PKNA Reloaded 20 – Mekkano

01 FEB 2007
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E fu il mito. Mekkano (Enna/Freccero) prende quel Gorthan che Faraci aveva introdotto in Trauma, lo sviluppa e lo consegna alla Storia del fumetto facendolo interagire per la prima volta direttamente con Paperinik. Un rapporto di amicizia e inimicizia ricco di luci e ombre, che fa da cornice ad un inseguimento tra le rocce di Wolf Canyon. E non c’è soltanto Gorthan coi suoi turbamenti. Come dimenticare la rivalità tra Voight e l’ingegner Takeda, e soprattutto come dimenticare i brani del Piccolo Principe che in apertura e in chiusura fanno raggiungere all’insieme vertici di lirismo inaudito? Inizia con questa storia la vera ascesa Disneyana del Dio della Didascalia. E invece prosegue il percorso di maturazione di Freccero, ancora lungi dal diventare come oggi lo conosciamo. E non raggiunge neppure il livello di sintesi grafica che vedremo ne Le Parti e il Tutto, ma tende ad essere più dispersivo e caotico. Lo stile più adatto a raffigurare un Gorthan slanciato o quel garbuglio tecnologico che è Mekkano. E il caos raggiungerà il suo apice proprio nelle due tavole risolutive della battaglia finale, dove romperà ogni limite imposto dal Disney sperimentale e si scatenerà in una tempesta visiva. E parecchio incasinato è il tratto di Mottura nel terzo episodio di Starring The Great Burton LaValle, La Minaccia dei Sub-Paperoidi Auto-Reverse (Salvagnini/Mottura), che correda l’albo con una breve divertente, incentrata sul rapporto tra il divo e l’animale che gli ruba la scena (non ricorda una certa storia di Gottfredson?). Buona ma non eccezionale, e di certo non all’altezza della storia principale.
Mekkano rappresenta senza dubbio un punto d’arrivo nel processo di adultizzazione che nel 1998 stava subendo la Disney. Una storia in cui si è osato, in cui ci si è impegnati. E per quanto le sue atmosfere desertiche e i suoi disegni caotici possano non andare a genio proprio a tutti, non si pu??gare di trovarsi di fronte ad una pietra miliare della storia del fumetto Disney. Forse non il capolavoro di Bruno Enna (quello è Frammenti D’Autunno), ma senza alcun dubbio uno dei PKNA più amati. Cosa rimane adesso di cotanto mito? Le storielle all’acqua di rose che infestano Witch? Numi. A sentire loro erano altri tempi, non c’è più mercato per cose del genere, è un epoca che è finita etc etc. Ma se solo si puntasse ad un pubblico un pelino meno volubile e modaiolo, forse più nerd ma sicuramente più stabile e affezionato. Se ci fossero meno Wizards of Mickey e più Calypso, meno PP8 e più Le Parti e il Tutto. Se ci fossero più ragazze da queste parti. Bof, vado a mangiarmi il carzelloddo di mezzanotte.

Autore dell'articolo: Grrodon