STORIE
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Topolino e l'intralcio (in)volontario (26 tavole)
Storia di Marco Bosco
Disegni di Luca Usai
Chine di Matteo Devincenzi
Colori di Marco Di Grazia
Paperino e la blusa stregata (30 tavole)
Storia di Michele Medda
Disegni di Giorgio Cavazzano
Chine di Alessandro Zemolin
Colori di Manuel Giarolli
Galaxy Quack - Niente di seru (16 tavole)
Storia di Giovanni Barbieri
Disegni e chine di Giovanni Preziosi
Colori di Marco Di Grazia
Amelia e l'ametista antiallergica (10 tavole)
Storia di Vito Stabile
Disegni di Ottavio Panaro
Chine di Simone Paoloni
Colori di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil
Quo, vita da gamer - Il videogioco perduto (30 tavole)
Episodio 1 di 3
Storia, disegni e chine di Claudio Sciarrone
Colori di Gaetano D'Aprile
One Page - Re dei Pasticci - Apprendimento rapido
Storia, disegni e chine di Enrico Faccini
Colori di Nucci Guzzi
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COPERTINA Disegno di Alessio Coppola - Colori di Andrea Cagol
(https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQsNnx_jH_uAsdp-QOVh6rXw4Of7wg8Om9Wxp1atmidhw&s)
SERVIZI e RUBRICHE
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Quello che state per leggere - TopoAnteprima (Antonella Murolo)
Topolino parla in dialetto... 20 volte! - Approfondimenti (Jacopo Iovannitti)
Da una giacca a una blusa - Cosa state per leggere (Lorenzo Viganò)
Che cosa succede a Ottobre! - Almanacco del Mese (Antonella Murolo)
Rocce e Minerali - Pillole sulla Natura (National Geographic Kids)
Top Ten - Le dieci cose che forse non sapete sui videogiochi - (Antonella Murolo)
Carta che si rinnova... vince! - Da non perdere - Jacopo Iovannitti intervista Ivan Bigarella
Scuderia - La parola della settimana (Marco Ballarè)
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Numero disponibile anche in queste 4 versioni dialettali
(https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQTA0cifI1_3dRI1MM1B_4UdH0Ng72yTGTCfb3p1K7LcvRFtPnH5B4rRak&s=10)
Coperte tutte le 20 regioni con quest'ultima quartina, ho letto nel redazionale del numero che al momento l'Operazione Dialetti si ferma qui, non escludendo un prossimo ritorno. Anche perché sono ancora molti quei dialetti parlati da milioni di persone non coinvolti in questa carrellata.
A cominciare dal palermitano, però incluso nello Special Book del siciliano in una traduzione inedita fatta per l'occasione di una storia di Indiana Pipps (quasi a riparare una 'dimenticanza' riguardo l'unica grande città metropolitana esclusa)
Per continuare con altri dialetti esclusi come triestino, veronese, padovano, bresciano, parmense, romagnolo, livornese, foggiano, salentino, salernitano, reggino, messinese, cagliaritano... (sebbene il sardo attualmente in edicola sembra mixare i vari dialetti dell'isola, anche se su facebook ho letto lamentele di un lettore sardo che capiva nulla di ciò che era scritto, probabilmente in un dialetto diverso dal suo).
Queste e altre ancora sono tutte realtà metropolitane e regionali che coinvolgono altri milioni di italiani e altre migliaia di ipotetici lettori (soprattutto quelli occasionali) di Topolino. Considerando i risultati di vendita di queste venti uscite, ho l'impressione che torneremo a sentir parlare di dialetti sulle pagine del libretto.
Ribadisco la mia felicità sull'annuncio che per almeno per un po' l'iniziativa dei dialetti si fermerà, anche perché se dovessero accontentare tutti e andare dietro alle varie sfaccettature dei diversi vernacoli, non si finirebbe più. Sono state interessate tutte le Regioni, accontentatevi (e lo dice uno che non ha visto il suo dialetto pubblicato). Anche perché ne risentono le storie che sono mirate ad essere "tradotte" nei diversi dialetti. Esattamente come successo con Topolino e l'intralcio (in)volontario classica e banale avventura investigativa di Topolino.
