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I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Discussione Generale
 - Aperto da Paolodan3, Martedì 10 Nov 2015, 17:02:28
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raffa007
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Pifferosauro Uranifago

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Viva Topolino

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    Numero inferiore al precedente ma comunque buono: la prima (Topolino e i regali a valanga) risale al 1954, quando la rivista aveva appena sei anni, con un Giovan Battista Carpi acerbo e tante pagine in bianco e nero alternate al colore: la storia risente solo alla fine del clima natalizio (e non è un difetto), con la riunione dei paperi assieme ai sette nani, ma all'inizio è divertente con il combattimento tra Topolino e Gambadilegno (qui ancora con la vera protesi in legno). Il resto del numero purtroppo, con le solite storie di Paperino iper sfortunato (che mi facevano girare le scatole anche da piccolo) non sono di mio gusto. Da segnalare due storie disegnate da Sergio Asteriti, discrete ma nulla più.

    tatenokai
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    Citazione di: Ciaglo il Sabato  6 Dic 2025, 22:15:19
    Salve a tutti, sapete dirmi quando esce in edicola il numero di dicembre? Sul sito panini dice 5/12/2025 ma in edicola non è arrivato ancora nulla...

    E' già uscito, ecco l'indice:

    ctbomb
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    Papero del Mistero

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    Ciao.

    Commenti al numero?

    Grazie.

    Gianpaolo
    Per chi fosse interessato, qui trovate la mia collezione. Se vi interessasse qualcosa, fatemi sapere. Possiamo parlarne. Grazie

    https://inducks.org/browsecollec.php?user=ctbomb&sortbycode=1

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    Ho solo fatto la foto all'indice, non l'ho preso perchè ho già metà storie (ma non le ho a portata di mano e non ricordo come sono).

    I Grandi Classici Disney 119 (# 2209)

    Claudia8
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    I Grandi Classici Disney 119 (# 2209)

    Recensione I Grandi Classici Disney 119


     I Grandi Classici Disney 119, in uscita a novembre, presentano subito una divisione del numero, spiegata anche nell’articolo introduttivo: nella prima parte troviamo storie con protagonista Topolino, mentre la sezione Superstar è dedicata al Deposito di Paperone. 

     Ad unire i due mondi narrativi ci pensa Topolino e la gratitudine stellare, scritta da Guido Martina e disegnata da Massimo De Vita: una gradevole vicenda che vede anche un incontro tra Paperone, Pippo e Topolino, uniti per fermare una giovane aliena disegnata con fattezze del tutto umane, senza il classico naso “tartufato”. La storia brilla anche per le battute, particolarmente felici, di Pippo.

     Troviamo poi un articolo su Paul Murry, ideale continuazione della pubblicazione sullo scorso numero di Super Pippo e il ticchettio esplosivo, da lui disegnata. Per quanto il testo sia interessante, vale la pena notare che forse sarebbe stato meglio ristampare anche una storia filologicamente rilevante di Murry, per accompagnare in modo ottimale il redazionale e per allargare il respiro della testata.

     
    Paperone e Pippo, una strana coppia

     A seguire, abbiamo Topolino e gli ologrammi, con i testi di Michele Gazzarri e i disegni di Sergio Asteriti. Topolino e Pippo si trovano ad indagare su dei furti compiuti da Gambadilegno con l’ausilio di un nuovo macchinario che gli procura gli alibi del caso. La storia presenta tutte le caratteristiche dei polizieschi con Topolino degli anni Settanta e risulterà probabilmente prevedibile per il lettore navigato; ciononostante, lo svolgimento è coinvolgente.

     Topolino e l'ipersonico supereconomico, scritta da Abramo e Giampaolo Barosso e disegnata da Luciano Capitanio, vede Topolino, Pippo ed Eta Beta alle prese con un progetto scientifico ostacolato dallo spionaggio. La storia è forse l’anello più debole di questo numero, a causa della mancanza di guizzi e battute brillanti.

     La sezione Superstar è appunto dedicata all’enorme edificio che ospita buona parte della fortuna di Paperone. Sottolineo in anticipo la buona selezione effettuata dal momento che, nonostante il pattern della difesa del Deposito sia riproposto in tutte le storie, ogni narrazione si distingue dalle altre e non si percepisce ripetitività.

     
    La miseria bussa alla porta?

     Paperino e l'euforgasaur, scritta da Guido Martina per le matite di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano, è un eccellente esempio di storia martiniana con il giusto bilanciamento di cinismo e comicità. L’euforgasaur del titolo è un gas a base di oro che potrebbe rivelarsi cruciale per sottrarre il denaro di Paperone alle grinfie dei malintenzionati. La sceneggiatura è divertentissima e brillante, sempre arricchita da battute ed iperboli perfettamente inserite nel contesto, e condita dai disegni di Scarpa che seguono ottimamente il ritmo della storia, grazie anche alle dinamiche chine di Cavazzano.

