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Messaggi - Ilja Topovic

#1
Topolino / Re: Topolino Speciale Anteprime - 2026
Mercoledì 9 Set 2026, 18:19:05
Citazione di: Cornelius il Mercoledì  9 Set 2026, 17:28:25Nei canoni Disney no ma in quelli di Bertani, chissà...
Come ha eliminato Indiana Pipps e Paperetta, per altri motivi il direttore potrebbe farlo con Macchia Nera.

Talmente 'epico' è stato questo Macchia targato Nucci-Casty che, come la sua presenza in altre storie parallele è stata evitata in questi ultimi anni, così anche una presenza futura del personaggio in storie non ritenute 'all'altezza' di questa saga potrebbe essere in dubbio.

Magari una 'eliminazione' non definitiva ma durevole, qualche anno per 'smaltire' i postumi di questa serie e per non rendere troppo ravvicinate delle storie in cui Macchia potrebbe risultare 'banale'. Non so se Marco Nucci riprenderà il personaggio al di fuori di questa serie. Casty potrebbe e dovrebbe farlo (come anche altri autori, ovviamente) ma quel "de-fi-ni-ti-vo" (scritto in grassetto) mi suona tale anche per il protagonista.

E' altresì vero che i 'sillabati' detti con forza e convinzione non sempre portano al risultato sperato: anche quel "fun-zio-ne-ran-no" di alcuni anni fa non mi pare abbia portato a traguardi ragguardevoli...   :innocent:

Ma non credo, in interviste passate Bertani ha indicato come alla fine del ciclo di Nucci/Casty il personaggio sarebbe tornato nelle disponibilità degli altri autori.
#2
Topolino / Topolino 3693
Martedì 8 Set 2026, 12:02:20
Recensione Topolino 3693


 L’iniziativa della Disney, a livello internazionale, di intraprendere una collaborazione con la Formula 1® che aveva portato alla realizzazione di una serie di storie, pubblicate in un volumetto allegato allo scorso numero del settimanale, torna a riaffacciarsi in edicola anche su Topolino 3693, con una cover che ci presenta Paperino e la paperizzazione di Kimi Antonelli, il giovane astro nascente italiano della Formula 1® e un modellino di una speciale monoposto Disney da Formula 1®.

 La prima storia dell’albo è un nuovo episodio de I misteri di Paperopoli, ciclo che ci porta alla scoperta di angoli poco noti della metropoli del Calisota, dedicato questa volta a Il desolato isolato infestato, di Fabio Michelini e Federico Butticé. La narrazione vede Qui, Quo e Qua imbattersi nelle leggende metropolitane che fanno di un isolato abbandonato un luogo infestato da fantasmi. Con caparbietà, i tre decideranno di scoprire la verità sul posto: sarà poi davvero disabitato? La storia avanza senza grandi scossoni, al di là del finale, dove un colpo di scena dovrebbe infondere un retrogusto agrodolce al tutto. L’asso nella manica della storia, però, sono i disegni di Butticé, che danno dinamismo ai personaggi e anche ai paesaggi urbani, grazie ad inquadrature particolarmente ardite.

 Si procede, poi, con l’ampia sezione dedicata alla partnership con la Formula 1®, con un’intervista di Santo Scarcella a Kimi Antonelli, intervallata da un quartetto di one page ad opera di Stefano Petruccelli, Giovanni Barbieri e Alessandro Perina (Il sogno di un pilota, Entusiasmo, Lezioni di guida e Pilota provetto), approccio alla presenza dei VIP sul Topo che, ormai da anni, ha sostituito le lunghe vicende dedicate alle paperizzazioni.

 
Qui, Quo, Qua studiano il caso

 Segue poi una serie di tre brevi storie di produzione global, realizzate da Alessandro Ferrari e Marco Mazzarello (Un giro e un mare di guai, Cuffia per due e Tifoso esagerato), che si pongono in continuità con il volumetto della scorsa settimana, proponendo sviluppi alquanto semplici che partono dalla rivalità del team di Paperone e quello di Cuordipietra, privilegiando la realizzazione di alcune gag piuttosto che l’aspetto sportivo vero e proprio. Mazzarello qui sfoggia il suo stile rinnovato che ha assunto negli ultimi anni, dando prova di bravura nella raffigurazione dei personaggi anche in queste vesti inusuali che li vedono protagonisti del mondo della Formula 1®. Il dietro le quinte di queste storie ci viene raccontato in un’intervista agli autori stessi, che spiegano come hanno fatto a far dialogare l’universo di Topolino con quello della Formula 1®.