Le due brevi Galaxy Quack - Niente di seru e Amelia e l'ametista antiallergica le ho trovate simpatiche e godibili. Per la prima volta la serie Galaxy mi ha fatto sorridere e la storia si è fatta leggere tutta, senza saltare velocemente le poche pagine. La storia di Amelia (disegnata splendidamente da Panaro, in una vignetta in particolare le dona un fascino incredibile) è deliziosa, con quel finale così bello e sorprendente. Non è affatto facile riuscire a sorprendere il lettore in una breve, complimenti a Vito Stabile.
La nuova serie di Sciarrone Quo, vita da gamer - Il videogioco perduto non è ancora giudicabile perché bisogna certamente aspettare il resto delle puntate per capire bene la storia. Per adesso si può dire che ha tutte le caratteristiche di Sciarrone autore completo, solo un paio di osservazioni critiche. La prima è riferita al continuo riferirsi a Paperone con zione, lo zione, quasi in ogni vignetta in cui i nipoti interloquiscono con lui. La seconda è sul linguaggio da gamer che sta a meraviglia su Quo o sui due influencer o sugli altri ragazzini, ma su Paperone proprio no. Paperone che parla di retrogaming risulta essere un po' azzardato. Comunque la storia in generale è godibile e a tratti anche divertente. Simpatiche le mezze (auto)citazioni su PK, dalle frasi iconiche ai travestimenti di una cosplayer in particolare.
Infine, la lascio per ultimo appositamente Paperino e la blusa stregata Michele Medda su Dylan Dog è meraviglioso e alla vigilia dell'uscita di Paperino al settimo cielo ero preoccupato per come potesse la sua narrativa porsi entro i canoni disneyani, anche e soprattutto conoscendo Dino Buzzati. Quella storia, invece, mi era piaciuta molto con Medda che ha saputo ricreare alla perfezione il racconto di Buzzati ed Intini alle matite ispirato come non mai.
Con il racconto de La giacca stregata, l'asticella si alzava notevolmente, perché il racconto è stupendo, ma ha un messaggio profondissimo e acre sull'avidità, sull'egoismo, sull'atroce conseguenza delle proprie scelte, sulle mefistofeliche tentazioni, sull'impossibilità della redenzione. Troppo, per l'attuale universo Disney e infatti è stata una piccola delusione perché il finale non rende affatto rispetto il racconto originale. Veramente un peccato, visti anche i recenti "azzardi" si poteva tentare di più. I disegni di Cavazzano, ahimè, non aiutano. Io che ho amato il Giorgio Cavazzano deglia nni '80, faccio veramente fatica a riconoscerlo in questi paperi dal becco cortissimo e dal Battista polifemico che ha dell'inquietante. un grande boh.
Tornando alla trasposizione su Topolino dei racconti di Buzzati è stata annunciata a brevissimo la pubblicazione anche diUna Goccia di Nucci/Casty. Beh, il racconto ha una tensione psicologica invadente e penetrante, tra angoscia, paura e quasi terrore, Nucci e Casty dopo il ciclo su Macchia Nera potrebbero sicuramente rimanere molto vicino alle vibrazioni kafkiane del racconto.
Recensione Topolino 3697
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/3697.png)
Con questo fascicolo finisce, finalmente, l’operazione dialetti (https://www.papersera.net/wp/tag/dialetto/). Cominciata con il numero 3608 (https://www.papersera.net/wp/2025/01/19/topolino-3608/) del 15 gennaio 2025, in meno di due anni ha proposto ben 20 numeri variant di Topolino, ognuno contenente una storia tradotta in un dialetto diverso: si completa in questa occasione il giro delle 20 regioni italiane.
Personalmente, penso che la valorizzazione dei dialetti sia un’operazione un po’ arcaica e di retroguardia. Ma sono contento per il flusso di cassa che ha raggiunto l’editore, che ha venduto quattro volte lo stesso identico materiale, con una brillante operazione di minima spesa e massima resa. Speriamo che i ricavi vengano ben reinvestiti.
In cuor mio, confido in futuro in una iniziativa analoga ma capace di guardare al futuro, con storie tradotte nelle principali lingue d’Europa, un modo per aprire la mente e conoscere le sfide che ci attendono, invece di leggere lingue che, nel giro di alcuni decenni, paiono destinate ad essere sempre meno usate (https://www.linguisticamente.org/italiano-dialetto-altre-lingue-come-parlano-oggi-gli-italiani-secondo-i-dati-istat/) negli anni a venire.
