludo dicendo che il concetto che critico è deleterio per due motivi:
- mi sembra espressione di una casta nobiliare nonchè una giustificazione del nepotismo
- trasmette il messaggio che si può giudicare dalle apparenze (poichè ad aspetto uguale corrisponde carattere uguale)

5
Le altre discussioni / Re:Stereotipi disneyani
« il: Sabato 9 Ott 2021, 18:10:42 »
i parenti odierni raramente sono identici ai loro congiunti più famosi
Nemmeno tanto raramente.
Ricordo distintamente:
- un lontano cugino di Ciccio, ma non abbastanza lontano da non essere un mangione come lui
- la madre di Gastone fortunata (chi l'avrebbe mai detto?)
- Topolino che, per un malinteso, si stupisce credendo che un parente di Pippo sia disonesto
- un cugino di Archimede inventore
- un prozio di Paperone avaro
- membri vari della famiglia Sganga affaristi con poco successo
Non mi sono ovviamente messo a fare una ricerca precisa e a contarli, ma se mi cimentassi sono convinto che troverei molti altri esempi.

questo stereotipo di cui parli riguarda primariamente gli antenati dei personaggi, ed è escogitato al solo scopo di poter usufruire dei personaggi in questione nelle parodie o in storie ambientate nel passato, calandoli nelle vesti di avi
Qui mischi due concetti differenti e purtroppo per me anche alcuni autori lo fanno.
Un conto sono gli antenati dei personaggi, un altro le storie in costume. Queste ultime sono dei what if che rispondono alla domanda "come sarebbero o cosa farebbero i personaggi se fossero vissuti in un altro contesto?" e come tali sono (o dovrebbero) ambientati in universi alternativi, slegati nettamente da quello "normale".
Il problema sorge quando possiedono legami con le storie dell'universo canonico, il quale in questo modo pullula di miriadi di personaggi uguali fra loro, dando l'idea che a ogni generazione quasi gli stessi caratteri si ripresentano (e talvolta ce sono più anche nelle stesse epoche).
Come se non bastasse, i personaggi in questione intrattengono addirittura gli stessi rapporti di quelli base e hanno le stesse differenze di età. Bah!

6
Off Topic / Re:Le vostre opere
« il: Sabato 9 Ott 2021, 17:44:42 »
Disegnando mi accorgo spesso si non ricordare bene la fisionomia del personaggio che ritraggo come credevo. Parto pensando di avere scolpito nelle mente un tale volto, invece poi non so come tratteggiare certi dettagli. Così concludo tirando a indovinare. A voi non capita mai?

Il prossimo non mi è venuto bene, ma lo condivido ugualmente.

7
Giochi / Re:Completa il titolo!
« il: Sabato 9 Ott 2021, 15:54:13 »
Cerchiamo di restringere il campo: di quale decennio è?

8
Le altre discussioni / Re:Stereotipi disneyani
« il: Sabato 9 Ott 2021, 15:52:16 »
Uno degli stereotipi che sopporto meno è il trattare tutti i membri di una famiglia uguali (o molto simili).
Archimede è un inventore, quindi anche i suoi parenti lo sono, Gambadilegno delinque di conseguenza viene da una famiglia di criminali, gli avi di Paperone erano tirchi (sebbene in questo caso ci si riferisca più che altro al luogo comune sugli scozzesi), eccetera.

Ciò, ancor prima di essere irrealistico, denota una mancanza di fantasia imbarazzante.

Si è cominciato con i parenti di Pippo strampalati, ma finchè la cosa era limitata ad una sola famiglia dell'universo dell'universo disneyano poteva andarmi bene, ma purtroppo si è in diverse occasioni generalizzato.
Inoltre, accetto la peculiarità della loro stirpe solo se ognuno è eccentrico in modo diverso dagli altri, invece di costituire un gruppo di cloni. E pure a livello grafico dovrebbero presentare qualche differenza tra loro, pur mantenendo qualche tratto comune.
In più, va bene che gli stravaganti costituiscano la gran parte, ma non devono per forza raggiungere la totalità: per fortuna Gilberto costituisce un'eccezione.