 Il tema del numero cambia radicalmente con la storia seguente Minni, la fanciulla del West, in cui Francesco Artibani e Carlo Limido ci portano nel mondo della frontiera americana, parodizzando un’opera di Puccini, La fanciulla del West, che era già stata adattata nel 1979 da Giangiacomo Dalmasso e Giuseppe Perego, in Paperina "fanciulla del west". Qui Artibani decide di cogliere la palla al balzo e sfruttare un caso di omonimia, ambientando la versione teatrale nel mondo dei topi e rendendo proprio Minni la protagonista (Minnie è infatti anche il nome dell’eroina originale). La storia segue il canovaccio dell’opera originale, smussandone gli elementi più ostici, ma dandoci un’interpretazione di Minni di grande carattere, assieme ad un Topolino sul lato opposto della legge, contro la sua volontà, discostandosi in questo dal Ramerrez pucciniano.

 
I due amati ci sono l’uno per l’altra, in ogni tempo

 Probabilmente la necessità di adattare la trama alle esigenze di questa trasposizione genera delle situazioni meno convincenti, ma la capacità di giocare col trasporto emotivo comunicato dai personaggi e la dinamicità delle tavole di un Limido in ottima forma, bilanciano il tutto, con un risultato abbastanza soddisfacente. Rimangono divertenti le citazioni inserite ai fumetti classici, con il cavallo di Mick che altri non è che il buon Piedidolci e il suo nom de plume che è Topo the Kid, nome dell’indimenticato personaggio scarpiano.

 Si passa, quindi, alla breve La tecnologia allergica, facente parte della serie di Galaxy Quack, di Giovanni Barbieri e Giovanni Preziosi. Il ciclo continua a proporre piccoli racconti umoristici, nei quali l’attenzione viene tenuta alta attraverso i battibecchi fra Paperino e il suo assistente robotico Arnie, dovuti alla sconsideratezza del nostro protagonista, sempre pronto a gettarsi nelle situazioni più astruse per ricavarne qualche vantaggio. In questo caso, la smania di avere in prevendita in nuovo videogioco (adatto a questo periodo di uscite videoludiche molto attese), lo porta ad accettare un traporto di un collo alquanto recalcitrante. Lo stile personale di Preziosi e la sua abilità nel confezionare mondi alieni contribuiscono alla buona riuscita della storia.

 Il numero si chiude con un bel regalo da parte di Francesco Artibani e Alessandro Pastrovicchio: Tra le nuvole, ovvero il prologo di Topolino e l’isola delle folgori. Già la decisione di dare un sequel auna storia fra le più iconiche dell’epopea gottfredsoniana, quale è Topolino e il mistero dell'uomo nuvola è certamente ardita, ma il volere in queste 16 pagine applicare una vera e propria mimesi con l’opera originale, replicandone il bianco e nero con retini, la struttura orizzontale e anche il modo di narrare, cadenzando il ritmo a strisce, è un vero e proprio salto di qualità. Da un lato, Artibani riprende il personaggio di Enigm, di cui cade quest’anno l’80° compleanno, rimarcando la sua caratteristica ruvidità e lanciandosi in presagi su quello che poi verrà (basti pensare alle vicissitudini del professore con un piccolo aiutante, in questo caso rivelatosi ben poco adatto alla parte). Dall’altro, Pastrovicchio ripercorre lo stile degli anni Trenta (ovvero di ben novanta anni fa!, ndr) con grande perizia, proponendo la fauna da fattoria tipica dell’epoca e avendo la possibilità di ripresentare delle scene prese di peso dalle continuities originali, per mettere in chiaro quando ci troviamo (immediatamente dopo i fatti accaduti nella celebre avventura citata) e pensare a dove dovremmo arrivare (qualcosa che avremo modo di capire solo leggendo il prossimo numero).

 
Enigm si mette al lavoro, ma con quali risultati?

 In conclusione, Topolino 3693 si presenta come un albo dalla qualità un po’ discontinua, con storie che forse non riescono a imporsi pienamente, ma che trovano nei disegni e in alcune soluzioni particolari più di un motivo d’interesse. A risollevare decisamente il bilancio contribuisce soprattutto Tra le nuvole, che, oltre a rappresentare un riuscito omaggio a Gottfredson, getta le basi per un seguito che lascia ben sperare. Una lettura quindi piacevole, pur senza particolari picchi, ma con la curiosità di vedere dove porterà quanto seminato in queste ultime pagine.



