Paperino 369

01 MAR 2011
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Il numero di marzo di Paperino ci offre una carrellata della produzione per certi versi “minori” di molti autori che hanno fatto la storia del fumetto Disney italiano.
Dopo l’inedita italiana, al solito facilmente dimenticabile, ecco la coppia Chendi / Bottaro alle prese con la divertente Paperino principe dei principi, breve ma piacevole.
Subito dopo ecco il primo di due Cimino consecutivi. La rodata coppia con Bordini firma Zio Paperone e gli abiti ingualcibili, meritoriamente alla prima ristampa: la storia non delude, presentando tutti i clichè ciminani, da contatori di cassa musicali a isole lontane popolate da autoctoni bellicosi. La seconda invece, la recente Zio Paperone e la teoria delle ombre cupe, è probabilmente una delle peggiori realizzate dall’autore veneto: trama confusa, buchi di sceneggiatura, finale affrettato; non giovano i disegni di un Soldati spesso troppo sopra le righe.
Dopo due storielle straniere ed altre due italiane a firma Michelini e Russo, ecco il vero pezzo forte del numero. Si tratta di Zio Paperone e l’arca deposito, eccellente avventura scritta da Giorgio Pezzin e disegnata ottimamente da GB Carpi. La storia (del 1979) non sfigura assolutamente se confrontata con le coeve opere di Pezzin pubblicate su “Topolino”: si tratta del consueto scontro tra Zio Paperone e Rockerduck supportato dalla Banda Bassotti; la trama ruota intorno ad un possibile secondo diluvio universale, e all’arca costruita da ZP per salvare il suo denaro dall’inondazione.

Tre stelle per questo buon numero, anche se caratterizzato da un po’ di alti e bassi, per la caratura degli autori proposti.

Autore dell'articolo: cianfa88