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Post - Gumi

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Testate Speciali / Re:Generazione oceano (Giunti)
« il: Sabato 25 Giu 2022, 12:01:20 »
Beh però qui siamo in Giunti. Il Direttore può parlare per la sua parte di competenza.

Detto ciò mi sembra ovvio che così facendo questo volume non ha alcun valore collezionistico e diventa, per noi 'adulti' appetibile solo per chi vuole avere "tutto casty".

La company nella sua "filiale italiana" con queste censure (e con paletti sempre più stringenti) sta uccidendo questo tipo di arte e mi spiace molto per i licenziatari (Giunti e Panini) che devono sottostare agli umori di revisori sciatti e irrispettosi del lavoro di autori e redattori. E anche dei lettori in taluni casi. (e mi sono contenuto perché se dicessi cosa realmente penso di queste scelte aziendali e di chi le applica poi mi denunciano e chiudono il forum).

Peccato. Un'altra occasione sprecata.


P.s. Quoto Geronimo quando afferma della prosopopea di alcuni collaboratori a questo volume FIERI di aver interferito nel lavoro di un professionista. Complimenti. Nella prossima ricerca che farete spero giunga che ne so un filosofo o uno storico dell'arte a modificare le conclusioni.

2
Commenti sugli autori / Re:Casty
« il: Venerdì 24 Giu 2022, 10:33:32 »
A tal proposito Giunti ha fatto ieri una live sul volume ed ha partecipato anche Casty:

Ecco il link:
https://www.youtube.com/watch?v=yJr9hTcxAEk

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Topolino / Re:Topolino 3471
« il: Venerdì 3 Giu 2022, 13:31:21 »
avrei preferito recensire sto numero. Molto meglio del precedente...

Interessante la Falena, ottimo Masta come sempre, simpatica la storia di Malachia. Mi e piaciuta anche la storia di Sarda: lo voglio prendere come un auspicio per la ripresa delle sale cinematografiche, in grossa crisi negli ultimi anni.

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Topolino / Topolino 3470
« il: Giovedì 2 Giu 2022, 18:14:46 »
Recensione Topolino 3470


 Dare un taglio troppo personale alle recensioni sarebbe da evitare, soprattutto quando i propri pensieri hanno l’onore di essere pubblicati su un sito autorevole in materia disneyana come il Papersera. E nella costruzione del discorso è sempre necessario che il recensore si sforzi per non lasciarsi troppo condizionare da pregiudizi o convinzioni consolidate, allo scopo di formulare un giudizio finale quanto più possibile corretto, coerente, obbiettivo.

 Nonostante ciò, è anche vero che alla fin fine la recensione pur essendo pubblicata dal sito rimane una produzione assolutamente e inevitabilmente personale per chi la scrive, che quindi si prende piena responsabilità se andrà a bocciare una storia che tutti gli altri lettori amano o se andrà a promuovere un volume che la grande maggioranza degli utenti e degli appassionati ha detestato.

 Nel recensire Topolino 3470 si deve innanzitutto tenere presente che è un numero estremamente vario. Vi è il gruppo di ragazzi di Area 15 e torna una vecchia paperizzazione (era un po’ che non se ne vedevano), vi è la storia che ha l’onore di essere richiamata in copertina, con protagonista la 313, che fa parte del ciclo Comics & Science, vi è il ritorno di una storia a bivi, che conclude i festeggiamenti del “pippiversario”, e infine vi è la quarta e ultima puntata di una importante saga che vede Fantomius come protagonista.

 A fronte di un elenco così variegato però l’impressione generale che se ne ricava è che sia un numero che avrebbe potuto lasciare qualcosa in più, e che invece, in fondo, sia mancato qualcosa per ottenere piena soddisfazione.

 Ma andiamo per gradi e cominciamo dalla storia di copertina, che, curiosamente si trova in una posizione del numero (penultima) che solitamente è riservata alle storie non grande rilevanza.

 Paperino e l’auto smemorata (Bosco/Soldati) è tuttavia una storia simpatica, che come tutte le altre del ciclo Comics & Science prende spunto da un argomento scientifico o tecnologico, le leghe a memoria di forma in questo caso, e ci costruisce attorno un intreccio.

 Tali leghe sono particolari combinazioni di metalli in grado, qualora riscaldate, di recuperare almeno in parte la loro forma originaria: quale occasione migliore che utilizzarle per uno scherzo? La storia non ha particolari pretese, ma risulta divertente e godibile, intrattenendo e insegnando qualcosa, in pieno stile Topolino. Stile “classico” anche per i disegni di Soldati.