Tornando alle storie del numero, abbiamo una media che non propone picchi e che viaggia nel solito bilancio tra gag, didattica e mode contemporanee.
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L’importanza della catalogazione
Topolino e l’intralcio (in)volontario di Marco Bosco e Luca Usai propone un mistero senza troppe pretese, in una ambientazione inevitabilmente ingessata nel mondo dell’archivistica. Apprezzo però la spiegazione di questo settore, poco noto, discreto ma molto importante, specialmente in un periodo in cui le fonti si fanno sfuggenti e l’Intelligenza Artificiale, invece di spiegare, può mischiare le carte e filtrare le informazioni, adulando il committente.
Il pezzo forte del numero sarebbe Paperino e la blusa stregata, sceneggiata da Michele Medda e disegnata da Giorgio Cavazzano. Si tratta della seconda storia omaggio a Dino Buzzati, dopo quella dedicata ai Sette Piani (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3677-5). Per chi non conoscesse l’autore, consigliamo una sua qualunque raccolta di racconti (personalmente sono un fan de La boutique del mistero (https://it.wikipedia.org/wiki/La_boutique_del_mistero) e del racconto I topi), oppure il suo celebre romanzo Il deserto dei tartari (https://it.wikipedia.org/wiki/Il_deserto_dei_Tartari), di cui lo stesso Medda ha recentemente sceneggiato una versione a fumetti (https://www.lospaziobianco.it/comeunromanzo/il-deserto-dei-tartari-di-medda-e-frisenda/) per Sergio Bonelli Editore con i disegni di Pasquale Frisenda.
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot_20261004_132009_Comic-Screen.jpg)
Una blusa pericolosa
Questa vicenda è invece una parodia de La giacca stregata (https://it.wikipedia.org/wiki/La_giacca_stregata), gustosa satira del capitalismo e apologo sull’ambizione umana (fumettata anche da Vittorio Giardino nel 1996 (https://www.lospaziobianco.it/viaggi-sogni-e-segreti-larte-del-racconto-secondo-vittorio-giardino/)). Medda riporta i concetti principali adeguandoli alla figura di Paperino, e l’idea funziona. Il povero papero non crede ai suoi occhi quando riempie la vignetta di banconote, d’altronde, non si può permettere tante cose (con una efficace e amara citazione a Caparezza (https://it.wikipedia.org/wiki/Non_me_lo_posso_permettere)). Forse delude un poco lo scioglimento del dilemma morale che avviene maniera un po’ semplicistica, oltre ad essere poco credibile. Apprezzo comunque l’operazione, dato che il racconto di Buzzati è eccellente (per restare in ambito tessile e letterario, ricordo anche Il Cappotto (https://en.wikipedia.org/wiki/Nikolai_Gogol) dello scrittore Nikolaj Gogol’) e queste storie possono essere un veicolo ideale per far conoscere le opere dell’autore.
Dal punto di vista grafico, invece, Cavazzano risulta in forma migliore rispetto alle sue due zoppicanti (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3690-3) precedenti storie (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3679-2)). Purtroppo, riscontro alcuni problemi già visti anche nelle copertine dei Grandi Classici Disney (https://inducks.org/publication.php?pg=img&c=it/GCDN&num=2) negli ultimi due anni; lascio comunque ad ogni lettore la propria opinione a riguardo.
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot_20261004_134004_Comic-Screen.jpg)
Il mondo del retrogaming
Le successive due storie brevi – Galaxy Quack – Niente di seru (Barbieri/Preziosi) e Amelia e l’ametista antiallergica (Stabile/O. Panaro) – fanno il loro nello strappare una risata. La prima, in special modo, mostra dei buoni scambi comici e delle azzeccate sequenze slapstick.
Quo, vita da gamer – Il videogioco perduto chiude il numero: tutta curata da Claudio Sciarrone, la vicenda si ricollega alla combo perfetta (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3411-6P) (stranamente non citata in didascalia). L’autore milanese si diverte a proporre il mondo del retrogaming, con le dinamiche da videogioco e la presenza dei cosplayer. L’episodio appare comunque introduttivo; i dialoghi, con alcuni stilemi retorici, risultano un poco affettati e non molto naturali. Vedremo come si svilupperanno i prossimi due episodi.