Voto del recensore: 3.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/09/08/topolino-3693/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

#3
Commenti sugli autori / Re: Francesco Guerrini
Sabato 5 Set 2026, 18:49:33
Citazione di: Grilletto Grifi il Giovedì  3 Set 2026, 21:49:50Sarebbe ora anche di un bel volume a lui dedicato! Un Grandi Autori per esempio...
Tutte le sue storie da autore completo entrerebbero perfettamente, a livello di foliazione, in un Grandi Autori.
#4
Testate Straniere / Re: Pubblicazioni francesi
Lunedì 24 Ago 2026, 18:53:40
Ci sarebbe Journaux, ma si limita solo all'ultimo numero pubblicato. Consiglio Vinted, dove spesso gli albi si possono trovare poco dopo l'uscita ad un prezzo di gran lunga inferiore a quello di copertina. Sul sito della casa editrice mi pare che le testate regolari si possano acquistare solo su abbonamento (Trésors pare solo in abbinamento a Picsou Magazine).
Per quanto riguarda la testata, ho continuato a seguire il lodevole progetto e ho molto apprezzato, sia la selezione delle storie, che il lavoro redazionale. Peccato che il bel trattamento fatto a Rota non sia stato replicabile per Carpi, che ha goduto di un solo volume (con ottima cover di Freccero).
#5
Citazione di: MB il Giovedì 20 Ago 2026, 19:35:02Vado un attimo off topic per complimentarmi con Ilja Topovic per il sito da lui gestito appena (o forse già c'era, comunque da poco, e non l'ho notato io) messo in firma. Mi chiedo: quando le sezioni dedicate alle specifiche annate di strips dei '90 saranno pubblicate, conteranno le tutte le strips oppure delle analisi relative ad esse?
Ciao, grazie per i complimenti! Sì, il progetto è recente e si tratta ancora di un work in progress e, per le varie annate, l'idea sarebbe quella di fare come le pagine dedicate al 1992, 1993, 1994, per fare una guida di base nei confronti di questo materiale poco conosciuto.
#6
Testate Regolari / Le storie di Topolino 9
Venerdì 21 Ago 2026, 13:55:47
Recensione Le storie di Topolino 9

Le Giovani Marmotte in Operazione Alaska
 Il nono albo de Le storie di Topolino presenta la prima storia di un rilancio che ha occupato a lungo le pagine del settimanale. Si tratta de Le GM in Operazione Alaska, di Federico Rossi Edrighi e Francesco D’Ippolito, pubblicata nel 2020 e peraltro già ristampata ne Il Manuale delle Giovani Marmotte, due anni dopo. Proprio dal quinto numero di questa testata è tratta la cover, ad opera di D’Ippolito stesso.

 Nei primi anni di direzione Bertani si sono individuati dei leitmotiv e delle scelte creative che hanno delineato in modo netto quali fossero le strategie editoriali scelte per il nuovo corso di Topolino. Una delle più significative, oltre alla serialità, è stata quella di dare maggiore spazio e risalto ai personaggi più giovani, per diversificare il cast delle storie e cercare una maggiore immedesimazione presso il pubblico dell ragazz. Qui, Quo e Qua sono stati al centro di questo progetto, diventando protagonisti di vari filoni atti a dare finalmente a ciascuno di essi una propria caratterizzazione stabile e coerente, esplorando diversi ambiti e passioni (lo sport, il mondo nerd, la musica), senza però dimenticare i contesti tradizionali in cui calare il terzetto, quale per l’appunto quello che li vede agire nei panni di Giovani Marmotte.

 Il progetto dedicato alle GM ha avuto un ruolo centrale in questa strategia editoriale: venne infatti coordinata la pubblicazione di nuove storie con il lancio di una collana da edicola dedicata al più famoso gruppo scoutistico disneyano, il cui numero inaugurale fu allegato proprio al Topolino contenente il primo episodio di Operazione Alaska.

