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Topolino 3481

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Dippy Dawg
Dittatore di Saturno
PolliceSu   (1)

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PolliceSu   (1)
    Re:Topolino 3481
    Risposta #15: Martedì 16 Ago 2022, 10:30:36
    Sì, sono uguali! :-)
    Io son nomato Pippo e son poeta
    Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
    Verso un'oscura e dolorosa meta

    *

    Nigel_de_Zoster
    Evroniano
    PolliceSu   (1)

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    • Una volta ero una persona curiosa...
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    PolliceSu   (1)
      Topolino 3481
      Risposta #16: Martedì 16 Ago 2022, 12:27:12
      Recensione Topolino 3481


      Viviamo un’epoca di revival, di diverso tipo: da quelli cinematografici e televisivi a quelli letterari e fumettistici. I risultati sono sicuramente altalenanti, ma è la curiosità a spingere anche i più contrari a volersi cimentare in queste nuove trasposizioni. Il Topolino di questa settimana sembra confermare la tendenza rinnovata di riprendere trame e serie d’antan e trasporle nel nuovo contesto del settimanale.

       E questa tendenza passa anche dal ritorno di una serie di successo negli anni Novanta, I mercoledì di Pippo, scritti dall’istrionico Rudy Salvagnini, che qui propone L’incredibile segreto (coi disegni di Ottavio Panaro). È mercoledì, e al solito Topolino è chiamato da Pippo per ascoltare l’ennesima, balzana trovata letteraria per un suo romanzo. Il protagonista di questo nuovo romanzo (un hard boiled) non è il solito Pippo, protagonista delle numerose storie della serie, bensì Topolino, così introducendo un primo elemento di novità.

       Tuttavia, rimane molto simile lo sviluppo: le trovate assurde di Pippo per lo svolgimento del suo romanzo non collimano con la logica di Topolino; questo stranamente non obietta come al solito, ed ecco quindi un secondo elemento di novità. Anche Minni sembra essere impiegata nel nuovo romanzo, e agisce da aiutante del protagonista, alle volte da deus ex machina, ma sempre al servizio dello scrittore, che cerca comunque di imbastire un suo intervento mirato.

       Se è vero che i revival molto spesso rovinano quanto di buono si era fatto in precedenza, qui Salvagnini imbastisce sicuramente una trama curiosa, ma molto meccanica. La storia sembra gradevole, ma i repentini cambi di scena aiutano poco nella lettura. Anche le trovate “illogiche” sembrano forzate: Topolino, infatti, sembra inusitato in questa nuova veste ed è più preda che mezzo della storia di Pippo.

       Interessante però lo spunto alla Truman Show, o alla Videodrome (per dare un’immagine ancor più immediata), dove il personaggio di Topolino cerca di sfondare la quarta parete televisiva e la storia si sposta spesso in un ambiente neutro e ultroneo rispetto alla trama (il salotto di spettatori curiosi). I disegni di Panaro non sono certamente quelli di Gorlero, ma sicuramente danno una pacatezza ai tanti svarioni che si susseguono.

       
      Il primo elemento di novità nel ritorno dei Mercoledì di Pippo

       Il terzo episodio di Paperinik e la torre d’oro (sempre a firma BertaniGervasio/Baccinelli) non sembra risolutivo rispetto alle trame predisposte nelle prime due puntate. Interessante il focus narrativo sugli operai delle ditte edili, incaricati di smontare pezzo per pezzo le torri del castello del Duca Pazzo (già suddivise fra i tre miliardari protagonisti), ma i battibecchi iniziali tra gli stessi appaiono molto fuori luogo.

       Interessante anche lo svolgimento, in cui ogni giorno il “castello di Penelope” viene disfatto e si ricompone la notte stessa, ma solo grazie ad un apparecchio di Archimede che Paperinik usa nottetempo. Molto forzato il convincimento di Paperinik all’uso del congegno detto, e che porta ad una risoluzione della storia molto semplificata: Paperone capisce che nel castello non vi è traccia di alcun tesoro, costringendo lui e gli altri due miliardari (pardon, giga-mega miliardari) a ripristinare il tutto, ristrutturare il castello e devolverlo alla pubblica utenza.

