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Topolino 3446

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Manuel Crispo
Sceriffo di Valmitraglia

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    Topolino 3446
    Risposta #30: Domenica 12 Dic 2021, 17:15:06
    Recensione Topolino 3446


     Topolino 3446 presenta una struttura anomala.

     Il leitmotiv del numero è la neve, presente in tutte le storie: dalla prima, Il bianco e il nero di Marco Nucci e Andrea Castellan – secondo episodio della serie dedicata al recupero del personaggio di Macchia Nera – all’ultima, Zio Paperone, Battista e il giorno sbagliato di Marco Bosco e Giampaolo Soldati. Ma, oltre alla neve, a cadere copiosi sono anche gli inter-riferimenti transtorici.

     Così, nella seconda storia dell’albo, Newton Pitagorico in… Sono solo pensieri di Nucci e dell’esordiente Simona Capovilla, captiamo i pensieri degli abitanti di Topolinia alle prese con l’ultima malefica macchinazione di Macchia Nera, e godiamo di una comparsata del gatto Malachia, protagonista della successiva Fiaba d’inverno di Enrico Faccini.

     Questo sincretismo, oltre che inedito, non può che destare l’attenzione del lettore, coinvolgendolo maggiormente nelle avventure narrate; non esiste più nulla di superfluo, sembrano dirci gli autori di Topolino, ma tutto partecipa alla macro-narrazione generale. Purtroppo, come spesso accade quando ci si concentra sulla struttura, a venire meno è la sostanza. Considerandolo dal punto di vista della riuscita, infatti, il numero attualmente in edicola appare migliore del precedente, ma comunque non esaltante.

     Su Il bianco e il nero, storia di apertura ricca di mistero e citazioni letterarie (l’ovvio riferimento a Stendhal nel titolo, più un “Leopold Bloom” piazzato un po’ in sordina) c’è da dire poco per il momento, trattandosi di un primo tempo. Un Macchia Nera ormai fissato con la meteorologia dichiara in pubblico di aver ideato un oggetto, l’”attrattore nembico”, in grado di scatenare tempeste di neve a piacere. Topolinia verrà cancellata dalle mappe se lui non otterrà il denaro richiesto; Topolino tenterà di fermarlo, grazie a un alleato inaspettato.

     
    Lui è tornato

    In sé un plot abbastanza classico, il geniale Macchia Nera ci ha dimostrato molto volte di essere in grado di realizzare l’impossibile e il ricatto è una delle sue modalità criminose predilette. Ottimi e “atmosferici” i disegni di Casty, inquietanti il giusto; buono anche il ritmo. Purtroppo, questo primo episodio non è esente da un difetto, a mio parere grave, riguardante il protagonista – Topolino, detective scaltro quant’altri mai.

     Macchia Nera dichiara di aver ideato uno strumento che i più grandi meteorologi del mondo considerano impossibile, rivelando di esser lui dietro un fenomeno atmosferico considerato perfettamente naturale, e Topolino non si pone domande. Non si interroga neanche circa le reali intenzioni di Gambadilegno il quale, in un momento “Topolinia è la città che amo, qui ho le mie radici”, gli regala l’indizio fondamentale per risolvere il caso. Ora, magari l’apparecchio di Macchia esiste, e magari Pietro è in buona fede: ma stupisce vedere un Topolino così in balia degli eventi, incapace di mantenere il controllo su ciò che accade e che, come nella avventura precedente, si ritrova a subire passivamente.

     La storia successiva, Sono solo pensieri, scorre bene anche grazie al tratto, infantile ma non “puccioso”, della Capovilla; anche il controfinale “antibuonista” risulta gradevole. La storia comunque ricorda, non solo nell’idea ma anche nello svolgimento, una vecchia sceneggiatura di Francesco Artibani, Zio Paperone e l’apparecchio postelefonico – ma forse è solo un’altra citazione.

     La migliore del numero è, per me, indiscutibilmente la breve di Faccini, nella quale l’artista ligure realizza un commovente adattamento della struggente fiaba L’uomo di neve di Andersen. Faccini si muove qui al di fuori della propria comfort zone, confezionando una storia memorabile priva di umorismo ma con molto cuore. Anche le due tavole autoconclusive, di Silvia Ziche in apertura e di Angelo Palmas e Giulia Lomurno in chiusura d’albo, si fanno notare per piacevolezza, e strappano una sincera risata.

     
    Un fiabesco Faccini

     Purtroppo per me gli elementi positivi del numero si interrompono qui. I giustissimi panettoni sbagliatissimi, l’episodio della serie PippoSpot realizzato da Roberto Gagnor e Alessio Coppola, non brilla particolarmente. Lo stesso dicasi per le poco accattivanti Paperino e la settimana stanca di Marco Bosco e Blasco Pisapia (la stanchezza purtroppo si sente e non poco, in un soggetto direi banalotto) e la già citata Zio Paperone, Battista e il giorno sbagliato. Quest’ultima è l’ennesimo racconto di sindrome di Stoccolma ai danni del povero maggiordomo, la cui fedeltà al principale risulta sempre meno credibile man mano che il personaggio viene approfondito. Entrambe difficilmente resteranno impresse nella memoria dei lettori.