 
Qui, Quo e Qua aiutano Paperino… all’unisono

 In questa storia, troviamo le Giovani Marmotte impegnate in una missione per salvaguardare l’habitat di una particolare specie a rischio, il Bamballocco: un gufo non volante, docile ma particolarmente fastidioso, messo in pericolo dalle macchinazioni di un eccentrico riccone fissato con la tecnologia, che sembra stare sfruttando illecitamente le risorse naturali della zona. Questa iniziativa, che coinvolgerà Qui, Quo, Qua, il Gran Mogol e una serie di nuovi personaggi, sarà un modo per mettere alla prova il nostro terzetto, in particolare sulle difficoltà esistenti nella gestione di un gruppo e su quali siano le doti di leadership adatte alle diverse situazioni che incontreranno.

 
Le doti di un buon leader

 Si nota come l’intenzione sia quella di traghettare il lettore verso una caratterizzazione di Qui, Quo e Qua più originale, partendo da un inizio con i nipotini che si completano le frasi a vicenda, per arrivare alla definizione di caratteri distinti, impegnati in ruoli separati che assumono via via nel corso della narrazione. Se Quo appare tratteggiato con un piglio più grintoso, Qui si preoccupa della tenuta della squadra, mentre Qua, inizialmente nelle retrovie, appare il più concentrato sul raggiungimento degli obiettivi.

 Non sono solo loro, ma anche le Giovani Marmotte stesse a rinnovarsi. La storia presenta infatti una struttura allargata del gruppo, con un Arcimogol (debitore a livello grafico di pesanti ispirazioni carpiane) e gruppi di Marmotte provenienti dall’esterno del Calisota. Alcuni di questi personaggi diventeranno presenze costanti nel ciclo di storie, come Jamal, Beth e Michelle, ognun con una caratterizzazione distinta e in grado di giocare un ruolo incisivo nella missione. Proprio questa, intanto, procede mettendo i nostri protagonisti alla prova nel tentativo di smascherare le macchinazioni del villain della storia, per quanto alcuni sviluppi appaiano un po’ forzati e anche la risoluzione non riesca a convincere appieno.

 In questa prova, Francesco D’Ippolito dimostra come già nel 2020 fosse alle prese con una fase di sperimentazione, soprattutto per quanto riguarda la struttura della tavola e la regia, pur rimanendo nei binari del suo stile tradizionale. A partire da questa storia e dalla successiva saga di Ducktopia, riuscirà a elaborare un’evoluzione del suo tratto e della sua narrazione grafica che lo porterà ad essere l’artista innovativo che oggi conosciamo.

 
Al terzetto si uniscono Michelle, Jamal e Beth

 Per quanto riguarda l’apparato redazionale, in coda al volume troviamo le consuete rubriche che aiutano il lettore ad entrare nel mondo presentato nella storia. In questo caso particolare, nonostante non ci troviamo in una realtà alternativa o una storia in costume, queste pagine mantengono comunque una certa importanza, data la volontà di espandere il mondo delle Giovani Marmotte catapultandole in luoghi esotici e introducendo nuovi personaggi.

 In conclusione, si tratta di un albo che condivide i pregi dei precedenti e che ospita una storia interessante, soprattutto per quello che mette in moto, nonostante i suoi difetti. Vedendo come nello scorso numero si è scelto di chiudere la saga de Le Isole della Cometa e come nel prossimo si farà lo stesso con Foglie Rosse, viene da pensare che ci siano buone possibilità che anche questa serie sulle Giovani Marmotte, che ha visto Marco Nucci, prima, e Francesco Vacca poi, sceneggiare le successive avventure, possa trovare in questa testata una casa stabile. D’altronde, considerando la lunghezza media degli albi, in quattro volumetti sarebbe possibile riuscire a concludere il ciclo.

 



Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/08/21/le-storie-di-topolino-9/
#7
Citazione di: V il Giovedì 20 Ago 2026, 10:48:40Come selezione delle storie, io proporrei tutta la trilogia (con una storia aggiuntiva) del Giocattolaio: https://inducks.org/story.php?c=I+TL++922-B, https://inducks.org/story.php?c=I+TL++992-C e https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1041-A, mai ristampate prima tutte insieme (cui si aggiunge il ragazzo di latta:https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1095-B).
Per le storie del giocattolaio mi piacerebbe un giorno vederle su un Classico, con raccordo di Casty (con, magari, anche una sua storia a sugellare l'operazione, come quando sono stati fatti i Classici di Ok Quack e Doppioscherzo).
#8
Direi Alberto Lavoradori: un autore capace di ragionare e inventare al di là di ciò che è usuale, con i suoi concept e le sue regie ardite.
#9
Le altre discussioni / Re: I.N.D.U.C.K.S.
Mercoledì 29 Lug 2026, 21:19:16
Si parla della peggiore eventualità, ovvero quella della perdita dei dati, che porterebbe a dover ricorrere ai backup, ma non è ancora assodato che i dati siano persi.
#10
Le altre discussioni / Re: I.N.D.U.C.K.S.
Mercoledì 29 Lug 2026, 19:17:38
Citazione di: Duca Quaquarone il Mercoledì 29 Lug 2026, 18:00:40Inoltre, su Instagram hanno menzionato che avrebbero avuto perdite minime di file di testo, ma nel contempo sarebbero persi mesi di immagini e dati degli utenti.
Solo nel caso in cui si dovesse ricorrere ai backup.
#11
Testate Regolari / Le Storie di Topolino 8
Giovedì 16 Lug 2026, 13:10:20
Recensione Le Storie di Topolino 8

