STORIE
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Topolino e il ricordo ritornante 30 tavole
Storia di Giuseppe Zironi
Disegni e chine di Enrico Faccini
Colori di Manuel Giarolli
Archimede e l'amico geniale 16 tavole
Storia, disegni e chine di Enrico Faccini
Colori di Marco Di Grazia
Paperino e il segreto dei fratelli Grimm 25 tavole
Storia di Alessandro Ferrari
Disegni di Umberto Sacchetti e Stefano Porcu
Chine di Stefano Porcu e Matteo Devincenzi
Colori di Debora Grazia
Quo, vita da gamer - Il videogioco perduto 25 + 25 tavole
Episodio 3 di 3 (in due parti)
Storia, disegni e chine di Claudio Sciarrone
Colori di Gaetano Gabriele D'Aprile
One Page - Un Deposito per quattro - L'incentivo 1 tavola
Storia di Marco Bosco
Disegni e chine di Gabriele Giovannacci
Colori di Valentino Mauri
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COPERTINA Disegno e colori di Corrado Mastantuono
Topolino con statuina di Edi 14,90 euro
Libretto senza gadget 3,50 euro
SERVIZI e RUBRICHE
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L'aiutante dell'inventore - Alla scoperta di... (Alessandro Sisti)
Che idea geniale! - Fumettando (Antonella Murolo) Giulia La Torre disegna Edi
Sulle tracce dei fratelli Grimm - In giro per il mondo (Antonella Murolo)
Cercasi tesoro - Nelle puntate precedenti... (Stefano Petruccelli)
20 anni di magie... - Approfondimenti (Jacopo Iovannitti) Tornano i Wizards of Mickey
Lavandino - La parola della settimana (Maria Carosella)
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Grazie per l' apertura del topic di questa settimana Cornelius, sempre molto ben curato e colorato :-)
Sono un po' indietro con le letture e quindi non ho seguito le discussioni dei numeri scorsi, quindi non so se sia una cosa già annunciata e/o risaputa...ma oggi mi è appena arrivato il numero di questa settimana e ho notato sfogliandolo la carta diversa.. è una mia impressione o è stata effettivamente cambiata?
Ho letto solo la prima coii disegni di faccini. Son stato sfortunato, alcune tavole hanno una stampa particolare con i controni che sembrano non 'centrati' e fanno apparire il tratto molto pesante. in altre è tutto molto pulito.
si legge comunque e la storia l ho trovata davvero piacevole e con un tocco delicato nella svolgimento.
(https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSqJdkwbULKTmuyp1eWKKJ0T5SzgZ2fJIx-NC5nU7ZrIcJsff9Sewlzgmw&s=10)
Ricordavo che anche Don Rosa aveva scritto una storia sulle origini di Edi ma mi sfuggiva la trama. Leggendo "L'amico geniale" di Enrico Faccini mi è tornata in mente e, per quanto molto più elaborata (coinvolgeva il padre di Archimede, Fulton, che aveva appena lasciato la sua bottega al figlio e Zio Paperone, alle prese con quel trenino giocattolo che, attraverso un cunicolo nei pressi di Shacktown, gli stava riconsegnando 'troppo' lentamente tutto il denaro precipitato in una profonda caverna sotto il Deposito), "La prima invenzione di Archimede" è stata la base sulla quale Faccini ha creato questo omaggio per il 70° della famosa lampadina nel quale tiene fede all'originale richiesta di Paperino di far riparare la sua lampada difettosa ad un Pitagorico alle prime armi.
Enrico Faccini disegna anche la storia di apertura di Giuseppe Zironi dove sogno e realtà, fulmini e particolari invenzioni, passato e presente si confondono portando alla conclusione che ogni situazione potrebbe essere possibile, anche quella teoricamente più improbabile. Gli autori riprendono Zia Topolinda (vista da poco nei camei 'storici' di Pippo Holmes) e creano un cane molto interessante di nome Bart che, al di là della sua esistenza reale o fantastica, potrebbe essere ripreso in future storie vista la sua particolare figura estetica e certe sue caratteristiche... 'estreme'
Ma che bella la prima storia! :D :heart:
Recensione Topolino 3699
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/TL3699_COV.jpg)
Settant'anni (https://www.papersera.net/wp/2026/10/13/edi-ne-fa-70/) di presenza discreta e laboriosa, sempre pronto a supportare in ogni maniera colui che gli ha dato vita. Topolino 3699 è dedicato all’insostituibile Edi e possiamo affermare, senza tema di smentita, che queste celebrazioni sono più che meritate.
