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Le Storie di Topolino - Discussione generale
 - Aperto da Samu, Mercoledì 16 Apr 2025, 22:21:31
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Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 30)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 30)

    Grazie



    Le Storie di Topolino 7 (# 31)

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    Le Storie di Topolino 7 (# 31)

    Recensione Le Storie di Topolino 7

    Cronache degli Antichi Regni
     Aprile ci porta il settimo volume della serie Le Storie di Topolino. In questo numero, dopo tre albi ambientati nell’universo tradizionale dei nostri personaggi Disney preferiti, torniamo a leggere un’avventura in costume che vede agire insieme topi e paperi, ovvero le Cronache degli Antichi Regni. Si tratta di una serie nata da un’idea del direttore Alex Bertani, che vede Alessandro Sisti alla sceneggiatura e Francesco D’Ippolito ai disegni.

     La storia ci trasporta in un’ambientazione fantasy, cifra ricorrente nelle saghe pubblicate negli ultimi anni sul settimanale, ma con una sfumatura steampunk che la differenzia dal resto. All’epoca della sua prima pubblicazione, ovvero nel 2021, questa storia ricevette particolare attenzione: fu anticipata nell’albo promozionale realizzato da Panini per il Free Comic Book Day e le furono dedicate due cover su Topolino. Oltre alla copertina proposta in corrispondenza della prima puntata, qui riutilizzata per l’occasione, venne pubblicizzato anche l’episodio conclusivo. D’altra parte, il progetto ha visto coinvolto anche il direttore (un po’ come la serie che ha inaugurato questa collana di ristampe, Le isole della cometa), quindi non stupiscono i molti fari accesi sullo stesso.

     
    La mappa dei regni

     La narrazione ci catapulta in medias res in un mondo che si presenta bizzarro agli occhi del lettore, con una spedizione che naviga sulla terra ferma e il salvataggio di un naufrago, il quale porta scompiglio allo status quo e ci permette di intrufolarci nelle società presentate e carpirne gli equilibri. Il mondo fantastico di cui leggiamo si trova diviso in tre regni, ognuno dei quali con caratteristiche naturali peculiari, che li rendono ardui da abitare, e un misterioso passato comune di cui si è persa la memoria. Questi territori sono abitati da clan che prendono il loro nome da quelli che sono i segni zodiacali, connessi alla natura dei diversi regni.

     Abbiamo quindi Vastiplano, un regno agricolo, abitato dai paperi, che ha come elemento la terra e infatti i suoi clan sono Toro, Virgo e Capricorno. Flamoch, invece, dove gli abitanti topi vivono nel sottosuolo, è caratterizzato dalla produzione – appunto – del Flamoch, che alimenta gli apparecchi tecnologici di questo universo e ha come elemento il fuoco (i suoi clan sono quindi Ariete, Leone e Sagittario). Ondalya è un arcipelago, il cui elemento è l’acqua e che è qui rappresentato da una trasposizione fantasy del regno di Reginella, monarca anche in questo universo e invaghita del corrispettivo di Paperino. Una volta che si è compreso il parallelismo fra questo mondo e i segni dello zodiaco, appare evidente come ci sia un tassello che manca all’appello e che sarà il cuore del mistero che riguarda sia le origini del naufrago forestiero (interpretato da Gilberto), sia dei problemi che si stanno manifestando in questo mondo.

     
    I clan “zodiacali”

     La storia orchestrata da Sisti procede speditamente (forse anche troppo in certi frangenti), conducendo le società che fino a quel momento avevano convissuto in pace e sulla base dei rapporti commerciali, a imbracciare le armi le une contro le altre. Se la trama porta avanti l’azione, oscillando fra il sospetto e gli inganni che intercorrono fra la componente adulta del cast da una parte e lo spirito ben più collaborativo dei giovani protagonisti delle vicende (Qui, Quo, Qua e Gilberto, ma anche Tip e Tap), a livello artistico abbiamo un D’Ippolito che si concentra su ambientazioni immaginifiche e un deciso dinamismo dei personaggi, con anche una regia delle tavole che spesso travalica i confini delle vignette, per proporre splash page spettacolari. Fra questa saga e Ducktopia, D’Ippolito ha dimostrato una grande evoluzione del tratto, soprattutto in storie di ambientazione fantasy.