     Dal punto di vista dei risultati, meno che da quello ideativo, Topolino 3446 ci appare come una torta cotta a metà. La struttura di questo numero sembra quasi rispondere alle critiche dei lettori, che da mesi lamentavano una certa perdita di unicità degli albi di Topolino in favore di uno sviluppo puramente orizzontale: l’albo settimanale è il trionfo della verticalità, ma il complesso è convincente solo in parte.



    Voto del recensore: 3.5/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2021/12/12/topolino-3446/


    Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

    “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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    Dippy Dawg
    Dittatore di Saturno
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      Re:Topolino 3446
      Risposta #31: Lunedì 13 Dic 2021, 14:48:43
      Mi sono piaciute meno Paperino e la settimana stanca e Miao Cronache Feline - Fiaba d'Inverno, anche se quest'ultima mi ricorda https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pupazzo_di_neve classico cartone animato britannico che qui in Finlandia viene trasmesso in TV ad ogni vigilia di Natale da quasi 30 anni.
      Faccio un OT spaventoso, ma non posso non ringraziarti per aver collegato finalmente da dove venisse la canzone Walking in the air, rifatta da tanti, ma che amo particolarmente nella versione dei Nightwish (un gruppo finlandese, guarda caso)! :heart:

      Ritorno nei ranghi per dire che Il Bianco e il Nero mi è piaciuta, a parte un particolare che non vi dico, ma che forse potete immaginare... ( :P )
      Personalmente, non trovo Topolino fuori personaggio: sarà pure un detective scaltro, ma non è infallibile, e gli può capitare di trovare qualcosa più grande di lui su cui ha bisogno di un aiuto! Qualche volta gli viene da Atomino, qualche volta da Eta Beta, in questo caso gli è arrivato incredibilmente da Gambadilegno*!
      Sul fatto, poi, che Macchia Nera non è "più cattivo", ma è "tornato cattivo", sono d'accordo!
      Peccato davvero per quel particolare, mannaggia a loro! >:(


      * certo, a proposito dell'aiuto di Atomino, non bisogna stare troppo a pensare che lo stesso Gambadilegno amava talmente la sua città da mandargli una grandinata al cianuro come se niente fosse... ;D
      Ma va bene lo stesso: le persone cambiano, i tempi pure, e, soprattutto, ogni scrittore interpreta i personaggi come meglio crede! ;)
      Io son nomato Pippo e son poeta
      Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
      Verso un'oscura e dolorosa meta

      *

      Sommo Zotnam
      Sceriffo di Valmitraglia
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        Re:Topolino 3446
        Risposta #32: Lunedì 13 Dic 2021, 16:07:41
        Notevole la continuity orizzontale che permea tutto l'albo, con le conseguenze della storia di Nucci-Casty che influenzano TUTTE le storie dell'albo, comprese quelle minori e più ironiche.

        Alex Bertani ha fatto letteralmente come Jim Shooter, capoccia della Marvel Comics negli anni '80: all'epoca, in una storia di Thor venne aperto lo Scrigno degli Antichi Inverni che scatenò una tempesta di neve su New York e sul mondo. In tutte le testate Marvel del periodo, per qualche mese, che si trattasse dei Fantastici Quattro, dei Vendicatori, dell'Uomo Ragno o degli X-Men, nevicava.

        Qui, Macchia Nera scatena una tempesta di neve su Topolinia e sul Calisota e in ogni storia di paperi e topi nevica...e non è neppure una coincidenza, dato che i personaggi dicono chiaramente che si tratta di una nevicata particolarmente innaturale. In una storia addirittura Newton capta dialoghi di altre storie dell'albo, in particolare "Il bianco e il nero".

        Insomma, chapeau.

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        SilverPK
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          Re:Topolino 3446
          Risposta #33: Venerdì 17 Dic 2021, 13:32:22
          E mentre tutti tessono le lodi per il numero successivo, io ho finalmente finito questo, e devo dire che l'ho apprezzato. Non vi è nessuna storia incredibilmente memorabile, anzi tutte sono molto semplici ma ben scritte e ottimamente disegnate, in particolare la nuova Simona Capovilla. Il Bianco e il Nero parte meglio della sua precedente (dove però il problema per me era l'eccessiva lunghezza e più il secondo che il primo tempo), Newton e Pippospot simpatiche come sempre, Malachia e Paperino si fanno leggere, e l'ultima di Battista è stata quella che più ho letto con piacere. Semplice ma piena di situazioni simpatiche, che me l'hanno fatta leggere col sorriso. Spero il prossimo sia bello come tutti dicono, ma dopo questo bel numero, sono fiducioso.

           

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