Impossibile, infatti, non nutrire simpatia verso il minuto assistente robotico di Archimede. Il libretto della settimana, venduto in possibile abbinamento con una sua statuetta 3D, lo pone al centro della scena fin dalla copertina di Corrado Mastantuono. Si prosegue con il Che aria tira di Silvia Ziche, l’ottimo pezzo di Alessandro Sisti che traccia un azzeccato parallelismo con Thomas Edison (in cui onore Guido Martina ribattezzò quello che nel 1956 Carl Barks aveva denominato semplicemente “piccolo aiutante”) e la rubrica Fumettando, con Giulia La Torre che ci insegna a disegnarlo.
Su tutto spicca Archimede e l’amico geniale, storia di sedici pagine in cui, da autore completo, Enrico Faccini ne ripercorre le origini, già delineate nel 2002 da Don Rosa ne La prima invenzione di Archimede (https://inducks.org/story.php?c=D+2001-143). L’artista ligure realizza un omaggio sincero e affettuoso a un personaggio umile, avvezzo a restare in secondo piano, ma fondamentale perché la vita all’interno del laboratorio scorra in modo armonioso e ben organizzato. Una volta di più emerge come il legame tra Edi e Archi sia ben saldo, e viste le tante esperienze condivise non potrebbe essere altrimenti. Assai validi i colori di Marco Di Grazia, abile nel rimarcare ulteriormente le differenze di stile ed età dei personaggi tra passato e presente.
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/tl3699bb.png)
Nascita di un piccolo aiutante
Faccini è grande protagonista nella prima metà del numero, considerato che sono sue anche le matite di Topolino e il ricordo ritornante. Ai testi, un ispirato Giuseppe Zironi lascia sciolte le briglie dell’immaginazione, elaborando un’avventura poetica, nella quale le fantasie infantili, sedimentate nella psiche, si concretizzano, irrompendo nel quotidiano. Almeno per un giorno.
In questo caso è il bizzarro e multicolore supercagnolone Bart a materializzarsi d’improvviso nella cucina di Topolino, scombinandogli piacevolmente la vita e, per di più, apportando un contributo sostanziale nella risoluzione di un caso.
Tutto parte da una notte di tempesta e da un fulmine che si abbatte sulla città nel momento sbagliato, come nella formidabile Topolino e il mistero della voce spezzata (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1834-AP). I flashback con il piccolo Mickey nel lettino a casa di zia Topolinda, invece, non possono che riportare alla mente il capolavoro scarpiano Topolino e la collana Chirikawa (https://inducks.org/story.php?c=I+TL++230-AP). Le citazioni si inseriscono alla perfezione nel contesto, impreziosendo il racconto senza sovrastarlo.
È veramente un lavoro riuscito, frutto di una sensibilità non comune, capace di creare una profonda empatia con il protagonista. Lungo l’intero corso degli eventi, e specie nel finale, il lettore prova le stesse emozioni di Topolino, rappresentate con magnifica espressività nelle ultime due tavole da un Faccini che si conferma pienamente a proprio agio nel dipingere atmosfere sospese tra sogno e realtà.
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/tl3699aa.png)
Arriva il supercagnolone!
Paperino e il segreto dei fratelli Grimm mostra i consueti pregi e difetti della serie Travel Around Europe. I disegni di Umberto Sacchelli e Stefano Porcu sono curatissimi, anche per merito della colorazione di Debora Grazia: monumenti e architetture delle varie città visitate vengono resi splendidamente a partire dalla quadrupla d’apertura, con la porta di Brandeburgo in bella evidenza. D’altro canto, la sceneggiatura di Alessandro Ferrari, delimitata da rigidi paletti, risulta un po’ forzata nel dover inserire spostamenti rapidi e ben precise informazioni su luoghi e cucine. In questo caso, poi, è necessaria una forte sospensione dell’incredulità, dato che, di volta in volta, i foglietti utilizzati dai fratelli Grimm vengono ritrovati perfettamente conservati a distanza di quasi due secoli. La storia è comunque utile a farci riscoprire l’opera dei due linguisti e filologi tedeschi, che viene sviscerata nel successivo articolo di Antonella Murolo (noi ne approfittiamo per ricordare invece l’approfondimento filatelico sul Sarto ammazzasette (https://www.papersera.net/wp/2026/10/14/cortometraggi-dentellati-il-piccolo-sarto-coraggioso/), ndr).