     Zio Paperone e la fiamma fredda, scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giorgio Cavazzano, è un’altra scintillante vicenda sul tema: Paperone è alle prese con la difesa del deposito garantita dalla leggendaria fiamma fredda, innocua per gli amici e aggressiva con i nemici. Il lieto fine con morale, il vecchio saggio e la caccia al tesoro sono segni distintivi della narrazione ciminiana, in questo caso uniti a comicità e ottimi disegni per un risultato finale piacevolissimo.

     
    Una poetica quadrupla ciminiana

     Zio Paperone e il Deposito dirigibile, per i testi ancora di Rodolfo Cimino e i disegni di Giulio Chierchini, spicca meno rispetto alla precedente ciminiana, ma è comunque una storia di tutto rispetto. Per difendere le sue sostanze, Paperone fa costruire un deposito-dirigibile su cui si fa consegnare i guadagni quotidiani da pellicani ammaestrati; l’imprevisto è dietro l’angolo. Si fanno notare specialmente i siparietti di un comprimario per l’occasione, lo scienziato Von Trippelin (parodia dell’inventore Ferdinand von Zeppelin), e i disegni di Chierchini, precisi e puliti.

     Chiude il numero Zio Paperone e il Deposito semovente, con Giorgio Pezzin ai testi e Tiberio Colantuoni ai disegni. Le sostanziose tasse di Paperone vengono contese tra i Comuni di Paperopoli e Sgangheropoli, che faranno del loro meglio per spillare quattrini a Paperone, il quale a sua volta non si farà cogliere impreparato. Risultano divertenti le schermaglie tra Paperone e i sindaci, e ancora una volta, come già ne l’euforgasaur, troviamo un finale aperto che lascia i personaggi sulle spine e consegna al lettore i tipici inseguimenti tra zio e nipote. Inoltre, questa è l’unica storia davvero rara del presente numero, dato che non veniva ristampata dal 1998.

     Assegno quindi al numero quattro stelle, considerata la qualità generale contenuta in questo fascicolo.



    Voto del recensore: 4/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2025/12/18/i-grandi-classici-disney-119/

    I Grandi Classici Disney 120 (# 2210)

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    Scorpio

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    I Grandi Classici Disney 120 (# 2210)

    Recensione I Grandi Classici Disney 120


     I Grandi Classici Disney 120, in uscita a dicembre, vengono introdotti da una copertina a tema natalizio, firmata come sempre da Giorgio Cavazzano. A tal proposito, vale la pena notare che ultimamente il tratto del Maestro sembra meno ispirato rispetto alle copertine anche solo di un anno fa; ciò è evidente soprattutto nelle pose ed espressioni di alcuni personaggi. Un calo certamente comprensibile, ma Cavazzano potrebbe forse essere affiancato da qualche altro valido disegnatore come copertinista.

     Apre il numero Topolino e i regali a valanga, l’unica storia natalizia del sommario (e la sottoscritta considera ciò un bene, dato che per gli amanti del Natale vi sono già diversi speciali a tema). Guido Martina imbastisce una sceneggiatura frizzante, non priva di sequenze drammatiche e di veri pericoli per la vita di Topolino, il quale si imbatte in una banda di contrabbandieri durante una gita sugli sci con Pippo. Quest’ultimo, sempre in bilico tra pensiero laterale e vera e propria stupidità nelle storie del Professore, stavolta si ritaglia dei siparietti simpatici e sa rendersi utile all’azione, fungendo da spalla comica ma funzionale per Topolino, che a sua volta dimostra le proprie qualità di detective senza sconfinare nella pedanteria.

     
    Un grande pericolo addolcito da didascalie quasi musicali

     Tirando le somme, grazie anche alle ottime caratterizzazioni, la storia è davvero piacevole ed è impreziosita da graziose didascalie in rima che dettano un tempo più dolce per distendere le atmosfere thriller. disegni di Giovan Battista Carpi, qui quasi esordiente con i Topi, sono influenzati anche dalle chine di Giulio Chierchini, in particolare in personaggi secondari come Merlock Solmes (da non confondere con lo sgamato Shamrock Bondes, apparso in qualche coeva storia americana). La storia, ora appena alla sua terza apparizione dopo la prima pubblicazione nel 1954 e la ristampa del 2004, presenta tavole in alternanza tra colore e bianco/nero, così com’era già apparsa su Topolino nn. 104, 105 e 106.

     Segue Paperino e l'estratto di pulce, scritta da Carlo Chendi e disegnata da Massimo De Vita. La sceneggiatura, imperniata su una scappatoia che potrebbe consentire al protagonista di velocizzare il proprio lavoro, sfrutta l’orgoglio di Paperino con un meccanismo non infrequente nel mondo Disney. La storia dunque fatica a distinguersi, e i disegni di De Vita sono evidentemente ancora da affinare.