 Prosegue nel numero anche la serie, di cui è autore in testi e disegni Corrado Mastantuono, di “cortometraggi” in bianco e nero che vedono come protagonista un Bum Bum più scalcinato e pasticcione del solito.

 Improvvisamente splash fa il verso al cinema muto degli anni Venti e fa vivere al noto imbianchino paperopolese, insolitamente elegante, un’avventura che flirta con l’assurdo e il nonsense, in cui la trama non sembra avere poi tutta questa rilevanza: si tratta di un semplice crescendo di situazioni paradossali che Bum Bum si trova man mano a dover gestire, con un umorismo slapstick particolarmente riuscito.

 
Il tappo sul fondo, un grande classico

 Le 10 tavole dimostrano come basti un semplice tubo dell’acqua malfunzionante perché si possa costruire una breve divertente e originale, in cui ovviamente l’abilità del disegnatore Mastantuono la fa da padrone nel riuscire a “mettere su carta” in maniera convincente questa storia che sembra provenire da un’altra epoca.

 Pippo alla ricerca del numero zero è la storia sceneggiata da Vito Stabile e disegnata da Andrea Malgeri che, in chiusura dei festeggiamenti per il 90° anniversario di Pippo, riprende il filone delle storie a bivi.

 Tali storie hanno avuto origine nel 1985 con Topolino e il segreto del castello del compianto Bruno Concina, un’intuizione in cui il lettore stesso è “protagonista” della vicenda, addentrandosi in tutta una serie di alternative e di scelte che portano la storia a finali differenti. Stabile ha raccolto questa eredità e da qualche anno ha provato a riportare in auge i fasti di questa tipologia di avventure che erano andate pian piano perdendosi dopo il grande entusiasmo iniziale.

 Premettendo che le storie a bivi costituiscono una categoria di per sé divisiva, con uno zoccolo duro di lettori che le amano e un altro, altrettanto duro, di lettori che non le sopportano, nel caso in questione il risultato è godibile per gli amanti del genere, anche se forse la storia avrebbe necessitato di una quantità di spazio maggiore, qualche tavola in più, per andare a sviluppare meglio le varie diramazioni, in particolare quella che si rivelerà essere la “strada corretta”.

 Presupposto fondamentale per la riuscita della storia è, infatti, la presenza di una sola conclusione che possa essere ritenuta pienamente soddisfacente. Questo è un elemento imprescindibile per incentivare la curiosità del lettore, che deve riuscire, come in un labirinto, a individuare il giusto percorso per godere del premio finale.

 
Un inusitato trivio

Da sottolineare, in opposizione alla “liturgia” del genere la presenza di un trivio, che introduce una piacevole variazione sul tema. Piacevole inoltre il ripescaggio del personaggio del nonno Walter, introdotto dallo stesso Vito qualche anno fa nella storia Pippo e l’asso dei cieli.

 La nota dolente del numero è sicuramente Area 15: In punta di piedi, di Gaja Arrighini e Marco Mazzarello.

 Se la serie di avventure di Qua, Biggs, Ray, Vanessa e gli altri, nata su intuizione di Roberto Gagnor, si è presa una certa rilevanza sul settimanale è per la capacità che hanno avuto gli autori di riuscire a intercettare una generazione che non aveva elementi con cui immedesimarsi e a raccontare le particolarità del carattere di questi ragazzi (le prime cotte, i litigi, le passioni) in maniera naturale e appassionante.

 In punta di piedi, pur volendo tentare di agganciarsi a quel filone, risulta essere invece forzata nelle interazioni e noiosa nell’insieme. Mancano l’immedesimazione e il divertimento e alla fine della storia rimane solamente il ritornare alla mente del ballerino paperizzato Bolle Duck. Non che ne avessimo sentito poi tutta questa mancanza.

 Il “gran finale” della recensione coincide con quello della saga di Fantomius, iniziato qualche settimana fa con La notte di Fantomius, che si conclude con il secondo episodio di L’alba di Fantomius.

 Negli anni il ladro gentiluomo rivitalizzato da Marco Gervasio si è costruito, volontariamente o meno, una nomea di “personaggio infallibile”. Nonostante i tentativi di renderlo più “umano”, resta nell’opinione di chi scrive l’impressione che ormai sia sempre più difficile trovare avversari per il “ladro gentiluomo” in grado di metterlo seriamente in difficoltà. Come scritto in apertura di recensione, questa lettura deriva del consolidamento dell’opinione che ci si può fare nel vederlo sempre trionfare, come d’altronde avviene sempre per i protagonisti Disney. Rimane tuttavia il desiderio personale di vederlo per una volta sconfitto piuttosto che vincitore.

