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Topolino 3649

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di Federico Pavan

Voto del recensore:
Voto medio: (29)
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L'anno del Topo
Paperino e il flagello degli otto mari 
Scatenatamente Superpippo 
Gambadilegno e l'evasione al contrario 
Zio Paperone e le idee quotidiane 
Topolino 3649
 - Aperto da Azza ahmed, Sabato 1 Nov 2025, 22:22:02
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Topolino 3649

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Topolino 3649 Ultima modifica: Sabato 6 Giu 2026, 18:17:44 di Euri

Le storie a fumetti

Paperino e Il Flagello Degli Otto Mari
Episodio 1 di 2
Storia di Marco Nucci
Disegni e chine di Fabrizio Petrossi
Colore di Irene Fornari

Paperino e Il Flagello Degli Otto Mari
Episodio 2 di 2
Storia di Marco Nucci
Disegni e chine di Fabrizio Petrossi
Colore di Irene Fornari

Scatenatamente Superpippo
Storia di Andrea Malgeri
Disegni e chine di Andrea Maccarini
Colore di Manuel Giarolli

Gambadilegno e L'evasione Al Contrario
Storia di Giovanni Eccher
Disegni di Giorgio Cavazzano
Chine di Alessandro Zemolin
Colore di Marco Di Grazia

Zio Paperone e Le Idee Quotidiane
Storia di Francesco Pelosi
Disegni e chine di Blasco Pisapia
Colore di Gaetano Gabriele D'Aprile

PP8 Mondi Fantastici - Il Supereroe
Storia di Carlo Panaro
Disegni e chine di Federico Butticè
Colore di Elisa Braglia

Copertina di Ivan Bigarella
Colore di Andrea Cagol

Re:Topolino 3649 (# 1)

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PolliceSu   (1)

Re:Topolino 3649 (# 1)

È davvero incredibile che nessuno abbia ancora commentato il topo di questa settimana. E allora lo faccio io, per rompere il ghiaccio!

La prima storia, Paperino e il flagello degli otto mari, è davvero bella ed ha perfettamente ragione il direttore Alex Bertani che avrebbero potuto tranquillamente pubblicarla in un albo ad hoc come graphic novel in quanto per cura dei particolari e per il suo voler scavare nelle origini di paperino è assolutamente in linea con quanto pubblicato nella collana Disney Collection che presenta le storie della Glenat. Complimenti!

La copertina variant con il Paperino di questa storia mi sembra un po' stonata in quanto la testa di paperino per me è davvero troppo grande. È vero che rappresenta un paperino più giovane (le proporzioni dei cuccioli, si sa, sono diverse da quelle degli adulti) ma comunque per me stona un po'. Nella storia, inoltre, le proporzioni non sono così esasperate.

Ho letto anche la storia di Super Pippo e quella finale con zio Paperone (mi manca quella con Gambadilegno) e mi sono piaciute anche loro.

Ciao!

Re:Topolino 3649 (# 2)

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    PolliceSu

    Re:Topolino 3649 (# 2)

    Tolta la one-shot di Panaro, solo scrittori bertaniani in questo numero. È la prima volta che succede?
    Luca Giacalone

    Topolino 3649 (# 3)

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    Topolino 3649 (# 3)

    Recensione Topolino 3649


     Nella sua versione regular, Topolino 3649 dedica la sua copertina alla seconda storia del sommario, dal titolo programmatico Scatenatamente Superpippo. Gli stessi autori, che poche settimane fa avevano ripreso il personaggio per festeggiarne il suo 60° compleanno, danno seguito a quel rilancio con una nuova avventura che vede il goffo supereroe di Topolinia vittima di una maledizione secolare che metterà in pericolo la città più di qualsiasi supercriminale.

     Il tono della narrazione definito da Andrea Malgeri è naturalmente sopra le righe ma, trattandosi di un’avventura del più famoso eroe in calzamaglia, è in fondo quello che ci si aspetta. Nota particolare di merito per i disegni di Andrea Maccarini, che può dare sfogo a tavole sovrabbondanti di oggetti che aspettavano solo di essere visualizzati e invadere la quotidianità topolinese. E’ apprezzabile anche l’utilizzo dei retini nelle tavole iniziali, come già accaduto nella precedente occasione: resta forse un peccato non avere voluto calcare ulteriormente lo stile retro estendendole all’intera avventura.