Non resta molto da dire sulle rubriche, che risultano nella norma. Sottolineiamo la breve intervista a Ivan Bigarella, per presentare i suoi disegni per le nuove carte trevigiane, sempre parte delle carte d'autore (https://www.papersera.net/wp/2021/08/17/storia-e-gloria-delle-carte-disney/). Chiudendo il cerchio, ritorniamo quindi nuovamente a celebrare una nicchia locale che, in questo caso, ci consegna senza dubbio un bel risultato grafico.
Voto del recensore: 3/5
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https://www.papersera.net/wp/2026/10/05/topolino-3697/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
Quanto entusiasmo per questo numero :laugh:
Effettivamente è tutto piuttosto nella media, a partire dalla storia di apertura. Spicca La blusa stregata, che a me è piaciuta molto. I disegni di Cavazzano sono molto migliori di altre sue prove più recenti, e anche questa Nonna Papera dal becco corto come Paperina non mi dispiace affatto.
Anche la puntata di Galaxy Quack mi è piaciuta: l'ho trovata particolarmente divertente, probabilmente la migliore della serie.
L'ametista antiallergica invece mi è parsa un poco infantile, quasi egmontiana. Ma è una breve di 10 tavole ed è, credo, la prima storia a non avermi troppo convinto di Stabile, un autore del quale ho amato praticamente ogni storia dal suo debutto a oggi, percui gli perdono tutto.
Per finire, la storia di Sciarrone ha qualche battuta simpatica, ma è la solita storia di Sciarrone in cui si parla tanto e non succede nulla.
Neppure i redazionali stavolta offrono spunti particolarmente interessanti, anche perché buona parte delle pagine viene impiegata per celebrare l'appena conclusa operazione dialetti. Giustamente, visto il successo che ne è conseguito.
Trovo sempre affascinante però la rubrica La parola della settimana (quando a curarla è Marco Dixit), questa settimana affiancata da una vignetta di Maccarini che mi ha fatto sorridere, mentre molto spesso le reputo un po' troppo infantili, o comunque non divertenti per me.
Allo stesso modo anche l'autoconclusiva di Faccini si rivela più simpatica delle precedenti, se non altro per i disegni, che suscitano il riso solo a guardarli
Citazione di: Tuta_ il Martedì 6 Ott 2026, 11:35:09Quanto entusiasmo per questo numero :laugh:
Una discussione da record... negativo! ;D
In effetti, non c'è molto da dire; si conclude, PURTROPPO, l'iniziativa dei dialetti, che a me era piaciuta molto! Difficile che sarà ripresa, se non magari per aumentare l'interesse per un'eventuale storia ambientata in una città italiana...
E, a proposito di dialetti, anche se in un altro ambito, non vedo l'ora di avere in mano le carte trevigiane! :silly:
CopertinaBuona, dai.
Che aria tira a...TopoliniaDivertente
Topolino e l'intralcio (in)volontario 5
Storia troppo semplice.
Nota: ho letto la storia in italiano.
Paperino e la blusa stregata 6
Buona, ho gradito i disegni e al contrario di voi ho apprezzato il simpatico finale.
Galaxy Quack - Niente di seru 6
Simpatica,
Spoiler
con un finale veramente triste per il povero Paperino, lasciato col rimpianto (intendiamoci: non c'è nulla di negativo in ciò)!
Amelia e l'ametista antiallergica 6
Mi è piaciuto assai il finale.
Quo, vita da gamer - Il videogioco perdutoPer ora sembra buona, complimenti a Sciarrone per i disegni, e mi è piaciuto l'ingresso di Amelia.
Re dei Pasticci - Apprendimento rapidoGodibile perché Faccini riesce a farci provare quella sensazione leggendo il fumetto.
Citazione di: Dippy Dawg il Martedì 6 Ott 2026, 13:12:59Citazione di: Tuta_ il Martedì 6 Ott 2026, 11:35:09Quanto entusiasmo per questo numero :laugh:
Una discussione da record... negativo! ;D
In effetti, non c'è molto da dire; si conclude, PURTROPPO, l'iniziativa dei dialetti, che a me era piaciuta molto! Difficile che sarà ripresa, se non magari per aumentare l'interesse per un'eventuale storia ambientata in una città italiana...