Le Isole della Cometa – La 2a serie completa!
 Con una copertina sorprendentemente inedita ad opera di Paolo Mottura, che si pone come seguito ideale di quella d’esordio della collana, Le storie di Topolino 8 ospita quello che è il primo grande ritorno di una serie su queste pagine: Le isole della Cometa. In questa seconda stagione, alle matite ritroviamo Nico Picone e ai colori Irene Fornari, mentre ai testi abbiamo il solo Pietro Zemelo, apparentemente senza più contributi accreditati del direttore Alex Bertani. Il volumetto si apre con un riepilogo degli eventi precedenti, a cura di Gaja Arrighini, necessario a riallacciare i fili narrativi dopo oltre un anno dalla prima pubblicazione della prima serie.

 La storia riparte dall’arcipelago Rodent, riprendendo da dove si era interrotta: questa prosecuzione si propone di approfondire le motivazioni dei personaggi e chiarire i misteri legati al gruppo delle Comete. Al centro della narrazione si trovano principalmente, ma non solo, i due alter ego di Topolino, ovvero Mick e Babou. Entrambi devono fare i conti con il proprio passato e le implicazioni che questo ha sul loro futuro; ne seguiamo i tormenti attraverso una struttura che alterna flashback e momenti introspettivi.

 
Il sogno del piccolo Babou

 Fin da subito, il percorso che dovrebbe svelarci meglio gli intenti dei protagonisti e i loro segreti (simpatico vedere anche un personaggio come Dippo nascondere un passato misterioso da cui intende fuggire) si lega a doppio filo con i molti misteri rimasti insoluti circa le Comete. L’azione si sviluppa allora introducendo ulteriori nuovi personaggi, attraverso i quali si possa finalmente fare luce sui segreti che Salud, il Professore, e Mick, lo zio di Babou, hanno tenuto celati insieme a mappe e bussole.

 Zemelo costruisce una narrazione stratificata, caratterizzata da una tensione costante che non viene mai meno nonostante la complessità dell’intreccio, in cui i diversi punti di vista si sovrappongono. I personaggi si separano per affrontare singolarmente delle missioni, per poi ritrovarsi e dividersi nuovamente, contribuendo a ricostruire il puzzle degli eventi poco alla volta. Sul piano grafico, Picone valorizza al meglio la varietà della narrazione, alternando momenti più intimisti a sequenze dinamiche: particolarmente degne di nota quelle aeree. La libertà compositiva delle tavole si traduce in un uso flessibile della griglia, che spazia dalla struttura tradizionale a soluzioni più libere, fino alle quattro strisce.

 
Dippo torna a casa

 Se c’è un tema che lega le varie vicende dei personaggi principali è quello della famiglia. La precedente stagione indagava la volontà di trovare il proprio posto nel mondo, mentre questa riporta Mick, Babou, ma anche l’antagonista di questi episodi, a confrontarsi con le implicazioni dell’accettazione una determinata eredità e di come questa possa influenzare il nostro presente. Se per Mick e Babou questo appare come un percorso che, seppur non in modo perfettamente lineare, porta ad una conclusione inevitabilmente positiva, il ruolo del villain è quello di rappresentare una declinazione opposta e distorta dello stesso tema.