 In questa avventura l’autore romano era riuscito a metterlo finalmente in una situazione di effettiva impasse: rimasto solo e con una identità segreta compromessa, Fantomius era con l’acqua alla gola. Ma proprio quando tutto sembrava apparecchiato per un “nuovo inizio”, in cui Lord Quackett doveva venire a patti con il fatto di essere stato definitivamente smascherato, il finale dell’avventura non ha fatto altro che far ripartire tutto da capo, con l’aggravante, sempre a parere di chi scrive, di una soluzione non completamente convincente: la messinscena del “finto rapimento” sembra troppo naif come trovata per poter essere accettata, anche obtorto collo, da un Pinko finalmente degno avversario del precursore di Paperinik.

 
La bella addormentata che move il sole e ‘l mondo Disney

 Un nuovo inizio, un andamento circolare in cui si ripropongono alcuni topoi che stanno diventando effettivamente ricorrenti nella narrazione di Gervasio: si nota una certa alternanza di temi e personaggi, che si rincorrono tra passato e presente, tra avi e discendenti, che ruotano attorno alle medesime situazioni (vedasi ad esempio un nuovo ruolo fondamentale ricoperto dal dipinto della Bella addormentata, ormai motore fondamentale in varie avventure del “gervasioverso”).

 La critica di chi scrive queste righe, come già riportato in passato allo stesso autore, viene presentata in particolare verso l’uso del personaggio di Cuordipietra Famedoro, che lo sceneggiatore ha eletto a nemesi di Fantomius. Molto di più avrebbe giovato la creazione e l’utilizzo di un personaggio originale, come lo stesso Gervasio ha dimostrato di saper fare con l’introduzione del personaggio di Duckan.



Voto del recensore: 2.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2022/06/02/topolino-3470/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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Le altre discussioni / Re:Direttori:Alex Bertani
« il: Domenica 8 Mag 2022, 10:13:40 »
Ok ora devo sentire che nel cassetto pieno di soggetti di Casty nessuna storia raggiunge i limiti minimi di pubblicabilità non magari per sopraggiunte limitazioni, che potrebbe anche essere, visto anche quanto avvenuto in passato, ma per improvvisa demenza dell'autore, evidentemente.


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Le altre discussioni / Re:Direttori:Alex Bertani
« il: Sabato 7 Mag 2022, 10:32:09 »
Secondo me se un condizionamento non  c'è per astio e non è per i congegni ma riguarda lo stile nella totalità. Per carità ci sta che un autore non vada a genio, anche io ne ho alcuni che ai tempi scrivevano anche con gran(dissima) continuità e che magari personalmente ho incontrato con simpatia ma che poi alla prova dei fatti non riuscivo a farmi piacere nelle storie che venivano pubblicate.

Detto ciò credo che si debba prendere atto che c'è sicuramente gente più "vedova di casty" di altra. Ed è naturale che sia così.

E la prova sta anche in come alcune storie di casty vengano sezionate, analizzate da capo a piedi in cerca delle imprecisioni e delle eventuali incoerenze (gioco tanto più divertente quanto più l'autore è bravo a definire trame complesse e articolate) mentre in altri casi e con altri autori il gioco risulta evidentemente meno divertente e le eventuali piccole incoerenze non raggiungono eccessivi livelli di esposizione.

7
Topolino / Re:Topolino 3467
« il: Venerdì 6 Mag 2022, 10:28:10 »
Meravigliosa 😂😂😂😂

8
I Sondaggi / Re:Piedi palmati o umani per Lyla ed assimilabili?
« il: Giovedì 5 Mag 2022, 12:12:33 »
Rimosso avevo tutto questo.
Serenità avevo trovato.
Ora tutto è perduto.

9
Ora che ho letto un tuo commento a tema PK mi sento e sono contento di poter finalmente affermare: bentornato, Alberto!  :)

10
Commenti sugli autori / Re:Casty
« il: Sabato 23 Apr 2022, 12:07:24 »
Auguri! Ecco perché la data mi diceva qualcosa... Oltre a essere il diciassettesimo anniversario della morte del Maestro Scarpa.

L'eredità di Scarpa :3

11
Topolino / Re:Topolino 3465
« il: Venerdì 22 Apr 2022, 21:31:40 »
Credo che l'utente Texor debba decisamente

1) moderare i toni.

2) eliminare da ora in poi (e ci scusiamo per non aver agito prima, vista la tendenza) le offese.