     La colonna portante del numero è, in ogni caso, Paperino e il flagello degli otto mari. Una vicenda che avrebbe sicuramente meritato la copertina anche se, in effetti, si può dire che questo sia avvenuto, grazie alla prima delle due variant proposte a Lucca Comics & Games 2025. L’attinente illustrazione marinara è stata destinata alla versione realizzata per la fiera, sia per esaltare la presenza del disegnatore in loco, sia – probabilmente – per esibire in edicola un’immagine più classica e rassicurante.

     
    Un emozionante tramonto

     In effetti, Paperino e il flagello degli otto mari è un’avventura nella quale si trovano a convivere due elementi piuttosto eterogenei fra loro. Marco Nucci imposta infatti una sceneggiatura alla quale il lettore di Topolino degli ultimi anni si è abituato, ricca di didascalie, di momenti introspettivi, di giochi di parole e di tormentoni: tutti elementi tipici dell’autore e qui sfoderata al loro meglio. La storia, divisa in due tempi, si fa leggere con grande curiosità ma senza fretta, lasciandoci comunque gustare i vari eventi che il “giovane” Paperino deve affrontare in quello che si caratterizza, in fondo, come un piccolo racconto di formazione.

     A questa narrazione piuttosto tradizionale, si affiancano le matite (e la supervisione al colore) di Fabrizio Petrossi, decisamente “sperimentali” per il caro vecchio libretto. L’artista napoletano, di cui pure ricordiamo i primi passi sul settimanale negli anni Novanta, ha compiuto nel corso della sua carriera una evoluzione che lo ha portato a lavorare prevalentemente per il mercato francese, fino a realizzare in particolare due graphic novel, pubblicate anche in Italia e che vengono anche menzionate nel redazionale che lo riguarda: Mickey attraverso i secoli e Paperone e il drago di Glasgow. Due opere nelle quali il disegnatore ha potuto sfoggiare uno stile piuttosto lontano da quello normalmente presente su Topolino e che, coraggiosamente, è stato proposto in questa occasione.

     
    Un primo piano un po’ troppo ostico

     Il risultato può dirsi complessivamente promosso. In alcune vignette la raffigurazione di Paperino è certamente diversa dai canoni consueti e potrebbe facilmente non incontrare il gradimento del lettore. Restano però una resa splendida dell’azione, dei personaggi secondari e delle ambientazioni, che non possono che essere apprezzate ed ammirate.

     Rubiamo per un attimo le parole all’editoriale di Alex Bertani: “Un’avventura che altrove trovereste probabilmente proposta come lussuosa graphic novel in volumi di pregio ben posizionati nelle vetrine delle librerie“. Non possiamo che concordare con il Direttore e ringraziare la redazione di avere destinato un piccolo tesoro come questo a tutti i lettori di Topolino, invece che confinarlo in una edizione di pregio in vendita a caro prezzo nelle librerie.

     
    Vocaboli d’altri tempi

     Il libretto si completa con due vicende caratterizzate da un taglio più classico ed umoristico. In Gambadilegno e l’avasione al contrario, Giovanni Eccher, nuovamente in coppia col Maestro Giorgio Cavazzano come al suo esordio, dimostra di padroneggiare ormai alla perfezione le dinamiche della malavita topolinese, regalandoci una breve che riesce a strappare ben più di una risata. Ci viene offerta anche l’occasione di riscoprire una parola desueta che potete trovare nella vignetta a fianco; personalmente, avrei preferito approfondire questa piuttosto che vedere l’Istituto Treccani certificare, nella rubrica Il vocabolario del futuro, il neologismo “fuffaguru”, con annessa simpatica striscia realizzata da Gagnor e Sciarrone.

     La storia finale, Zio Paperone e le idee quotidiane, porta invece il nostro sguardo sulla costante diminuzione della vendita dei giornali; con la conseguente difficoltà, per il papero più ricco del mondo, di trovarne al parco durante la sua abituale passeggiata. La trama sviluppata da Francesco Pelosi, seppure forse non del tutto originale, scorre rapida e con alcuni divertenti inserti; ben assistita dai guizzanti disegni di Blasco Pisapia, che ritrae sempre con la giusta espressività le esagerate reazioni dello zione.

     In conclusione, Topolino 3649 si rivela un ottimo biglietto da visita per il lettore affezionato come per l’acquirente casuale catturato – speriamo – durante Lucca Comics & Games 2025. Sulla fiera, la cui onda lunga raggiungerà anche il prossimo libretto, già saldamente nelle mani di quanti abbiano voluto approfittare dell’anteprima lucchese, ritorneremo fra pochi giorni, per l’immancabile resoconto: l’appuntamento è, come sempre, su queste pagine.