 La trama, ricca e talvolta sovraccarica di elementi, riesce comunque a mantenere vivo l’interesse del lettore, che si trova di fronte ad una mole di informazioni sulle Comete molto superiore a quello che avevamo letto nella prima stagione. Tuttavia, un problema che si può riscontrare è il fatto che alcuni riferimenti e accenni non hanno modo di svilupparsi appieno. Per esempio, quando un certo componente delle Comete e una misteriosa strega (con tanto di assistente alato) fanno capolino sulla scena, il pensiero va ovviamente in una direzione, che rimane però inesplorata. Il primo si rivela essere solo un accenno, mentre la seconda figura non è altro che un depistaggio per il lettore.

 
Una strega… inattesa

 La storia si presterebbe certamente ad un ulteriore sequel o anche a svariati prequel, magari con protagoniste le Comete da giovani nel pieno delle loro avventurose imprese. Se il riscontro della serie, quando suddivisa settimanalmente in puntate, non è stato così dirompente, magari la riproposizione in due albi potrà portare a una riscoperta e rivalutazione dell’opera.

 Per quanto riguarda il resto dell’apparato redazionale, si continua con le tradizionali rubriche circa i personaggi (i pochi introdotti in questa seconda serie), i luoghi inediti visitati e i mezzi di trasporto, lasciando momentaneamente da parte gli aerei, per concentrarsi su strumenti di viaggio meno centrali nelle vicende.

 In conclusione, la consueta anticipazione del prossimo numero preannuncia la pubblicazione di Operazione Alaska, la storia delle Giovani Marmotte che ne ha decretato il rilancio durante la direzione Bertani. Che sia segno dell’intenzione di portare su questa testata tutto il ciclo delle GM contemporanee? Sarebbe certamente un’iniziativa apprezzabile.

 



Voto del recensore: 4/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/07/16/le-storie-di-topolino-8/
#12
Topolino / Topolino 3685
Lunedì 13 Lug 2026, 14:08:11
Recensione Topolino 3685


 A cinque anni dall’apparente conclusione delle trame che avevano avuto come antagonista Mister Vertigo (e dopo alcune sporadiche apparizioni avvenute nel frattempo), torna sulle pagine del settimanale il villain che tanto ha fatto penare Topolinia, con Topolino e il nemico che visse due volte.

 Questo ritorno viene anticipato già dal pattern a spirale nella copertina di Davide Cesarello, a dire il vero forse un po’ spoglia per un evento di tale rilievo. Il titolo stesso della storia, inoltre, riprende la versione italiana di uno dei film di maggior successo di Alfred Hitchcock, ovvero La donna che visse due volte: libera traduzione, ancorché appropriata, dell’originale Vertigo, per un multiplo gioco di rimandi con il nome del personaggio. In un ulteriore collegamento con il cinema, l’avventura viene pubblicata in due tempi da assaporare uno dopo l’altro, superando la classica breve interruzione centrale.

 L’ideale testimone dei casi riguardanti Mister Vertigo passa dunque dal suo creatore Marco Nucci a Pietro Zemelo, che decide di rimescolare le carte in tavola realizzando una storia in cui è Basettoni il fulcro della narrazione. È infatti proprio il commissario a essere colpito dalla maggior parte delle vicende, a causa del confronto con il misterioso profilo chiamato Spiral, che tramite i social annuncia gli eventi criminosi nel mentre che questi avvengono. Questo “individuo”, inizialmente una fonte attendibile per le forze dell’ordine, si rivelerà man mano sempre più ostile e inaffidabile.

 Il prevedibile legame fra Spiral e Vertigo si solidifica nel corso della storia, culminando nel finale del secondo episodio che sembra però quasi rimettere in discussione quanto raccontato in precedenza.

 
Mister Vertigo non dà pace al povero Topolino…

 Zemelo riesce a gestire bene la tensione e lo spazio da dare ai vari personaggi, alternando le scene investigative a quelle di vita privata ed elaborando un intreccio che scorre piacevolmente. Cristian Canfailla, dal canto suo, torna dopo mesi di assenza e fornisce una prova convincente, facendo recitare con sapienza ai personaggi l’ampio spettro di emozioni che si trovano a vivere durante la narrazione.

 Il numero continua con una storia prettamente estiva, Paperino e l’architettura da spiaggia, che propone un canovaccio abbastanza classico: Paperino si ritrova coinvolto in una gara di castelli di sabbia dei nipotini e inizia a prenderla con eccessiva competitività.

 La trama ideata da Niccolò Testi soffre in alcuni passaggi di un ritmo piuttosto blando e sembra prendersi più tempo del necessario, e solo il colpo di scena finale lascia qualcosa in più. Sono però le matite di Nico Picone il vero valore aggiunto, grazie al suo tratto elegante e morbido e alla sua regia dinamica.

