Paperino 351

01 SET 2009
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E’ difficile dare un giudizio a questo numero di Paperino. Perché, se da una parte sono contento che abbia incominciato di nuovo a pubblicare storie tratte non solo da se stesso, ma anche da altre testate, e che siano della più disparata natura (italiane, americane anni ’70, danesi inedite), da un’altra non lo sono affatto, perché questo non è altro che un discutibile tentativo per cercare di continuare le pubblicazioni.
Un tentativo che può anche dirsi riuscito: in fondo l’albo è appetibile, per alcune storie, anche da lettori più smaliziati.
Si può annoverare, tra queste, una inedita danese, posta ovviamente ad inizio albo: Paperino e il faro troppo… solo, davvero pessima, ma il fatto di presentare un’inedito, magari se selezionato meglio dall’ampio repertorio di storie sconosciute in Italia, potrebbe essere un motivo all’acquisto da parte di un lettore più vissuto.
Si continua poi con una simpatica storia di Gentina autore completo, Paperino e il parco del fiume selvaggio. Altra storia degna di merito è Zio Paperone e la guerra delle conchiglie, un Cimino tratto dall’Almanacco Topolino come sempre eccellente, valorizzato anche dai disegni di Chierchini. Completa il quadro Paperino re delle banane, classica storia americana in cui si cerca di emulare Barks, con viaggi intorno al mondo. Personalmente le apprezzo molto, e i disegni di un Bradbury in forma non fa che aumentarne il valore.
Queste sono le più interessanti: il resto dell’albo è composto da storielle straniere di poco conto, la cui più accettabile è forse Paperino e le dimissioni in… tronco, e di due storie tratte da Paperino stesso, la cui una è stata già pubblicata sul numero 300, il che fa capire con quanta cura preparino questa pubblicazione.
Immagino vi starete chiedendo: “ma alla fine, conviene o no comprarlo?”. La risposta che vi do, mentre le musiche di Ratatouille mi fanno compagnia, è questa: se avete qualche soldarello in più, compratelo pure, alcune storie meritano.

Autore dell'articolo: Duck_Fener