    Voto del recensore: 4/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2025/11/03/topolino-3649/


    Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

    "Se nato cigno nessuno ti trasformerà in avvoltoio"

    Re:Topolino 3649 (# 4)

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    Re:Topolino 3649 (# 4)

    Un buon  numero nel complesso, ma non me ne vogliate, la peggiore per me è proprio la Nucciana (e con peggiore non intendo brutta, solo meno bella delle altre). Petrossi utilizza uno stile simpaticissimo e colorato, ma i testi sono troppo pieni di tormentoni e battute da latte alle ginocchia (il modo di dire inventato di sana pianta... seriamente è un espediente per far ridere? E vabbè, de gustibus. E ho trovato le varie citazioni ai libri di Teach, non so, forzate? Non so bene come definirle, ma mi sono parse un espediente usato male.). Carina nel complesso, non certo una prova mal riuscita, ma non condivido l'entusiasmo, è una storia sufficiente, niente di più. Probabilmente l'avrei gradita di più senza le battute (di mio preferisco un buon mix di comicità e avventura, ma se la sua idea di comicità è questa, allora preferisco non ci sia... le parti "serie" le ho apprezzate di più a questo giro, anche perché non è eccessivamente drammatica come alcune vecchie storie, si incastra meglio nei "canoni" disneyani.
    La storia di Superpippo l'ho apprezzata più della scorsa (sebbene il protagonista sia a tutti gli effetti Gilberto). Le ultime due invece decisamente più simpatiche e con una comicità più nei miei gusti (Il Gambadilegno nella prima vignetta è però... inquietante...)

    Re:Topolino 3649 (# 5)

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    Re:Topolino 3649 (# 5)

    Secondo me la storia "Paperino e il flagello degli otto mari" è la storia più bella - almeno con Paperino protagonista - dell´anno. La storia è piena di bella nostalgia per i tempi in cui si leggeva ancora e i disegni sono semplicitamente meravigliosi e portano il lettore ai tempi di Gottfredson, Bottaro e Carpi.

    Re:Topolino 3649 (# 6)

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    Re:Topolino 3649 (# 6)

    a gusti miei, uno dei migliori numeri di Topolino dell'anno

    due parole le merita su tutte, senz'ombra di dubbio, "Paperino e il flagello degli otto mari": una storia moderna nel linguaggio narrativo e visivo, in cui la sintesi trovata da Petrossi rappresenta un ulteriore step dalle sue avventure "francesi" sviluppate per Glénat e non tradisce Disney nel concetto e nelle fondamenta (fumetto ispirato all'animazione, solo che non è più l'animazione di un secolo fa ma quella più recente)

    dinamismo ed espressività regnano sovrane, la mole di dettagli è notevole e (unica nota un pelo stonata) a volte forse pure troppo per il formato ridotto di Topolino (ma qui spero verrà in soccorso in futuro una ristampa in formato più generoso)

    questa per me è quel tipo di storia che potenzialmente può affascinare grandi e piccini di oggi, un gran plauso agli autori (e a tutti quelli che hanno contribuito affinché la storia vedesse la luce sul settimanale)!
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    Re:Topolino 3649 (# 7)

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    Re:Topolino 3649 (# 7)

    Paperino e il flagello degli otto mari
    Era bellissima, tranne per
    Spoiler
    quando Paperino alla fine scorda tutto. È una delle cose che mi da più fastidio nelle storie di qualunque genere che un personaggio si scordi l'avventura. Presto aprirò un thread sulle cose fastiodiose nelle storie. A parte questo la storia era bellissima.
    [chiudi]
    Scatenatamente Superpippo
    Beh, sì, era bella, ma,
    Spoiler
    a pag 105 (33esima tavola):
    -Fonte d'acqua asciutta: se il rubinetto di un lavandino (fonte d'acqua) viene bagnato, e poi si asciuga, la fonte d'acqua è asciutta;
    -Ombra luminosa: se un'ombra fa luce in un punto, l'ombra diventa luminosa;
    -Orologio che non segna mai l'ora giusta, neppure per un secondo: basta togliere le lancette;
    -Scatola che contiene tutto, inclusa se stessa: il copricapo avrebbe potuto interpretare metaforicamente la scatola come un insieme matematico, trascrivendolo su una lavagna, in modo che contenga tutto compreso se stesso.
    [chiudi]
    Gambadilegno e l'evasione al contrario
    Simpatica. Ah, nota per la recensione del Papersera: c'è scritto "avasione"
    Zio Paperone e le idee quotidiane
    Carina, anche se secondo me l'idea di base dà troppo peso al fatto che i giornali nel parco abbiano una parte fondamentale nelle idee di Zio Paperone.
    Daje Pink Donny

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    Re:Topolino 3649 (# 8)