       Appare invece straniante il finale della storia, che si ricollega a Paperino e la tempesta di Capo Quack di Carl Barks e che evidenzia un’ulteriore trovata di cui sicuramente si discuterà a lungo. I disegni di Baccinelli, anche in questo caso, sono sontuosi, assolutamente in tema (per quanto riguarda le attrezzature degli operai dei cantieri) e rendono molto piacevole la lettura complessiva della storia.

       
      Paperinik alle prese con il bislacco congegno, in qualche senso un “MacGuffin” all’interno della storia

      Un altro prologo, stavolta focalizzato sul mondo dei Paperi. Paperino e l’amico scomparso (Vacca/Mazzarello) introduce nella nuova saga estiva del Pianeta ramingo anche Paperino e Archimede, chiamati da Enigm nella Dimensione Delta. Interessante lo spunto per coinvolgere la mente brillante di Paperopoli, meno lo svolgimento.

       Se nella storia della scorsa settimana abbiamo avuto a che fare con la minaccia celestiale sin dall’origine, qui la storia pone la minaccia solo all’ultimo e si evolve molto lentamente con gag spesso inutili; anche il fatto che si utilizzi il laboratorio dell’antenato di Archimede (Copernico Pitagorico) non sembra utile ai fini della trama, se non per dare la sensazione di un fanservice ben orchestrato. Ma se il risultato è arrivare a provocare coinvolgimento nella trama complessiva, allora possiamo sperare che questi espedienti siano solo un passatempo, prima di addentrarci dalla prossima settimana nell’avventura.

       I disegni di Mazzarello sembrano, però, molto piatti, per quanto ci metta abbastanza dinamismo dove necessario; ma ad esempio, i becchi spalancati dei personaggi parlanti forse sono un tantino stranianti.

       La copertina dell’albo (realizzata da Francesco d’Ippolito e colorata da Mario Perrotta) ci porta alla prima storia “agostana”, Paperino in vacanza con Gino (Bosco/Franzò). Una storia gradevole, questa volta non solo tesa a raccontare l’ennesima partenza per le vacanze di Paperino, ma che ha un fine preciso: mostrare quanto possa essere importante economicamente una tendenza social come quella dei Toy Voyagers (spiegata in dettaglio nelle cinque pagine di accompagnamento della storia).

       Storia, comunque, di rara vitalità: Paperino è alle prese con le proprie disavventure per rimediare all’ennesimo caso di malasorte (e il pensiero corre comunque alle storie di Barks, dove ugualmente l’ingegno sofferente del papero guizzava), ma ancor più raro il colpo di fortuna (naturalistico) che lo coinvolge e che gira le sorti della storia. Anche il finale, non scontatissimo, dà una buona sensazione di lettura. I disegni di Franzò funzionano molto bene su questa sceneggiatura e presentano un tratto fermo e al contempo dinamico.

       
      Un tempo ci si stupiva degli animali… ora anche i peluche hanno i social!

      La seconda storia agostana è rievocata già nel titolo: Topolino e il Ferragosto a 3 (Fontana/Lomurno). Una storia breve che non dà alcuna sensazione, se non quella della classica desolazione agostana delle grandi città che si svuotano proprio a metà mese. Malgrado il tentativo di scippo per ravvivare la storia, la vicenda comunque sembra bloccata fino al finale spiazza che il lettore, che rimane di sasso nel vedere i tre personaggi in campo andare via tutti assieme allegramente. I disegni della Lomurno sono molto efficaci ed evocativi, con un retrogusto classico.

       Paperoga in: Seguire attentamente le istruzioni (Valentini/Zemelo) ripropone le strambe imprese del personaggio. Quasi totalmente muta, la breve sembra congegnare alcune piccole gag, come l’aggiunta di strisce di colore che Paperoga appone al suo maglione, per essere perfettamente in linea con le istruzioni (anch’esse mute) e costruire una cuccia a Malachia.

       Meno comprensibile il fatto di voler estendere questo adeguamento visivo anche alla finestra retrostante, dove però la gag si scontra con la dura logica del caso. La chiusura con un intervento repentino di Malachia fa immediatamente tornare tutti con i piedi per terra. Buonissima la prova da disegnatore di Zemelo, che entra perfettamente nello spirito comico della storia.