Un terzo episodio diviso in due parti (?) costituisce l’epilogo di Quo, vita da gamer – Il videogioco perduto. Claudio Sciarrone, nelle vesti di autore completo, seguita a manifestare la propria passione per il mondo videoludico nell’ambito di una vicenda che, in più passi, appare congegnata sulla falsariga di un gioco elettronico: ad esempio, stavolta, le peripezie di Paperino sulla montagna ricalcano classiche situazioni arcade.
Se le prime due puntate avevano trasmesso un po’ di curiosità sullo sviluppo degli eventi anche a chi non è particolarmente appassionato della tematica, la risoluzione non convince appieno. La carne al fuoco era fin troppa e, se le questioni principali vengono dipanate in qualche maniera, senza peraltro coinvolgere granché, alcune linee narrative potenzialmente interessanti restano solo abbozzate: su tutte, il rapporto tra Paperone e l’anziano Quickett, che, chissà, potrebbe essere ripreso in futuro.
(https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/10/tl3699cc.png)
Paperino in stile Super Mario
La sceneggiatura abbonda di locuzioni del gergo giovanile, che, alla lunga, quanto meno ai lettori più attempati, risultano piuttosto indigeste: d’altronde, va sottolineato come il target di riferimento non siano certo i cosiddetti over. A ogni modo, i caratteristici disegni di Sciarrone sono ben valorizzati dai colori di Gaetano Gabriele D’Aprile.
Si chiude con la simpatica one page L’incentivo, per la serie Un deposito per quattro, scritta da Marco Bosco e disegnata da Gabriele Giovannacci, che svolge con efficacia la funzione, comunque mai semplice, di strapparci un sorriso.
Termina così un numero dall’andamento discontinuo, che, dopo un avvio promettente, stenta a consolidarsi sulle altezze iniziali, rientrando infine, più o meno, nello standard medio del settimanale. Rimarrà, comunque, nella memoria per l’idea, luminosa, di festeggiare Edi. Bzzz!*
*Auguri!
Voto del recensore: 3/5
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https://www.papersera.net/wp/2026/10/19/topolino-3699/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!
Che belle le prime due storie! Specialmente la prima, originale e molto tenera.
Anche la storia sui fratelli Grimm non è malvagia, certo migliore della precedente sulle baguette. Fa il suo lavoro, anche se il canovaccio è sempre il medesimo e la caratterizzazione dei nipotini appare ben strana: pigri, insofferenti all'avventura al contrario dello zio (mentre solitamente sarebbe l'opposto) e, per sabotarlo, disposti de facto a inquinare un fiume (alla faccia delle GM).
Anche l'autoconclusiva finale strappa una risata ed i servizi sono tutti interessanti, sebbene quello dedicato a WoM presenti alcune inesattezze (Paperina principessa? Macchia Nera apprendista di Nereus??).
Sarebbe un numero da 4 stelle piene... se non fosse per la nota stonata rappresentata dalla sciarroniana, che si intitola Quo - vita da gamer anche se Quo nella storia non fa assolutamente nulla. Ma proprio nulla.
Ma in generale succede ben poco, specie nelle prime due puntate, inutilmente lunghe e prolisse, che avrebbero potuto benissimo essere riassunte in una sola. E dopo due episodi di nulla eccetto dialoghi (molto spesso forzati, peraltro) si arriva a un finale a dir poco deludente, se non fastidioso. La storia ruota attorno all'esagerata apprensione di Paperone per un "pericolo" del tutto inesistente e insensato, che si risolve in due vignette con una certa pigrizia.
Altri personaggi che sembravano almeno promettere qualcosina invece vengono solo accennati senza portare a nulla: così la sottotrama di Mooz viene lasciata in sospeso rimanendo perfettamente inutile, così Amelia sparisce dalla storia dal nulla com'era apparsa, senza alcuna spiegazione.