Anche a me è piaciuta l'iniziativa e sono contento che abbia avuto successo. È stato secondo me un bel modo di valorizzare i tanti sistemi linguistici tradizionali che caratterizzano la nostra penisola, e che purtroppo stanno scomparendo. Io sono uno che il mio dialetto (il piemontese) lo parla tanto e cerca di insegnarlo ai nipoti proprio per cercare di salvaguardare questa parte della nostra storia.
Ciò detto, io ho acquistato solamente la versione tradotta nella mia regione, non avendo interesse a collezionare cinque copie dello stesso identico libro, per di più in idiomi per me incomprensibili (anche se il torinese è comunque diverso dal mio piemontese "di montagna" e certe frasi si sono rivelate ostiche comunque). Le altre le ho lette tutte in italiano, percui non mi cambia molto se l'operazione finisce.
Ma, anche se il mio dialetto probabilmente non verrà mai scelto, non mi dispiacerebbe se più avanti rilanciassero l'iniziativa. Dopotutto fa bene alle vendite, il giornale ne giova e quindi tutto di guadagnato per noi lettori, che le leggiamo tradotte o meno
Citazione di: Tuta_ il Mercoledì 7 Ott 2026, 08:17:46Citazione di: Dippy Dawg il Martedì 6 Ott 2026, 13:12:59Citazione di: Tuta_ il Martedì 6 Ott 2026, 11:35:09Quanto entusiasmo per questo numero :laugh:
Una discussione da record... negativo! ;D
In effetti, non c'è molto da dire; si conclude, PURTROPPO, l'iniziativa dei dialetti, che a me era piaciuta molto! Difficile che sarà ripresa, se non magari per aumentare l'interesse per un'eventuale storia ambientata in una città italiana...
Anche a me è piaciuta l'iniziativa e sono contento che abbia avuto successo. È stato secondo me un bel modo di valorizzare i tanti sistemi linguistici tradizionali che caratterizzano la nostra penisola, e che purtroppo stanno scomparendo. Io sono uno che il mio dialetto (il piemontese) lo parla tanto e cerca di insegnarlo ai nipoti proprio per cercare di salvaguardare questa parte della nostra storia.
Ciò detto, io ho acquistato solamente la versione tradotta nella mia regione, non avendo interesse a collezionare cinque copie dello stesso identico libro, per di più in idiomi per me incomprensibili (anche se il torinese è comunque diverso dal mio piemontese "di montagna" e certe frasi si sono rivelate ostiche comunque). Le altre le ho lette tutte in italiano, percui non mi cambia molto se l'operazione finisce.
Ma, anche se il mio dialetto probabilmente non verrà mai scelto, non mi dispiacerebbe se più avanti rilanciassero l'iniziativa. Dopotutto fa bene alle vendite, il giornale ne giova e quindi tutto di guadagnato per noi lettori, che le leggiamo tradotte o meno
Io continuo a pensare che sia stata sicuramente un'iniziativa apprezzabile, ma che oramai deve essere archiviata, una volta finito il giro di tutte le Regioni. Sono fondamentalmente d'accordo con la valutazione di V. quando afferma che i dialetti dovrebbero essere considerate lingue in estinzione. Non male sarebbe invece l'idea (sempre di V) di alzare il livello e considerare le lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco). Questa sarebbe, secondo me, un'iniziativa, oltreché didatticamente importante (in una Nazione dove si preferisce parlare il dialetto che l'inglese), anche strategica per il marketing. Infatti, le numerose vendite dei numeri dialettali si sono avute esclusivamente nelle regioni interessate o per i collezionisti di variant. Con le lingue straniere, l'interesse sarebbe sicuramente più capillare e globale facendo impennare le vendite. Io mi immaginerei una cover con il personaggio e sullo sfondo i colori della bandiera inglese una per la copia con la storia tradotta in quella lingua, una per quella in francese e così via...altro che variant per lo strillo diverso :D
Citazione di: Vertighel23 il Mercoledì 7 Ott 2026, 09:43:56Questa sarebbe, secondo me, un'iniziativa, oltreché didatticamente importante (in una Nazione dove si preferisce parlare il dialetto che l'inglese), anche strategica per il marketing. Infatti, le numerose vendite dei numeri dialettali si sono avute esclusivamente nelle regioni interessate o per i collezionisti di variant. Con le lingue straniere, l'interesse sarebbe sicuramente più capillare e globale facendo impennare le vendite.