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    Re:Topolino 3649 (# 8)

    Citazione di: Kim Don-Ling il Lunedì  3 Nov 2025, 16:00:33

    Un primo piano un po' troppo ostico

     
    Vedere una vignetta del genere su una storia Disney, per di più sul Topolino, mi lascia di stucco.
    Io sono per i disegni tradizionali o comunque tratti elaborati ma entro dei limiti accettabili. Vedere un tratto così poco canonico sulle pagine di Topolino o in altre testate Disney, non lo digerisco affatto.
    Chiudo un occhio quando arriva un estemporaneo fumettista non disney che disegna la copertina o la storia Disney-Marvel, ma non con chi ci lavora con una certa frequenza.
    E onestamente mi viene il dubbio che ci sta a fare Freccero come supervisore artistico, se il direttore Bertani, in nome del marketing, lo scavalca portando tratti poco disneyani (Petrossi in questo numero) o invecchiati male (Rota)

    Re:Topolino 3649 (# 9)

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    Re:Topolino 3649 (# 9) Ultima modifica: Mercoledì 5 Nov 2025, 10:15:02 di Cornelius

    Questa vignetta è comunque quella più 'estrema' di quasi 50 tavole dove il tratto è sicuramente alternativo ma non come questa Paperina (a sua volta tratteggiata in espressioni più 'familiari'). Sembrava di leggere più che altro una storia della Glénat in uno dei suoi famosi cartonati e sarà per questo che il direttore ha scritto di "Un'avventura che altrove trovereste probabilmente proposta come lussuosa graphic novel in volumi di pregio ben posizionati nelle vetrine delle librerie". D'altronde Petrossi, come già ricordato da Kim, lavora soprattutto per il mercato francese.

    Per quanto Freccero sia direttore artistico (e la sua impronta su diversi nuovi disegnatori si vede), non può omologare tutto il Topo con il suo tratto, sicuramente bello, morbido, brillante, classico. Personalmente mi sembrano piu' disneyani i disegni di Petrossi che non quelli di Intini o Ziche. E questa è una storia comunque particolare, che racconta di un giovanissimo Donald a metà strada fra Quack Town e Via dei Platani (per quanto sembri già vivere da solo in una villetta come anche Daisy: i calisotiani abbandonano presto il nucleo familiare originale)

    Re:Topolino 3649 (# 10)

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    Re:Topolino 3649 (# 10)

    Citazione di: Andy392 il Martedì  4 Nov 2025, 22:46:56
    Vedere una vignetta del genere su una storia Disney, per di più sul Topolino, mi lascia di stucco.
    Io sono per i disegni tradizionali o comunque tratti elaborati ma entro dei limiti accettabili. Vedere un tratto così poco canonico sulle pagine di Topolino o in altre testate Disney, non lo digerisco affatto.
    Chiudo un occhio quando arriva un estemporaneo fumettista non disney che disegna la copertina o la storia Disney-Marvel, ma non con chi ci lavora con una certa frequenza.
    E onestamente mi viene il dubbio che ci sta a fare Freccero come supervisore artistico, se il direttore Bertani, in nome del marketing, lo scavalca portando tratti poco disneyani (Petrossi in questo numero) o invecchiati male (Rota)
    questo è il genere di commento che avevo previsto in tempi non sospetti, non appena saputo che sarebbe arrivata sul Topo una storia con questo stile

    che poi io il gusto personale lo posso capire benissimo, ma ci si dovrebbe fermare lì... che da qui ad arrivare a elucubrazioni fantasiose e potenzialmente offensive è un attimo

    (ribadisco, per quanto credo ognuno di noi nel tempo si sia fatto un'idea differente di cosa sia la disneyanità, quello proposto qui da Petrossi trovo sia un qualcosa di estremamente Disney, solo magari un po' più affine a quello recente piuttosto che a quello di un secolo fa)

    su Topolino ogni anno vengono pubblicate quante storie inedite, più di duecento? se anche ne appare una (o addirittura qualcuna, esageriamo) stilisticamente differente dalle altre in modo più marcato, non mi pare certo un reato di lesa maestà ma un potenziale arricchimento
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    Re:Topolino 3649 (# 11)

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    Re:Topolino 3649 (# 11)

    Per restare in tema, per anni ho letto in questa sede contumelie sullo stile di Lavoradori (che fossero fondate o meno, ora non è il punto). A me Lavoradori personalmente non fa impazzire, ma una storia una tantum non mi ha mai dato fastidio, anzi, ho sempre apprezzato l'eterogeneità stilistica su Topolino. Se si vuole solo lo stile "cavazzaniano", si dovrebbero esecrare anche Celoni e Mottura, e giustamente non mi pare nessuno si sogni di farlo. Allo stesso modo, ho apprezzato grandemente lo stile di Petrossi, perfettamente in tono con la (bellissima) storia.