Mi spiace ma non posso salvare quasi nulla di questa storia. Forse solamente la sequenza dell'assedio al Deposito che era simpatica ma, anche qui, totalmente inutile ai fini della trama...
Bellissima la storia di EDI e la sua creazione (Edi, diminutivo di Edison, il creatore della lampadina, protagonista del redazionale). Quella di Topolino troppo favolistica e sdolcinata, con questo strano cane uscito dai ricordi di Topolino bambino in un laboratorio. Quella di Amelia senza né capo ne coda, mentre l'ultima si è conclusa con un apoteosi allo slang dei ragazzini di oggi in una storia sui videogiochi senza arte né parte (zio Paperone che ha affrontato il Klondike, qui sembra un vecchietto impaurito persino della propria ombra). Carina la One page, che fa il suo dovere di riempire una sola pagina.
Lo scrivo solo a titolo di curiosità, ma negli stessi anni in cui Edison sviluppava la sua lampadina a filamento di carbone, il piemontese Alessandro Cruto, ignaro del lavoro dell'americano, era arrivato in maniera del tutto indipendente ad idearne una a filamento di grafite, quindi più efficace ed anche meno costoso, ed aveva una luce migliore di quella di Edison. Non ottenne però nessun finanziamento e non se ne fece nulla, e morì povero e dimenticato da tutti. Per approfondire, rimando a questo articolo:
https://circuitielettronici.it/inventori/alessandro-cruto/
Lo lessi molti anni fa su uno speciale di Focus Storia dedicato alle invenzioni italiane sconosciute, tra gli altri esempi posso citare il motore a scoppio di Barsanti e Matteucci e la scoperta della penicillina ad opera di Vincenzo Tiberio, quarant'anni prima di Fleming. La Storia è piena di casi analoghi, purtroppo.
A proposito di Edi, possibile che nelle storie brasiliane esista una fidanzata chiamata "Lauriña Filamento" ??
StatuinaMi piace molto, probabilmente uno dei migliori gadget mai allegati al Topo, ma soltanto nella mia il braccio sinistro è più rigido di quello destro?
CopertinaBella, suppongo che l'apparizione di Paperone sia un riferimento a Archimede Pitagorico - La prima invenzione di Archimede (Don Rosa, 2002) (https://inducks.org/story.php?c=D+2001-143)
Topolino e il ricordo ritornante 10
Davvero bella, onirica, surreale, mi ha ricordato molto Topolino e la villa dei misteri (Mezzavilla/Cavazzano, 2000) (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2341-1) e un poco Topolino e l'amico immaginario (C. e P. McGreal/J. A. González, 2004) (https://inducks.org/story.php?c=D+2002-149). Però che non avvenga mai più l'uso di due parole (di cui una nel titolo) che suonano male come "ritornante" e "imprendibile".
Archimede e l'amico genialeNon è una storia nuova, è qualche parte della donrosiana menzionata nel commento alla copertina con poche vignette di più.
Paperino e il segreto dei fratelli Grimm 4
Qui, Quo e Qua che vogliono far perdere alla storia pagine di importanti scrittori e a Paperino l'occasione di di diventare milionario per non studiare un libro in più?! E Paperone che segue il nipote dovunque vada? Dove trova il tempo di stare sempre a controllare Paperino? Se Ferrari avesse motivato l'inseguimento con lo Zione che già sapeva lo scopo del viaggio mi sarebbe andato bene, ma così... Comunque buoni i disegni, mentre questi colori non mi piacciono molto.
Quo, vita da gamer - Il videogioco perduto 9
Si conclude bene la storia, e non mi infastidisce il mancato ritorno di Amelia e Mooz (non tutto deve tornare o essere utile alla trama, i personaggi possono anche apparire così tanto per). Il protagonista non è ovviamente Quo, ma si accetta anche in quanto presente nel titolo della serie e non della storia nello specifico. Mi ha colpito la crudeltà finale dell'Area 15, che si diverte a vedere Paperino terrorizzato sulle montagne russe (lo scrivo da persona che non ci salirebbe mai per tutto l'oro del mondo).
Un Deposito per quattro - L'incentivoFinalmente a Giovannacci si assegna qualcosa di divertente!
Citazione di: raffa007 il Lunedì 19 Ott 2026, 19:09:30Quella di Amelia senza né capo ne coda
?