     
    Fra Paperhin e Reginella c’è sempre un rapporto speciale

     Per quanto riguarda l’apparato redazionale, dopo un numero più ricco, si ritorna alla formula tradizionale, a cui siamo abituati. In coda alla storia troviamo dei paragrafi in cui vengono descritti i personaggi, i luoghi e i mezzi di trasporto. Queste rubriche tornano, quindi, ad avere una loro importanza, dato che la saga in questione è ambientata in un mondo nuovo per il lettore, da esplorare. Un albo discreto, quindi, anche se più spoglio.

     Da segnalare che la prossima uscita vedrà la pubblicazione della seconda stagione de Le isole della cometa: iniziano, quindi, ad essere pubblicati i seguiti delle saghe fin qui presentate. Un segnale incoraggiante per la missione di una testata che è stata certamente una delle sorprese positive dello scorso anno.



    Voto del recensore: 3/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2026/05/12/le-storie-di-topolino-7/
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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 32)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 32)

    Segnalo un refuso: le storie originali sono uscite su Topolino dai numeri 3449 a 3452, mentre in questo albo nelle ultime tre è indicato sempre il 3450  >:(

    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 33)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 33)

    Ma questo secondo volume delle isole della cometa, si puo leggere anche senza aver letto il primo?



    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 34)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 34)

    Citazione di: Sir Top de Tops il Martedì 30 Giu 2026, 11:40:19Ma questo secondo volume delle isole della cometa, si puo leggere anche senza aver letto il primo?
    Direi di no, ne costituisce la prosecuzione e il completamento.

    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 35)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 35)

    Citazione di: Vito65 il Martedì 30 Giu 2026, 12:28:39
    Citazione di: Sir Top de Tops il Martedì 30 Giu 2026, 11:40:19Ma questo secondo volume delle isole della cometa, si puo leggere anche senza aver letto il primo?
    Direi di no, ne costituisce la prosecuzione e il completamento.
    Ok grazie, toccherà in qualche modo, recuperare il primo



    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 36)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 36)

    Citazione di: Sir Top de Tops il Martedì 30 Giu 2026, 19:39:01
    Citazione di: Vito65 il Martedì 30 Giu 2026, 12:28:39
    Citazione di: Sir Top de Tops il Martedì 30 Giu 2026, 11:40:19Ma questo secondo volume delle isole della cometa, si puo leggere anche senza aver letto il primo?
    Direi di no, ne costituisce la prosecuzione e il completamento.
    Ok grazie, toccherà in qualche modo, recuperare il primo

    C'è disponibile sul sito Panini: https://www.panini.it/shp_ita_it/le-isole-della-cometa-1wstop001-it08.html
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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 37)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 37)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 38)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 38)

    Grazie ad entrambi



    Le Storie di Topolino 8 (# 39)

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    Le Storie di Topolino 8 (# 39)

    Recensione Le Storie di Topolino 8

    Le Isole della Cometa – La 2a serie completa!
     Con una copertina sorprendentemente inedita ad opera di Paolo Mottura, che si pone come seguito ideale di quella d’esordio della collana, Le storie di Topolino 8 ospita quello che è il primo grande ritorno di una serie su queste pagine: Le isole della Cometa. In questa seconda stagione, alle matite ritroviamo Nico Picone e ai colori Irene Fornari, mentre ai testi abbiamo il solo Pietro Zemelo, apparentemente senza più contributi accreditati del direttore Alex Bertani. Il volumetto si apre con un riepilogo degli eventi precedenti, a cura di Gaja Arrighini, necessario a riallacciare i fili narrativi dopo oltre un anno dalla prima pubblicazione della prima serie.