In teoria potrebbe essere come dici ma nella pratica penso non lo sarebbe: fumetti in altre lingue sono reperibili facilmente mentre nei vari dialetti non esistono proprio. Il successo di questa Operazione, al di là della sua regionalità, sta proprio nel fatto che il tipo di prodotto offerto è inesistente nel mercato: è una 'chicca' che prendi al volo sapendo che rimarrà un unicum.
Ad ogni modo interessante riproporre questa Operazione in versione linguistica, cosa che in passato mi sembra sia stata già fatta all'interno del libretto, per un breve periodo, colorando in giallo le pagine della storia scritta in inglese. Non credo porterà nuovi lettori ma è comunque un servizio offerto a quegli stessi bambini/ragazzini che studiano le lingue straniere a scuola.
A me un aspetto che frulla in testa da giorni su
Paperino e la blusa stregata (e che potenzialmente la rende persino più inquietante dell'originale!) è
Spoiler
la precarietà della soluzione finale. A differenza del protagonista del racconto di Buzzati, Paperino non distrugge la giacca maledetta, si limita a sbarazzarsene. Ma nulla ci garantisce che un giorno qualcuno non trovi la giacca e se ne appropri. E, trattandosi di un indumento magico, è ragionevole pensare che resisterà alle intemperie e al tempo che passa (quindi non vi è neanche la speranza che susciti talmente tanto ribrezzo agli altri da farli desistere dal pensiero di indossarla).
Questa in effetti è l'unica storia del numero che ho trovato degna di nota. La storia in dialetto, come le precedenti, l'ho trovata dimenticabilissima (forse salvo solo la prima con Zio Paperone e i Bassotti). Ciò detto non sono contrario all'iniziativa, che anzi ho trovato molto divertente (e se aiuta ad alzare le vendite, ben venga; meglio questo che i VIP paperizzati). Approvo ancora di più l'idea suggerita nei commenti precedenti di proporre storie in lingua straniera.
La prima puntata di
Quo, vita da gamer invece non mi è piaciuta per niente; i dialoghi sono atroci e oscillano tra il nonsense ("già! lo stai dicendo!"), patetici tentativi di sembrare gggiovani ("ve lo avevamo anticipato! teaserato!" Capisco che infilare anglicismi sia ritenuto "cool", ma "teaserato" vuol dire la stessa cosa di "anticipato", e ripetere lo stesso termine in inglese subito dopo è ridondante) e le banalità - sicuramente condivisibili ma a dir poco stantie ("quello che conta è il viaggio, non la destinazione") - per altro infilate in sequenza una dopo l'altra senza alcuna organicità tra una battuta e l'altra, dando l'idea di leggere un elenco di aforismi più che un botta e risposta. Per il resto, la trama è noiosetta e la messa in scena ancora di più: i cosplayer di Amelia? Sul serio?
bisogna dire che bertani è abilissimo nel girare la frittata: prima dice che non si sarebbe mai aspettato l'enorme successo dell'operazione dialetti (tant'è che la prima serie fu addirittura ristampata, ndr, e che invece era facilissimo prevedere che avrebbe avuto un mega successo, altra ndr), e poi afferma (!) che già dall'inizio aveva programmato le 20 uscite dei dialetti! Ma se non sapeva se avrebbero avuto successo, come faceva a programmare ciò?
Secondo me, molto semplicemente, ha fatto un po' come Lucas con la trilogia originale di Guerre Stellari. Ovvero: "io vorrei farne tre e traccio una sinossi per tre capitoli, però intanto faccio il primo e vediamo come va, se poi avrà successo farà gli altri due".
Personalmente non sono d'accordo con te quando dici che "era facilissimo prevedere che avrebbe avuto un mega successo", in base a cosa avrebbe dovuto esserlo? Non mi è mai capitato di sentire qualcuno (online o di persona) che dicesse "ma quanto sarebbe bello avere più opere d'arte in dialetto?".
Non ricordo le parole esatte, però in una live di Fisbio aveva detto che l'operazione dei dialetti aveva portato numeri di copie vendute tipiche di venti e più passa anni fa. Se ti trovi a raddoppiare/triplicare le vendite, è facile non si aspettarsi un successo di tale portata. E il fatto che hanno dovuto stampare più copie del 3608 è una conferma. Stessa cosa per il PKEDA -1 con le dovute proporzioni