     
    Battute che continuano a ripetersi

     Abbiamo poi un bell’articolo che ripercorre le vicende editoriali de I Classici di Walt Disney (prima e seconda serie) e de I Grandi Classici Disney. Il testo è una buona lettura per chi sia curioso di conoscere qualche retroscena su queste storiche testate, e non è un caso che veda la luce nel decimo anniversario di questo secondo corso de I Grandi Classici (ricordiamo comunque gli approfondimenti presenti sul nostro sito, raggiungibili cliccando sui link inseriti, ndr).

     A seguire, Paperino e l'affarone d'occasione, scritta da Abramo e Giampaolo Barosso per le matite di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano, si inserisce anch’essa in un filone che sfrutta i difetti caratteriali di Paperino, in particolare l’avventatezza e la sfortuna gratuita. Il risultato non si può dire eccelso, sebbene strappi qualche risata, e la storia è da ricordare principalmente per i disegni.

     Gli stessi autori, i Barosso ai testi e Scarpa e Cavazzano ai disegni, firmano anche la successiva Pippo memorabile smemorato. La storia non è esente dai difetti della precedente e in questo caso la lettura è appesantita dalla ripetizione estenuante delle medesime gag su Pippo.

     
    Masse mobilitate nell’arco di una mattinata?

     La sezione Superstar si proietta nel futuro con quattri vicende di chiaroveggenza e “pasticci” temporali.

     Topolino e il marchingegno tibetano presenta un singolare apparecchio sfruttato da Gambadilegno per modificare il tempo per i suoi loschi fini. L’idea è potenzialmente interessante, ma la sceneggiatura di Bruno Mandelli e i disegni di Sergio Asteriti non brillano per chiarezza: si fatica a comprendere il meccanismo del “marchingegno” e la lettura non è agevolata da battute sconclusionate e psicosi collettive repentine ed esagerate.

     Paperino stregone di Paperopoli, scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giulio Chierchini, è più interessante e coerente. A causa di un incidente, Paperino acquisisce il dono della chiaroveggenza, ma non sarà tutto rose e fiori. Nonostante lo spunto peculiare, la sceneggiatura non si perde e anzi risulta assai piacevole.

     
    Un nuovo futuro per il papero dalle mille risorse?

     Zio Paperone e gli scherzi spazio-temporali, con Bruno Concina ai testi e Sandro Zemolin ai disegni, è invece un’altra storia che difetta di linearità, anche a causa di probabili cambi di date nei balloon: la storia è del 1981, ma fu ristampata nel 2001 e le date furono forse cambiate, altrimenti i conti non tornerebbero considerando che è ambientata nel 1981. Anche le espressioni dei Paperi nei disegni sono poco ispirate.

     Chiude il numero Topolino e le notizie del futuro, scritta da Osvaldo Pavese e disegnata da Sergio Asteriti. La vicenda sarebbe piacevole, ma la comparsa del “solito” Gambadilegno (onnipresente nelle faccende losche di Topolinia) e la rivelazione finale sulla vera identità del vecchietto inficiano un po’ una storia che per il resto risulta non priva di spunti d’interesse.

     Mi permetto di osservare che il filone “del futuro” presenta molti esempi disneyani più meritevoli di figurare tra i “grandi classici”, tra cui le due storie di Walsh pure citate nell’articolo Superstar. Inoltre, eccetto la martiniana d’apertura e la ciminiana Superstar, le storie in sommario non sono particolarmente memorabili, risultando in un fascicolo che tradisce un poco lo spirito dei Grandi Classici. Perciò il mio voto non può essere superiore a due stelle e mezzo, e lo dico un po’ a malincuore, considerando la qualità delle due storie sopra citate e degli articoli a corredo.



    Voto del recensore: 2.5/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2026/01/03/i-grandi-classici-disney-120/

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    Ombronauta

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    Fanatico di Goldrake e Mazinger

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    Non per essere polemico a tutti i costi, ma, visto che nessuno lo ha fatto nelle pagine commemorative di questo numero 120, mi sia permesso di rammentare che, seppur per un breve periodo, anche Francesco Gerbaldo ci mise del suo per questa testata, prima dell'attuale curatore.

    Sarebbe bastata una mezza riga per ricordarlo, così, senza pretese. Ma con tanta doverosità comunque.

    dino
    dino
    Bassotto

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    Leggendo il primo redazionale del numero 120, non posso fare a meno di notare inaccuratezze: 'biglietto da vista', un 'è' probabilmente omesso prima di 'il momento', 'questa particolare l'occasione'. Sono inciampato anche su un gerundio strano: "Lasciando infine al piacere dei lettori ..., a seguire fanno da cornice... opere di autori..." (chi ci lascia il piacere?). È la somma a lasciarmi l'impressione che sia mancata la dovuta attenzione nella rilettura.


    ***
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    Riprendete assolutamente le TOPOSTORIE

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    chiedo se qualcuno possa pubblicare l indice del nuovo numero




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