Secondo me l'idea a cui qui mi oppongo danneggia:
- sia il parente nuovo, che non risulta un individuo a sè stante ma un doppione (o comunque piccola variante) del personaggio di riferimento
- sia il personaggio di riferimento, che perde la propria unicità e diventa intercambiabile con i suoi derivati

Pensate cosa sarebbe successo se Barks avesse seguito questa linea di pensiero quando creò Paperone e Gastone: anzichè due personaggi nuovi, autonomi e interessanti, ci saremmo ritrovati con due brutte copie di Paperino.

9
Off Topic / Re:Le vostre opere
« il: Domenica 3 Ott 2021, 21:51:02 »
Non mi convince la prospettiva del cappello

10
Commenti sulle storie / Topolino politicante
« il: Domenica 3 Ott 2021, 21:35:14 »

https://inducks.org/story.php?c=YM+078

Topolino si candida consigliere comunale per evitare che lo diventi un mafioso.
Pur trattandosi di uno spunto interessante già di per sé, il bello della presente storia è il modo spumeggiante in cui esso viene sviluppato.

I segnali di stile si avvertono già dalla divertente prima striscia, dove si gioca sul contrasto tra serietà e giocosità del protagonista.
Nella seconda invece, che corrisponde ad una delle cose più esaltanti che abbia mai letto, si tratta il conflitto tra altri tratti della sua personalità, ovvero tra la voglia di azione e di tranquillità domestica (risolvendosi in maniera dirompente a favore della prima). Si nota che lo sgherro, mandato con l’intento di dissuadere Topolino dal candidarsi, ottiene l’effetto esattamente opposto.
Le tre vignette centrali costituiscono un crescendo in tal senso: il protagonista passa da una certa indifferenza all’argomento all’insofferenza verso l’interlocutore per terminare in un atteggiamento manifestamente ostile. La sequenza è scandita dalla ripetizione della stessa parola la quale aumenta d’intensità via via e mi sembra di udire distintamente con le mie orecchie.
L’ultima vignetta raffigura la disastrosa conseguenza di quanto sopra, dove Topolino trionfa pur avendole prese: si rappresenta adeguatamente un carattere combattivo ma non invincibile.

Il neo-candidato affronta le persone che incontra con diffidenza e ironia (nel secondo caso, attingendo ad una storia di poco precedente) ed entra in contatto con l’onnipresente campagna elettorale avversaria.
Successivamente arriva al cospetto del nemico, davanti al quale sfoggia il proprio spirito indomito. E anche quando questi vuole sbarazzarsene, tenta il tutto per tutto prima imprigionandolo con se stesso e dopo, una volta tutti nella stessa situazione, a indurlo a liberarsi (e Topolino con lui).

La conclusione è una delle più strane che ricordi, in cui non si assiste né ad una vittoria né ad una sconfitta, bensì ad un pareggio, per così dire.

Si imputa all’opera il difetto di una mancata vendetta dell’antagonista verso il politicante del titolo che lo ha sfidato, mettendone in dubbio l’autorità. Però si potrebbe controbattere che magari un tentativo del genere ha avuto luogo, solo che noi non lo sappiamo perché avvenuto fuori dalle vignette, poiché non era ciò quello di cui il fumetto voleva parlare.
Soprattutto, bisogna ricordare che alla fine l’intrallazzatore si trova a piede libero senza scontare alcuna pena per i suoi crimini come minacce, tentata corruzione e sequestro di persona.

Si della tratta della migliore storia del 1946 e non solo; inoltre è una di quelle che contribuiscono a creare il mito di Topolino. Anzi, mi chiedo se basti questa a renderlo il migliore personaggio di sempre.
Con la presente Walsh dimostra la possibilità di trattare argomenti oltremodo seri in maniera leggerissima e spensierata.
Ogni volta che ripenso ad essa mi torna il buonumore.

Chiudo con una curiosità: Orazio, relegato da anni a ruoli marginalissimi, assume il ruolo di motore dell’azione.