 
Il piccolo Paperone gioca con i suoi soldatini

 La terza storia del libretto ci porta nel mondo del sovrannaturale, con Lord Hatequack presenta... L'ora del terroreAll’attacco! di Giulio A. Gualtieri e Roberto Vian. Il racconto inizia con un flashback del giovane Paperone con sua madre, per poi cambiare completamente scenario e mostrare un assalto al Deposito… decisamente inusuale.

 Se la minaccia con cui devono avere a che fare lo Zione e Battista non viene volutamente approfondita per mantenere un alone di mistero e inquietudine, non è chiara né dal punto di vista della sceneggiatura né da quello grafico la risoluzione finale ideata dai due, che appare quindi inefficace, pur chiudendo un cerchio con l’incipit. Ciononostante, Vian si conferma una scelta azzeccata per illustrare storie come questa, che fanno delle atmosfere più tenebrose e a tratti disturbanti il loro punto di forza.

 Con la quinta puntata di Paperino in: Fifa World Cup, sempre del duo Marco Nucci/Corrado Mastantuono, giunge al termine la saga mondiale che ci ha accompagnato in questa estate, svelando anche il destino della nazionale del Calisota nella competizione. Lo stile adottato dallo sceneggiatore in questi episodi, con una voce narrante utilizzata a mo’ di cronaca realizzata da parte di un giornalista sportivo al seguito della manifestazione, supporta una narrazione rapida, in cui tutti i nodi vengono al pettine nel corso di una finale al fulmicotone. Tra azioni dinamiche, le solite gag reiterate e riconciliazioni familiari e sportive, sarà Paperino il protagonista indiscusso e la sua stizza avrà un ruolo determinante nella partita.

 
Fra gli spalti ritroviamo un vecchio amico!

 La coppia di autori riesce soprattutto a darci una rappresentazione vivida dei personaggi, in ventiquattro tavole molto ricche di particolari. Tra questi, lo scontro con la nazionale brasiliana ci permette di ritrovare fra le pagine del settimanale (in una storia italiana!) José Carioca, con un cameo nelle vesti di tifoso verdeoro, tratteggiato da Mastantuono in maniera molto personale.

 Il numero si chiude con una one-page, Sapore d’estate – Gioventù avventurosa, ad opera di Carlo Panaro e Ottavio Panaro, che gioca con leggerezza con il passato dello Zione.

 Pur non brillando in ogni sua proposta, Topolino 3685 riesce a convincere grazie soprattutto alla nuova avventura di Mister Vertigo, mentre il resto delle storie oscilla tra prove discrete e altre meno incisive.

 



Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/07/13/topolino-3685/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

#13
Commenti sugli autori / Re: Alessandro Sisti
Martedì 7 Lug 2026, 17:14:36
Calorosi auguri al padre putativo di tutti i Pkers!
#14
Magari un Grandi Autori di Gatto ci potrà dare finalmente una ristampa del suo albo per Topolino Più e la sua parodia di Pinocchio con Qui, Quo, Qua.
#15
Le altre discussioni / Re: Cosa si può fare per Pikappa?
Venerdì 19 Giu 2026, 16:36:56
Citazione di: Photomas2 il Giovedì 18 Giu 2026, 13:53:25Però,vedi, Pk, e qui per molti dirò un'eresia, non è un supereroe in salsa Disney.

È Paperinik riportato ai suoi livelli, alle prese con nuove situazioni, non più macchiettistiche di fondo.

Dico così perché spesso gli Evroniani minori sono spesso raffigurati come macchiette, però, quando ci si mettono sono una minaccia spaventosa.

Ciò detto, è per questo che Pk è Disney a tutti gli effetti. Non è supereroismo disneyano. È Disney che si spinge ai limiti.

E per me per questo ti piacerebbe davvero, pure se spesso troverai storie intimistiche del nostro, ma che avranno sempre componenti avventurose a bilanciare.

Mi trovo molto d'accordo. Leggere Pk solo tramite le lenti del fumetto supereroistico è estremamente riduttivo. I supereroi sono certamente parte degli ingredienti del miscuglio di elementi che ha costituito Pkna, ma non sono nenache quello più rilevante. Spesso le volte in cui si sono prodotte storie meno ispirate di Pk è stato proprio quando è stato interpretato solo in quella veste.