     La storia riparte dall’arcipelago Rodent, riprendendo da dove si era interrotta: questa prosecuzione si propone di approfondire le motivazioni dei personaggi e chiarire i misteri legati al gruppo delle Comete. Al centro della narrazione si trovano principalmente, ma non solo, i due alter ego di Topolino, ovvero Mick e Babou. Entrambi devono fare i conti con il proprio passato e le implicazioni che questo ha sul loro futuro; ne seguiamo i tormenti attraverso una struttura che alterna flashback e momenti introspettivi.

     
    Il sogno del piccolo Babou

     Fin da subito, il percorso che dovrebbe svelarci meglio gli intenti dei protagonisti e i loro segreti (simpatico vedere anche un personaggio come Dippo nascondere un passato misterioso da cui intende fuggire) si lega a doppio filo con i molti misteri rimasti insoluti circa le Comete. L’azione si sviluppa allora introducendo ulteriori nuovi personaggi, attraverso i quali si possa finalmente fare luce sui segreti che Salud, il Professore, e Mick, lo zio di Babou, hanno tenuto celati insieme a mappe e bussole.

     Zemelo costruisce una narrazione stratificata, caratterizzata da una tensione costante che non viene mai meno nonostante la complessità dell’intreccio, in cui i diversi punti di vista si sovrappongono. I personaggi si separano per affrontare singolarmente delle missioni, per poi ritrovarsi e dividersi nuovamente, contribuendo a ricostruire il puzzle degli eventi poco alla volta. Sul piano grafico, Picone valorizza al meglio la varietà della narrazione, alternando momenti più intimisti a sequenze dinamiche: particolarmente degne di nota quelle aeree. La libertà compositiva delle tavole si traduce in un uso flessibile della griglia, che spazia dalla struttura tradizionale a soluzioni più libere, fino alle quattro strisce.

     
    Dippo torna a casa

     Se c’è un tema che lega le varie vicende dei personaggi principali è quello della famiglia. La precedente stagione indagava la volontà di trovare il proprio posto nel mondo, mentre questa riporta Mick, Babou, ma anche l’antagonista di questi episodi, a confrontarsi con le implicazioni dell’accettazione una determinata eredità e di come questa possa influenzare il nostro presente. Se per Mick e Babou questo appare come un percorso che, seppur non in modo perfettamente lineare, porta ad una conclusione inevitabilmente positiva, il ruolo del villain è quello di rappresentare una declinazione opposta e distorta dello stesso tema.

     La trama, ricca e talvolta sovraccarica di elementi, riesce comunque a mantenere vivo l’interesse del lettore, che si trova di fronte ad una mole di informazioni sulle Comete molto superiore a quello che avevamo letto nella prima stagione. Tuttavia, un problema che si può riscontrare è il fatto che alcuni riferimenti e accenni non hanno modo di svilupparsi appieno. Per esempio, quando un certo componente delle Comete e una misteriosa strega (con tanto di assistente alato) fanno capolino sulla scena, il pensiero va ovviamente in una direzione, che rimane però inesplorata. Il primo si rivela essere solo un accenno, mentre la seconda figura non è altro che un depistaggio per il lettore.

     
    Una strega… inattesa

     La storia si presterebbe certamente ad un ulteriore sequel o anche a svariati prequel, magari con protagoniste le Comete da giovani nel pieno delle loro avventurose imprese. Se il riscontro della serie, quando suddivisa settimanalmente in puntate, non è stato così dirompente, magari la riproposizione in due albi potrà portare a una riscoperta e rivalutazione dell’opera.

     Per quanto riguarda il resto dell’apparato redazionale, si continua con le tradizionali rubriche circa i personaggi (i pochi introdotti in questa seconda serie), i luoghi inediti visitati e i mezzi di trasporto, lasciando momentaneamente da parte gli aerei, per concentrarsi su strumenti di viaggio meno centrali nelle vicende.