11
Rileggendola, ho notato una disparità maggiore tra i due tronconi della storia (o tra le due storie, giacchè considerarla unica è piuttosto arbitrario).
La prima parte è carina, ma non davvero memorabile, mentre la vicenda si eleva quando entra in scena il vero protagonista dell'avventura. Dopo aver conosciuto svariate gambadilegnate a firma di Walsh o dello stesso Gottfredson, avevo teso a minimizzare questa sua interpretazione: invece già qui dimostra grande personalità e carisma (sebbene le sue capacità di comandare non hanno ancora raggiunto il massimo).

Questo Topolino non mi dispiace solamente nelle scene di lotta, perchè lì evita di di sfoggiare sorrisoni ebeti.

Ma siamo sicuro che il presente fumetto sia di De Maris? Lo stile non sembra proprio il suo: 4 anni (non pochissimo, ma nemmeno così tanto) dopo ne avrebbe sfoggiato uno ben diverso. O forse Gottfredson incideva nelle sceneggiature più di quello che penso.

12
Off Topic / Re:Le vostre opere
« il: Sabato 11 Set 2021, 12:28:47 »
Non intervengo qui da veramente tanto. Pur avendo continuato ogni tanto a disegnare, non avevo voglio di scannerizzare, allora ho deciso di fotografare, così faccio prima (e la risoluzione non sembra peggiorata in modo percettibile)

13
Sfide e richieste di aiuto / Re:Paperi, Topi e Fantasmi
« il: Sabato 11 Set 2021, 11:41:01 »
Segnalo il flauto di Omar, sebbene non sia del tutto chiara la natura delle entità presenti (più spiriti che fantasmi, probabilmente)

14
Le altre discussioni / Re:Significato dei nomi
« il: Sabato 11 Set 2021, 11:32:58 »
Un po' di cani da Topolino e Pluto corridore: Flea Circus, Hambone, Beef Stew e Ruff on Katz

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Commenti sugli autori / Re:Rudy Salvagnini
« il: Sabato 4 Set 2021, 21:48:43 »
E’ principalmente noto per i romanzi di Pippo, tuttavia i suoi meriti vanno ben oltre.
L’ho rivalutato consistentemente negli ultimi anni, scoprendo diverse opere che non sapevo create da lui e conoscendo quelle che giudico le sue migliori e consiglio caldamente:
-   Topolino e la foresta che cammina
-   Topolino e la montagna di luce
-   Topolino e il vortice imperiale
-   Topolino e il coyote rock
-   Topolino e l’incredibile minaccia di Cyberman
Si tratta di storie molto fantasiose e particolari, con una propensione verso il bizzarro. In alcune si respira un grande senso del mistero (la prima e la quarta), altre dotate di efficace umorismo (soprattutto la seconda), ma tutte sono scritte molto bene e con svariati guizzi.
L’ultima della lista si differenzia per essere più convenzionale rispetto alle altre, ma comunque notevole.

Oltre a queste cito anche Il professor Pippo e la fisica troppistica e Topolino e l’inafferrabile Temporius, che secondo me sono di pari livello a quelle precedenti, però avendole lette da bambino la nostalgia potrebbe influenzarmi. Delle altre invece, gustate per la prima volta da adulto, non ho riserve sul valore oggettivo.

Tra gli altri meriti, lo giudico uno dei pochi (se non il solo) a divertire con Ciccio protagonista. E anche la serie dei disastri di Paperoga ai danni di Paperino, che con gli altri autori mi è venuta sovente a noia, con lui resta godibile.

Tornando ai mercoledì di Pippo, noto che più volte lo sceneggiatore a provato a trasporne lo schema in media diversi. Nelle seguenti occasioni alcuni personaggi provano a realizzare non un romanzo ma un film o altro producendo effetti più o meno similari alla serie più famosa:
-   Paperino e gli Ameboidi dallo spazio profondo
-   Paperino e Paperoga al centro della Terra
-   Pippo e Horsazio il mostro spaziale mai sazio
eccetera.

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