    Va bene non esagerare con le derivazioni personali, ma non è giusto neppure cristallizzare lo stile.
    Perché di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile.

    Re:Topolino 3649 (# 12)

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    Re:Topolino 3649 (# 12)

    Citazione di: conker il Mercoledì  5 Nov 2025, 08:25:13su Topolino ogni anno vengono pubblicate quante storie inedite, più di duecento? se anche ne appare una (o addirittura qualcuna, esageriamo) stilisticamente differente dalle altre in modo più marcato, non mi pare certo un reato di lesa maestà ma un potenziale arricchimento
    Citazione di: Hero of Sky il Mercoledì  5 Nov 2025, 08:55:39Va bene non esagerare con le derivazioni personali, ma non è giusto neppure cristallizzare lo stile.
    Pienamente d'accordo!

    Anch'io preferisco uno stile tradizionale, e non credo che mi piacerebbe un Topolino con solo storie così; però, un po' d'aria fresca ogni tanto può fare solo del bene!

    (E comunque, questi disegni in particolare non mi sono dispiaciuti, a parte forse due o tre vignette! :-) )
    Io son nomato Pippo e son poeta
    Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
    Verso un'oscura e dolorosa meta

    Re:Topolino 3649 (# 13)

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    Re:Topolino 3649 (# 13)

    Citazione di: Cornelius il Martedì  4 Nov 2025, 23:49:23
    Per quanto Freccero sia direttore artistico (e la sua impronta su diversi nuovi disegnatori si vede), non può omologare tutto il Topo con il suo tratto, sicuramente bello, morbido, brillante, classico. Personalmente mi sembrano piu' disneyani i disegni di Petrossi che quelli di Intini o Ziche. E questa è una storia comunque particolare, che racconta un giovanissimo Donald a metà strada fra Quack Town e Via dei Platani (per quanto sembri già vivere da solo in una villetta come anche Daisy: i calisotiani abbandonano presto il nucleo familiare originale)
    Freccero non deve omologare i tratti dei disegnatori, ma dare delle linee guida su come disegnare sotto dei canoni.
    E quello che mi da fastidio è l'incoerenza: se per esempio si sono scartati certi disegnatori veterani per disegni non più adeguato ai tempi (tipo Gatto o Amendola) non chiamare Marco Rota dove purtroppo i suoi disegni sono invecchiati male. Se accetti un stile estremo con quello di Petrossi in questo numero, devi accettarli tutti. Visto che è stato menzionato, Alberto Lavoradori sotto Bertani ha disegnato solo la prima storia del PK fuori serie e poi basta. Onestamente non so i motivi perché non ha più disegnato storie Disney, ma se eventualmete fosse stato allontanato per il suo tratto poco canonico, per coerenza, dopo il Topolino 3649, pretendo il suo ritorno.

    Re:Topolino 3649 (# 14)

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    Re:Topolino 3649 (# 14)

    Citazione di: Hero of Sky il Mercoledì  5 Nov 2025, 08:55:39
    Per restare in tema, per anni ho letto in questa sede contumelie sullo stile di Lavoradori (che fossero fondate o meno, ora non è il punto).

    ecco, per me questo è un punto particolarmente dolente perché Lavoradori lo adoro e lo considero pure molto disneyano (ancorché estremizzato, ma è stato un precursore sotto molteplici aspetti se guardiamo ad esempio l'animazione degli ultimi 10/15 anni)

    e anche lui stava pubblicando qualcosa come (solo) 50/60 tavole l'anno su Topolino... il che rappresenta cosa, l'1% del totale? c'era gente in paranoia che temeva che tutte le storie sul Topo prendessero poi quel tipo di piega estetica (nonsense allo stato puro)

    io a Topolino sono abbonato e, se devo essere schietto, gli autori che mi fanno davvero emozionare sono relativamente pochi (e diversi tra questi nel tempo hanno pure lasciato la rivista, come ad esempio Barbucci e Radice/Turconi)... capitano non di rado numeri interi senza che vi sia all'interno un qualcosa di interessante per me, ma certo non mi troverete qui a polemizzare e a richiedere l'interruzione di una collaborazione con qualsivoglia autore  ;D

    finché Topolino rivista sarà in grado di mantenere un minimo di eterogeneità stilistica unita a collaborazioni con autori di spessore, continuerò certo a esserne "fedele lettore"  :-)
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