     In conclusione, la consueta anticipazione del prossimo numero preannuncia la pubblicazione di Operazione Alaska, la storia delle Giovani Marmotte che ne ha decretato il rilancio durante la direzione Bertani. Che sia segno dell’intenzione di portare su questa testata tutto il ciclo delle GM contemporanee? Sarebbe certamente un’iniziativa apprezzabile.

     



    Voto del recensore: 4/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2026/07/16/le-storie-di-topolino-8/

    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 40)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 40)

    Ho riletto di fila i due volumi della serie e condivido quanto argomentato nella recensione sia della prima serie che della seconda.
    Aggiungo che a mio parere la riproposizione della saga in maniera organica rende giustizia alla storia. Le sue caratteristiche intrinseche probabilmente mal si prestavano ad una proposizione spezzettata in varie puntate.
    Come già detto dal recensore della prima serie, questa saga rappresenta un qualcosa di diverso rispetto all'impostazione delle storie abituali sul Topo. La validità dell'esperimento emerge pienamente proprio dalla lettura continuativa dell'opera. Mi chiedo perché tanti timori nel presentare PK su Topolino, quando saghe come questa sono altrettanto particolari.

    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 41)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 41)

    ho visto che domani dovrebbe uscire ?le GM in operazxioen alaska'. Credo lo prenderò, la storia l avevo gradita e trovo che il manuale dell GM fosse ua delle iniziative più belle degli ultimi anni...purtroppo con vita breve.
    Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 42)

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    Re: Le Storie di Topolino - Discussione generale (# 42)

    Citazione di: fab4mas il Giovedì  6 Ago 2026, 12:10:02ho visto che domani dovrebbe uscire ?le GM in operazxioen alaska'. Credo lo prenderò, la storia l avevo gradita e trovo che il manuale dell GM fosse ua delle iniziative più belle degli ultimi anni...purtroppo con vita breve.

    Io l'ho già visto in edicola da un paio di giorni.
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    Le storie di Topolino 9 (# 43)

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    Le storie di Topolino 9 (# 43)

    Recensione Le storie di Topolino 9

    Le Giovani Marmotte in Operazione Alaska
     Il nono albo de Le storie di Topolino presenta la prima storia di un rilancio che ha occupato a lungo le pagine del settimanale. Si tratta de Le GM in Operazione Alaska, di Federico Rossi Edrighi e Francesco D’Ippolito, pubblicata nel 2020 e peraltro già ristampata ne Il Manuale delle Giovani Marmotte, due anni dopo. Proprio dal quinto numero di questa testata è tratta la cover, ad opera di D’Ippolito stesso.

     Nei primi anni di direzione Bertani si sono individuati dei leitmotiv e delle scelte creative che hanno delineato in modo netto quali fossero le strategie editoriali scelte per il nuovo corso di Topolino. Una delle più significative, oltre alla serialità, è stata quella di dare maggiore spazio e risalto ai personaggi più giovani, per diversificare il cast delle storie e cercare una maggiore immedesimazione presso il pubblico dell ragazz. Qui, Quo e Qua sono stati al centro di questo progetto, diventando protagonisti di vari filoni atti a dare finalmente a ciascuno di essi una propria caratterizzazione stabile e coerente, esplorando diversi ambiti e passioni (lo sport, il mondo nerd, la musica), senza però dimenticare i contesti tradizionali in cui calare il terzetto, quale per l’appunto quello che li vede agire nei panni di Giovani Marmotte.

     Il progetto dedicato alle GM ha avuto un ruolo centrale in questa strategia editoriale: venne infatti coordinata la pubblicazione di nuove storie con il lancio di una collana da edicola dedicata al più famoso gruppo scoutistico disneyano, il cui numero inaugurale fu allegato proprio al Topolino contenente il primo episodio di Operazione Alaska.