Citazione di: Hero of Sky il Lunedì 19 Ott 2026, 19:28:11Lo scrivo solo a titolo di curiosità, ma negli stessi anni in cui Edison sviluppava la sua lampadina a filamento di carbone, il piemontese Alessandro Cruto, ignaro del lavoro dell'americano, era arrivato in maniera del tutto indipendente ad idearne una a filamento di grafite, quindi più efficace ed anche meno costoso, ed aveva una luce migliore di quella di Edison. Non ottenne però nessun finanziamento e non se ne fece nulla, e morì povero e dimenticato da tutti. Per approfondire, rimando a questo articolo:
https://circuitielettronici.it/inventori/alessandro-cruto/
Lo lessi molti anni fa su uno speciale di Focus Storia dedicato alle invenzioni italiane sconosciute, tra gli altri esempi posso citare il motore a scoppio di Barsanti e Matteucci e la scoperta della penicillina ad opera di Vincenzo Tiberio, quarant'anni prima di Fleming. La Storia è piena di casi analoghi, purtroppo.
Triste e interessante, grazie.
Citazione di: OkQuack il Martedì 20 Ott 2026, 16:32:38A proposito di Edi, possibile che nelle storie brasiliane esista una fidanzata chiamata "Lauriña Filamento" ??
In Inducks vediamo che questa 'fidanzata' è una ennesima creazione di Carl Barks, sebbene sotto forma di pensiero (immagino dello stesso Edi).
Un one shot del 1959 ripreso dai brasiliani un paio di volte nei primi anni '70 e dagli olandesi una sola volta nel 2004
https://inducks.org/character.php?c=Laurinha+Filamento
(https://inducks.org/hr.php?normalsize=1&image=https://outducks.org/webusers/webusers-char/br_ad_0024l_004_laurinhafilamento.png)
Se gli olandesi sono rimasti 'fedeli' a Barks riguardo un personaggio solo 'pensato', i brasiliani non solo hanno fatto interagire 'realmente' Laurinha con Edi ma hanno fatto si che Spennacchiotto creasse addirittura una Laurinha II (magari cercando di confondere i circuiti del povero Edi e colpire indirettamente Archimede, un rivale per il diabolico Spennacchiotto)
(https://inducks.org/hr.php?image=https://outducks.org/thumbnails3/webusers/2008/12/br_zc_1185d_001.jpg&normalsize=1) (https://inducks.org/hr.php?normalsize=1&image=https://outducks.org/webusers/webusers-char/br_zc_1185d_003_laurinhaii.jpg)
Citazione di: MB il Martedì 20 Ott 2026, 20:00:04(non tutto deve tornare o essere utile alla trama, i personaggi possono anche apparire così tanto per)
Perdonami ma... secondo qualsiasi regola di scrittura, sì che deve farlo. Un conto è una gag o una comparsa che può anche apparire più volte allo scopo di creare siparietti comici senza che questo influisca sulla storia.
Ma un altro conto è inserire un personaggio ricorrente -come in questo caso Mooz- e dargli una storyline: ci si aspetta quantomeno che porti da qualche parte, altrimenti la si elimina proprio dapprincipio. Un buon esempio sono le sottotrame di PKNA: certe non avevano attinenza alcuna con la storia principale di Paperinik (i broker di
Agdy Days, tanto per dirne una), costituivano quasi delle narrazioni a sé, delle storie nella storia, ma almeno avevano un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Raccontavano qualcosa, accidenti. Non venivano tagliate a metà senza andare a parare da nessuna parte, perché quello è segno di pigrizia nella scrittura.
Allo stesso modo, se anche Amelia deve sparire dal nulla a metà della storia, vorrei come minimo una spiegazione sul perché caspita fosse interessata all'easter egg, come abbia fatto ad essere l'unica a scoprirlo, cosa diamine cercasse davvero e perché poi abbia ripiegato sul solito assalto al Deposito.
Così come gradirei una spiegazione logica al fatto che Paperone ("il più duro dei duri e il più furbo dei furbi") si spaventi tanto per quel "pericolo" assolutamente risibile.
Perché così è solo una serie di cose a caso buttate in sequenza senza la benché minima logica narrativa.
