Disney d’Autore 2 – Giorgio Cavazzano

01 OTT 2012
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Recensione pubblicata anche qui.

Dopo aver già parlato dei volumi dedicati a Silvia Ziche e a Corrado Mastantuono, è il turno del secondo volume della bella collana Disney d’Autore, edita da Disney Libri, che si pone l’arduo obiettivo di lasciare spazio ai maestri del fumetto disney e pubblicare le loro storie migliori. Sono gli stessi autori a prendere per mano il lettore nella scelta degli episodi raccolti, con pagine di introduzione scritte di loro pugno. In questo caso è il turno di Giorgio Cavazzano, notissimo autore di fumetti, noto in ambito disney ma anche altrove. E a cui, dal 26 luglio, viene dedicata una mostra a Morgex in Val d’Aosta.

Il disegnatore di Venezia, capace di passare dall’Uomo Ragno a Diabolik e di segnare, con il suo tratto rotondo ma chiaro, un’intera generazione di cartoonist, ripercorre la sua carriera in Disney raccontandoci i suoi ultimi vent’anni, dal 1992 ai giorni nostri, e partendo dagli sceneggiatori con cui ha più amato lavorare. Per ognuno ci racconta i particolari, lo stile e che cosa offre alla sua penna per innovare. Si tratta di un’affascinante modalità, perché in questo modo capiamo che cosa lega il disegnatore allo scrittore, i diversi modi di lavorare e lo stile di scrittura mutevole dall’uno all’altro. Il tutto, accompagnato da schizzi e smatitate di vignette delle storie pubblicate, in modo da apprezzare il lavoro che sta dietro ogni singola tavola.

Su questo percorso incontriamo il poetico Rodolfo Cimino, che utilizza l’elasticolina del Barone Giallo per narrarci di popoli felici e isolati e di un Paperone dal cuore d’oro, e il giallista Silvano Mezzavilla, abile scrittore di mistery che nell’enigma del faro è capace di mostrare che i cattivi non sempre sono così riconoscibili. Se Cimino propone un classico plot con la sua consueta verve e il suo trascinante amore per l’umanità, Mezzavilla ci guida in un thriller in cui Topolino agisce in maniera deduttiva, un indizio alla volta, per ritrovarsi invischiato in un caso in cui poteri forti tramano nell’ombra: tematiche più adulte, che faranno da apripista all’era faraciana qualche anno dopo.

François Corteggiani ci trascina in un’avventura sul terzo Nilo con gag a raffica ed un ottimo ritmo, mentre il grande Tito Faraci racconta nel Texas un poliziottesco interpretato dai solidi Manetta e Rock Sassi. In Corteggiani brilla, più abilmente mescolato del solito, il ritmo slapstick e le gag fisiche, senza però perdere di vista il fulcro della trama, ovvero l’avventura esotica, sullo stile di un altro suo grande lavoro, sempre in coppia con Cavazzano, il Mondo perduto.

Le vicende quotidiane vengono ben tratteggiate su testi di Francesco Artibani, mentre a mischiare bene action e thriller vi è Casty, con un classico moderno come il dominatore delle nuvole. In quest’ultima storia il richiamo diretto è alla dimensione delta, per poi prendere strade diverse, con una giusta dose di horror e di inquietudine. Ottimo il rapporto di rispetto e di odio tra i due nemici. Artibani invece riflette con sagacia sul ruolo di Paperino, inanellando una serie di ottimi dialoghi, di paradossi formidabili e di battute surreali: una sarabanda volteggiante di guai che simboleggiano la filosofia di Paperino.

Infine, non manca la commedia nera, su testi del vulcanico Fausto Vitaliano. In questa storia il confine tra fumetto e realtà quasi cade, mettendo in burla il personaggio di Gambadilegno e riflettendo sul suo ruolo, sempre più messo in ridicolo.

Un bel volume insomma, arricchito da una prefazione di Vincenzo Mollica. Anche se spiace non vedere la produzione di Cavazzano più sperimentale e rivoluzionaria degli anni ’70 in cui, in coppia con l’abile Giorgio Pezzin, aveva saputo scuotere il fumetto Disney con ardite prospettive e frizzanti sceneggiature. Cavazzano ha però preferito scegliere lavori dalla sua ultima produzione, ritenendola quella dal tratto più maturo e conciso. Leggere lo spaccato di questi vent’anni rende sicuramente giustizia ad un grandissimo autore, duttile e capace di sfornare sempre il meglio, valorizzando il lavoro degli sceneggiatori.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.