Di questo numero salvo le storie brevi centrali mentre le lunghe di apertura e chiusura non mi hanno convinto. A cominciare proprio dalla 'valentiniana' del
Poetry Slam che, pur essendo stata scritta dal brillante Sergio Badino, non mi ha particolarmente preso, con il solito Paperino che, nonostante l'età (ha ormai largamente superato i 30...) continua , almeno in febbraio, ad avere pulsioni adolescenziali nel trovare un modo per far colpo sulla 'fidanzatina'
'Fidanzatina' (anch'essa ultra 30enne) che ha ormai perso qualsiasi atteggiamento 'grintoso' per dare spazio ad una papera molto accomodante, paziente, comprensiva... in una parola: noiosa. Fortuna che a dare un po' di vigore al tutto c'è la presenza inattesa di Anacleto Mitraglia in compagnia di una certa Adalgisa che dovrebbe essere la sua fidanzata.
Fidanzata piuttosto scorbutica, invero (d'altronde 'chi si somiglia si piglia'), anche nei confronti di Paperina che invece cerca una specie di solidarietà femminile da contrapporre alla classica inimicizia dei loro compagni. Anche in questo caso la Daisy attuale non si scompone (la 'precedente' avrebbe fatto a 'borsettate' con la tipa del Mitraglia) mantenendo un aplomb che contrasta con l'atteggiamento antipatico di Adalgisa.
_____________________________________________________________________________________________________________________________________La Sinfonia in Giallo di Niccolò Testi ha una sceneggiatura piuttosto atipica che però rende interessante la lettura del breve soggetto. Topolino è ormai talmente 'bullizzato' dall'Ispettore Irk che non osa più prendere iniziative personali, negando di essere un detective (quando praticamente lo è) e reclamando la presenza di Basettoni e della Polizia appena la situazione descritta da un musicista si fa un po' più articolata.
Nell'alternanza di vari momenti narrativi non ho capito i 'brividi' di due curatori del violino scomparso che hanno reazioni particolari (a distanza) collegate a deduzioni e spiegazioni di Topolino e del maestro musicista. Potevano essere implicati nel mistero della scomparsa del violino ma poi la cosa si è risolta in altro modo. Apparizioni fini a se stesse (ma senza apparente senso)? Boh...
_________________________________________________________________________________________________Simpatico anche l'ultimo soggetto di Pianeta Paperone, sebbene la voglia di avventura ad ogni costo dello zione sembra prevalere sugli scopi 'predatori' del suddetto in maniera un po' esagerata, a contrasto con un Paperino che supera brillantemente e fortunatamente (e stranamente) i vari ostacoli del percorso 'simil-avventuroso'.
Troppo facile! è uscito parallelamente sia in questo libretto che nel Classico d'Autore "Pianeta Paperone". Anzi, nel mio caso l'ho letto prima nel Classico che in questo Topolino arrivatomi con una settimana di ritardo. Credo sia la prima volta che leggo una storia sul libretto, ufficialmente al suo debutto, in 'replica'
_________________________________________________________________________________________________La Disfida ghiacciata di Paperino è una storia scritta e disegnata da due autori italiani (Alssandro Ferrari e Mario Ferracina) per l'americana DPW. Tutto sommato godibile nel riproporre situazioni 'storiche' (come l'alleanza fra Bassotti e Rockerduck, sebbene sostituita 'in corsa' da quella fra John D. e Lusky) e personaggi poco utilizzati come le nipotine di Paperina, in un soggetto che sottolinea l'importanza della Famiglia (anche quella 'allargata' dei Paperi - imparassero da loro certi nostri politici) e della sua 'coesione'
Coesione messa in pericolo dalla rivalità fra Paperino e Gastone che, attraverso i ricordi di Nonna Papera (impegnata nel curling come lo zione sotto forma di statuina olimpica), torna ai tempi di Quack Town. Da notare la colorazione gradevole di Davide Sorio (Arancia Studio), fatta di molte ombreggiature e riflessi.
_____________________________________________________________________________________________________________________________________L'ultimo episodio di
Paperone in Atlantide non ha cambiato il mio parere su questo 'kolossal' di Fabio Celoni. E' una storia fine a se stessa, direi alternativa alla classica narrativa paperoniana, un po' come è stato anche il precedente lavoro dell'autore, Il Destino di Paperone.
Un po' come Pikappa sta a Paperinik, ovvero due universi paralleli. Come la classiche storie in costume, con i vari alter ego, apprezzabili ma 'altre' rispetto alla reale vita dei Paperi. Da considerare come 'prove attoriali' e non vere esperienze di vita vissuta.
La colorazione, volutamente oscura e a volte pesante, credo sia da apprezzare più su uno Special Book che nel formato più o meno 'tascabile' del libretto. Come forse potrebbero essere maggiormente apprezzati anche soggetto e sceneggiatura.
Se nella eventuale futura Atlantide di Casty proverò delle emozioni a vedere Eurasia Tost, Pippo e Topolino scoprire i misteri del continente perduto, quasi come fosse una esperienza 'vera', in questa Atlantide di Celoni ho seguito le vicende di Paperone e nipoti come se stessi vedendo un film kolossal (per l'appunto), fine a se stesso, a volte anche noioso (ovviamente per me)