     
    Qui, Quo e Qua aiutano Paperino… all’unisono

     In questa storia, troviamo le Giovani Marmotte impegnate in una missione per salvaguardare l’habitat di una particolare specie a rischio, il Bamballocco: un gufo non volante, docile ma particolarmente fastidioso, messo in pericolo dalle macchinazioni di un eccentrico riccone fissato con la tecnologia, che sembra stare sfruttando illecitamente le risorse naturali della zona. Questa iniziativa, che coinvolgerà Qui, Quo, Qua, il Gran Mogol e una serie di nuovi personaggi, sarà un modo per mettere alla prova il nostro terzetto, in particolare sulle difficoltà esistenti nella gestione di un gruppo e su quali siano le doti di leadership adatte alle diverse situazioni che incontreranno.

     
    Le doti di un buon leader

     Si nota come l’intenzione sia quella di traghettare il lettore verso una caratterizzazione di Qui, Quo e Qua più originale, partendo da un inizio con i nipotini che si completano le frasi a vicenda, per arrivare alla definizione di caratteri distinti, impegnati in ruoli separati che assumono via via nel corso della narrazione. Se Quo appare tratteggiato con un piglio più grintoso, Qui si preoccupa della tenuta della squadra, mentre Qua, inizialmente nelle retrovie, appare il più concentrato sul raggiungimento degli obiettivi.

     Non sono solo loro, ma anche le Giovani Marmotte stesse a rinnovarsi. La storia presenta infatti una struttura allargata del gruppo, con un Arcimogol (debitore a livello grafico di pesanti ispirazioni carpiane) e gruppi di Marmotte provenienti dall’esterno del Calisota. Alcuni di questi personaggi diventeranno presenze costanti nel ciclo di storie, come Jamal, Beth e Michelle, ognun con una caratterizzazione distinta e in grado di giocare un ruolo incisivo nella missione. Proprio questa, intanto, procede mettendo i nostri protagonisti alla prova nel tentativo di smascherare le macchinazioni del villain della storia, per quanto alcuni sviluppi appaiano un po’ forzati e anche la risoluzione non riesca a convincere appieno.

     In questa prova, Francesco D’Ippolito dimostra come già nel 2020 fosse alle prese con una fase di sperimentazione, soprattutto per quanto riguarda la struttura della tavola e la regia, pur rimanendo nei binari del suo stile tradizionale. A partire da questa storia e dalla successiva saga di Ducktopia, riuscirà a elaborare un’evoluzione del suo tratto e della sua narrazione grafica che lo porterà ad essere l’artista innovativo che oggi conosciamo.

     
    Al terzetto si uniscono Michelle, Jamal e Beth

     Per quanto riguarda l’apparato redazionale, in coda al volume troviamo le consuete rubriche che aiutano il lettore ad entrare nel mondo presentato nella storia. In questo caso particolare, nonostante non ci troviamo in una realtà alternativa o una storia in costume, queste pagine mantengono comunque una certa importanza, data la volontà di espandere il mondo delle Giovani Marmotte catapultandole in luoghi esotici e introducendo nuovi personaggi.

     In conclusione, si tratta di un albo che condivide i pregi dei precedenti e che ospita una storia interessante, soprattutto per quello che mette in moto, nonostante i suoi difetti. Vedendo come nello scorso numero si è scelto di chiudere la saga de Le Isole della Cometa e come nel prossimo si farà lo stesso con Foglie Rosse, viene da pensare che ci siano buone possibilità che anche questa serie sulle Giovani Marmotte, che ha visto Marco Nucci, prima, e Francesco Vacca poi, sceneggiare le successive avventure, possa trovare in questa testata una casa stabile. D’altronde, considerando la lunghezza media degli albi, in quattro volumetti sarebbe possibile riuscire a concludere il ciclo.

     



    Voto del recensore: 3/5
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