3) cercare di dissimulare meglio l'astio personale che, per motivi a noi ignoti, prova verso la direzione del settimanale. Se ha conti in sospeso non è certamente questo il luogo per cercare soddisfazione.

Questo è un primo e ultimo avvertimento. Ulteriori post pieni di livore e eventuali risposte o contestazioni a questo messaggio ci costringeranno a prendere provvedimenti di altro genere.

P.s. complimenti per avermi fatto riprendere il ruolo di moderatore che era da un po' che non era necessario esercitassi.

12
I Sondaggi / Re:La Miglior Storia di Pippo - 3° gir. (anni '60)
« il: Mercoledì 20 Apr 2022, 00:16:19 »
Beh ma chi scrive è sempre una piccola parte di chi vota.

Per questo motivo Topolino e il Vortice ipnotico non ha speranze.

Tuttavia come non ricordare L'ENTUSIASMO del Pippo che cucina un piatto di pesantissimi gnocchetti

E, spoiler, la beata ingenuità con cui va a concludere la vicenda andando a sottoporre involontariamente Topolino al vortice ipnotico:


E non rinunciando alla sua passione nemmeno per un attimo!
Quando la lessi da piccino mi aveva colpito molto il mistero, nelle riletture da adulto non può non risaltare l'enorme portata ironica, comica, di irresistibile divertimento di cui Scarpa è riuscito a infondere queste pagine.

Anche se temo vincerà la fattuchiera, storia che non ho mai amato particolarmente ma ha tre vantaggi: è stata ristampata OVUNQUE, è una opzione che si può votare senza scrivere e ha dato via a un fortunato filone che trova miglior qualità in storie come Pippo e la Fattucchiera appiedata (a cui va il mio secondo voto)


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I Sondaggi / Re:La Miglior Storia di Pippo - 2° gir. (anni '50)
« il: Martedì 12 Apr 2022, 18:26:36 »
Spendo due parole per una storia che secondo me voteranno in pochi e che molti hanno sempre trovato indigesta: il Pippo Cosmico! La scena in cui il Pippo cervellone non riesce a trovare una via di uscita a una situazione drammatica mentre il Pippo normale pur nella sua ingenuità è molto più pragmatico e risolutore strameritano il mio voto al sondaggio. Viva il Pippo ingenuo ma fondamentale!

Sempre malsopportata!! :P

La trovo una storia che non ha un filo logico molto coerente. Anzi, a un certo punto se la perde proprio la logica. La caccia al tesoro iniziale? senza senso, il motivo per cui Pippo diventa un genio? Mistero. Il motivo per cui torna normale? Vassapé

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I Sondaggi / Re:La Miglior Storia di Pippo - 2° gir. (anni '50)
« il: Martedì 12 Apr 2022, 18:08:18 »
Campionissimo e PippoTarzan!!


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Commenti sugli autori / Re:Luciano Gatto
« il: Mercoledì 6 Apr 2022, 15:24:00 »
Boh si continua a parlare di Freccerizzazione, che può essere anche vera per qualche autore (che però forse aveva delle carenze tecniche su disney): e so per certo che Freccero non dice "copiate me", dice "guardate Carpi".

Ma il topo continua a dare ampio spazio a Mottura, che non è certamente freccerizzato, a Sciarrone, a Ziche, a Guerrini (qui dipende anche dalla velocità del disegnatore) e a Mastantuono, a Intini, a Casty. Gente che con il tratto di Freccero non c'entra assolutamente nulla.

Può essere che all'inizio del percorso di miglioramento di alcuni autori ci sia meno spazio all'estro personale. Ma una volta che le basi saranno solide gli autori saranno liberi di evolvere il proprio tratto nella direzione che più gli aggrada.

Un esempio è Nico Picone che partendo da una base di "wannabe Intini" ha lavorato molto, e per un periodo è stato freccerizzato, e ora nelle ultime apparizioni sta andando in una direzione diversa, e con un tratto che a me è francamente apparso migliorato.

Qualcuno di voi ricorda i primi lavori di Celoni, di Ziche, di Mottura?



Questo ad esempio è un Celoni post accademia.

Detto questo quindi non credo che il problema sia lo stile che non è abbastanza freccerizzato.
Io credo che in redazione stiano cercando di settare uno standard di disegni molto elevato, e determinati problemi o imprecisioni (che una volta venivano concesse) ora lo sono sempre meno. Quindi quando Ubezio, che in passato ha fatto cose egregie, propone una tavola non eccelsa (forse dovuta anche al livello della sceneggiatura) quanto può essere scomodo andare a contestare un autore che ha 40 anni di carriera da fumettista alle spalle?

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