Uack! 2

01 MAG 2014
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Una nuova testata può partire male e riassestarsi (molto) strada facendo, come la defunta Disney Anni d’Oro, oppure non riuscire mai a spiccare il volo, se non sporadicamente, come Tesori. Il caso di Uack! è invece assolutamente felice, perché sia il primo numero, ma ancor di più il secondo, propongono una perfetta combinazione tra diletto, grandi storie, articoli di commento e apparato iconografico preciso e puntuale, sapendo anche correggere un paio di errorini presenti nel primo numero (come le tavole autoconclusive non a colori). Chiaramente, Barks propone una qualità assoluta, ma anche disporla in una bella maniera pure per il lettore più esperto non è facile, arrivati anche alla sua terza ristampa integrale. Per cui, è con gioia che possiamo annunciare un numero due ancora “più perfetto”, concedendoci il termine.
L’inedita del numero è la riproposta, da parte di nuovo di Lustig ai testi e dell’immancabile Jippes ai disegni, dell’ultima storia di Barks, ovvero Somewhere Beyond Nowhere. Rispetto alla versione originale, questa è più corta, più dinamica e più frizzante, presentando tematiche affini all’ultimo Barks, ovvero quelle legate alle difficoltà del vivere in una società odierna annichilente con lavori svilenti e noiosi. Paperino risulta un personaggio quasi tragico, schiacciato dal peso dell’esistenza, in maniera simile a certe interpretazioni donrosiane.
Il portfolio, dedicato al periodo da vignettista di Barks, propone materiale inedito e continua ad illustrare la vita di Barks in maniera convinta ed affascinante. E, in apertura del numero, vi è la fondamentale, anche se breve, vicenda della Banda Bassotti, in cui per la prima volta compare la Numero Uno. Da notare, a livello filologico, la pubblicazione di quattro vignette eliminate da Barks per essere sostituite con altre, per la prima volta dopo la pubblicazione sulla Grande Dinastia. Uack! si pone davvero come un’ulteriore edizione definitiva, seguendo l’ordine di pubblicazione delle varie testate che Barks, a vario titolo, curò, a partire dalla imprescindibile Uncle Scrooge.
A far la parte del leone sono, infine, due classici assoluti, ovvero il mitico Skirillione, grande storia di avventura e rilettura del mito, e la dolce e malinconica Isola dei Menehunes, in cui i Bassotti sono sempre più malvagi e i Paperi si ritrovano davvero in una situazione senza via d’uscita. Una storia, per certi aspetti poco ricordata, ma assolutamente centrale.
Un grande numero, assicurato dalla qualità di Barks e da un apparato critico e iconografico davvero maiuscolo.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.