Secondo me a scrivere una sceneggiatura fatta di eventi casuali in cui "non tutto deve tornare" e "i personaggi possono anche apparire così tanto per" son capaci tutti. È quello il difficile della scrittura.
(E lo dico da persona che rispetta profondamente gli scrittori e aspira proprio a tale mestiere, per questo ho frequentato corsi di scrittura e faccio molto caso alla struttura e alla logica narrativa interna alle storie che qui, a mio parere, manca completamente)
A pagina 127, Paperino parla di "entry level", che però è un'espressione impropria in questo contesto. "Entry level" indica una "soglia d'ingresso", e Paperino è entrato nella caverna già da un po' (lui stesso aveva detto prima "il livello di difficoltà si è alzato a esperto"). Anche ammesso che quella di Paperino volesse essere una metafora ("è talmente facile da essere al pari di un entry level") è comunque un'inglesismo usato a caso (non è un'espressione che appartiene al mondo videoludico, si usa in ambiti completamente diversi; tant'è che in inglese esiste un'espressione specifica per indicare un livello più facile dopo uno più difficile, ovvero "breather level"). Avrebbe avuto più senso parlare di tutorial o più semplicemente dire "questo livello è più facile".
Citazione di: Tuta_ il Oggi alle 11:20:44perché caspita fosse interessata all'easter egg
Citazione di: Tuta_ il Oggi alle 11:20:44cosa diamine cercasse davvero
Sperava fosse un segreto riguardante la Numero Uno
Citazione di: Tuta_ il Oggi alle 11:20:44come abbia fatto ad essere l'unica a scoprirlo
Da quel poco che so sui videogiochi (quindi su questo potrei sbagliare), gli easter egg possono comparire con una serie di mosse scelte dai programmatori da eseguire all'interno del videogioco. È solo una questione di fortuna e di tempo, e la prima, che per sua natura non può avere spiegazioni, l'accetto, mentre di secondo né poteva avere quanto ne voleva.
Citazione di: Tuta_ il Oggi alle 11:20:44perché poi abbia ripiegato sul solito assalto al Deposito
Perché, non comprendendo l'utilità della combinazione, sperava di poterla mettere a frutto in qualche modo vicino alla Numero Uno.
CitazioneCosì come gradirei una spiegazione logica al fatto che Paperone ("il più duro dei duri e il più furbo dei furbi") si spaventi tanto per quel "pericolo" assolutamente risibile.
L'abbiamo visto più volte affannarsi e deprimersi per un centesimo, vuoi che non si preoccupi per tutti quei videogiochi?
Citazione di: Tuta_ il Oggi alle 11:20:44Secondo me a scrivere una sceneggiatura fatta di eventi casuali in cui "non tutto deve tornare" e "i personaggi possono anche apparire così tanto per" son capaci tutti. È quello il difficile della scrittura.
Secondo me è far provare qualcosa al lettore, magari divertendo, magari facendo riflettere...
Riguardo la storia di Sciarrone devo dire che, pur piacendomi i videogiochi, non mi ha appassionato del tutto, sia perché in fondo non succede niente di che, sia per i personaggi che spuntano a caso e poi non hanno uno scopo preciso, come giustamente detto da altri utenti prima di me.
Citazione di: MB il Oggi alle 13:34:08Citazione di: Tuta_ il Oggi alle 11:20:44Secondo me a scrivere una sceneggiatura fatta di eventi casuali in cui "non tutto deve tornare" e "i personaggi possono anche apparire così tanto per" son capaci tutti. È quello il difficile della scrittura.
Secondo me è far provare qualcosa al lettore, magari divertendo, magari facendo riflettere...
È vero, MB, ma per trasmettere certe domande o certi sentimenti bisogna saper scrivere bene. Se un libro è scritto male difficilmente ti farà ridere o riflettere.
È vero, MB, ma per trasmettere certe domande o certi sentimenti bisogna saper scrivere bene. Se un libro è scritto male difficilmente ti farà ridere o riflettere.
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Dipende da cosa intendi con "scrivere bene". Se ti riferisci ad esempio a un sapiente uso del linguaggio, sono d'accordo, ma se per scrivere bene intendi che ogni personaggio deve fare qualcosa che porti avanti la narrazione, allora non sono d'accordo: non vedo l'utilità di questa regola.