       Una menzione speciale va riservata alla gag page finale di Faccini. Re dei pasticci – Eccellenza è l’ennesima dimostrazione che l’assurdo e l’ironico possono convivere perfettamente e possono provocare meraviglia. Decisamente felice, come sempre, l’idea di dare spazio all’autore genovese con queste piccole gag.

       In conclusione, il numero odierno cerca di favorire entrambi i tipi di storie presenti: quelle delle saghe lunghe e le autoconclusive. Il risultato non sempre è soddisfacente, ma si notano comunque spunti molto interessanti tanto a livello di gag che di riuscita complessiva delle storie. Anche alcune storie brevi o autoconclusive vogliono essere uno snodo interessante nella lettura. Rispetto ad altri numeri precedenti, però, è la qualità delle storie in sé che scende, facendoci scivolare verso la classica e tranquilla lettura sotto l’ombrellone.



      Voto del recensore: 3/5
      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
      https://www.papersera.net/wp/2022/08/14/topolino-3481/


      Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

      Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

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      PolliceSu   (1)

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      PolliceSu   (1)
        Re:Topolino 3481
        Risposta #17: Venerdì 19 Ago 2022, 04:24:59
        in qualche senso un “MacGuffin” all’interno della storia

        Un mcguffin muove l'azione, è qualcosa che "cercano tutti", un pretesto per raccontare. Il congegno che usa PK è più un vero e proprio deus ex machina, che risolve le cose al meglio senza troppi sforzi narrativi.

        *

        Cornelius Coot
        Imperatore della Calidornia
        PolliceSu

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        PolliceSu
          Re:Topolino 3481
          Risposta #18: Martedì 23 Ago 2022, 21:09:53
          La Torre d'Oro potrebbe trasformarsi in un prossimo Capo d'Oro nel finale a sorpresa di questa storia che, nel solco della tradizione storica, trova infiniti spunti narrativi per continuare questa nuova saga diabolica e vendicativa. Il fiuto dello zione convince alla resa i suoi avversari che non nutrono il minimo dubbio che egli potrebbe bleffare (anche se poi non lo fa), cosa plausibile anche se in quel momento le forti spese avute hanno la meglio su eventuali ipotesi truffaldine.

          Sorprende che i tre tycoon non abbiano organizzato 'ronde notturne' per vedere chi e come rimetteva tutte le pietre a posto, visto che si era capito che proprio nelle ore notturne doveva accadere qualcosa di strano. E sorprende la pazienza di operai e tecnici della ditta lavoratrice che, pur lavorando durante il giorno, sono minacciati di non venir pagati per i 'non risultati' del giorno dopo. Ecco che una 'ronda notturna' poteva essere ipotizzata anche da loro, vista la bizzarra situazione.

          Mi piacerebbe che in questa serie si arrivasse a pensare di ricostruire Villa Rosa: se l'invenzione di Archimede è riuscita a far tornare come nuove delle torri appena demolite, chissà se in un raggio di tempo molto più lungo (dall'esplosione causata da Gastone) sarebbe possibile ottenere gli stessi risultati. E' vero che quelle rovine hanno comunque un loro fascino ma è altresì vero che rivedere la vecchia dimora di Fantomius (per quanto già malridotta prima della 'gastonata') arricchirebbe sicuramente il giro turistico di Paperopoli.

          Anche il Forte delle GM è stato ricostruito in altro luogo rispetto all'originale (la Collina AmmazzaMuli oggi AmmazzaMotori) ed anche il Capo Quack mi pare abbia subito qualche lavoro di ristrutturazione (che però non ha dato luogo al ritrovamento dell'oro di Francis Drake). Non ricordo se Paperinik abbia nei confronti dei ruderi della Villa gli stessi 'privilegi legali' che ha riottenuto nei confronti del Castello delle Tre Torri. Nel caso quale miglior rifugio segreto (anche a livello estetico) per l'erede di Fantomius?
          « Ultima modifica: Mercoledì 24 Ago 2022, 09:17:04 da Cornelius Coot »

           

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